Kevin Rivera alla Bardiani CSF Faizanè

Kevin Rivera firma con la Bardiani CSF Faizanè

Kevin Rivera scalatore ventiduenne originario del Costa Rica, vestirà i colori della Bardiani CSF Faizanè nelle stagioni 2021 e 2022

 

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Talento, vittorie, abilità in salita e giovane età. Queste le caratteristiche portate in dote dal giovane scalatore Costaricano in forza al team Androni-Sidermec nelle precedenti stagioni. Già 9 successi tra i professionisti per lo scalatore 22enne, vincitore anche di 4 classifiche di miglior giovane e di due classifiche GPM oltre che della classifica generale del Tour of China nel 2017 e del Sibiu Tour nel 2019.

Kevin Rivera, scalatore ventiduenne originario del Costa Rica, vestirà i colori della Bardiani CSF Faizanè nelle stagioni 2021 e 2022. Il giovane e talentoso atleta nonostante la sua giovane età ha già siglato numerosi successi tra i professionisti, collezionando ben 9 successi in quattro anni, 3 nel 2020, tra vittorie di tappa e classifiche generali. Vincitore della classifica general del Tour of China nel 2017 e del Sibiu Tour nel 2019, ha sempre ben figurato in classifica generale nelle corse a tappe conquistando anche 4 maglie di miglior giovane e due maglie dei gran premi della montagna. Nel 2021 e 2022 è alla ricerca del definitivo salto di qualità per il quale ha scelto di cercare nuovi stimoli e sfide nel team Bardiani CSF Faizanè.

Kevin Rivera si presenta con queste parole: “Sono felice di poter affrontare il nuovo anno, con un nuovo team e nuovi compagni. Si tratterà di due anni molto importanti per me e per la mia definitiva crescita come atleta. Il mio obiettivo è quello di portare vittorie importanti al team e di poter partecipare, meritandomi la convocazione, al Giro d’Italia 2021 per testarmi in una delle corse a tappe più importanti del mondo.”

Nel 2020 Kevin Rivera sarà ancora impegnato nei mondiali di Imola questo week-end con la maglia del Costa Rica, per poi dedicarsi e concentrarsi alla preparazione della nuova stagione, in maglia Bardiani CSF Faizanè.

PALMARES:

2020:
1° Tour de Langkawi – Tappa 4.
1° Vuelta al Tachira – Tappa 6.
1° Vuelta al Tachira – Tappa 7.
Miglior Giovane Vuelta al Tachira
Miglior Scalatore Vuelta al Tachira

2019:
1° Classifica General Sibiu Tour.
1° Sibiu Tour – Tappa 2
1° Tour of China II, tappa 3
Miglior scalatore, Tour of China II
Miglior Giovane – Vuelta Ciclista Chile.
Miglior Giovane – Tour of Bihor
Miglior Giovane – Sibiu Tour
9° Milano-Torino.

2018:
1° Vuelta al Tachira – Tappa 7.

2017:
1° Classifica Generale – Tour of China II
1° Tour of China II – Tappa 7
Miglior scalatore Tour of China II

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

 

La Süddeutsche Zeitung mette in dubbio la prova di Pogacar?

 

La Süddeutsche Zeitung e la vittoria di Pogacar?

La Süddeutsche Zeitung, storico quotidiano di Monaco di Baviera pone qualche  dubbio la prova di Pogacar al Tour de France 2020

 

La Süddeutsche Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, ha pubblicato un articolo in cui analizza in modo sciettico la prova di Tadej Pogacar nella cronometro di sabato che gli ha permesso di conquistare il Tour de France 2020.

Nella frazione più drammatica dell’ultimo Tour si è verificato il clamoroso sorpasso del 21enne sloveno ai danni del connazionale Primoz Roglic grazie ad una prova realmente stratosferica.

Il Quotidiano tedesco ha avanzato più di un dubbio su questa impresa e, partendo dal twitt di uno dei ciclisti più discussi di sempre, Lance Armstrong è tornato sul legame Slovenia-Doping.

