Karel Vacek torna in Italia, correrà con il Team Colpack

Karel Vacek correrà con il Team Colpack

Karel Vacek  torna a correre in Italia con il Team Colpack dopo un’anno di esperienza con la Continental americana Axeon

Karel Vacek

Karel Vacek

Il Team Colpack annuncia l’ingaggio del 19enne ceco Karel Vacek che torna a correre in Italia dopo un’anno di esperienza con la Continental americana Axeon guidata da Axel Merckx, ex professionista belga, figlio del Cannibale. Karel è ciclisticamente maturato in provincia di Bergamo, da Juniores ha vestito per due annate la maglia del Team Giorgi e fa ritorno in Italia per ritrovare gli stimoli e l’ambiente ideale per riuscire ad esprimere al meglio le sue potenzialità.

“Voglio ringraziare Axel e la Axeon per avermi permesso di far parte di una squadra Pro Continetal così importante – ha dichiarato Vacek –. Purtroppo è stato un anno un po’ tribolato. C’è stato qualche problema interno al team e non siamo riusciti a seguire il calendario che ci eravamo prefissati. Anche io ho avuto qualche problema fisico e quindi ho corso molto poco. Sento di aver bisogno di correre, di avere più opportunità per farmi valere e partecipare a corse di alto livello e quindi credo che il Team Colpack possa essere la scelta giusta per me. Inoltre, torno in Italia, a Bergamo, che è la mia seconda casa, dove mi trovo molto bene, dove quando mi sveglio la mattina vedo le montagne e ci sono salite ideali per allenarmi”.

A questo punto il 2020 diventa un anno molto importante per Karel Vacek, 19 anni:

 “Ho già incontrato lo staff e abbiamo ipotizzato un possibile calendario di gare nazionali e internazionali e qualche partecipazione anche a gare di professionisti. Sono molto contento perché anche in Italia ci sono molte gare adatte alle mie caratteristiche. Voglio prepararmi al meglio durante l’inverno per poi farmi trovare pronto subito nei primi importanti appuntamenti di marzo e aprile come il Giro del Belvedere e il Palio del Recioto. A giugno c’è il Giro d’Italia U23, ma anche la Corsa della Pace in Repubblica Ceca che per la mia Nazionale è un appuntamento molto importante anche per conquistare punti per poter poi partecipare al Tour de l’Avenir. Giugno sarà un mese fondamentale anche perché ci saranno i Campionati Nazionali. Poi sarà importante tornare in forma per settembre con il Tour de l’Avenir e il Mondiale che sono due miei grandi obbiettivi”.

Dalle sue parole si evince una grande determinazione:

“Ho fatto degli errori nella stagione appena passata, ma ho imparato tanto. Credo di aver maturato ancora più esperienza che mi potrà tornare utile l’anno prossimo per vincere e progettare al meglio il mio futuro anche grazie al supporto del mio nuovo team”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Massimo Ghirotto gregario di ferro

Massimo Ghirotto quarto al mondiale di Agrigento

Massimo Ghirotto, molto più di un “semplice” gregario vincitore di tappe in tutti i grandi giri e quarto al mondiale di Agrigento

Massimo Ghirotto

Massimo Ghirotto

Massimo Ghirotto nasce a Boara Pisani il  25 giugno 1961, scopre la passione per il ciclismo osservando una fiammante bicicletta esposta in una vetrina di un vecchio meccanico di paese.

Massimo inizia a pedalare nel tempo libero, poi in sella ad una bici da donna vince una corsa ai mitici “Giochi della Gioventù”. L’alunno Ghirotto si dimostra particolarmente portato per lo sport del pedale tanto da iniziare a maturare un vero e proprio amore per il ciclismo.

Pedalata dopo pedalata,  affina la sua passione ed a sedici anni entra nella “Mantovani velo club” di Rovigo nella categoria allievi per poi passare tra gli juniores dal ’78 a ’79 e fare un suo debutto nel 1980 tra i dilettanti. Nella categoria brilla per le sue doti andando a conquistare la Astico-Brenta e il Giro delle Tre Provincie Toscane (1981) e il Gran Premio Città di Empoli ’82.

Massimo Ghirotto dimostra una grande propensione alla fatica e un instancabile senso del dovere che lo porta ad essere apprezzato da compagni e dirigenti che vedono nel suo rigore e nella sua dedizione una dote sempre più rara.

Le sue buone prove tra i dilettanti gli valgono, nel 1983, la chiamata dei professionisti da parte della Gis Gelati di Giorgio Vannucci, direttore sportivo di Francesco Moser, un vero e proprio mito per il giovane Massimo.

