Landis: “il ciclismo non è più pulito di prima”

Landis inaugura un suo Team Continental

Landis inaugura il Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team e a Cycling Weekly parla di doping e di ciclismo attuale

Landis torna nel ciclismo

Landis torna nel ciclismo

Landis storico gregario prima e accusatore poi di Lance Armstrong sta per tornare nel mondo del ciclismo. E’ di questi giorni la notizia della squalifica a vita di Johan Bruyneel, ex direttore della squadra US Postal e scopritore del talento americano. Floyd condivide con Lance il fatto di essere stato cancellato dall’albo d’oro del Tour de France. La vicenda di Landis è legata a doppia mandata con quella del Texano ma, va detto, rispetto al corridore di Austin le luci della ribalta (e di conseguenza gli ingaggi) sono calati assolutamente prima.

L’ex corridore non ha mai dimenticato l’amore per le due ruote e ha di recente acquisito una piccola squadra americana che navigava in cattive acque diventandone non solo direttore sportivo ma anche sponsor con la sua azienda che produce derivati della Cannabis.

Dalle pagine di Cycling Weekly, Landis ha voluto raccontare il suo progetto e dare la sua visione del ciclismo attuale sottolineando come l’immagine di pulizia che circola attorno allo sport del pedale sia probabilmente di sola facciata.

Landis è entrato tardi nel mondo del ciclismo professionale ottenendo in breve tempo le simpatie del “Boss” Lance Armstrong.I rapporti tra i de si sono poi deteriorati tanto che Floyd passò alla Phonak con la cui maglia vinse, in modo rocambolesco, il Tour de France 2006 salvo poi risultare positivo ad un controllo antidoping che gli costò il titolo (positività al testosterone).

Terminata la squalifica il corridore americano cercò di rientrare nel mondo dei “pro” chiedendo aiuto proprio all’ex capitano che nel frattempo era tornato alle corse in maglia Astana, ricevendo un secco no, Landis decise di vendicarsi aprendo il vaso di Pandora del doping targato Armstrong-US Postal.

L’ex campione texano ha dovuto indennizzare Floyd con 750.000 dollari, e forse proprio con quei soldi oggi Landis ha rilevato un piccolo team Continental canadese che prenderà il nome di Floyd’s of Leadville Pro Cycling Team.

Landis ha ripreso a parlare del fenomeno doping che secondo lui è ancora nettamente presente nel ciclismo:

“Il ciclismo è più pulito di una volta? Assolutamente no e nulla cambierà finché esisterà la WADA. Al suo posto ci vorrebbe una organizzazione che sia indipendente dal Comitato Olimpico. Questo è il cuore del problema”.

Il Governo Americano contro Johan Bruyneel

Il Governo Americano non ha dimenticato la vicenda US Postal

Il Governo Americano, secondo quanto riportato da USA Today cerca di recuperare i soldi di Johan Bruyneel ex manager dell’US Postal di Lance Armstrong

Il Governo Americano contro Johan Bruyneel

Il Governo Americano contro Johan Bruyneel

Il Governo Americano, ed in particolare Dipartimento di Giustizia, ha presentato documenti di tribunale lunedì scorso chiedendo a un giudice federale un giudizio di inadempimento civile contro Johan Bruyneel.

Il memorandum, secondo quanto riportato da USA Today, considera Bruyneel personalmente responsabile per un cifra di $ 1,2 milioni. Il governo degli Stati Uniti ha anche chiamato in causa la Tailwind Sports (la società ormai defunta che possedeva la squadra ciclistica di Lance Armstrong), insieme a Bruyneel in un giudizio di inadempimento separato per 451.000 USD.

Lance Armstrong e il governo degli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo lo scorso mese di aprile secondo il quale l’ex ciclista texano ha dovuto pagare una cifra vicini ai 7 milioni di dollari per chiudere le pendenze a suo capo.

L’accordo globale era per un valore vicino ai 100 milioni di dollari che il Governo Americano riteneva idoneo per sanare la situazione legata allo scandalo doping. Tra le persone indennizzate appare anche Floyd Landis, che ha agito da informatore nel caso, e ha ricevuto quasi 3 milioni di dollari di liquidazione.

