Michael Valgren vince la Omloop Het Nieuwsblad.

Michael Valgren ha vinto oggi a Ninove la Omloop Het Nieuwsblad

Michael Valgren ha vinto oggi a Ninove la Omloop Het Nieuwsblad grazie ad un ottimo lavoro dell’Astana. Una bella vittoria per il team di Vinokourov

Michael Valgren

Michael Valgren

Michael Valgren ha vinto la Omloop Het Nieuwsblad. Il corridore danese ha sfruttato la folta presenza si corridori dell’Astana nel gruppetto ristretto che è  andato a giocarsi la vittoria. Valgren ha messo a segno un gran colpo ai meno due chilometri, una vera sparata da campione che ha messo tutti a scacco consentendogli di andare a conquistare in solitaria la corsa belga.

Alle spalle del danese i soli Lukasz Wisniowski del Team Sky e il solito  Sep Vanmarcke della EF Education First sono riusciti a prendere vantaggio sul plotone ma il loro tentativo di riportarsi sul corridore dell’Astana non è andato a buon fine e sono stati ripresi proprio sulla linea dell’arrivo venendo cronometrati a 6″ da Valgren. Il quarto posto è andato a Jasper Stuyven, poi Philippe Gilbert, Edward Theuns, Bert Van Lerberghe, Sonny Colbrelli (ottavo), Arnaud Démare e Marcus Burghardt.

La corsa ha avuto la sua svolta, come da previsioni, sul mitico Muur che a 15 km dal traguardo ha scremato i corridori. Il primo ad attaccare è stato Sep Vanmarcke. Grazie alla sua azione si è formato il gruppetto buono, composto da una decina di unità: con il corridore della EF, c’erano Greg Van Avermaet, Oliver Naesen, Wout Van Aert, Zdenek Stybar, i tre Astana (Valgren, Alexey Lutsenko e Oscar Gatto) e ancora tanta Italia, con Sonny Colbrelli, Matteo Trentin e Daniel Oss. Poco dopo è riuscito a rientrare anche Wisniowski.

Michael Valgren ha approfitatto anche del marcamento serrato tra i rivali è andato a regalare una importante vittoria al suo team a poco ore dal grido di allarme del DS Alexander Vinokourov che ha sottolineato i problemi economici dell’Astana Pro Team.

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Artista di strada? No ciclista di Strava

Artista di strada? No solo il percorso su Strava

Artista di strada? A guardare il percorso di Emily Cheng su Strava sembra davvero un’opera d’arte il giro fatto a San Francisco

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava?

Artista di strada o artista di Strava? Da quando Strava è stato creato nel 2009, ci sono state persone che si sono divertite a montare in sella alle proprie bici e a pedalare per amore dell’arte. L’ultima puntata di Strava art proviene da Emily Cheng da San Francisco, USA.

Pedalando  per 110 chilometri intorno alla penisola, Cheng è riuscito a creare un ritratto incredibilmente nitido ed è persino riuscito a strappare alcuni QOM lungo la strada. La sua uscita non era una passeggiata nel parco, che è durata poco meno di sette ore per completare il giro ad una velocità di 16 km/ora.

Dati i contorni collinari di San Francisco, Cheng ha fatto un ottimo lavoro raggiungendo solo 1.806 metri di altezza mentre pedalava nel mondo dell’arte.

Questa non è la prima volta che dei ciclisti  hanno provato la loro mano (o piedi) nella ritrattistica_ nel 2017 un ciclista  ha pedalato creando un profilo incredibilmente dettagliato di quello che sembrava essere Geraint Thomas del Team Sky. Altri pezzi notevoli dell’arte Strava includono un’incredibile interpretazione di Darth Vader e persino una proposta di matrimonio.

Recentemente Strava è stato messa sotto accusa quando del personale militare ha utilizzato l’activity tracker mentre era in servizio nei presso basi militari in tutto il Medio Oriente, dando visibilità agli insediamenti militari top secret.

