Chiara Teocchi e la salita più lunga

Chiara Teocchi racconta la sua “salita più lunga”

Chiara Teocchi della Santa Cruz FSA racconta la sua faticosa risalita da questo suo difficile momento con l’intervento di ablazione previsto per la prossima settimana

Chiara Teocchi (fonte comunicato stampa)

Chiara Teocchi (fonte comunicato stampa)

Chiara Teocchi ci mette la faccia ed in prima persona racconta metro dopo metro la sua faticosa risalita da questo suo difficile momento. Dalla vittoria di Lanzarote con cui ha esordito tra le fila del Santa Cruz FSA allo stop forzato dopo le visite mediche pre olimpiche a febbraio, per arrivare al secondo intervento di ablazione previsto per la prossima settimana.

Nel corso di questi cinque mesi Chiara Teocchi è stata certamente una delle biker azzurre più “chiaccherate” ed attese nel panorama nazionale. Non fosse stato per lo stop forzato dal lockdown certamente un normale svolgimento degli impegni agonistici avrebbe richiamato ancora più attenzione sul fatto che l’atleta bergamasca, approdata a gennaio tra le fila del Santa Cruz FSA, fosse sparita improvvisamente prima dalla scena sportiva e subito dopo da tutti i suoi profili social dove invece è sempre molto attiva e presente.

Approdata nel team a gennaio è stata subito protagonista nella prima prova internazionale del calendario vincendo all’esordio della gara a tappe di Lanzarote. Poi la chiamata in ritiro con la nazionale XCO in quello che sarebbe dovuto essere l’iter di avvicinamento all’impegno olimpico di Tokyo. Quindi le visite mediche che da prassi il CONI svolge sugli atleti selezionati per le Olimpiadi e lo stop forzato, improvviso. Era il 22 febbraio e da allora Chiara ha di fatto imboccato una lunga salita.

Oggi, proprio lei, in prima persona, è tornata a parlare dopo mesi di silenzio, mettendoci la faccia, ed attraverso  un video pubblicato questa mattina sui suoi canali social, ci racconta quanto è accaduto e cosa l’aspetta per le prossime settimane:

«Ciao ragazzi, negli ultimi mesi sono stata un po’ assente sui miei social pubblicando molto meno sulla mia ‘vita da atleta’ ma soprattutto sulla mia vita personale. Questo perché ho attraversato un periodo davvero difficile per me.

Ed ora che tutto pare rivolto al meglio voglio raccontarvi come sono andate le cose. Lo voglio fare io mettendoci la faccia e la mia voce, così da essere quanto più chiara possibile. E nel frattempo cercherò anche di essere il più breve possibile!

A settembre 2018 per la prima volta, dopo un test fisico, mi sono state diagnosticate alcune aritmie cardiache ma fortunatamente erano piuttosto semplici e non così preoccupanti. Da allora, ogni sei mesi, mi sono tenuta controllata con le visite specialistiche ed esami precauzionali.

Nel febbraio 2020 mi sono recata al CONI per eseguire le visite preolimpiche che gli atleti selezionati devono normalmente eseguire. In questa occasione sono state riscontrate particolari complicazioni delle mie aritmie e sotto il consiglio dei medici del CONI ho eseguito un primo intervento di ablazione che purtroppo non ha portato i risultati sperati.

Pensando fosse un problema legato allo stress ed al sovrallenamento, ho osservato un periodo di detraining di 3 mesi dopo di che ho rifatto tutti gli esami. Ma la situazione non era cambiata. Da qui la scelta di una consultazione con uno dei migliori medici italiani nello studio del problema delle aritmie, il professor Domenico Corrado, che finalmente mi ha dato notizie positive. Ma è necessario un secondo intervento.

La prossima settimana subirò quindi una nuova operazione di ablazione all’ospedale San Raffaele di Milano e non nascondo d’essere molto ottimista. In questi ultimi mesi ho dovuto affrontare momenti davvero difficile, sia nella vita privata che nella mia vita professionista dello sport, e non potete immaginare quanta voglia abbia di tornare finalmente alla normalità.

Forse è ancora presto per cantare vittoria, ma voglio comunque ringraziare fin da subito il centro sportivo olimpico dell’esercito, tutto il team Santa Cruz FSA, la mia famiglia, i miei amici e Daniele per essermi sempre stati vicino.

A presto! Chiara»

FONTE COMUNICATO STAMPA

Alberto Contador e il richiamo dell’Everesting

Alberto Contador e l’Everesting a Navapelegrín

Alberto Contador  conquista il record nell’Everesting testando le sue biciclette a Navapelegrín superando il “classico” dislivello di 8.848 metri 

Alberto Contador (fonte comunicato stampa)

Alberto Contador (fonte comunicato stampa)

Alberto Contador, per tutti “El Pistolero” ha deciso di cimentarsi (neanche a dirlo con successo) nell’Everesting. Una disciplica “estrema” che sta prendendo sempre più piede e che consiste nel superare un dislivello di 8.848 metri (l’altezza della nota montagna).

