Michael Woods vince la tappa alla Vuelta a Espana 2018

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta

Michael Woods vince dopo una fuga partita sin dal mattino, Simon Yates resta in rosso, Valverde lo tallona e Fabio Aru è vittima di una caduta

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta a Espana 2018, per il canadese in forza alla EF Drapac quella di oggi p stata una tappa tutta in avanscoperta visto che è partito sin dal mattino per affrontare una tappa ricca di insidie.

Dopo la cronometro di ieri vinta da Dennis, ecco subito una tappa di difficile interpretazione, 166 km di “media montagna” ma con ben 5 GPM tutti di seconda e terza categoria ma con un arrivo al Monte Oiz (1^ cat.), con punte superiori al 20%.

Giornata da fughe ed in fatti parte subito la fuga con anche il nostro Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a far parte di un numerosissimo drappello (circa trenta elementi). Tra gli uomini di testa spiccano, oltre allo squalo dello stretto i nomi di Rafal Majka (Bora-hansgrohe), Dylan Teuns (BMC Racing Team),  Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), David De La Cruz, Jonathan Castroviejo (Team Sky), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e, appunto, Michael Woods.

Il gruppo lascia fare ed  il vantaggio degli uomi di testa raggiunge gli otto minuti facendo capire che l’uomo che alzerà le mani sul traguardo sarà uno dei fuggitivi. La corsa è dura e non tutti riescono a tenere il ritmo, l’ultimo a restare davanti è Woods che prende il via sul Balcón de Bizkaia e chiude vittorioso con 5″ di vantaggio su Dylan Teuns e 10″ su David De La Cruz.

Secondo successo nella Vuelta Espana 2018 per la EF Drapac, che  aveva collezionato soltanto cinque vittorie da inizio stagione,  dopo quello rimediato da Simon Clarke.

I migliori del gruppo dei big sono Valverde e Mas (Quick Step Floors) che recuperano 8″ su Simon Yates, 10″ su Miguel Angel Lopez e addirittura un minuto su un poco brillante Nairo Quintana.

 

Alessandro De Marchi conquista la tappa alla Vuelta

Alessandro De Marchi vince la frazione più lunga della corsa

Alessandro De Marchi ottiene il successo nella frazione più lunga della Vuelta Espana2018, Fabio Aru perde terreno dai big della generale

Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi

Alessandro De Marchi dopo il secondo posto ottenuto alle spalle di Ben King ottiene la vittoria finale nella undicesima frazione della Vuelta a Espana 2018. il Rosso di Buja entra nella fuga buona, stacca tutti gli avversari nelle fasi finalie va a conquistare una meritatissima vittoria.
Quella odierna è la frazione più lunga della corsa iberica (208 km) e presenta non pochi ostacoli e punti per imboscate. Sono quattro i GPM che il plotone deve affrontare, nessuno impossibile ma nel complesso in grado di mettere a dura prova le gambe dei corridori.

Si disputa quest’oggi la frazione più lunga della corsa, coi suoi 208 km pieni di trabocchetti. Sono ben quattro, difatti, i Gran Premi della Montagna disseminati qua e là: nessuno di questi è realmente proibitivo, ma nel complesso la frazione risulta di difficile decifrazione e adatta, pertanto, a molteplici soluzioni tattiche.

Dopo un momento di assoluto controllo ecco che parte la fuga di giornata composta da 19 atleti fra cui il nostro Pellizzotti, Fraile, Roche,  Restrepo, Majka, Bauke Mollema, Pinot e, appunto, Alessandro De Marchi.

Sul terzo GPM di giornata, Mollema prova ad allungare seguito da Pinot, De Marchi, Majka, Haig, Henao, Pellizotti, Roche e Restrepo. Sono proprio quest’ultimo e De Marchi a provare a rilanciare l’iniziativa in occasione dell’ Alto de Santigueiro arrivando a giocarsi la vittoria finale. Il “Rosso” attacca e lascia sul posto il corridore colombiano andando a conquistare la vittoria dopo il secondo posto alle spalle di Ben King (quarta vittoria in carriera per il friulano), terza piazza per l’indomabile Franco Pellizzotti.

 

Per l’Italia è il terzo alloro in questa Vuelta 2018, secondo consecutivo dopo il trionfo di ieri di Elia Viviani.

Alle spalle dei primi Pinot guadagna una decina di secondi sul gruppo dei big che è giunto all’arrivo compatto nonostante i tentativi di Nairo Quintana (Movistar) e Miguel Angel Lopez (Astana), unico assente il nostro Fabio Aru che perde terreno. In generale nulla muta.

