All’orizzonte un toubabou: il libro di Filippo Graglia

 

All’orizzonte un toubabou di Filippo Graglia la recensione

All’orizzonte un toubabou: 25000 km di emozioni in bici di Filippo Graglia è il racconto di un viaggio che va ben oltre alla narrazione: un libro che apre il cuore

All'orizzonte un toubabou Di Filippo Graglia

All’orizzonte un toubabou Di Filippo Graglia

All’orizzonte un toubabou è la storia di un viaggio alla scoperta dell’Africa vera, un viaggio che possiamo definire “al contrario” rispetto a quello che abitualmente sappiamo venir fatto da tanti Esseri Umani disperatamente alla ricerca di una via di fuga da realtà spesso impensabili.

Filippo Graglia, ingegnere aerospaziale decide un giorno di rinunciare al “posto fisso” e compie in sella ad una bicicletta un viaggio, anzi Il Viaggio: quello che ti cambia la vita, il modo di pensare, di approcciarti agli altri.

Filippo saluta i propri cari e dall’Italia pedala in sella alla bici fino ad imbarcarsi per il Maroco e da li attraversa la Mauritania, il Senegal, la Guinea Bissau, la Sierra Leone, la Liberia, la Costa d’Avorio, il Camerun, la Nigeria per arrivare al Sud Africa. Un viaggio che devi preparare fisicamente ma prima ancora mentalmente, un viaggio che ti fa sentire lo “straniero al contrario” .

In un periodo storico in cui il concetto di accoglienza è messo a repentaglio da individualismi e razzismi, Filippo Graglia scopre come l’Africa e i suoi popoli siano, nella maggior parte dei casi, assolutamente accoglienti.

Abbiamo iniziato la lettura di questo libro in treno e ne abbiamo assaporato lo spirito di avventura e la poesia messa in prosa nel libro di Filippo Graglia. Stupende immagini rese con le parole, immagini che trasmettono tutta la passione di questo ragazzo e della sua incredibile avventura.

Ci siamo innamorati di questa storia lunga 25.000 chilometri che abbiamo letteralmente divorato. In cambio ci è rimasto dentro il profumo dell’Africa, quella vera quella che solo chi ne attraversa le parti più profonde e reali sa cogliere. E Filippo, nel suo libro, ha perfettamente raccontato gli aspetti che “non ti aspetti”. La facilità (salvo rare eccezioni) di trovare un posto per mangiare, per riposare, per scaldare il cuore infreddolito e ammaccato dalla fatica nonostante la temperatura, a voltme fosse infernale.

Inclusione od esclusione si fondono in una sensazione che, spesso, “il diverso” prova nel nostro paese ma che solo l’Umanità più vera può superare in quanto ciò che conta è l’Uomo uguale uno all’altro senza colore, etnie o ideologie religiose e politiche

All’orizzonte un toubabou non è solo il racconto di un viaggio ma è un libro carico di aneddoti, di sapori, di cibi curiosi e di fatti quotidiani ma anche ricco di spunti di stringente attualità che non possono che portare il lettore a riflettere sulle enormi ingiustizie del mondo.

E’ un libro che unisce quello di Filippo, un libro che aiuta a comprendere un continente che forse è proprio un pianeta diverso dal resto del mondo. Un libro da suggerire e da regalare agli amici che, ne siamo certi, in qualche modo risulteranno cambiati nella lettura delle pagine che racchiudono 25.000 chilometri di vite vere.

Per chi ama i viaggi in bicicletta, per chi ama l’Africa, per chi vuole sognare un viaggio al limite dell’impossibile, All’orizzonte un toubabou è quello che ci vuole!

 

Una vita in sella di Pier Roberto Dal Monte: recensione

Una vita in sella di Pier Roberto Dal Monte

Una vita in sella. Storie, aneddoti e alcune considerazioni sulla bicicletta di Pier Roberto Dal Monte edito da Pendragon edizioni, la recensione

Una vita in sella.

Una vita in sella

Una vita in sella. Storie, aneddoti e alcune considerazioni sulla bicicletta è un vero e proprio elogio alla bicicletta scritto da Pier Roberto Dal Monte, di professione medico, che al pedalare ha dedicato passione e amore.

