Ivan Basso, vogliamo diventar un top team

Ivan Basso e Alberto Contador puntano in alto

Ivan Basso e Alberto Contador lanciano la loro Kometa–Xstra verso l’alto, tra gli atleti in rampa di lancio Antonio Puppio e Alessandro Fancellu

Ivan Basso

Ivan Basso

Ivan Basso e Alberto Contador sono due campioni unici che hanno scritto pagine indelebili del ciclismo mondiale. I due ex rivali ora sono colleghi assieme al fratello del corridore spagnolo nel progetto Kometa–Xstra. La formazione, di categoria Continental, è il vivaio del team Trek Segafredo ma l’obiettivo è quello di dare autonomia al team per farlo crescere fino a debuttare nel World Tour per provare a competere con le corazzate del ciclismo.

Ivan Basso e Alberto Contador sono stati colleghi, per un breve lasso di tempo, sotto i colori del team Tinkoff e, appesi gli scarpini al chiodo, hanno deciso di sviluppare un percorso di crescita nel ciclismo giovanile. Ivan, Alberto e Fran hanno dato seguito ad un progetto legato alla Fondazione Contador che gestiva alcune formazioni giovanili. Da quel progetto è nata, appunto, la Kometa–Xstra che ha valorizzato due atleti del calibro di Matteo Moschetti e Enric Mas.

“vogliamo far crescere una nuova filosofia di ciclismo con i nostri sponsor – ha spiegato l’ex corridore italiano – il sogno è diventare la migliore squadra al mondo ma per farlo non bastano idee e buoni propositi, serve un budget all’altezza”.

Come può quindi evolvere il Team Kometa? Ivan Basso e soci hanno in programma una serie di incontri con potenziali investitori che potrebbero far svoltare le sorti della formazione:

“nei prossimi sei mesi ci saranno tanti impegni e saranno fondamentali per la squadra. Abbiamo in agenda almeno dieci incontri entro aprile che potrebbero farci fare un salto di qualità. Formazioni come la Sunweb o la Jumbo Visma hanno lavorato bene convincendo gli sponsor della validità del loro progetto e trovando sostegno finanziario”.

Ma quali sono gli atleti in rampa di lancio in casa Kometa–Xstra? Ivan non ha dubbi: Antonio Puppio e Alessandro Fancellu.

“Puppio mi ricorda Ganna per il motore, deve crescere molto ma ha ottime doti, Fancellu può vincere il Giro Under 23, lui potrebbe essere il nuovo Nibali, è il nostro miglior talento”.

Mario Cipollini operato nuovamente

Mario Cipollini: “ho scoperto la sofferenza vera”

Mario Cipollini operato nuovamente per problemi cardiaci presso l’Ospedale di Ancona ha raccontato alla Gazzetta la sua sofferenza

Mario Cipollini Nudo

Mario Cipollini Nudo

Mario Cipollini sottoposto ad un nuovo  intervento ad Ancona, il secondo in 4 mesi:

” ho conosciuto la vera sofferenza e mi sono scoperto vulnerabile, “

Mario Cipollini in quattro mesi è stato sottoposto a due interventi al cuore, lo ha raccontato ai giornalisti de La Gazzetta dello Sport spiegando le sue condizioni di salute assolutamente impegnative. Il Re leone è appena tornato a casa dopo un ricovero presso l’Ospedale di Ancona  dopo è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico legato ai suoi problemi cardiaci (miocardite).

“questo accadimento mi ha fatto sentire vulnerabile – ha voluto confessare il campione del mondo 2002 – mi ha fatto provare la sofferenza vera, il cuore è uno solo ed è importante curarsi, avere la stessa perseveranza che un atleta ha nell’allenarsi”.

Quando si incontrano problemi di salute è inevitabile che la propria visione della vita e la scala valoriale degli accadimenti venga rivista:

“ho subito un intervento importante, ora devo riposare e prendere il tempo necessario per il recupero. Sapevo che i problemi erano seri ed ora mi trovo a cambiare il mio modo di vivere, faccio il pensionato – scherza super Mario – Ora voglio ripartire e a fine marzo voglio risalire in sella per una pedalata in Versilia”.