“È stata una delle migliori prestazioni che abbiamo mai visto nel ciclismo” ha pubblicato Lance Armstrong sul proprio profilo Twitter.
La Süddeutsche Zeitung ha voluto fare un parallelismo sull’azione di Tadej Pogacar e la gara dei 100 metri dell’atleta Usain Bolt ai Giochi Olimpici del 2008 a Pechino. Il giornale definisce la prova dello sloveno “irreale che persino per gli osservatori appassionati”.

Insomma viene ventilato un grosso dubbio segnalando come il doping sia una realtà presente ancora in gruppo. Viene citata la positività al salbutamolo del quattro volte vincitore del Tour Chris Froome. Il giornale parla apertamente del processo in corso al tribunale regionale di Monaco segnalando il ruolo della Slovenia: si dice che l’attrezzatura sia arrivata a Erfurt attraverso la Slovenia.

La Slovenia è un paese con una piccola storia nel mondo del ciclismo Tadej Valjavec ha ottenuto un nono posto al Giro 2004 e un settimo nel 2009 poi revocato (nell’aprile del 2011 lo sloveno Valjavec viene sospeso per due anni dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna in seguito ad anormalità riguardanti il passaporto biologico riscontrate in test anti-doping effettuati in aprile e agosto del 2009), Jani Brajkovič ha vinto il Critérium du Dauphiné e Simon Špilak ha ottenuto qualche successo in carriera.

Il quotidiano ha inoltre segnalato le nubi attorno ad Andrej Hauptman, scopritore di Pogacar ed ed ex ciclista su strada sloveno che venne escluso dal Tour 2000 a causa dei valori ematici irregolari.

Pogacar ha scalato il Peyresourde più velocemente qualunque altro atleta nella storia del ciclismo e nella cronometro finale ha ottenuto una media di 6,5 watt per chilogrammo.

Saranno solo illazioni quelle della Süddeutsche Zeitung? Sinceramente crediamo che sino a prova contraria non si possa discutere un atleta che compie una simile impresa…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Colnago V3R di Tadej Pogačar

Colnago V3R di Tadej Pogačar la bici vincitrice del Tour

Colnago V3R di Tadej Pogačar, scopriamo tutti i segreti e le caratteristiche della bicicletta del vincitore del Tour de France 2020

Colnago V3R di Tadej Pogačar (fonte pagina twitter Colnago)

Colnago V3R di Tadej Pogačar (fonte pagina twitter Colnago)

Colnago V3R di Tadej Pogačar è la prima bicicletta a marchio Colnago a trionfare al Tour de France. In realtà il noto marchio italiano aveva già vinto la corsa francese con biciclette però brandizzate da altri marchi. E’ un Tour ricco di primati quello appena concluso con due esordienti sul gradino più alto del podio: il ciclista sloveno e il produttore italiano.

Tadej festaggia oggi i 22 anni (quale regalo migliore della vittoria dal Tour?) mentre il brand italiano ha 66 anni di attività alle spalle e, dopo aver trionfato al Giro, alla Vuelta e ai Mondiali, arriva al trionfo al Tour de France 2020.

Come detto i telai Colnago hanno in realtà già trionfato il terra francese ma sempre e solo sotto altri marchi: su tutti si ricorda il binomio vincente con il brand Eddy Merckx.

Dopo l’exploit della cronometro di sabato lo stabilimento Colnago è stato straordinariamente aperto per completare la colorazione gialla della speciale e per consentire al giovane sloveno di sfilare con una Colnago V3R gialla. Questa bicicletta nasce dalla visione di Davide Fumagalli che ha progettato tutte le bici Colnago degli ultimi 11 anni.

Pogacar ha corso con la versione con freno a disco della Colnago V3R che con tutta l’attrezzatura raggiunge circa i 6,95 chilogrammi (Il limite di peso minimo della bici UCI è di 6,8 kg).

La cosa curiosa è che per la cronometro di sabato Pogačar ha corso l’ultima parte in salita della cronometro senza il misuratore di potenza e il ciclocomputer. Una scelta che ha ricordato quella dello svizzero Fabian Cancellara che in allenamento era solito correre con il misuratore di potenza ma nelle gare fondamentali se lo “dimenticava” a casa.