Una vita condotta con l’inseparabile bicicletta, strumento piacevolmente funzionale a visitare luoghi “diversi” raggiungendoli senza il classico stress del muoversi in automobile.  E’ un libro autobiografico quello proposto da Dal Monte che ha come protagonista non solo l’autore ma, appunto, la sua fedele bicicletta.

Una serie di ricordi che partono dall’infanzia e dalla sensazione di libertà e autonomia che la bici concedeva al giovane Dal Monte che si cimentava in sfide quotidiane tra corse e nuove scoperte.

La bicicletta accompagna l’autore in un percorso di crescita e, proprio per la sua specifica natura, è proprio la bici a consentire di vivere più intensamente le sensazioni provate trasmutandosi in una sorta di cassa di risonanza emozionale.

Avventure e situazioni a volte divertenti (o al limite del tragicomico) a volte melanconiche e introspettive che spingono il lettore a voler desiderare la medesima sensazione di libertà (fisica ed emotiva) proprio attraverso il gesto plastico del pedalare.

Una vita in sella è quasi un manuale che analizza non solo le emozioni ma anche gli aspetti economici, sociali, salutistici e letterari che gravitano al meraviglioso mondo della bicicletta che consente (a chi pedala) di poter prestare un livello di attenzione diverso a fattori essenziali ma spesso sottovalutati come la libertà ed il tempo in un mondo che troppo spesso sottrae spazio all’essere per favorire la virtualità e la tecnologia.

Una vita in sella consente al lettore che già pedala assiduamente di rispecchiarsi nella vita di Dal Monte e al lettore più pigro di stimolare la propria voglia di bicicletta.

Pier Roberto Dal Monte, medico, è stato Capo del Dipartimento di Gastroenterologia degli Ospedali Bellaria e Maggiore di Bologna, e Presidente del Comitato scientifico di Unisalute. Ha scritto numerosi volumi e articoli sulle più importanti riviste di medicina.

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo, la recensione

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo di Bindon edito da People, una serie di storie che gravitano attorno alle borracce

Acqua passata - Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo

Acqua passata, un’espressione che spesso si usa per sentimenti passati che ora non hanno più valore ma non è certamente questo il caso! Il libro che abbiamo avuto il piacere di ricevere sulla nostra scrivania è il frutto del progetto “Bidon, Ciclismo allo stato liquido”: lo abbiamo letteralmente divorato tanto ne è risultata piacevole la lettura.

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo è un elogio ad uno dei simboli del ciclismo che, tra tante modifiche tattiche, tecniche e tecnologiche, è rimasto invariato nel corso dei decenni.

La borraccia (bidon, in francese) è vista come “l’anello di congiunzione tra l’ordinarietà del pedalatore e l’eccezionalità del campione”, un oggetto che accomuna la fatica del primo come quella dell’ultimo all’arrivo, un oggetto che è diventato un feticcio per gli appassionati di ciclismo a cui darne la caccia al ciglio della strada durante le corse.

Acqua passata è un libro di storie che passano dall’assalto ai bar in immagini ormai impolverate dal tempo passando per l’aurea mistica che rappresenta l’icona per eccellenza del ciclismo ovvero il passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali, fino all’amato e odiato compito di “portaborracce”.

Fatichiamo a trovare un oggetto più iconico della borraccia in tutto il mondo dello sport e questo libro da lustro a questo ruolo “mistico” attraverso aneddoti, cronache e incontri. Borracce come oggetto di refrigerio, borracce raccolte per strada o ricevute “in eredita” dal campione e diventati oggetti di arredo nell’angolo delle cose preziose, borracce vuote o piene, simboli del ciclismo eterno.

Acqua passata – Vita sorte e miracoli delle borracce nel ciclismo è un piacevole affresco di questo strumento indispensabile per idratarsi che spesso gira, rotola sull’asfalto, casca al rifornimento e accomuna tutti nel desiderio di placcare la sete. Storie inedite e non note, personaggi intriganti e magari poco noti ai non esperti che questo libro vi farà scoprire.