Mario Cipollini non sta attraversando un periodo felice tra i problemi di salute e le vicissitudini legate al rapporto con la ex moglie Sabrina Landucci che lo ha portato al centro di vicende giudiziarie decisamente fastidiosi (accuse di maltrattamenti assolutamente negate dall’ex pro).

 

 

Patrick Dempsey alle Olimpiadi nel ciclismo?

Patrick Dempsey a Tokyo 2020

Patrick Dempsey, attore noto per la serie  Grey’s Anatomy a Tokyo 2020, come capitano non giocatore

Patrick Dempsey (fonte pagina twitter)

Patrick Dempsey (fonte pagina twitter)

Che ci fa Patrick Dempsey, star della TV americana, noto per il suo ruolo in Grey’s Anatomy tra i ciclisti della spedizione americana alle Olimpiadi di Tokyo 2020? Niente paura, l’attore non sarà impegnato nelle prove ciclistiche ma ricoprirà l’inedito ruolo di “capitano non giocatore”. Dempsey avrà un luogo di immagine secondo le volontà di Rob DeMartini, amministratore delegato dell’equivalente del nostro CONI che ha richiesto all’USA Cycling di ritagliare un ruolo per l’attore nella prossima spedizione olimpica.

L’obiettivo è quello di dare visibilità al ciclismo negli Stati Uniti che, dopo la vicenda Lance Armstrong, ha perso l’appeal che aveva conquistato tra gli americani e, soprattutto, lanciare un messaggio di sensibilizzazione circa l’importanza di una vita sana attraverso anche la pratica del ciclismo.

“E’ una opportunità unica e irripetibile – ha spiegato  Patrick Dempsey indimenticato medico di Grey’s Anatomy – Sono un ciclista appassionato e non potevo non cogliere una simile occasione. Il ciclismo è molto più che un semplice uno sport, è uno stile di vita ed è importante trasmettere questo messaggio al numero maggiore di persone. Non mi sembra vero di poter avere un ruolo così importante che mi coinvolge addirittura nei Giochi Olimpici per la mia nazione. Sono certo che arriveremo preparati all’evento olimpico pronti a ritagliarci grandi soddisfazioni”.

Non è un evento isolato questo che lega Patrick Dempsey al ciclismo: nel 2017 l’attore americano era stato protagonista al Giro d’Italia percorrendo i 5 chilometri iniziali della tappa Castrovillari – Alberobello a fianco del Team Svizzero BMC Racing. Negli USA l’attore ha organizzato una gara ciclistica, la #DempseyChallenge, per raccogliere fondi per il “Patrick Dempsey Center for Cancer Hope & Healing” e del suo impegno a sostegno dei malati di cancro.

Inoltre Patrick ha collaborato con l’ex pro  Tom Danielson con la “T20 Cycling”, una comunità ciclistica interattiva che si occupa di organizzare eventi ciclistici negli Stati Uniti.

Valverde: addio al ciclismo nel 2021

Valverde: saluta il ciclismo nel 2021

Valverde: addio al ciclismo nel 2021 ma prima la concentrazione è massima in vista delle Olimpiadi di Tokyo 2020

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde ha confermato che appenderà la bicicletta al chiodo al termine della stagione sportiva 2021, l’ex campione del mondo a quel punto avrà 41 anni compiuti e un palmares da far invidia al mondo intero. Evidentemente le vittorie ottenute sino ad oggi da “Don Alejandro” sono già in grado di saziare la fame anche dei più voraci ma lo spagnolo ricorda che “Mi manca una medaglia olimpica nel mio curriculum”.

Il traguardo delle Olimpiadi di Tokyo 2020 è un obiettivo dichiarato dello spagnolo tanto che, in passato, aveva affermato di volersi ritirato dopo la rassegna a cinque cerchi. Ora, dopo l’estensione di contratto con la Movistar, la data dell’addio è fissata per fine 2021.

“Voglio fare altre due stagioni al massimo livello e andarmene dal plotone per dedicarmi ad un ruolo organizzativo nel team per far crescere quella grande famiglia che è la Movistar” ha dichiarato il ciclista iberico a Cyclingnews.

Dopo aver conquistato 14 successi nel 2018 coronate dal titolo di Campione del Mondo, il 2019 dello spagnolo non è stato dei migliori con “sole” 5 affermazioni personali ed ora Alejandro è carico come una molla per un anno ricco di appuntamenti golosi.

