Dylan Teuns domina il Arctic Race of Norway

Dylan Teuns domina: tappa e classifica finale dell’Arctic Race of Norway

Dylan Teuns domina

Dylan Teuns festeggia la vittoria

Dylan Teuns domina la Arctic Race of Norway conquistando la prima e l’ultima tappa della corsa e la classifica generale finale , per il belga della Bmc Racing Team è la terza corsa consecutiva portata a casa dopo il Tour de Wallonie e il Tour de Pologne.

La pancia di Teuns non sembra ancora piena dopo le tante vittorie in questa estate cosi il belga scatta ai meno tre all’arrivo, fa il vuoto e si invola verso il doppio successo. È il successo numero otto, otto successi ottenuti in meno di un mese.

La cosa incredibile è che prima do questo periodo Dylan Teuns non aveva vinto nessuna gara ottenendo solo qualche buon piazzamento come il terzo posto alla Freccia Vallone. Dopo tanta gavetta ecco arrivare due tappe al Tour de Wallonie più la classifica generale, una al Tour de Pologne e sempre la leadership in generale e ora due in questa Arctic Race più la classifica finale.

Dylan Teuns succede nell’albo d’oro all’italiano Gianni Moscon, vincitore nel 2016.

 

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, tappa a Stuyven

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, ultima tappa a Jasper Stuyven

Tom Dumoulin vince

Tom Dumoulin sul podio

Tom Dumoulin vince il Binck Bank Tour, dopo tre mesi dalla conquista del Giro d’Italia, l’olandese del Team Sunweb torna nuovamente su un gradino più alto del podio e lo fa nella corsa di casa.

Tappa tosta quella di oggi, si parte da Essen e si arriva, dopo 191.3 km costellati di strappi e tratti in pavé (compreso il celebre Muur) a Geerardsbergen. In nove tentano la fuga: Kenny Dehaes, Elia Viviani, Tony Martin, Jay Robert Thompson, Grega Bole, Elmar Reinders, Tim Merlier, Jonas Rickaert e Preben Van Hecke.

Giunti sul Muur, davanti restano in testa solamente Viviani e Martin, raggiunti successivamente da Grega Bole, Boy Van Poppel  e Wout Van Aert.  In occasione del secondo passaggio sul Muur è Peter Sagan a spingere per il ricongiungimento.

Il gruppo si fraziona, ma nessuno riesce a fare la differenza, ci provano senza frutti prima Greg Van Avermaet e poi ancora Sagan a quattro chilometri all’arrivo. Il tentativo buono arriva ai meno 3 km ad opera di Jasper Stuyven che  riesce a tagliare il traguardo in solitaria a braccia alzate.

Tom Dumoulin vince la corsa e  succede nell’albo d’oro al connazionale Niki Terpstra, mentre continua il poco feeling degli italiani con questa prova

 

Nicola Toffali intervista esclusiva per Ciclonews

Nicola Toffali si racconta in questa intervista esclusiva per Ciclonews

Nicola Toffali

Nicola Toffali dello 0711 Cycling Team

Nicola Toffali, giovane veronese reduce dall’esperienza con il Team Roth con cui aveva in essere un contratto biennale (ma la formazione elvetica ha ridimensionato le proprie ambizioni) e ora in forza alla tedesca 0711/Cycling, ci racconta la sua storia da ciclista italiano all’estero.
0711
 è il prefisso telefonico di Stoccarda città di origine del team Continental tedesca continuazione dell’esperienza della Christina Jewelry e diretto dall’ex velocista Olaf Pollack.

Ciao Nicola, anzitutto grazie per l’entusiasmo con cui hai accettato l’intervista. Ci racconti come è nata la tua passione per le due ruote?

