GF Bike Division – Tutte le informazioni

GF Bike Division  il grande weekend Bike Division!

GF Bike Division – Tutte le informazioni per il grande weekend firmato Bike Division: il programma ufficiale

Granfondo Bike Division disegnata da Rosti

Siamo giunti al momento che tutti stavamo aspettando: mancano ormai pochissime ore all’evento cicloturistico più entusiasmante di questo finale di stagione 2019!

Partirà nella mattinata di sabato lo speciale weekend ideato per voi dal Team Bike Division e dai suoi partner! Di seguito il programma ufficiale:

GF Bike Division PROGRAMMA UFFICIALE 

SABATO 21 SETTEMBRE 2019
Ore 12.00 – Apertura Area Expo c/o Piazza Betteloni
Ore 16.00 – Riunione Tecnica c/o Piazzale Cacciatore
Dalle ore 15.00 alle ore 18.00 – Distribuzione Pettorali c/o Piazza Betteloni

DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019
Dalle ore 6.45 alle ore 7.15 – Distribuzione Pettorali
Ore 7.45 – Inizio ingresso griglie di partenza
Ore 8.00 – Apertura Area Expo
Ore 8.00 – Saluto delle Autorità e Sponsor alla stampa
Ore 8.00 – Partenza Granfondo c/o via Parco Catullo
Ore 11.15 – Primo orario d’arrivo previsto Granfondo Bike Division
Ore 14.00 – Premiazioni c/o Piazza Betteloni

Come potrete vedere dalla mappa qui di seguito, tutta la logistica della manifestazione sarà dislocata nel centro di Peschiera del Garda.

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L’evento, che sarà anche tappa conclusiva del Circuito Zero Wind Show, promette di essere ancora una volta un successo: le iscrizioni infatti stanno raggiungendo il SOLD OUT con quasi 1500 atleti che prenderanno parte alla Granfondo.

Il Team Bike Division insieme ai suoi partner vi aspettano il sabato 21 e domenica 22 settembre alla Festa del ciclismo di Peschiera del Garda in cui sarete VOI i protagonisti!

In attesa di vivere insieme questo fantastico weekend di ciclismo sul Lago di Garda, vi invitiamo a visitare il nostro sito e a seguire le nostre pagine social!

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Bicicletta autonoma con l’intelligenza artificiale

Bicicletta ed intelligenza artificiale?

Bicicletta che funziona grazie all’intelligenza artificiale sviluppata da un team di scienziati all’Università di Tsinghua a Pechino

Bicicletta autonoma con l’intelligenza artificiale? Esiste! Un team di ricercatori dell’Università di Tsinghua a Pechino ha creato una bicicletta che, grazie ad un innovativo chip, si guida… da sola.

Qualche anno fa sul web girava il video-fake di una bicicletta che circolava per strada senza nessuno in sella, la bici era in grado di portare i bimbi all’asilo. Il video ottenne oltre due milioni di visualizzazioni, divenne virale sui social network. “Google Self-driving bike” prometteva di muoversi in completa autonomia “capendo” quando frenare o accelirare. In realtà il video venne diffuso da Google il primo di aprile e più che di una bicicletta si trattò di un pesce, di un pesce d’aprile.

A distanza di qualche anno, però, la finzione è divenuta realtà: i ricercatori cinesi hanno ideato il chip denominato “Tianjic” in grado di applicare l’intelligenza artificiale ad una bicicletta rendendola “autonoma”.

Secondo quanto riportato dalla prestigiosa rivista “Nature” questo chip è in grado di riprodurre, attraverso algoritmi di machine learning, il funzionamento del cervello di un “ciclista”. La bici riesce a mantenersi in equilibrio, a superare ostacoli posti lungo il tracciato e, addirittura, a comprendere ed eseguire istruzioni vocali.

Insomma il chip Tianjic sviluppato dall’azienda Luping Shi in collaborazione con la Tsinghua University è in grado di comportarsi come un cervello umano, reagendo in tempo quasi reale e apprendendo i movimenti.

Il chip ha un design ibrido: uno convenzionale e uno di ispirazione neurologica, queste due architetture vengono utilizzate congiuntamente per gestire reti neurali artificiali.