Per quanto riguarda Johan Bruyneel, pare che il governo degli Stati Uniti potrebbe non essere in grado di costringere l’ex direttore sportivo a pagare perché non è un cittadino statunitense. Tuttavia, se Bruyneel dovesse visitare gli Stati Uniti, potrebbe potenzialmente essere preso in custodia al confine sotto citazione per le pendenze legate alla vicenda.

 

 

 

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane Tour 2006

Floyd Landis l’impresa più grande del ciclismo moderno?

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane entra nella storia come una delle più epiche imprese del ciclismo moderno… qualche giorno dopo ecco le vicende di doping

Floyd Landis

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane la ricorderà per tutta la vita. Uno dei momenti più epici del ciclismo moderno e, sicuramente, della sua carriera verrà poi spazzato via dallo scandalo doping che coinvolgerà il ciclista americano.

Landis, delfino di Lance Armstrong alla US Postal poi passato all’epoca sorprendentemente (lo scandalo che coinvolgerà Lance negli anni successivi spiegherà molte cose) alla Phonak, parte alla conquista del Tour de France 2006 che, complice le mutilazioni alla starting list operate da Operación Puerto, lo vede come uno dei favoriti.

Floyd Landis: tra leadership e crisi

Il 13 luglio nella tappa pirenaica da Tarbes a Val d’Aran l’americano conquista la sua prima maglia gialla. Due giorni dopo il gruppo comandato dalla formazione di Floyd lascia andare via una fuga, apparentemente non vi sono uomini importanti per la generale. Landis decide di non far lavorare la squadra e la situazione sfugge di mano a tutti: al traguardo il gruppo dei leader farà segnare un distacco dal vincitore superiore ai 29 minuti. La maglia gialla passa sulle spalle dell’iberico Oscar Pereiro Sio (l’americano ora è secondo a un minuto e 29).

Il 18 luglio il Tour arriva all’Alpe d’Huez a vincere è il lussemburghese Andy Schleck mentre nel gruppo dei favoriti Floyd Landis ed Andreas Kloeden fanno il diavolo a quattro staccando la maglia gialla Oscar Pereiro che perde 2’49 cedendo la maglia allo statunitense.

Il giorno seguente il gruppo arriva a La Toussuire e a vincere è il danese della Rabobank Michael Rasmussen che con una pazzesca fuga solitaria di 176 km conquista la tappa. Landis soffre fin dalle battute iniziali, gli occhiali nascondono gli occhi segnati dalla sofferenza e, quando mancano 15 chilometri all’arrivo, la bicicletta dell’americano si inchioda, quasi incollata all’asfalto rovente. La Phonak lo ha lasciato solo, forse per via di un organico non pienamente all’altezza dell’obiettivo da raggiungere. La mattina Floyd sembrava poter essere il padrone della corsa la sera deve ammainare la bandiera statunitese dal gradino più alto del podio. A gioire è Pereiro Sio che torna in giallo riaprendo la discussione sulla “fuga bidone” di Montelimar che gli ha permesso di guadagnare circa 30 minuti. A quel punto della corsa lo spagnolo è il favorito per la vittoria finale, i suoi finali in crescendo sono noti e gli unici avversari paiono essere Sastre e Kloden visto che Landis sembra ormai privo di energie.

 

Floyd Landis l’impresa al Col de Joux Plane

Il 20 luglio Landis parte con sulle spalle il peso dell’imbarcata presa il giorno precedente. Gli addetti ai lavori l’hanno oramai bollato come KO,“”Fini, perdu” hanno gridato alla Tv francese il giorno prima. L’ex compagno di Armstrong ha però preso dal texano la irrefrenabile voglia di successo. Landis mette alla frusta la squadra fin dai primi chilometri, attacca da solo sul Col de Saisies si riporta sugli attaccanti di giornata e scappa senza più essere ripreso.

All’arrivo di Morzine Floyd non sorride, sembra arrabbiato, tormentato (come da sua natura), vorrebbe spaccare il mondo. Probabilmente la rabbia per l’umiliazione del giorno precedente è talmente grande che nemmeno aver fatto una delle più grandi imprese del ciclismo moderno riesce a placarla.

Floyd Landis conquista una tappa incredibile, con una fuga fantascientifica, roba da ciclismo in bianco e nero mettendo un margine interessante sui diretti rivali in classifica. Il giorno prima è stato Rasmussen a fare l’impresa ma forte dell’essere ormai fuori dai giochi di classifica, lo stesso Pereiro Sio aveva approfittato di una fuga bidone.