 

Primoz Roglic re dei Pirenei, Thomas re del Tour

Primoz Roglic re dei Pirenei, Thomas ad un passo dal trionfo

Primoz Roglic re dei Pirenei mentre i big si controllano e Geraint Thomas si avvicina alla vittoria finale del Tour de France

Primoz Roglic re dei Pirenei

Primoz Roglic re dei Pirenei

Primoz Roglic re dei Pirenei grazie ad una entusiasmante azione nella discesa conclusiva dell’Aubisque che gli permette di conquistare la diciannovesima tappa del Tour de France 2018 con arrivo a Laruns.

La tappa è di quelle toste, con sei GPM e quasi 5000 metri di dislivello è l’ultimo tappone della Grande Boucle in cui gli uomini di classifica si giocano tutti. La tappa presenta i grandi classici Aspin, Tourmalet, Bourderes ed Aubisque.

La partenza è da Lourdes e molti si dedicano ad una preghiera presso il Santuario. Pronti, via ed ecco la fuga con un gruppone di uomini tra cui spicca l’indiavolato Julian Alaphilippe (Quick Step) oltre a Warren Barguil (Fortuneo), Bauke Mollema (Trek),Gorka Izagirre (Bahrain Merida).

 

 

Tutti sono  chiamati in causa nel  tentativo di cambiare le sorti della generale o semplicemente cercare un acuto e allora ci provano fin dalle prime rampe del Tourmalet Mikel Landa (Movistar), Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Romain Bardet (Ag2R La Mondiale) e Rafal Majka (Bora-Hansgrohe) che raggiungono i battistrada ottenendo un vantaggio di 3 minuti e mezzo sul gruppo dei big.

Davanti lavora duro la LottoNL – Jumbo che annulla il margine dei fuggitivi.  Steven Kruijswijk, Primoz Roglic e Tom Dumoulin provano ad allungare lungo il Col d’Aubisque

 

Chris Froome fatica molto ma resiste grazie al sensazionale Egan Bernal, Thomas resiste agilmente mentre Nairo Quintana (Movistar) affonda confermando tutte le perplessità che si avevano sul suo conto.

Majka scollina per primo sull’Aubisque con una manciata di secondi di vantaggio sul gruppo degli uomini di classifica. In discesa arriva il numero di Roglic che  pennella alla perfezione  le insidiose curve guadagnando progressivamente margine. Primoz non molla un secondo e va a cogliere la classica ciliegia sulla torta di una annata già piena di soddisfazioni (vittoria del Giro dei Paesi Baschi e del Giro di Romandia).

Ora è ufficiale che Chris Froome, dopo tante polemiche, non riuscirà nella missione della doppietta Giro-Tour ma il suo team sorride lo stesso grazie a Geraint Thomas che non dà alcun segno di cedimento e anzi chiude secondo di tappa.

Primoz Roglic re dei Pirenei sale al terzo posto del podio della generale ai danni di Chris Froome  in attesa della cronometro di domani.

 

Applausi per Quintana, Fischi per Froome

Applausi per Quintana che conquista il Col du Portet

Applausi per Quintana trionfatore al Col du Portet, bene Geraint Thomas padrone della corsa mentre Froome va in crisi e si prende i fischi del pubblico

Applausi per Quintana

Applausi per Quintana

Applausi per Quintana che torna a dare segnali di vita dopo un Tour de France 2018 finora assolutamente anonimo (meglio dello scorso anno ma sempre troppo sottotono). Chi invece non sorride è Chris Froome sempre più lontano dal sogno dell’accoppiata Giro-Tour che viene accolto sul traguardo da bordate di fischi del pubblico francese.

In un Tour assolutamente povero di emozioni ciclistiche (quelle extra ciclistiche non mancano) ecco che ci si avvicina alla nuova frontiera del ciclismo: tappa brevissima on dislivelli molto alti e per giunta con griglia di partenza stile Motomondiale. La maglia gialla è dunque il primo a far girare i pedali seguito dai suoi principali rivali.

La partenza in griglia è scenografica e li si ferma il tutto. Al via non c’è Philippe Gilbert (Quick Step Floors), costretto al ritiro dopo terribile caduta di ieri che potrebbe averli provocato problemi al legamento laterale.

 

Sul Col de Peyresourde prende vantaggio un gruppo di atleti, tra cui l’estone Tanel Kangert (Astana), che dopo aver passato per primo sul GPM viene raggiunto dallo scatenato Julian Alaphilippe che però viene staccato  verso il Val Louron d’Aze.

 

Sull’inedito Col du Portet (HC) dopo il forcing della AG2R  è il momento dei big. Ad attaccare è chi non ti aspetti: il dormiente Nairo Quintata seguito da Daniel Martin (UAE). Lo scatto di Primoz Roglic fa scoppiare il gruppo.