Questo libro edito da People va letto tutto d’un fiato, come una borraccia di acqua gelata in cima ad una vetta alpina viene scolata dal ciclista affaticato. Dentro vi lascerà il piacere di aver scoperto tanti lati di un oggetto che, se non lo veneriamo come una reliquia, spesso usiamo senza ricordare tutte le storie, i profumi e le fatiche che contiene.

 

Editore: People
Collana: Storie
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 14 maggio 2020
Pagine: 192 p., Brossura
EAN: 9788832089455

 

Le leggende del ciclismo di Beppe Conti, la recensione

Le leggende del ciclismo di Beppe Conti

Le leggende del ciclismo libro scritto da Beppe Conti per la casa editrice Diarkos: 30 profili di campioni iconici che hanno fatto la storia del ciclismo

Le leggende del ciclismo

Le leggende del ciclismo

Le leggende del ciclismo, edito da Diarkos ed uscito dalla sapiente penna di Beppe Conti, è un cammino appassionante e viscerale lungo la storia del ciclismo attraverso i ritratti di 30 campioni del passato (anche recente) che hanno contribuito nel bene e (in alcuni casi) nel male alla fama dello sport dei pedali.

Dal “mitologico” Giovanni Gerbi all’amatissimo e compianto Marco Pantani, Conti ripercorre in modo fluido e scorrevole le vicende che hanno caratterizzato il ciclismo e le sue rivalità zeppe di retroscena ed aneddoti.

30 nomi, 30 storie, 30 brillanti racconti sono il filo conduttore di un libro particolarmente adatto a chi ama il ciclismo e a chi ne conosce le storie ma vuole approfondirne i dettagli.

Si parte con una rapida descrizione del singolo atleta per poi passare ad una rassegna di imprese, aneddoti e vicende sapientemente raccontate con un ritmo serrato ed appassionante in grado di far emergere e risaltare le varie personalità.

Pochi fronzoli, poco spazio ai commenti per lasciare campo aperto alla memoria di Beppe Conti che regala una scorrevole descrizione dei fatti con dei picchi davvero notevoli in cui spiccano la rivalità tra Fignon e LeMond al Tour 1989, le vicende di Marco Pantani messe quasi in risalto da quelle tristi e arcinote di Lance Armstorng. Campioni belli e campioni brutti, campioni odiati ed amati, atleti simpatici ed antipaciti, storie luminose o cupe tutte sono raccontante con evidente passione da parte dell’autore.

Le leggende del ciclismo di Beppe Conti non vuol essere un mero elogio al “ciclismo che fu” ma inevitabilmente ne emerge una velata sensazione di nostalgia per campioni che hanno segnato questo sport o che, forse, hanno segnato un periodo felice (e più giovane?) dell’autore e del lettore. Estati calde davanti alla radio o alla tv per ascoltare le leggende del Tour, primavere fresche per il Giro questo libro ci riporta a quei momenti, vissuti o sentiti nei racconti di padri e nonni.

Un libro piacevole ma sicuramente adatto a chi mastica e vuole approfondire la conoscenza del ciclismo e dei suoi idoli. Emozioni, ricordi, profumi e sapori riemergono in Le leggende del ciclismo di Beppe Conti un’opera palesemente pregna di passione e amore per il pedale che potrà farvi scoprire campioni non visti dal vivo o imparare aneddoti sui propri beniamini.

 

Le leggende del ciclismo. Da Gerbi a Pantani, tante grandi storie su due ruote
di Beppe Conti (Autore)

Copertina flessibile: 410 pagine
Editore: DIARKOS (28 gennaio 2020)
Collana: Storie
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8832176211

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi, recensione

 

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi di Carlo Gugliotta

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta edito da Alba Edizioni racconta le vittorie italiane nella classica monumento

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta ripercorre le storiche strade del Belgio dal 1949 al 2019. Due date non a casa che corrispondono a due strepitosi successi italiani lungo i faticosi chilometri di una delle classiche del ciclismo mondiale.

Dal successo di Fiorenzo Magni, primo italiano che riesce a vincere il Giro delle Fiandre alla meravigliosa e storica doppietta di Alberto Bettiol e Marta Bastianelli nel 2019, Gugliotta ci guida nella scoperta dei successi tricolore alla Ronde van Vlaanderen.

