Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti dei Mondiali Innsbruck

Favoriti dei Mondiali Innsbruck

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

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Bike da te, come costruirsi una bicicletta!

Bike da te recensione del libro di Jenni Gwiazdowski

Bike da te, uscito per # logosedizioni e scritto da Jenni Gwiazdowski, è una simpaticissima e illustratissima guida per costruire una bici a scatto fisso fai da te

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te di Jenni Gwiazdowski

Bike da te? E perché no? Avete mai immaginato di potervi costruire una bicicletta fai da te? Proprio qualche giorno fa, sentendo due amici discutere in treno sulla nuova bicicletta, abbiamo sentito nelle parole di uno dei protagonisti emergere il timore di dover “smontare” un pezzo della propria amata bicicletta. Immaginatevi se questa persona avesse avuto in mano Bike da te ovvero una guida pratica e intuitiva per costruirsi una bicicletta, forse i suoi timori sarebbero svaniti!

La bicicletta in questi anni sta vivendo una seconda giovinezza complice la “moda” che sta spingendo (lentamente) gli italiani a tenersi in allenamento con il ciclismo oltre che una nuova idea ”green”e le condizioni economiche di molte persone in netta discesa-

Bike da te vuole dare, in modo semplice ma efficace, l’ispirazione e la guida per personalizzare in modo assoluto la propria bicicletta a scatto fisso. Il libro è una guida adatta a tutti, dall’utente più esperto a chi ha difficoltà a riconoscere i dettagli e le componenti tipiche di una bicicletta.

Ogni pagina è ricca di suggerimenti e di immagini dettagliate, espresse con una grafica semplice, moderna ed efficace. L’attività viene presentata quasi come un “diario” personale della scrittrice il che rende tutto più “friendly” e “maneggevole” portando il lettore ad incrementare la propria dimestichezza con gli attrezzi più in uso in una officina per biciclette.

Sarà una entusiasmante avventura imparare a smontare una bici vintage per usarne i componenti per assemblarli con pezzi nuovi per creare una bicicletta sicura e affidabile (e assolutamente personalizzata) con cui stupire amici e parenti. Al termine del per corso non solo avrete restaurato un “ferro vecchio” ma sarete diventati autonomi anche per gestire i tipici guai meccanici che occorrono ai ciclisti.

 

Bike da te: Jenni Gwiazdowski

Jenni Gwiazdowski è fondatrice e direttrice di London Bike Kitchen, un laboratorio di fai-da-te aperto di proprietà e gestito da un meccanico in cui puoi lavorare sulla tua bici invece di darla a qualcun altro aperto nel marzo 2012

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Yoga per ciclisti di Lexie Williamson

Yoga per ciclisti edito da Ediciclo la nostra recensione

Yoga per ciclisti di Lexie Williamson edito da Ediciclo è un interessante manuale per migliorare l’elasticità in sella

Yoga per ciclisti

Yoga per ciclisti

Yoga per ciclisti dal 6 settembre in libreria è un interessante manuale prodotto da Ediciclo che tratta esercizi di allungamento e tecniche di respirazione finalizzati a migliorare la prestazione in sella alla bicicletta.

Lexie Williamson, ha predisposto un manuale, corredato da pratiche illustrazioni, che presenta fondamentali esercizi per l’allungamento, il potenziamento e le tecniche di respirazione o finalizzate al miglioramento della performance atletica del ciclista moderno.

Lo yoga negli ultimi dieci hanno ha visto un forte incremento dei praticanti in tutte le fasce della popolazione ed è stato adottato da molti ciclisti su strada che desiderano aumentare la flessibilità, l’efficienza respiratoria e la concentrazione mentale.

Yoga per ciclisti” è rivolto a ciclisti di tutti i livelli che sono interessati a sviluppare una nuova consapevolezza del proprio corpo grazie a questo manuale che guida il lettore passo passo all’esecuzione di movimento precisi.