“Devo essere conscio che gli anni passano per tutti e che la stanchezza la si smaltisce più lentamente a questa età ma se non mi sentissi in grado di poter competere per vincere avrei già mollato da tempo – spiega Valverde.

L’età certamente è un limite e lo spagnolo ne è ben conscio ma a volte le motivazioni possono andare oltre i limiti posti dalla carta di identità. Per arrivare ai vertici di uno sport contano le doti fisiche, è chiaro, ma hanno altrettanto peso le virtù mentali dell’atleta e, soprattutto, le motivazioni. Ma quali motivazioni potrebbe avere uno degli atleti più decorati del gruppo che solo un anno va correva con la maglia iridata?

A rispondere è proprio “Don Alejandro”: “Mi manca la medaglia olimpica nel mio curriculum, sono contento dei miei allori ma vincere una medaglia olimpica sarebbe la ciliegina sulla mia carriera”.

Quale sarà il cammino di avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo 2020 di Valverde? Lo spagnolo sarà al Tour ma con l’idea di valutare durante la corsa se arrivare sino a Parigi:

“è duro scegliere ma il Tour è il Tour e va rispettato, voglio arrivare al 100% a Tokyo e forse sarebbe meglio optare per il ritiro prima della fine della corsa francese per acclimatarmi al fuso nipponico”.

Il Tour di quest’anno sarà il tredicesimo che vedrà al via Valverde ma le gerarchie in casa Movistar, con l’ingresso di Enric Mas, potranno consentire a Alejandro di decidere in corsa la propria strategia:

“voglio aiutare Enric e Soler a crescere sono due ottimi ragazzi con margini di miglioramento quindi mi sacrificherò per loro e per il team durante la corsa francese. Spero che i loro obiettivi coincidano con i miei”.

 

 

 

Egan Bernal:” il Tour de France sarà il obiettivo”

Egan Bernal lancia la sfida per la maglia gialla

Egan Bernal chiude i dubbi sui suoi obiettivi stagionali: niente Giro d’Italia e obiettivo numero uno sul Tour, concorrenza permettendo

Bernal (fonte twitter)

Bernal (fonte twitter)

Egan Bernal sogna la doppietta al Tour de France 2020 dopo aver vinto a sorpresa (ma non troppo) l’edizione dello scorso anno della corsa a tappe francese. Dopo essersi “un po’ nascosto” circa gli obiettivi per la nuova stagione sportiva che, per il colombiano, scatterà la prossima settimana con il Tour Colombia 2.1.

Fresco di candidatura per il prestigioso premio “Breakthrough of the Year” il giovane talento del Team Ineos vuole succedere al compagno Geraint Thomas nella classifica di questo riconoscimento così come avvenuto in quella della Grande Boucle.

“Sono orgoglioso di questo riconoscimento per la sua importanza nel mondo, sono felice per me, per la squadra e per il mio paese” ha detto al quotidiano spagnolo AS. L’amore di Bernal per la sua patria è nota: “ in Colombia abbiamo molti, troppi problemi sociali e sono contento che la mia vittoria al Tour abbia ispirato e dato fiducia ai miei connazionali, il ciclismo e lo sport possono essere una via di riscatto per il mio paese”.

Il 2020 di Egan Bernal potrebbe iniziare certamente meglio della stagiona precedente visto che il 2019 era iniziato con gli strascichi della caduta subita alla Clásica San Sebastián: “la preparazione è stata migliore, l’anno precedente ho dovuto subire molte visite e questo ha rallentato tutto, mi sento bene e sono concentrato sul mio obiettivo primario: confermarmi al Tour de France 2020”.

Negli USA si definisce “statement”, una dichiarazione chiara: ragazzi io ci sono! Se lo scorso anno Egan ha conquistato, pur con una preparazione a singhiozzo, Parigi-Nizza, Tour de Suisse e Tour de Franc, ora con una condizione ottimale potrebbe letteralmente “spaccare”.

Sulla strada per il bis in giallo, però, gli ostacoli potrebbero essere molti a partire dai compagni di team Geraint Thomas e Chris Froome che ha lottato come un leone per tornare in sella e inseguire il sogno di entrare nel club dei 5 volte vincitori del Tour.

