Antonio Pesenti ciclista bergamasco, la storia

Antonio Pesenti (fonte Wikipedia)

Antonio Pesenti (fonte Wikipedia)

Antonio Pesenti ciclista bergamasco, soprannominato il Gatto di Zogno, vincitore del Giro d’Italia 1932 e terzo al Tour 1931

Antonio Pesenti nasce a Zogno, in provincia di Bergamo, il 17 maggio 1908. Sono anni di ciclismo pionieristico, fatto di biciclette pesanti come un cancello con soli due rapporti. Antonio nel 1928 conquista la Coppa Caldirola e l’anno seguente entra nel mondo del ciclismo che conta come isolato.

Le sue qualità di atleta combattivo ed instancabile non passano inosservate. Dotato di importanti qualità di fondo e con una elevata capacità di recupero, viene chiamato dal commendator Umberto Dei per entrare a far parte, nel 1930, della sua Dei-Pirelli.

Antonio Pesenti quinto al Giro d’Italia 1930

Con la nuova formazione, Pesenti fa il suo esordio al Giro d’Italia nell’anno in cui Alfredo Binda non è al via per “manifesta superiorità” venendo pagato per non correre. Tone, questo il soprannome datogli dagli amici, ha il ruolo di gregario di Giuseppe Panceri che però è presto costretto al ritiro. Con la libertà che il ritiro del capitano gli concede, Pesenti riesce a cogliere il successo nella tredicesima frazione da Rovigo ad Asiago andando in fuga solitaria tagliando l’arrivo con  2’32” sugli inseguitori. Il bergamasco conclude la corsa al quinto posto a 16’01” dal giovane Luigi Marchisio. Nasce la leggenda del Gatto di Zogno.

L’anno successivo Pesenti è di nuovo al via del Giro d’Italia ma nella parte inziale della corsa soffre, non riesce a stare con i primi. Quando si entra nella fine settimana conclusivo, però, il ciclista lombardo da fondo a tutte le sue energie confermandosi lo scalatore più forte d’Italia rientrando in classifica e chiudendo la corsa al settimo posto a 13’50” dal vincitore Francesco Camusso.

Antonio Pesenti terzo al Tour de France 1931

Pesenti viene convocato in nazionale per il Tour de France con il ruolo di spalla di Camusso. Cichin però non è in forma e si ritira presto lasciando il ruolo di leader al velocista Raffaele Di Paco e a Pesenti che dimostra una condizione di forma ottima.

Tone va in fuga nella tappa pirenaica assieme ai belgi Jef Demuysere e Maurice Dewaele. L’azione è buona e la maglia gialla, Antonin Magne capisce che deve muoversi in prima persona lungo il Col de L’Aubisque per non perdere la testa della generale. Il francese raggiunge i fuggitivi all’inizio del Tourmalet e si invola in solitaria alla vittoria con Pesenti che, nonostante la fatica accumulata, è l’ultimo ad alzare bandiera bianca chiudendo secondo a 4’42” da Magne salendo al secondo gradino della generale. Nell’ultima frazione, però, Demuysere, già vincitore il giorno prima, va all’attacco assieme al compagno Gaston Rebry e supera Pesenti in generale. Il bergamasco conclude il Tour de France con un ottimo terzo posto in generale

Antonio Pesenti vince il Giro d’Italia 1932

Nel 1932 Pesenti corre per la Wolsit e prende parte al Giro d’Italia dove inizialmente a dominare sono Learco Guerra ed il tedesco Hermann Buse. Il 24 maggio, nella Lanciano-Foggia di 280 chilometri, però, è il Gatto di Zogno a dominare andando all’attacco, restando in avanscoperta per quasi nove ore e tagliando l’arrivo con 3’42” sul compagno di squadra Di Paco. La leggenda narra che Antonio arriva al traguardo, posto all’interno dello stadio di Foggia, con un’ora di anticipo sulla tabella di marcia e deve scendere di sella in attesa che gli aprano i varchi d’accesso alla struttura. Nelle successive tappe il bergamasco controlla sapientemente la corsa e completa la corsa al primo posto della generale con 11’09” di vantaggio su Jef Demuysere.

Antonio Pesenti quarto al Tour de France 1932

Dopo la vittoria al Giro non può mancare la selezione per il Tour de France dove coglie il successo nella quinta tappa da Pau a Bagnères-de-Luchon di 229 chilometri. Il Gatto di Zogno attacca sul Col de l’Aubisque facendo letteralmente in vuoto alle sue spalle. La sfortuna, però, lo ferma per una foratura. Antonio viene ripreso e superato da Camusso e Faure ma, dopo aver cambiato la ruota, si riporta sui primi e va a giocarsi la tappa allo sprint vincendolo davanti al francese.

Nonostante una condizione non ottimale Antonio riesce a chiudere il Tour al quarto posto della generale dietro a  André Leducq,  Kurt Stöpel e Camusso.

Ancora 24enne, il bergamasco inizia precocemente la parabola discendente della carriera. Al Giro raccoglie solamente ritiri non riuscendo mai ad incidere concludendo solamente l’edizione del ’36 al diciannovesimo posto. La scarsa forma nella “corsa di casa” gli consta l’esclusione dal Tour de France e ne 1938, demotivato, decide di appendere la bicicletta al chioso.

Antonio Pesenti apre una bottega dove ripara biciclette, la Cicli Pesenti. Il figlio Guglielmo diventa a sua volta ciclista ma, a differenza del padre, il suo ruolo è quello di velocista.

Il 10 giugno del 1968 a soli 60 anni, Antonio se ne va troppo presto.