Questa idea assolutamente rivoluzionaria è però, nelle idee del team di scienziati cinesi, solo l’inizio di quello che hanno definito “intelligenza generale artificiale”: macchine che sono in grado di fare tutto ciò di cui sono capaci l’uomo e il nostro cervello.

La crescita cinese nel mondo dei Chip viene evidenziata da questa creazione  che posizione la Cina come potenza emergente nell’industria dei chip che in passato era, invece, un punto debole nella lotta commerciale con gli Stati Uniti che si è di recente notevolmente inasprita.

Lizzie Deignan racconta l’attesa dei mondiali

Lizzie Deignan racconta l’attesa per i mondiali

Lizzie Deignan brand ambassador di Santini Cycling Wear racconta l’attesa e l’emozione prima della gara dei mondiali di cas

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Campionessa del mondo nel 2015, brand ambassador di Santini Cycling Wear per il quale ha firmato la linea “Lizzie X Santini” e da poco anche mamma: sono tante le sfide che ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo Lizzie Deignan. A poco più di un anno dalla gravidanza, l’atleta del team Trek-Segafredo è pronta per i Mondiali di ciclismo che si terranno lì, nello Yorkshire in Inghilterra, dove è nata e cresciuta come donna e come atleta.

Dal 22 al 29 settembre le strade britanniche dello Yorkshire saranno il palcoscenico dell’edizione 2019 dei UCI Road World Championships. Tra i grandi protagonisti al via, ci sarà anche Lizzie Deignan, già campionessa ai Mondiali di Richmond nel 2015, che dall’anno scorso ha iniziato una partnership con Santini Cycling Wear dalla quale è nata la collezione “Lizzie X Santini”, una gamma di capi e accessori “for women by women” dove l’esperienza dell’atleta e il suo stile si sono unite al know-how del brand made in Italy.

 

L’appuntamento ai Mondiali di ciclismo su strada sarà un momento particolare per Lizzie, anche perché si svolgeranno nella sua città natale: «Il tracciato di gara dei UCI Road World Championships attraverserà proprio i luoghi che hanno segnato la mia vita: la scuola che frequentavo, la chiesa dove mi sono sposata, il giardino dei miei genitori e l’arrivo di gara è situato nella città dove è nata mia figlia Orla e dove rimarrò una volta conclusa la mia carriera. Mi sento davvero fortunata a poter vivere tutto questo, comunque vada saranno momenti speciali che ricorderò per sempre».

Lizzie è tornata a competere in aprile, dopo la pausa legata alla nascita della sua bambina.
Una sfida che l’atleta ha deciso di affrontare per sé stessa ma anche in nome delle atlete professioniste che si trovano nella sua stessa situazione e pensano di essere obbligate ad una scelta: «È ancora abbastanza inusuale per una donna tornare ad alti livelli dopo la gravidanza. Per questo sento la responsabilità di dimostrare a tutti che è possibile coniugare una vita da sportive professioniste con il ruolo di mamma». Il momento più delicato è senza dubbio il ritorno all’allenamento: «In questi mesi non ho mai smesso di tenermi in movimento, anche se non credo si possa definire un vero e proprio allenamento.  Giorno dopo giorno ho cercato di seguire i feedback che mi dava il mio corpo allenandomi in base alle sensazioni del momento».

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Nella sua nuova sfida, sia come mamma che come atleta, Lizzie Deignan godrà del supporto di Santini Cycling Wear, brand che da anni è al fianco di tutti gli appassionati di ciclismo:

«Apprezzo molto il fatto che Santini sia un’azienda a gestione familiare che crea e produce i suoi capi in Italia. Sono elementi che si traducono in una maggiore qualità dei prodotti. È un onore per me poter lavorare al loro fianco avendo la possibilità di applicare le mie idee nella creazione di capi dedicati alle donne e realizzati con materiali tecnologici e design innovativi».

FONTE COMUNICATO STAMPA

Photo credit JoJoHarper -Photo credit Velofocus

ALE’: partnership con la slovena BTC

ALE’: partnership per nuovo team pro

ALE’: partnership con la slovena BTC per nuovo team pro Alé BTC Ljubljana che guarda al Women’s WORLD TOUR 2020

Alessia Piccolo CEO Alé & Maya Oven Director of Market Com at BTC

Alessia Piccolo CEO Alé & Maya Oven Director of Market Com at BTC

Alé Cycling, il noto brand di abbigliamento dedicato al ciclismo, ha il piacere di annunciare l’importante partnership con la slovena BTC Plc. (Centri commerciali e Logistica), che diventerà secondo sponsor del team professionistico femminile Alé Cipollini.

