José Maria Jiménez, “El Chava”

Josè Maria Jimenez

Josè Maria Jimenez

José Maria Jiménez ciclista spagnolo dalle straordinarie doti di scalatore morto nel 2003 mentre era in una clinica per curare la depressione

José Maria Jiménez nasce ad El Barraco, comune della comunità autonoma di Castiglia e León il 6 febbraio 1971. Josè da piccolo vuole diventare un torero, salvo poi cambiare idea dopo essere stato morso da un cane avvicinandosi al ciclismo. Sin dalle categorie giovanili e dilettantistiche mette in mostra tutta la sua classe e grinta appena la strada inizia a salite.

Jiménez corre come stagista per quattro mesi alla fine della stagione 1992 vincendo la classifica generale Circuito Montañés davanti a Pascal Hervé prima di diventare professionista con la squadra di Banesto l’anno successivo accanto a campionissimi come Pedro Delgado e Miguel Induráin. Dopo il primo anno di apprendistato nel 1994 conquista la vittoria della Subida a Urkiola davanti a Claudio Chiappucci, del Trofeo Luis Ocaña, del Memorial Manuel Galera e della seconda tappa e della classifica generale Vuelta a La Rioja davanti allo svizzero Alex Zülle.

José Maria Jiménez nel 1995 vince la tappa di Taüll alla Volta Ciclista a Catalunya, il prologo, la terza tappa e la classifica generale della Classic Cyclist Colorado. Al via del Giro d’Italia pur senza ottenere risultati nelle tappe completa la corsa al 26esimo posto a 55 minuti da Tony Rominger.

“El Chava”, il selvaggio, Jimenez entra presto nel cuore dei tifosi spagnoli e mondiali per il suo modo di correre vecchio stampo: pochi calcoli e tanto cuore e grinta.

Nel 1996 ad aprile è quarto alla Klasika Primavera Amorebieta, a luglio prende parte al Tour de France completando la corsa al 57esimo posto e ad agosto vince la Subida a Urkiola ed è al via della Vuelta a Espana ottenendo il quarto posto nella tappa di Avila a 14 secondi da Dufaux e chiudendo la corsa al 12esimo posto a 20 minuti da Zuelle.

Nel 1997 a maggio conquista una tappa e la generale della Vuelta a la Rioja davanti a Santiago Blanco. A giugno conquista il titolo di campione nazionale spagnolo in linea precedendo César Solaun.

José Maria Jiménez ottavo al Tour de France 1997

Al via del Tour de France 1997 come scudiere di Abraham Olano, supporta il compagno nell’ottenimento del quarto posto finale e a sua volta entra nella top10, all’ottavo posto a 31’17” da Ullrich.

José Maria Jiménez miglior scalatore alla Vuelta 1997

Al via a settembre della Vuelta a Espana è secondo nella tappa di Ponferrada a 29 secondi da Roberto Heras ed il giorno successivo sull’arrivo di Estación de Esquí de Brañilín alle spalle di Tonkov. Jimenez. Lo spagnolo conquista il successo nella tappa di Los Ángeles de San Rafael davanti a Daniel Clavero e grazie alla sua grinta e la vena offensiva, fa impazzire gli appassionati iberici e conquista la maglia di miglior scalatore della corsa.

Jimenez miglior scalatore al Dauphiné Libéré 1998

Nel 1998 a maggio vince una tappa della Vuelta Asturias e a giugno, in vista del Tour, prende parte al Giro del Delfinato conquistando il successo nella tappa regina con arrivo al Mont Ventoux davanti a Armand De Las Cuevas salendo al secondo posto della generale. Nella successiva cronometro perde terreno ma riesce a completare la corsa al quinto posto a 2’41” dal francese conquistando la maglia di miglior scalatore della manifestazione francese.

Jimenez miglior terzo alla Vuelta a España 1998

La consacrazione di Jimenez arriva alla Vuelta ’98. Il 10 settembre conquista il successo sul traguardo di Xorret de Catí con 27 secondi di margine su Heras vestendo la maglia di leader della corsa. Tre giorni dopo, nella crono di Alcúdia, è Olano a conquistare il primo posto della generale. Il 15 settembre Jimenez vince la tappa di Estación de Pal con 16 secondi su Escartin ed il giorno successivo fa bis a Cerler precedendo Heras. José conquista la quarta vittoria di tappa a Laguna Negra de Neila davanti a Jalabert. A Madrid Jimenez chiude la corsa al terzo posto della classifica generale a 2’12” dal compagno di squadra Olano e conquista la maglia della montagna. Seppur con caratteristiche tecniche e fisiche completamente diversi, in molti lo vedono come il nuovo Indurain.

