Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale  al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale speciale: un nuovo trofeo per la vittoria del Tour de France 2018 consegnatogli al Sunday Brunch

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato

Geraint Thomas regalo di natale inaspettato per il ciclista britannico in forza al Team Sky. Ospite della trasmissione televisiva domenicale della BBC, Sunday Brunch, Thomas è stato piacevolmente sorpreso da un inaspettato fuori programma che gli ha certamente riempito il cuore.

Lo scorso mese di luglio  Geraint  è stato vittima del furto del trofeo ricevuto per la vittoria della Grande Boucle durante un evento organizzato da uno sponsor. Al di la del valore del trofeo la perdita era soprattutto a livello affettivo legata alla vittoria più importante ottenuta in carriera dal forte corridore gallese. Il ciclista inglese era stato anche “bonariamente” irriso da Lance Armstrong.

Durante Sunday Brunch il britannico ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France:

“Grazie di avermi ospitato, mi sono davvero divertito! La dieta è andata a farsi benedire per un’ora ma… e che strepitoso premio. Adesso sulla strada del BBCSPOTY per celebrare un anno brillante per lo sport britannico“, ha scritto Thomas sui propri profili social network

Geraint Thomas ha ricevuto un nuovo trofeo del Tour de France al Sunday Brunch questa mattina prima di recarsi allo SPOTY. Un grande ringraziamento all’A.S.O. per aver organizzato la sostituzione” è stato il ”cinguettio” Team Sky.

Geraint Thomas qualche settimana fa ha ricevuto il premio di ‘sportivo dell’anno in Galles’ e in quell’occasione ha parlato dei suoi obiettivi per il 2019:

“Ho un conto aperto con il Giro per gli accadimento del 2017 ma il Tour è troppo ravvicinato e da campione uscente sarebbe stupido presentarmi non al massimo della forma. Avrò il dorsale numero uno e proverò a difendere la maglia gialla”.

Naturalmente Thomas dovrà vedersela con avversari agguerriti il primo dei quali è un compagno di squadra: proprio la scorsa settimana Chris Froome ha infatti spiegato come l’obiettivo della sua stagione sarà vincere il quinto Tour de France.

“Se entrambi volessimo andare al Tour al 100% della nostra condizione potremo dare davvero spettacolo. Con Chris c’è intesa, in allenamento ci spingiamo l’uno con l’altro a dare sempre il massimo. Chiaro che ognuno di noi ha le proprie ambizioni e sono certo che Chris voglia tornare al Tour per vincerlo”.

Terminata la stagione 2019, ma probabilmente già dal prossimo luglio, sia Froome che Thomas dovranno fare i conti con la capacità della dirigenza del Team Sky di far fronte all’uscita di scena del main sponsor che tanto sta facendo parlare e scrivere in questi giorni.

 

 

 

 

Se il Team Sky chiudesse i battenti?

Cosa accadrebbe se il Team Sky chiudesse?

Il Team Sky perde il suo main sponsor e il mondo del ciclismo si interroga sui possibili scenari di ciclomercato o di fanta mercato?

Cosa potrebbe accadere se David Brailsford non dovesse trovare uno sponsor che sostituisca il marchio Sky sulle divise del team guidato da Froome e Thomas? Naturalmente l’appeal della formazione britannica rappresenta probabilmente il massimo punto di visibilità per un’azienda interessata a investire sul ciclismo. Di contro la “fee di ingresso” per far apparire il proprio brand sulle casacche non è di poco conto.,

Il futuro dello stesso Team Sky potrebbe essere ora in bilico visto quanto l’apporto dell’emittente britannica era funzionale al sostentamento del team, un’eventuale scioglimento della formazione potrebbe generare un terremoto a livello di equilibri dell’intero World Tour.

Ragionevolmente il manager David Brailsford dovrà trovare un nuovo partner commerciale prima del via del Tour de France viceversa non è difficile immaginare che qualche corridore possa trovare accordi con altre formazioni ingolosite da dei potenziali campioni “free agent”.

Per trovare un caso vagamente simile bisogna risalire alla chiusura della High Road che all’epoca annoverava tra le proprie fila due fenomeni come Cavendish e Greipel che però non sono paragonabili con i vincitori degli ultimi grandi giri.

La concomitante disponibilità sul mercato di atleti come Thomas, Froome, Kwiatkowski e Bernal potrebbe però generare un eccesso di offerta con la possibilità di un calo degli emolumenti degli “orfani” di mamma Sky.

Su questa ipotesi si è espresso il direttore sportivo della Mitchelton-Scott, Matt White:

“Se Sky chiudesse cambierebbe totalmente il mercato per il 2020. Non è mai accaduto un simile evento nella storia del ciclismo e si creerebbe una vera e propria lotta per accaparrarsi questi talenti ma avere così tanti grandi nomi sul mercato potrebbe abbattere il valore per tutti”.