Già al primo anno tra “i grandi” ottiene un interessantissimo terzo posto al Giro di Toscana che ne dimostra le capacità e il potenziale.

Nel 1985 passa alla corazzata Carrera Jeans di Roberto Visentini e Guido Bontempi. In quell’anno fa il suo esordio al Giro d’Italia (chiuso 125esimo).

Nel 1986 è ancora ai nastri di partenza di Giro e si distingue chiudendo al 25esimo posto in generale ottiene poi la vittoria nella decima tappa del Tour de Suisse da Bodele a Zurigo. L’anno seguente fa il suo esordio al Tour de France e conquista tre vittorie personali: al Trofeo Matteotti, alla Coppa Placci e, assieme a Bruno Leali, al mitico Trofeo Baracchi. L’87 è l’anno dei dualismo Roche-Visentin in casa Carrera e anche Ghirotto si schiera con l’italiano (capitano designato); grazie alle sue doti di prezioso e instancabile gregario viene convocato dalla nazionale italiana per i mondiali di Villach 1987 (vinti dall’indemoniato Roche).

Il 1988 lo vede chiudere al 18esimo posto il Giro e vincere la quattordicesima tappa al Tour daB lagnac a Guzet-Neige. Sempre nello stesso anno si aggiudica il GP Industria e Artigianato ottenendo la convocazione per i Campionati del mondo di ciclismo su strada che si disputano a Ronse in Belgio.
L’anno seguente ottiene la sua prima vittoria alla Vuelta a España nella settima 7ª tappa da Ávila a Toledo. Nel 1990, sempre in maglia Carrera, vince il Giro del Veneto, il Giro dell’Umbria, il GP Sanson e la vittoria nell’ottava tappa del Tour da Besancon a Ginevra.
Nel 1991 vince la quarta tappa del Giro del Trentino da Molveno ad Arco e, al Giro d’Italia, conquista la Prato-Felino diventando uno degli atleti in grado di vincere una tappa in tutte e tre le grandi corse a tappe.

Il 1992 lo vede protagonista vittorioso ancora al Giro del Veneto, alla Tre Valli Varesine, alla Cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini e, soprattutto, alla Wincanton Classic, (nota anche come Leeds International Classic o Rochester International Classic) precedendo sul traguardo Laurent Jalabert e Bruno Cenghialta. Quell’anno fa parte della vittoriosa spedizione azzurra ai Mondiali di Benidorm (Spagna).

L’anno seguente abbandona la Carrera per approdare alla ZG Mobili con cui bissa il successo alla Tre Valli dell’anno precedente e conquista l’arrivo di Oropa al Giro d’Italia. Viene nuovamente convocato per i Mondiali (Oslo ’93).
Nel 1994 conquista nuovamente una vittoria al Giro (nella Lavagna-Bra) e ottiene il primo posto in classifica generale alla Vuelta a los Valle Mineros.

Massimo Ghirotto al Mondiale 1994



Massimo Ghirotto
viene nuovamente convocato in nazionale, questa volta per i Mondiali di Agrigento, e proprio in quell’occasione vive uno dei momenti di massimo fulgore.

L’Italia, orfana di Gianni Bugno positivo alla caffeina, si affida a Chiappucci, Bortolami e Fondriest ma Maurizio non è in giornata, Gianluca cade e solo El Diablo risponde presente.

A tre giri dalla fine Cassani gli chiede come sta, il Ghiro è in forma e risponde “molto bene”, a quel punto il CT Alfredo Martini gli dice di fare la sua corsa. Massimo ha esperienza da vendere nelle prove iridate, è alla quinta presenza, e sa cosa si deve e cosa non si deve fare in una simile corsa. I più in forma sono Sorensen, Armstrong Leblanc, Chiappucci e Virenque ma si controllano a vista.

Al penultimo giro, sulla rampa finale, Massimo prova uno scatto secco a cui resistono solo Leblanc e Sorensen (nettamenti più forti in una eventuale volata). Ghirotto non collabora e da dietro rinviene Chiappucci con Armstrong, Virenque e Konyshev. Nell’ultima salita parte Lebalc, Massimo urla al Diablo di seguirlo ma il Chiappa indugia e allora è il Ghiro a seguirlo.

Al primo scatto Ghirotto c’è, al secondo pure ma al terzo allungo del francese il serbatoio è vuoto e la luce si spegne quando mancano poco più di venti metri dal piano. Leblanc è un treno e non vedere più nessuno a ruota centuplica le sue energie. Alla fine Massimo deve “accontentarsi” di chiudere al quarto posto alle spalle di Chiappucci, Virenque e, appunto, il vincitore Leblanc: medaglia di cartone, quel giorno gli dei non gli sorridono.>

Il 1995 è il suo ultimo anno da professionista per dedicarsi alla direzione sportiva dapprima con la Roslotto e poi con la Bianchi.

