Amilcare Tronca e il tragico incidente

Amilcare Tronca

Amilcare Tronca

Amilcare Tronca ciclista veneto caparbio e generoso prematuramente scomparso, a soli 27 anni, per un incidente in allenamento

Amilcare Tronca nasce il 25 aprile 1972 a Brendola, in provincia di Vicenza. Si avvicina giovane al ciclismo ed inizia a correre a 13 anni. Dopo la trafila giovanile, approda tra i dilettanti con i colori del GS Prodot con cui nel 1993 sfiora la vittoria al Giro del Medio Brenta. Nel 1995 è secondo al Trofeo Alcide De Gasperi e mette in luce buonissime doti di scalatore che gli valgono la chiamata tra i professionisti per la stagione 1996 tra le fila della Scrigno.

Al primo anno da pro conquista la vittoria del GP di Lugano battendo lo svizzero Armin Mayer e Andrea Stocco. Non è fenomeno Amilcare ma sa lottare ed aiutare i compagni che gli vogliono tutti un bene dell’anima.  Nel 1998 corre con la Ballan sotto la guida di Dario Mariuzzo e nel ’99 passa alla Amica Chips-Costa de Almeria di Sandro Quintarelli e Bruno Cenghialta dove corre assieme a Claudio Chiappucci.

Amilcare Tronca: il tragico incidente

Il 26 luglio 1999, mentre si sta allenando in bici lungo la provinciale da Arzignano a Schio, è vittima di un incidente. Tronca, in un tratto stradale molto stretto, si scontra frontalmente con un furgone, guidato da un ventiquattrenne, che proviene in senso opposto. Nell’impatto riporta gravi traumi in più parti del corpo e viene trasportato in Ospedale a Montecchio. Quando le sue condizioni peggiorano viene disposto il trasferimento all’Ospedale San Bortolo di Vicenza dove i medici si riservano la prognosi.

Nel pomeriggio del 27 luglio Amilcare Tronca si spegne a soli 27 anni, il suo corpo non reagisce ai troppi traumi subiti nell’incidente ed al terribile trauma cranico che l’ha colpito. Alle 16 i medici consentono alla moglie Debora, ai genitori ed a fratelli e sorelli di entrare nel reparto di rianimazione per un ultimo saluto.

La moglie Debora, straziata dal dolore, ha voluto onorare la memoria di Amilcare concedendo ai medici il permesso per l’espianto degli organi: “Così il mio Amilcare vivrà in qualcun altro”.