Dylan Teuns prima vittoria da professionista

Dylan Teuns prima vittoria  da pro al Tour de Wallonie

Dylan Teuns prima vittoria

Dylan Teuns

Dylan Teuns prima vittoria della carriera da pro per il 25enne belga della BMC. Dylan è riuscito ad imporsi grazia a un bellissimo numero al termine della terza frazione del Tour de Wallonie.

Il corridore della BMC, già terzo quest’anno alla Freccia Vallone, si è tolto tutti gli avversari dalla ruota con una poderosa accelerazione sul muro finale di Saint-Roch. Teuns è riuscito a staccare di 9″ Quentin Pacher e Odd Christian Eiking, a 14″ è arrivato Jelle Vanendert e a 18″ lo spagnolo Juan José Lobato.

Dylan Teuns già leader della classifica prima della tappa di oggi, è riuscito ad allungare sensibilmente sugli avversari diretti per la vittoria finale: Tosh Van der Sande ha già un distacco di 32″, il francese Benjamin Thomas è a 39″, Jelle Vanendert a 42″ e la top5 è completata dall’olandese Pim Ligthart a 44″.

EuroMTB 2017 ecco gli azzurri convocati

EuroMTB 2017 ecco i convocati del CT Mirko Celestino

EuroMTB 2017

Mirko Celestino

EuroMTB 2017 ecco chi saranno i nostri portacolori per la gara in programma a Darfo Boario Terme di cui vi abbiamo già dato le coordinate in questo articolo.

Mirko Celestino, ex campione del ciclismo su strada, e ora CT della nostra nazionale ha approfittato dell’edizione dei Campionati Italiani XCO di Genova, che hanno visto trionfare  Gerhard Kerschbaumer, per diramare le convocazioni per questo importantissimo evento.

Saranno ventisetti i nostri rappresentanti: 17 uomini e 10 donne tra queste ultime spicca l’assenza di Eva Lechner che anche domenica a Genova ha un po’ deluso.

 

 

 

 

Elite maschile

Braidot Daniele | C.S. Carabinieri

Braidot Luca | C.S. Carabinieri

Fontana Marco Aurelio | Bianchi Countervail

Menichetti Andrea | Four Es Racing Team | Campione italiano XCE

Kerschbaumer Gerhard | Torpado Gabogas

Tiberi Andrea | Team NOB Selle Italia

Under 23 maschile

Bertolini Gioele | C.S. Esercito

Colledani Nadir | Torpado Gabogas

Naspi Alessandro | Superbike Bravi Platform Team

Junior maschile

Avondetto Simone | Silmax X-Bionic Racing Team

Brancati Alberto | Caprivesi

Fontana Filippo | Gottardo Giochi Caneva

Marchetti Bruno | Melavì Focus Bike

Taffarel Nicola | Team Damil – GT Trevisan

Toccoli Zaccaria | Team Lapierre – Trentino – Alé

Xillo Edoardo | Assoc.Scuola Nazionale Mtb Oasi Zegna

Zanotti Juri | Velo Club Monte Tamaro

Donne elite

Calvetti Serena | Team Damil – GT Trevisan

Oberparleiter Anna | Team Lapierre – Trentino – Alé

Rabensteiner Lisa | Focus Xc Uci Elite Team

Donne under 23

Berta Martina | C.S. Esercito

Marchet Giorgia | Four Es Racing Team

Teocchi Chiara | Bianchi Countervail

 

Donne Junior

 

Baroni Francesca | Melavì Focus Bike

Specia Giada | A.S.D. Team Velociraptors

Stegagnolo Giorgia | Burn Mtb Pro Team

Tovo Marika | Team Rudy Project – XCR

 

Passage du Gois: salta l’appuntamento col Tour 2018

Passage du Gois: niente Tour de France 2018

Passage du Gois

Passage du Gois

Passage du Gois: è una delle strade più pericolose al mondo ed era stato annunciato come uno dei momenti più temuti e spettacolari del prossimo Tour de France ma l’organizzazione ha dovuto rinunciare a proporlo. La “colpa” è legata ai Campionati Mondiali di Calcio in Russia che costringeranno la Gran Boucle ad essere posticipata di una settimana ( al 7 luglio). In quella  data parrebbe impossibile l’attraversamento del celebre tratto di strada della Vandea a causa dell’alta marea che verosimilmente andrà a coprire la strada.

