Franco Bitossi il cuore matto del ciclismo italiano

Franco Bitossi (fonte wikipedia)

Franco Bitossi (fonte wikipedia)

Franco Bitossi, la sua carriera

Franco Bitossi ciclista toscano, soprannominato cuore matto, vincitore di due Giri di Lombardia ed in grado di salire sul podio al Giro d’Italia e al Mondiale di Gap vinto da Marino Basso

Franco Bitossi nasce il 1º settembre 1940 a Camaioni di Carmignano, porzione del borgo che appartiene al Comune di Carmignano in provincia di Prato in una famiglia di umili origini. Si avvicina giovane al mondo del pedale seguendo le imprese di Bartali e Coppi e disputando delle gare amichevoli con i suoi amici, salendo spesso da Camaioni al castello di Montelupo Fiorentino. Franco inizia a praticare il ciclismo nel ’57 e si divide tra allenamenti e lavoro mettendosi presto in mostra per le sue straordinarie doti che gli consentono di cogliere diversi successi nelle categorie giovanili tra cui dieci vittorie nella categoria allievi. Passato dilettante con i colori della A.S. Lastrense Gizac conquista ventun vittorie tra cui la prestigiosa Coppa Giulio Burci nel ’60 attirando le attenzioni delle formazioni professionistiche.

Franco passa pro nell’ottobre del 1961 con la maglia della Philco diretta da Fiorenzo Magni facendo ottenendo il terzo posto al GP di Camaiore alle spalle di Rolando Picchiotti e Gianfranco Gallon; il 14 ottobre 1961 a Termoli ottiene la sua prima vittoria in una tappa della Tre Giorni del Sud.

Franco Bitossi esplode al Giro d’Italia 1964

Dopo un ’62 e un ’63 abbastanza anonimi a causa di alcuni problemi di salute legati a un’ipertrofia cardiaca che gli causa problemi di tachicardia (da qui il soprannome “Cuore Matto“), Bitossi esplode nel 1964 quando con la maglia della Springoil-Fuchs, diretta da Waldemaro Bartolozzi, al Giro d’Italia è autentico mattatore conquistando quattro secondi posti di tappa e quattro vittorie di tappa: è primo a San Pellegrino, a Livorno, a Santa Mergherita Ligure e nella Cuneo-Pinerolo, riedizione della frazione vinta quindici anni prima dal campionissimo Fausto Coppi. Franco conquista anche la classifica della montagna della corsa rosa chiudendo al decimo posto in classifica generale.

Bitossi chiude secondo il Giro di Romagna superato in volata da Adriano Durante ed è terzo alla Coppa Sabatini dietro a  Italo Zilioli e Graziano Battistini dimostrando in pieno le proprie doti di ciclista completo ed adatto alle corse a tappe tanto alle prove di un giorno.

I problemi cardiaci di Frano ne limitano la qualità delle performance: i repentini attacchi di tachicardia, legati a volte anche allo stato emotivo, lo costringono spesso al ritiro o a fermarsi a bordo strada per riportare la frequenza cardiaca in ordine, costringendolo a perdere parecchi minuti dai rivali.

Nel 1964 Franco Bitossi a maggio conquista il Meisterschaft von Zurich davanti a Roland Zöffel, al Giro d’Italia vince la Bormio-Brescia completando la corsa rosa al settimo posto a 15’37” da Vittorio Adorni e replicando la conquista della maglia di migliore scalatore davanti a Vito Taccone.

Franco Bitossi vince il Tour de Suisse 1965

A giugno il toscano è al via del Tour de Suisse e nella seconda tappa da Basilea a Wohlen conquista la vittoria di tappa con 30 secondi su Walter Boucquet, nella quarta tappa, una cronometro individuale è secondo dietro a Robert Hagmann mentre nella quinta frazione Siebnen-Bellinzona è primo con oltre un minuto di margine su Alfred Rüegg. La sesta tappa da Bellinzona a Château-d’Œx vede vincere Marcello Mugnaini, Bitossi è secondo staccato di 30 secondi ma conquista la maglia di leader della corsa strappandola a Joseph Huysmans che perde parecchio terreno. Franco Bitossi vince il Tour de Suisse 1965 con 3 minuti di margine su Huysmans e 3’36” su Mugnaini.

