Pierino Gavazzi ciclista bresciano

Pierino Gavazzi (fonte Wikipedia)

Pierino Gavazzi (fonte Wikipedia)

Pierino Gavazzi ciclista bresciano dalle qualità di sprinter, vincitore di tre titoli di Campione Italiano

Pierino Gavazzi, all’anagrafe Piermattia, nasce a Provaglio d’Iseo il 4 dicembre 1950. Nel 1968, a 17 anni decide di iniziare a correre con la maglia giallonera dell’Us Passirano ottenendo la prima vittoria il
26 maggio 1968 a Puegnago davanti ad Agostino Facchi e Giuseppe Rodella.

Anche tra dilettanti si mette in mostra per le sue doti di velocista in grado di resistere anche su percorsi mossi e ondulati a cui affianca serietà e combattività fuori dal comune. Proprio in quel periodo conosce
Marilena Palazzo, che poi diventa sua moglie.

Nel 1970 corre per il G.S. Longo Nivada e l’anno seguente conquista il successo al Circuito Mezzanese-Mezzana Bigli e nel 1972 passa al
G.S. Pejo vincendo la Coppa Limonta, la Coppa dei Caduti e la Milano-Asti.

Nel 1973 Pierino Gavazzi passa professionista con la Jollj Ceramica ed al primo anno è terzo al Trofeo Matteotti ed in una tappa del Giro d’Italia, è quinto al Giro del Lazio e sesto al Giro del Veneto.

Nel 1974 arriva la prima vittoria al Giro d’Italia nella tappa di Taranto e l’anno seguente vince tre frazioni alla Volta a Catalunya, a Tarragona, Camprodon e Martorelli. Al Giro d’Italia coglie un secondo posto a Campobasso alle spalle di Roger De Vlaeminck e prende parte per la prima volta al Tour de France.

Nel 1976 arrivano due vittorie: una tappa alla Volta a Catalunya ed il Giro delle Marche battendo proprio De Vlaeminck.

Pierino Gavazzi vince il Giro di Puglia 1977

Ad aprile Pierino prende parte al Giro di Puglia conquistando il successo nella seconda tappa con arrivo a Ceglie Messapica e ottenendo la maglia di leader della corsa. Gavazzi conquista la vittoria finale davanti a Marino Basso e Beppe Saronni.

Al via del Giro d’Italia 1977 conquista due secondi posti: al Mugello dietro a Basso e a Salsomaggiore dietro a Giacinto Santambrogio, Pierino fa sua le la vittoria nella sedicesima tappa sul traguardo di Gemona del Friuli davanti a Marc Demeyer.

Nel 1978 Gavazzi passa alla Zonca vincendo la tappa di Murten al Tour de Romandie davanti a Guido Van Calster e la tappa conclusiva del Giro d’Italia a Milano davanti a Beppe Martinelli.


Pierino Gavazzi campione italiano 1978

Il 25 giugno Pierino Gavazzi conquista, a Odolo, il titolo di campione italiano in linea superando allo sprint due fenomeni come Moser e Saronni. A settembre conquista il successo nella Milano-Torino.

Nel 1979 a febbraio Gavazzi vince il Trofeo Laigueglia precedendo Saronni e Moser e a marzo conquista il Giro di Campania sempre davanti ai due. Nello stesso anno è secondo al Giro dell’Emilia dietro a Moser, alla Tre Valli Varesine alle spalle di Saronni, al Giro dell’Umbria dietro a Carmelo Barone ed a una tappa del Giro d’Italia.

Pierino Gavazzi vince la Milano-Sanremo 1980

Il 1980 è l’anno d’oro di Pierino Gavazzi che, passato alla Magniflex, il 16 marzo nella volata finale sfrutta alla perfezione la scia di Moser e conquista la vittoria nella Sanremo tagliando l’arrivo davanti a Saronni e Jan Raas. Ad aprile vince una tappa al Giro di Puglia e a giugno fa sua la 22esima tappa del Giro d’Italia sul traguardo di Milano davanti allo svedese Tommy Prim.

A settembre il bresciano conquista la Paris-Bruxelles davanti a Marc Demeyer e ad ottobre conquista il Giro di Romagna davanti a Ludo Peeters.

Nel 1981 le vittorie di Gavazzi sono quattro: la tappa di Arzignano al Giro d’Italia, il GP Monteluto, il Gran Premio Industria e Artigianato ed Giro dell’Emilia. Il bresciano è anche secondo al Trofeo Laigueglia vinto da Saronni, al Giro del Veneto alle spalle di Giovanni Mantovani ed al Giro di Toscana preceduto da Gianbattista Baronchelli.

Al Campionato del Mondo di Praga, Pierino va in fuga insieme a Battaglin e ad altri corridori, pare un’azione buona ma i francesi presenti nel gruppo di testa decidono di non collaborare nel timore di essere bruciati dal velocista bresciano e così l’azione non si conclude.

Nel 1982 Pierino passa alla Atala ma non perde lo spunto vincente: è primo nella quarta frazione del Giro di Puglia sul traguardo di Martina Franca, nella settima tappa del Tour de Suisse sull’arrivo di Etoy davanti all’elvetico Gilbert Glaus , al Giro del Veneto con 2 secondi di margine su Ennio Vanotti ed al Giro dell’Emilia superando Silvano Contini

Pierino Gavazzi campione italiano 1982

il 27 giugno 1982 Pierino Gavazzi conquista la vittoria della sessantaduesima edizione della Tre Valli Varesine, valevole per il titolo di Campione Italiano, precedendo Claudio Torelli e Baronchelli.

Ai Campionati del Mondo di Goodwood, noti per la vittoria di Beppe Saronni, il bresciano coglie il nono posto, suo miglior risultato in carriera.

Nell’83 il bresciano vince tre corse: è primo a Giro della Provincia di Reggio Calabria superando Giuseppe Petito e conquista la quarta tappa con arrivo a Lucera e la quinta tappa con arrivo a Martina Franca al Giro di Puglia.

Nel 1984 arrivano i successi al Trofeo Pantalica su Rudy Pevenage,alla Tre Valli Varesine davanti a Baronchelli, al Giro di Romagna su Mantovani ed al Gran Premio Industria e Commercio di Prato davanti a Dario Mariuzzo. L’anno seguente Pierino fa sue la Nizza-Alassio, il Gran Premio Industria e Artigianato ed Trofeo Matteotti superando Palmiro Masciarelli.

Nell’86 Pierino core per l’ultima stagione con l’Atala senza cogliere vittorie e l’anno successivo si accasa alla Remac conquistando la tappa di Alcamo alla Settimana Ciclistica Internazionale.

Pierino Gavazzi campione italiano 1988

Passato a vestire i colori della Fanini, Gavazzi mette la sua esperienza a supporto della squadra ma a 38 anni suonati alla Coppa Placci riesce a conquistare la vittoria aggiudicandosi il titolo tricolore per la terza volta in carriera.

Nel 1989 passa alla Polli vincendo il Trofeo Laigueglia davanti al “filosofo” Marco Vitali ed il Gran Premio Industria e Commercio di Prato superando Andrei Tchmil. L’anno seguente passa alla Amore & Vita con cui resta sino al 1992 abbandonando il ciclismo a 42 anni.

Sceso di bicicletta, dopo diciassette anni di professionismo, si mette alla guida dell’ammiraglia come direttore sportivo di alcune formazioni dilettantistiche e, in seguito, dell’Amore & Vita. I figli Nicola Gavazzi e Mattia Gavazzi hanno entrambi corso tra i professionisti.