Grazie a voi per l’ospitalità è un vero piacere! Beh la passione per la bicicletta è nata nella mia infanzia. Mio padre, ex professionista, e successivamente direttore sportivo tra gli juniores/under mi ha “contagiato”. Fin da piccolissimo sono stato abituato a passare tempo sulle ammiraglie e a contatto con i ciclisti, non potevo che diventare un amante delle due ruote. Devo però dire che ho iniziato a correre non prestissimo in quanto fino alla terza media ho giocato a calcio, poi un bel giorno ho detto a mio padre: “mi fai provare la bicicletta?”, il suo sì ha segnato la mia vita, sono salito in bici e non sono più sceso.

Ciclismo vuol dire fatica e sacrificio, come ha influito praticare questa disciplina sul Nicola Toffali adolescente?

Devo ammettere che non è stato semplice abituarmi allo stile di vita da ciclista. Nei primi due anni è stato davvero difficile, era una grande sofferenza il fatto di  dover rinunciare il sabato sera con gli amici per dover correre il giorno dopo. Quando però sono passato tra gli Juniores ho compreso che il rinunciare “alle serate” non era una cosa fastidiosa ma era, anzi, funzionale al mio vero divertimento: correre in bici. Da quel momento non mi è più pesato nulla.

Hai partecipato a molte competizioni, hai qualche corsa che ricordi con più piacere?

Mah, diciamo che tutte le esperienze nel mondo professionistico mi sono rimaste impresse. Probabilmente il modo in cui sono strutturate, i media, le grandi squadre. Perciò più che parlare di qualche competizione, direi la totalità delle corse professionistiche.

Si parla di fuga di cervelli, possiamo definire la tua “fuga delle gambe”, ti sei accasato alla 0711 Cycling dopo l’esperienza al team Roth come valuti la necessità di dover “emigrare” per correre? Io penso sia una opportunità di crescita anche personale, che ne dici?

Emigrare non è mai facile, per me è una soluzione indolore, per molti nostri connazionali è una scelta ben più dolorosa e sofferta, per me è stata ed è una bella opportunità. Correre all’estero, indubbiamente, aumenta di non poco il bagaglio dell’esperienza in bicicletta, impari lingue, conosci usi e costumi diversi, stili di vita nuovi. Quando si corre con corridori di altre nazioni, si impara molto. È “dura” delle volte, non avere appresso grandi punti di riferimento come amici o la famiglia, ma io penso sia importante per un corridore vedere realtà diverse come quelle straniere.
E sicuramente, dici bene, c’è una grande crescita anche fuori dalla bici… “Si impara a stare al mondo”. In tutti i sensi!

Passare Pro non è mai semplice, quali difficoltà hai incontrato e quanto sono servite per formare il tuo carattere?

La cosa che mi ha stupito di più è quanto si va forte, tra i professionisti e l’alto livello che ormai sta uniformando la categoria. Questo, sicuramente, mi ha aiutato e tuttora mi sta aiutando a capire i miei errori e le mie lacune, anche in questo verso le mie due esperienze in team non italiani hanno accresciuto ed accelerato il mio percorso di crescita umana e professionale.

Cosa piace fare a Nicola Toffali nel tempo libero?

Quando corri in bicicletta il tempo libero è davvero poco ma quando sono lontano dalle corse vivo una vita molto normale, una cosa molto semplice ma che adoro è andare a fare la spesa, sembra una banalità ma quando sei spesso in giro anche le cose di tutti i giorni finiscono per mancarti. Parlando di attività più “ludiche” mi piace rilassarmi ascoltando musica o guardando film in tv o video su internet.

Hai qualche ciclista del passato che ti ha ispirato?

A questa domanda ti rispondo molto facilmente: Fabian Cancellara, oltre ad essere un grandissimo campione è stato ed è una persona fantastica, umile a discapito di tutto quello che ha vinto nella sua sfolgorante carriera.

Quali sono le tue doti principali in sella?

Sto lavorando molto per migliorarmi in tanti aspetti ma se devo dire una mia caratteristica principale direi “la sparata” mi considero un finisseur, voglio migliorare tanto e sfruttare questa mia dote.

Quali sono gli obiettivi professionali di Nicola Toffali?