Questa corsa, che appartiene all’elite identificata come “classiche monumento”, ha cose segno distintivo la forte presenza e la passione del pubblico che da sempre accorre in quantità lungo i bordi del percorso belga.

800.000, forse un milione di tifosi ogni anno sono la meravigliosa cornice a una delle corse più affascinanti del panorama ciclistico mondiale. Proprio da questa visione nasce il titolo dell’ultimo lavoro di giornalista Carlo Gugliotta (conduttore della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro) edito da Alba Edizioni.

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi ripercorre con una scrittura piacevole e scorrevole i 13 successi tricolori (11 tra gli uomini e due tra le donne) nella storia della manifestazione senza tralasciare di impregnare le narrazioni con l’atmosfera speciale che si respira a bordo strada e che spinge tanti appassionati a non perdersi nemmeno un’edizione da anni.

Le strade del Giro delle Fiandre vengono, infatti, invase non solo da appassionati autoctoni ma da molti stranieri e da molti nostri connazionali che hanno saputo apprezzare la bellezza di questa classica e, in alcuni casi, godere dei successi dei nostri alfieri.

Da Magni a Bettiol passando per Moreno Argentin, Gianni Bugno, Gianluca Bortolami (che sul podio del Fiandre salì con il compianto Denis Zanette) e per tutti gli altri atleti nostrani in grado di regalare una giornata speciale ai tifosi italiani, sono assolutamente gradevoli i resoconti di Carlo Gugliotta.

L’autore non si limita ad una mera cronaca degli eventi ma ne fa rivivere i colori e gli odori portando il lettore a sentirsi lungo il percorso del Giro delle Fiandre.

Il libro è impreziosito dalla prefazione di Riccardo Magrin, voce del ciclismo su Eurosport, e da alcuni autentici cimeli come i ritagli dei quotidiani, fotografie e gustose curiosità.

Un libro da leggere e conservare nella speranza che il ciclismo italiano possa aggiungere qualche nuova e storica pagina di gloria per il ciclismo italico.

Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi. 70 anni di vittorie italiane di Carlo Gugliotta

 

Copertina flessibile: 140 pagine
Editore: Alba Edizioni (21 febbraio 2020)
Collana: Storie a pedali
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899414513

PedalAnde di Beatrice Filippini la recensione

PedalAnde libro di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini edito da Edizioni Terra Santa, un viaggio in solitaria nel sud America: la recensione del libro

PedalAnde di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini

PedalAnde di Beatrice Filippini è un libro assolutamente appassionante che scava nelle motivazioni che spingono un ciclo viaggiatore ad affrontare chilometri e fatica superando distanze fisiche e mentali consumando energie ricavandone un pieno di gioia nel cuore.

Nel 2017 Bea vive a Londra ma decide di abbandonare la frenesia e lo stress della quotidianità per riaprire il rapporto con se stessa e con la vita. Si licenzia e parte per una avventura senza rete (senza sponsor) alla scoperta della sostanza della vita in un viaggio da Santa Marta (Colombia) fino a Puerto Williams, in Cile.

Strade dure, strade pendenti, solitudine non sono un ostacolo se nella testa di chi pedale c’è una meta, un obiettivo, un fine, un messaggio da trasmettere.

Beatrice racconta, in questo libro edito da Edizioni Terra Santa, un’esperienza unica affrontata da questa ragazza senza il sostegno dei media (come spesso accade), senza uno sponsor che finanzia l’avventura. Niente Tv, niente dirette streaming, niente docufilm, solo forza di volontà, determinazione e coraggio sono dietro alla storia superbamente narrata in PedalAnde.

E’ un cuore assetato di vita quello di Bea che si è spinta fino a 5000 metri lungo strade di montagne innevate a cui seguivano discese insidiose e al limite dell’umano. Una pedalata in solitaria. 11.500 chilometri per riconnettersi con sè stessa dopo aver lasciato tutto per scoprire il vero sapore della vita.