Effettivamente i big già accasati potrebbero vedersi ridurre il proprio potere contrattuale se sul mercato fosse disponibile l’intero roster della formazione più forte al mondo e, di contro, un team che già oggi ha un capitano si troverebbe con il dilemma di continuare con il proprio leader o firmare il vincitore di un grande giro.

Se la Sky chiudesse i battenti quali squadre avrebbero i soldi per firmare un atleta con le aspettative salariali di Froome?  Probabilmente pochi team possono permettersi un tale monte stipendi anche perché, quasi sicuramente, il kenyano pretenderebbe di avere  al suo fianco i gregari più fidate (e anch’essi ben pagati dal team britannico).

Secondo alcune voci insistenti, però, Brailsford potrebbe avere già parecchie aziende pronte ad aprire le proprie porte (e il proprio portafoglio) alla squadra inglese ed è plausibile che il manager avesse da tempo un “piano B” ben sapendo che una sponsorizzazione non può durare per sempre. Alte voci, invece, dicono che il direttore del team avesse in mente la data del 2021 come possibile termine del sodalizio con Sky (se non addirittura il 2024).

Molti addetti ai lavori ritengono che Brailsford avrà grandissime difficoltà a trovare un nuovo sponsor in grado di garantire il medesimo supporto offerto da Sky e, complice il fenomeno in atto della Brexit, la corsa a un nuovo partner pare ricca di ostacoli.

“Mi piace costruire cose, sono un ottimista e tutti sanno che nella vita le cose cambiano. In questi casi è importante restare calmo, unire le forze e cercare nuove opportunità. Credo che affrontare una simile sfida con energia ed entusiasmo aiuta a costruire qualcosa di nuovo” ha detto Brailsford a BBC Sport.

 

Froome punta sul Tour de France 2019

Froome punta al Tour per sé e per il team

Froome punta sulla Grande Boucle 2019 per raggiungere i miti del ciclismo e aiutare il team a trovare un nuovo sponsor

Froome punta al Tour

Froome punta al Tour

Froome punta l’obiettivo sulla Grande Boucle del prossimo anno, dopo aver speso tante energie nella stagione appena conclusa tra Giro e Tour, nel 2019 andrà in all-in sulla corsa francese.

Il capitano del Team Sky ha svelato i suoi piani nel corso di un’intervista concessa alla BBC spiegando che, dopo aver dato spettacolo al Giro, il prossimo anno l’obiettivo sarà trionfare ai Campi Elisi.

E’ palese che Chris Froome abbia nel mirino la conquista della quinta maglia gialla per raggiungere il gotha del ciclismo mondiale rappresentato da Merckx, Indurain, Hinault e Jacques Anquetil capaci di inanellare 5 allori nella corsa francese.

Froome ha anche parlato dal ritiro di Maiorca e non ha potuto esimersi da commentare la notizia del momento ossia l’abbandono dello sponsor Sky al termine della prossima annata:

“Naturalmente siamo stati tutti sorpresi da questa notizia ma il nostro gruppo è vincente e sono certo che anche il prossimo anno resteremo al vertice del ciclismo mondiale così da consentire ai nostri manager di trovare un nuovo sponsor senza troppe difficoltà. Personalmente sarò sempre grato a Sky per quello che ha fatto. Tutti al Team Sky hanno grandi ambizioni per il 2019 e questa notizia ci ha reso più determinati” ha spiegato il britannico.

Il progetto Sky non si è limitato all’attività sportiva ma ha avuto anche fini sociali (molte le campagne a favore dell’ambiente promosse dalla squadra) e di promozione del ciclismo oltre Manica:

“Quello che abbiamo fatto negli anni è incredibile, in Gran Bretagna tantissimi ragazzini ora sognano di diventare di corridori professionisti e molte persone usano la bicicletta per andare al lavoro preferendola ad automobili e bus. Credo si possa dire che il modo di lavorare del Team Sky abbia influenzato tante persone” ha spiegato Froome.

Il quattro volte vincitore del Tour  ha quindi voglia di reagire alla notizia dell’uscita del main sponsor Sky tenendo altissime le ambizioni personali e della squadra:

“Non posso prevedere il futuro, ma posso dirlo con assoluta certezza: questa è una squadra davvero speciale. Ho un contratto sino al 2020 e voglio fare di tutto per proseguire nel migliore dei modi anche con un nuovo partner sulle maglie mantenendo la stessa voglia di vincere” ha dichiarato il kenyano bianco.

