Koichi Nakano il fenomeno della pista

Koichi Nakano (fonte capovelo.com)

Koichi Nakano (fonte capovelo.com)

Koichi Nakano campione iridato e di Keirin

Koichi Nakano, pistard, un vero mito in Giappone per le sue performance nel Keirin diventato pluricampione mondiale in pista

Koichi Nakano (中野 浩)è stato uno dei più forti pistard della storia del ciclismo mondiale oltre ad essere l’atleta di riferimento del keirin, sport di primissimo piano nel suo paese di origine.

Nato a Kurume, Fukuoka, il 14 novembre 1955, Koichi è figlio di due atleti di Keirin disciplina che, in un Giappone segnato dalla guerra e dalle bombe atomiche diventa un ingranaggio per la ripresa economica. Il piccolo Nakano segue le orme dei genitori nonostante una innata capacità nell’atletica leggera. Messo su di una bicicletta viene avviato al mestiere di famiglia.

Come detto il Keirin è una disciplina che in quegli anni vive un autentico boom tra ingaggi e scommesse che muovono cifre da capogiro. Koichi Nakano diventa uno dei principali “tenori” dello sport e una pioggia di soldi cade letteralmente nelle sue tasche.

Stiamo parlando del Keirin reale, non di quello che vediamo alle Olimpiadi, corse ad un ritmo spaziale che appassionano il popolo giapponese che accorre in quantità ad ogni singola prova scommettendo fiumi di yen.

La dura legge del Keirin è una scuola pazzesca per Koichi Nakano che si abitua presto alle lotte continue e al ritmo indiavolato delle corse nipponiche.

Occhiali dalle lenti spesse e abbastanza tarchiato non lo penseresti un fenomeno eppure Koichi è un fascio di muscoli, esplosivo come un missile e abile nel trovare sempre la corsia migliore grazie a sagacia, astuzia e tanta, tanta tecnica.

Il giapponese conquista il quarto posto ai Mondiali di Monteroni nel 1976 vinti da John-Michael Nicholson su Giordano Turrini. Nakano fa fuori l’azzurro Cardi nei quarti di finale ma nella semifinale viene battuto da Nicholson e perde anche il terzo posto, beffato dal Yoshikazo Sugata che lo batte nella finalina per la medaglia di bronzo.

Proprio la delusione di quella prova è lo sprone che lo porterà a diventare un’autentica leggenda del ciclismo su pista. I soldi accumulati col keirin sono tanti e il suo obiettivo diventa la conquista della maglia iridata.

Koichi diventa un fenomeno mondiale conquista l’oro mondiale velocità a San Cristobal ’77, a Monaco ’78, Amsterdam ’79, a Besancon ’80, a Brno ’81, a Leicester ’82, a Zurigo ’83, a Barcellona’84 Dazzan, a Bassano ’85 e a Colorado Springs ’86. La sua striscia si interrompe nel 1987, solo perché non è al via passando il testimone a Tawara.

La scelta di tenere alto i colori del Giappone ai mondiali gli costano ingenti perdite di ingaggi nelle corse nipponiche e così la federazione del sol levante gli rifonde le somme non incassate.

Gli appassionati italiani ricorderanno a lungo il Mondiale 1981 quando durante la semifinale Guido Bontempi, già campione italiano di keirin, decide di sfiorare Nakano che rimane appeso alla curva mentre Giudone scivola lungo la pendenza con una clavicola rotta.

Essendo un professionista, il giapponese non può prendere parte ai Giochi Olimpici Nakano deve “accontentarsi” delle prove di Keirin nazionali (in quelle mondiali non riesce, clamorosamente, mai ad eccellere) e sarà al via delle prove a cinque cerchi in sella al “derny” alle Olimpiadi di Sydney 2000 vinte dal francese Florian Rousseau.

Una carriera straordinaria quella di Koichi Nakano che ai successi iridati, come detto, affianca i maxi ingaggi in terra nipponica che gli consentono uno stile di vita che in pochi possono permettersi. Nakano guadagna più degli assi del baseball o dei campioni di golf.

Koichi Nakano nei videogames!

King Keirin (  ) è un gioco di simulazione di corse ciclistiche, che consente al giocatore di controllare la vita quotidiana di un atleta professionista in bicicletta, supervisionato da Nakano creato Coconuts Japan Entertainment da e rilasciato da Super Nintendo Entertainment System nel 1994.