E’ una storia magica e meritevole di essere scoperta quella raccontata in PedalAnde, una storia senza filtro, senza protezioni come senza protezioni era Beatrice (vittima anche di una rapina) alla ricerca della felicità senza temere la paura. Un viaggio fisico ma anche (e soprattutto) morale per comprendere il piacere del ricevere e del dare, il piacere della scoperta e della condivisione (anche del cibo).

La scrittura scorrevole ed essenziale, narra cose straordinarie con la semplicità della verità con la forza della consapevolezza e della solidarietà.

Un libro da leggere ed assaporare lentamente, tra avventura e scoperta dell’anima.

 

 

 

Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano di Dario Corsi, la recensione

“…Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano…”

Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano, di Dario Corsi è la ricostruzione  degli accadimenti dopo i fatti di Madonna di Campiglio

“Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano...” è il titolo del libro di Dario Corsi

“Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano…” è il titolo del libro di Dario Corsi

Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano…” è il titolo del libro di Dario Corsi che corrispondono alle parole dette da Marco Pantani quando, scortato dai carabinieri, uscì dall’hotel di Madonna di Campiglio per salire sull’auto che l’avrebbe riportato nella sua Cesenatico. Marco quel giorno prosegui con “sono ripartito dopo dei grossi incidenti ma moralmente credo che questa volta… abbiamo toccato il fondo”, mai parole furono più profetiche: Pantani iniziò una rapida discesa verso gli inferi.

Dario Corsi, laureato in scienze biologiche e ricercatore presso l’Università di Urbino, appassionato di ciclismo che ha, nel corso della sua vita, incrociato per motivi professionali Marco Pantani, ha deciso di scrivere questo libro, forte della sua esperienza nello studio dei globuli rossi del sangue, per dare una chiave di lettura dei fatti che hanno portato alle note drammatiche vicende.

Il libro, edito da Europa Edizioni per la collana “Fare Mondi” si basa su una attenta e scrupolosa raccolta di dati e segue sistematicamente l’evolversi degli eventi dal lontano 5 giugno 1999 ai venti anni successivi.

Dario Corsi compie, nelle pagine del libro, e nella laboriosa ricerca di dati un’autentica corsa a tappe al termine della quale non è vi una miss e una maglia da ritirare ma la verità sperata.

Credo che c’è qualcosa, sicuramente, di strano” disse Pantani a Madonna di Campiglio e Dario Corsi grazie a spiegazioni scientifiche, frutto della sua competenza in materia, ma piacevolmente leggibili anche ad un amante del ciclismo riesce a far comprendere come di stranezze e di misteri ce ne siano in abbondanza nella triste vicenda del Pirata di Cesenatico.

Dalla partenza del 5 giugno 1999 al triste epilogo del 14 febbraio 2004, Marco ha corso la gara più dura e terribile della sua vita, nel libro l’autore arriva al traguardo potendo “affermare, senza timore di esser smentito, che quel 5 giugno 1999 gli esami effettuati furono errati”.

“Aspetto con tanta verità. Sono stato umiliato per nulla e per quattro anni sono in tutti i tribunali” ha dichiarato Marco e ora Corsi prova in modo scientifico e inconfutabile a fare da cassa di risonanza per segnalare che il protocollo antidoping seguito e i relativi risultati, non furono veritieri.

 

 

 

 

Biking my world di Antonino Scuderi, recensione

Biking my world di Antonino Scuderi edito da Kimerik

Biking my world di Antonino Scuderi edito dalla Casa Editrice Kimerik, storia di un viaggio da Padova a Capo Nord contro la psoriasi 

Biking My Worls di Antonino Scuderi

Biking My Worls di Antonino Scuderi

Biking my world di Antonino Scuderi è un romanzo di viaggio, il diario di bordo di Antonino Scuderi Psicologo-Psicoterapeuta che ripercorre quaranta giorni in sella ad una bicicletta da Padova a Capo Nord edito da Kimerik.

Nato a Catania e trasferitosi successivamente a Padova, Scuderi è un grande appassionato di cicloturismo e, nonostante i problemi dermatologici che lo hanno colpito non ha mollato minimamente la sua bicicletta e, anzi, l’ha trasformata in uno strumento per sensibilizzare sul problema della psoriasi.

Se un viaggio da Padova a Capo Nord è una sfida titanica, anche affrontare una malattia autoimmune come la psoriasi inversa legata allo stress è una battaglia quotidiana e dura.