Sky addio al ciclismo al termine del prossimo anno

Sky addio al ciclismo dal 2020

Sky addio al ciclismo al termine della prossima stagione agonistica, cala il sipario su un team e un modello di ciclismo che ha segnato l’ultimo decennio

Sky addio al ciclismo?

Sky addio al ciclismo?

Sky addio al ciclismo al termine del 2019! La notizia è clamorosa ma pare invertibile facendo calare il sipario sul team che più ha segnato gli ultimi dieci anni del ciclismo mondiale.

Da quando si è affacciato sul mondo del ciclismo professionistico nel 2010 il Team Sky ha ottenuto qualcosa come 322 vittorie tra cui spiccano gli 8 grandi giri, 52 corse a tappe e 25 corse di un giorno. Un palmares non propriamente comune e che, grazie alla collaborazione con la British Cycling ha contribuito allo sviluppo del ciclismo d’oltre Manica: due milioni di persone hanno cominciato a pedalare regolarmente e la nazionale del Regno Unito ha ottenuto successi senza precedenti su strada e soprattutto in pista.

Quando nel 2010 il Team Sky si pose l’obiettivo di portare un corridore britannico sul gradino più alto del podio del Tour de France in pochi avrebbero pronosticato che l’obiettivo sarebbe stato ottenuto in sole due stagioni invece già nel 2012 Sir Bradley Wiggins festeggiava sui Campi Elisi la prima maglia gialla per la “Union Jack”. Alle spalle di “Wiggo” già fremeva il giovane Chris Froome che l’anno seguente conquistò il primo dei suoi 4 Tour e che di li a poco avrebbe completato il “Grande Slam” dei 3 grandi giri.

Nel 2018 è la volta di Geraint Thomas di vincere il Tour de France, cogliendo il sesto successo della squadra in sette anni.

Il team si è da sempre contraddistinto per le sue metodologie di lavoro innovative oltre che per l’impegno sociale: la campagna Sky Ocean Rescue per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto della plastica monouso sulla salute degli oceani. Interessante anche la campagan Sky Sports Living for Sport, che promuoveva la partecipazione sportiva nelle scuole per un periodo di 10 anni, e Sky Rainforest Rescue, campagna ambientale accanto al WWF che è durata per sei anni.

 

Il Team Sky ha quindi reso ufficiale una decisione che nel mondo del ciclismo e dell’economia circolava da tempo ossia da quanto il pacchetto azionario di Sky è andato nelle mani del colosso americano Comcast. Nel comunicato diffuso dal team non è mai stato fatto il nome di James Murdoch, figlio minore di Rupert, che ha sempre creduto nel progetto ciclismo e che difficilmente chiuderà il suo impegno con le due ruote.

Sir Dave Brailsford durante l’ultimo ciclomercato ha puntato forte su giovani talenti ai quali ha proposto contratti lunghi e importanti come il quinquennale di Egan Bernal. Questo lascia spazio alla possibilità che il team abbia comunque una strategia per il 2020.

 

 

Nibali e Iglinskiy quanti dubbi sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy: il sicilianotorna sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy battagliarono alla Liegi 2012, a vincere fu il kazako ma il siciliano ha qualche dubbio su quella corsa.

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy, che battaglia alla Liegi 2012! A trionfare fu il kazako che fece una rimonta ai limiti dell’impossibile raggiungendo e staccando il campione siciliano.

In questi giorni il capitano del Team Bahrain Merida sta programmando la stagione entrante con un occhio attento alle classiche di primavera. Vincenzo vuole rimpolpare il proprio palmares dopo aver messo in bacheca Il Lombardia e la Milano-Sanremo.

C’è attesa per sapere quale grande giro vedrà al via lo Squalo dello Stretto ma prima, appunto, lo sguardo del siciliano sarà rivolto alle classiche.

Proprio lo sguardo sulle classiche riapre una “vecchia ferita” che, evidentemente, anche a distanza di anni brucia ancora.

La ferita ha un nome e una data: Liegi Bastogne Liegi 2012. Quel giorno sembrava fatta per Vincenzo, invece a trionfare fu il kazako Iglinskiy

Quel giorno Nibali indossava ancora la divisa della Liquigas ed era riuscito a staccare tutti arrivando all’ultima salita verso il traguardo pronto a gustare il trionfo nella sua classica preferita. Vincenzo non aveva calcolato, però, il formidabile recupero di Maxim Iglinskiy che, pur non figurando tra i favoriti della vigilia, pimbò su Nibali lasciandolo sul posto e andando a vince.