Bernal non teme, però, la concorrenza interna: “nelle ultime stagioni abbiamo sempre corso con due punte, nel 2020 saremmo in tre. La cosa importante è che il team lavori unito” taglia corto il colombiano.

Rivalità assente? Che siano dichiarazioni di facciata? Apparentemente il clima nella Ineos è ottimo:

“non vedo Chris come un rivale ma come un collega che ha avuto tanta sfortuna con quel brutto incidente e a cui auguro il meglio possibile. Dal canto mio voglio arrivare all’appuntamento francese al 100&%”.

La concorrenza sarà però molto agguerrita anche “fuori casa” con la Jumbo-Visma che sarà a sua volta al via con un terzetto da paura: Primož Roglič, Tom Dumoulin e Steven Kruijswijk.

Egan Bernal allontana quindi l’ipotesi, paventata qualche tempo fa, di essere al via anche del Giro d’Italia:

“ci ho pensato ma non potendo non puntare sul Tour ed essendo questo un anno con le Olimpiadi, non posso presentarmi al via della corsa rosa visto che tra le due corse a tappe ci sarà una settimana in meno di stacco”.

 

Vinokourov contro la fuga di notizie

Vinokourov mette pressione sul CADF

Vinokourov e il Team Astana prendono posizione a favore dei propri atleti e contro la fuga di notizie mentre Michele Ferrari nega

Vinokourov

Vinokourov

Alexander Vinokourov, direttore generale dell’Astana, interviene sulla questione, emersa negli scorsi giorni, del dossier della Cycling Anti-Doping Foundation (CADF) che segnalerebbe rapporti tra alcuni atleti del team kazako e Michele Ferrari.

Vinokourov che fu a suo tempo un adepto del medico italiano e fu squalificato per due anni per doping, ora tuona sulla “fuga di notizie” che ha portato il quotidiano danese Politiken, la televisione danese DR ed il quotidiano norvegese VG a far uscire la news incriminata.

Dopo che Fuglsang e Lutsenko, i due atleti chiamati in causa, hanno diramato tramite i propri canali social una dichiarazione di estraneità agli accadimenti narrati dai media, ora è Alexander Vinokourov a portare sostegno alla posizione degli atleti.

Il direttore dell’Astana ha sempre sostenuto l’infondatezza dell’assioma Ferrari=Doping ed ora tiene alto il muro difensivo del team che, attraverso il sito web ufficiale, ha sottolineato come la CADF “non ha riscontrato alcuna violazione confermata delle regole antidoping e di conseguenza non è stata avviata alcuna azione disciplinare né contro i ciclisti né il team”.

L’attenzione di “Vino” e della formazione kazaka si concentra, come detto, sulla fuoriuscita di notizie certamente delicate:

“speriamo che il CADF conduca un’indagine su come le informazioni sono state rese pubbliche al fine di evitare di ripetere queste situazioni in relazione a qualsiasi altra squadre”.

Certamente queste notizie, vere o false che siano, hanno adombrato l’immagine dell’Astana e del ciclismo in generale che, da molti anni, sta lottando per “pulire” la propria immagine.

Secondo quanto riportato dal noto sito cyclingnews.com lo stesso Michele Ferrari ha voluto segnalare la propria estraneità alle notizie che stanno circolando in questi giorni:

“Non ho più avuto rapporti con gli atleti del Team Astana da oltre 10 anni e non sono fisicamente presente ed una singola gara dal 1994”.

 

 

 

 

 

 

MTB Ahead Zero Wind Tour 2020

MTB Ahead Zero Wind Tour 2020: si parte a marzo

MTB Ahead Zero Wind Tour 2020 si parte a marzo con la nuova tappa, nuovo sponsor e nuovo logo!

MTB Ahead Zero Wind Tour 2020

MTB Ahead Zero Wind Tour 2020

Arriva il “Title sponsor” di gran pregio ad affiancare il ventaglio di prestigiose gare del circuito, che partirà il primo giorno di marzo, con la new entry: la Granfondo Spaccapria.