L’ex campione iberico ha deciso di affrontare questa prova scalando la salita di Navapelegrín. Tutto è partito scherzosamente quando ne ha parlato ma, dopo l’insistenza (e l’incoraggiamento) di molti fans ha deciso di affrontare questa avventura approfittandone per effettuare una serie di test materiali per il suo marchio di biciclette, le Abikes.

“Sono giorni di duro lavoro, che preparano il lancio della bici, ormai molto vicino. Volevamo testare alcuni materiali e anche verificarne il comportamento in ambienti molto specifici, da qui è nata la sfida. ”, ha raccontato Alberto Contador.

L’ascesa di Navapelegrín arriva a quota 1700 metri d’altitudine dopo 6,5 km di ascesa, si tratta di una strada larga solo tre metri e dura soprattutto nell’ultimo chilimetro. E proprio l’ultimo chilometro è stato lo scenario della sfida. Alberto ha infatti percorso quel chilometro con pendenza media di quasi il 12% e massima vicina al 20% per ben 78 volte ottenendo, appunto, 8.848 metri di dislivello percorsi.

Il sette volte vincitore di grandi giri ha fissato il nuovo record dell’Everesting in un tempo di 7 ore, 27 minuti e 20 secondi battendo Lachlan Morton  della EF pro Racing (precedente detentore del record) per circa due minuti e mezzo.

Alberto ha tenuto una media di 253 watt ed  una velocità media di 18,2 km/h, con picco massimo di velocità (raggiunta nelle discese) di 96,1 km/h. il tempo stabilito da Contador è stato verificato da Hells 500 e arriva in concomitanza con il record femminile stabilito da Emma Pooley.

 

Intervista a Federica Piergiovanni della Valcar – Travel & Service

Intervista a Federica Piergiovanni, la più giovane della Valcar

Intervista a Federica Piergiovanni, ciclista pugliese, la più giovane Elite in forza alla  Valcar – Travel & Service

Federica Piergiovanni

Federica Piergiovanni

Intervista a Federica Piergiovanni, la più giovane elite della Valcar – Travel & Service

Si avvicina il rientro alle corse e si riavvicina anche il momento del rientro alle gare per la pugliese Federica Piergiovanni, unica ragazza classe 2001 presente nella rosa della Valcar – Travel & Service. Due anni fa aveva già vestito la maglia fucsia del team orobico nella categoria junior e già aveva conosciuto dall’interno la realtà di questa squadra bergamasca.
“Sono contenta di tornare nella mia seconda casa con persone sempre disponibilissime con me” racconta Federica, ragazza di Bisceglie che ha da poco conseguito la maturità “ero un po’ preoccupata per il futuro della squadra quando è scoppiata l’emergenza coronavirus, ma ora sono contenta che i nostri sponsor garantiscano la nostra attività”.

Sicuramente l’esperienza del lockdown è stata dura. Come l’hai vissuta?

“Non è stato facile allenarsi senza un obiettivo e senza sapere se e quando si sarebbe tornati a correre. Sono stata molto impegnata sia con la scuola perché avevo la maturità, sia con il ciclismo con gli allenamenti al ciclomulino. Ora sono contenta di poter cominciare”.

Quali aspettative hai adesso, Federica?

“Rispetto alla situazione pre-coronavirus le mie aspettative non sono cambiate molto. Essendo la più giovane del gruppo, il mio obiettivo è quello di fare esperienza. Volevo osservare da vicino le mie compagne di squadra, imparare, ascoltare i loro consigli. Osservando, potrò imparare a mettermi a disposizione delle altre ragazze”.

Sai già quali gare disputerai?

“All’inizio incomincerò con le gare open per riprendere la gamba, poi valuteremo man mano”.

Hai delle corse che ti affascinano più di altre?

“Due in particolare. Una è la Parigi – Roubaix e l’altra è il Giro Rosa. Anni fa mio padre mi accompagnò a vedere il Giro e rimasi subito affascinata da questo mondo”.


Un amore quello per la bici che radici lontane, quindi. Ci sono atlete che ammiri?

“Mi è sempre piaciuto il modo di correre di Elisa Longo Borghini, forse perché in qualche cosa mi sento simile a lei”.

Che caratteristiche senti di avere, Federica?

“Mi difendo sul passo, ma purtroppo non sono molto veloce. In passato da junior tiravo le volate alle mie compagne di squadra, vedremo ora come si evolverà la situazione”.