Passage du Gois informazioni:

Il Passage du Gois  è una lingua di terra pavimentata che viene ciclicamente inghiottita dalle maree che collega l’Isola di Noirmoutier con la Francia nella regione della Loira.

La lingua è lunga 4,125 metri ed è spesso, appunto, sommersa il che la rende davvero difficile da praticare in auto, figuriamoci in bicicletta. L’attraversamento trai origine dal XVIII secolo e il suo nome significa letteralmente “Bagnare gli Zoccoli”. L’attuale pavimentazione venne creata solo tra il 1935 e il 1939. Dal 1942 è Monumento Nazionale Francese.

La strada è nota per la gara Strides Gois, una corsa che inizia con l’alta marea e si completa con la maggior parte dei concorrenti che nuotano a mezz’acqua.

Passage du Gois al Tour 1999:

Il Tour de France affrontò il Passage du Gois nell’edizione 1999, l’anno della prima vittoria (poi revocata) di Lance Armstrong. Era la seconda tappa della corsa francese, il giorno prima il texano aveva vinto il prologo e indossava la maglia di leader. Al passaggio caddero molti atleti tra cui alcuni dei favoriti per la vittoria di quel Tour (che era orfano per svariati motivi di (Jan Ullrich, Marco Pantani, Laurent Jalabert e Bjarne Riis). Alex Zulle e Ivan Gotti (vincitore del Giro 1999 a causa della squalifica di Pantani) persero quasi sei minuti dallo statunitense dicendo subito addio alle speranze di vittoria (Il Passaggio du Gois venne poi affrontato nel 2011, precisamente nella prima tappa, che vide imporsi Philippe Gilbert).

 

Campionato Italiano XCO assegnati i titoli

Campionato Italiano XCO ecco come è andata

Campionato Italiano XCO

Gerhard Kerschbaumer

Campionato Italiano XCO sul tracciato di Genova che ha sorriso a  Gerhard Kerschbaumer (Torpado Gabogas) che, dopo un avvio di stagione un po’ in sordina ha trovato una splendida affermazione nella gara più importante.

Gerhard è partito subito forte cercando di imporre il proprio ritmo ma poi è un po’ calato tanto da essere ripreso e superato dai rivali per la vittoria. La “pausa” ha forse permesso all’atleta di riprendere le energie necessarie per ritornare sotto i primi, riprenderli a uno a uno e mettersi alle spalle un Luca Braidot in grande forma e  che sembrava lanciato verso la vittoria finale

La terza piazza è andata a un combattivo Andrea Tiberi, che ha così completa il podio; molto sfortunata la gara di  Marco Aurelio Fontana, che ha rotto la catena dopo poche centinaia di metri dallo start.

News su Claudia Cretti

News su Claudia Cretti arrivano da Benevento

News su Claudia Cretti

Lo splendido sorriso di Caludia

News su Claudia Cretti arrivano tramite il profilo Facebook della madre della giovane atleta che sta correndo la gara più importante della sua vita, quella per riprendersi dalla rovinosa caduta del Giro Rosa.

Claudia sta rispondendo bene ai trattamenti a cui viene sottoposta quotidianamente, i medici hanno ridotto la sedazione e la ragazza reagisce agli stimoli vocali delle persone vicine. Sta dimostrando buona mobilità e, secondo i medici, sta rispettando la tabella di marcia. Chiaramente questa “corsa a tappe” sarà ancora lunga ma la partenza sembra essere promettente.

I famigliari attendono che la ragazza possa lasciare il reparto di Neurorianimazione dell’ospedale Rummo di Benevento cosi da poter poi essere trasferita in una struttura riabilitativa.

 

Ecco il messaggio della mamma di Claudia Cretti

Buongiorno. Mi prendo una piccola pausa per aggiornarvi. Non ci sono state grosse novità da ieri, Claudia si muove sempre molto bene ed osserva tutto con curiosità. Ascolta i messaggi audio. Guarda le foto sul cellulare, ascolta la musica. E ci fissa….questi sguardi non li dimenticherò mai…🙂
I medici dicono che sta andando bene. Si avvicina sempre più il momento della dimissione dalla neurorianimazione di Benevento.
Vi terrò aggiornati. Sarà trasferita in un centro di riabilitazione. Più vicino a casa…
Non so che altro aggiungere. In 20 giorni sono passata da uno stato di paura e disperazione, commozione e speranza, accettazione…si, lo stato attuale lo chiamerei di accettazione con un pizzico di serenità.
Perche’ la salita è finita, abbiamo scollinato, adesso mancano molti km al traguardo, ma c’è la certezza che ci arriveremo….anche se ci vorrà tempo. A questo punto…non deve arrivare prima, ha già vinto tutti i traguardi volanti. La maglia ce l’ha

Nuovo Look per Peter Sagan!