Nel ’66 il toscano passa allaFilotex con cui ottiene dieci successi in stagione: al Tour de Romandie vince la Nyon-Haute-Nendaz davanti a Gianni Motta e la La Chaux-de-Fonds-Losanna davanti al francese Charly Grosskost e a Ugo Colombo. Al Giro d’Italia conquista la vittoria sul traguardo di Arona, nella quattordicesima tappa, e a Bezzecca nella sedicesima frazione chiudendo la corsa rosa all’ottavo posto a 9’24” da Motta conquistando nuovamente la maglia di miglior scalatore davanti a Julio Jiménez. Schierato al via del Tour de France, Franco vince sul traguardo di Caen e nella Briançon-Torino chiudendo al diciassettesimo posto della classifica finale. A fine stagione conquista la vittoria della Coppa Sabatini a Peccioli e viene selezionato per la prima volta in Nazionale per i campionati del mondo del Nürburgring.

Nel 1967 a febbraio vince il Trofeo Laigueglia staccando di tre secondi Luciano Armani, a marzo è protagonista alla Tirreno-Adriatico vincendo la frazione inaugurale di Fiuggi vestendo la maglia di leader per poi perderla a favore di Tommaso De Prà e riprenderla nell’ultima tappa conquistando la vittoria finale con 12 secondi di margine su Carmine Preziosi e Vito Taccone. Al Giro il toscano vince la settima tappa con arrivo sull’Etna ma è meno brillante degli anni precedenti completando la corsa rosa fuori dalla top10.

Franco Bitossi vince il Giro di Lombardia 1967

A fine stagione Bitossi conquista la vittoria Coppa Sabatini davanti a Wladimiro Panizza e Renato Laghi e, soprattutto conquista il successo al Giro di Lombardia con un’azione in solitaria che gli consente di tagliare il traguardo con una trentina di secondi di margine precedendo il connazionale Felice Gimondi e il francese Raymond Poulidor

Nel ’68 Franco conquista tredici successi: a marzo vince la Sassari-Cagliari davanti a van der Vleuten (poi squalificato ed il secondo posto rimase non assegnato) e ad Eddy Merckx, la tappa di Olbia al Giro di Sardegna, la  Milano-Torino davanti a Italo Zilioli ed una tappa alla Tirreno-Adriatico. Ad aprile è primo al Giro di Toscana davanti ad Adriano Durante ed il mese successivo conquista il Meisterschaft von Zurich staccando di quattro secondi il belga Valère Van Sweevelt. Al via del Giro d’Italia 1968, Franco Bitossi vince la tappa di Foligno e quella del Blockhaus chiudendo la corsa rosa al nono posto a 19’02″da Merckx ed è secondo nella classifica a punti sempre alle spalle del belga.

Al Tour 1969 il toscano vince Aurillac e Nantes chiudendo all’ottavo posto a 4’59 dall’olandese Jan Janssen, è secondo nella classifica della montagna dietro a Aurelio González e conquista la maglia della combinata su Janssen e quella a punti davanti a Walter Godefroot. Al Giro delle Fiandre 1969 coglie il quarto posto alle spalle di Merckx, Gimondi e Basso nella sua prima ed unica partecipazione alla classica del nord.

Il 1970 è un’altra stagione super per “Cuore Matto” che ottiene sedici successi personali tra cui due tappe alla Tirreno-Adriatico. Al Giro d’Italia, Franco vince la prima frazione con arrivo a Biandronno (vestendo la maglia rosa per sei giorni), la tappa di Aosta, quella di Arta Terme e quella di Dobbiaco completando la corsa al settimo posto finale a 13’10” da Merckx e conquista la maglia ciclamino su Dancelli.

Franco Bitossi vince il Giro di Lombardia 1970

Al Tour de Suisse 1970 Bitossi ottiene due successi di tappa e chiude settimo a 3’53” da Roberto Poggiali ed è secondo nella classifica a punti. Cuore matto vince anche il Giro del Veneto superando in volata Felice Gimondi dopo un’azione a due da lontano conquistando il titolo di campione italiano. Ad ottobre Bitossi conquista la A travers Lausanne, il Giro dell’Emila e, soprattutto, il Giro di Lombardia 1970 battendo nuovamente Gimondi in una volata a due.