In realtà tu una gara l’hai già fatta in questo 2020 prima del lockdown…

“Sì, ho corso a Valencia”.

E come ti eri trovata?

“L’impatto è stato buono, durante la corsa mi sentivo bene, ma purtroppo ho avuto un problema meccanico e quindi la gara non era andata bene. Ma la cosa bella è stata il ritiro con le mie compagne in Spagna: là avevo imparato tanto e non vedo l’ora di ricominciare”.

Emma Pooley batte il record di Everesting

Emma Pooley batte di 15 minuti il record di Everesting

Emma Pooley batte di oltre 15 minuti il record di Everesting femminile: ha completato 10 ripetizioni della salita di Haggenegg in Svizzera in 8 ore e 53

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley, ex campionessa mondiale ora ritiratasi, ha stabilito il nuovo record mondiale di Everesting femminile.  La Pooley è la prima donna a finire gli 8.848 metri di arrampicata in meno di nove ore dopo aver completato dieci scalate a Haggenegg in Svizzera con l’incredibile tempo di 8 ore e 53 minuti.

“È stato sia terribile che fantastico. A volte contemporaneamente” ha scitto Emma sul proprio profilo

Recentemente si stanno susseguendo i record delle donne dell’Everesting Challenge: c’è stato quello di Katie Hall lungo la salita di Bonny Doon fuori Santa Cruz (10 ore e un minuto) superato poi da quello di Lauren De Crescenzo sull’ascesa di Hogpen Gap in Georgia  (9 ore e 57 minuti) a sua volta battuta, a pochi giorni di distanza, da Hannah Rhodes-Patterson sul lato corto del Kirkstone Pass nel Lake District a Penrith, nel Regno Unito (9 ore e otto minuti).

“stavo per vomitare, ma è stata una giornata gloriosa, mi è davvero piaciuta” ha commentato su Strada la Pooley dopo aver compiuto le ripetizioni dell’Haggenegg 8 di (6,7 km con una pendenza media del 13%).

“Se dovessi ripetere questa impresa la organizzerei in modo diverso, credo di aver fatto delle scelte sbagliate come aver avuto dei rapporti non sufficienti o aver scelto una salita totalmente esposta al sole e con discesa piena di angoli ciechi, ghiaia e erba. Proprio nel giorno della prova un agricoltore ha deciso di raccogliere il fieno ed insieme a me, a scalare la montagna, c’era un trattore. Dopo la quinta ascesa mi sono trovata a corto di cibo e acqua e poi i tafani… per loro ero come una calamita. Insomma tante cose storte ma una giornata incredibile e in cui ho sfidato i miei stessi limiti” ha spiegato l’ex campionessa mondiale.

Pooley ha detto che farà una donazione al centro di cura per anziani in memoria di Sharon Laws, l’ex campione britannico morto nel 2017 dopo aver combattuto il cancro.

 

 

 

 

Vincenzo Nibali obiettivo il Mondiale e il Giro d’Italia

Vincenzo Nibali punta a Giro d’Italia e Mondiale

Vincenzo Nibali punta a Giro d’Italia e Mondiale secondo quanto dichiarato dal Direttore Sportivo della Trek-Segafredo, Paolo Slongo

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali punta a Giro d’Italia e Mondiale! Ecco quelli che sono gli obiettivi dello Squalo dello Stretto alla ripresa della stagione agonistica 2020 dopo il prolungato stop imposto all’emergenza Covid-19. A rendere noto gli intenti del forte corridore siciliano è il suo storico preparatore e ora Il Direttore Sportivo della Trek-Segafredo, Paolo Slongo. Nessun dubbio: quando il ciclismo ripartirà a pieno regime, Enzo sarà pronto per mordere.

“con il blocco a causa del coronavirus sarà una stagione particolare per tutti, è difficile allenarsi senza sapere se e quando si ripartirà. Nel periodo del lockdown abbiamo quindi concordato con gli atleti di far decrescere la forma per poi ritrovarla, ma senza perderla più di tanto” ha spiegato Slongo.

Vincenzo Nibali, come tanti altri professionisti, non assaporano l’adrenalina della corsa dalla Parigi-Nizza e un periodo così lungo senza corse è duro da superare per chiunque.

“Abbiamo attuato un piano di allenamento simile a quello invernale con palestra e lavori aerobici e tralasciando i lavori di soglia e di fuorisoglia. Saranno le corse a dare il verdetto sulla bontà di questa scelta”  ha proseguito Slongo che si è poi concentrato sui possibili obiettivi stagionale di Vincenzo.

