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Armand de Las Cuevas il ciclista pugile

Redazione - Michele 26 Giugno 2022 6 min read

Armand de Las Cuevas il pugile mancato che diventò il gregario di Miguel Indurain (ma che si ammutinò) morto suicida nel 2018

Armand de Las Cuevas nasce il 26 giugno 1968 a Troyes, in Francia. Inizia a pedalare a nove anni quando il padre, senza chiedere il parere del figlio, lo iscrive alla Union vélocipédique de l’Aube-Club Champagne Charlott’ di Troyes

Inizialmente Armand preferisce la boxe allo sport del pedale ma, all’età di quindici anni, i successi nel ciclismo lo invogliano a proseguire nello sport tanto da abbandonare gli studi. Nel 1983 si traferisce con la famiglia a Bordeaux ed inizia a correre per il CC Marmande.

Nel 1986 il francese conquista la Dunlop Premier e nel 1988 la classifica finale della prestigiosa Granitier Breton Ribbon, questi due successi fanno aumentare la popolarità di de Las Cuevas che viene inserito nella preselezione francese per la prova a cronometro per i Giochi Olimpici di Seul 1988 ma alla fine non viene convocato.

Roger Legeay gli offre un contratto tra i professionisti con il Team Z ma prima deve correre un ulteriore anno tra i dilettanti.

Armand de Las Cuevas alla Banesto di Indurain

Armand viene ingaggiato dalla Reynolds grazie ai buoni uffici del suo allenatore Victor Caneiro con Dominique Arnaud. José Miguel Echavarri, direttore sportivo del team spagnolo, gli fa firmare un contratto triennale.

Nel 1990 conquista la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo su pista nella specialità dell’inseguimento individuale, sempre quell’anno viene convocato dalla Banesto per il Giro d’Italia ma viene allontanato, dopo la quattordicesima tappa, per aver fatto a pugni con il corridore colombiano Julio César Ortegón. L’episodio della scazzottata è il pretesto per l’ultimatum del direttore sportivo Echevarri: “No mas”. Nello stesso anno il francese vince la quarta tappa della Vuelta a Asturias sull’arrivo di Cangas del Narcea.

Codino sulle spalle e fronte stempiata ama accendere candele e incensi nella stanza d’albergo dove soggiorna.

Nel 1991 conquista la terza tappa alla Bicicletta Baska, il Grand Prix de Ouest-France davanti al tedesco Andreas Kappes e al messicano Miguel Arroyo e si laurea Campione Nazionale Francese nella prova in linea precedendo Thierry Claveyrolat e Gérard Rué.

Nel 1992 Armand de Las Cuevas è uno dei fidi scudieri del navarro Miguel Indurain nella conquista della doppietta Giro d’Italia e Tour de France. Le sue doti di cronoman gli valgono la vittoria al Prologo del Tour de Romandie con quattro secondi di vantaggio su Laurent Dufaux vestendo per due giorni la maglia di leader della corsa svizzera e lo mettono soprattutto in luce alla corsa rosa dove, nella cronometro di Sansepolcro, terza frazione, chiude al secondo posto alle spalle di Indurain andando ad indossare la maglia bianca di miglior giovane. Armand conserva la maglia sino alla frazione del Terminillo quando sono Tonkov e Gotti a battagliare per il primato tra i giovani. Armand contribuisce fattivamente a portare il navarro in maglia rosa al termine della corsa.

De las Cuevas viene, come detto, selezionato anche per il Tour de France 1992 dove ottiene il secondo posto nell’interminabile (65 chilometri) cronometro in Lussemburgo alle spalle del capitano Miguel Indurain che lo precede di ben tre minuti. Nella quattordicesima tappa con arrivo all’Alpe d’Huez va fuori tempo massimo e deve abbandonare la corsa

De las Cuevas la rottura con la Banesto

Nel 1993 è ancora tra i convocati della formazione iberica per il Giro d’Italia, il compito principale è quello di proteggere il capitano Miguel Indurain. In occasione della cronoscalata del Sestriere Armand vuole provare a conquistare la tappa ma il DS Echevarri gli chiede di conservare le energie per la successiva frazione di montagna. De las Cuevas non gradisce il “dictact” e ottiene via libera dal direttore sportivo. Al momento della partenza, però, il corridore si trova una bicicletta non conforme con le richieste: invece di trovare un 55×11 gli viene consegnato un 53×11 cosa che “puzza” di tradimento.