Continuate con il buon lavoro di Cheng e non vediamo l’ora di vedere altri volti degli appassionati di arte di Strava nel prossimo futuro.

 

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Omloop Het Nieuwsblad femminile vince Siggaard

Omloop Het Nieuwsblad femminile vince Siggaard, terza Confalonieri

Omloop Het Nieuwsblad femminile a sospresa vince la daneese Siggaard del Team Virtu Cycling, terza Maria Giulia Confalonieri

Omloop Het Nieuwsblad femminile

Omloop Het Nieuwsblad femminile

Omloop Het Nieuwsblad femminile ha visto imporsi, a sopresa, la danese Christina Siggaard, portacolori del Team Virtu Cycling che compirà 24 anni tra un mese esatto. La classica del nord comprendeva muri e pavé ma non ha fatto la selezione che si poteva prevedere. Sono arrivate cosi in tante a giocarsi la vittoria finale in un gruppo abbastanza numeroso.

Il percorso non in gradi, si diceva, di fare l’adeguata selezione, ha però appesantito le gambe delle ruote veloci del gruppo. Lo sprint finale di questa ’Omloop Het Nieuwsblad  femminile è stato dunque segnato dalla fatica fatta lungo tutto il percorso e ad imporsi è stata  Christina Siggaard che ha scelto un grande palcoscenico per la prima vittoria in carriera in una corsa del calendario UCI.

In seconda posizione si è piazzata la statunitense Alexis Ryan mentre, grazie ad un buonissimo sprint,  Maria Giulia Confalonieri della Valcar-PBM è riuscita a conquistare il terzo gradino del podio mettendo in mostra un’ottima condizione fisica in vista dei prossimi Campionati del Mondo su Pista. L’australiana Chloe Hosking (Alé Cipollini) è giunta  quarta davanti a Coryn Rivera (Sunweb), Jolien D’Hoore non è andata oltre l’ottava posizione mentre va segnalato anche l’ottimo nono posto di Marta Cavalli, anche lei della Valcar-PBM.

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Valverde: “se vinco la Liegi la dedico a Scarponi”

Valverde e quel legame con Scarponi. “se vinco la Liegi la dedico a Michele!”

Valverde vuole vincere la Liegi-Bastogne-Liegi e dedicarla alla memoria di Michele Scarponi: il legame del Murciano con l’Aquila di Filottrano sarà per sempre

Valverde e Scarponi

Valverde e Scarponi

Valverde è in grande forma, passate le vicissitudini della scorsa stagione, il murciano ha ben figurato alla Vuelta a Valenciana e all’Abu Dhabi Tour dove, dopo la bella cronometro di oggi, domani punterà alla tappa regina e, perchè no, alla vittoria finale (deve vedersela con Dennis della BMC).

L’anno scorso una terribile caduta durante la prima tappa del Tour de France ha bloccato lo spagnolo per tutta la seconda parte di stagione. Alejandro Valverde ha raccontato quel momento alla Gazzetta dello Sport: “sono caduto al Tour nella prima tappa, appena ho toccato terra ho visto la mia rotula sinistra e ho pendato:la mia carriera è finita qui’”.

Invece Alejandro Valverde ha ancora voglia di stupire e di allungare la propria carriera: “rispetterò il contratto che mi lega alla Movistar fino al 2019, ma se tutto andrà bene farò un’altra stagione. Nel 2020 avrò 40 anni e si tratta di una annata olimpica, con i Giochi di Tokyo. La mia quinta Olimpiade, una bella spilla sarebbe da mettersi sul petto”.

Un vero professionista il corridore della Movistar che ha saputo rialzarsi da tanta sfortuna mantenendo inalterata la sua classe sopraffina: “sto attento ai dettagli e mi alleno molto, però rispetto alla maggior parte dei colleghi non ho bisogno di tanti sacrifici per trovare la forma, quella forma che altri raggiungono magari con lunghi ritiri, consumandosi mentalmente. Un dono di natura. Mi diverto e anche per questo non mi sono mai mosso da Murcia. Ho bisogno dei miei amici quando esco, di ridere quando mi alleno, dei ritmi che già conosco. Non c’è bisogno di stravolgimenti, né per me né per la famiglia”.