In occasione del Giro 2010 si unisce alla squadra di  RadioRai seguendo il commento tecnico in sella alla moto, tappa per tappa, portando un contributo importantissimo nel racconto della corsa.

Nel 2011 collabora assieme al senatore della Lega Nord Michelino Davico e l’ex ciclista Matteo Cravero ad organizzare la corsa ciclistica denominata “Giro di Padania”.

 

Granfondo Kask Soave MTB e territorio

Granfondo Kask Soave MTB e il territorio

Granfondo Kask Soave MTB prosegue il progetto di valorizzazione turistica del territorio

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L’appuntamento con la Granfondo Kask Soave Mtb è fissato per domenica 24 maggio 2020 nel cuore dello splendido borgo del veronese. Una gara che, in occasione della XX edizione, ribadisce la volontà di valorizzare turisticamente un’area dalla lunga storia. Attraverso contrade, castelli e distese di vigneti, si snoda infatti un unico percorso di 46 chilometri tecnicamente completo ma allo stesso tempo veloce e adatto a tutti.

Nel panorama delle manifestazioni dell’off-road la Granfondo Kask Soave MTB è un evento particolare: non si tratta semplicemente di una gara di mountain bike ma di un vero e proprio progetto di valorizzazione turistica del territorio. La sfida di questa manifestazione consiste infatti nel sottolineare le peculiarità dell’area di Soave, una zona che si distingue per storia, cultura e ricchezza gastronomica e che, anche grazie alla manifestazione, ha visto in questi vent’anni una crescita del turismo a due ruote.

L’originale competizione su due ruote per la sua 20esima edizione, in programma domenica 24 maggio 2020 sulle colline di Soave, in provincia di Verona, offre ai 1500 biker in gara un tracciato relativamente tecnico e allo stesso tempo accessibile anche agli amatori: un percorso di gara che si snoda per 46 chilometri lungo un anello disegnato nel paesaggio suggestivo e panoramico, tra vigneti e cantine.

APERTURA ISCRIZIONI
Per questa 20esima edizione le novità riguardano il percorso che, rispetto allo scorso anno, è stato modificato leggermente cosi da ottenere un tracciato di 46 chilometri per un dislivello di 1600 metri che arriva a toccare le pendici dei monti Lessini snodandosi lungo un paesaggio fatto di vigneti che rende la componente agonistica particolarmente affascinante. La partenza e l’arrivo della Granfondo Kask Soave MTB sono previsti nell’antico borgo in via Roma: il via per le ore 9.15 e il tempo massimo di gara previsto è di cinque ore. Lungo il percorso sono previsti dei cancelli orario in località “Pian di Cologno” e “Castelcerino”. Anche nella stagione agonistica 2020 la gara farà parte del circuito EASY CUP.

Le iscrizioni, per un massimo di 1500 partecipanti, saranno possibili a partire dal 18 novembre 2019 e le quote di partecipazione saranno organizzate in base a tre fasce di adesione.

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Dal 18 novembre fino al 31 marzo 2020 al costo di 30 Euro, dal primo aprile al 17 maggio l’iscrizione sale a 35 Euro e dal 18 maggio al giorno della gara il costo è di 40 Euro. Per le società sportive che iscrivono i propri atleti in una unica soluzione è previsto un ulteriore vantaggio: ogni dieci iscritti l’undicesimo è gratuito. Per quest’ultima edizione l’iscrizione può avvenire solo tramite il modulo online disponibile sul sito di Winning Time. Le società sportive avranno la possibilità di prenotare l’area team esclusivamente tramite apposito modulo entro il 14 maggio 2020 e salvo esaurimento posti disponibili.

UN PERCORSO PER VALORIZZARE IL TERRITORIO
L’area di Soave è stata la prima ad aver ottenuto il riconoscimento di “Paesaggio rurale di interesse storico” entrando a far parte del “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” istituito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali nel novembre 2012.
L’obiettivo degli organizzatori e delle amministrazioni comunali interessate dal passaggio della gara è di continuare a far crescere il prestigio della zona, attirando in futuro anche nuovi segmenti di mercato estero, tramite un programma di attività ed eventi collaterali che a livello turistico saranno un’invidiabile vetrina per un’area geografica ricca di elementi caratterizzanti e unici.