Taddeo ha corso i primi 30 chilometri di sabato con la bicicletta da cronometro ma poi è montato in sella alla Colnago V3R.

La Colnago V3R è commercializzata sia in versione con freno a disco che con freno a pattino ed è stata lanciata assieme al modello V3 destinata ad un mercato di fascia più basta ma che ripresenta alcune peculiarità della “sorella maggiore”.

Il telaio, nella versione disc grezza (con le parti metalliche collocate e incollate), pesa solamente 790 grammi (taglia 50) e presenta una rigidità del 12% maggiore rispetto al modello V2 nella zona posteriore e del 6% nella zona del tubo di sterzo.

La Colnago V3R presenta una forcella ridisegnata rispetto alla V2R e presenta un peso di 340 grammi (taglia 50) contro i 390 del modello precedente.

Tadej Pogacar ha potuto beneficiare della estrema attenzione all’aerodinamica e all’integrazione offerta dalla sua Colnago V3R.

La V3R ha dimostrato in corsa di essere uno strumento eccezionale e eccezionalmente sensibile alle sollecitazioni del giovane corridore sloveno. Affidabile in pianura, in grado di compiere traiettorie millimetriche nelle discese e di volare nelle salite, come nell’ultima decisiva cronometro del Tour.

Nata come un prodotto RACE ha chiaramente spopolato anche tra gli amatori. La Colnago V3Rs è disponibile sul mercato in otto taglie sloping (dalla 42s alla 58s) e nelle versioni con freni a disco e freni tradizionali.

Roglic conferma che Jumbo-Visma continuerà a utilizzare chetoni

Roglic tra maglia gialla ed integratori

Roglic conferma che Jumbo-Visma continuerà a utilizzare chetoni nel frattempo è sempre più vicino alla vittoria del Tour

Roglig (fonte pagina twitter)

Roglig (fonte pagina twitter)

Primoz Roglic appare padrone incontrastato del Tour de France 2020 anche se alle sue spalle brilla il giovane connazionale Tadej Pogacar. Maglia gialla e maglia bianca divisi ma uniti sotto i colori del paese dell’ex Jugoslavia.

Attorno al nome di Primož Roglič e a quello della sua Jumbo-Visma negli scorsi mesi sono girate parecchie “voci” legate all’uso di Chetoni. Lo stesso leader del team non ha nessun problema a confermare che anche in questa stagione lui ed i suoi compagni stanno utilizzando questi integratori alimentari che, lo ricordiamo, non sono vietati dal regolamento.

Era stato lo stesso manager del Team Jumbo-Visma, Richard Plugge, a confermare quanto rivelato dal rapporto pubblicato sul De Telegraaf ovvero che la squadra usi abitualmente integratori di chetoni.

Anche al termine della frazione con arrivo sul Col de Loze non è mancata la domanda, in sala stampa, sull’impiego dei Chetoni a cui Roglic ha dato la sua chiave di lettura:

“per gli effetti realmente percepiti è difficile dire se sono efficaci. Siamo alla fine del Tour, siamo tutti stanchi e vogliamo solo fare il meglio possibile. Stiamo solo lavorando a questo”

Il corridore della Jumbo si sta avvicinando alla conquista della maglia gialla a Parigi ma per ora mantiene i piedi ben saldi a terra:

“c’è una tappa dura in meno da affrontare rispetto a ieri, sono contento che sia passata – ha spiegato al termine della tappa di ieri – ogni secondo di vantaggio è importante per arrivare all’obiettivo. Devo dire che vedere tante bandiere slovene lungo il percorso mi sta dando una extra carica soprattutto ora nell’ultima settimana. Non so cosa stia succedendo a casa, ma spero che ci divertiremo tutti e che le persone possano essere orgogliose di noi”

 

Gaviria vince il Giro di Toscana

 

Gaviria vince allo sprint il Giro di Toscana

Gaviria vince allo sprint sul traguardo di Pontedera il Giro di Toscana davanti all’australiano Robert Stannard