Alejandro Valverde  si appresta a vivere una stagione assolutamente ricca di obiettivi: dopo sei podi, vorrei provare a vincere il Mondiale. Le volte in cui mi sono sentito meglio sono state ad Hamilton, nel 2003, quando vinse Astarloa e io secondo, e Firenze 2013, io di bronzo. Il Tour de France sicuramente non lo vincerò ma sono salito sul podio, lo stesso vale per il Giro, una Vuelta ce l’ho… Il percorso di Innsbruck offre di sicuro una grande occasione”.

Valverde: voglio vincere per Michele Scarponi

Valverde e Michele Scarponi erano molto amici e la scomparsa del corridore di Filottrano ha molto colpito lo spagnolo che lo scorso anno dedicò alla memoria dell’amico la vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi.  Se lo spagnolo riuscirà a vincere la classica belga, dedicherà la vittoria a Michele Scarponi: “se vincessi di nuovo, avrei ancora un pensiero speciale per lui. La sicurezza stradale è una delle emergenze dei nostri giorni. I ciclisti devono rispettare le regole, ma chi guida deve dimenticarsi di tutto e pensare solamente a guidare, senza distrazioni. Prendiamone coscienza, tutti”.

 

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Dennis vince la cronometro all’Abu Dhabi Tour

Dennis, campione iridato, si impone nella cronometro

Dennis fa sua la cronometro all’Abu Dhabi Tour, bella prova  del corridore della MC Racing Team che domina la sfida individuale. Sfortuna Dumoulin, domani si arriva in salita

Dennis si aggiudica la crono

Dennis si aggiudica la crono

Dennis, corridore della BMC, punta  a diventare uomo di classifica, iniziando un percorso che lo possa portare nel giro delle prossime stagioni nell’élite della categoria. Una prima tacca l’ha mesa oggi nella cronometro individuale dell’Abu Dhabi Tour (una vera novità per la corsa mediorientale che mai aveva proposto una prova contro l’orologio). Complice l’allungamento di un giorno della gara, l’occasione buona per inserire una seconda tappa chiave per la generale è stata  colta dagli organizzatori di RCS Sport.

Il tracciato scelto  si snoda attorno ad Al Maryah Island: 12.7 i km su strade e larghe e quasi prive di curve e contraddistinta dalla presenza del vento proveniente dal mare.

Rohan Dennis  vola letteralmente a 14’21”, dimostrando di poter essere l’uomo giusto per la vittoria, anche della generale mentre Jonathan Castroviejo  fa valere il suo status  di leader in casa Team Sky chiudendo con un eccellente 14’35”. Tom Dumoulin parte fortissimo, e all’intermedio anticipa di 1″ Dennis; ma dopo dopo è vittima di una foratura che gli impedisce di lottare per la vittoria. In chiave azzurra bella prestazione di Diego Ulissi: il toscano della UAE Team Emirates ferma l’orologio a 14’58”.  Alejandro Valverde  non molla e, con 14’48”, guadagna terreno su buona parte dei rivali.

La classifica  generale rispecchia l’ordine di tappa, con Dennis leader mentre Valverde che staziona a 24″. Domani l’ultima e decisiva tappa, con il traguardo in quota di Jebel Hafeet: l’ascesa conclusiva misura 11 km e vanta una pendenza media dell’8%, con punte all’11%.

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Aston Martin la bicicletta più cool di sempre?

Aston Martin produce con Storck la bicicletta più di tendenza di sempre

Aston Martin, noto marchio automobilistico britannico legato al James Bond, ha collaborato per produrre la Storck Fascenario.3 Aston Martin Edition.

Aston Martin

Aston Martin

Aston Martin marchio leggendario automobilistico, ha legato la sua leggenda ad un mito come James Bond, chi non vorrebbe guidare almeno una volta nella vita una Aston Martin DB 5 come il mitico 007 di Goldfinger? Per qualcuno resterà un sogni inespresso ma ora vi sarà la possibilità di inforcare il noto marchio d’oltre manica per le nostre uscite in bicicletta.