Nasce, così, la Alé BTC Ljubljana, che si prepara ad affrontare la stagione 2020 con l’obbiettivo di entrare, unica squadra femminile italiana, nel prestigioso circuito Women’s World Tour. La richiesta di licenza, avanzata da Alé all’UCI, a giugno di quest’anno, prevede la permanenza del team nel massimo circuito professionistico femminile, per i prossimi quattro anni.

La BTC Centri Commerciali e Logistica è una delle più importanti realtà slovene nel settore del commercio. I suoi centri commerciali offrono sport, intrattenimento e shopping. Il solo BTC City, nel centro di Lubiana, è uno dei più grandi complessi commerciali e di intrattenimento in Europa, con oltre 500 negozi.

La partnership tra Alé e la BTC è di grande importanza e di livello: darà nuova linfa ed enorme supporto al team femminile del gruppo Zecchetto (Alé, DMT, Cipollini) e sarà centrale in vista della richiesta per l’ingresso nel UCI World Tour.

Così commenta Alessia Piccolo, Presidente del team e CEO di APG S.r.l., che fa capo ad Alé Cycling:

“Ho da sempre a cuore il ciclismo, è nel mio DNA, così come lo è in quello dell’azienda che rappresento, tuttavia il ciclismo femminile è per me molto di più, non è solo una passione, è una missione. Essere la presidente di questo team è un onore ed un’enorme responsabilità. Sì, perché non passa giorno in cui non pensi a come fare per dare più risalto, più visibilità, più attenzione a questa bella squadra e, soprattutto, al ciclismo in rosa. Per questo, la partnership con la BTC mi riempie di orgoglio. È un partner importante, con il quale ho in progetto di fare grandi cose per dare, finalmente, al ciclismo femminile e alla nostra squadra, quell’impulso concreto che merita”.

Maya Oven, Director of Market Communications and Public Department di BTC e Vicepresidente di Alé BTC Ljubljana aggiunge:

“Siamo entusiasti e orgogliosi di questa nuova collaborazione italo-slovena, che permetterà la partecipazione della squadra di ciclismo femminile Alé BTC Ljubljana alle gare dell’UCI World Tour. Sarà un’opportunità di crescita per le nostre ragazze, che consentirà loro di continuare la storia di successi del team. La loro partecipazione al World Tour genererà visibilità a livello global, a vantaggio della brand reputation non solo di BTC ma di tutti gli sponsor coinvolti. Per l’azienda BTC il supporto al ciclismo è uno dei pilastri chiave delle attività di CSR. Dal 2014 siamo le principali sostenitrici e cofondatrici della prima squadra femminile di ciclismo professionista in Slovenia; dal 2003 sosteniamo anche l’evento ciclistico più noto in Slovenia – la Maraton Franja BTC, che fa anche parte dell’UCI Grand Fondo World Series.”

FONTE COMUNICATO STAMPA

Riparte Italian Bike Test in Piemonte

Riparte Italian Bike Test: i top di gamma Bianchi

Riparte Italian Bike Test a Sant’Ambrogio di Torino la prima tappa del circuito che porterà il meglio della collezione Bianchi in giro per l’Italia

IBT

Un viaggio attraverso l’Italia, per incontrare il pubblico e per far conoscere e provare le novità Bianchi, a partire dalle e-bike. Inizia sabato 21 e 22 settembre, da Sant’Ambrogio di Torino in Piemonte, l’esperienza di Bianchi a Italian Bike Test, il più importante bike test tour in Italia dedicato alle prove prodotto, che anche quest’anno accoglierà migliaia di appassionati di ciclismo, media di settore e negozianti specializzati.

La prima tappa dell’IBT 2019 sarà ospitata dalla suggestiva location del Birrificio San Michele a Torino. Nei dintorni dell’edificio ottocentesco sarà possibile testare gratuitamente le nuove e-MTB T-Tronik (Sport e Rebel), le elettriche e-Road Aria e Impulso e come i modelli di punta Road e MTB della famiglia Bianchi CV.

