Franco Bodrero sfortunato ciclista piemontese

Franco Bodrero

Franco Bodrero

Franco Bodrero: la sua carriera

Franco Bodrero ciclista piemontese che in carriera ha raccolto meno successi di quanto meritasse, vittima di un male incurabile a soli 27 anni

Franco Bodrero nasce il 7 febbraio 1943 a Torino ottimo dilettante esordisce tra i professionisti nel 1965 vestendo i colori della Legnano mettendosi in luce per le sue doti di passista-scalatore ottenendo discreti risultati come il 38esimo posto finale al Giro d’Italia vinto da Vittorio Adorni. Al Gran Premio Industria e Commercio di Prato chiude terzo alle spalle di Dancelli e Italo Zilioli. Alla Coppa Sabatini ’65 vinta da Luciano Armani chiude quinto e al GP Robbiano terzo completando un anno positivo.

Nel 1966 Bodrero difende ancora la maglia della Legnano, in quella che sarà l’ultima stagione dello storico marchio, chiudendo 24esimo al Giro d’Italia vinto da Gianni Motta, quarto al Giro del Veneto completando un terzetto tutto targato Legnano-Pirelli alle spalle del vincitore, Michele Dancelli. Bodrero è un corridore estremamente generoso e altrettanto poco fortunato dovendosi scontrare con un ciclismo italiano tra i più floridi, in termini di campioni, di sempre.

Nel 1967 Franco Bodrero passa alla mitica Molteni e tutti si attendono un salto di qualità sia nelle corse a tappe che in quelle di un giorno. In realtà la sua stagione è abbastanza deludente con il terzo posto al GP Cemab, il nono al Campionato Italiano, il diciannovesimo al Giro di Lomabardia. Nelle corse a tappe, Franco vive un Giro d’Italia deludente chiudendo al 46esimo posto riscattandosi, però, con il quindicesimo posto finale al Tour de France che vede trionfare il francese Roger Pingeon.

La bella prova messa in mostra alla Grande Boucle trova riscontro nella stagione 1968 quando al Giro d’Italia, Franco conquista la vittoria nella tappa con arrivo al Block Haus e chiude dodicesimo in classifica generale venendo però squalificato perché positivo al controllo antidoping. Terminata la corsa rosa, Bodrero è al via del prestigioso Giro del Lussemburgo dove conquista la seconda frazione da Bettembourg ad Esch-sur-Alzette ottenendo il terzo posto in classifica finale alle spalle del lussemburghese Schutz e dell’olandese Haast. Al Giro del Lazio 1968 chiude secondo superato in volata da Giancarlo Polidori.


Franco Bodrero passa alla Salvarani
per lavorare accanto a Felice Gimondi scortandolo lungo le strade del Giro d’Italia sino alla vittoria finale del bergamasco chiudendo comunque 39esimo in generale. Al termine della corsa rosa per Franco inizia un periodo di crisi fisica, i risultati non arrivano e, anzi, un corridore dal grande talento come lui, fatica moltissimo. In pochi ne comprendono le ragioni non spiegandosi un simile tracollo atletico.

Terminata la carriera professionistica, Franco è vittima, a soli 27 anni, di un male incurabile che lo affliggeva dal settembre 1969.