Il carattere di Armand, non di certo malleabile, lo porta ad una vendetta: la cronometro viene percorsa ad andatura da amatore in scampagnata domenicale e, il giorno seguente, nella decisiva frazione di Oropa si lascia volutamente staccare. Indurain viene attaccato dal lettone Ugrumov conserva la maglia per 52 secondi e a luglio farà doppietta con la gialla. Armand diventa un “paria”, un separato in casa con Echevarri che durante la festa per la vittoria del Giro gli annuncia il licenziamento: “trovati un altro team, tu con me non corri più”.

Armand de Las Cuevas in maglia rosa al Giro d’Italia 1994

Durante l’estate Armand de Las Cuevas si affida come manager a Dominique Arnaud che tratta con Cyrille Guimard per farlo ingaggiare alla Castorama. La formazione francese affida allo spagnolo un ruolo di primo piano e al Giro d’Italia 1994 ripaga la fiducia concessagli conquistando la cronometro inaugurale con due secondi di vantaggio su Berzin ed indossando la maglia rosa. Armand è in forma, potrebbe anche lottare per un posto sul podio ma nella seconda prova a cronometro va a sbattere contro le transenne riportando una brutta botta al costato e, non potendo opporre resistenza ai due giovani “terribili” Berzin e Pantani, chiude la corsa rosa nella top-ten, al nono posto.

La Castorama lo vuole al via anche del Tour e dopo la sedicesima tappa all’Alpe d’Huez è quarto in generale ma una brutta bronchite gli fa perdere oltre venti minuti nella successiva frazione. Armand, distrutto, si ritira dalla corsa francese.

De las Cuevas vince la Vuelta a Burgos 1994

Impreziosisce la sua stagione la vittoria alla Vuelta a Burgos in cui conquista due frazioni, una a Espinosa de los Monteros e una a Lagunas de Neila e completa la corsa con 57 secondi di vantaggio su Laudelino Cubino. Il sei agosto il francese è al via della Classica di San Sabastian e, con una formidabile azione in solitaria, conquista la vittoria con 1’56” di vantaggio sull’americano Lance Armstrong.

Armand de Las Cuevas vince il Giro del Delfinato 1997

Nel 1997, dopo un anno trascorso alla Casinò, rientra in Banesto e al Giro del Delfinato conquista la in secondo posto nella tappa del Mont Ventoux alle spalle di José María Jiménez andando a vestire la maglia di leader della corsa. Nelle tappe successive Armand si difende e conquista la vittoria finale davanti a Miguel Ángel Peña. Il francese prende parte anche alla Route du Sud vincendo la seconda tappa e conquistando il successo finale davanti a Michael Boogerd. Armand de Las Cuevas non viene però convocato per il Tour ma ottiene i gradi di capitano alla Vuelta dove però non riesce ad incidere.

L’anno seguente firma con la squadra italiana Amica Chips ma, dopo non aver percepito lo stipendio per alcuni mesi, avvisa il team che non prenderà parte all’imminente Giro d’Italia per ritirarsi così, da un giorno all’altro.

Armand si trasferisce per un breve periodo in campagna ma poi decide di rifugiarsi a la Reunion,

Nel 2006 torna a correre tra i dilettanti vincendo la Indian Ocean Star e prendendo parte al Tour de Murice dove ha gareggiato con un giovanotto keniano alto e magro con un nome che diventerà noto: Christopher Froome.

Si iscrive ai Campionato di scalatori dell’isola della Reunion con una licenza amatoriale della Guadalupa ma risulta positivo per eptaminolo e viene sospeso per sei mesi.

Armand de Las Cuevas il suicidio

Armand de Las Cuevas la sua fuga migliore l’aveva fatta dieci anni prima trasferendosi all’Isola di Riunione, nell’Oceano Indiano dove “scompare” dai radar mentre la fuga più triste la compie il 2 agosto 2018. Il suo sguardo profondo e melanconico anche nei giorni più felici non guarderà più il mondo. Suicidio è il laconico e stringato comunicato.

Avrebbe meritato un destino diverso, avrebbe meritato più fortuna sportiva e non. A metà degli anni novanta la sua carriera era in rampa di lancia, Roger Pingeon si pronunciò: il futuro del ciclismo francese è ottimo, abbiamo abbiamo un corridore completo come de las Cuevas, uno che ci darà grandi soddisfazioni”. La storia dirà altro, la disperazione lo rapirà a soli 50 anni.

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Tags: Armand De Las Cuevas Banesto Castorama Miguel Indurain Reynolds

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