Questi i modelli Bianchi disponibili nell’area test:

  • Oltre XR4 Disc
  • Infinito CV Disc
  • Methanol CV RS
  • Aria e-Road
  • Impulso e-Road
  • T-Tronik Sport
  • T-Tronik Rebel

Rally

A Sant’Ambrogio di Torino sarà inoltre possibile ammirare la rivoluzionaria Bianchi e-SUV Rally, simbolo di una nuova generazione di e-bike che pone al centro della progettazione l’interfaccia uomo-macchina, seguendo tre linee guida progettuali: design, integrazione e funzionalità.

ORARI
Sabato 21 settembre : 9:00 – 18:00
Domenica 22 settembre : 9:00 – 17:00

DOVE
Birrificio San Mchele – Via Terzo Reggimento Alpini 10/A, Sant’Ambrogio di Torino (TO)

Rally

TUTTI GLI APPUNTAMENTI DI ITALIAN BIKE TEST
  • 21-22 settembre | Piemonte | S. Ambrogio di Torino (TO)
  • 28-29 settembre | Veneto | Montecchio Maggiore (VI)
  • 5-6 ottobre | Lombardia | Alzano Lombardo (BG)
  • 12-13 ottobre | Lazio | Formello (RM)
  • 26-27 ottobre | Puglia | Castel del Monte (BT)

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sicurezza in bici: 15 Regole del ciclismo su strada

Sicurezza in bici: 15 semplici regole per ciclisti urbani

Sicurezza in bici: 15 Regole del ciclismo su strada per ridurre il rischio d’incidenti soprattutto per i “ciclisti urbani”

Sicurezza in bicicletta, parte dal casco!

Sicurezza in bicicletta, parte dal casco!

Sicurezza in bici, con il costante incremento degli incidenti che vedono coinvolti “ciclisti urbani” abbiamo voluto stilare alcune semplici regole (o comportamenti) per ridurre i rischi di incidente durante le nostre pedalate.

 

  1. Regola d’oro: Indossa sempre un casco anche quando vai a fare la spesa in bici, non importa se ti senti un nerd, in realtà sei un figo se lo indossi e uno sfigato se viaggi senza
  2. Segnala sempre con il braccio le svolte
  3. Rispetta semafori, stop e sensi unici
  4. Indossa abiti con bande catarifrangenti, poco importa se “sembri l’omino dell’ANAS”
  5. Dota la tua bicicletta di luce anteriore e posteriore, online se ne trovano di belli ed economici
  6. Non andare mai contromano, MAI!
  7. Mantieni sempre distanze di sicurezza, anche se non vai veloce come Sagan in volata i tempi di arresto non sono corti
  8. Non salire sui marciapiedi: metti a rischio i pedoni e quando scendi puoi essere travolto
  9. Impara ad usare la voce, nel rumore del traffico un urlo può salvarti la vita
  10. Pedala come un ciclista ma ragiona come un automobilista: prevederai gli spostamenti delle auto
  11. Tieni le mani sempre sopra o vicino alle leve dei freni
  12. Cerca di essere prevedibile per gli automobilisti
  13. Comunica il più possibile le tue intenzioni ai guidatori e agli altri ciclisti.
  14. Non slalomeggiare nel traffico tra le auto
  15. Attento alle auto in sosta, possono aprire le portiere!

Julbo Evad-1: occhiali spaciali

Julbo Evad-1: occhiali intelligenti e connessi

Julbo Evad-1 ultima novità dell’azienda francese: occhiali dal look grintoso per monitorare la sessione e spingersi oltre i propri limiti

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Con EVAD-1 la francese Julbo annuncia l’ingresso nell’era dei dispositivi “intelligenti e connessi”. Molto più di un semplice occhiale per lo sport, EVAD-1 firma un nuovo capitolo nell’era dei dispositivi “wearable”, strumenti tecnologici intelligenti e indossabili. Questo modello permette la visualizzazione dei dati direttamente sulla lente degli occhiali relativi alla propria pratica sportiva, come velocità, distanza, dislivello e battito cardiaco.
Stefano Finazzi, Country Manager Julbo Italia: «Con EVAD-1 presentiamo un occhiale dal look grintoso, adatto per tutte le discipline di velocità, che diventerà un compagno di allenamento intelligente, per monitorare la sessione e spingersi oltre i propri limiti».