La tappa è terribile e spaventosa ma Landis non sa cosa sia la paura. Ci sono tante salite e tante opportunità, partire presto può sembrare follia invece la Phonak segue le istruzioni del capitano che attacca sulla prima ascesa (, il Col de Saisies) e spiana letteralmente il Col des Aravis, il Col de la Colombiere e il Joux-Plane.

Pereiro Sio ha paura di spremere troppo i suoi uomini in vista del Joux Plane, Landis sul Col de la Colombiere è in giallo virtuale e riesce a non perdere troppo nel tratto a lui più avverso (la pianura prima dell’ascesa finale). Al traguardo Pereiro paga 7 minuti e otto secondi di distacco mantenendo la maglia di leader ma con Landis ora a soli 30 secondi.

La vittoria finale si gioca nella cronometro da Le Creusot a Montceau-les-Mines di 57 km in cui a trionfare è lo specialista Serhij Hončar, Floyd scacca di 1’29” Pereiro e di 3’31” Sastre potendo sfoggiare, il giorno seguente la maglia gialla nella passerella degli Champs Élysées

Floyd Landis l’impresa e l’inferno

Il 26 luglio 2006 a pochi giorni di distanza dall’esultanza sui Campi Elisi a far esplodere la bomba è il quotidiano danese Ekstra Bladet che rende noto il fatto che l’antidoping francese ha “pescato” un corridore della fascia alta della generale positivo dopo la tappa di Morzine.

Il giorno successivo è la stessa Phonak ad annunciare il nome del corridore risultato positivo: è Floyd Landis. Le sostanze rinvenute nel campione di urine dell’americano sono il testosterone e l’epitestosterone.

Landis dichiara che le sostanze sono assunte per dei noti problemi alla tiroide che affliggono il ciclista.

Il 5 agosto l’UCI rende noto che la positività è confermata dal campione B delle urine dell’americano e, di conseguenza, procede con la revoca della vittoria del Tour assegnandola allo spagnolo Pereiro Sio,

Il 20 settembre 2007 l’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti dichiara colpevole il corridore, infliggendogli una squalifica di due anni. Nel mese di giugno dello stesso anno esce il libro titolo “Positively False: The Real Story of How I Won the Tour de France” in cui Landis professa la sua totale innocenza.

Solo 3 anni dopo arriva l’ammissione da parte di Landis di aver usato sostanze vietate non solo durante il Tour de France 2006 ma soprattutto nel periodo in cui corse per la US Postal Service di Lance Armstrong e Johan Bruyneel .

Il proseguimento della storia è cosa nota con la guerra tra il corridore nato a Lancaster e il “miracolato” Armstrong.

Lance Armstrong patteggia nel processo per falso

Lance Armstrong patteggia: pagherà 5 milioni al governo USA

Lance Armstrong patteggia: rischiava il processo e sanzioni per 100 milioni, con 5 chiude tutto per i soldi della sponsorizzazione della Us Postal negli anni del doping

Lance Armstrong patteggia

Lance Armstrong patteggia

Lance Armstrong patteggia, il più sofisticato sistema di doping organizzato della storia dello sport mondiale si chiude con un patteggiamento. Le vittorie sporche del Tour de France dal 1999 al 2005 e la successiva caduta nella polvere vengono spazzate vie. Il texano se la cava con “poco”: “Sono molto felice, e ora posso tornare alla mia vita — come ha detto in un comunicato —. Posso finalmente guardare avanti. Ho tantissime cose da fare, ci sono i cinque figli, mia moglie, tanti progetti eccitanti di libri e film, il mio impegno come sopravvissuto al cancro, e la mia passione per gli sport e la competizione. C’è tanto davanti a me”.

Lance Armstrong patteggia: i fatti

Lance Armstrong dopo l’ammissione di aver fatto uso di prodotti dopanti nel corso della sua carriera avrebbe dovuto vedere la sua causa giungere in tribunale il prossimo 7 maggio con US Postal Service e Floyd Landis che chiedevano all’ex vincitore del Tour de France una cifra vicina ai  100 milioni di dollari di danni, ma le parti hanno raggiunto un accordo per evitare l’iter legale.

