MTB elettrica guida alla scelta

MTB Elettrica i consigli per sceglierla

MTB Elettrica consigli per scegliere la vostra bicicletta a pedalata assistita: telai, sospensioni, trasmissione e batteria tutto quello che devi sapere

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica quale scegliere? Così hai deciso anche tu di acquistare una E-Bike o, meglio una E-MTB ma ti trovi ancora perso in un mare di modelli e caratteristiche. E’ pressoché impossibile riuscire a stabilire quale sia la miglior MTB a pedalata assistita presente sul mercato ma vi sono una serie di parametri (o se preferite suggerimenti) che vale la pena analizzare prima di procedere all’acquisto.

MTB Elettrica: il motore

Il mercato dei motori per MTB elettriche è rappresentato sostanzialmente da 4 player principali: Shimano, Bosch, Yamaha e Brose. Dimensioni, peso e coppia sono i 3 parametri principali da considerare.

L’e8000 di Shimano è il più compatto nonché il più leggero, il Bosch è più voluminoso e pesa 4kg. E’ fondamentale sapere che oltra al peso va analizzata, appunto, la coppia (N-m).

Un valore basso di coppia significa erogazione più morbida ma meno spunto se si vogliono affrontare salite impegnative è meglio avere più N-m. E’ fondamentale affidarsi a marche che diano adeguata assistenza: se su di una bici tradizionale è relativamente facile metterci le mani, sulle bici elettriche diventa tutto più difficile.

Il servizio post vendita è sicuramente un aspetto da valutare confrontandosi con il negoziante che vi venderà la bicicletta.

MTB Elettrica: la batteria

La batteria è il vero cuore della E-bike prima ancora del motore. E’ importante valutarne il peso (in aggregazione col motore), i Watt-ora (Wh) e il numero di cicli di ricarica.

E’ importante valutare il numero di cicli di ricarica dichiarato dal produttore dopo il quale, come avviene per gli smartphone, l’efficienza della batteria può ridursi fino al 20% – 30%.

L’autonomia della batteria può variare con il peso della persona: un peso maggiore ne riduce naturalmente la prestazione!

Lo standard attuale è ormai di 500 Wh, ad eccezione di pochi marchi che propongono batteria da oltre 700 Wh con tendenza all’aumento. Nei prossimi avremo batterie da 1000 Wh, con lo stesso ingombro e magari anche con un peso inferiore ma ci vorranno tempi e studio.

MTB Elettrica: il display

Chiaramente è meglio averlo che non averlo ma se previsto è importante che sia ben visibile e magari che possa interagire con lo smartphone.

MTB Elettrica: trasmissione

Le E-Bike possono presentare trasmissione tradizionale a catena più scattante ma  più nervosa oppure a cinghia più fluida, uniforme e senza strappi

Catena o cinghia che sia devono poi rapportarsi alla corona anteriore (monocorona ma in futuro saranno 2 corone) e al pacco pignoni (i più diffusi sono a  11 velocità ma qualcuno offre anche i 12).

MTB Elettrica: il telaio

Anche per le biciclette a pedalata assistita a farla da padrone sono l’alluminio e il carbonio ma quest’ultimo è ancora fresco di introduzione e quindi da verificare.

Importante è ricordare che le E-MTB con telaio in allumino sono più pesanti ma più facili da guidare mentre quelle con telaio in carbonio consentono una riduzione di peso di quasi 2 kg portandolo spesso sotto la soglia psicologica per una MTB elettrica dei 20kg.

MTB Elettrica: la sospensione

Se la E-MTB sarà usata per un uso travel, su strade bianche o piccoli i dislivelli, va benissimo la sola sospensione frontale (che consente anche una riduzione di peso rispetto a una “full”).

Se l’idea è quella di fare un uso “gravity” per superare grandi dislivelli le Full offrono maggior comfort sia in salita che in discesa. Attenzione: le E-MTB Full costano di più delle Front quindi la scelta dipende anche dal budget.

I modelli di punta si avvicinano e a volte scendono anche sotto i 21 Kg, ma per le e-Mtb a doppia sospensione il peso è mediamente più vicino ai 22,5 Kg che ai 21 Kg.

MTB Elettrica: ruote da 26, 27.5 o 29″

Nelle E-MTB il trend in aumento è quello delle 27.5 Plus che offrono dinamicità permettendo di tenere alta la velocità consentendo maggiore stabilità.

Nelle MTB elettriche lo standard sono i freni a disco idraulici al fine di migliorare la sicurezza.

MTB Elettrica: il cambio

La maggior parte delle E-bike presenta cambio manuale anche se quelle di fascia alta ormai montano i cambi elettronici.  lo Sram Ex1 (primo e per ora unico cambio specifico per e-Mtb), è diventato sempre meno popolare preferendo lo Sram Gx Eagle per la migliore spaziatura dei rapporti.