Quintana va ad alzare le braccia al cielo conquistando una vittoria scaccia crisi, alle sue spalle si colloca Daniel Martin. Alle spalle del colombiano parte il tentativo di Tom Dumoulin che viene seguito da Thomas e dai LottoNL-Jumbo Roglic e Kruijswijk mentre Froome va in difficoltà e viene scortato dal giovane Bernal.

Il gallese si prende quattro secondi di abbuono rinforzando la sua posizione di leader della generale, Dumoulin perde qualche metro mentre il kenyano bianco arriva a 1’35” dal vincitore di giornata beccandosi i fischi del pubblico e mettendo a rischio il posto sul podio.

 

Thomas conquista l’Alpe, la Gendarmeria fa cadere Nibali

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez bissando la vittoria di La Rosiere, Nibali cade per colpa di una moto ma perde meno di quanto pensabile

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez ottenendo una splendida doppietta dopo aver vinto a La Rosiere, una bella vittoria per il gallese che mette tutti alle sue spalle nella 12^ tappa del Tour de France 2018.

Tra i migliori bene a Tom Dumoulin (Sunweb), Romain Bardet (Ag2R La Mondiale), Froome (Sky) e Mikel Landa (Movistar) mentre un capito a parte lo merita la incredibile situazione che ha coinvolto, suo malgrado, il nostro Vincenzo Nibali.

Doveva essere la giornata più spettacolare del trittico alpino e lo show non è mancato, per merito dei corridori e per colpa dell’organizzazione, ma andiamo per ordine. La tappa di oggi prevedeva Madelaine, Lacets de Montvernier e Croix de Fer per concludersi in vetta alla mitica Alpe d’Huez a quota 1850 metri (dislivello totale di 5000 metri).

Alla partenza manca Rigoberto Uran (EF Drapac), in grande difficoltà fin dalle prime tappe che ha deciso di alzare bandiera bianca. Fin dalle prime battute prende il largo una fuga comprendente alcuni uomini interessanti tra cui: Alejandro Valverde e Andrey Amador (Movistar), Steven Kruijswijk e Robert Gesink LottoNL-Jumbo), Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Serge Pauwels (Dimension Data), , Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rafal Majka (Bora – Hansgrohe), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Tejay Van Garderen (BMC), Julian Alaphilippe (Quick Step Floors), Gorka Izagirre (Bahrain-Merida),

Kruijswijk, scollina in cima alla Croix de Fer con tre minuti sui primi inseguitori mentre il gruppetto dei migliori è a sei minuti. Il vantaggio dell’olandese comincia a calare sulla spinta dei big.

Ai meno dieci dall’arrivo ci prova Nibali ma si rialza quasi subito, è poi la volta di Nairo Quintana con il medesimo esito per via del forcing del Team Sky comandato dal giovane Egan Bernal che porta i big  ricucire lo strappo che aveva creato Kruijswijk per poi lasciare campo a Thomas e Froome.

La caduta di Vincenzo Nibali

Quando manca davvero poco alla vetta tra fumogeni e tifosi incivili che spingono e urlano ecco l’incredibile: una moto della Gendarmeria Francese nel tentativo di rimontare il gruppetto fa cadere lo Squalo dello Stretto. Vincenzo batte violentemente sull’asfalto, appare dolorante ma riparte con ancora più rabbia. Davanti c’è il bel gesto di  Froome, Thomas, Bardet e Roglic che decidono di aspettarlo ma ecco che il francese se ne infischia di tutto e parte all’attacco dando il via alla bagarre.

Ad imporsi è ancora Thomas che si conferma il più energico in salita e che consolida la leadership in generale. Con il medesimo tempo tagliano la linea d’arrivo Dumoulin, Bardet, Froome e Landa, mentre Nibali chiude a 13″ assieme a Roglic. A 47″ giunge uno spento Quintana.

In generale  Thomas ha un vantaggio di 1’39” sul compagno di squadra di Froome, 1’50” su Dumoulin e 2’37” su Nibali.

Vincenzo a fine tappa si dimostra fin troppo diplomatico: “C’era Bardet davanti che aveva attaccato. Stavano passando le moto della polizia e io ho seguito Froome  ma c’è stato un rallentamento e sono finito a terraSono cose che possono accadere perché il pubblico era davvero molto, peccato perché stavo bene, le gambe giravano e l’idea era proprio quella di attaccare nel finale”.

Jaime Roson Garcia sospeso dalla Movistar

Jaime Roson Garcia sospeso per anomalie sul passaporto biologico

Jaime Roson Garcia sospeso dal Team Movistar per alcune anomalie sul passaporto biologico di un anno fa

Jaime Roson Garcia sospeso dal Team Movistar

Jaime Roson Garcia sospeso dal Team Movistar

Jaime Roson Garcia sospeso dal Team Movistar per anomalie riscontrate sul passaporto biologico del corridore. Al corridore  viene contestata un’anomalia risalente addirittura al gennaio dello scorso anno, ormai un anno e mezzo fa, quando l’atleta spagnolo era in forza alla Caja Rural.