È sulla rampa di lancio il primo occhiale tecnologico e connesso nato nei laboratori di Julbo: EVAD-1. Un dispositivo tecnologico “wearable”, cioè indossabile, che aiuterà gli sportivi nella pratica del proprio sport preferito. EVAD-1 consente infatti di visualizzare i dati relativi della sessione di allenamento in modalità ‘live’ e direttamente sulla lente, senza richiedere alcuna azione particolare.
Il modello EVAD-1 presenta la tecnologia Activelook sviluppata da Microleed, società di Grenoble: una soluzione tecnologica che, attraverso un modulo piccolo e leggero, permette di proiettare i dati in real time direttamente sulla lente. Battito cardiaco, cadenza e velocità, ma anche distanza e tutte le informazioni relative all’attività che si sta praticando.
La trasmissione dei dati avviene tramite Bluetooth® e la tecnologia Activelook consente la connessione a tutte le app che normalmente gli sportivi utilizzano sul proprio smartphone; allo stesso modo l’EVAD-1 di Julbo può essere abbinato smartwatch e ad altri dispositivi come i bike computer.

«Con EVAD-1 presentiamo un occhiale dal look grintoso, adatto per tutte le discipline di velocità, che diventerà un compagno di allenamento intelligente, per monitorare la sessione e spingersi oltre i propri limiti – commenta Stefano Finazzi, Country Manager Julbo Italia – e sotto l’aspetto della sicurezza, la visualizzazione dei dati sulla lente è opzionale: se attivata non ostacola il campo visivo perché i dati sono proiettati in una modalità quasi trasparente».

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Julbo EVAD-1 è dotato di lenti fotocromatiche REACTIV Performance di categoria 1-3, per una visibilità ottimale in qualsiasi condizione meteorologica. La comodità è garantita da un nasello in gomma con forte grip e dalla estrema leggerezza grazie al peso di soli 35 grammi; le astine sono regolabili per una maggiore flessibilità di utilizzo.
Con una durata della batteria di 12 ore e ricaricabile tramite USB, gli occhiali Julbo EVAD-1 saranno in prevendita da ottobre 2019 e nei negozi da febbraio 2020.

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Il nuovo occhiale Julbo sarà presentato in anteprima mondiale a Silmo, la fiera dell’ottica che si svolgerà a Parigi dal 27 al 30 settembre, presso lo spazio Silmo Next.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Presentazione libro su Fausto Coppi

Presentazione libro su Fausto Coppi

Presentazione libro su Fausto Coppi al Circolo dei Lettori di Torino nell’ambito di “Storia di un campione” 

Presentazione libro su Fausto Coppi

Presentazione libro su Fausto Coppi

Presentazione del libro Fausto Coppi, il primo dei più grandi di Beppe Conti edito da Graphot il 24 settembre prossimo alle ore 21 presso il Circolo dei Lettori di Torino. La manifestazione si svolge nell’ambito di “Storia di un campione” e vedrà la presenza dell’autore assieme a Faustino Coppi, Franco Balmamion, Italo Zilioli ed Elvio Chiatellino.

Il 15 settembre è stato il centenario della nascita del campione di Novi Ligure ed è l’occasione per celebrare uno degli atleti più forti e vincenti della storia del ciclismo e dello sport in generale.

In questo quadro si colloca l’evento di presentazione organizzata dal Circolo dei Lettori di Torino del libro di Beppe Conti che vuole essere una classifica che altro non è che un valido “pretesto” per narrare la storia di quelli che l’autore ritiene essere i dieci più grandi campioni di tutti i tempi.

Naturalmente al primo posto della classifica di Conti c’è il campionissimo che ha segnato un’intera epoca con le sue prestazioni e non solo.

 

L’evento si svolterà presso il Circolo dei Lettori, in via Giambattista Bogino 9 a Torino a partire dalle 21.

BikeBee piattaforma per la sicurezza delle biciclette

BikeBee cos’è e come funziona

BikeBee piattaforma smart per la sicurezza dei ciclisti nata dall’idea di Alberto Montesi per prevenire i furti di biciclette: tutte le informazioni

BikeBee il logo

BikeBee il logo

BikeBee nasce dall’idea di Alberto Montesi per prevenire e combattere i furti di biciclette. In Italia le biciclette non sono diffuse come nei paesi del nord Europa ma il numero di furti è certamente alto.

