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MTB Pininfarina verde: un oggetto cult

Redazione - Michele 14 Luglio 2020 3 min read

MTB Pininfarina del concorso Esso

MTB Pininfarina del concorso Esso, diffusissima, spesso irrisa per le sue forme ma comunque un oggetto di culto e un pezzo di storia

MTB Pininfarina, ovvero il “mostro verde” come qualcuno l’ha ribattezzata su alcuni noti social network, è una MTB distribuita in omaggio con una raccolta punti Esso è stata sempre snobbata dai ciclisti “veri” che l’hanno sempre considerata poco idonea persino agli spostamenti urbani.

L’idea di questo pezzo c’è venuta quando, scesi dal treno in una stazione ci siamo imbattuti in un simpatico condominio in cui molti abitanti, sul balcone, tenevano i loro gioielli: una MTB Wilier, una BDC Pinarello e poi, in fondo, lei, una verdona!

Ecco allora che proviamo a raccontarvi la storia della MTB di Pininfarina – Esso.

Disegnata da Sergio Pininfarina questa mountain bike verde è diventata presto un simbolo del “non ciclista” in quanto spesso erano automobilisti che, sfruttando i punti accumulati, usavano questa bici o la regalavano, soddisfatti, ai propri figli.

Questa bicicletta verdolina non è mai stata commercializzata quindi i modelli che ancora oggi si vedono circolare sono stati tutti consegnati con la sopracitata raccolta punti dei distributori di carburanti Esso.

Va detto che molti, però, si sono avvicinati al ciclismo proprio grazie a questa MTB assolutamente caratteristica nel design (ma forse non altrettanto piacevole da “spingere”). Ad ogni modo la storia della MTB verde di Pininfarina è diventata un cult nell’immaginario collettivo di molti appassionati di ciclismo ed ancora oggi chi la possiede la venera spesso come un feticcio. Non c’è quindi da sorprendersi se su molti forum in tanti fanno sfoggio della loro “verdona” upgradata all’inverosimile.

Qualcuno sussurra che una bici così “strana” (o brutta) sia un ottimo deterrente contro i furti: “manco i ladri la prendono” scrive qualcuno su un noto forum di ciclismo ma a qualcuno è andata male: “me l’hanno fregata in spiaggia”.

La bicicletta verde di Pininfarina resta, è il caso di dirlo, un evergreen, capita spesso girando sulle ciclabili nel weekend di imbattersi in un padre di famiglia che all’epoca della raccolta era forse un ventenne, sfoggiare quello che in molti definiscono (in slag ciclistico) “una cancello”.

Qualcuno sostierne che la capillare diffusione di questa MTB generata dalla campagna a punti della Esso abbia comunque contribuito all’uso della bicicletta e della pratica del mountain biking. In tanti si sono avvicinati alla disciplina del pedale perché “si sono trovati in casa” una verdona. Altri pensano che abbia invece contribuito (per via del suo peso) ad allontanare la gente dal ciclismo in quanto ha fatto passare per davvero duro pedalare sull’asfalto.

Questo prodotto di design ha dimenticato, per via della sua forma anatomica avveniristica, di dedicare uno spazio per il portaborraccia sul tubo che, avendo una sezione ovale, diventa anche non ottimale per installarne uno. In realtà la predisposizione per il portaborraccia c’è ma è stato posto in una posizione molto, molto scomoda, nella parte inferiore del telaio che consente di far riempire la borraccia di fango!

Piaccia o non piaccia, resta il fatto che la verdona di Pininfarina rappresenta un pezzo di storia del mondo delle Mountain bike italiane. A testimonianza di ciò sono tante, tantissime le inserzioni sui portali di vendite online in cui questa bicicletta spopola ancora oggi e a prezzi tutt’altro che bassi insomma possiamo dire  non è mica facile trovare una “verdona” (anche se non si sa quanti milioni ne hanno date con i punti) e chi ce l’ha se la tiene ben stretta, o no?

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