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Per ulteriori informazioni: www.gfkasksoave.com

FONTE COMUNICATO STAMPA

Bianchi accende l’entusiasmo in Giappone

Bianchi accende l’entusiasmo in Giappone

In occasione della Japan Cup, il Team Jumbo-Visma è stato protagonista di un esclusivo evento Bianchi

Japan

In occasione dell’ultima edizione della Japan Cup, tenutasi a Utsunomyia vicino Tokyo, Bianchi ha voluto premiare la passione degli appassionati con una serie di iniziative organizzate in collaborazione con il Team Jumbo-Visma: l’occasione ideale per festeggiare un anno di grandi successi in uno dei principali mercati mondiali per l’azienda italiana.

Nel tradizionale appuntamento di fine stagione gli atleti del Team Jumbo-Visma sono stati abbracciati dal calore e dal tifo nipponico. Per l’occasione Bianchi ha preparato una speciale edizione della Oltre XR4 con grafiche dipinte a mano dedicate al Giappone e portata in gara dall’olandese Robert Gesink. Lunedì, al Bianchi Bike Store nel centro di Tokyo, i fans locali hanno potuto partecipare a una sessione di bike fitting con gli atleti del Team Jumbo-Visma e alla presentazione della gamma Bianchi 2020, concludendo la giornata con un esclusivo party a loro dedicato. Il terzo classificato al Tour de France 2019Steven Kruijswijk, è stato lo special guest dell’evento insieme agli altri compagni di squadra Robert Gesink, Neilson Powless, Koen Bouwman, Sepp Kuss e Lennard Hofstede.

Oltre XR4

L’amore dei tifosi nipponici ha abbracciato anche Primoz Roglic, il numero uno del ranking mondiale UCI 2019, volato in Giappone una settimana più tardi per il Criterium Saitama, tenutosi lo scorso 27 ottobre. Per l’occasione lo sloveno del Team Jumbo-Visma, vincitore della Vuelta a Espana 2019 e terzo al Giro d’Italia, ha incontrato i tifosi, mettendosi a disposizione per foto ed autografi. Inoltre, Roglic ha approfittato della trasferta giapponese per pedalare sul tracciato della prova in linea delle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020.

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Foto: 1) Il Team Jumbo-Visma ospite dello speciale evento tenutosi al Bianchi Bike Store di Tokyo (Credits cyclowired.jp); 2) Oltre XR4 special edition utilizzata da Robert Gesink in gara (Credits cyclowired.jp); 3) Primoz Roglic in ricognizione sul tracciato della prova in linea delle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 (Credits cyclowired.jp).
FONTE COMUNICATO STAMPA

Pidcock il World Tour può attendere

Pidcock per ora non passa nel WorldTour

Pidcock ventenne britannico in forza al Team Trinity per il 2020 prevede di non passare al World Tour per concentrarsi su cross e MTB 

Thomas Pidcock (fonte pagina twitter)

Thomas Pidcock (fonte pagina twitter)

Pidcock, uno dei nomi più interessanti del ciclismo del futuro non passerà in una formazione del Woirld Tour nel 2020. Il britannico è una star multidisciplinare, giovane, sfacciato, forte e veloce con addosso gli occhi di tutti i tecnici del mondo ma, coraggiosamente, preferisce attendere il salto tra “i grandi”.

I suoi programmi per il 2020 non prevedono un contratto che lo vincoli alle corse su strada è troppa la sua voglia di pedalare e spaziare tra l’asfalto, la ghiaia e il fango della mountain bike.

In una intervista rilasciata a VeloNews, Thomas Pidcock ha lasciato intendere di sentirsi libero di valutare con calma il suo futuro: “vediamo come va la prossima stagione, non ho fretta di seguire una direzione unica o di entrare a tutti i costi nel World Tour”.

Il nome di Pidcock (in forza al Team Trinity) oltre Manica è uno di quelli che fa sognare e a breve, ne siamo certi, sarà in grado di infuocare il tifo degli amanti del ciclismo su strada. Le sue vittorie più prestigiose come il titolo campione del mondo cross U23, la medaglia di bronzo sui mondi stradali U23 e la conquista della Parigi-Roubaix U23 lo hanno fatto diventare il desiderio proibito di tutti i team professionistici.

Designato da molti come il successore di Chris Froome e Geraint Thomas ha l’età dalla sua parte che gli consente di poter fare delle “scelte artistiche” o, se vogliamo, di piacere puro. Un po’ come Peter Sagan che pedala per il piacere di farlo anche Tom non vuole precludersi il piacere di fare MTB o ciclocross cosa che spesso è ardua se si fa parte di una formazione del WorldTour.