“Zero Wind, brand di Pidigi Spa, si affianca per il 2020 in qualità di title sponsor, ad un circuito di manifestazioni egregiamente organizzate, che celebrano la passione per le ruote grasse e, più in generale, la condivisione di valori non esclusivamente sportivi. La stessa passione che contraddistingue il marchio Zero Wind®, al fianco degli sportivi che amano lo sport outdoor, per i quali vengono progettati e realizzati tessuti altamente traspiranti e protettivi, oggi anche ecologici. Auguriamo quindi a tutti i partecipanti di vivere intensamente e con lo spirito giusto le gare del challenge Mtb Ahead Zero Wind Tour, le parole di Giorgio De Gara titolare di Pidigi Spa (Zero Wind®).

 

E’infatti il prestigioso marchio “Zero Wind” ad entrare in maniera incisiva come title sponsor nel circuito Veneto che raccoglie consensi da tutto il nord Italia ed oltre. Uno sponsor importante, per un importante ventaglio di gare prestigiose, che sarà al via con la nuova edizione dal primo di marzo 2020, e che vede una denominazione ed un marchio rinnovati con questo prezioso ingresso.

Pilastro del marchio “Zero Wind” è l’azienda Pidigi spa, che dal lontano 1953 ad oggi è stata sempre in continua evoluzione nella ricerca dei materiali tecnici per diversi articoli riguardanti lo sport, a soddisfare le richieste di diversi mercati quali: calzaturiero, pelletteria, confezione tecnica e sportiva, abbigliamento di protezione e sicurezza.

E’ sicuramente la passione per lo sport, che ha mosso questa azienda ad investire costantemente nella ricerca di materiali di alta qualità, creando capi altamente tecnici e performanti per ogni disciplina sportiva. Promotrice del made in Italy, Zero Wind, offre prodotti certificati, e si evolve sempre di più con attenzione particolare all’ecologia, riconoscendo appieno la necessità di salvaguardare le risorse del nostro pianeta.

Sono tante insomma le novità di stagione per questo rinomato circuito, che anche per questa stagione parte con il piede giusto per regalare divertimento al popolo dei pedalatori da fuoristrada.

E se una ventata di freschezza ci doveva essere nelle tappe di questo circuito, perché non darla al femminile? Pariamo di una delle poche donne nell’intero panorama del territorio Nazionale Italiano che unendo la caparbietà alla sensibilità ed al buongusto, organizza la “special stage” Granfondo Spaccapria, che giunta alla sua 7^ edizione entra come un fiume in piena nel gruppo di Mtb Ahead Zero Wind Tour 2020.

Per parlare di questa nuova tappa, che si terrà il primo di marzo a Galzignano Terme (PD), abbiamo raggiunto l’energica Asia Rendetti.

“Abbiamo voluto suggellare un’amicizia che dura da qualche anno”, ci dice Asia, “e ci piace definirla una consacrazione del circuito. Sono oramai circa 30 anni che calchiamo i campi gara, e l’idea è nata proprio nel mezzo delle competizioni”.

Abbiamo chiesto ad Asia qualche dettaglio sul percorso:

“Per le incisive ed interessanti modifiche che sono state effettuate per il 2020, ci siamo affidati ai feedback dei partecipanti delle scorse edizioni. In particolare è stato eliminato lo strappetto a 2 km dalla partenza, che faceva da imbuto e non consentiva il fruire agevole del passaggio di tanti atleti insieme, evitando così i famosi imbuti”, continua Asia.

“Visto che c’eravamo, ci siamo scatenati, ed abbiamo inserito un lungo single track in cresta, ma per ora non vogliamo svelare tutti i dettagli, poiché ci saranno sorprese e novità. Diciamo soltanto che con le modifiche apportate abbiamo ottenuto un tracciato di gara sterrato per il 98%!” conclude.

La Granfondo Spaccapria, organizzata dalla Asd Bike Extreme, sarà valida come “Special Stage” per quanto riguarda il calcolo dei punti degli abbonati di Mtb Ahead Zero Wind Tour 2020. Per tutte le informazioni consigliamo di prendere visione del regolamento.