Tutti gli esercizi di allungamento, le posizioni di potenziamento e le tecniche di respirazione o recupero fanno diretto riferimento all’impatto sulla performance atletica. Prefazione di Hayley Winter.

Un libro fortemente sconsigliato a chi pedala con l’occhio solo alla “performance” che da questo libro potrebbe trarne un nuovo modo di approcciarsi alla bicicletta.

Yoga per ciclisti: l’autrice

Lexie Williamson è istruttrice certificata dal British Weel of Yoga e da Yoga Sports Science® specializzata in yoga per la corsa e il ciclismo. Collabora sia con squadre di corsa e triathlon che con singoli ciclisti, velocisti, triatleti e maratoneti. Tiene seminari nel Regno Unito e ha scritto per numerose riviste tra cui Cycling Fitness, Outdoor Fitness, Runner’s World e Triathlete’s World.

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Nazionale Italiana per i Mondiali di Innsbruck

Nazionale Italiana: i convocati per il Mondiale

Nazionale Italiana ecco la lista e l’analisi dei convocati per il Mondiale di Innsbruck del CT Davide Cassani e della Nazionale femminile di Dino Salvoldi

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana pronta a scaldare i motori in vista dell’appuntamento più atteso dell’anno: i Mondiali di Ciclismo di Innsbruck. Il Mondiale 2018 è ancor più atteso in virtù della difficoltà estrema del percorso: è dai mondiali in Colombia che non si vedeva un tracciato così impegnativo.

Nazionale Italiana Maschile per Innsbruck

  • Dario Cataldo (Astana Pro Team): non ci si aspettava la chiamata del corridore abruzzese, esce mediamente bene dalla Vuelta Espana a 2018 ma con ogni probabilità non sarà effettivamente impegnato in corsa.
  • Damiano Caruso (BMC Racing Team): Damiano è pressocchè certo di essere al via domenica trenta e le sue performance recenti lo accreditano come un ideale uomo di complemento ad un possibile capitano (Nibali?). L’ideale sarebbe tenerlo coperto fino all’ultimo transito quando potrebbe essere un perfetto diversivo o potrebbe tentare l’azione personale.
  • Alessandro De Marchi (BMC Racing Team): inutile girarci attorno, la Vuelta Espana l’ha detto, il Rosso di Buja è l’uomo più in forma del ciclismo tricolore (Elia Viviani a parte) e potrebbe essere l’uomo di “lusso” da mettere nelle fughe o correre da outsider. Il suo compito potrebbe essere quello di dettare il ritmo nelle tornate finali ma, se la strada gli sarà amica, potrebbe giocarsi le sue carte. Sarà uomo chiave della nostra nazionale.
  • Davide Formolo (Bora-Hansgrohe): non esce benissimo dalla Vuelta, ha provato a mettersi in luce attaccando ma il risultato non è stato dei migliori. Ha terminato la corsa  in 22esima posizione (ma non aveva i gradi di capitano della sua formazione) avrebbe potuto recitare un ruolo di rilievo ai Mondiali di Innsbruck ma con ogni probabilità dovrà accontentarsi di fare la “riserva”.
  • Gianni Moscon (Team Sky): tornato a correre dopo la squalifica per i fattacci del Tour de France ha dimostrato subito di essere pronto per giocare un ruolo di primo piano in Austria. Le qualità di Gianni le conosciamo bene così come ne sappiamo i limiti (anche caratteriali nella gestione dello stress della corsa), DavideCassani sa di potersi giocare una bella carta in una corsa durissima che potrebbe esaltare il fondo del trentino.
  • Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): ragazzi avessimo scritto questo elenco a giugno avremmo detto che Lo Squalo era l’uomo da battere, poi c’è stato il Tour e quella stramaledetta caduta che ah scompaginato i piani. Nel palmares del siciliano la maglia iridata sarebbe una meritata ciliegina sulla torta, la sfortuna non si dimentica mai di baciarlo (vedi Rio 2016), che sia la volta di un bacio della fortuna?
  • Franco Pellizotti (Bahrain-Merida): è la spalla ideale per Vincenzo e ha dimostrato negli ultimi anni di avere trovato una maturità che gli ha permesso di ottenere due top ten di tappa alla Vuelta Espana. La forma è palesemente buona e vuole giocare un ruolo importante nella sua ultima apparizione in maglia azzurra (Franco ha annunciato il suo ritiro).
  • Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida): il percorso gli sorridere e se la condizione dovesse supportarlo potrebbe essere un outsider da guardare con attenzione. Domenico ha spesso ben figurato nelle classiche più difficili e quello di Innsbruck potrebbe essere un tracciato adatto al lucano.
  • Giovanni Visconti (Bahrain Merida): convocazione inaspettata per il siciliano che deve dimostrare di valere un posto tra i titolari per evitare il “taglio”.