“Ho avuto interesse dai team WorldTour ma penso che che essere flessibile e provare cose diverse da giovane mi permetta di diventare un pilota migliore a lungo termine” spiega Pidcock e sinceramente non possiamo che concordare con la sua visione.

 

Pidcock ha chiuso solamente ottavo ai Campionati Europei di Silvelle 2019 vinti da Van der Poel dopo aver battuto Eli Iserbyt nei campionati mondiali di cross U23 a febbraio 2019; “Mi sentivo le gambe morte e non mi sentivo me stesso. Non ero proprio brillante ma visto le sensazioni sono comunque soddisfatto” ha spiegato l’inglese.

Pidcock, originario dello Yorkshire dove si sono corsi i Mondiali 2019, è figlio di due appassionati ciclisti e all’età di 10 anni aveva già maturato l’idea di diventare un ciclista professionista e di cimentarsi in più discipline. Ed è proprio l’anima multidisciplinare ad averlo spinto a correre per il team Trinity.

“Van der Poel e Wout van Aert sono certamente dei modelli a cui mi ispiro e che mi danno la certezza che è possibile correre ai massimi livelli al WorldTour e ai vertici del ciclocross” ha concluso Tom Pidcock.

Comunque vada la stagione 2020 di Pidcock, un suggerimento agli appassionati, ricordatevi il suo nome perché nel 2021 sarà tra i grandi a dar spettacolo. Non dite che non vi abbiamo avvisato.

 

Fausto Masnada alla prova del World Tour

Fausto Masnada pronto ad esordire nel World Tour

Fausto Masnada pronto ad esordire nel World Tour 2020 con i colori del Team CCC dopo aver vissuto anni di costante crescita 

Masnada (fonte pagina Facebook)

Masnada (fonte pagina Facebook)

Fausto Masnada è stato uno dei ciclisti emergenti esplosi nel corso della stagione che sta volgendo al termine. Il bergamaso ha fatto, possiamo certamente dirlo, il salto di qualità in termini di perfomance e di autorevolezza nello stare in gruppo. Questo exploit gli è valso il salto di categoria: dalla categoria Professional con l’Androni Giocattoli-Sidermec al World Tour con la maglia della polacca Team CCC.

Masnada ha siglato un contratto di due anni che dovrebbe consentirgli di prendere contatto con le corse più impegnative del circuito e dimostrare di poter essere competitivo tra i big del pedale mondiale.

Fausto, classe 1993, ha pienamente dimostrato di poter competere ad alti livelli sin dagli esordi come dilettante nel Team Colpack. Dal 2017 è passato tra i professionisti sotto l’attenta supervisione di una vecchia volpe come Gianni Savio e con cui ha sempre dimostrato di essere assolutamente all’altezza delle aspettative.

Attaccante nato, spirito indomito, Fausto ha sorpreso tutti conquistando due successi di tappa al Tour of the Alps in cui è stato assoluto protagonista così come al Giro dell’Appennino dove ha ottenuto il  econdo posto finale. Il top di forma, poi, lo ha raggiunto al Giro d’Italia 2019 dove ha conquistato la sesta tappa con arrivo a San Giovanni Rotondo.

Fausto Masnada è stato quindi uno dei nomi caldi del ciclomercato 2019 finendo per accasarsi al piano di sopra in un team che può annoverare uomini di talento come Matteo Trentin ed Ilnur Zakarin e campioni affermati come Greg Van Avermaet ed Alessandro De Marchi.  Proprio la presenza di due connazionali di alto profilo come Trentin e De Marchi può essere un’ulteriore garanzia di crescita per il giovane lombardo.

“Passare in un team WorldTour era uno dei miei obiettivi e sono contento di averlo raggiunto, devo ringraziare tutto lo staff del Team Androni Giocattoli-Sidermec per gli anni trascorsi assieme e per la crescita professionale prima ancora dei tanti risultati che ho ottenuto. Ora il Team CCC rappresenta per me una enorme opportunità di crescita professionale” ha spiegato Masnada.

 

per chi cerca emozioni

Brixia Adventure Mtb 2020 il video

 

Brixia Adventure Mtb 2020 presenta il video emozionale (e promozionale) per la stagione che sta arrivando

Un video promo “emozionale” ci prepara alla nuova stagione, tramite le immagini più salienti dell’avventura 2019. Ad abbonamenti già aperti eccovi le “magnifiche 7”: le tappe Bresciane che vi faranno divertire da marzo a ottobre 2020.

 

 

 

 

E’ ancora a cura della web-tv più rinomata nel mondo dell’intero panorama della mountainbike Nazionale, Mtb Channel, il video promo che ci ricorda la stagione appena conclusa, accompagnandoci – calendario alla mano – verso una nuova grande avventura con il Brixia Adventure Mtb.