Roson ha trascorso tre stagioni con la maglia verde della Caja Rural per poi approdare alla Movistar di Nairo Quintana.

Il team iberico ha tenuto a precisare che “sin dalla sua entrata in squadra all’inizio del 2018, il comportamento, l’analisi e i valori del passaporto biologico del corridoio di Zamorano sono stati impeccabili”. Pertanto, ha dimostrato la sua “disponibilità a collaborare al fine di cercare di trovare spiegazioni alle anomalie riscontrate ma, come difensore della credibilità del ciclismo e del fair play e nel rispetto delle norme anti-doping dell’UCI, il team sospende provvisoriamente il  rapporto di lavoro” con il vincitore dell’ultima Vuelta a Aragón.

Jaime Roson Garcia proclama la sua innocenza

Dopo pochi minuti dalla dichiarazione della squadra, Jaime Rosón ha trasmesso un messaggio in cui difende la sua pulizia e afferma che prenderà le misure appropriate: “Con riferimento alla comunicazione ricevuta oggi da un processo intrapreso dall’UCI riguardo alla mia presunta violazione del regolamento anti-doping, dichiaro di essere ignaro dell’uso di qualsiasi sostanza e / o metodo di doping, e mi prenderò cura di difendermi in ogni sede competente per provare la mia innocenza.”

 

 

 

 

 

Canyon Ultimate CF SLX la bicicletta del Team Movistar

Canyon Ultimate CF SLX: la bici che accompagnerà Quintana

Canyon Ultimate CF SLX la nuova bicicletta del Team Movistar con cui Quintana, Valverde e Landa andranno all’attacco della stagione 2018

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX

Canyon Ultimate CF SLX è stata svelata il primo dell’anno e sarà la bicicletta che accompagnerà i tre big del Team Movistar nel corso della stagione sportiva 2018.

Quintana, Valverde e Landa sfrutteranno le doti di questa bicicletta bicicletta dalla spiccata attitudine aerodinamica accentuata a partire dal un interessantissimo telaio in fibra di carbonio alleggerito e migliorato rispetto alla versione precedente (parliamo di 820 grammi nella taglia M). Lo sviluppo fatto dal costruttore sui forcellini in fibra di carbonio e sul tubo di sterzo conico (1″ 1″1/4) fanno della Canyon Ultimate CF SLX un modello assolutamente interessante per i professionisti ma anche per gli amatori

I componenti con cui è equipaggiata la Canyon Ultimate CF SLX sono tutti Campagnolo, compreso le ruote. La casa vicentina offre anche il misuratore di potenza SRM inserito nella guarnitura. Il manubrio in fibra di carbonio presenta un profilo particolarmente aerodinamico che conferisce alla bicicletta una linea particolarmente aggressiva e filante.
La bicicletta verrà equipaggiata con sella Fi’zi:k e verrà fornita anche una versione con freno a disco a seconda delle esigenze degli atleti (o delle preferenze degli amatori che vorranno regalarsi un simile modello). La livrea sarà in linea con i nuovi colori delle divise della compagine ispanica.

Movistar Team 2018: presentazione team

Movistar Team 2018: ecco la squadra

Movistar Team 2018 è tutto orientato ai grandi giri con il trio delle meraviglie Nairo Quintana, Alejandro Valverde e l’ultimo arrivato Mikel Landa

Movistar Team 2018

Movistar Team 2018

Movistar Team 2018 ha nei grandi giri il suo obiettivo primario ed è ricca di uomini volti a questo scopo. Nairo Quintana tornerà a concentrarsi sul Tour de France ma dovrà stare attento anche alla  concorrenza interna della new entry Mikel Landa. Sarà compito di Unzuè gestire i due galletti nel pollaio. Non va dimenticato il ruolo di Alejandro Valverde che è ancora in grado di puntare a un podio nei grandi giri.

Accanto ai tre campioni una pattuglia di gregari di primo piano come Marc Soler (che può essere una interessante carta per il futuro) Jaime RosónAndrey AmadorEduardo Sepúlveda e Rafael Valls

José Joaquín Rojas è uno dei pochi velocisti in organico ma con il passare degli anni si lancia sempre meno negli sprint a ranghi compatti; l’alternativa è Carlos Barbero che però predilige gli arrivi con una lieve percentuale di pendenza a discapito delle volatone a gruppo compatto.

Daniele Bennati che potrebbe cercare un risultato nelle classiche del pavé anche se sarà impegnato a seguire i capitani ai grandi giri.