Ora, a distanza di sei anni, lo Squalo è tornato sulla vicenda sollevando non pochi dubbi su quel trionfo del corridore dell’Astana:

 “Devo dire che  mi cadde letteralmente il mondo addosso quando venni raggiunto e superato da Iglinskiy. Non so dire se quella rimonta fu sospetta ma so per certo che all’arrivo non ci fu il controllo antidoping. Arrivai secondo e mi presentai regolarmente nella zona dei controlli ma mi dissero che non quel giorno non c’erano controlli” ha dichiarato Vincenzo qualche giorno fa a La Stampa

Qualche anno dopo, Enzo fu compagno del kazako proprio all’Astana condividendo alcune gare con Iglinskiy tra cui il cammino vittorioso al Tour de France del 2014

Subito dopo il Tour vinto da Vincenzo, sia Maxim Iglinskiy che suofratello Valentin risultarono positivi ad un controllo antidoping per uso di Epo. Per entrambi venne decretata una squalifica di due anni che mise fine alla carriera agonistica dei fratelli Iglinskiy

Paolo Simion ricoverado per una caduta

Paolo Simion della Bardiani-Csf vittima di una brutta caduta

Paolo Simion della Bardiani-Csf ha riportato un brutto trauma cranico per una caduta in allenamento

Paolo Simion

Paolo Simion

Paolo Simion, corridore della Bardiani-Csf, è stato vittima nel week end di una brutta caduta in allenamento in cui ha riportato un trauma cranico.

L’incidente è avvenuto poco dopo mezzogiorno nei pressi di Trevignano (TV) quando il ciclista veneto ha affrontato una rotonda e per evitare un’auto ha toccato un marciapiede cadendo a terra. L’esatta dinamica dell’accadimento è però ancora da accertare.

I soccorsi sono stati immediati, lo stesso autista del veicolo ha prestato soccorso allo sfortunato ciclista. Simion al momento dell’arrivo dell’auto medica aveva già ripreso conoscenza. I soccorritori l’hanno immobilizzato per poi essere trasportato prontamente in ospedale dove il personale medico ha riscontrato un ematoma di lieve entità, ma fortunatamente nessuna frattura.

Dopo un “black-out” della memoria di quasi tre ore, Simion è riuscito a parlare con lo staff del team e i propri genitori.

Paolo Simion è stato dimesso nella serata di ieri dall’ospedale di Treviso dopo aver essere stato sottoposto ad una TAC di controllo. Ora il corridore veneto dovrà rispettare  una settimana di riposo e poi sarà di nuovo in sella.

Samuele Manfredi investito, aggiornamento condizioni

Samuele Manfredi in gravi condizioni dopo un incidente

Samuele Manfredi, talento del ciclismo italiano, vittima di un gravissimo incidente mentre si allenava a Toirano, è in coma in condizioni stabili

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi

Samuele Manfredi è rimasto vittima di un brutto incidente lunedì mattina mentre in sella della sua bicicletta si stava allenando sulle strade della Liguria.

Il ragazzo si stava, come detto, allenando in prossimità di Toirano quando attorno a mezzogiorno si è scontrato con un’automobile andando a battere violentemente sull’asfalto riportando un grave trauma cranico.

I soccorsi sono stati immediati e sul posto sono intervenuti gli addetti della Croce Bianca di Borghetto che hanno lavorato per mettere in sicurezza il ragazzo e trasportarlo, in codice rosso, presso l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Presso il presidio ospedaliero, Samuele Manfredi è stato posto in coma farmacologico.

Samuele è stato operato per ridurre l’edema cerebrale e la prognosi resta naturalmente riservata ma le condizioni vengono  definite dal personale sanitario stabili.

Originario di Pietra Ligure, il talentuoso ciclista classe 2000 negli ultimi anni ha letteralmente fatto incetta di allori sportivi. La scorsa estate, Samuele si è laureato campione europeo juniores nell’inseguimento su pista ad Aigle, in Svizzera ma prima si è diplomato al Liceo Scientifico Bruno di Albenga. Ragazzo serio e determinato, grande fisico (un metro e novanta per 80 chili di muscoli) da pochi giorni ha siglato un accordo con la formazione Continental satellite della Groupama-FDJ di Thibaut Pinot

Manfredi lo scorso marzo ha conquistato la Granfondo “Davide Cassani” con una fuga solitaria di quasi 100 km e ha poi ottenuto la vittoria alla Gand-Wevelge

World Tour 2019 alle porte la nuova stagione del ciclismo

World Tour 2019 ecco tutti i team

World Tour 2019 ecco l’elenco di tutte le formazioni che si daranno battaglia per 365 giorni lungo le strade di tutto il mondo

World Tour 2019

World Tour 2019

World Tour 2019 rombano i motori delle ammiraglie, si lucidano le biciclette e si scaldano le gambe per il sempre più imminente avvio della stagione ciclistica ormai alle porte.