 

CALENDARIO MTB AHEAD ZERO WIND TOUR 2020

01.03.2020 – 7^ GRANFONDO SPACCAPRIA – GALZIGNANO TERME (PD)
15.03.2020 – BARDOLINO BIKE– BARDOLINO (VR)
05.04.2020 – MTB GARDA MARATHON – GARDA (VR)
07.06. 2020 – GRANFONDO CITTA’ DI CHIAMPO – DURONA BIKE – CHIAMPO (VI)
14.06. 2020 – ATESTINA SUPERBIKE – ESTE (PD)
13.09.2020 – GRANFONDO D’AUTUNNO – VERONA (VR)
27.09.2020 – MARATHON DELL’ALTOPIANO – GALLIO (VI)

FONTE COMUNICATO STAMPA

Fuglsang nega i rapporti con Ferrari

Fuglsang  nega di aver incontrato Michele Ferrari

Fuglsang nega i rapporti con Ferrari e l’Astana inoltra un comunicato in cui sottolinea come nessun atleta è autorizzato a lavorare con medici esterni

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakub Fuglsang (fonte pagina facebook)

Jakob Fuglsang ciclista del Team Astana chiamato in causa da alcune indiscrezioni circa un suo incontro con Michele Ferrari, ha rilasciato una breve dichiarazione con cui rimanda al mittente tutte le insinuazioni.
Il ciclista danese, reduce da una delle sue migliori stagioni in carriera con la vittoria del Giro del Delfinato e alla Liegi-Bastogne-Liegi, secondo un rapporto della Cycling Anti-Doping Foundation avrebbe avuto rapporti professionali con Ferrari. La notizia è stata lanciata da alcuni media: il sito danese Politiken, il canale televisivo danese DR e il quotidiano norvegese VG

Fuglsang su Instagram ha voluto dare la sua chiave di lettura degli avvenimenti:

“Contestano di aver incontrato il dottor Ferrari. Non sono a conoscenza di alcun rapporto e posso confermare che nessuna procedura è stata nemmeno avviata dalle autorità antidoping competenti contro di me. Di conseguenza, non ho nessun caso di risposta. Sono estremamente preoccupato che tali voci possano essere diffuse sulla stampa “.

Al danese ha fatto eco Alexey Lutsenko che, sempre attraverso Instagram, ha voluto negare anche il suo coinvolgimento con le medesime parole del compagno.

Il sito Cyslingnews.com riporta un estratto del rapporto CADF in cui di legge che:

“Michele Ferrari era presente alla Volta a Catalunya con l’Astana Pro Team nel marzo 2019, ha una base a Lugano, in Svizzera, e ha recentemente incontrato Fuglsang e il [compagno di squadra Alexey] Lutsenko a Nizza e/o Monaco. “

Sulla vicenda non poteva mancare un commento del Team Astana che ha voluto ribadire il proprio impegno nella lotta al doping e che non ha mai autorizzato nessun atleta a lavorare con medici esterni alla squadra.

“Il team non collabora con alcun medico sospetto, come il Dott. Michele Ferrari. I ciclisti non sono autorizzati a consultare alcun medico esterno al team al fine di svolgere alcuna attività o di ricevere prescrizioni dietetiche o terapeutiche correlate alle loro prestazioni ” si legge nel comunicato stampa della formazione kazaka.

Astana ha sottolineato che nessuna procedura antidoping è stata aperta dal CADF o dall’UCI e che la licenza per la stagione 2020 è il segno della serietà e del rispetto degli impegni presi in chiave di procedure antidoping.

Se le indiscrezioni fossero confermate cosa rischiano gli atleti eventualmente coinvolti? Secondo il Codice WADA, in particolare il base all’articolo 2.10 è vietato avere rapporti (formazione e consigli inclusi) con persone che stanno scontando un periodo di squalifica e di conseguenza il rischio è una sospensione fino a due anni.

Tatiana Guderzo: il casco ti salva la vita!

Tatiana Guderzo salva grazie al casco

Tatiana Guderzo vittima di una terribile caduta alla Cadel Evans Great Ocean Road Race si è salvata la vita grazie al casco e lo ricorda sui social

Tatiana Guderzo il post su Facebook

Tatiana Guderzo il post su Facebook

Tatiana Guderzo ora può scherzarci sopra, una terribile caduta alla Cadel Evans Great Ocean Road Race gara d’apertura dell’Uci Women’s World Tour ha lasciato non pochi segni sul suo corpo e soprattutto sul viso ma la ciclista di Marostica può fortunatamente scherzare sull’accadimento che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

La campionessa del mondo 2009 è riuscita a limitare i danni grazie al casco che ha protetto la testa dallo spaventoso impatto con l’asfalto e il suo viso è la testimonianza lampante della durezza della caduta.