Il primo passo da seguire per assicurarsi un posto in griglia è sicuramente sottoscrivere subito l’abbonamento con il notevole risparmio e con la sicurezza di godere di tutti i vantaggi che il c.o. ha predisposto per noi.

Essenziale sarà dare un’occhiata al sito internet, ed in particolare prendere visione del nuovo regolamento.

Per qualche dettaglio sulle tappe invece vi diamo una mano noi:

Si parte il 3 marzo, con la “classica” di Carpenedolo, che accoglierà i bikers lungo le sponde del fiume Chiese, alla “Energy Marathon MG.K Vis”. Una gara che vi sorprenderà, togliendovi il fiato, ed accompagnandovi alla stagione che inizia.

La tappa di Brescia, con l’innovazione dell’intero percorso, nel 2019 ci ha regalato l’ascesa al Monte Maddalena (la palestra dei bikers Bresciani ), e così sarà anche per l’edizione 2020. Anche se il 19 aprile è ancora lontano, l’instancabile Team “Mbo Bike Club” è già “sul pezzo” in attesa della “Granfondo Mtb Città di Brescia”, e sono di questi giorni le immagini che sui social ritraggono gli uomini capitanati da Cesare Maffoni già al lavoro per la manutenzione del percorso, e per la realizzazione di nuovi passaggi.

In arrivo poi l’attesissima “new entry”, che ci porterà sul Lago di Garda, a Gardone di Riviera, e più precisamente al Vittoriale D’Annunzio, location d’orgoglio per gli organizzatori appunto della D’Annunzio Bike del 17 maggio, che abbiamo presentato nello scorso comunicato stampa, con un’intervista a Presidente Stefano Schioppa.

Il 7 giugno si aprirà la porta di casa per Manuel Bacchetti, che a Pertica Bassa ci aspetta per il 14° anno con la “Sunset Bike – la Granfono delle Pertiche”, e che ancora festeggia la campionessa del Mondo Simona C’è, vincitrice anche della maglia da leader del circuito Brixia Adventure 2019, e militante tra le fila della società Pertica Bassa.

Nel calore del mese di luglio, ed esattamente il giorno 5, ad accoglierci sarà la località turistica montana di Borno, in Valle Camonica, dove grande è sempre la partecipazione alla “Valle Camonica BikEnjoy”, e fantastica l’accoglienza che ci riservano anche gli abitanti del luogo, Sindaco compreso, e che supportano gli uomini e le donne di Matteo Pedrazzani in modo da lasciarci un fantastico ricordo della manifestazione sportiva.

Volete poi vivere un’emozione direttamente dal cuore appassionato di un organizzatore? La vostra gara è allora sicuramente la Soprazocco Bike, dove Gianluca Franzoni muove con vero sentimento sportivo la macchina dello spettacolo motorio delle due ruote a propulsione fisica, coadiuvato da un’impressionante e compatto gruppo di volontari. Siamo al 6 settembre, e per la cronaca siamo a Soprazocco di Gavardo, ma con location di partenza ed arrivo a Puegnano del Garda.

I paesaggi che ci riempiranno la vista ci aspettano poi a Tremosine, con lo spettacolo dei suoi verdi prati che precedono la visuale delle montagne circostanti, e dove Antonio Pedercini, affiancato da validi professionisti della comunicazione ed organizzazione di eventi sportivi, ci aspetta per un intero weekend di eventi, per raggiungere il culmine alla Tremalzo Bike Race della domenica mattina 4 ottobre.

La campagna abbonamenti al circuito Brixia Adventure Mtb è nel vivo, e sottoscrivibile collegandosi al sito di Sms Sport, cliccando sul link delle iscrizioni. In alternativa, è possibile abbonarsi direttamente presso Eurocopy Sas, in Via Milano n. 60/c a Brescia, tel. 030320011, seguendo le istruzioni sul sito.

CALENDARIO BRIXIA ADVENTURE MTB 2020:

01.03.2020 – ENERGY MARATHON – ASD ADVENTURE TEAM TITICI – CARPENEDOLO (BS)
19.04.2020 – GRAN FONDO MTB CITTA’ di BRESCIA – ASD MBO bike club – BRESCIA (BS)
17.05.2020 – D’ANNUNZIO BIKE – GARDONE IN BIKE – GARDONE RIVIERA (BS)
07.06.2020 – SUNSET BIKE LA GRAN FONDO DELLE PERTICHE – ASD PERTICA BASSA – PERTICA BASSA (BS)
05.07.2020VALLE CAMONICA BIKENJOYASD ADVENTURE TEAM TITICI – BORNO (BS)     
06.09.2020 – SOPRAZOCCO BIKE – ASD MTB SOPRAZOCCO – SOPRAZOCCO di GAVARDO (BS)
04.10.2020 – TREMALZO BIKE RACE – PRO SPORT TREMOSINE – TREMOSINE (BS)       

Per tutte le prossime news Brixia Adventure Mtb 2020 vi aspetta sul sito e sulla pagina Facebook dedicati al circuito!