BikeBee è una innovativa piattaforma che si pone come obiettivo quello di unire una soluzione hi-tech con le amministrazioni locali e, soprattutto, con i ciclisti.

Gli utilizzatori della bicicletta sanno che oltre ai rischi per la propria sicurezza fisica durante gli spostamenti in strada hanno un altro nemico: i ladri di biciclette. Lucchetto e catena possono essere sufficienti ma a volte qualche prevenzione in più può aiutare ed ecco che arriva a supporto la tecnologia.

Bikebee, start up innovativa di Firenze, punta a dotare ogni bici di un marcatore GPS in grado di individuarne la posizione in tempo reale attraverso un’applicazione in cui chi è stato derubato può condividere la propria segnalazione. Attraverso un QRcode posto su un adesivo ultraresistente attaccato al telaio sarà possibile valutare eventuali “biciclette sospette”.

Alberto Montesi, CEO di Bikebee spiega:

“se i ladri sanno che il proprietario della bicicletta che stanno per rubare potrà rintracciarli e dimostrare la legittima proprietà ci penseranno due volte prima agire”.

Grazie a BikeBee chiunque potrà registrare la propria bicicletta nella banca dati specificando marca, modello, caricando una foto e riportando eventuale “segni particolari”. La piattaforma sarà chiaramente accessibile alla community dei biker e alle forze dell’ordine oltre che ai comuni che aderiranno al progetto.

BikeBee: Come funziona?

Accedendo al Registro Digitale dei Comuni italiani sarà possibile consultare e individuare le biciclette rubate segnalate dalla community. L’applicazione si basa sulla collaborazione tra i partecipanti al network, gli utenti ma anche e soprattutto le amministrazioni.

L’app consente anche di evidenziare i passaggi di proprietà, segnalare un furto subito, controllare l’elenco delle biciclette rubate o segnalare avvistamenti di bici “sospette”.

Il bTrack

bTrack è il nome del dispositivo GPS disponibile a partire da settembre 2019 equipaggiato con una batteria con un’autonomia di oltre 6 mesi. Il terminale si attiva quando il proprietario è in sella e che comunica lo stato della batteria in caso di furto.

E’ possibile acquistare il device sullo store di Bikebee.

I servizi di BikeBee

I servizi BEEbasic sono gratuiti e compresi nella registrazione

I servizi BEEcommunity sono stati studiati per assistere e massimizzare i ritrovamenti delle biciclette, è attivabile per bCode, bInvisible e bDots e per tutti i prodotti di marchiatura di terze parti ed è legato alla singola bici a prescindere da quanti prodotti sono stati applicati sulla bicicletta, fatta eccezione per il bTrack.

Il BEEcloud è l’abbonamento per il bTrack, è legato al singolo dispositivo e comprende, tra le altre cose, anche un anno di traffico dati. BEEcloud è obbligatorio e necessario al funzionamento dell’apparato.

Sindrome di Burnout nel ciclismo

Sindrome di Burnout nel ciclismo come evitarla

Sindrome di Burnout nel ciclismo, ecco alcuni suggerimenti per evitare di perdere la passione per l’amato ciclismo a causa di periodi di “fiacca”

Sindrome di Burnout (fonte Pixabay)

Sindrome di Burnout (fonte Pixabay)

Sindrome di Burnout nel ciclismo, può accadere a tutti, anche ad atleti “consumati” di attraversare periodi di “fiacca”. Gli sport di resistenza possono, a volte, andare a scalfire la capacità di trovare stimoli e modi per sfidare il corpo e la mente. Non sempre, soprattutto per gli amatori, è semplice trovare le motivazioni per macinare chilometri magari dopo una settimana di duro impegno lavorativo.

Il ciclismo è uno sport molto “esigente” in termine di resistenza fisica e mentale, lo amiamo anche perché ne conosciamo la complessità e la difficoltà ma spesso, proprio per le sue caratteristiche, può portare ad affaticamento. Affaticamento che è spesso prima mentale che fisico, le gambe vorrebbero pedalare ma la testa ci dice no.

Se fino a qualche anno fa questa “sindrome” era solita per i ciclisti professionisti, complici i tanti stimoli in capo agli amatori (competizioni ufficiali, app iper stimolanti, amici iperallenti, ecc.) ora anche questi possono soffrire della tipica “fiacca”.