Il team britannico Continental, One Pro Cycling, ha presentato le sue nuove biciclette per la stagione 2018, mettendo in mostra una delle partnership di marca più interessanti con Aston Martin e Storck.

Il team, fondato dall’ex giocatore di cricket inglese Matt Prior, ha lavorato con la casa automobilistica britannica Aston Martin e il marchio tedesco di biciclette, Storck, per creare la Storck Fascenario.3 limited edition

Rifinita in una livrea argentata, la bici ospita componenti Shimano Dura-Ace, escluse le ruote fornite da Vision. Il kit di finitura della bici è tutto FSA, compresa la catena K-Force.

Per le prove a cronometro, il team utilizzerà i telai Storck Aero 2 opportunamente equipaggiati per le gare contro il tempo. L’elegante collaborazione non si ferma qui con il team che mette le mani su una DB11 da utilizzare come una delle sue auto di supporto.

La One Pro Cycling quest’anno si è posta come obiettivi stagionali il Tour of Yorkshire e il Tour of Britain, il lancio di questa collaborazione è stato accolto dai fans della squadra (e non solo) come una ghiotta occasione per potersi impossessare di un vero e proprio gioiello di tecnologia e stile. Indipendentemente dai risultati che il team otterrà una cosa è certa il livello di classe delle biciclette che inforcheranno gli atleti inglesi sarà sicuramente di primissimo livello.

 

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Ciclismo Frasi famose sul ciclismo da ricordare

Ciclismo frasi famose che ogni ciclista dovrebbe conoscere

Ciclismo frasi famose di grandi campioni del passato che parlano di ciclismo ideali per un post su Instagram o un nuovo Tatoo

Ciclismo frasi famose: Fausto Coppi

Ciclismo frasi famose: Fausto Coppi

Ciclismo Frasi famose  che ogni amante della bicicletta dovrebbe conoscere. Avete in mente di farvi un tatuaggio? volete fare un post su Twitter o su Instagram o creare un vostro meme? Ecco alcune interessanti citazioni da utilizzare inerenti al ciclismo.

Partiamo da una domanda: cos’è la bicicletta? La bicicletta è uno strumento, un mezzo di trasporto, una macchina per la velocità, un terapista, un giocattolo e una fuga dallo stress. Che tu abbia provato solo alcuni di questi aspetti o tutti, l’esperienza divertente ed esaltante di andare in bicicletta è universale per chiunque si  sia mai appollaiato su due ruote. Dai un’occhiata a queste citazioni memorabili dei ciclisti di tutto il mondo.

Vi abbiamo già presentato i 50 migliori aforismi sul ciclismo. Ecco alcune frasi famose e motivanti sulle due ruote.

Prendi una bicicletta. Non te ne pentirai. –Mark Twain

Questa è l’osservazione conclusiva nel saggio di Twain “Domare la bicicletta”. Nei primi anni 1880, Mark Twain decise che avrebbe dovuto imparare a portare una delle vecchie biciclette a ruota alta tipiche di quel periodo

Abbraccia il tuo sudore. È la tua essenza e la tua emancipazione. –Kristin Armstrong

Kristin Armstrong è la ciclista femminile più decorata d’America, avendo vinto medaglie d’oro nella cronometro in ciascuna delle ultime tre Olimpiadi estive. È l’unica ciclista (maschio o femmina) a ottenere tre ori consecutivi nella stessa disciplina. La 44enne ciclista è fonte di ispirazione per ogni ciclista del mondo ma anche per persone “normali”.

