Alessio Peccolo scalatore veneto mai esploso

Alessio Peccolo

Alessio Peccolo

Alessio Peccolo una promessa non mantenuta

Alessio Peccolo talentuoso scalatore nelle categorie dilettanti negli anni ’70, passato pro non è riuscito a mantenere le aspettative

Alessio Peccolo nasce a San Vendemiano in provincia di Treviso in 24 ottobre 1947. Fisico tarchiato, basso e compatto come un gladiatore ha nel sangue il DNA dello scalatore che lo porta presto a diventare un punto di riferimento del ciclismo giovanile trevigiano. Altro solo 1,63 (per meno di 60kg) quando la strada sale Alessio si scatena ma anche nelle volate ristrette Peccolo riesce a dire la sua nelle categorie giovanili.
Con la storica maglia rossoblù dell’Unione Ciclistica Vittorio Veneto, Alessio riesce a far innamorare i conterranei del suo modo di correre grazie ad una innata predisposizione all’attacco che gli consentono azioni davvero spettacolari.
Nel 1969 conquista una splendida vittoria al Giro del Friuli che lo porta all’attenzione degli addetti ai lavori ma la volontà di cimentarsi con le Olimpiadi lo spinge a posticipare il passaggio tra i “pro” per dedicarsi alle prove dilettantistiche che alla lunga ne consumeranno importanti energie.

Nel 1972 bissa la vittoria nella corsa a tappe friulana ma il talento del trevigiano non suscita le attenzioni delle grandi squadre e solo l’anno seguente, ad Olimpiadi trascorse, farà in grande salto quando la carta di identità dirà 26 anni.

E’ la GBC ad offrire un contratto da professionista ad Alessio. L’organico avanti con l’età in cui spiccano Luciano Armani , Claudio Michelotto e Wladimiro Panizza oltre ad una batteria di pistard e velociti non valorizza le doti del minuto scalatore veneto.

Tra gli emergenti del team ci sono, appunto, Peccolo, Roberto Sorlini e Wilmo Francioni ma il passaggio di categorie non è dei migliori per Alessio. Dopo un promettente terzo posto al nel GP Kanton Argau-Gippingen alle spalle di Basos e Van Springel, al Giro 197 fatica ad ingranare chiudendo al 29esimo posto assoluto ma senza però aver mai messo in mostra le doti di “guastafeste” in salita che lo avevano distinto tra i dilettanti. Al successivo Giro di Svizzera le cose non vanno meglio nonostante rivali meno agguerriti.

A fine anno la GBC chiude i battenti e Peccolo riesce a trovare un contratto nella Filcas, una squadra di dilettanti che era passata fra i professionisti: la stagione è peggiore della precedente e al Giro d’Italia chiude 60esimo tanto che nel novembre di quell’anno decide di appendere definitivamente la bici al chiodo.

Padre di Nicola, anche lui discreto dilettante con doti simili a quelle del padre, Alessio Peccolo è prematuramente scomparso nell’aprile del 2014 per un malore occorsogli mentre stava assistendo al Giro del Belvedere, una gara di ciclismo dedicata agli anni Under 23.