Il processo avrebbe dovuto aver luogo il prossimo mese di maggio in sostanza il capo di imputazione era quello di aver utilizzato denaro pubblico per finanziare il sistema di doping che portò Lance ad essere la più grande truffa della storia dello sport mondiale. La trama (al limite della perfezione) venne smascherata nel 2012 dall’Usada, l’agenzia antidoping statunitense, che portò alla radiazione di Armstrong con la conseguente confessione televisiva negli studi di Oprah Winfrey.

Lance Armstrong patteggia: si chiude la vicenda

“Sono lieto di aver risolto la vicenda e di poter andare avanti nella mia vita, non vedo l’ora di dedicare tutto me stesso alle cose più importanti che ho nella vita, i miei cinque bambini, mia moglie, il mio podcast, alcuni eccitanti progetti di film, il mio lavoro come sopravvissuto al cancro e la mia passione per gli sport e la competizione” ha dichiarato Lance Armstrong simbolo decaduto dell’America.

L’ex ciclista eviterà quindi il processo e verserà 5 milioni di dollari  (poco più di 4 milioni di euro) nell’ambito della causa da 100 milioni di dollari intentata dal governo USA e dal suo ex compagno di squadra Floyd Landis per aver fatto uso di sostanze dopanti mentre correva per lo sponsor US Postal Service.

Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak

Andy Rihs morto a 75 anni il proprietario della BMC

Andy Rihs morto a 75 anni, aveva fondato la Phonak ed era proprietario della marca di biciclette BMC, da qualche tempo era entrato nella proprietà del team calcistico Young Boys

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs e Cadel Evans

Andy Rihs morto a 75 anni è stato un grande manager del mondo delle due ruote. Imprenditore zurighese è stato dirigente e fondatore della Phonak, sciolta poi nel 2006 a seguito dello scandalo doping che aveva travolto Floyd Landis al Tour de France.

Nato il 2 novembre del 1942 a Stoccarda (Germania), Andy Rihs ha seguito una formazione commerciale. Nel 1966 rilevò, assieme ad un tecnico suo amico, la società di apparecchi acustici del padre che era andata in fallimento nacque la Phonak che nei decenni successivi divenne la più grande impresa produttrice di apparecchi acustici a livello mondiale

Dopo l’avventura alla Phonak è diventato proprietario dell’azienda produttrice di biciclette BMC diventando oltre che fornitore anche sponsor dell’omonimo team. Tanti sono stati i successi del sodalizio statunitense su cui spiccano il Tour de France 2011 con Cadel Evans, la Paris-Roubaix 2017 con Greg Van Avermaet

Grazie proprio finanziamenti offerti da Andy Rihs la federazione svizzera ha potuto costruire nel 2013 a Grenchen un velodromo assolutamente all’avanguardia, teatro di record del mondo dell’ora e di campionati europei. Negli ultimi anni si era è dedicato, assieme al fratello Hans-Ueli, tramite una holding, anche nella proprietà dello Young Boys.
La notizia è stata resa pubblica anche dallo team: “Andy non era solo il proprietario e sponsor principale del BMC Racing Team, ma anche un amico che amava la vita e amava condividere quella gioia. Con lui se ne va un imprenditore anche visionario, un appassionato sportivo, un ciclista appassionato e un grande sostenitore dello sport. La sua generosità, il suo senso dell’umorismo e la sua risata contagiosa hanno accompagnato l’intera storia del BMC Racing Team. Il nostro dolore è indescrivibile, ma porteremo avanti i suoi valori”.
Proprio i noti problemi di salute di Andy Rihs sono stati una delle cause che hanno portato la BMC alla decisione di concludere a fine 2018 il suo impegno di sponsorizzazione del team presieduto da Jim Ochowiz.

Floyd Landis tra doping e marijuana

Floyd Landis dalla positività al doping alla coltivazione di canapa

Floyd Landis

Floyd Landis in una serra

Floyd Landis dal doping passa alla coltivazione di canapa, la notizia non è recente, anzi è di qualche anno fa ma vogliamo tornare sulla storia di un corridore assolutamente controverso che ha vissuto lo splendore del periodo Armstrong, l’ostracismo del texano dopo la positività e che ha avuto la forza di parlare e di rialzarsi.

Floyd Landis: chi è?