“vogliamo arrivare al via delle corse essendo già competitivi, stiamo con i piedi ben piantati a tessa ma ma vogliamo essere in grado di lottare per le vittorie. C’è chiaramente molta incertezza perché  non possiamo sapere come stanno gli altri dopo questo lunghissimo periodo che è un’autentica novità per tutti ha detto Slongo – gli obiettivi principali per Nibali resteranno il Giro d’Italia ed il Mondiale ma visto che la stagione è accorciata e  che non si sa come sarà il futuro di questo è meglio farsi trovare con una buona condizione ed essere competitivi fin da subito per poi vedere come vanno le cose“.

La Trek-Segafredo ha programmato un ritiro a luglio per simulare le condizioni di gare con carichi di lavoro e allenamenti specifici per arrivare pronti al blocco italiano di inizio stagione. “Nibali potrebbe correre il Gran Lombardia ed il Giro dell’Emilia per allenarsi poi in montagna prima della Tirreno-Adriatico che diventerebbe l’unica corsa a tappe prima del Giro” ha concluso Slongo.

Per ciò che concerne l’avvicinamento al mondiale, invece, tutto sarà più difficile da definire già ora.

 

 

 

 

 

Chris Froome lascia il Team Ineos

Chris Froome lascia il Team Ineos per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome lascia il Team Ineos alla fine del 2020 dopo che il contratto non è stato prorogato e firmea per la Israel Start-Up Nation

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome lascia il Team Ineos, questa notizia avrebbe avuto del clamoroso sino a pochi mesi fa ma ora suona come un “era inevitabile”. Il kenyano bianco è forse uno degli atleti più rappresentativi del Team Sky prima e del Team Ineos dopo ma questo non è bastato affinchè le strade della formazione britannica e di Froome non si separassero.

Chris ha firmato un contratto pluriennale presso Israel Start-Up Nation ed è stato lo stesso Team Ineos, con una nota diffusa questa mattina, ad annunciare il divorzio dopo 10 anni di collaborazione.

Un nome come quello del quattro volte vincitore del Tour faceva gola a molti team ma in particolare sono stati la Team CCC e la Bahrain McLaren ma è stata  la Israel Start-Up Nation a fare la corte più spietata al britannico che alla fine ha scelto il team israeliano.

La Israel Start-Up Nation ha potuto offrire l’unica cosa che Ineos non poteva: la leadership assoluta per il Tour de France. Ne abbiamo parlato anche negli scorsi giorni di come l’astro nascente, e vincitore uscente, Egan Bernal difficilmente si sarebbe messo a disposizione senza se e senza ma di Froome.

Froome ha accettato di firmare il contratto che lo legherà con la squadra israeliana dopo un training camp (segretissimo o quasi) svolto in Francia il mese scorso.

Come detto è stata la stessa Ineos a confermare la notizia ormai diventata più di un rumors:

“L’attuale contratto con Chris termina a dicembre ed abbiamo preso la decisione di non rinnovarlo. Stiamo facendo questo annuncio prima di quanto sarebbe normalmente per porre fine alle recenti speculazioni e consentire al Team di concentrarsi sulla stagione 2020”, sono state le eloquenti parole di Dave Brailsford.

Egan Bernal e Geraint Thomas saranno quindi i due capitani designati della Ineos per il Tour mentre sarà ancora tutto da definire con che ruolo (e con che motivazioni?) Froome sarà al via della corsa francese.

In attesa di capire qualche parte dello staff seguirà il britannico alla ma Israel Start-Up Nation è certo che la formazione dovrà investire molto per creare un contesto in cui Froome possa lottare ai vertici del ciclismo mondiale come da sue ambizioni.

“Ho trascorso un decennio fenomenale con questa squadra, abbiamo ottenuto risultati incredibili e porterò sempre con me i meravigliosi ricordi di questa esperienza. In questa nuova fase della mia carriera ho bisogno di nuove sfide” ha spiegato Froome però non vuole archiviare la stagione di 2020 come un anno di transizione: “il mio focus è sulla vittoria del quinto Tour de France con il Team INEOS “

 

L’annuncio atteso da settimane è arrivato pochi decine di minuti dopo che  il Team Ineos aveva annunciato la separazione dal britannico: è la fine di un’epoca e probabilmente l’inizio di una nuova era per Chris che, scoperto alla Barloworld dove aveva corso senza brillare (si notò solo perché venne espulso dal Giro a causa di un traino)

Le vittorie di Chris Froome al Team Sky e Ineos: una cronologia

2011:
Vuelta a España: classifica generale e 17a tappa

2012:
Tour de France: tappa 7

2013:
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tirreno-Adriatico: 4a tappa
Critérium International: classifica generale e 3a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e prologo
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e tre tappe

2014
Tour of Oman: classifica generale e 5a tappa
Tour de Romandie: classifica generale e 5a tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe

2015
Vuelta a Andalucía: classifica generale e 4a tappa
Tour de Romandie: una tappa
Critérium du Dauphiné: due tappe
Tour de France classifica generale e 10a tappa

2016
Herald Sun Tour: generale e 4a tappa
Tour de Romandie: 4a tappa
Critérium du Dauphiné: classifica generale e 5a tappa
Tour de France: classifica generale e due tappe
Vuelta a España: tre tappe

2017
Tour de France: classifica generale
Vuelta a España: classifica generale e due tappe

2018
Giro d’Italia: classifica generale e due tappe

 

 

 

 

 

Codogno-Vò: al via la pedalata simbolica nei luoghi simbolo del Covid

Codogno-Vò:  pedalata nei luoghi simbolo del Covid

Codogno-Vò: al via la pedalata simbolica nei luoghi simbolo del Covid, trasmessa in differita da Rai Sport alle ore 19,30

 

Sabato 11 luglio si terrà la pedalata simbolica, organizzata da otto team Continental italiani per ricordare i luoghi simbolo del Covid ed omaggiare i medici e operatori sanitari che hanno combattuto il virus in prima linea.

L’iniziativa è stata presentata ieri alla presenza del sindaco di Vò, Giuliano Martini, del CT della Nazionale Davide Cassani, di Antonio Giannelli, presidente dell’Associazione “I colori per la pace”, del nostro Team Manager Massimo Rabbaglio e di tutti i rappresentanti degli altri team continental che, con noi, hanno organizzato l’evento.

Ogni team avrà al via 3 atleti, per un totale di 24 ragazzi. Tutti indosseranno la maglia con i colori dell’Associazione per la Pace. Al termine della pedalata,le maglie verranno messe all’asta a favore delle associazioni dei territori e dei Colori per la pace.

La partenza sarà a Codogno, alla presenza dei rappresentanti dell’ospedale, per poi passare da Terranova Pssserini e da Cremona, dove incontreremo una delegazione dell’ospedale di Cremona e doneremo la maglia. Pedaleremo in tutta sicurezza, scortati dalle ammiraglie e percorrendo in auto i tratti più trafficati. L’arrivo è previsto a Vò Euganeo per le 15.30 circa.

Per la Biesse Arvedi Premac pedaleranno il cremonese Diego Bosini, Alessio Bonelli e Jacopo Menegotto. Sulle ammiraglie i D.S. Marco Milesi e Sergio Gozio e il Team Manager Massimo Rabbaglio.

L’iniziativa sarà trasmessa in differita da Rai Sport alle ore 19,30 e verrà seguita sui nostri social.

A tutti una buona pedalata e un in bocca al lupo per la ripresa delle gare!

FONTE COMUNICATO STAMPA

Intervista a Elena Pirrone pronta per la Ciclismoweb Crono Challenge

Intervista a Elena Pirrone sui prossimi programmi

Intervista a Elena Pirrone 21enne bolzanina  della  Valcar – Travel & Service in cui racconta i suoi programmi per il 2020

Elena Pirrone

Elena Pirrone

Si avvicina la data della ripartenza e la due volte campionessa del mondo junior Elena Pirrone non nasconde la sua voglia di ripresa. Una ripresa che avverrà sabato 11 luglio con la Ciclismoweb Crono Challenge.
“Questo è un primo passo verso il ritorno alle gare” esordisce la 21enne bolzanina in maglia Valcar – Travel & Service da luglio 2019 “è un buon test per partire e prendere le misure con la nuova stagione”.

Quali altre gare o obiettivi ti poni per questo 2020?

“Mi affascina l’idea di correre le Strade Bianche, sicuramente mi piacerebbe fare bene al Giro Rosa e tutta la stagione delle Ardenne con Liegi-Bastogne – Liegi, Amstel Gold Race e Freccia Vallone con la speranza di essere convocata ai vari campionati europei e mondiali. L’importante è che si possa tornare a correre presto dopo il periodo difficile che abbiamo passato”.

Lo speriamo davvero, Elena. Come hai vissuto i mesi del lockdown?

“Sono stati mesi difficili, perché mi sono ammalata e ho avuto una bruttissima influenza. Non era Covid-19, perché ho fatto tutti vari test e sono risultata negativa, ma è sono stata comunque costretta a 5 settimane di stop e, di fatto, non mi sono allenata. Fortunatamente piano piano mi sono ripresa e nelle ultime settimane del lockdown sono stata decisamente meglio, sono tornata ad allenarmi e ora sono molto fiduciosa. Sai, vivere chiusa in casa era difficile, con questa influenza poi lo è stato di più. Decisamente demotivante”.

Ma ora come stai?