Nuovo Look per Peter Sagan, lo slovacco riappare in pubblico

Nuovo look per Peter Sagan

Nuovo Look per “Peto”

Nuovo look per Peter Sagan al ritorno in pubblico dopo la squalifica rimediata al Tour de France per la presunta scorrettezza ai danni di Cavendish. Sagan si è concesso qualche giorno di meritato riposo per eliminare le scorie (più mentali che fisiche) della Grand Boucle e  ricaricare le pile in vista dei prossimi obiettivi della sua stagione. Il campione del mondo, come avevamo anticipato, tornerà in gara sabato al Tour de Pologne con un piano dedicato all’avvicinamento alla competizione iridata del  mondiale di Bergen.

Lo slovacco è “riapparso” ieri durante la festa di fine Tour de France  organizzata dalla sua Bora Hansgrohe e, come ogni volta che si parla di lui, anche ieri “Peto” è riuscito a suscitare l’interesse di tutti. Non è stato necessario rilasciare interviste o fare battute ma più semplicemente è stato il suo nuovo taglio di capelli a fare “notizia”.

Peter ci aveva abituato alla sua criniera leonina mentre ieri è apparto rasato a zero con un taglio da Marine. Un taglio netto al look degli ultimi anni, un ritorno al periodo “Liquigas” o forse semplicemente un modo per dare uno strappo a questo periodo dell’anno che lo ha messo sotto stress probabilmente per colpe non completamente sue.

 

Sivakov firma con Sky, la BMC si arrabbia!

Sivakov firma con Sky e la BMC non la prende bene

Sivakov firma con Sky

Pavel Sivakov festeggia al Giro

La risposta della BMC Development Team, squadra nata nel 2013, sembrerebbe quella di chiudere i battenti a uno dei progetti di sviluppo giovanile più interessante degli ultimi anni.

Pavel Sivakov, fresco vincitore del Giro d’Italia U23 Enel, è uno dei più fulgidi prospetti del ciclismo mondiale, che quest’anno ha conquistato anche la Ronde de l’Isard e il Giro della Valle d’Aosta e, subito dopo la corsa rosa giovanile, si era dichiarato pronto per un salto nei Pro ma tutti pensavano sarebbe avvenuto con la BMC.

L’idea di passare al Team Sky, opportunità che legittimamente il russo vorrebbe sperimentare, toglie però morale e volontà di prosecuzione con il team che ha prodotto più talenti nel recente passato. Tra gli altri vanno ricordati  Tom Bohli, Silvan Dillier, Kilian Frankiny, Floris Gerts, Stefan Küng, Dylan Teuns, Nathan Van Hooydonck e Loïc Vliegen con il BMC Racing Team, Valentin Baillifard e Théry Schir con il Team Roth, Lukas Spengler con la WB Veranclassic Aqua Protect, Alexey Vermeulen con il Team Lotto NL-Jumbo e Tyler Williams con la Israel Cycling Academy.

 

 

Europei su Pista cinque ori per Letizia Paternoster

Europei su Pista cinque ori per la trentina Paternoster

Europei su Pista cinque ori

Letizia Paternoster fa poker

Europei su Pista cinque ori per una singola atleta è davvero qualcosa di grande. A riuscire nell’impresa è stata la nostra Letizia Paternoster che ha chiuso la rassegna di Anadia in Portogallo degli Campionati Europei su Pista p categorie juniores e Under23 con un vero e proprio bottino da record.

Ma il trionfo  non è solo della giovanissima trentina ma di tutta l’Italia che ha addirittura chiuso la rassegna continentale in cima al medagliere con 10 ori, un argento e 3 bronzi davanti a Russia e Gran Bretagna che hanno conquistato più medaglie in totale ma che si sono fermate a sette ori a testa.

E proprio Letizia aveva un buon presentimento circa lo svolgimento di questa manifestazione: in una recente intervista con la nostra redazione aveva dichiarato che l’Europeo di Luglio era uno dei suoi obiettivi di stagione, diremmo che l’obiettivo è stato centrato. Ora il mirino si sposta sui Mondiali?