Floyd Landis nasce a Lancaster nel 1975 è cresciuto a Ephrata nel cuore della Dutch Country della Pennsylvania la patria degli Amish e dei Mennoiti. Figlio di Arlene e Paul viene cresciuto seguendo la dottrina mennoita in cui si interpreta in modo letterale la bibbia. Fino ai 19 anni vive nella ristretta comunità in cui le esigenze quotidiane sono ridotte all’osso e le distrazioni quasi inesistenti. La sua educazione è improntata sull’idea di rendere gloria a Dio e condurre una vita semplice. Il suo carattere però è ribelle, quando copie vent’anni parte per la California in bicicletta (a proposito, i suoi primi allenamenti furono notturni perché non era contemplato usare la bicicletta per diletto tra la sua comunità). Anni dopo Landis parlava della sua famiglia come “un grande ostacolo, per via del suo credo, alla mia attività sportiva” e ricordando l’infanzia descrive cosi la sua vita “funzione religiosa tre volte a settimana, niente televisione, niente sport, niente attività fisica di domenica. E soprattutto niente contatti con i non virtuosi”

Landis firma con la US Postal nel 2001 per sostituire Livingston e Hamilton come gregario di Armstrong. Floyd è un tipo particolare, al limite del paranoico, di certo molto propenso all’esagerazione. Il suo compagno di allenamenti e vita è David Zabriskie (altra figura controversa della Postal) al quale confessa il suo astio per Lance Armstrong. Il suo stile di vita è infatti molto diverso da quello del texano (Floyd riusciva a bersi 10,20 cappuccini mandando su tutte le furie il suo capitano) sia per i soldi percepiti che per l’esasperazione del concetto di professionista di Lance.

Dopo essersi messo in mostra dal 2002 al 2004 alla corte di Armstong, FLoyd entra in conflitto con i vertici della squadra e col texano per via delle disparità di trattamento e per l’essersi accorto che venivano vendute alcune biciclette per team per sovvenzionare il programma dopante.

Floyd Landis: 72 ore di gloria e poi l’oblio

Floyd passa alla Phonak per assumere i gradi di leader e corre il Tour de France 2006 da favorito, complice molte defezioni di campione per via dell’Operacion Puerto. Mentre era in maglia gialla accusa una forte crisi che gli fa perdere ben 8 minuti, il giorno seguente nell’arrivo di Morzine recupererà in modo sorprendete tanto da riguadagnare 7 minuti sul rivale Óscar Pereiro. Nella cronometro conclusiva farà suo il Tour.

Qualche giorno dopo la conclusione della Grand Boucle , il 26 luglio, sul giornale anese Ekstra Bladet  venne pubblicata la notizia di un corridore ben messo in classifica trovato positivo in un controllo fatto a Morzine. Fu la stessa Phonak ad annunciare che si trattava di Landis. Il Tour gli venne tolto ed iniziò il calvario di Floyd. Osteggiato dal mondo di Armstrong faticò a trovare un contratto fino a quando decise di scoperchiare il silenzio sulle pratiche dell’Us Postal..

Floyd Landis: la nuova vita, commercico di marijuana!

Floyd Landis

Floyd Landis orgoglioso del suo Brand

Finiti i guai giudiziari e le sfilate davanti all’USADA (l’agenzia americana contro il doping), Floyd Landis ha aperto in Colorado la Floyd’s of Leadville assieme a David Zabriskie, famoso al tempo per essere stato il primo corridore vegano (e con un trascorso tenebroso). I due coltivano cannabis (attività legale in Colorado) per usi terapeutici “esistono dolori fisici e dolori psicologici, la marijuana li cura entrambi e non ha controindicazioni” dichiara Floyd.

Landis, già vittima di problemi di depressione (nel libro The Fall di Juliet Macur si dice che sia stato lo stesso Zabriskie a indurlo a non buttarsi da una finestra di un Hotel), dopo le vicende legate alla positività al Tour e a tutto quello che ne è sortito ha vissuto momenti davvero tormentati. Secondo le parole di Landis proprio la cannabis lo aiutò ad uscire da quel vortice e la sua azienda è il risultato di quel dolore.

Floyd e David hanno preso parte ad alcune corse amatoriali sfoggiando la divisa con i loghi aziendali; Il giro d’affari ha già superato il milione di dollari e sicuramente Floyd e David se la stanno ridendo pensando al destino del loro ex capitano.