Giro della Toscana 2020 – Memorial Alfredo Martini – 92nd Edition – Pontedera – Pontedera 182,9 km – 16/09/2020 – Fernando Gaviria (COL – UAE – Team Emirates) – Robert Stannard (AUS – Mitchelton – Scott) – Ethan Hayter (GBR – Ineos Grenadiers) – photo Dario Belingheri/BettiniPhoto©2020

 

 

Pronto riscatto del colombiano Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) che, dopo i due secondi posti ottenuti alla recente Tirreno-Adriatico, ha ritrovato oggi la via del successo nel 5° Giro della Toscana – Memorial Alfredo Martini. Sul traguardo di Pontedera (Pisa), il sudamenricano era uno dei velocisti più attesi e non ha tradito, con uno sprint di pura potenza ha vinto in maniera netta. Secondo posto per l’australiano Robert Stannard (Mitchelton Scott) e terzo l’inglese Ethan Hayter (Team Ineos).

Gaviria è anche il primo leader della Challenge Memorial Alfredo Martini che si concluderà domani a Peccioli con la 68/a Coppa Sabati dove però è già certo che il colombiano non ci sarà. Per questo 5° Giro della Toscana – Memorial Alfredo Martini l’Uc Pecciolese presentava quest’anno un tracciato rinnovato: tolta la scalata al Monte Serra, le uniche salite previste sono quelle di Chianni, Lajatico e Palaia, non molto impegnative, con un tracciato di 182,9 km che sorride alle ruote veloci del gruppo.

Al via si schierano 151 corridori in rappresentanza di 22 squadre: 8 WorldTour, 9 Professional, 3 Continental e 2 Nazionali (Italia e Svizzera). La fuga più importante della giornata nasce subito dopo 13 chilometri di gara. Ne fanno parte: Mathias Jorgensen (Movistar Team), Connor Brown (NTT Pro Cycling), Cristian Rodriguez (Caja Rural RGA), Mikel Iturria (Euskaltel Euskadi), William Munoz (Colombia Tierra de Atletas), Raffaele Radice (Sangemini Trevigiani Mg.Kvis), Filippo Colombo (Nazionale Svizzera) e Guido Draghi (D’Amico Um Tools). Gli otto al comando toccano il vantaggio massimo di 4’32” al km 21 prima della prima salita di Chianni.

Al km 103,9 i fuggitivi passano sotto il traguardo di Pontedera con un vantaggio di poco superiore ai tre minuti sul gruppo. Alla seconda ascesa a Palaia (a 41 km dall’arrivo) perdono contatto dal drappello di testa Draghi e Munoz. Più avanti anche Iturria alza bandiera bianca.

Mauro Finetto (Nippo Delko) e Nicola Conci (Nazionale Italiana) escono dal gruppo ad una trentina di chilometri dall’arrivo, all’uscita dall’abitato di Peccioli, e si buttano alla caccia dei sei battistrada, ma non trovano fortuna. Stessa sorte spetta all’israeliano Omer Goldstein (Israel Start – Up Nation). Sono le maglie della Ineos a guidare l’inseguimento del gruppo che nel frattempo ha ridotto il gap ad una cinquantina di secondi. All’inseguimento degli attaccanti si gettano anche Gianni Moscon (Team Ineos) e Jacopo Mosca (Nazionale Italia). Altri corridori poi si aggiungono e vanno a riprendere i battistrada.