Sindrome di Burnout del ciclista, cos’è?

Sindrome di burnout è uno stato emotivo costante che si manifesta con stanchezza mentale, questa vera e propria sindrome non va assolutamente confusa con la sensazione “passeggere” di mancanza di voglia di pedalate.

Spesso quella sensazione di “fatica” mentale e fisica, può derivare dalla frustrazione per non aver raggiunto gli obiettivi prefissati.

Il Burnout del ciclista è una prolungata sensazione di disinteresse che inizialmente viene percepita saltuariamente per poi divenire permanente e viene accompagnata dalla sensazione di fastidio nel salire in bicicletta.

Se la sensazione di apatia non è solo verso le uscite di ”routine” ma anche verso nuove sfide forse è il momento di prendere sul serio la cosa.

Sindrome di Burnout del ciclista: cause

Un recente studio dell’International Journal of Clinical and Health Psychology ha evidenziato una stretta correlazione tra la sindrome da burnout e lo stress psicologico e fisico percepito dall’atleta.  Pare quindi essere lo stress l’agente stimolante che se controllato può avere effetti positivi ma se non controllato può diventare cronico generando la sensazione di “fiacca” di cui abbiamo parlato.

Se ad una eccessiva tensione al ciclismo uniamo gli stress lavorativi e familiari già presenti nella vita quotidiana è facile comprendere come la sindrome possa “esplodere”.

 

Sindrome di Burnout del ciclista: come prevenirla

Per evitare il burnout la cosa migliore è ritrovare equilibrio tra la nostra vita da “ciclista amatoriale” ed altre attività od hobby da intercalare nel nostro tempo libero.  Se tutti i weekend dedichiamo l’intero tempo libero al ciclismo è facile immaginare che questo possa diventare una potenziale fonte di stress.

E’ importante prendere ogni cosa con saggezza, non tendere alla “prestazione a tutti i costi” non stiamo dicendo di pedalare senza un obbiettivo prestazionale ma anche di ricercare il piacere nel pedalare in termini assoluti.

Ridurre lo stress dell’attività ciclistica, senza abbandonare l’allenamento in determinati periodi dell’anno, ridurre l’intensità degli allenamenti per brevi periodi di o di combinare la pedalata con altri sport complementari può prevenire l’insorgenza della sindrome.

Il ciclismo spesso è uno sport solitario, richiede tempo e dedizione e riuscire a mantenere un atteggiamento positivo verso questo sport è fondamentale per non tramutarlo in fonte di stress.

Per chi compete è importante gestire correttamente le emozioni: delusioni o soddisfazioni possono inficiare l’approccio al ciclismo. Essere obiettivi nel valutare le proprie performance (soprattutto quelle negative) contribuisce ad allontanare lo spettro della demotivazione.

 

Sindrome di Burnout del ciclista: supporto psicologico

La figura dello psicologo dello sport (che prediligiamo a quella del mental coach) può essere utile nei casi in cui la sindrome di manifesti in modo continuo. Gli esperti della materia sono ormai presenti in modo importante e gli studi in materia si sono sviluppati nel corso degli anni consentendo di accumulare esperienze in grado di consentire di analizzare e trattare l’argomento in modo accurato.

La prevenzione della passività o la demotivazione sono un aspetto su cui si sono incentrati molti studi nel campo della psicologia dello sport.

Sindrome di Burnout del ciclista amatoriale: soluzioni

Ragazzi parliamoci chiaro la bicicletta deve restare un piacere non un dovere, non cerchiamo la performance da super atleta. La spinta maggiore per un cicloamatore è e deve essere la passione. Non c’è KOM su Strava che regga, il ciclismo è il nostro hobby e come tale deve aiutarci a ridurre lo stress non a incrementarlo.

Se abbiamo tempo libero da investire in bicicletta proviamo a dedicarci, ogni tanto, a delle “passeggiate” in bicicletta, godendoci il paesaggio o il senso di libertà.

Per chi fa gare, riposarsi dovrebbe essere un valore aggiunto non una “colpa”. Tutto va ponderato sui nostri obiettivi reali: vero dobbiamo macinare chilometri per arrivare pronti alle competizioni ma non dobbiamo essere noi a farci macinare!