Sarà banale ma ho il sogno nel cassetto di riuscire a trovare un contratto con una squadra del World Tour, riuscire a restare a quel livello, magari riuscire a ritagliarmi una buona carriera al piano di sopra. Sarebbe davvero una bella soddisfazione ed una sfida che mi sento pronto ad affrontare.

Manuel Senni leader al Colorado Classic

Manuel Senni leader della generale al Colorado Classic, Tvetcov  vince la tappa

Manuel Senni leader

Manuel Senni

Manuel Senni leader al Colorado Classic è una grande gioia per il ciclismo italiano, il giovane talento fresco della firma con la Bardiani CSF indossa la maglia nel giorno della vittoria di tappa del rumeno Serghey Tvetcov della Jelly Belly.

La terza giornata propone la scalata ai due Gran Premi della Montagna di Gap Road e Golden Gate (cima a quasi 3000 metri d’altitudine), prima di un finale tutto in discesa e, nella parte centrale della corsa, ecco l’attacco di Manuel Senni e Serghey Tvetcov, che collaborano tra di loro e riescono a scongiurare il rientro degli inseguitori.

Giunti alla volata i due si contendono la vittoria finale ma a prevalere è l’ex conoscenza del ciclismo italiano (ha militano nella Androni – Sidermec) Tvetcov che fa valere la maggior freschezza.

Per Senni tanta soddisfazione e la possibilità, dopo una serie di piazzamenti ottenuti in queste sue prime esperienze da professionista, di centrare la prima vittoria da “pro”, dovendo resistere soltanto al circuito di 12 km (da percorrere dieci volte)  sulle strade di Denver.

 

Jakob Fuglsang cade e si rompe la clavicola

Jakob Fuglsang cade e si rompe la clavicola al Criterium di Herning

Jakob Fuglsang cade

Jakob Fuglsang a terra

Jakob Fuglsang cade malamente dopo essere entrato in contatto con un altro partecipante del Criterium in scolgimento a Herning. Lo sfortunato corridore dell’Astana, dopo il forzato ritiro al Tour de France, è ancora vittima di una brutta caduta.

Il corridore visibilmente dolorante è stato immediatamente trasferito presso il locale ospedale dove è stato sottoposto ad accertamenti che hanno evidenziato la frattura della clavicola sinistra. Il trentaduenne verrà trasportato in Belgio, all’ospedale di Herentals, dove verrà operato domani in mattinata per ridurre la frattura.

Ancora incerti i tempi di recupero del forte corridore danese, in base a come andrà l’intervento chirurgico i sanitari decideranno come procedere con la rieducazione per ridurre i tempi di inattività.

 

Tom Dumoulin leader al Binck Bank Tour 2017

Tom Dumoulin leader della generale, tappa a Tim Wellens

Tom Domoulin leader

Tom Domoulin

Tom Dumoulin leader della classifica generale al Binck Bank Tour 2017 nella tappa che incorona Tim Wellens come vincitore di tappa.

Nella penultima frazione della corsa sono le côtes della Vallonia le protagoniste di giornata, ce ne sono ben  quattordici nei 203.7 km che da Riemst conducono fino a Houffalize. Poco dopo la partenza si forma la fuga composta da sette corridori: Tony Martin (Katusha – Alpecin), Tao Geoghegan Hart (Team Sky), Dylan Van Baarle (Cannondale – Drapac), Rory Sutherland (Movistar), Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale) e Pieter Weening (Roompot – Nederlandse Loterij).

Il gruppo Spinto dalla Lotto va lentamente ma inesorabilmente ad erodere il vantaggio accumulato dai sette fuggitivi, sulla Côte Bois des Moines, a pochi chilometri all’arrivo, Tim Wellens e Peter Sagan allungano, ma il belga resta ben presto da solo perché lo slovacco fora ed esce dai giochi.

Poco dopo il battistrada viene raggiunto da Tom Dumoulin e i due cominciano a collaborare per raggiungere il traguardo. Con un grande classico de ciclismo i due si dividono tappa e maglia.