A 10 chilometri dall’arrivo si forma un drappello di 18 corridori al comando, ma il gruppo è vicinissimo. Infatti, la situazione si ricompatta completamente a 8,5 km dalla conclusione. Tutto si decide in volata, nessuna squadra riesce ad organizzare un vero treno, ognuno fa per sé è il più lesto di tutti è Gaviria che ora osserverà un periodo di riposo prima di prepararsi al meglio per il Giro d’Italia, il suo prossimo obbiettivo stagionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA –

foto crediti BETTINIPHOTO

 

Kévin Reza, Black Lives Matter e il ciclismo

 

Kévin Reza, Black Lives Matter e il ciclismo

Kévin Reza, ciclista in forza alla B&B Hotels-Vital Concept, parla del problema del razzismo e del movimento Black Lives Matter

Black Lives Matter logo (fonte wikipedia)

Black Lives Matter logo (fonte wikipedia)

Kévin Reza, ciclista attualmente in forza alla B&B Hotels-Vital Concept, è stato intervistato da cyclingnews.com in merito all’integrazione dei ciclisti di colore nel plotone. Va ricordato che Reza fu protagonista (involontario) di un paio di episodi poco piacevoli prima nel 2014 con Michael Albasini e nel 2017 con Gianni Moscon divenuti tristemente noti.

 Già in occasione di quegli spiacevoli accadimenti venne messo in luce il problema del razzismo in uno sport in cui gli atleti di colore sono una assoluta minoranza in termini prettamente numerici.

Reza -figlio di genitori guadalupini ma cittadino francese  è atleta di colore a  partecipante al Tour di quest’anno e, a parte il suo sostegno pubblico al movimento Black Lives Matter, l’aspetto dei problemi del razzismo sono stati “schivati” dal ciclismo.

Proprio su questo argomento, il noto sito di informazione ciclistica, ha voluto approfondire con il diretto interessato.

“non ho trovato all’epoca dei fatti elevata solidarietà, gli amici del gruppo mi hanno appoggiato ma per il resto non ho sentito la solidarietà ampia necessaria per richiamare la dovuta attenzione su quei fatti – ha spiegato l’atleta della B&B Hotels-Vital Concept – la mia vuol essere una mera osservazione e non una critica.

Il problema del razzismo nel mondo ed in particolare nel settore dello sport è un argomento delicato e che spesso balza (tristemente) agli onori delle cronache. I recenti accadimenti avvenuti negli USA a seguito dell’omicidio di George Floyd hanno risvegliato le coscienze degli sportivi ma i problemi dei pregiudizi e delle ingiustizie sociali permangono e, in alcuni casi, paiono aumentare.

Il discorso è ampio e probabilmente le potenzialità mediatiche di Reza non possono essere funzionali a risolvere un problema del genere. Nel mondo mediaticamente planetario come quello della NBA, la Lega nazionale di basket americana (lo sport più seguito al mondo), è stato una vera icona come LeBron James a portare alla luce le rivendicazioni del movimento Black Lives Matter.

Reza ha alle spalle già 10 stagioni tra i pro e non nasconde che

“da giovane non facevo caso a questa situazione e mi ponevo meno domande su ciò che accadeva attorno a me, oggi voglio capire come potermi rendere utile. E’ una cosa che richiede profonde riflessioni ma questo non vuol dire che io non sostenga il movimento o che non ne parli. Niente affatto. Rifletterò, vedrò quali opportunità si presenteranno e farò le cose per bene”

 

 

Vincenzo Nibali, sopralluogo al percorso dei Mondiali di Imola

Vincenzo Nibali e Cassani provano il tracciato Mondiale

Vincenzo Nibali e Davide Cassani hanno svolto un sopralluogo sul percorso dei Mondiali di Ciclismo di Imola 2020

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali della Trek-Segafredo si è recato, assieme al CT Davide Cassani, lungo il circuito dei sempre più imminenti Mondiali di ciclismo di Imola 2020 per effettuare una ricognizione del percorso. Lo Squalo ha voluto assaggiare con le proprie gambe le difficoltà del circuito di 28,8 chilometri ed in particolare delle due salite che dovrebbero fare la differenza. A differenza di una parte degli atleti faro del ciclismo mondiale, Vincenzo ha deciso di rinunciare al Tour de France per preparare il Giro che si correrà, dopo la rassegna iridata, dal 3 al 25 ottobre prossimi.

Enzo ha tratto importanti indicazioni sul circuito di Imola e, visto il suo ruolo di leader della spedizione tricolore, sarà quanto mai importante approcciare la competizione in modo corretto.