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Polisportiva Fiumicinese al Giorno della Scorta

Polisportiva Fiumicinese, stage al Giorno della Scorta

Polisportiva Fiumicinese sarà presente al Giorno della Scorta di Faenza del prossimo 24 novembre per uno stage formativo

Al Giorno della Scorta, in programma a Faenza il 24 prossimo, la Polisportiva Fiumicinese – Fait Adriatica, già Premio Sicurezza 2004, parteciperà con una propria rappresentativa di Allievi per dare loro una occasione di formazione ascoltando direttamente cosa gli “adulti” pensano e fanno per la loro sicurezza, pronti anche ad esprimere le proprie impressioni di atleti seppure “piccoli”.

Per diventare campioni c’è tempo, ma per essere consapevoli in gara ed in allenamento non è mai troppo presto, anzi, è una necessità a cui le società devono rispondere con azioni concrete.

La trasferta della Polisportiva Fiumicinese prevede pure una visita al Pullman Azzurro della Polizia di Stato, presente al Giorno della Scorta, per seguire una breve lezione di sicurezza stradale condotta dagli istruttori della Polizia Stradale.

Una gran bella iniziativa, che non sarebbe male fosse copiata anche da altre società.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Ciclismo in Sicurezza, presentazione libro

Ciclismo in Sicurezza del G.S. Progetti Scorta

Ciclismo in Sicurezza, presentazione libro dedicato ai primi 25 anni di vita del G.S. Progetti Scorta, il  “diario di un progetto”

Ciclismo in Sicurezza

Ciclismo in Sicurezza

È di questi giorni la pubblicazione del libro “Ciclismo in Sicurezza”, dedicato ai primi 25anni di vita del G.S. Progetti Scorta, il  “diario di un progetto”, come recita il sottotitolo, dedicato alla ricerca della sicurezza nelle gare ciclistiche, intrecciato con l’esperienza personale del suo fondatore ed autore del libro Silvano Antonelli.

Duecentoventi pagine accompagnate da 99 foto, per un racconto desideroso di far comprendere come hanno preso corpo gran parte delle idee e delle soluzioni che oggi garantiscono la sicurezza nel ciclismo, ma che negli anni hanno trovato difficoltà ad affermarsi scontrandosi  con ritardi culturali, tradizionalismi, indifferenza, se non anche ostracismi veri e propri.

Un periodo, quello descritto, che va dall’inizio degli anni 90 quando  non esistevano le sospensioni temporanee del traffico, i corsi di abilitazione per motostaffette, le scorte tecniche con i relativi disciplinari, fino all’ottobre del 2017, quando con il convegno “Istituzioni e Ciclismo” svoltosi presso la Prefettura di Ravenna, viene celebrata la ventennale e feconda collaborazione tra FCI e Ministero dell’Interno, il periodo più innovativo e propositivo che la sicurezza nelle gare ciclistiche su strada abbia fino ad oggi potuto conoscere.

Il libro sarà presentato da Pier Augusto Stagi durante i lavori del Giorno della Scorta (Faenza il 24 novembre) e regalato a tutti gl’intervenuti, nonché spedito successivamente a quanti ne faranno  richiesta a: info@progettiscorta.it.

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Massimo Podenzana il gregario instancabile

Massimo Podenzana due volte campione d’Italia

Massimo Podenzana, gregario di lusso, due volte Campione d’Italia e fedele scudiero di Marco Pantani nella doppietta Giro-Tour del 1998

 

Massimo Podenzana

Massimo Podenzana

Massimo Podenzana nasce a La Spezia il 29 luglio 1961 fin da piccolo si avvicina al ciclismo e, dopo la trafila nelle categorie giovanili entra nei dilettanti. Tra il 1983 e il 1984 si mette in luce grazie alle vittorie al Trofeo Pigoni e Miele, al Circuito di Ceia, alla Coppa Martiri di Figline, al Giro del Veneto e al Gran Premio Industria del Cuoio e delle Pelli.