Il ciclomercato ha imperversato in questi mesi che hanno visto l’uscita di scena di un team storico come la BMC (orfana di Andy Rihs) il cui posto è stato preso dalla CCC. Il nuovo team ha letteralmente rivoluzionato l’organico inserendo il velocista italiano Jakub Mareczko e attingendo a piene mani dai team professional.

Tra le novità più “golose” della prossima stagione ci sarà la presenza dell’astro nascente del ciclismo mondiale  Remco Evenepeol  che ha firmato per la Deceuninck-Quick Step che però deve salutare Fernando Gaviria accasatosi alla UAE-Team Emirates. Mercato all’insegna della continuità per i “top team” Movistar, Sunweb e Team Sky così come per AG2R La Mondiale, Groupama-FDJ,

Richie Porte si è accasato alla Trek-Segafredo che si è dunque assicurata un leader vero per le corse a tappe. Tony Martin e Enrico Battaglin si sono “scambiati” il posto passando dalla Katusha-Alpecin alla Jumbo.

 

Ecco l’elenco completo dei teat World Tour 2019

 

AG2R La Mondiale

Gediminas Bagdonas, Romain Bardet, François Bidard, Geoffrey Bouchard, Mikael Cherel, Clément Chevrier, Benoit Cosnefroy, Nico Denz, Silvan Dillier, Axel Domont, Samuel Dumoulin, Hubert Dupont, Julien Duval, Mathias Frank, Tony Gallopin, Ben Gastauer, Alexandre Geniez, Damien Godon, Alexis Gougeard, Jaakko Hänninen(21) Quentin Jauregui, Pierre-Roger Latour, Olivier Naesen, Aurélien Paret-Peintre. Nans Peters, Stijn Vandenbergh, Clement Venturini, Alexis Vuillermoz, Larry Warbasse

Astana Pro Team

Zhandos Bizhigtov, Davide Ballerini, Pello Bilbao, Manuele Boaro, Hernando Bohórquez, Dario Cataldo, Rodrigo Contreras, Magnus Cort Nielsen, Laurens De Vreese, Daniil Fominykh, Omar Fraile, Jakob Fugslang, Yevgeniy Gidich, Jonas Gregaard, Dmitriy Gruzdev, Jan Hirt, Hugo Houle, Ion Izagirre, Gorka Izagirre, Bakhtiyar Kozhatayev, Merhawi Kudus, Miguel Angel Lopez, Alexey Lutsenko, Yuri Natarov, Luis Leon Sanchez,  Nikita Stalnov, Davide Villella, Artyom Zakharov, Andrei Zeits

Bahrain Merida Pro Cycling Team

Valerio Agnoli, Yukiya Arashiro, Phil Bauhaus, Grega Bole, Damiano Caruso, Rohan Dennis, Sonny Colbrelli, Ivan Garcia Cortina, Chun Kai Feng, Andrea Garosio, Heinrich Haussler, Kristijan Koren, Matej Mohoric, Antonio Nibali, Vincenzo Nibali, Domen Novak, Mark Padun, Hermann Pernsteiner, Luka Pibernik, Domenico Pozzovivo, Marcel Sieberg, Dylan Teuns, Jan Tratnik, Meiyin Wang, Stephen Williams

BORA – hansgrohe

Pascal Ackerman, Erik Baška, Cesare Benedetti, Sam Bennett, Maciej Bodnar, Emanuel Buchmann, Marcus Burghardt, Jempy Drucker, Davide Formolo, Oscar Gatto, Felix Grossschartner, Peter Kennaugh, Leopold König, Patrick Konrad, Rafal Majka, Jay McCarthy, Gregor Muhlberger,  Daniel Oss, Christoph Pfingsten, Pawel Poljanski, Lukas Postlberger, Peter Sagan, Juraj Sagan, Andreas Schillinger, Maximilian Schachmann, Michael Schwarzmann, Rudiger Selig

CCC Team

Amaro Antunes, William Barta, Pawel Bernas, Patrick Bevin, Josef Černý, Victor de la Parte, Alessandro De Marchi, Stefan Denifl, Simon Geschke, Kamil Gradek, Jakub Mareczko, Lukasz Owsian Serge Pauwels, Joey Rosskopf, Szymon Sajnok, Michael Schär, Laurens Ten Dam, Greg Van Avermaet, Gijs van Hoecke, Nathan van Hooydonck, Guillaume Van Keirsbulck, Francisco Ventoso, Lukasz Wisniowski