“il percorso presenta due salite brevi ma davvero molto dure, sarà una prova molto difficile e selettiva. L’ascesa alla Cima Gallisterna, la seconda del tracciamo, è davvero dura ed è seguita da una lunga discesa che porta al circuito di Formula 1 – ha spiegato il siciliano – sarà importante l’aiuto della squadra e, naturalmente, non abbassare mail il livello di guardia”.

La soluzione di disputare i mondiali ad Imola è arrivata dopo il forfait di Aigle e Martigny, le due località svizzere che si erano originariamente aggiudicato l’organizzazione della manifestazione Mondiale. Il lavoro svolto dagli organizzatori è stato incredibilmente rapido ed efficacie ed  è stato lo stesso Nibali a portare il suo tributo:

“hanno pavimentato circa il 90% del percorso in un lasso di tempo davvero ridotto, sono certo che sarà un Mondiale meraviglioso per gli atleti e gli appassionati.

Nibali e l’Italia dovranno vedersela, però, con una concorrenza agguerritissima che vedrà in prima linea la nazionale belga, danese e francese senza dimenticare il redivivo Peter Sagan e, perché no, il duo sloveno Roglic-Pogacar che stanno battagliando per la maglia gialla al Tour 2020.

Proprio sull’ampio numero di “competitor” per la conquista della maglia iridata, è stato lo stesso Davide Cassani a cimentarsi su stilare un elenco di favoriti

“Conosco molto bene questa zona. Queste sono le mie strade”, ha detto Cassani. “Secondo me, è un corso non solo per gli scalatori ma anche per gli specialisti della Classica, come quelli capaci di vincere le grandi Classiche come Liegi-Bastogne-Liegi. Julian Alaphilippe, Jakob Fuglsang, Wout van Aert e Peter Sagan saranno ossi duri, ma la lista dei potenziali vincitori è molto lunga. E’ un percorso che può premiare non solo gli scalatori ma anche gli specialisti delle classiche” ha spiegato Cassani.

 

Kämna vince a Villard de Lans

Kämna vince la sedicesima tappa

Kämna vince a Villard de Lans dopo una lunga fuga precedendo Carapaz, per i big giornata di ordinaria amministrazione, ancora in crisi Bernal

Kämna (fonte pagina Twitter)

Kämna (fonte pagina Twitter)

Kämna conquista la vittoria nella sedicesima frazione del Tour de France 2020. Il giovane talento tedesco della  Bora-Hansgrohe è arrivato da solo sul traguardo di Villard de Lans grazie ad una azione segnata dalla potenza e dall’astuziona. Il teutonico ha preceduto Richard Carapaz e Reichenbach.

In una giornata tutto sommato per i big della classifica generale va segnalata l’ennesima “cotta” per il vincitore uscente, il colombiano Egan Bernal che saluta definitivamente la possibilità di giocarsi un posto in classifica generale. Primoz Roglic resta leader della generale.

Da segnalare il quattordicesimo posto di Trentin e l’undicesimo di Bettiol due atleti che assieme ad Oss hanno tenuto alta la bandiera tricolore nella fuga di giornata che ha caratterizzato la tappa odierna. In una tappa segnata dalla presenza di un buon numero di GPM ma nessuno in grado di fare davvero la selezione, è andata in porto la fuga di giornata partita a circa 70 chilometri dal traguardo nei pressi del GPM della Côte de Revel, che ha premiato Lenard Kämna.

L’unico colpo di scena della giornata (oltre alla già citata crisi di Bernal) è stata la difficoltà del colombiano Quintana che ha perso terreno e si è fatto scavalcare da Tom Dumoulin in generale. Primoz Roglic e la Jumbo controllano la corsa nonostante qualche tentativo (velleitario) dei rivali in classifica

 