 

August Jensen vince alla Arctic Race of Norway

August Jensen vince la terza tappa della Arctic Race of Norway

August Jensen vince

August Jensen vince

August Jensen vince  sul traguardo di Finnvikdalen davanti al belga Dylan Teuns (Bmc Racing Team), che rafforza il primato in classifica generale. Tanta pianura lungo i 185 km che partono da Lyngseidet ma il finale è di quelli veramente stuzzicanti con gli ultimi 4000 metri che presentano uno strappo con pendenza media del 5.5%.

Vanno in fuga in otto: Bernhard Eisel (Dimension Data), Daniel Diaz (Delko Marseille Provence KTM), Ole Andre Austevoll (Team Copp), Truls Korsaeth (Astana), Sebastien Delfosse (WB Veranclassic – Aqua Project), Adrien Petit e Hugo Hofstetter (Cofidis) e Boris Vallee (Fortuneo – Oscaro) ma il ritmo si alza e vengono facilmente ripresi.

L’erta finale non fa la differenza ma sfianca il gruppo che va a giocarsi la volata con le gambe un po’ ingolfate, ad avere la meglio è August Jensen, ventiseienne norvegese del Team Coop, che dopo i piazzamenti nelle prime due frazioni riesce ad alzare le braccia al cielo. Dylan Teuns controlla la situazione e rafforza, grazie agli abbuoni, la leadership in classifica generale. A quattro secondi gli altri inseguitori, regolati da Dorian Godon della Cofidis. Nessun italiano in top 10.

Ed Clancy vince l’Expo International Criterium

Ed Clancy vince al Criterium di Astana

Ed Clancy vince

Il podio del Criterium Expo

Ed Clancy vince l’Expo International Criterium in una prova simile ad una gara su pista, alle sue spalle Nicolas Marini della Nippo-Vini Fantini che si è fatto sorprendere un po’ indietro all’ultima curva, terzo invece si è piazzato l’australiano Scott Sunderland.

Tanti i nomi di prestigio presenti a questo Criterium nonostante manchi una sola settimana al via della Vuelta Espana, tra gli altri spiccano due protagonisti del recente Tour de France: Fabio Aru e Chris Froome.
Proprio i due big hanno provato a dire la loro in una corsa molto aggressiva anche per via del tracciato sicuramente intrigante.

A tre giri dalla conclusione è uscito dal gruppo Chris Froome, subito dopo ci ha provato Fabio Aru ma nessuno è riuscito a fare la differenza tanto che la vittoria finale si è giocata in volata premiando Ed Clancy britannico della JLT Condor che ha fatto ben valere le sue doti da pistard.

 

Alex Howes vince al Colorado Classic

Alex Howes vince la seconda tappa della Colorado Classic

Alex Howes vince

Il pittoresco podio del Colorado Classic

Alex Howes vince la seconda tappa della corsa americana con arrivo a Breckenridge davanti al connazionale Taylor Eisenhart (Holowesko – Citadel), nuovo leader della corsa. Dopo il circuito di Colorado Springs, ecco il momento di quello di Breckenridge da ripetere dieci volte, con una salita a metà percorso che incentiva gli attacchi. Le fughe infatti non tardano a partire e proprio nell’ultima ascesa partono Howes e Stetina.

Howes riesce a staccare il compagno di fuga che giunge all’arrivo con quattro secondi di distacco, molto bene il nostro Manuel Senni (Bmc Racing Team), anche lui uno dei protagonisti della fuga buona che chiude in quarta posizione a ventuno secondi, precedendo il romeno Serghey Tvetcov (Jelly Belly) a quaranta secondi.

In classifica generale in testa c’è Eisenhart con un secondo di vantaggio su Alex Howes, mentre Senni è quinto a trentadue secondi. Il corridore più atteso della corsa, Rigoberto Uran (Cannondale – Drapac), è nono nella generale a poco meno di due minuti dal leader.