Nel ’71 Bitossi si conferma campione italiano vincendo la prova unica al Gran Premio Industria e Commercio di Prato davanti a Gimondi e Enrico Paolini. Durante l’anno conquista anche il Giro di Romagna davanti a Giancarlo Polidori, la tappa con arrivo a Lubiana al Giro d’Italia e la Coppa Agostoni superando in una volata a tre il belga Willy De Geest ed il francese Roger Pingeon. Al Giro di Lombardia deve inchinarsi al cannibale Eddy Merckx.

Nel ’72 Bitossi vince il Giro della Provincia di Reggio Calabria su Albert Van Vlierberghe, il Giro di Campania davanti a Marcello Bergamo ed il Giro di Puglia davanti allo svedese Gösta Pettersson ma è costretto al ritiro al Giro d’Italia.

Franco Bitossi secondo al Mondiale di Gap

Nell’agosto di quell’anno è al via dei Campionati del Mondo di Gap, in Francia e nei chilometri finale si trova in testa con altri sei atleti: Merckx, Guimard, Zoetemelk, Mortensen e gli azzurri Basso e Dancelli. A quel punto della corsa sono proprio gli azzurri i favoriti per la maglia iridata potendo contare sui due più veloci del gruppetto. Ai meno quattro è però Guimard ad allungare con Bitossi a tallonarlo. Accortosi della presenza dell’italiano che, chiaramente, non collabora, il francese alza il piede dall’acceleratore. A quel punto è proprio Franco a provare lo scatto lasciando sul posto Guimard a poco più di un chilometro dall’arrivo. Ai meno 300 metri Bitossi è ancora in testa ma a quel punto, con la strada che sale ed il vento che soffia contrario, Zoetemelk, Guimard e Merckx ritornano a velocità doppia ed è Marino Basso il primo a superarlo lasciandogli la medaglia d’argento.

 

L’anno seguente approda alla Sammontana vincendo il Giro del Veneto con otto secondi su Paolini, il Giro dell’Emilia su Marcello Bargamo ed il Gran Premio di Mendrisio davanti a Merckx. Nel 1974 approda alla Scic di Carlo Chiappano vincendo il Giro di Romagna precedendo in volata Sigfrido Fontanelli, tre tappe al Giro d’Italia chiudendo al nono posto a 16’05” da Merckx e quattro tappe al  Tour de Suisse chiudendo settimo a 4’23” da cannibale. La stagione è impreziosita anche dal successo al Trofeo Matteotti davanti a Francesco Moser e dal quarto posto alla Milano-Sanremo vinta da Gimondi.

Nel 1975, sempre in maglia Scic, arrivano cinque successi tra cui due tappe al Tour Méditerranéen, una alla Parigi-Nizza ed una al Giro. L’anno successivo verse i colori della Z0nca conquistando  il Trofeo Laigueglia davanti a Baronchelli, il Giro del Friuli e la Coppa Bernocchi valida come Campionato italiano bruciando in volata Moser e Panizza e cogliendo la maglia tricolore per la terza volta in carriera.

Nel ’77 vince il Gran Premio Città di Camaiore ed è terzo al Giro di Lombardia dietro a Baronchelli e Jean-Luc Vandenbroucke. Cimentandosi anche nel ciclocross il toscano ottiene diverse soddisfazioni in particolare grazie alla conquista del titolo di campione italiano. Nel ’78, con la maglia della Gis Gelati, la tappa di Paglietaalla Tirreno-Adriatico.  Convocato  in nazionale, conquista la medaglia di bronzo ai campionati del mondo di San Cristóbal, in Venezuela, vinti da Francesco Moser su Dietrich Thurau. Sempre nel ’78 bissa il successo nel campionato italiano di ciclocross.

Bitossi conclude la sua carriera professionistica il 4 ottobre del 1978, al termine del Giro dell’Emilia. Dopo un anno sabbatico, Bitossi che ha moglie e figli si dedica all’attività di coltivatore diretto dopo aver seguito le orme di uno zio allontanandosi, di fatto, dal mondo del pedale.