Ora l’atleta della Alè BTC Ljubljana può scherzare sulla disavventura ma il messaggio che vuole mandare ai tanti fans del ciclismo è chiaro e importantissimo. Attraverso i suoi canali social, infatti, Tatiana Gauderzo ha postato il suo messaggio:

 “Tutto ok qui a Geelong, mi hanno detto che l’asfalto è messo peggio della mia faccia e anche della mia bici. Il casco ti salva la vita…e la vita è fatta di attimi… grazie a @rudyproject @alecipolliniteam“.

La Guderzo ha ricevuto la visita di Cadel Evans, campione del mondo anche lui nel 2009 a Mendrisio, che ha portato i suoi omaggi alla sfortunata ciclista italiana.

Il quadro clinico non è preoccupante e a breve Tatiana sarà pronta per tornare a gareggiare ma, come ha detto la stessa atleta, la vita è fatta di attimi ed è un attimo per rovinarsi la vita.

METTETE SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE IL CASCO!

Michele Ferrari è tornato nel gruppo?

Michele Ferrari potrebbe esere “nel gruppo”

Michele Ferrari medico allontanato dal mondo del ciclismo per le vicende legate a Lance Armstrong potrebbe essere tornato ad “operare”

Doping

Doping

Michele Ferrari è tornato nel gruppo? Secondo articoli apparsi su siti prestigiosi che trattano di ciclismo, ci sarebbe un dossier segreto della CADF che rimarca come il noto medico italiano sia nuovamente attivo tra i ciclisti professionisti collaborando, in particolare con il Team Astana.

Accuse veramente gravi e sconfortanti ma, secondo quanto dal prestigioso cyclingnews.com, i media danesi avrebbero citato il dossier che coinvolgerebbe l’atleta di punta della formazione kazaka Jakob Fuglsang. Ferrari, medico personale dell’ex ciclista Lance Armstrong (non un nome qualunque) si sarebbe incontrato a Monaco con Fuglsang e Lutsenko.

La Cycling Anti-Doping Foundation (CADF)  avrebbe pubblicato un dossier, diffuso dal sito Politiken.dk, secondo cui “Fuglsang fa parte del programma di Michele Ferrari e che il suo compagno di squadra Alexey Lutsenko era presente durante almeno un incontro tra loro a Nizza / Monaco”.

L’incontro sarebbe della scorsa estate e non si sanno i contenuti dello stesso ma la notizia è certamente pesante tanto che la stessa UCI ha voluto precisare che:

“Ad oggi, l’UCI non ha ricevuto una relazione dal CADF al fine di avviare procedimenti contro le persone e il team menzionato. La nostra Federazione segue da vicino questo caso e adotterà le misure ritenute appropriate nell’interesse del ciclismo “.

Finora, Astana e Fuglsang non hanno commentato pubblicamente queste indiscrezioni che svelerebbero una trama di rapporti tra il medico noto per la sua spregiudicatezza nell’uso di sostanze vietata e il team. Sicuramente c’è preoccupazione nel mondo del ciclismo per il riaffiorare di un personaggio la cui fama è tristemente nota non solo agli addetti ai lavori.

Michele Ferrari, che ha avuto un ruolo chiave nello scandalo Armstrong, è sottoposto ad un divieto a vita ed al suo nome sono collegati alcuni rapporti avuti con Alexander Vinokourov, che a sua volta ha ricevuto un divieto di due anni per doping ematico nel 2007. Su questo argomento il corridore kazako aveva si ammesso di aver usufruito della consulenza del medico italiano ma solo per stilare programmi di allenamento.

Queste segnalazioni arrivano in un memento teso per il ciclismo internazionale che ha visto un incremento dei casi di positività all’antidoping in particolare in Sud America. Altrettanto delicati sono gli sviluppi dell’inchiesta “Aderlass” che ha coinvolto sciatori nordici e ciclisti professionisti.

“Dobbiamo continuare a lavorare perché il numero di casi di doping è aumentato in tutto il mondo e soprattutto in alcuni paesi dell’America Latina, siamo andati in un paese, abbiamo eseguito 12 test e 12 sono risultati positivi” ha spiegato David Lappartient.