Se hai un nemico e gli dai un nome, forse diventa meno duro affrontarlo e allora ecco che Antonino Scuderi “battezza” la sua malattia Valerya e combatte per poter compiere il suo grande sogno di un lungo viaggio in Europa in sella alla sua bicicletta “Morella”.

La malattia, dopo un viaggio in sella sino a Berlino, esplode in tutta la sua aggressività ma Nino tiene duro, non molla, si informa e parte per quaranta giorni in giro per il continente Europeo incontrando persone, sconosciuti, scoprendo luoghi, immagini che si tatuano nell’anima e nella mente.

Un viaggio, come una malattia, può mettere paura ma se ti fai schiacciare dalla paura hai perso prima ancora di giocare e allora Nino Scuderi parte per un viaggio che lo porta a incontrare realtà sociali ed economiche diverse da quelle italiane tra inevitabili difficoltà e sorprendenti scoperte.

Se condividere in un libro il diario di un viaggio ricco di esperienze personali significa renderlo universale e approcciabile da tutti, compiere un viaggio continentale è un modo per sensibilizzare i lettori su come una malattia fastidiosa e a tratti imbarazzante può essere affrontata senza abbassare il capo.

Da questa avventura e con questi presupposti è uscito Biking my world, un libro ricco, ricco di emozioni, ricco di aneddoti che ci ha colpito e che consigliamo a chi si può intimorire al pensiero di realizzare un sogno enorme come l’attraversata dell’Europa in sella a una bicicletta.

In un mondo che troppo spesso vuole chiudersi, con una malattia che molto spesso porta a chiudersi in se stessi, Biking my world lancia un messaggio energizzante e positivo e lascia al lettore il piacere di immergersi, attraverso le pagine, in una moderna saga o, se preferite, in una avventura on the road.

 

Malabrocca. Un uomo solo… al fondo. La recensione

Malabrocca. Un uomo solo… al fondo

Malabrocca. Un uomo solo… al fondo di Roberto Lauciello edito da Renoir Comics la nostra recensione del fumetto

Malabrocca. Un uomo solo... al fondo

Malabrocca. Un uomo solo… al fondo

Malabrocca, Un uomo solo… al fondo, è stato presentato qualche settimana fa all’Overtime Festival di Macerata e a Lucca Comics & Games. L’opera dell’esperto Roberto Lauciello, edita, Renoir Comics,  è disponibile nelle librerie e nelle fumetterie oltre che nei marketplace online  e sul sito www.renoircomics.it.

Il fumetto, facilmente accessibile da adulti e ragazzini, narra le vicende di un campione al contrario, una storia di quelle che ci piacciono e che l’autore riesce a rendere in modo assolutamente efficacie. Il protagonista è  Luigi Malabrocca, l’uomo delle “fughe al contrario”, niente allunghi per conquistare la maglia rosa ma “frenate” per arrivare alla maglia nera ovvero il riconoscimento all’ultimo della corsa.

La storia, infatti, si svolge nel periodo in cui al Giro d’Italia veniva assegnata la maglia per l’ultimo del gruppo, un vessillo che in quell’epoca assume una visibilità elevata (a volte anche eccessiva) tanto da non “piacere” troppo.

Malabrocca è uno specialista del “settore”, tra trucchi per perdere tempo e soste fatte ad arte, Luigi è il re degli ultimi finchè in corsa non appare Carollo, un vicentino di professione muratore che rende la vita dura alla maglia nera. Il 12 giugno 1949 si corre l’ultima tappa da Torino a Monza che diventerà la sfida finale tra i due  per sancire chi è il “Calimero” del gruppo.

Se la rosa da gloria e fama, il nero, incredibilmente, illumina la vita di Luigi Malabrocca che si sforza di andare piano, sempre più piano diventando l’uomo solo “allo sbando” sempre sul filo del tempo massimo senza mai varcarlo per non essere escluso dalla competizione. Se la gloria è dei primi che n’è degli ultimi? Luisin, furbo e attento, capisce che il ruolo del perdente può riservare gloria e accedere i riflettori. Ecco che a distanza di anni il lavoro di Roberto Lauciello, edito Renoir Comics, ridà luce alle gesta della maglia nera rendendo la storia in modo efficace attraverso testi di qualità e illustrazioni assolutamente eleganti e piacevoli.