Per le classiche tutto ruota attorno al nome di Alejandro Valverde che deve testare la sua condizione dopo il pesante infortunio dello scorso Tour de France: se è il recupero è completo sarà lui l’uomo da battere sulle Ardenne. Valverde ha chiaramente buttato l’occhio sul Mondiale di Innsbruck e il suo programma stagionale inevitabilmente sarà incentrato sull’evento iridato.

Attenzione anche a Richard Carapaz, 2° a Larciano lo scorso anno, che potrebbe giocarsi qualche jolly nelle gare di un giorno.

Movistar Team 2018: La rosa

Andrey Amador (Crc, 1986), Winner Anacona (Col, 1988), Jorge Arcas (Spa, 1992), Carlos Barbero (Spa, 1991), Daniele Bennati (Ita, 1980), Carlos Betancur (Col, 1989), Nuno Bico (Por, 1994), Richard Carapaz (Ecu, 1993), Hector Carretero (Spa, 1995), Jaime Castrillo (Spa, 1996), Victor De la Parte (Spa, 1986), Imanol Erviti (Spa, 1983), Rubén Fernández (Spa, 1991), Mikel Landa (Spa, 1989), Nelson Oliveira (Por, 1989), Antonio Pedrero (Spa, 1991), Dayer Quintana (Col, 1992), Nairo Quintana (Col, 1990), José Joaquín Rojas (Spa, 1985), Jaime Rosón (Spa, 1993), Eduardo Sepúlveda (Arg, 1991), Marc Soler (Spa, 1993), Jasha Sütterlin (Ger, 1992), Rafael Valls (Spa, 1987), Alejandro Valverde (Spa, 1980)

Mondiali Innsbruck 2018: tutti i dettagli!

Mondiali Innsbruck 2018: quando si corrono?

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti, il calendario, il programma completo, analisi del percorso, diretta TV e diretta streaming

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018

Mondiali Innsbruck 2018 saranno l’appuntamento clou della prossima stagione dei pedali, si disputeranno, appunto, in Austria dal 23 al 30 settembre. Quella di Innsbruck 2018 sarà una occasione davvero unica e imperdibile per gli scalatori. Non accade davvero sovente di trovare un percorso della rassegna iridata così adatta agli uomini di montagna.

Mondiali Innsbruck 2018: Il Percorso

Quello della rassegna austriaca sarà un percorso davvero impegnativo, in stile tappone dolomitico del Giro d’Italia, un tracciato “spaccagambe” con due salite da affrontare a ripetizione e che sicuramente regaleranno una edizione storica agli amanti del ciclismo.

Il tracciato austriaco prevede 253 km da Kufstein a Innsbruck. La prima parte dovrebbe essere la più abbordabile con alcuni brevi strappi che dovrebbero consentire ai “volenterosi” di prendere parte alla classica fuga da mondiale. Si comincia a fare sul serio dopo il chilometro 60 con una salita di 2,6 km al 10,5% (Gnadenwald). Al km 85 inizia il circuito Olympia da ripetere sei volte che misura 23,8 chilometri.Vero spauracchio del circuito è la salita di Igls, 7,9 km con una pendenza media del 5,7% e massima del 10%.

Come se non bastasse il circuito conclusivo di 31 km prevede la settima scalatadell’Igls ed il terribile muro di Gramartboden (2,8 km con una pendenza media dell’11,5% e rampa centrale al 20% con punte al 28%!). Su una simile rampa può “sopravvivere” solo chi ha gambe ed energia, non si potrà bluffare.

Dopo lo scollinamento chi sarà in testa dovrà percorrere una veloce discesa di 5 km e poi gli ultimi tre in falsopiano per arrivare ad Innsbruck e vestire l’iride.

Mondiali Innsbruck 2018: i convocati per l’Italia

Davide Cassani ha diramato un pre elenco di 11 corridori per quanto concerne la corsa dei professionisti ma solo 8 potranno essere al via del 30 settembre.

Questi i nomi: Fabio Aru (UAE Team Emirates), Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo), Damiano Caruso (BMC Racing Team), Dario Cataldo (Astana Pro Team), Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Davide Formolo (Bora Hansgrohe), Gianni Moscon (Team Sky), Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), Franco Pellizotti (Bahrain Merida), Domenico Pozzovivo (Bahrain Merida), e Giovanni Visconti (Bahrain Merida).

 

Secondo a indiscrezioni Cassani avrebbe tra i sicuri Aru, Caruso, De Marchi, Moscon, Nibali e Pellizzotti mentre su Formolo non mancano i punti interrogativi.