Deceuninck – Quick Step

Julian Alaphilippe, Kasper Asgreen, Tim Declercq, Dries Devenyns, Remco Evenepoel, Philippe Gilbert, Álvaro Hodeg, Mikkel Honoré, Fabio Jakobsen, Bob Jungels, Iljo Keisse, James Knox, Yves Lampaert, Davide Martinelli, Enric Mas, Michael Morkov, Maxi Richeze, Fabio Sabatini, Florian Senechal, Pieter Serry, Zenek Stybar, Petr Vakoc, Elia Viviani

Groupama – FDJ

Bruno Armirail, William Bonnet, Mickael Delage Arnaud Démare, Antoine Duchesne, Kilian Frankiny, David Gaudu, Jacopo Guarnieri, Daniel Hoelgaard, Ignatas Konovalovas, Stefan Kung, Mathieu Ladagnous, Olivier Le Gac, Tobias Ludvigsson, Valentin Madouas, Rudy Molard, Steve Morabito, Thibaut Pinot,  Georg Preidler, Sébastien Reichenbach, Anthony Roux,  Marc Sarreau, Miles Scotson, Romain Seigle, Ramon Sinkeldam, Benjamin Thomas, Benoit Vaugrenard, Léo Vincent

Lotto Soudal

Adam Blythe, Sander Armee,  Tiesj Benoot, Victor Campenaerts, Jasper De Buyst, Thomas De Gendt, Stan Dewulf, Caleb Ewan, Frederik Frison, Carl Frederik Hagen, Adam Hansen, Rasmus Byriel Iversen, Jens Keukeleire, Roger Kluge, Bjorg Lambrecht, Tomasz Marczysnki, Nikolas Maes, Rémy Mertz, Maxime Monfort, Lawrence Naesen, Tosh van der Sande, Jelle Vanendert, Harm Vanhoucke, Brian Van Goethem, Jelle Wallays, Tim Wellens, Enzo Wouters

Mitchelton-Scott

Edoardo Affini, Michael Albasini, Jack Bauer, Sam Bewley, Brent Bookwalter, Esteban Chaves, Luke Durbridge, Alexander Edmondson, Jack Haig, Lucas Hamilton, Michael Hepburn, Damien Howson, Daryl Impey, Chris Juul-Jensen, Cameron Meyer, Luka Mezgec, Mikel Nieve, Nick Schultz, Callum Scotson, Dion Smith, Robert Stannard, Matteo Trentin, Adam Yates, Simon Yates

Movistar Team

Andrey Amador, Winner Anacona, Jorge Arcas, Carlos Barbero, Daniele Bennati, Carlos Betancur, Jaime Castrillo, Richard Carapaz, Hector Carretero, Imanol Erviti, Ruben Fernandez, Mikel Landa, Lluis Guillermo Mas, Nelson Oliveira, Antonio Pedrero, Eduard Prades, Nairo Quintana, Jurgen Roelandts, José Joaquin Rojas, Jaime Roson, Eduardo Sepulveda, Marc Soler, Jasha Sütterlin, Rafael Valls, Alejandro Valverde, Carlos Verona

Team Dimension Data

Lars Bak, Edvald Boasson Hagen, Mark Cavendish, Steve Cummings, Scott Davies, Stefan de Bod, Nicholas Dlamini, Bernhard Eisel, Enrico Gasparotto, Amanuel Gebreigzabhier, Ryan Gibbons, Reinardt Janse van Rensburg, Jacques Janse van Rensburg,  Ben King,  Roman Kreuziger, Gino Mäder, Louis Meintjes, Giacomo Nizzolo, Ben O’Connor, Mark Renshaw, Tom – Jelte Slagter, Rasmus Fosser Tiller, Jay Thomson, Michael Valgren, Jaco Venter, Julien Vermote, Danilo Wyss

Team EF Education First-Drapac p/b Cannondale

Sean Bennett, Alberto Bettiol, Matti Breschel, Nathan Brown, Jonathan Caicedo, Julián Cardona, Hugh Carthy, Simon Clarke, Lawson Craddock, Mitchell Docker, Joe Dombrowski, Moreno Hofland, Alex Howes, Tanel Kangert,  Sebastian Langeveld, Kim Magnusson, Daniel Martinez, Daniel McLay, Sacha Modolo, Daniel Moreno, Lachlan Morton, Logan Owen, Taylor Phinney, Rigoberto Uran, Sep Vanmarcke, Julius van den Berg, Tejay Van Garderen, Luis Villalobos, James Whelan, Michael Woods

Team Jumbo

George Bennett, Koen Bouwman, Laurens De Plus, Floris De Tier, Pascal Eenkhoorn, Robert Gesink, Dylan Groenewegen, Jonas Vingegaard, Lennard Hofstede, Amund Grondahl Jansen, Steven Kruijswijk, Sepp Kuss, Tom Leezer, Bert Jan Lindeman, Paul Martens, Tony Martin, Daan Olivier, Neilson Powless, Primoz Roglic, Timo Roosen, Mike Teunissen Antwan Tolhoek, Taco van der Hoorn, Jos van Emden, Danny Van Poppel,  Jonas Vingegaard, Maarten Wynants