Mondiali di ciclismo 2020 a Imola: guida completa

Mondiali di ciclismo 2020 a Imola

Mondiali di ciclismo 2020, analisi del percorso, date, orari, favoriti, diretta tv e diretta streaming: la guida completa alla rassegna iridata

grandi giri

il Logo UCI

Mondiali di ciclismo 2020, questo mondiale s’ha da fare. Sono stati in bilico per molto tempo i mondiali 2020 di ciclismo, tra i rischi legati alla pandemia e la rinuncia da parte della Svizzera originale assegnataria della prova iridata con la località di Aigle-Martigny. La nazione elvetica aveva pronunciato il suo no il 12 agosto scorso (dopo che il governo federale aveva posto il limite massimo di presenze a  1.000 persone) aprendo, di fatto, la corsa alla successione. Fin da subito l’Italia è parso uno dei paesi (assieme alla Francia) favorito per ospitare l’evento con diverse città in prima linea nonostante i costi e i tempi decisamente corti per coordinare l’organizzazione di un simile evento.

Ecco che, 52 anni dopo lo storico trionfo di Vittorio Adorni, Imola torna ad ospitare la prova iridata battendo la concorrenza transalpina. Proprio Imola con l’autodromo ha offerto all’UCI le migliori garanzie in termini di sicurezza per evitare rischi di contagio Covid.

Mondiali di ciclismo 2020: il percorso prova Elite maschile, analisi

Come detto sarà Autodromo Dino e Enzo Ferrari di Imola (che qualche settimana più tardi ospiterà anche il GP di Formula) la sede di partenza di tutte le prove che si svolgeranno su circuiti particolarmente impegnativi. La prova Elite maschile misurerà 259,2 km per un totale di circa 5500 metri di dislivello, mentre la lunghezza della gara femminile sarà di 144 km con 2750 di dislivello. Sono infatti 550 i metri il dislivello per ogni singolo giro, che le donne dovranno affrontare cinque volte e gli uomini nove.

Il percorso risulta particolarmente impegnativo grazie alla presenza di due salite difficili per un totale di 3 km di ascesa con pendenza media al 10% ed alcuni tratti che superano il 14%.  Da Imola il gruppo infatti sarà chiamato a salire verso Mazzolano (2,4 chilometri con tratti sopra il 10) per poi scendere verso Riolo Terme, e poi affrontare la salita Gallisterna, con una pendenza superiore all’11%.

Mondiali di ciclismo 2020: il percorso prova cronometro maschile e femminile, analisi

Quello della prova a cronometro sarà un percorso decisamente pianeggiante lungo una distanza di 32 chilometri per soli 200 metri di dislivello condizione che lascia prevedere il successo di un vero specialista delle prove contro il tempo.

Mondiali di ciclismo 2020: i favoriti

Saranno in molti a giocarsi la maglia iridata Elite maschile tra i quali spiccano i reduci dal Tour de France: Julian Alaphilippe, Primoz Roglic, Tadej Pogacar ed Egan Bernal. Attenzione anche all’eterno Alejandro Valverde, al danese Jakob Fulgsang e al nostro Vincenzo Nibali. Outsider potrebbero essere Adam Yates, Thibaut Pinot e Bauke Mollema.

Mondiali di ciclismo 2020: i precedenti

Imola ha già ospitato la massima rassegna ciclistica nel 1968 quando ad imporsi fu il nostro Vittorio Adorni tra gli uomini e l’olandese Keetie van Oosten-Hage tra le donne. Va ricordato che il circuito automobilistico di Imola è stato anche il palcoscenico per arrivi di tappa del Giro (ultima volta nel 2015).

La nostra nazione sarà paese ospitante dei mondiali per la 32esima volta e lo farà a sette anni di distanza dalla meravigliosa edizione di Firenze 2013. L’ultimo successo tricolore risale ad un altro mondiale “di casa” quando Alessandro Ballan si impose nell’edizione di Varese 2008.

Mondiali di ciclismo 2020: diretta TV

La rassegna mondiale di ciclismo sarà trasmessa in diretta da Rai Sport sul digitale terrestre e su Eurosport (canale del pacchetto Sky)

Mondiali di ciclismo 2020: diretta Streaming

La rassegna mondiale di ciclismo sarà trasmessa in diretta streaming su Rai Play sul Eurosport Player.