 

 

 

Nella prova a cronometro individuale (26 settembre)
Alessandro De Marchi (BMC Racing Team)
Fabio Felline (Trek Segafredo)

Ovviamente, sono state rese note anche le selezioni maschili e femminili che prenderanno parte a questa rassegna iridata:

Corsa in linea Under23 (28 settembre)
Edoardo Affini (Seg Racing-Academy)
Sameule Battaglia (Team Colpack)
Alessandro Covi (Team Colpack)
Alessandro Fedeli (Trevigliani Phonix Hemus 1896)
Alberto Giurato (CTFriuli)
Alessandro Monaco (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Christian Scaroni (Petroli Firenze Hopplà Maserati)
Matteo Sobrero (Dimensioni Data For Qhubeka)

 

Mondiali Innsbruck 2018: i favoriti

Dopo l’edizione di Bergen che ha incoronato Peter Sagan, ai Mondiali Innsbruck 2018 i favoriti saranno sicuramente altri anche se lo slovacco, ne siamo certi, proverà a fare i numeri. Per la maglia iridata i favoriti saranno i nostri Vincenzo Nibali che proverà il colpaccio e che vorrà riscattare la ferita ancora aperta delle Olimpiadi di Rio 2016 anche se i postumi della caduta al Tour sono ancora evidenti e Fabio Aru che troverà pane per i suoi denti, anzi per le sue gambe ma che non esce bene dalla vuelta. Sicuramente Nairo Quintana  proverà a regalare un mondiale alla sua Colombia ma attenzione anche a Rigoberto Uran che ha dimostrato nel Tour 2017 di essere ancora molto competitivo.

Non vanno dimenticati gli olandesi Steven Kruijswijk  e Tom Domoulin che potrenno rendere la corsa dura e poi attenzione anche ai galletti francesi Warren Barguil e Romain Bardet e allo spagnolo Mikel Landa e Alejandro Valverde. Attenzione anche alla Spedizione Inglese che quest’anno ha già dominato tutto il dominabile.

Insomma ci sarà l’intero mondo degli scalatori a combattere per la maglia iridata, naturalmente la rassegna presenterà tutte le prove, sia femminili che maschili (qui una analisi).

Mondiali Innsbruck 2018: vincere per Scarponi

Il percorso selettivo stuzzica la fantasia degli scalatori di tutto il mondo ma, forse, gli italiani avrebbero un motivo in più per far sventolare il tricolore ad Innsbruck: omaggiare l’indimenticabile Michele Scarponi che ha ha ottenuto proprio ad Innsbruck la sua ultima vittoria:

“La discesa finale è stata quella degli ultimi chilometri vincenti della sua carriera – racconta Cassani – questo ricordo ci deve dare ancor più carica. Proprio prima dell’incidente che ha strappato Michele a tutti noi gli avevo detto che al Mondiale del 2018 ci serviva uno come lui, so che lui sarà li con me e i ragazzi”.

 

 Mondiali Innsbruck 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

I Mondiali Innsbruck 2018 saranno trasmessi in diretta tv sui canali Rai, RaiSport e su Eurosport, in diretta streaming sul sito della Rai e su Eurosport Player. Gli orari delle dirette al momento non sono ancora noti.

 Mondiali Innsbruck 2018: il calendario

DOMENICA 23 SETTEMBRE:
Cronometro a squadre per club (femminile)
Cronometro a squadre per club (maschile)

LUNEDI’ 24 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (femminile)
Cronometro U23 (maschile)

MARTEDI’ 25 SETTEMBRE:
Cronometro juniores (maschile)
Cronometro elite (femminile)

MERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE:
Cronometro elite (maschile)

GIOVEDI’ 27 SETTEMBRE:
Prova in linea juniores (femminile)
Prova in linea juniores (maschile)

VENERDI’ 28 SETTEMBRE:
Prova in linea U23 (maschile)

SABATO 29 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (femminile)

DOMENICA 30 SETTEMBRE:
Prova in linea elite (maschile)

 

Tirreno Adriatico 2018: presentazione corsa

Tirreno Adriatico 2018: ecco i dettagli della corsa

Tirreno Adriatico 2018 è in programma dal 7 al 13 marzo: analisi del percorso, starting list, diretta tv, diretta streaming, albo d’oro manifestazione

Tirreno-Adriatico 2018: il percorso

Tirreno-Adriatico 2018: il percorso

Tirreno Adriatico 2018 è in programma dal 7 al 13 marzo la corsa a tappe fondamentale nella preparazione di diversi professionisti, ma anche una competizione dal grande fascino e dal grande prestigio internazionale. Lo scorso anno ad imporsi fu il colombiano Nairo Quintana

Tirreno Adriatico 2018: Il Percorso

Saranno sette tappe e lo schema non dovrebbe discostarsi da quello classico, con alcune tappe adatte ai velocisti, un arrivo in salita duro e alcune tappe mosse.
La corsa dovrebbe partire da Lido di Camaiore con una cronometro a squadre per poi spostarsi a Follonica (arrivo della seconda tappa). Si ripartirà per la terza tappa verso Trevi, mentre la quarta frazione dovrebbe partire da Foligno per concludersi a Serra San Quirico. Incerto il classico arrivo a San Benedetto del Tronto, che a causa di alcune difficoltà economiche potrebbe faticare ad investire soldi sul progetto della Tirreno-Adriatico.