Francesca Pattaro intervistata da ciclonews.biz

Francesca Pattaro intervistata

Francesca Pattaro

Francesca Pattaro intervistata dalla nostra redazione

Francesca Pattaro intervistata in esclusiva per Ciclonews.biz. Francesca, forte atleta classe 1995 in forza al Team BePink, ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro 2016 ha ottenuto il 6º posto nell’inseguimento a squadre femminile, stabilendo il nuovo record italiano della specialità a dimostrazione delle sue doti di pistard.

 

Ciao Francesca, grazie per aver accettato la nostra intervista, raccontaci di te, come è stato il tuo approccio con lo sport?

Grazie a voi per l’idea dell’intervista, beh diciamo che quando ero ancora alle elementari vedevo tutti i miei compagni di classe fare uno sport, chi danza, chi karate, chi calcio, e io non facevo niente. Passavo le mie giornate ad andare a scuola, studiacchiare e giocare con i miei gatti. Io ho sempre voluto fare uno sport ma i miei genitori non hanno mai avuto il tempo, per motivi di lavoro, di portarmi nella palestra comunale per fare danza o badminton

E poi cosa è successo, come mai hai scelto il ciclismo?

Beh devo la passione per la bicicletta a mio fratello. Lui era allenatore di una squadra di ciclismo del mio paese e notando la mia voglia di praticare uno sport mi ha proposto di correre in bici. Probabilmente era quello che aspettavo, cosi ho preso l’invito al volo e a dieci anni ho iniziato a praticare, forse un po per gioco, questo sport. Ho coltivato la passione quotidianamente e ora eccomi qui.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

È vero, fare lo sportivo non è una cosa semplice, tutt’altro.  La fatica di dover seguire una “disciplina” la paghi soprattutto quando sei adolescente e vedi tutti i tuoi amici uscire il sabato sera quando tu dovevi andare a letto perché la domenica c’era la gara. Personalmente ti devo dire che non mi è mai pesata particolarmente questa condizione. Credo che questa risposta te la possano dare in molti tra colleghe e colleghi, nella testa di un ciclista il “far festa” non è una cosa che circola molto, personalmente non l’ho mai visto come una ambizione della vita, non sento la necessità di uscire a tutti i costi il sabato o andare a ballare cosa che magari per molti miei coetanei è fondamentale. Io traggo la mia soddisfazione nell’applicarmi nello sport quotidianamente.

 

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vitae perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Il ciclismo mi ha e mi sta veramente insegnando tanto io immagino la corsa ciclistica come una metafora della vita. Puoi cadere ma devi rialzarti, correre a testa bassa o ragionare. Come si diceva prima il ciclismo è fatto di sacrifici e rinunce ma se guardiamo bene non possiamo definire sacrificio una cosa che è finalizzata a soddisfare un piacere e per me correre in bici è davvero piacevole. Questo modo di vedere le cose rende la fatica quasi una amica con cui convivere, la rinuncia quasi un modo per aumentare la propria stima.

Se devo dirti qualche valore che ho appreso dal ciclismo ti direi sicuramente ambizione, determinazione e resilienza e credo che questi pilastri siano indispensabili nella vita, proprio per questo motivo credo che per una ragazza il ciclismo sia uno sport davvero adatto. Non importa che livelli riesci a raggiungere ma quello che un’esperienza con questo sport ti lascia te lo porti con te per sempre.

 

Sei molto giovane ma hai già acquisito tanta esperienze, quale è la gara che ricordi con più piacere?

La corsa che ricordo con più piacere è sicuramente la mia prima vittoria al Campionato Italiano in pista a Pordenone nel 2011 nella specialità dell’inseguimento individuale. È stata la corsa che ha determinato il mio futuro in nazionale e credo di poter dire senza paura di esagerare che è la corsa che mi ha reso la Francesca che sono oggi.

Quel giorno per me ha un sapore particolare perché è legato ad una delle persone tra le più importanti della mia vita, una persona che mi ha allenata e mi ha portato a quella conquista del Campionato Italiano e cioè Severino Massaro che è scomparso da qualche anno ma che mi accompagna sempre.

(Massaro è stato vittima di un incidente il 21 agosto 2015 nel velodromo di Sossano, mentre era impegnato in alcune mansioni sportive n.d.r)

Il ciclismo impiega molto tempo della tua vita, ma hai qualche attività che ti piace fare nel tempo libero?

Di tempo libero non ne ho molto ultimamente visto che ho iniziato a marzo di quest’anno a frequentare l’università nella facoltà di scienze motorie. Però quando riesco a ritagliarmi del tempo adoro leggere oppure rilassarmi con un giro in moto.