 

Lara Vieceli intervista esclusiva a Ciclonews

Lara Vieceli intervista a Ciclonews in cui ci racconta la sua passione per le due ruote.

Lara Vieceli

Lara Vieceli

Lara Vieceli, la professionista feltrina del Team Astana Women, è stata nostra ospite per una chiacchierata in cui ci ha parlato del suo amore per il ciclismo e della sua vita.

Ciao Lara, grazie per aver accettato questa intervista, ci racconti come è nata la tua passione per le due ruote?

Ciao e grazie per l’ospitalità.  Ho cominciato con il  ciclismo a circa sei anni, seguendo mio fratello maggiore che correva già in bici, e fin da subito è scattato l’amore per i pedali. Dirò di più, io mi sento di scegliere il ciclismo ogni giorno perché ogni volta salire in bici e faticare mi dà una soddisfazione che è diventata dipendenza!

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Sinceramente non so se e quanto la bicicletta abbia influenzato la mia adolescenza per me è stata una cosa naturale seguire il percorso della bici, davvero non saprei come rispondere a questa domanda. So solo che per me la bicicletta è stata la vita, il mio quotidiano, girando la domanda direi: non saprei immaginare la mia adolescenza senza il ciclismo.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Anzitutto il ciclismo mi ha insegnato la disciplina cosa per me fondamentale nella vita, ho poi compreso l’importanza del rispetto, della fiducia nelle persone che mi stanno attorno (compagne, staff e dirigenti).
Il ciclismo mi ha insegnato a comprendere i miei limiti e il fatto che la felicità e la soddisfazione non siano necessariamente legate alla vittoria ma al dare tutto sè stesse per cercare di raggiungere un obiettivo.
Credo che suggerirei il ciclismo  una ragazzina proprio per gli stessi valori che ha trasmesso a me, credo che il ciclismo, indipendentemente dal riuscire a diventare un professionista del pedale, sia un’ottima accademia di vita.

Hai una corsa che ricordi con maggior piacere?

A dire il vero ce ne sono davvero tantissime, ogni corsa a modo suo ti lascia dentro qualcosa, una gioia, una sofferenza, una ferita un abbraccio. Se proprio te ne devo dire una ti dico la mia prima e unica vittoria nella categoria Elite, lo scorso anno. Te la cito non tanto per la vittoria in sé ma perché dopo quel trionfo ho visto talmente tanta gioia negli occhi delle mie compagne, degli amici e dello staff che è stato davvero impagabile.

Cosa piace fare a Lara Vieceli nel tempo libero?

Beh oltre a correre in bicicletta sto frequentando l’università, è un grande impegno ma una grandissima soddisfazione. Ecco il mio tempo lo divido tra lo studio e qualche passeggiata all’aria aperta. Mi piace molto ascoltare musica per rilassarmi, non ho un genere in particolare, ascolto tutto quello che mi trasmette emozioni positive.

Hai qualche ciclista che ammiri particolarmente o che ti ha ispirata?

Da piccola ero una grande fans di Trixi Worrack, la forte ciclista tedesca per me è stata davvero un esempio di classe e tenacia, il destino ha fatto si che potessi correre con lei in gruppo e, addirittura, una volta condividere con Trixi un podio. Mamma che emozioni quel giorno, sinceramente anche se ora siamo “colleghe” continuo ad avere una forte ammirazione per lei.

Hai qualche atleta di altre discipline che ammiri particolarmente?

Io adoro lo sport, mi piace guardarlo in tv, qualsiasi tipo di sport davvero, però devo dire che non ho un mito. Semplicemente guardo ogni sportivo con ammirazione perché conosco quanto sacrificio e dedizione c’è dietro ad un atleta.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Purtroppo il 2017 non prevede per me molti giorni di gara ancora, ma sono concentrata per i prossimi obbiettivi: Giro di Toscana, Giro dell’Emilia e Trofeo Beghelli. Poi si pensa al 2018. Sono positiva.