Nazionale Italiana Femminile  per Innsbruck

Il CT Dino Salvoldi ha scelto una squadra di scalatrici, che possano reggere bene sul durissimo percorso austriaco:

  • Elisa Longo Borghini: la 26enne piemontese sarà la capitana della spedizione tricolore forte della sua conclamata esperienza internazionale. Nelle corse del Women’s WorldTour non ha particolarmente brillato ma l’oro conquistato ai Giochi del Mediteranno fa ben sperare visto che le sue qualità di scalatrice ben si sposano con il tracciato del mondiale 2018.
  • Erica Magnaldi: la 26enne della Bepink è una scalatrice pura tanto da chiudere nelle prime posizioni molte corse prestigiose. La forma sembra essere assolutamente al top e si presenta al via con grandi ambizioni.
  • Elena Cecchini: giovanissima ma già bandiera della nazionale riesce a ben figurare su ogni terreno. In questa seconda parte di stagione si è ritagliata un ruolo da protagonista in ogni corsa disputata in cui spicca il quarto posto agli Europei. Potrebbe correre da seconda punta in base a come andrà la corsa.
  • Sofia Bertizzolo: giovanissima atleta (21 anni) che sta crescendo costantemente come ha dimostrando conquistando la classifica dei giovani al Giro Rosa. Al mondiale farà esperienza e sarà al servizio della squadra.
  • Soraya Paladin: ha trionfato al recente Giro di Toscana dimostrando una buona forma, sarà al servizio delle compagne per la prima parte della corsa provando magari ad inserirsi in qualche azione.
  • Tatiana Guderzo Giorgia Bronzini, si giocano un posto nel  ruolo di registe della squadra mentre la 19enne Elena Pirrone, già certa del posto da titolare nella cronometro si contenderà la maglia con Nadia Quagliotto, seconda miglior giovane al Giro Rosa e Rossella Ratto, che è stata bronzo al mondiale del 2013.
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Il ciclismo è uno sport noioso, parola di Sagan 

Il ciclismo è uno sport noioso? Sagan pensa di si

Il ciclismo è uno sport noioso, parole e musica del tre volte campione del mondo Peter Sagan sempre fuori dal coro

Il ciclismo è uno sport noioso

Il ciclismo è uno sport noioso

Il ciclismo è uno sport noioso, a dirlo non è il solito “calciofilo” ma il vincitore degli ultimi tre Mondiali e uno dei corridori simbolo del ciclismo attuale Peter Sagan. Lo slovacco, lo sappiamo non è mai un tipo banale, mai scontato e le sue parole hanno sempre un peso specifico elevato.

Peter ha dato fuoco alle polveri con l’avvicinarsi del mondiale sottolineando la necessità di invertire un trend che ha reso, secondo lui, il ciclismo un sport monotono.

Peter Sagan ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano El Pais in cui ha parlato a ruota libera sullo stato di salute del ciclismo ed in particolare ha parlato della qualità dello spettacolo offerto dalle corse in TV:

“Se guardo una corsa di 200 km in TV, la accendo a 100 km dal traguardo ed è sempre uguale e ai -20 km la stessa cosa. Però per passare dai -100 ai -20 sono passate due ore, nelle quali stai davanti alla televisione senza che succeda nulla. Invece se guardi solo gli ultimi 10 km succedo di tutto anche nelle tappe con arrivo in volata. Però se l’accendi ai -100 km dormi, no? Poi ti risvegli a 10 km dal traguardo perché sei curioso di vedere come va a finire. Cosa pensiamo che voglia vedere la gente? Non lo capisco. Per me è uno sport noioso e io come spettatore vedo solo gli ultimi cinque chilometri”.

Insomma lo slovacco ci va giù abbastanza diretto per “attaccare” gli organizzatori delle corse e spronarli nel porre delle modificazioni al format delle competizioni ciclistiche per renderle meno noiose.

Al campione slovacco è stato chiesto se abbia deciso di terminare la Vuelta per cercare di vincere la prestigiosa tappa finale a Madrid:

“L’ho finita per me, perché è la conclusione della stagione, perché ci sono i Mondiali e perché preferisco allenarmi qui piuttosto che andare a casa, a Monaco, e allenarmi lì” ha risposto Sagan

Peter ha poi dedicato un accenno ai Mondiali di Innsbruck, a cui si sta apparentemente avvicinando senza particolari ambizioni:

Non ho aspettative, è molto duro per me. Vado lì più per fare presenza e indossare la maglia della Slovacchia. Lo devo al mio paese. Vediamo cosa succederà…”. 

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Danger Zone negozio di Mountain Bike specializzato

Danger Zone negozio di MTB nel mondo gravity

Danger Zone negozio online e fisico di Mountain Bike specializzato in enduro, freeride, downhill, e-bike trail, all-mountain

Danger Zone: il logo

Danger Zone: il logo

Danger Zone negozio di Mountain Bike specializzato con sede Mezzolombardo (TN) è in grado di offrire una vastissima gamma di prodotti nella varie discipline della MTB: trail, all-mountain, enduro, freeride, downhill ma anche le discusse e-bike.

La forza di Danger Zone è quella di poter contare non solo su un negozio fisico ma anche su di uno store online con oltre 4000 articoli disponibili sia per la vendita on-line che per quella on site. Nella sede principale è presente anche un’officina altamente specializzata per le riparazioni e le messe a punto dei mezzi meccanici.

L’ e-shop ha il plus di un aggiornamento in real time delle disponibilità e garantisce spedizioni quotidiane con consegna entro il giorno successivo per il 99% degli ordini

Danger Zone negozio di MTB e non solo

Oltre all’attività tipica del rivenditore di prodotti per il ciclismo, Danger Zone ha creato un servizio di rent bike situato presso Dolomiti Paganella Bike, nei punti di noleggio e vendita di Fai della Paganella, Andalo e Molveno, con la possibilità di noleggiare e testare bici da Trail , All Mountain, Enduro, Freeride e Downhill, ed e-bike.

L’azienda si impegna anche nell’attività di organizzazione di eventi sportivi, in particolare nel 2009  e nel 2010 ha sviluppato due gare SuperEnduro.

Danger Zone ha organizzato e supportato ben 6 gare Downhill di cui 3 a valenza Nazionale Coppa Italia, tappa dell Enduro European Series nel 2015, Dolomiti Paganella Bike Days a 2016, 2017, 2018, collaborazione gara Enduro Andalo 2018.

Dal 2008 l’azienda si è occupata di sviluppo di progetti legati al Mountain Biking tra cui il Dolomiti Paganella Bike, e di altri progetti legati alla MTB.

Danger Zone: trial solution

Grazie ad una attenta attività di selezione e consulenza l’azienda ha avvitato attività di sviluppo di progetti. In particolare si è operato con  Studi di fattibilità, audit, business plan, consultazione utenti, piani di manutenzione Trail per la creazione di bike park

Sopralluogo preliminare, Valutazione territorio e potenzialità, Identificazione delle strutture utilizzabili, Stesura rapporto preliminare.

Realizzazione di progetti chiavi in mano. Siamo una delle poche (forse l’unica) azienda in Italia ad avere uno staff di persone che lavora full time a progetti di trailbuiling, trailcare, trailsolution, sviluppando e realizzando i progetti anche chiavi in mano

Danger Zone: contatti

Via della Rupe, 70
38017 Mezzolombardo (TN)

Partita Iva 02089860221
Registro Imprese di Trento N. 02089860221 Tribunale di Trento
Cap. Soc. € 20.000,00 i.v.

www.dangerzonebike.com      info@d-z.it

telefono +39 (0461) 174 00 12

 

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Adesso pedala la canzone di Marco Pantani

Adesso pedala sigla del Giro d’Italia 1996

Adesso pedala la canzone di Marco Pantani che fu la sigla ufficiale del Giro d’Italia 21996 trasmesso da Italia 1

Adesso Pedala di Marco Pantani

Adesso Pedala di Marco Pantani

Adesso pedala quante volte abbiamo sentito l’antico adagio, “hai voluto la bicicletta e adesso pedala”? Tante ma forse un ricordo più simpatico è legato alla sigla del Giro d’Italia 1996 trasmesso sulle reti Mediaset.

Adesso pedala venne cantata dall’indimenticabile Marco Pantani che l’anno precedente era stato vittima dell’ennesimo brutto incidente stradale ma che era già da tempo diventato un’icona del ciclismo tricolore.

Adesso pedala venne registrata durante il periodo di riabilitazione dal terribile incidente alla Milano-Torino che mise a repentaglio la carriera del Pirata per essere impiegata come sigla della diretta pomeridiana della tappa e della trasmissione Girosera.

Alla canzone venne accompagnato un video in cui Marco è impegnato a pedalare su pendii virtuali con addosso la maglia rosa.

Il testo della canzone venne scritto da Elisabetta Mondini e calza perfettamente sull’attitudine combattente di Pantani. Ritmo rappeggiante in stile allegro e “Jovanottiano” nella prima parte e ritornello orecchiabile la canzone ha successo complice le immagini di sfondo assolutamente divertenti.

Vorrei restar sempre così in maglia rosa” canta il Pirata, forse proprio il pensiero che abitava nel cuore di Marco, quella maglia rosa che gli venne ingiustamente strappata di dosso quella maledetta mattina a Madonna di Campiglio.

Dalla maglia rosa al gregario, la canzone racconta la storia di ogni ciclista ed è proposta come sigla in un format naturalmente accorciato ma esiste, chiaramente, anche l’edizione completa e inserita in una compilation della RTI Music (casa discografica di Mediaset) intitolata “19 Successi dell’Estate 1996”.

Adesso Pedala in questa curiosa compilation si trova in compagnia di qualche pezzo davvero “Kitsch“ come “El menhadito” di Umberto Smaila o “Aspettavo te” di Ambra Angiolini

Adesso Pedala: testo completo

Milano/Sanremo a rotta di collo
Liegi/Bastogne andata e ritorno
Stare davanti senza mai mollare
Nessuno oramai mi riesce a cambiare
Son nato nel mare ma scalo montagne
Cerco illusioni invece trovo emozioni
Ho il fiato del tempo sempre sul collo

Nessuno ti giuro mi cambierà, tappe intermedie mai
E ti porterò con me lassù, la bici, io e tu, in maglia rosa sempre più

E adesso pedala, sulla mia sella da cowboy per inseguire il cielo e poi
Pedala pedala, perduto nella dolce scia a tutta birra e così sia

Apro gli occhi e sono su
Il gruppo è lontano non lo vedo già più
Pedalo pedalo e arrivo alla cima
Al Tour e alla Vuelta penserò domattina
La rabbia mi spinge e mi porta distante
In salita e in discesa mi mangio i tornanti
Dietro e davanti mi applaudono in tanti

Vorrei restar sempre così in maglia rosa e poi
il vento e le moto sorpassano, la fatica tocca solo a me ma ho voluto la bici e adesso

E adesso pedala, sulla mia sella da cowboy per inseguire il cielo e poi
Pedala pedala, perduto nella dolce scia a tutta birra e così sia

E adesso pedala, la tappa è dura, piove, ma il cuore certo basterà
Pedala pedala, la bici l’ho voluta io e tiro la volata ormai

E adesso pedala, sulla mia sella da cowboy per inseguire il cielo e poi
Pedala pedala, perduto nella dolce scia a tutta birra e così sia

E adesso pedala…
Pedala pedala…

 

 

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Come dimagrisco con il ciclismo? Guida completa

Come dimagrisco facendo ciclismo? Le informazioni necessarie

Come dimagrisco? Le vacanze spesso lasciano, assieme a un bel ricordo, qualche chilo di troppo, quale sono i trucchi per dimagrire rapidamente con il ciclismo?

Come dimagrisco con il ciclismo?

Come dimagrisco con il ciclismo?

Come dimagrisco con il ciclismo? Diciamocelo, in tanti dopo periodi di ferie si ritrovano con qualche kg di troppo da dover eliminare e il ciclismo è uno degli sport migliori per perdere peso, meglio ancora di una dieta per dimagrire.

Il ciclismo è uno sport brucia grassi e può aiutarci nel dimagrire velocemente ma, attenzione, non c’è nulla che avviene per miracolo, è necessario impegno e qualche accorgimento.

Come dimagrisco velocemente? Bastano 30 minuti di bicicletta?

Secondo una ricerca della University of East Anglia (UEA) e del Centre for Diet and Activity Research (CEDAR) il ciclismo può aiutare a perdere peso velocemente pedalando a patto che questo avvenga almeno per 30 minuti al giorno.

Secondo quanto dichiarato da Adam Martin, uno dei ricercatori impegnati nello studio gli effetti si vedono già in chi riesce a sostituire l’automobile per andare al lavoro con l’andare a piedi o, meglio ancora, con la bicicletta.

Secondo uno studio del Journal of Applied Physiology pare passano bastare anche solo 20 minuti quotidiani per ottenere una sensibile perdita di peso. Ma come migliorare il calo?

Il nostro corpo brucia più grasso quando abbiamo fame rispetto a quando siamo sazi quindi sarebbe fondamentale pedalare 20 minuti prima di infilare le gambe sotto il tavolo, questo trucchetto è adottato anche dai ciclisti professionisti da ormai alcuni decenni.

Naturalmente per ottenere la riduzione del proprio peso non basta dimagrire ma bisogna farlo con intelligenza, un metodo per dimagrire più rapidamente è inserire dei picchi di lavoro: immaginate di pedalare a velocità costante inserendo anche solo 30 secondi di lavoro sodo. Inserite un rapporto lungo e spingete con la massima frequenza, questo aumenterà il livello di ormone della crescita (che serve per bruciare i grassi e aumentare la muscolatura magra).

L’attività fisica, è scontato, aiuta a perdere peso ma il ciclismo pare uno degli strumenti migliori tanto che da alcune ricerche rese note sul Journal of Applied Physiology dopo solo due settimane di allenamenti in bici a giorni alterni aumenta la capacità di bruciare grassi fino al 36%.

Altro trucco per dimagrire è inserire degli sprint brevi ma “duri” così da velocizzare il metabolismo e continuare a bruciare grassi anche quando ci infiliamo sotto la doccia dopo l’esercizio.

Come dimagrisco usando la BDC o la MTB?

 

Mi piace la bicicletta ma cosa fare per dimagrire? Meglio andare con la bici da corsa o usare la Mountain Bike. Fermo restando che l’uso della bicicletta fa sempre e comunque bene al fine della riduzione del peso corporeo, secondo alcuni studi un’ora di ciclismo su fondo sconnesso (tipico da MTB) consente un consumo di oltre 600 calorie, un valore ben più alto di quanto consumato nello stesso tempo in una uscita su strada asfaltata.

Lo sappiamo tutti, in salita si fatica di più che sul piano allora andiamo alla ricerca di una salita non troppo dura e proviamo a ripeterla 3 volte variando la posizione in bicicletta: prima seduti, poi sui pedali poi un po’ seduti e un po’ in piedi.

Pedalare in piedi fa aumenta il battito cardiaco che fa bruciare calorie in modo maggiore e consente di far lavorare più distretti muscolari.

Come dimagrisco in poco tempo davanti alla tv?

Secondo alcuni studi una persona in media trascorre tre ore al giorno davanti alla TV, se anche tu sei uno di quelli, prova a cambiare “modo” di guardare la televisione.  Basta divano e patatine ma procurati dei rulli, installa la tua postazione da indoor cycling in soggiorno e pedala senza perderti nemmeno un secondo della tua serie preferita su netflix, la puntata di Masterchef su Sky o la partita di calcio della tua squadra del cuore su DAZN oppure usando una app di ciclismo virtuale come Zwift.

Pedalando senza sfiancarvi per una intera serata può consentirvi di bruciare calorie inaspettate (anche 1000 ad allenamento) se riusciamo a farlo per tre o quattro volte alla settimana può consentirci di perdere mezzo chilo in sette giorni senza colpo ferire.

Come dimagrisco facendo il ciclista urbano?

Sappiamo tutti che le città sono inquinate, che il traffico è spesso pericoloso per i ciclisti e qeusto spesso ci fa vederel’automobile come strumento ideale per spostarsi ma se ragioniamo in termini di calorie (ma a volte anche i tempo) siamo certi che andare in bicicletta (anche solo per brevi tratti in città) può essere funzionale al nostro programma dimagrante. Recenti studi dimostrano che un ciclista urbano può arrivare a perdere oltre 5 kg di peso nel primo anno di attività senza particolari restrizioni alla dieta e senza ulteriore esercizio fisico.

 

 

 

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Michael Woods chi è il ciclista con la passione per l’atletica

Michael Woods chi è il corridore della EF Education First

Michael Woods chi è il ciclista canadese vincitore della tappa alla Vuelta ex mezzofondistache ha da poco perso un figlio e il padre

Michael Woods chi è?

Michael Woods chi è?

Michael Woods chi è? Il vincitore della tappa della Vuelta Espana 2018 con arrivo a Balcón de Bizkaia è professionista dal 2013 ma non ha mai ottenuto grandi risultati e, nonostante questo, ha una storia alle spalle per certi versi interessante e per altri assolutamente triste.

Michael Woods mezzofondista.

Partiamo dalla parte piacevole, Michael nasce ad Ottawa il 12 ottobre 1986 e fin da piccolo dimostra una grande attitudine allo sport. Michael Woods detto “Rusty” si appassiona di atletica, inizia a praticarla con costanza tanto da diventare una promessa giovanile nel mezzofondo canadese.

Rusty ama l’atletica e la pratica con successo, nel 2004 è convocato dalla nazionale canadese per i Mondiali Junior di Grosseto  dove giunse 7° nei 1500 in 3’43″35, e l’anno primo aveva ottenuto un nono posto ai mondiali U18 di Sherbrooke con 8’16″37 sui 3000.

A 19 anni (nel 2006) ottiene un interessante un 3’39″37 sui 1500 metri. Nel 2006 è nono al mondo con un 3’57″87 indoor e, sempre quell’anno, corre nei 3000 con il tempo di 7’52″27 su una pista oversized.

Michael Woods, probabilmente a causa degli intensi allenamenti, è vittima di due fratture da stress al piede sinistro, viene sottoposto ad alcuni interventi chirurgici e, per la fase di riabilitazione, gli viene suggerito di allenarsi in bicicletta, ecco che scoppia l’amore per le due ruote. E’ il 2011 e due anni dopo attirerà l’attenzione dei professionisti. Woods non è l’unico ciclista “pescato” da altri sport basti pensate a Primoz Roglic e la sua carriera nel salto con gli sci.

Michael Woods: perde il figlio e il padre

Due mesi fa la moglie di Michael Woods ha dato alla luce il primo genito della coppia purtroppo nato morto, una vera tragedia per “Rusty” che si è buttato a capofitto nel proprio lavoro, cercando una vittoria da dedicare alla moglie. La notizia della tragedia non era stata ancora resa nota dal canadese, Sua moglie era incinta di 37 settimane quando è accaduta la triste vicenda e solo un mese prima era mancato anche il padre del passista canadese.

 “E ‘stato davvero, davvero difficile, eravamo così eccitati di portarlo in questo mondo, il suo nome era Hunter. È stato un anno molto difficile per noi, volevo davvero vincere per lui e vincere per mia moglie”

ha raccontato ai giornalisti dopo la vittoriosa tappa alla Vuelta 2018.

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Zwift cosa è questa applicazione?

Zwift simulatore di corse per realtà virtuale

Zwift indoor cycling software che permette di visualizzare su uno schermo il nostro andamento e di sfidare con un avatar gli altri utenti

Zwift

Zwift: il Logo

Zwift cos’è? E’ una interessante ed innovativa applicazione indoor cycling software che non si limita a gestire un allenamento ma consente di entrare a far parte di una comunità di appassionati di “gare virtuali” che proietta il ciclista in un “gioco” che unisce l’attività sportiva al social network.

Indentiamoci subito, questo software è sviluppato per chi ama il ciclismo e lo pratica anche a casa sui rulli o nelle palestre. Grazie all’impiego di un tablet o di un cellulare il ciclista indoor può vedere il proprio avatar pedalare il base al ritmo imposto sui pedali. La cosa divertente è che, grazie alla connettività, possiamo sfidare un amico lontano o sconosciuti in giro per il mondo.

L’utente di Zwift non ha bisogno di attrezzature di ultimissima generazione: i sensori possono essere applicati su quasi tutte le biciclette da corsa (o MTB) con rulli. I sensori vanno a modificare la difficoltà in base al percorso scelto.

Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook ha pubblicamente elogiato le elevate potenzialità dell’app dopo averla usata per la riabilitazione da un infortunio.

Questa applicazione non è per ora molto famosa ma la sua diffusione sta lentamente aumentando e anche i dati relativi ai tempi di impiego sono interessanti: la durata media dell’allenamento supera l’ora. Probabilmente l’aspetto “giocoso” e competitivo dell’applicazione consente di generare ripetitività nell’accesso al servizio.

Di contro va detto che la necessità dell’impiego dei rulli (e quindi il vincolo dell’indoor è per certi versi limitane) rendono zwift cycling meno fruibile agli utenti della strada e meno avvezzi alle spin bike zwift.

Recentemente il Team Professionistico della Dimension Data ha reso noto di aver impiegato l’applicazione per allenarsi in vista della Vuelta Espana.

Zwift costo dell’applicazione

Abbonarsi a Zwift costa all’incirca 10 dollari al mese ed è utilizzabile sia da ciclisti abituali che per principianti in quanto il percorso è selezionabile in base al proprio livello di preparazione

Zwift sviluppi futuri

L’applicazione potrebbe fortemente beneficiare della realtà virtuale magari mediante l’ausilio di visori per sessioni lunghe di allenamenti o competizioni in VR.  L’obiettivo del CEO Eric Min è quello di creare una vera e propria piattaforma di fitness fortemente orientata ai social network.

Zwift Run per i runner indoor

Non solo ciclismo ma anche una vera e propria community completa per runner a cui è possibile accedere gratuitamente e che cresce di giorno in giorno. Anche inqusto caso ci si potrebbe trovare di fronte ad una fitness app rivoluzionaria che potrebbe mutare il rapporto degli utenti con la palestra.

Niente più semplice musica o uno schermo ma sfide virtuali con gli altri utenti della palestra o altri runner indoor nel mondo per dare più stimoli allenanti.

Ecco perché Zwift, piattaforma per il fitness nata in ambito gaming sta lentamente prendendo popolarità anche in Italia grazie alla sua tecnologia “multiplayer” che permette di rendere accattivante anche l’attività fisica al chiuso.

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