 

Che rapporto hai con la musica? Hai qualche cantante preferito?

Si la musica mio piace molto, ascolto musica pop e rock, in particolare ho un debole per Luciano Ligabue, appena ho un attimo ascolto sempre le sue canzoni, mi caricano anche prima delle gare importanti.

 

Hai un ciclista o una ciclista che ammiri particolarmente o ti ha ispirato?

Nel ciclismo maschile il ciclista che ammiro per la sua semplicità nel fare le cose e per il suo modo di pensare è Peter Sagan. Nel ciclismo femminile, per la sua determinazione, ambizione e per i suoi risultati ammiro moltissimo Antonella Bellutti. Penso che vincere l’inseguimento individuale alle olimpiadi dia la soddisfazione più grande. Con le Olimpiadi di Rio ho avuto modo di constatare che non è vero che il ciclismo è duro come sport, perché tutti gli sport ad un certo livello parlano di costanza, ambizione, determinazione, voglia e, lasciatemi passare il termine, “fatica”.

Tanto ciclismo nella tua vita ma segui altri sport? Hai qualche “mito”oltre ai ciclisti a cui ti ispiri?

Altri “miti” di altri sport non ne ho oltre al ciclismo, ma se mi capita di vedere alla tv altri atleti in altri sport non cambio di certo canale, anzi mi appassionano sempre le vicende degli sportivi perché comprendo il sacrificio che fanno per arrivare a quei livelli.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

I miei prossimi obiettivi professionali sono tutti gli impegni su pista per l’inverno che verrà, tra cui Campionati Europei, Coppa del Mondo e Campionati Mondiali. Inoltre spero di migliorare ulteriormente il mio tempo personale nell’inseguimento individuale. Ma prima di tutto questo c’è il resto della stagione su strada che mi aspetta e spero di ottenere un posto per la cronometro a squadre al mondiale in Norvegia e di conseguenza ottenere un ottimo risultato.

Dylan Groenewgen festeggia sui Campi Elisi

Dylan Groenewgen trionfa a Parigi con una volata perfetta

Dylan Groenewgen

Dylan Groenewgen

Dylan Groenewgen fa sua l’ultima tappa del Tour de France 2017 partendo lungo sullo storico rettilineo dei Campi Elisi e non lasciando scampo agli avversari. Niente da fare per André Greipel (Lotto Soudal) che conquista la piazza d’onore e lascia la Grande Boucle a mani vuote mentre terzo giunge Edvald Boasson Hagen (Dimension Data).

Solita festa iniziale, con le foto fra i portatori delle maglie (ChrisFroome maglia gialla, Michael Matthews maglia verde, Warren Barguil maglia a pois, Simon Yates maglia bianca) con conseguenti brindisi a colpi di flute di  vino rosato e poi per festeggiare senza seguire il protocollo ecco uscire dall’ammiraglia del Team Sky qualche bottiglia di birra, un modo per rendere anche più umano il kenyano alla sua quarta vittoria al Tour.

Per Froome una bicicletta speciale prodotta da Pinarello (al suo tredicesimo trionfo alla Grand Boucle) e per tutto il Team Sky una speciale divisa con risvolti e banda gialla sulla schiena.

Divertente il siparietto della finta fuga di Mikel Landa (che insegue per solo 1″ Romain Bardet) che allunga per poi farsi riprendere con il sorriso sul volto, aria da ultimo giorno della classe ed atmosfera rilassata che può fare solo bene ad una corsa che ha vissuto momenti drammatici (le numerose cadute), momenti di tensione (vedi la squalifica di Sagan) e polemiche spesso aspre.

E proprio come un qualunque ultimo giorno di scuola che si rispetti non poteva mancare la dichiarazione di amore:  Cyril Gautier della AG2R La Mondiale sfrutta la mondovisione per mostrare un foglio con la fatidica frase «Caroline, vuoi sposarmi? Ti amo», alle spalle i compagni di team urlano la loro approvazione (ci auguriamo in un si della ragazza!).

Si abbassa il sipario con Groenewgen  che fa sua la volata più ambita e Christopher Froome che vince il suo quarto Tour con 54″ su Rigoberto Urán, 2’20” su Romain Bardet, 2’21” su Mikel Landa, 3’05” su Fabio Aru, 4’42” su Daniel Martin, 6’14” su Simon Yates, 8’20” su Louis Meintjes, 8’49” su Alberto Contador e 9’25” su Warren Barguil. Sipario.