Vai in bicicletta, vai in bicicletta, vai in bicicletta. – Fausto Coppi

Non c’è naturalmente bisogno di spiegare a nessuno chi è il campionissimo Fausto Coppi, un emblema delle due ruote che anche oggi è fonte di ispirazione per ogni amante del ciclismo

Pedale tanto, poco, veloce o lento, come ti senti. Ma pedala. – Eddy Merckx

Inutile spendere parole sul Cannibale, sappiamo tutto di lui, il più grande di sempre. Il mito. L’immortale. Un mito irraggiungibile per tutti

Non è mai facile ma tu vai veloce. – Greg LeMonde

LeMond è stato il primo americano a vincere il Tour de France, e lo ha fatto più di una volta – tre volte, in realtà – uno dei quali  vinto per soli otto secondi, il più piccolo vantaggio della storia per conquistare  il Tour. Oggi è un sostenitore della purezza del ciclismo.

Puoi. Dovresti. E se sei abbastanza coraggioso da iniziare, lo farai. –Stephen King

Il romanziere ha scritto una breve storia dell’orrore su un uomo in sella a una cyclette in uno scantinato.

 

 

 

 

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Armstrong torna a correre con l’US Postal?

Armstrong torna a correre a Old Pueblo

Armstrong torna a correre assieme a Dylan Casey George Hincapie e Christian Vande Velde della US Postal in una gara benefica a Tuxon in Arizona

Armstrong torna a correre

Armstrong torna a correre

Armstrong torna a correre! Si avete letto bene, il sette volte vincitore del Tour de France torna in gara. Niente obiettivo ottavo (fittizio) Tour per il texano ma, dopo l’apertura del Vaso di Pandora del 2012 torna in corsa poco che è stato privato dei suoi sette allori alla Grande Boucle.

Armstrong torna in sella assieme ai suoi “fedelissimi” Dylan Casey, George Hincapie e Christian Vande Velde (quest’ultimo a causa di un attacco influenzale è stato sostituito dalla triathleta Julia Polloreno). Insomma un pezzo di US Postal torna a competere ma come è possibile? Beh intendiamoci: la squalifica che pesa sul capo del texano non è sparita ma vi sono alcune manifestazioni che, non essendo regolate dalla federazione statunitense o dall’UCI, lasciano una porta aperta anche a chi, come Lance e la sua combricola non ha la fedina penale intonsa.

L’occasione del il rendez-vous è la 24 hours in the Old Pueblo, a Tucson (Arizona), nel mezzo del deserto di Sonora, una competizione amatoriale che coinvolge più categorie che si sfidano in una corsa lunga ventiquattro ore e che è diventata tappa fissa per la “rimpatriata” dei quattro ex “postini”.

Insomma nessun colpo di spugna su uno degli scandali più incredibili non solo del ciclismo ma di tutto lo sport mondiale ma solo una partecipazione ad una competizione volta a raccogliere fondi per il Tucson Medical Center

Sono stati circa duemila i partecipanti che hanno sfidato le condizioni ostiche del deserto dell’Arizona, suddivisi tra competizioni individuali, staffette a due, staffette a quattro e la gara sulle biciclette a scatto fisso. Gli atleti si sono sfidati su un percorso di venti chilometri circa che presentava tratti su roccia, su sabbia e aree assolutamente fangose, con un dislivello di circa trecento metri per giro.

Armstrong torna a correre con i WEDU

Lance Armstrong e i suoi tre compagni avevano già preso parte alla corsa nel 2017 chiudendo sul podio (terzi) con una media oraria di 25 km/h e ad una strategia notturna molto particolare: dormire a rotazione per tenere le energie per la fase diurna della gara.

Quest’anno, invece, i Wedu hanno deciso di godersi la passeggiata senza competere. Secondo le tabelle orarie, infatti, la Armstorng’s Band ha completato la frazione notturna in ben 12 ore che ha portato il quartetto a completare la sfida in 86esima posizione.

 

 

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Crisi economica in casa Astana? attività a rischio

Crisi economica per il team si Alexander Vinokourov?