Massimo si dimostra corridore attento e atleta serio tanto da ottenere, nel 1985, la chiamata per i Campionati Mondiali di Giavena del Montello conquistando la medaglia di bronzo nella cronometro a squadre con i Claudio Vandelli, Poli e Bartalini.

L’anno seguente viene nuovamente convocato da Edoardo Gregori per la cronosquadre Mondiale a Colorado Springs. Quell’anno arriva uno strameritato argento assieme al solito Poli e ai due nuovi compagni Vanzella e Scirea.

Le sue performance gli valgono la chiamata tra i professionisti per il 1987 quando va a vestire i colori dell’Atala-Ofmega guidata dal d.s. milanese Franco Cribiori che lo fa subito esordire al Giro d’Italia di quell’anno.

Le sue doti di “passistone” e uomo di fatica non passano inosservate e, al Giro d’Italia 1988 grazie a una fuga conquista la tappa con arrivo a Rodi Garganico e riesce ad indossare la maglia rosa sino all’undicesima tappa Parma-Colle Don Bosco che resterà nella storia in quanto curiosamente neutralizzata ad un chilometro dal traguardo a causa di una manifestazione ambientalista che impedisce il passaggio degli atleti.

Dopo un 1989 privo di soddisfazione nel 1990 passa alla Italbonifica di Bruno Reverberi con cui prende parte al Giro (il team vince due tappe con Stefano Allocchio).

L’anno d’oro di Podenzana è il 1993 quando (con la maglia della Navigare) si impone al Gran Premio Città di Camaiore e al  Gran Premio Industria e Commercio di Prato che quell’anno è valido come prova che assegna il titolo di Campione Italiano. Il 1994 è l’anno della conferma del titolo di campione nazionale nella prova in linea grazie alla conquista del Trofeo Melinda, giunto alla terza edizione, che assegna, appunto, la maglia tricolore lungo il duro circuito di Cles, in Trentino. In una giornata afosissima Podenzana va in fuga dapprima con una manciata di colleghi poi stacca tutti, resta solo. Dall’ammiraglia Reverberi lo striglia, lo sprona, lo sostiene il un crescendo che lo porta a tagliare il traguardo in una vera e propria impresa.

Nel 1995 Massimo Podenzana si presenta ai nastri di partenza indossando i colori della Brescialat di Fabio Bordonali conquistando la vittoria al Giro d Toscana e prende parte per la prima volta al Tour de France chiudendo 26esimo in classifica generale.

L’anno seguente Massimo cambia nuovamente formazione approdando alla Carrera-Longoni Sport di Davide Boifava e Giuseppe Martinelli. E’ un anno positivo per Podenzana che al Tour de France lavora per il capitano Peter Luttenberger ma riesce a vincere la quindicesima tappa da
Brive a  Villeneuve-sur-Lot in Aquitania grazie alle sue doti di finisseur che gli consentono di bruciare sul tempo il gruppo quando mancano poco meno di quattro chilometri all’arrivo. Proprio nell’esperienza alla Carrera ottiene la fiducia di Marco Pantani che sta recuperando dalle vicissitudini fisiche.

Nel 1997, infatti, viene ingaggiato dalla MercatoneUno neonata formazione voluta da Romano Cenni e dal DS Luciano Pezzi e creata intorno al Pirata. Le doti di persona di fiducia, seria e collaborativa sono il valore aggiunto che lo fanno ammirare dall’intero gruppo (una sorta di “Nazionale romagnola”) ed in particolare da Marco. Al Giro la sfortuna si accanisce sul Pirata che cade lungo la discesa del valico di Chiunzi abbandonando la corsa al termine della tappa.  Il 2 giugno si classifica secondo nella tappa del Passo del Tonale superato da José Jaime González al termine di una lunga fuga

Al Tour de France 1997 chiude 24º dando, assieme a Roberto Conti, una importante mano per la conquista del terzo posto finale di Pantani.

L’anno successivo vince il Gran Premio Industria e Artigianato di Larciano ed è, a 37 anni suonati, uno dei fari della Mercatone che conquista con Pantani la storica doppietta Giro-Tour (al Giro choiude 11esimo in generale).

Negli anni seguenti continua il suo compito di fedele gregario con la Mercatone seguendone le traversie legate alle vicende del Pirata per poi entrare direttamente nello staff tecnico del team.

Nel 2003 e 2004 passa Nippo e poi, dal 2005 al 2010, alla neonata Ceramica Flaminia per poi approdare al Team Novo Nordisk squadra voluta da Vassili Davidenko (ex compagno del Pode ai tempi della Navigare) con base ad Altanta, caratterizzata dalla valenza sociale di impegnare solamente atleti con problemi legati al diabete.