Mondiali di ciclismo 2020, calendario:

  • Giovedì 24 settembre

Cronometro donne (32 km)

Cronometro uomini élite (32 km)

  • Sabato 26 settembre

Prova in linea femminile (144 km, , 5 giri del circuito)

  • Domenica 27 settembre

Prova in linea uomini élite (259 km, 9 giri del circuito)

 

 

 

Ganna, un successo di forza. Yates, una vittoria di esperienza

Ganna vince la crono, Yates la Tirreno

Ganna si impone nella crono di San Benedetto del Tronto alla media  di 56,636 km/h. Il britannico conquista la Corsa dei Due Mari davanti a Thomas e Majka

Simon Yates (Mitchelton – Scott) ha vinto la 55^ edizione della Tirreno-Adriatico EOLO. Nella cronometro finale di San Benedetto del Tronto il britannico ha difeso la Maglia Azzurra andando a conquistare la Corsa dei Due Mari davanti a Geraint Thomas (Team Ineos) e Rafal Majka (Bora – Hansgrohe).
Filippo Ganna (Team Ineos) vince l’ultima frazione, la cronometro individuale di San Benedetto del Tronto di 10,050 m alla media record di 56,636 km/h.

Il vincitore della Tirreno-Adriatico EOLO Simon Yates, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Sono felicissimo per questa vittoria. La squadra ha fatto un ottimo lavoro per tutta la settimana. Oggi non ero il favorito quindi questo risultato è ancora più importante per me. Sono andato a tutta e veramente ho dato il massimo in ogni tappa. È fantastico aver vinto questa corsa”.

Il vincitore di tappa, Filippo Ganna ha dichiarato: “Sono molto felice della mia performance anche perchè ho riportato l’Italia a vincere una tappa alla Tirreno-Adriatico. Mi dispiace per Thomas che ha chiuso secondo nella Generale, speriamo che riesca a fare qualcosa in più al Giro d’Italia

CLASSIFICA GENERALE
1 – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
2 – Geraint Thomas (Team Ineos) at 17″
3 – Rafal Majka (Bora – Hansgrohe) at 29″
4 – Wilco Kelderman (Team Sunweb) at 56″
5 – Aleksandr Vlasov (Astana Pro Team) at 58″

RISULTATO DI TAPPA
1 – Filippo Ganna (Team Ineos) – 10,1km in 10’42” alla media di 56.636kph
2 – Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling) a 18”
3 – Rohan Dennis (Team Ineos) a 26”

LE MAGLIE

  • Maglia Azzurra, leader della classifica generale, sponsorizzata da Gazprom – Simon Yates (Mitchelton – Scott)
  • Maglia Arancio, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Sportful – Pascal Ackermann (Bora – Hansgrohe)
  • Maglia Verde, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Enel – Hector Carretero (Movistar Team)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Sara Assicurazioni – Aleksandr Vlasov (Astana Pro Team)

STATISTICHE

  • Filippo Ganna è alla prima vittoria alla Tirreno-Adriatico: il suo ultimo successo era stato il campionato italiano a cronometro di Cittadella del 21 agosto scorso.
  • Ganna è il primo atleta italiano a vincere una tappa alla Tirreno-Adriatico dal 15 marzo 2019, quando Elia Viviani vinse a Foligno, ed è il primo italiano a vincere una cronometro nella corsa dei due mari dall’11 marzo 2015, quando Adriano Malori vinse la prima tappa di Lido di Camaiore.
  • Simon Yates è il primo britannico che si aggiudica la Tirreno-Adriatico: la Gran Bretagna è la 14^ nazione diversa a vincere la corsa dei due mari.
  • Negli ultimi 3 anni 3 nuove nazioni si sono iscritte all’albo d’oro: nel 2018 la Polonia (Kwiatkowski), nel 2019 la Slovenia (Roglic) ed ora la Gran Bretagna.
  • Filippo Ganna copre i 10,1 km della cronometro odierna in 10’42” registrando la nuova media record per una cronometro individuale della Tirreno-Adriatico: 56,636 km/h.

FONTE COMUNICATO STAMPA