Tirreno Adriatico 2018

Tirreno Adriatico 2018

La Corsa dei Due Mari prenderà il via da Lido di Camaiore con una cronosquadre di 21,5km. A seguire ecco la classica tappa adatta ai velocisti (la Camaiore-Follonica di 167km) e una più mossa e adatta a qualche fuga (la Follonica-Trevi di 234km, la più lunga). Sabato 10 marzo, invece, ecco il primo arrivo in salita con i 14km dell’ascesa finale che portano a Sassotetto e che delineeranno la generale.

La quinta tappa sarà il clou dal punto di vista emotivo della Tirreno-Adriatico 2018 con un tributo a Michele Scarponi nell’arrivo di Filottrano nella “tappa dei Muri”.

La penultima tappa sarà per velocisti per poi chiudere a San Benedetto del Tronto con una crono individuale di 10 km.

  • PRIMA TAPPA (mercoledì 7 marzo): Lido di Camaiore-Lido di Camaiore (cronosquadre, 21,5km)
  • SECONDA TAPPA (giovedì 8 marzo): Camaiore-Follonica (167km)
  • TERZA TAPPA (venerdì 9 marzo): Follonica-Trevi (234km)
  • QUARTA TAPPA (sabato 10 marzo): Foligno-Sassotetto (219km)
  • QUINTA TAPPA (domenica 11 marzo): Castelraimondo-Filottrano (178km)
  • SESTA TAPPA (lunedì 12 marzo): Numana-Fano (153km)

Tirreno Adriatico 2018: curiosità

  • 2017, l’edizione colombiana: due vittorie di tappa (Quintana sul Terminillo e Gaviria a Civitanova Marche) e la classifica finale (Quintana): l’edizione 2017 è stata quella con i maggiori successi per la Colombia, che per la prima volta ha vinto con due atleti diversi alla Tirreno – Adriatico. Prima del 2015 (Quintana sul Terminillo), la Colombia non aveva mai vinto alla corsa dei due mari.
  • Scarponi: Il Grande Ciclismo approda per la prima volta a Filottrano. Scarponi salì per tre volte sul podio finale della Tirreno – Adriatico: vincitore nel 2009; secondo (con lo stesso tempo del vincitore Stefano Garzelli) nel 2010 e terzo dietro a Cadel Evans e Robert Gesink nel 2011.
  • Sagan a caccia di record: il tricampione del mondo Peter Sagan, che ha onorato con la sua presenza la Tirreno – Adriatico dal 2012 in poi, ha raggiunto nel 2017 quota 7 vittorie ed è ad un solo successo dagli 8 di Alessandro Petacchi, Moreno Argentin e Giuseppe Saronni, che occupano la terza posizione di tutti i tempi, dietro a Roger de Vlaeminck (15 vittorie) e Oscar Freire (11).
  • Quintana e Nibali: 2 successi nella generale. Sia Vincenzo Nibali che Nairo Quintana hanno vinto due volte la Tirreno – Adriatico: un solo atleta si è aggiudicato più edizioni della corsa dei due mari, Roger de Vlaeminck (6).
  • Un tris che manca da 10 anni: l’ultimo atleta a vincere 3 tappe in una sola edizione alla Tirreno – Adriatico fu Oscar Freire, nell’edizione 2008.
  • Digiuno Italia: i corridori italiani stanno vivendo il digiuno di vittorie di tappa più lungo nella storia della Tirreno – Adriatico. La sequenza di tappe senza vittorie italiane ha toccato nel 2017 quota 17 frazioni consecutive. L’ultimo successo italiano alla Tirreno – Adriatico fu siglato da Adriano Malori nella cronometro d’apertura dell’edizione 2015.

Tirreno Adriatico 2018: Starting List

. Al via ci saranno moltissimi tra i più grandi nomi del ciclismo mondiale tra cui l’intero podio del Tour de France 2017 e due terzi del podio di Giro d’Italia e Vuelta a España, con Chris Froome (vincitore di Tour e Vuelta), Tom Dumoulin (vincitore del Giro), Vincenzo Nibali (terzo al Giro e secondo alla Vuelta), Rigoberto Uran e Romain Bardet (rispettivamente secondo e terzo del Tour). E se non bastasse lotteranno per la Classifica Generale, tra gli altri, Fabio Aru, Richie Porte, Mikel Landa, Miguel Angel Lopez, Adam Yates, Rohan Dennis e Geraint Thomas.