Nel 1999 a maggio lo spagnolo prende parte al Giro d’Italia cogliendo il secondo posto nella tappa del Gran Sasso d’Italia a 23 secondi da Marco Pantani.

Lo spagnolo è secondo alla Vuelta a Aragon alle spalle di Juan Carlos Domínguez e terzo alla Volta a Catalunya ed alla Subida a Urkiola.

José Maria Jiménez vince sull’Angliru

Al via della Vuelta a Espana, “El Chava” conquista il successo nella ottava tappa con arrivo all’Angliru davanti a Tonkov che lo erge a mito del ciclismo come uno dei migliori scalatori di quell’era assieme a Pantani. Jimenez ottiene altri tre terzi posti ad Arcalis, Castellar del Riu e all’Alto de Abantos e completa la corsa al quinto posto della classifica generale al quinto posto a 9’24” da Ullrich vincendo nuovamente la maglia della montagna.

Nel 2000 per lo spagnolo, pupillo di José Maria Echevarri, arrivano quattro successi. Il 3 giugno vince la Classique des Alpes con 38 secondi di vantaggio su Fernando Escartin.

José Maria Jiménez vince laVolta a Catalunya 2000

Sempre nel mese di giugno l’iberico è al via della Volta Ciclista a Catalunya in cui conquista la settima tappa a Cortals d’Encamp con 59 secondi su Óscar Sevilla ed il giorno successivo fa sua la cronometro con arrivo all’Alt de la Rabassa con 13 secondi su Herar. Jimenez conquista la vittoria finale con 41 secondi su Heras ed oltre tre minuti su Piepoli.

Al via del Tour de France completa la corsa al 23esimo posto e alla Vuelta si ritira nell’ottava tappa. La carriera dello spagnolo ha un rallentamento secondo alcuni dovuti alle sue “notti brave” e ai comportamenti poco adatti ad un ciclista ma a volte più di questa sono gli infortuni e le difficoltà psicologiche a frenarne le prestazioni.

Nel 2001 a maggio è terzo alla Vuelta a la Rioja e ad agosto è secondo alla Subida a Urkiola alle spalle dello spagnolo Jon Odriozola.

Jimenez vince la maglia a punti e quella della montagna Vuelta a España 2001

Al via della Vuelta a España lo spagnolo il 15 settembre vince all’
Alto Cruz de la Demanda davanti a Joseba Beloki, quattro giorni dopo vince ad Andorra davanti ad Escartin ed il giorno successivo vince la cronometro di Arcalis con 1’44 di vantaggio su Escartin. Il 29 settembre è secondo dietro a Gilberto Simoni sull’arrivo dell’Alto de Abantos. Jimenez conquista la maglia della montagna e quella a punti chiudendo al 17esimo posto della generale.

José Maria Jiménez: la crisi psicologica

Nel 2002 lo spagnolo è ancora formalmente nel roster della Banesto ma non corre mai, vittima di una subdola depressione che ne oscura il sorriso tra serate a base di whisky e sostanze. Ritiratosi dal ciclismo, “il selvaggio”, questo il significato del suo soprannome, viene ricoverato presso la clinica San Miguel di Madrid proprio per curare le difficoltà psicologiche.

José Maria Jiménez, la morte

Il 6 dicembre del 2003 Josè Maria è ancora ricoverato presso la clinica famosa per curare molti “vip” da cui lo spagnolo entra ed esce sempre senza trovare la pace cercata. Ad ogni uscita piena di speranza fa seguito una “ricaduta” nei vizi e negli incubi che lo perseguitano da tempo.

Quella sera Jimenez è ricoverato da qualche settimana e i risultati paiono incoraggianti: i momenti abulici sono sempre meno ed il sorriso pare essere tornato sul volto del Chava che dichiara di voler tornare in sella. Tutti ormai nella clinica amano quel ragazzo, un po’ sovrappeso, che ha fatto sognare in tanti appassionati del ciclismo. E’ sabato e le visite si susseguono e Josè Maria non nega un autografo ai parenti degli altri ricoverati. Prorpio questo calore è quello di cui El Chava ha bisogno ma poi ad un tratto Jimenez si ferma, dice di aver male alla testa e chiede di sedersi. E’ un infarto: i soccorsi sono tempestivi ma vani e il 6 dicembre 2003 Jimenez se ne va, a soli 32 anni, con la fuga che nessuno voleva vedere….