“Meglio, molto meglio. La gamba sta tornando, mi sento ogni giorno sempre più in forma, sto lavorando molto duramente per arrivare pronta all’inizio delle gare. Ho sensazioni positive. Mi sento più forte dello scorso anno, riesco a spingere un rapporto più duro e sto ritrovando anche il mio peso forma”.

Quanto ti ha aiutato e ti sta aiutando l’essere in una squadra come la Valcar – Travel & Service?

“Tanto. Qui c’è un un’ambiente famigliare, ma professionale, un mix di competenza e di contatto umano che aiuta le giovani atlete a crescere senza pressioni. Questo ti permette di sviluppare le tue capacità in modo graduale. E poi l’ambiente è ottimo. Valentino Villa, il presidente, e il mio d.s Davide Arzeni si sono sempre molto interessati a me e poi il rapporto con le compagne di squadra è speciale. Tutte sono sempre molto disponibili nell’aiutare e darmi buoni consigli”.
Direi che tutto questo è molto bello. Questo spirito di squadra si è sentito anche durante il lockdown?

“Sì, assolutamente. La Valcar – Travel & Service è una squadra di Bergamo con sponsor bergamaschi. Sappiamo cosa ha significato essere di Bergamo nei mesi scorsi. Ero preoccupata per le mie compagne di squadra perché molte di loro sono lombarde, ma adesso m ipiace pensare che il nostro riprendere le gare possa essere un messaggio di speranza importante per tutti”.

Un’ultima cosa, Elena. A proposito di ripresa, Che ne pensi di questo calendario e più in generale di come si sia mossa l’UCI in questo periodo?

“Premettendo che la situazione non è per niente facile e che le decisioni da prendere sono molto complicate e per ogni cosa bisogna pensarci non una, ma sette volte, non c’è nessun commento negativo su quanto si sta facendo per la ripresa dell’attività. La situazione è difficile. Il calendario così compresso è molto tosto, molte gare si sovrappongono, come ad esempio la gara conclusiva in Cina con la Parigi-Roubaix e i tempi di recupero tra una gara all’altra saranno molto brevi. Sarà un’esperienza nuova, é difficile affrontare una stagione così. Ma questo calendario è meglio che niente, direi che è stato studiato bene e sono contenta che tutte le gare più importanti non si siano perse.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sidi Sixty tributo a Ritorno al Futuro

Sidi Sixty come la DeLorean DMC-12

Sidi Sixty una scarpa limited edition ispirata al film Ritorno al Futuro e alla mitica DeLorean DMC-12 di “Doc”

E’ il 1985 quando esce nelle sale cinematografiche il primo episodio della trilogia di “Ritorno al futuro”. Nel film, lo stravagante scienziato “Doc” costruisce una macchina per viaggiare nel tempo, usando una DeLorean DMC-12, automobile semi-sconosciuta e improvvisamente catapultata nell’olimpo degli oggetti di culto.
La nuova limited edition di Sidi Sixty, studiata e prodotta interamente in Italia, si ispira ai suoi interni illuminati da futuristici led blu: la tomaia in Microtech Pro diventa lucente, cangiante in puro stile anni ottanta, elegante e sempre di tendenza, un caposaldo per tutte le generazioni.

Proprio come una avveniristica auto, capace di volare in un tunnel temporale, Sixty è un mix di dettagli e soluzioni innovative firmate Sidi come il sistema di chiusura Tecno-4, capace di una regolazione ultra-precisa. Ispirandosi al suo visionario predecessore realizzato nel 1988 e già applicato ai modelli storici della collezione, oggi come allora continua ad essere proiettato verso il futuro.
A proposito di potenza, invece, la suola ultra-leggera Vent Carbon è stata studiata per trasferire al meglio la forza della pedalata oltre che per garantire massima resistenza e traspirazione, anche in caso di elevate temperature. Le fibre di carbonio, con le quali è realizzata, le conferiscono il giusto grado sia di rigidità che di flessione controllata in particolar modo in punta, alleviando così lo stress ai tendini plantari e favorendo una corretta circolazione durante lo sforzo.
Leggera, performante e resistente. Il look iridescente della nuova Sixty è un biglietto sola andata per un folgorante viaggio nel tempo.