Anche la lista dei cacciatori di tappe è di primissimo livello, a cominciare dal tre volte consecutive Campione del Mondo su Strada, Peter Sagan, i suo rivali storici Greg Van Avermaet e Michal Kwiatkowski, Philippe Gilbert, Diego Ulissi, Edvald Boasson Hagen ed i velocisti Fernando Gaviria, Mark Cavendish, Caleb Ewan e Michael Matthews.

 

Tirreno Adriatico 2018: Diretta TV e Diretta Streaming

La corsa sarà trasmessa in diretta tv sui canali Rai e su Eurosport, in diretta streaming sul sito della Rai oltre che su Eurosport Player, Sky Go e Premium Play

Tirreno Adriatico 2018: Albo d’Oro

Anno Vincitore Secondo Terzo
1966  Dino Zandegù  Vito Taccone  Rolf Maurer
1967  Franco Bitossi  Carmine Preziosi  Vito Taccone
1968  Claudio Michelotto  Italo Zilioli  Rudi Altig
1969  Carlo Chiappano  Albert Van Vlierberghe  Giuseppe Fezzardi
1970  Antoon Houbrechts  Italo Zilioli  Felice Gimondi
1971  Italo Zilioli  Georges Pintens  Marcello Bergamo
1972  Roger De Vlaeminck  Josef Fuchs  Thomas Pettersson
1973  Roger De Vlaeminck  Frans Verbeeck  Gösta Pettersson
1974  Roger De Vlaeminck  Knut Knudsen  Simone Fraccaro
1975  Roger De Vlaeminck  Knut Knudsen  Wladimiro Panizza
1976  Roger De Vlaeminck  Eddy Merckx  Gianbattista Baronchelli
1977  Roger De Vlaeminck  Francesco Moser  Giuseppe Saronni
1978  Giuseppe Saronni  Knut Knudsen  Francesco Moser
1979  Knut Knudsen  Giuseppe Saronni  Giovanni Battaglin
1980  Francesco Moser  Alfons De Wolf  Dante Morandi
1981  Francesco Moser  Raniero Gradi  Marino Amadori
1982  Giuseppe Saronni  Gerrie Knetemann  Greg LeMond
1983  Roberto Visentini  Gerrie Knetemann  Francesco Moser
1984  Tommy Prim  Erich Maechler  Roberto Visentini
1985  Joop Zoetemelk  Acácio da Silva  Stefan Mutter
1986  Luciano Rabottini  Francesco Moser  Giuseppe Petito
1987  Rolf Sørensen  Giuseppe Calcaterra  Tony Rominger
1988  Erich Maechler  Tony Rominger  Rolf Sørensen
1989  Tony Rominger  Rolf Gölz  Charly Mottet
1990  Tony Rominger  Zenon Jaskula  Gilles Delion
1991  Herminio Díaz Zabala  Federico Ghiotto  Raúl Alcalá
1992  Rolf Sørensen  Raúl Alcalá  Fabian Jeker
1993  Maurizio Fondriest  Andrei Tchmil  Stefano Della Santa
1994  Giorgio Furlan  Evgenij Berzin  Stefano Colagè
1995  Stefano Colagè  Maurizio Fondriest  Dmitrij Konyšev
1996  Francesco Casagrande  Oleksandr Honcenkov  Gianluca Pianegonda
1997  Roberto Petito  Gianluca Pianegonda  Beat Zberg
1998  Rolf Järmann  Franco Ballerini  Jens Heppner
1999  Michele Bartoli  Davide Rebellin  Stefano Garzelli
2000  Abraham Olano  Jan Hruška  Juan Carlos Domínguez
2001  Davide Rebellin  Gabriele Colombo  Michael Boogerd
2002  Erik Dekker  Danilo Di Luca  Óscar Freire
2003  Filippo Pozzato  Danilo Di Luca  Ruggero Marzoli
2004  Paolo Bettini  Óscar Freire  Erik Zabel
2005  Óscar Freire  Alessandro Petacchi  Fabrizio Guidi
2006  Thomas Dekker  Jörg Jaksche  Alessandro Ballan
2007  Andreas Klöden  Kim Kirchen  Aleksandr Vinokurov
2008  Fabian Cancellara  Enrico Gasparotto  Thomas Lövkvist
2009  Michele Scarponi  Stefano Garzelli  Andreas Klöden
2010  Stefano Garzelli  Michele Scarponi  Cadel Evans
2011  Cadel Evans  Robert Gesink  Michele Scarponi
2012  Vincenzo Nibali  Chris Horner  Roman Kreuziger
2013  Vincenzo Nibali  Chris Froome  Alberto Contador
2014  Alberto Contador  Nairo Quintana  Roman Kreuziger
2015  Nairo Quintana  Bauke Mollema  Rigoberto Urán
2016  Greg Van Avermaet  Peter Sagan  Bob Jungels
2017  Nairo Quintana  Rohan Dennis  Thibaut Pinot