A corredo di questo simpatico e interessante fumetto ecco due interventi di approfondimento della figura di Luigi Malabrocca: la nipote Serena ne esalta il lato umano e familiare l’altro, di Raffaele Chiarulli, rivede gli elementi agonistici del ciclismo di quelle annate.

Malabrocca – Un uomo solo… al fondo

Testi e disegni: Roberto Lauciello
Pagine: 112 cartonato, a colori
Prezzo € 14,90

 

L’autore

Roberto Lauciello (LAU) nasce a Genova nel 1971, frequenta la Scuola del Fumetto di Chiavari e l’Accademia Disney di Milano pubblicando anche per Topolino. Nel 2002 inizia a lavorare sui libri per bambini e pubblica il suo primo libro Where Can I Stay? con Pelangibooks

Rialzati. Un campione in lotta contro il destino

Rialzati, la storia di Adriano Malori

Rialzati. Un campione in lotta contro il destino di Adriano Malori e Andrea Schianchi la recensione del libro sulla storia del ciclista

Rialzati

Rialzati

Rialzati è un libro forte, non banale che ripercorre gli accadimenti drammatici vissuto da Adriano Malori, ciclista parmense vittima di una terribile caduta al Tour de San Luis, tanto da finire in coma farmacologico. La malattia è un’esperienza terribile per ogni essere umano, il corpo che non rispondere a ciò che la mente e lo spirito desiderano è una condizione sfiancante per chiunque figuriamoci per un atleta in grado di mettersi al collo medaglie d’oro (come ai Mondiali di Varese 2008).

Il libro, edito da Ediciclo, parte con il racconto (quasi in presa diretta) della giornata del 22 gennaio 2016 iniziata con il sorriso e terminata con il dramma; una vera e propria “Sliding Door” che il destino ha posto lungo la strada di Adriano andando a sovvertire, con le sue sottili e inaspettate trame, la vita e i sogni di un ragazzo “predestinato” al successo.

Rialzati. Un campione in lotta contro il destino,  è un libro che affronta il tema della malattia e della difficoltà lanciando un messaggio di speranza a tutti quelli che lottano negli ospedali. Adriano narra, con l’aiuto di Andrea Schianchi, la storia di un ragazzo che ce l’ha fatta a ritrovare la vita pur dovendo rinunciare alla sua carriera.

Trovare un motivo per andare avanti, voltando pagina e accantonando i propri sogni ma recuperando nuove speranze è l’insegnamento di Malori che ha conquistato la Maglia Rosa al Giro d’Italia 2012 e che ha vinto la corsa più importate, quella  per la vita.

Un buca, una maledetta buca si è messa in mezzo tra Malori e il cammino verso il successo e, quando gli viene detto che “sarà già tanto se riuscirà ad andare a prendere il pane con le sue gambe”, Adriano nonostante l’iniziale sconforto (e la non accettazione della sua condizione temporanea) trova l’energia morale per riprendere in mano la propria vita grazie anche a mamma Alessandra e papà Gino e alla moglie Giorgia (che ha anche  il merito di aver favorito la nascita di questo libro).

Rialzati è un libro emozionante che riesce a toccare le corde del lettore facendo assaporare le emozioni e le sensazioni che Adriano Malori ha vissuto nella sua risalita dagli inferi e dal “buio” che lo ha avvolto in quel maledetto e, ironia della sorte, assolato pomeriggio Argentino.

Rialzati ci insegna a tenere duro anche quando il destino ci gioca brutti (od orribili) scherzi, ci insegna che lottare è una delle cose che contano di più perché nulla deve smorzare la capacità di sognare e la volontà di prendersi quello che la sorte avversa ci ha tolto.

Un grazie a Adriano Malori e Andrea Schianchi per questo meraviglioso libro!

 

Editore:Ediciclo
Collana:Ossigeno
Data di Pubblicazione:novembre 2019
EAN:9788865493076
ISBN:8865493070
Pagine:123