Team Katusha – Alpecin

Enrico Battaglin, Jenthe Biermans, Ian Boswell, Steff Cras, Jens Debusschere, Alex Dowsett, Matteo Fabbro, José Gonçalves, Ruben Guerreiro, Marco Haller, Nathan Haas, Reto Hollestein, Marcel Kittel, Pavel Kochetkov, Viacheslav Kuznetsov, Dani Navarro, Nils Politt,  Mads Würtz Schmidt, Willie Smit, Simon Spilak, Dmitry Strakhov, Harry Tanfield, Rick Zabel, Ilnur Zakarin

Team Sky

Leonardo Basso, Egan Bernal, Jonathan Castroviejo, David De La Cruz, Owain Doull, Eddie Dunbar, Kenny Elissonde, Chris Froome, Filippo Ganna, Tao Geoghegan Hart, Kristoffer Halvorsen, Sebastian Henao, Christian Kness, Michal Kwiatkowski, Christopher Lawless, Gianni Moscon, Jhonatan Narvaez, Wout Poels, Salvatore Puccio, Diego Rosa, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Ian Stannard, Ben Swift, Geraint Thomas, Dylan Van Baarle

Team Sunweb

Nikias Arndt, Jan Bakelants, Cees Bol, Roy Curvers, Tom Dumoulin, Johannes Fröhlinger, Chad Haga, Chris Hamilton, Jai Hindlei, Marc Hirschi, Lennard Kämna, Max Kanter,  Wilco Keldermann, Asbjørn Kragh Andersen, Søren Kragh Andersen, Michael Matthews, Joris Nieuwenhuis, Sam Oomen, Casper Pedersen, Robert Power, Nicolas Roche, Michael Storer, Martijn Tusveld, Louis Vervaeke, Max Walscheid

Trek – Segafredo

Fumiyuki Beppu, Julien Bernard, Gianluca Brambilla, Giulio Ciccone, Will Clarke, Nicola Conci, John Degenkolb, Koen De Kort, Niklas Eg, Fabio Felline, Alex Frame, Michael Gogl, Tsgabu Grmay, Markel Irizar, Alex Kirsch, Bauke Mollema, Matteo Moschetti, Ryan Mullen, Jarlinson Pantano, Mads Pedersen, Richie Porte, Kiel Reijnen, Toms Skujins, Peter Stetina, Jasper Stuyven, Edward Theuns.

UAE-Team Emirates

Fabio Aru, Tom Bohli, Sven Erik Bystrom, Simone Consonni, Valerio Conti, Rui Costa, Kristijan Durasek, Roberto Ferrari, Fernando Gaviria, Sergio Henao, Alexander Kristoff, Vegard Stake Laengen, Marco Marcato, Daniel Martin, Yousif Mirza, Manuele Mori, Jasper Philipsen, Juan Sebastián Molano, Christian Muñoz, Ivo Oliveira, Rui Oliveira, Simone Petilli, Tadej Pogacar, Jan Polanc, Edward Ravasi, Aleksandr Riabushenko, Rory Sutherland, Oliviero Troia, Diego Ulissi

Elenchi pubblicati su: SpazioCiclismo (cyclingpro.net)

 

Savio: ciclismo italiano in un momento drammatico

Savio parla del futuro del ciclismo tricolore

Savio team manager della Androni Giocattoli Sidermec parla del futuro del ciclismo italiano e mondiale dopo la riforma UCI

Savio teme per il ciclismo italiano

Savio teme per il ciclismo italiano

Savio, team manager della Androni, parla della situazione del ciclismo mondiale e italiano alla lice dalla riforma voluta dall’UCI (Unione Ciclistica Internazionale). L’ Androni Giocattoli Sidermec ha chiuso il 2018 con all’attivo qualcosa come 36 vittorie, un vero record per un team Professional che tra mille difficoltà dello sport del pedale riesce sempre a battagliare a testa alta.

Gianni Savio ha voluto dire la sua sulla situazione del ciclismo italiano e sul futuro di quello mondiale:

“L’UCI aveva preso in considerazione una riforma assolutamente interessante che voleva portare il World Tour a 15 squadre. Poi dopo i mondiali austriaci vi è stato un dietrofront volto al mantenimento delle attuali 18 formazioni. Non penso però che il movimento sia in grado di sostenere 18 grandi squadre. Molte formazioni puntano tutto sul Tour de France e presentano sia al Giro che alla Vuelta formazioni non all’altezza della competizione tanto che i media hanno spesso definito questi Team delle squadre fantasma. Alcune formazioni portano addirittura le terze linee o schierano al via atleti demotivati.

