Emanuele Bombini ciclista e direttore sportivo

Emanuele Bombini (fonte Wikipedia)

Emanuele Bombini (fonte Wikipedia)

Emanuele Bombini , la sua carriera

Emanuele Bombini  ciclista pugliese vincitore di molte corse tra i professionisti divenuto un ottimo direttore sportivo con la Gewiss

Emanuele Bombini nasce a San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia, il 2 luglio 1959. La famiglia Bombini si trasferisce al nord, precisamente a Stradella nel pavese, per trovare fortuna. Un giorno Emanuele trova per terra

da piccolo emigrò in compagnia dei genitori a Stradella, nell’Oltrepò. La sua era una famiglia povera ed un giorno Emanuele, andando in cerca di funghi in un bosco della zona, trovò un portafoglio che conteneva 12.000 lire. Dodici come i suoi anni e questo rimase un giorno indimenticabile per Emanuele che con questi soldi acquistò la sua prima bicicletta da corsa.

Nel 1976 conquista la vittoria nella Coppa Collecchio mentre nel ’78 vince la Coppa Cicogna. Il 1979 è un anno importante per Emanuele che conquista la vittoria alla Freccia dei Vini a Vigevano, è secondo al GP Liberazione U23 a Roma alle spalle del friulano Walter Delle Case, coglie diversi bei piazzamenti al Giro Baby e si mette in mostra al GP Guillaume Tell.

Nel 1980 il ciclista foggiano è secondo al Piccolo Giro di Lombardia alle spalle di Giovanni Bino, si mette in luce al Giro d’Italia Baby conquistando diversi piazzamenti di tappa e completando la corsa al terzo posto in classifica generale dietro a Giovanni Fedrigo e Alessandro Paganessi e, soprattutto conquista la Milano-Tortona e la Coppa Mibilio di Ponsacco.

Le buone prove tra i dilettanti valgono a Bombini la chiamata della Hoonved-Bottecchia con cui ottiene, al primo anno di professionismo ottimi risultati: è secondo al Giro del Lazio staccato di quattro secondi da Gianbattista Baronchelli, terzo al Giro della Romagna dietro agli “sceriffi” Saronni e Moser, terzo al GP Industria e Commercio di Prato alle spalle di Argentin e Saronni e quinto alla Coppa Agostoni a Lissone.

L’anno seguente arrivano ancora ottimi piazzamenti come il secondo posto al Giro dell’Umbria dietro a Baronchelli, il secondo al Giro della Romagna alle spalle di Argentin, il terzo posto alla Coppa Placci dietro a Chinetti e Leali, il terzo posto al Giro dell’Emilia alle spalle di Gavazzi e Contini ed il settimo posto in classifica generale alla Volta a Catalunya.
Nel 1983, passato a difendere i colori della Malvor, Emanuele Bombini continua a raccogliere ottimi piazzamenti come il terzo posto assoluto al Giro del Trentino, il secondo posto al GP Industria e Commercio di Prato alle spalle di Luciano Rabottini e, soprattutto, arriva la prima vittoria da professionista nella seconda frazione della Ruota d’Oro. Al Giro d’Italia completa la corsa al 22esimo posto finale e a fine stagione viene convocato in nazionale per i Campionati del Mondo di Altenrhein.

L’anno successivo Emanuele si accasa alla mitica Del Tongo cogliendo il nono posto alla Agostoni, in nono alla Coppa Placci ed il secondo posto nella classifica generale della Ruota d’Oro staccato di un solo secondo dall’elvetico Serge Demierre.

Il 1985 è un anno particolarmente prolifico per Bombini che coglie il quarto posto nella generale del Giro di Puglia, è sesto alla Freccia Vallone, 14esimo alla Liegi-Bastogne-Liegi e, al Giro d’Italia contribuisce alla conquista della cronometro a squadre, trionfa sul traguardo di Vittorio Veneto nella quinta frazione e completa la corsa all’undicesimo posto, suo miglior risultato in carriera. A coronare una stagione davvero importante arriva la vittoria nella Milano-Vignola bruciando in volata Marino Amadori e Stefano Colagé. A fine stagione viene convocato in azzurro per i  Mondiali di Giavera del Montello 1985.

L’anno successivo il pugliese vesta la maglia della Vini Ricordi conquistando due vittorie di tappa alla  Griffin 1000 West in Australia ed il tredicesimo posto alla Milano-Sanremo (miglior risultato in carriera). Nell’87 il pugliese passa alla Gewiss-Bianchi, vince la seconda frazione della Coors Classic, è quinto al Giro dell’appennino e sale sul podio al Campionato Italiano in linea alle spalle di Bruno Leali e Alberto Elli. Convocato per i Mondiali di Villach 1987 è 54esimo.

L’88 è un anno avaro di soddisfazioni per Bombini che deve accontentarsi del secondo posto in generale al Giro della Provincia di Reggio Calabria e di un secondo posto nella tappa di Vasto del Giro d’Italia. L’anno successivo il pugliese conquista la Bologna-San Luca a cronometro, è secondo al Giro di Puglia, terzo alla Coppa Agostoni, secondo al Giro di Calabria e, convocato per i Mondiali di Chambéry 1989 chiude al 23esimo posto la prova in linea.

Nel ’90 corre per la DianaColnago vincendo la nona tappa della Settimana Lombarda e abbandona il ciclismo al termine della stagione 1991 per salire in ammiraglia come direttore sportivo guidando talenti come Berzin, Argentin, Colombo, Furlan con la mitica Gewiss.