 

 

GARMIN: presentata l’innovativa tecnologia Solar

GARMIN: presentata l’innovativa tecnologia Solar

GARMIN: presentata l’innovativa tecnologia Solar applicata a tre nuove serie di sportwatch rivolte agli appassionati di attività outdoor 

Testo alternativo

Il sole da sempre è fonte di energia e Garmin ne ha preso ispirazione per sviluppare una tecnologia unica ed esclusiva, applicata a tre nuove serie di sportwatch rivolte agli appassionati di attività outdoor in cerca di uno strumento che li segua in tutta la loro voglia di avventura. Ecco, quindi, fēnix 6, Instinct e tacticx Delta nella nuova versione Solar Edition che, così come anticipa il loro nome, prevedono l’innovativa ed esclusiva tecnologia fotovoltaica Solar, in grado di trasformare la luce solare in energia per un’estensione dall’autonomia della batteria.
«Siamo riusciti a integrare nelle più famose serie di prodotti da polso Garmin, una tecnologia innovativa, non invasiva, che sfrutta l’energia solare per prolungarne l’autonomia. Oltretutto senza agire sull’estetica dei prodotti. – commenta Stefano Viganò, Amministratore Delegato di Garmin Italia – Il nostro futuro ora parte da qui».

 

Viviamo un momento storico particolare: tante sono le dinamiche che si sono messe in moto e che stanno cambiando il nostro modo di vivere la quotidianità, il lavoro, ma anche la pratica delle più svariate attività sportive. Il risparmio e una migliore gestione del tempo, ma anche e soprattutto delle risorse energetiche, stanno ridefinendo il nostro approccio alla quotidianità.

 

Garmin ha scelto di farsi “ambasciatrice” di questa filosofia e oggi dà ancora più forza a questo messaggio, adottando un’innovativa tecnologia di ricarica solare per i nuovi device in collezione. Apparsa per la prima volta nell’agosto 2019 con il modello Garmin fēnix 6X – Pro Solar, la funzione Solar è un’esclusiva che l’azienda americana estende da oggi anche a tre iconiche serie di prodotti multisport: fēnix 6, Instinct e tacticx DeltaLa ricarica è garantita da una lente speciale trasparente studiata per non inficiare in modo alcuno l’estetica del prodotto.

 

«Garmin offre una tecnologia innovativa di ricarica solare nei suoi dispositivi indossabili. I nuovi modelli Solar Edition sono il risultato del continuo impegno dei nostri ingegneri, che si dedicano in ricerche e studi per migliorare sempre di più l’esperienza di utilizzo dei nostri sportwatch – ha dichiarato Stefano Viganò, Amministratore Delegato di Garmin Italia – Oggi più che mai dobbiamo prenderci cura di energie e risorse, crediamo che questa evoluzione possa essere l’inizio di una nuova strada nello sviluppo di strumenti sempre più evoluti dedicati alla pratica sportiva e al proprio benessere».

 

L’introduzione della nuova tecnologia sui modelli della serie fēnix 6, Instinct e tacticx Delta ha un valore importante, in termini di innovazione. Grazie a questa tecnologia, agli utenti Garmin è offerta un’esperienza di utilizzo prolungata, in grado di garantire più tempo per le proprie attività: dall’utilizzo delle mappe a colori all’ascolto della musica e molto altro ancora. In ogni momento, e direttamente dallo sportwatch, è possibile avere accesso alla schermata di monitoraggio dell’accumulatore di carica, in modo da avere un immediato riscontro sull’estensione dell’autonomia.

 

Un plus unico nel suo genere, dunque, che guarda molto lontano e che si rivolge al mondo outdoor e non solo: Garmin dimostra di essere votata ad un’evoluzione continua, che punta a studiare prodotti sempre più vicini alle tante esigenze dei propri utenti: sollevarli dalla paura di rimanere senza carica è sicuramente una di quelle.

 

GARMIN INSTINCT SOLAR: IL LATO URBAN DELL’AVVENTURA
I nuovi Garmin Instinct Solar, con il loro design audace e fuori dagli schemi, sono concepiti per chi vive l’emozione di esperienze adrenaliniche, anche in ambiente urban.
Il risultato della combinazione tra la ricarica solare e la nuova modalità di Risparmio Energetico garantisce una durata della batteria impareggiabile. Instinct Solar, in condizioni di utilizzo standard come smartwatch, garantisce fino a 24 giorni senza ricarica; autonomia che raddoppia nel caso di esposizione al sole.

 

Testo alternativo

Oltre alle funzioni già note, i modelli Garmin Instinct includono anche la rilevazione Pulse Ox, per monitorare il livello di ossigenazione del sangue, e la funzione Body Battery™, per rilevare il livello energetico dell’utente attraverso il controllo del sonno, dell’intensità dell’allenamento e molto altro.
Instinct Solar – Surf Edition è la novità progettata per gli amanti della tavola e delle onde. Permette di conoscere i dati delle maree e l’analisi automatica di onde, velocità e distanze percorse dai surfisti. È stato progettato avvalendosi della collaborazione degli atleti più esperti di questo sport.

I nuovi Instinct Solar e Instinct Solar – Surf Edition sono disponibili a partire da un prezzo consigliato al pubblico di 399,99 Euro.