I miei corridori dopo la riunione del mattino sono  motivati e vanno al villaggio di partenza sorridenti e pronti a godersi la corsa e questo penso lo si veda anche in corsa mentre in altri team vedi volti tristi e cupi fin dalla partenza della tappa”.

In una situazione come quella descritta da Savio, sono pochi i momenti di “luce” per il ciclismo tricolore che paga l’assenza di sponsor di alto profilo che consenta ai team italiani di investire ed emergere.

“Mi piace Don Chisciotte, lo trovo affascinante, ma personalmente non amo combattere contro i mulini a vento. Se vi saranno le condizioni per continuare con un team ne sarò felice, viceversa accetterò l’offerta di una Nazione straniera per andare a scoprire altri giovani talenti. Lottare è nel mio DNA e mi mantiene giovane ma questa riforma in cui le wild card si riducono a due squadre lascia come unica ancora di salvezza per il ciclismo italiano la Ciclismo Cup” ha dichiarato Gianni Savio.

 

Per ciò che concerne gli scenari che coinvolgeranno direttamente il team di Savio, il manager è stato come sempre schietto:

“ho convinto gli sponsor con un progetto serio che riguarda i giovani, abbiamo lanciato talenti del livello di Ballerini, Masnada, Vendrame, Sosa e  Egan Bernal che sono certo a breve vedremo sul podio al Tour de France. Non pretendo che una squadra solo perché italiana debba essere invitata al Giro ma bisogna valutare le qualità dei progetti. Ora se le wild card si riducono a 2 squadre su 25 sarà difficile rispondere alla domanda degli sponsor sulla nostra partecipazione al Giro. In questa situazione come può uno sponsor scegliere di sostenere il nostro sodalizio sportivo? Senza sponsor il ciclismo chiude e oggi il ciclismo italiano può contare solo su 4 formazioni Professional se le wild card si riducono l’ancora di salvezza, lo ripeto, è la Ciclismo Cup”.

Floyd Landis sfida Donald Trump

Floyd Landis sfida l’amministrazione americana

Floyd Landis sfida l’amministrazione americana per la nomina di Matthew Whitaker come procuratore generale statunitense

Floyd Landis

Floyd Landis

Floyd Landis sfida Donald Trump e l’amministrazione statale americana per la nomina di Matthew Whitaker come un nuovo procuratore generale
Landis, vincitore del Tour de France, ha sfidato l’amministrazione americana sulla nomina a procuratore generale statunitense di Matthew Whitaker.

Mentre la maggior parte della causa Landis-Armstrong è stata risolta all’inizio di quest’anno, parte del caso è rimasto pendente quando Whitaker è stato nominato all’inizio di novembre.

A segnalare la situazione è USA Today che evidenzia come lo stallo della situazione sia proprio legato al fatto che l’entrata in scena del nuovo procuratore del Dipartimento di Giustizia abbia indispettito Landis.

L’avvocato di Landis, Paul Scott, ha dichiarato: “Sebbene questa situazione possa potenzialmente andare contro i suoi interessi finanziari, Floyd fondamentalmente sta solo cercando di fare la cosa giusta qui.

Il 7 novembre, Donald Trump ha annunciato che Whitaker avrebbe sostituito il procuratore generale Jeff Sessions, (cacciato dal presidente). La nomina di Whitaker si è rivelata controversa, con figure statunitensi di alto livello che si oppongono alla sua posizione di  procuratore generale.
Landis sostiene che Whitaker non può essere considerato il legittimo capo del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti perché il Senato non ha approvato la sua nomina e ha chiesto alla Corte d’Appello degli Stati Uniti di dichiarare invalida la nomina.

Sempre secondo USA Today Landis, ex compagno di squadra di Armstrong, rischia di perdere qualcosa come 120.000 $ relativamente alla causa con Armstrong.

Nel 2010, Landis aveva intentato una denuncia contro Armstrong, sostenendo che il sette volte vincitore del Tour de France aveva evitato i controlli antidoping. All’inizio di quest’anno, Armstrong ha accettato di pagare $ 5 milioni di dollari di cui $ 750.000 a favore di Landis che ha sollevato il caso.

Landis aveva anche tentato di chiedere i danni anche a Bruyneel e Tailwind ma la sua richiesta non venne accolta. In tutta risposta Floyd fece appello alla sentenza ma dovetta abbandonare l’idea ottenendo circa120.000 $ ma ora questa cifra rischia di essere persa dall’ex ciclista americano proprio per via della sfida legale di Landis contro la nomina di Whitaker.