Crisi economica per l’Astana? Le parole del DS Alexander Vinokourov mettono un dubbio sulla prosecuzione dell’attività del team

Crisi Economica in casa Astana

Crisi Economica in casa Astana

Crisi economica in casa Astana Pro Team? La squadra kazaka ha iniziato decisamente bene la stagione 2018 e negli ultimi 13 anni di attività è sempre stata una delle formazioni più competitive sia nei grandi giri che nelle corse di un giorno. Le parole del direttore sportivo Alexander Vinokourov rilasciate a un noto portale kazako (Vesti.kz) hanno pero messo qualche dubbio sulla prosecuzione del sodalizio sportivo celeste.

“La situazione è semplicemente critica! Ad oggi la squadra rischia di chiudere i battenti, non abbiamo ricevuto ancora la quota di finanziamento per la stagione 2018” ha dichiarato Vino. La crisi economica del team, quindi, non è solamente futura ma anche attuale: “stiamo andando alle corse coi risparmi, i ragazzi non stanno ricevendo gli stipendi, si impegnano ma è difficile”.

Insomma un team apparentemente solido e strutturato come quello celeste sta attraversando una vera e propria crisi economica che potrebbe toccare non solo i corridori e lo staff ma anche la partecipazione alle corse dei prossimi mesi: “abbiamo da affrontare delle spese urgenti e se l’arrivo dei fondi sarà ulteriormente posticipato, il rischio è quello di fermare l’attività già prima del Giro d’Italia, è un rischio davvero serio” ha spiegato il DS che ha aggiunto “si potrebbe dover chiudere l’attività del team“.

 

 

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Andrew Tilin, muore investito ad Austin

Andrew Tilin, è morto investito da un camionmentre cambiava una ruota

Andrew Tilin, autore di The Doper Next Door è morto investito da un camion mentre ad Austin stava cambiando una ruota

Andrew Tilin

Andrew Tilin

Andrew Tilin, forse questo nome non vi dirà molto ma è stato l’autore di The Doper Next Door libro scandalo che parla di di doping nel ciclismo amatoriale. Lo scrittore, amante della bicicletta, era in giro con il suo solito gruppo (noto con il nome di VOP) nei pressi di Austin in Texas.

Ad un tratto si è dovuto fermare per colpa di una foratura ad uno pneumatico. Accostatosi sul ciglio della strada il 52enne scrittore americano è stato investito da un veicolo che ha slittato sulla strada, colpendo altri veicoli ed arrivando a travolgere l’incolpevole ciclista.

Conosciuto, soprattutto oltre oceano, per il suo libro The Doper Next Door, Andrew Tilin  aveva investigato sul potenziamento di alcuni ciclisti amatoriali utilizzanto il testosterone. L’autore del libro, per meglio comprendere gli effetti dei farmaci dopanti, aveva deciso di prendere testosterone per quasi un anno studiandone gli effetti modificativi sul corpo e sulla mente di un atleta.

I membri del Gruppo VOP stanno progettando un memorial per l’amico scomparso che dal 2011 si era trasferito ad Auston ed era entrato a far parte della comunità ciclistica locale. L’ennesimo caso di guida pericolosa che coinvolte e uccide un ciclista. E’ di qualche settimana fa la brutta notizia dell’investimento di Laurens De Plus  che proprio ieri ha dichiarato di avere gravi ripercussioni non soltanto sul piano fisico ma soprattutto psicologico.

Andrew Tilin: The Doper Next Door

Racconta la storia di un ragazzo normale che decide di assumere doping. Il titolo del libro (il dopato della porta accanto) scritto da Andrew Tilin racconta di come non solo gli atleti professionisti fanno ricorso a sostanze dopanti per alterare le proprie performance sportive. Cosa spinge un non professionista ad assumere sostanze? Non è facile che un utilizzatore di doping confessi i motivi per cui fa ricorso a “sostanze” così l’autore decide di sperimentare in prima persona. Ottiene dimestichezza con sostanze e siringhe fino a diventare “il dopato della porta accanto”.

Durante la sua odissea di un anno, Andrew Tilin  si trasforma. Diventa più forte, più furbo e aggressivo. Si immerge in una sottocultura di medici droganti, agenti immobiliari e donne anziane che credono che il tipo di terapia legale sostitutiva di Tilin sia la chiave per rimanere giovani.

 

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