 

GARMIN FĒNIX 6 – SOLAR EDITION: TECNOLOGIA E DESIGN PER UN’ESPERIENZA SENZA LIMITI

Dopo il successo del modello fēnix 6X – Pro Solar, la famiglia degli iconici smart sportwatch Garmin si amplia con i modelli fēnix 6 – Pro Solar e fēnix 6S – Pro Solar che, integrando la tecnologia Power Glass™, permettono un utilizzo ancora più prolungato, non solo per la navigazione terrestre e la pratica sportiva, ma anche per attività quotidiane in modalità smartwatch, come l’ascoltare musica o fare acquisti tramite la nostra soluzione di pagamento contactless Garmin Pay™.

Testo alternativo

fēnix 6S – Pro Solar (con cassa da 42 millimetri) ha un’autonomia garantita fino a 9 giorni che si estende con l’esposizione al sole del display. La batteria di fēnix 6 – Pro Solar (con cassa da 47 millimetri), invece, in modalità smartwatch garantisce un uso fino a 16 giorni se adeguatamente ricaricato con la luce solare. È disponibile anche la versione fēnix 6 e 6S Solar, che fornisce tutte le funzioni della serie PRO ma senza caratteristiche avanzate come la mappa e la possibilità di caricare musica: un prodotto perfetto per chi desidera allenarsi e fare sport.

Oltre alla tecnologia Solar, i fēnix 6 – Pro Solar e fēnix 6S – Pro Solar prevedono nuovi profili sport dedicati al surf, alla mountain bike e all’arrampicata indoor. Un’evoluzione che apre ancora più vie all’avventura.

 

– Profilo surf: i surfisti potranno tracciare la linea di ogni onda affrontata, il tempo dell’attività, la velocità massima raggiunta e l’onda più lunga cavalcata. Inoltre, durante una uscita con la tavola nelle zone “sorvegliate” dal servizio di webcam Surfline®, sarà possibile caricare l’attività sul proprio account Surfline e successivamente visualizzarne il video tramite Surfline Session™.
– Profilo mountain bike: grazie alla nuova funzione “Grit and Flow” i bikers potranno tenere traccia di dati specifici per il mondo off-road, tra cui il GRIT, che analizza la tipologia delle caratteristiche del tracciato, e il FLOW, che analizza la fluidità del tracciato.
– Arrampicata indoor: i climber saranno in grado di monitorare il numero di “vie” effettuate, la distanza verticale percorsa, il tempo di salita, il grado di difficoltà di ogni percorso e molto altro.

La gamma Garmin fēnix 6 – Solar Edition prevede tutte le funzioni più apprezzate della serie esistente, come il monitoraggio completo del riposo, che fornisce una analisi dettagliata delle fasi di sonno leggero, profondo e REM, il livello di ossigenazione del sangue tramite Pulse Ox, Smart Notification e Garmin Pay.
I nuovi Garmin fēnix 6 – Solar Edition sono disponibili a partire da un prezzo consigliato al pubblico di 749,99 Euro.

 

GARMIN TACTIX DELTA – SOLAR EDITION: STANDARD MILITARI
Il modello tactix Delta – Solar Edition e la sua versione Ballistics rappresentano la quarta generazione della serie di sportwatch tattici firmati Garmin: progettati secondo lo standard militare MIL-STD-810, utilizzano la ricarica solare per prolungare la batteria del dispositivo fino a 24 giorni grazie all’ esposizione alla luce del sole.
La speciale lente Power Glass™ protegge un display da 1,4 pollici (36% in più rispetto agli altri modelli della gamma tactix) per il massimo della visibilità in ogni situazione.
La cura del design e dei dettagli dona a questo prodotto un fascino unico, ma è il cuore tecnologico di Garmin tactix Delta – Solar Edition a ridefinire i confini dell’esperienza tattica. Tra le funzioni innovative la modalità Stealth, che consente di seguire un’attività disabilitando in automatico qualsiasi condivisione di segnale esterno, e la funzione Kill Switch, per eliminare in modo immediato tutti i dati utente, compresi i percorsi e i waypoint, tramite la semplice pressione di un pulsante. Inoltre, al suo interno troviamo mappe TopoActive Europee precaricate e funzionalità di navigazione avanzate, tra cui altimetro barometrico, bussola e la compatibilità di più sistemi di navigazione satellitare globale.
Il Garmin tactix Delta – Solar Edition e Garmin tactix Delta – Solar Edition Ballistics sono disponibili a partire da un prezzo consigliato al pubblico di 1.099,99 Euro.

 

Le nuove serie Solar Edition sono disponibili con una distribuzione selezionata delle referenze presso i rivenditori autorizzati Garmin del canale sport, outdoor, consumer electronics e watchstore.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA