Filippo Ganna Campione del Mondo a Cronometro

Filippo Ganna nella storia del ciclismo italiano

Filippo Ganna Campione del Mondo 2020 a cronometro ad Imola, per l’Italia è la prima maglia iridata nella storia della specialità

Filippo Ganna (fonte pagina facebook)

Filippo Ganna (fonte pagina facebook)

Filippo Ganna è Campione del Mondo a cronometro ad Imola 2020. Il fortissimo ciclista originario di Verbania scrive una pagina che resterà scritta nella sua carriera e nella storia del ciclismo italiano. La conquista del titolo mondiale a cronometro, infatti, non era mai accaduta ad un atleta italiano.

L’autodromo Enzo e Dino Ferrari esplode di gioia per Superpippo Ganna che regala all’Italia una vittoria sperata ma forse solamente sognata. In questi mondiali in tempi di pandemia è una prima assoluta in quanto, come detto, da quando questa specialità è entrata nel “menu” della prova iridata (nel 1994) mai nessun nostro corridore era riuscito in questa impresa.

Dopo la medaglia di Bronzo di Harrogate 2019 alle spalle di Dennis ed Evenepoel, è un salto doppio verso il primo gradino del podio quello compiuto da Filippo Ganna che lungo i 31 chilometri abbondanti della corsa di Imola bruciando, sul traguardo, il belga Van Aert di 26 secondi.

Ganna domina andando in testa sin dal primo intermedio grazie a un 58×11 spinto a tutta senza respiro tra gli incitamenti del CT Marco Velo. La medaglia di bronzo è andata allo svizzero Stefan Kung mentre quella “di legno” al britannico Geraint Thomas compagni di Ganna alla Ineos Granadiers.

Un sogno  – ha commentato dopo il traguardo l’atleta di Verbania – voglio ringraziare tutta la nazionale e il mio team,  la Ineos Grenadiers. Devo dire che non ho sentito la pressione, i miei amici mi hanno aiutato a rilassarmi, non ho davvero parole. Sto vivendo un sogno, ho già vinto già una maglia iridata ma su strada è la prima volta, ora voglio festeggiare con la mia famiglia”

 

Ineos Grenadiers cala il poker di acquisti

Ciclomercato, La Ineos Grenadiers protagonista

Ineos Grenadiers protagonista del ciclomercato: dopo Richie porte ecco Daniel Martínez e il giovane fenomeno Tom Pidcock

Ineos Granadiers

Ineos Granadiers

Ineos Grenadiers, reduce da un Tour de France assolutamente deludente con la debacle di Egan Bernal, vincitore uscente, e vera delusione della corsa francese, prova a dare uno scossone al ciclomercato.

Dopo aver siglato un accordo con Richie Porte reduce da un convincente terzo porto alla corsa transalpina, i manager della formazione britannica hanno portato a casa altri tre colpi di mercato.

La formazione di Dave Brailsford è riuscita ad assicurarsi, per la stagione 2021, elementi in grado di poter riaprire un ciclo. Accanto ai confermatissimi Bernal e Carapaz, assieme a Thomas che si appresta a vivere un Giro da protagonista, in casa Ineos vi è una agguerrita pattuglia di giovani talenti: Dunbar, Sivakov, Sosa e Geoghegan Hart.

Se è ormai nota la firma di Adam Yates ora arrivano quattro colpi di primissima caratura. Oltre al già citato Porte ecco che alla corte di Brailsford arriva il belga Laurens De Plus che potrà rappresentare un autentico corazziere lungo le salite e un motore instancabile nelle frazioni vallonate.

Altro elemento di spicco è l’ex EF Pro Cycling, il colombiano Daniel Martínez, vincitore del Critérium du Dauphiné e che può rappresentare un gregario di extralusso per i capitani del team.
Intrigante e lungimirante la firma con Tom Pidcock autentico dominatore dell’ultimo Giro d’Italia Under 23 con una spiccata passione per il ciclocross che si unirà al team da marzo ’21 terminata, appunto, la stagione del fango.

Insomma, nonostante le delusioni del Tour, la Inon non lascia ma “quadruplica”!

Richie Porte firma per il Team Ineos Grenadiers

Richie Porte torna alla corte di Dave Brailsford

Richie Porte firma per il Team Ineos Grenadiers e torna alla corte di Dave Brailsford dopo cinque anni trascorsi con la BMC Racing e la Trek-Segafredo

Richie Porte (fonte pagina twitter)

Richie Porte (fonte pagina twitter)

 

Richie Porte ha siglato un contratto valido per le prossime due stagioni con il Team Ineos Granadiers. La formazione britannica è reduce da un deludente Tour de France in cui il leader designato e vincitore uscente Egan Bernal è letteralmente naufragato. Al contrario il corridore Australiano che in passato aveva dimostrato di avere un pessimo feeling con la terza settimana delle corse a tappe è riuscito, seppur senza particolari azioni, a mantenere uno standard elevato e, soprattutto, costante delle proprie performance chiudendo, a 35 anni suonati, con un terzo posto assoluto al Tour de France 2020.

Si tratta di un ritorno a casa di Richie Porte che dal 2012 al 2015 aveva difeso i colori dell’allora Team Sky prima di passare prima alla BMC Racing e poi alla Trek-Segafredo.

Attorno al nome del forte corridore della Tasmania erano tante le voci di interesse che circolano, non ultima quella della Israel Start-Up Nation che è alla ricerca di scudieri per Chris Froome. Il richiamo del fascino e dell’organizzazione della formazione guidata da Dave Brailsford è stato troppo forte per non accettare la proposta della Ineos.

“Con questa squadra ho trascorso quattro anni fantastici e vissuto momenti straordinari, sono motivato di poter portare a conclusione la mia carriera in una squadra di questo rango – ha spiegato Porte – ho avuto la fortuna di correre sempre per dei big team ma il richiamo di questa organizzazione è incredibile e non potevo rifiutare”.

Con i colori della Sky, Porte ha ottenuto i suoi più grandi successi sportivi: due Parigi-Nizza, il secondo posto al Critérium du Dauphiné e un ruolo strategicamente fondamentale per le vittorie di Sir Bradley Wiggins e Chris Froome.

“Il podio di Richie al Tour de France ha dimostrato che è uno dei migliori corridori del gruppo. È uno dei migliori scalatore di livello mondiale e un cronoman eccellente. Chiunque lo vorrebbe nel proprio team -ha spiegato Dave Brailsford – lui conosce noi e noi conosciamo lui e siamo lieti di riaverlo nel nostro team”.

Richie Porte con questa firma pone evidentemente fine alle velleità di vittoria personale nei grandi Tour ma monetizza le ultime due stagioni della sua carriera potendo mettere la sua esperienza a disposizione di una delle formazioni (se non la formazione) più forte al mondo e di talenti come il già citato Bernal, Richard Carapaz e Pavel Sivakov.

Con ogni probabilità il tasmaniano, che lascia la Trek con qualche rimpianto per la tanta sfortuna e incidenti fisici,  sarà il leader della Ineos per la “corsa di casa” ovvero il Tour Down Under.

Paolo Rosola chi è “cavallo pazzo”

Paolo Rosola forte ciclista precursone della MTB

Paolo Rosola, la storia di “cavallo pazzo” forte velocista passato come precursore al mondo della MTB compagno di Paola Pezzo

Paolo Rosola

Paolo Rosola

Paolo Rosola nasce a Gussago (concittadino di Guido Bontempi e Piergiorgio Angeli)il 5 febbraio 1957 e fin dalle categorie giovanili affianca la ciclismo su strada quello su pista ed il ciclocross. E’ un atleta fautore della “multidisciplinarietà” ante litteram. Unica disciplina non praticata dal giovane Paolo è la mountain bike ma la passione per le ruote grasse scoppia in Europa nella seconda metà degli anni novanta, in Italia grazie alle performance di Paola Pezzo (di cui è stato allenatore e manager) ad Atlanta ’96 ma Rosola sarà un precursore di questa disciplina prendendo parte ai campionati del mondo 1991 di downhill.

Dopo una discreta trafila tra le categorie giovanili vive assieme a Guido Bontempi il passaggio nei dilettanti vestendo la maglia della Passerini Gomme del patron Carletto per poi approdare tra “i grandi” nel 1978 nell’Intercontinentale Assicurazioni con il direttore sportivo Franco Cribiori per passare l’anno seguente a difendere i colori della Sapa Assicurazioni.

Nel 1981 sotto le insegne della Magniflex conquista la seconda tappa del Giro d’Italia da Bibione a Ferrara. Nell’82 passa alla mitica Atala dove l’anno seguente conquista tra vittorie di tappa al Giro. Al termine della Comacchio-Fano, terza tappa del Giro 1982 conquista la maglia rosa tenedola per due giorni e cedendola a Silvano Contini.

Per le sue doti di sprinter spregiudicato e per il suo carattere esuberante viene soprannominato “cavallo pazzo” e conquista le simpatie dei tifosi che ne apprezzano le capacità tecniche. Nel 1984 approda alla corte di Giancarlo Ferretti nella Bianchi con cui conquista una vittoria al Giro e la storia Milano-Torino oltre al quarto posto nella Milano-Sanremo vinta da Francesco Moser.

Nel biennio 1985-1986 veste la divisa della Sammontana-Bianchi conquistando due tappe al Giro, una al Giro di Svizzera, una al Giro di Danimarca e una alla Settimana Ciclistica Internazionale. Sempre nel 1986 prende parte ai Campionati del mondo di ciclismo su pista di Colorado Springs chiudendo decimo nel Mezzofondo.

Nel 1987 Paolo Rosola firma con la Gewiss con cui trascorre una stagione super: vince 3 tappe al Giro d’Italia (Roccaraso-San Giorgio del Sannio, Bari-Termoli, Madesimo-Como), una alla Vuelta, una alla Settimana Ciclistica Internazionale e ben 4 alla Coors Classic.

Ancora con i colori della Gewis nel 1988 conquista la decima e la ventesima tappa del Giro e una al Giro di Danimarca.

Nel 1990 concludere la carriera con la Gis Gelati-Benotto con d.s. l’abruzzese Palmiro Masciarelli. Paolo Rosola, amante viscerale del ciclismo, si riconverte in biker nelle discese spericolare del downhil diventando uno degli specialisti delle picchiate e testando materiali in stretto contatto con le aziende.

Dal 1993 entra nello staff tecnico della Mecair e poi in quello della Gewiss di Emanuele Bombini. Nel mondo della MTB inizia la collaborazione con l’icona italica del settore: Paola Pezzo. Tra i due accanto al legame professionale nasce quello personale: nascono Kevin e Patrick.

Nel 2014 torna a collaborare con il mondo del ciclismo su strada lavorando per la Gazprom-RusVelo.

 

 

Sidi MTB Speed: l’off-road è ancora più divertente

Sidi MTB Speed, grip unico sui terreni difficili

Sidi MTB Speed fa il suo ingresso nel mondo delle scarpe da Mountain Bike: performance e grip unico sui terreni difficili, l’off-road è ancora più divertente

Questa scarpa è assolutamente versatile e adatta alla mountain bike, sia outdoor che indoor, così come al mondo gravel, settore sempre più in crescita. Sidi MTB Speed presenta diversi fondamentali aspetti come la suola in nylon, dotata di inserti fissi in PU, alla quale si possono aggiungere, in caso di necessità, due ramponi. Questo accessorio, disponibile come ricambio, è applicabile sulla punta e permette di far fronte a percorsi particolarmente ostici garantendo una presa ottimale, sia in bici che durante i tratti off-bike.

Se il grip è indubbiamente una caratteristica irrinunciabile, una chiusura ottimale è necessaria per personalizzare la propria scarpa permettendole di adattarsi al piede. Il meccanismo TECNO-3, brevettato dall’azienda trevigiana, chiude la scarpa in tutta la sua lunghezza ed è interamente sostituibile. Un particolare tipo di cavo inoltre, composto da un doppio materiale, ne assicura un’aumentata resistenza e un ancor più semplice e rapida regolazione.

Protezione e stabilità sono invece affidate al tacco rinforzato la cui funzione di sostegno al tallone viene maggiormente amplificato dalla forma anatomicamente modellata. Realizzato in materiale plastico, questo particolare componente contribuisce a limitare ogni possibile scivolamento, fornendo ulteriore sicurezza senza influenzare, se non positivamente, la potenza di trasferimento.

Riassumendo,Sidi MTB Speed racchiude quanto necessario per il corridore, professionista e non, per potersi affidare completamente ad un prodotto che soddisfa i più alti standard qualitativi ai quali l’azienda di Maser risponde appieno. Una scarpa ancora più semplice, intuitiva e performante che rende ogni terreno perfetto per un’avventura fuori strada.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Bardiani, in arrivo Johnatan Canaveral

Bardiani, ecco il colobiano Canaveral

Bardiani scatenata nella corsa a giovani promettenti, ecco in arrivo per le prossime due stagioni il  ventitreenne colombiano Johnatan Canaveral,

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Altro giovane innesto, nel proseguo della linea verde per la Bardiani CSF Faizanè. Agli innesti già annunciati di Kevin Rivera, Tomas Trainini e Samuele Zoccarato si va ad aggiungere quello del ventitreenne colombiano in forza alla Giotti Victoria. Si tratta del quarto volto nuovo per le stagioni 2021 e 2022.

Johnatan Canaveral, ventitreenne colombiano nato a Pereira, è il quarto rinforzo voluto dal team Bardiani CSF Faizanè per le stagioni 2021 e 2022. Nella stagione in corso ha dimostrato buone qualità nella formazione guidata da Stefano Giuliani, la Giotti Victoria. Per lui un buon Turul Romanei, dove è giunto 8° in classifica generale, 2 volte in top5 di tappa e secondo nella classifica scalatori, ma sopratutto ottime esperienze nelle gare italiane più impegnative alle quali ha partecipato, come il Memorial Pantani, chiusa in 13° posizione e la Coppi e Bartali dove, così come già nella stagione precedente ha dimostrato di poter essere valido elemento per le corse a tappe. Un talento già dimostrato tra i dilettanti con il terzo posto ai campionati nazionali Under23 colto nel 2017.

L’atleta colombiano va a infoltire la rosa di nuovi acquisti in ottica 2021. Tutti i quattro atleti  già annunciati dal team hanno tra i 20 e i 23 anni dando così continuità alla linea verde del team incentrata sul lancio di giovani corridori di prospettiva.

Queste le parole di Canaveral al momento della firma del nuovo contratto: “Sono davvero felice di questo passaggio che è la realizzazione di un sogno. Potermi giocare le mie chance in una squadra che potrebbe partecipare al Giro d’Italia si tratta per me di un grande traguardo. Ovviamente voglio dare il mio contributo in tutte le gare, portando se possibile podi e magari vittorie a tutto il team. Ringrazio anche Giuliani e il team Giotti che mi hanno permesso di crescere in questi mesi in Italia.”

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Appenninica l’Alta Via dei Parchi si scopre in MTB

Appenninica l’Alta Via dei Parchi si scopre in MTB

Appenninica l’Alta Via dei Parchi  (27 Settembre – 3 Ottobre) attraverserà il Parco Nazionale Tosco-Emiliano e i Parchi regionali dell’Emilia Orientale

Appenninica MTB Stage Race

Appenninica MTB Parmigiano Reggiano Stage Race è uno di quegli eventi che, più che ad una gara, assomigliano ad un’avventura affascinante. Di quelle che appena terminato – al netto dei 16.000 metri di dislivello, che pure si faranno sentire – hai subito voglia di ricominciare, magari per prendere una direzione diversa, e scoprire nuovi panorami al di là di un bivio o una deviazione.
Da Domenica 27 Settembre a Sabato 3 Ottobre, gli atleti da tutta Europa al via dell’unica gara a tappe MTB italiana saranno chiamati a seguire le tracce disegnate nel cuore dell’Appennino Emiliano dal team tecnico di Appenninica, ma il bello di un territorio così inesplorato dal mondo MTB è proprio nella capacità di sorprendere ad ogni svolta, ad ogni scorcio.
Dovunque possibile, la via maestra di Appenninica fin dalla prima edizione è l’Alta Via dei Parchi: un itinerario disegnato per la percorrenza a piedi fra Emilia-Romagna, Toscana e Marche, attraversando due Parchi nazionali, cinque regionali e uno interregionale, per circa 500 chilometri di percorrenza.
Seguendo le tracce dell’Alta Via, gli atleti di Appenninica (e tutti gli appassionati) possono scoprire l’incredibile patrimonio naturale dell’Emilia-Romagna, regione che vanta il primato italiano nel numero di Parchi Regionali, addirittura 14, oltre a innumerevoli aree protette.
Sul tracciato di Appenninica, partendo quindi da Est, i rider troveranno per primo il Parco regionale Corno alle Scale, cinquemila ettari di parco con il massiccio che sfiora i 2000 metri, per poi spostarsi sull’Alto Appennino Modenese e il Monte Cimone (2165 m), che è la vetta più alta dell’Appennino settentrionale e, ovviamente, di Appenninica.
Successivamente, la famiglia di Appenninica incontrerà nella provincia reggiana il Parco Nazionale Tosco-Emiliano, in cui spicca l’imponente e affascinante Pietra di Bismantova, ma anche il Monte Cusna e il Monte Ventasso. Con l’arrivo nella provincia di Parma, gli atleti saranno accolti dai Parchi del Ducato e dalla Riserva Monte Prinzera, che si trova lungo il tracciato della Via Francigena, antico percorso del pellegrinaggio medievale. Ci sono poi il Parco fluviale del Taro, la cui sede si trova all’interno della Corte di Giarola, magnifico complesso rurale fortificato che sarà sede delle ultime due tappe, e i Boschi di Carrega, che tra boschi con laghetti, prati, siepi e campi coltivati, hanno da sempre affascinato la nobiltà parmense e ospiteranno per intero l’ultima tappa.
“Siamo orgogliosi di ospitare questa splendida gara internazionale nelle nostre Aree Naturali Protette, che rappresentano uno scenario ambientale e una cornice paesaggistica straordinaria e che riempiranno, ne siamo certi, gli occhi e il cuore degli atleti di sensazioni e ricordi indelebili – spiega Presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, Agostino Maggiali – Lo sport in natura e le attività outdoor sono tra le modalità di scoperta e fruizione più importanti per i nostri Parchi e Riserve, e rappresentano il modo migliore per coniugare le esigenze collettive di tutela e sostenibilità ambientale con quelle individuali di viaggio, ricreazione e benessere”.
Una volta terminata la settimana di gara di Appenninica, i paesaggi e i sentieri incontrati rimarranno comunque a disposizione degli appassionati. Ci sono infatti ben tre Bike Park che ripercorrono parte dei tracciati di gara, a cominciare dal più celebre, quello del Monte Cimone, che è tra i più grandi e apprezzati in Italia. Ma anche a Febbio (RE) e sul Monte Fuso (PR) non mancano zone attrezzate con percorsi e trail tecnici da enduro, ideali per divertirsi e andare alla scoperta degli angoli meno esplorati dell’Appennino.

Appenninica MTB Stage Race

IL PERCORSO

Domenica 27 Settembre: Porretta Terme – Porretta Terme (45 km)

Dislivello: 1645 m

Lunedì 28 Settembre: Porretta Terme – Fanano (60 km)
Dislivello: 2650 m

Martedì 29 Settembre: Fanano – Fanano (50 km)
Dislivello: 2300 m.

Mercoledì 30 Settembre: Fanano – Castelnovo ne’ Monti (110 km)
Dislivello: 4300 m

Giovedì 1° ottobre: Castelnovo ne’ Monti – Castelnovo ne’ Monti (53 km)
Dislivello: 1900 m

Venerdì 2 Ottobre: Castelnovo ne’ Monti – Collecchio (94 km)
Dislivello: 2500 m

Sabato 3 Ottobre: Collecchio – Collecchio (35 km)
Dislivello: 650 m

FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Trek annuncia la nuova gamma Verve

Trek presenta la Gamma Verve

Trek presenta le nuove biciclette Verve, equipaggiate per garantire il massimo del comfort e del divertimento ad ogni uscita

Verve

Trek ha lanciato una gamma completamente nuova di bici ibride Verve. I nuovi modelli Verve presentano una gamma completa di accessori e una serie di dotazioni di comfort concepite per offrire una perfetta esperienza di guida.

Progettata per affrontare i tragitti quotidiani e i brevi spostamenti casa-lavoro nel massimo comfort, la nuovissima Verve è un’ibrida ricreativa dotata delle caratteristiche di versatilità necessarie per affrontare strade e sentieri con stile, aumentare le opportunità di pedalare all’aria aperta e rendere più divertente il tempo trascorso in sella. Dagli sterrati all’asfalto, la nuovissima Verve offre sempre comodità, sicurezza ed eleganza.

La nuova Verve è disponibile con telai in versione standard e lowstep. L’opzione lowstep rende più pratico salire e scendere dalla sella in tutta sicurezza. Entrambi gli stili di telaio presentano una geometria che consente di tenere una postura eretta più naturale per la schiena e le braccia. Tale geometrica semplifica il controllo e offre una posizione di guida ideale per ammirare il panorama.

Sella morbida e confortevole

Addio disagio da sella! Tutte le Verve sono equipaggiate con una morbida e confortevole sella progettata per offrire la migliore esperienza di guida.

Manopole ergonomiche

Le manopole ergonomiche sono progettate per garantire una posizione naturale e confortevole, evitando l’affaticamento e migliorando il controllo.

Pneumatici super stabili

Gli pneumatici larghi di Verve offrono livelli eccezionali di stabilità e trazione. Ogni set è caratterizzato da una scolpitura del battistrada eccezionale sia sugli sterrati che sull’asfalto.

Posizione eretta, basta tensioni

La geometria rilassata del telaio permette di assumere una postura più comoda, perfetta per ammirare il paesaggio circostante.

Sospensione per un comfort perfetto

Alcuni modelli dispongono di forcella e reggisella ammortizzati che attutiscono le vibrazioni provenienti dalla strada aumentando il comfort durante le tue uscite.

Completamente equipaggiata

Ogni Verve è dotata di luci, parafango, lucchetto ad anello e portapacchi posteriore per consentirti di partire subito al meglio.

Semplice da controllare

Il sistema di cambiata estremamente pratico, gli pneumatici larghi ad alta stabilità e il telaio in versione lowstep che rende più semplice salire e scendere dalla sella ti consentono di concentrarti esclusivamente sul divertimento.

Qualsiasi percorso, in qualsiasi momento

Verve ottiene il massimo dei voti in termini di versatilità. Questa bici ibrida è perfetta per qualunque spostamento, dall’asfalto allo sterrato.

I nuovi modelli Verve sono già disponibili presso la rete nazionale di rivenditori Trek.

Modelli Verve disponibili:

Verve 1
Verve 1 Lowstep
Verve 2
Verve 2 Lowstep
Verve 3
Verve 3 Lowstep

 

Mario Beccia inossidabile scalatore pugliese

Mario Beccia lo scalatore della Puglia

Mario Beccia forte passista-scalatore pugliese in grado di conquistare diverse vittorie tra cui la Freccia Vallone 1982

Mario Beccia (fonte Wikipedia)

Mario Beccia (fonte Wikipedia)

Mario Beccia nasce a Troia, piccolo comune in provincia di Foggia, il 16 agosto 1955, fisico gracile e leggero si avvicina al ciclismo superando le categorie giovanili per approdare tra i dilettanti dove mette in mostra ottime doti di scalatore con abilità anche di passista.

Beccia, dunque, dopo una buona carriera da dilettante che lo vede aggiudicarsi, tra le altre, la Cronoscalata della Futa-Memorial Gastone Nencini nel 1976, si guadagna il passaggio tra i “grandi” nel 1977 tra le fila della prestigiosa Sanson diretta da  Waldemaro Bartolozzi e che vivrà un periodo boom grazie a Francesco Moser.

Il temperamento di Beccia balza subito all’occhio di addetti ai lavori e dei tifosi che ne apprezzano la voglia di rischiare e battagliare. Carattere schietto e diretto, Mario non trova spesso le simpatie degli organizzatori delle corse, soprattutto con quelli del Giro con cui ebbe più di una discussione (che gli valse l’apprezzamento dei colleghi ciclisti).

Nel ’77 alla Sanson c’è anche un altro grande grimpeur, Claudio Bortolotto che con Beccia e Moser formano un trio spettacolare. Al Giro ’77 l’esordiente Beccia vince la Pescara-Monteluco di Spoleto nel giorno in cui Moser prende la maglia rosa. Il trentino la difende sino alla 17esima frazione perdendola a favore di Michel Pollentier. Il Giro della Sanson si chiude con Moser secondo, Bortolotto ottavo e Mario, che da novello, chiude in nona posizione vincendo la classifica del giovani.

Al Giro dell’Emila 1977 il pugliese ottiene una insperata vittoria battendo, lungo le pendenze impegnative della corsa autunnale, lo svedere Bernt Johansson campione olimpico a Montreal 1976.

Dopo un esordio sorprendente il 1978 è decisamente deludente e privo di successi tanto da far sorgere dubbi sulla compatibilità con il capitano Moser sino a trasferirsi l’anno seguente alla Mecap di Dino Zandegù. Tra il direttore sportivo ed il ciclista trapiantato in Veneto nasce fin da subito un gran feeling. Al Giro del ’79 Mario conquista la prima frazione (Firenze-Perugia) precedendo di appena due secondi un Knudsen, De Vlaeminck, Gavazzi, Saronni e Moser dopo che nel prologo era stato l’ex capitano, Moser, ad imporsi.

Nella frazione con arrivo a Potenza chiude al secondo posto dietro a Bortolotto e sorprende tutti nella cronometro di San Marino quando ottiene un insperato quinto posto che ne certificano le doti non solo di scalatore ma anche di passista. Al termine della corsa rosa è sesto a 7’50” dal vincitore Saronni.

Nel 1979 ottiene uno sfortunato decimo posto alla Milano-Sanremo, superato dal gruppo solamente pochi metri prima dell’arrivo dopo che aveva staccato tutti con un’azione nell’ultimo chilometro.

Mario Beccia  vince il Tour de Suisse 1980

La stagione 1980 vede Beccia con i colori della Hoonved-Bottecchia ed è segnata dalla splendida vittoria  del Tour de Suisse. La corsa pare essere un dominio incontrastato per Daniel Willems che conquista le prime sei tappe e indossa la maglia oro senza rivali. Nella cronoscalata del Monte Generoso vince Josef Fuchs e la maglia passa a Joop Zoetemelk ma, appena ventiquattro ore più tardi, nella tappa che porta il gruppo da Mendrisio a  Glarona Beccia saluta tutti. Alle sue spalle Luciano Loro fa da tappo e il pugliese taglia il traguardo con 2 minuti di vantaggio su Fuchs e oltre 4 minuti su Zoetemelk conquistando, di fatto, la vittoria del Tour de Suisse 1980

Mario Beccia vince la Freccia Vallone 1982

E’ un percorso adattissimo al corridore della Hoonved-Bottecchia quello che i 186 partenti da Charleroi devo affrontare tra insidie del terreno e cotes micidiali. Il Muro di Huy fa il suo debutto (non come punto di arrivo) rendendo la corsa ancor più selettiva che negli anni precedenti. Quando mancano circa 40 chilometri al traguardi Beccia rompe gli indugi ed allunga con il norvegese Jostein Wilmann. Ai meno 9 c’è il colpo di scena di un passaggio a livello abbassato che permette il rientro del gruppetto degli inseguitori (poi neutralizzati). Beccia sul traguardo di Huy precede di un secondo il norvegese Jostein Wilmann ed il belga Paul Haghedooren di 14″.

 

Nel 1983, con la maglia della Malvor-Bottecchia, Beccia conquista il prestigioso arrivo di Salva di Val Gardena al Giro d’Italia e, solamente per un soffio, non riesce a piazzarsi nei primi tre posti della generale accontentadosi della quarta posizione alle spalle di Saronni, Visentin e Fernandez. Al Tour de Romandie vince l’impegnativa frazione con arrivo alla stazione termale di Leukerbad.

Nel 1984 in maglia  vive forse la sua migliore stagione sportiva. L’11 marzo vince la terza tappa della Tirreno-Adriatico con arrivo a Monte San Pietrangeli. Meno di un mese dopo, al Giro dell’Umbria batte Gianbattista Baronchelli e Silvano Contini mentre il 17 giugno, dopo tre secondi posti, conquista il Giro dell’Appennino precedendo in volata Fabrizio Verza.

Il 16 agosto ’84 nell’arrivo della Milano-Vignola precede di cinque secondi il forte portoghese Acacio Da Silva completando un poker di vittorie che sancisce il livello assoluto del ciclista pugliese.

Il 1985 vede Beccia battagliare per la vittoria alla Liegi-Bastogne-Liegi ma deve accontentarsi dell’ottavo posto (vittoria di Moreno Argentin).

Nell’86 Mario è al via della Sanremo e lungo le ultime rampe del Poggio prova l’attacco seguito solamente da Sean Kelly e Greg Lemond e, causa una moto, non riesce a staccare i due fenomeni.  I tre arrivano insieme al finale e, sapendo di non avere speranze, Mario, carattere indomito, prova un disperato allungo ma deve accontentarsi della terza piazza non senza attaccare in diretta TV il patron Vincenzo Torriani.

Dopo due stagioni prive di successi il corridore pugliese decide di abbandonare il mondo del professionismo lasciando a tutti il ricordo di una persona vera e di un combattente indomito.

Kevin Rivera alla Bardiani CSF Faizanè

Kevin Rivera firma con la Bardiani CSF Faizanè

Kevin Rivera scalatore ventiduenne originario del Costa Rica, vestirà i colori della Bardiani CSF Faizanè nelle stagioni 2021 e 2022

 

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Talento, vittorie, abilità in salita e giovane età. Queste le caratteristiche portate in dote dal giovane scalatore Costaricano in forza al team Androni-Sidermec nelle precedenti stagioni. Già 9 successi tra i professionisti per lo scalatore 22enne, vincitore anche di 4 classifiche di miglior giovane e di due classifiche GPM oltre che della classifica generale del Tour of China nel 2017 e del Sibiu Tour nel 2019.

Kevin Rivera, scalatore ventiduenne originario del Costa Rica, vestirà i colori della Bardiani CSF Faizanè nelle stagioni 2021 e 2022. Il giovane e talentoso atleta nonostante la sua giovane età ha già siglato numerosi successi tra i professionisti, collezionando ben 9 successi in quattro anni, 3 nel 2020, tra vittorie di tappa e classifiche generali. Vincitore della classifica general del Tour of China nel 2017 e del Sibiu Tour nel 2019, ha sempre ben figurato in classifica generale nelle corse a tappe conquistando anche 4 maglie di miglior giovane e due maglie dei gran premi della montagna. Nel 2021 e 2022 è alla ricerca del definitivo salto di qualità per il quale ha scelto di cercare nuovi stimoli e sfide nel team Bardiani CSF Faizanè.

Kevin Rivera si presenta con queste parole: “Sono felice di poter affrontare il nuovo anno, con un nuovo team e nuovi compagni. Si tratterà di due anni molto importanti per me e per la mia definitiva crescita come atleta. Il mio obiettivo è quello di portare vittorie importanti al team e di poter partecipare, meritandomi la convocazione, al Giro d’Italia 2021 per testarmi in una delle corse a tappe più importanti del mondo.”

Nel 2020 Kevin Rivera sarà ancora impegnato nei mondiali di Imola questo week-end con la maglia del Costa Rica, per poi dedicarsi e concentrarsi alla preparazione della nuova stagione, in maglia Bardiani CSF Faizanè.

PALMARES:

2020:
1° Tour de Langkawi – Tappa 4.
1° Vuelta al Tachira – Tappa 6.
1° Vuelta al Tachira – Tappa 7.
Miglior Giovane Vuelta al Tachira
Miglior Scalatore Vuelta al Tachira

2019:
1° Classifica General Sibiu Tour.
1° Sibiu Tour – Tappa 2
1° Tour of China II, tappa 3
Miglior scalatore, Tour of China II
Miglior Giovane – Vuelta Ciclista Chile.
Miglior Giovane – Tour of Bihor
Miglior Giovane – Sibiu Tour
9° Milano-Torino.

2018:
1° Vuelta al Tachira – Tappa 7.

2017:
1° Classifica Generale – Tour of China II
1° Tour of China II – Tappa 7
Miglior scalatore Tour of China II

FONTE COMUNICATO STAMPA