MTB Elettrica: i prezzi

Come ogni settore anche quello delle E-Bike dovrà diventare maturo stabilizzando (e riducendo) i prezzi di vendita: i grandi brand della bici presto o tardi dovranno fare i conti con le proposte low cost di marchi come Decathlon che per ora non è ancora (per quanto?) un player del settore.

 

 

Ciclismo calendario 2019: tutte le gare principali

Ciclismo calendario 2019 le corse in primo piano

Ciclismo calendario 2019 analisi delle principali corse ciclistiche che di disputeranno l’anno prossimo

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019, messa in archivio con il Giro di Lombardia la stagione 2018 (in realtà vi sono ancora corse che si svolgeranno principalmente in oriente) ecco già la mente degli addetti ai lavori è orientata alla stagione 2019.

La “Classica delle foglie morte” ha infatti praticamente chiuso l’annata del World Tour, tra qualche giorno verrà svelato il percorso del prossimo Giro 2019,ecco quindi un elenco delle principali corse che ci accompagneranno sulle strade del mondo per il prossimo anno.

Come sempre il vernissage dell’anno sarà in Australia con il TourDown Under, manifestazione che stagione dopo stagione sta assumendo un peso sempre maggiore nello scacchiere delle corse mondiali.

Come ogni anno a marzo la stagione ciclistica mondiale inizierà ad entrare nel vivo con le prime corse in linea (Strade Bianche e Milano-Sanremo) e le prime, storiche, corse a tappe (su tutte Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico). Subito dopo ecco arrivare il ciclo delle classiche del nord con Fiandre, Roubaix, Amstel, Freccia Vallone e Liegi che porteranno il gruppo al Giro di Romandia che aprirà porte per il Giro d’Italia 2019.

In men che non si dica saremo già a giugno alle corse di avvicinamento al Tour de France come il Giro del Delfinato e quello di Svizzera. A luglio si alzerà il sipario sulla Grande Boucle, mentre a fine agosto la come di consueto sarà la Vuelta a completare il trittico dei grandi giri accompagnando i ciclisti alla rassegna iridata che si terra in Inghilterra (Yorkshire). Poche settimane dopo e l’appuntamento sarà con la “classica delle foglie morte” che chiuderà il calendario ciclistico 2019.

GENNAIO
15/01 – 20/01: Tour Down Under (Australia)

FEBBRAIO
24/02 – 02/03: UAE Tour (Emirati Arabi)

MARZO
09/03: Strade Bianche
10/03 – 17/03: Parigi-Nizza
13/03 – 19/03: Tirreno-Adriatico
23/03: Milano-Sanremo
31/03: Gand-Wevelgem

APRILE
07/04: Giro delle Fiandre
14/04: Parigi-Roubaix
21/04: Amstel Gold Race
24/04: Freccia Vallone
28/04: Liegi-Bastogne-Liegi
30/04 – 5/05: Giro di Romandia

MAGGIO
11/05 – 2/06: Giro d’Italia

GIUGNO
9/06 – 16/06: Giro del Delfinato
15/06 – 23/06: Tour de Suisse

LUGLIO
6/07 – 28/07: Tour de France

AGOSTO
3/08: Classica di San Sebastiàn
3/08 – 9/08: Giro di Polonia
25/08: Classica di Amburgo
24/08 – 15/09: Vuelta a Espana

SETTEMBRE
25/09: Campionato del Mondo, cronometro uomini Elite
29/09: Campionato del Mondo, prova in linea uomini Elite

OTTOBRE
12/10: Giro di Lombardia

Gilbert non ha intenzione di smettere di correre

Gilbert: non smetto di correre!

Gilbert nonostante la rottura della rotula di questa estate il veterano della Quick-Step Floors non ha alcuna intenzione di smettere col ciclismo

Gilbert non lascia

Gilbert non lascia

Gilbert, corridore veterano della Quick-Step Floors, ha dichiarato che dopo che si è fratturato la rotula al Tour de France non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi di ritirarsi dal ciclismo professionistico.

La36enne stella del ciclismo belga è tornata due mesi dopovincendo il GP d’Isbergues e ora è impegnato nel sud della Cina al Giro del Guangxi.

“Perché dovrei pensare di smettere? Quando ti piace il tuo lavoro, non c’è motivo di smettere. Quando pensi che sia il momento di fare qualcosa di diverso, allora è solo il momento di smettere ma a me correre in bicicletta piace ancora da matti”

ha dichiarato il belga al sito di informazione ciclistica VeloNews.com

Philippe Gilbert si è schiantato lungo una discesa nella sedicesima tappa del Tour, ha portato a termine la frazione ma si è poi dovuto ritirare ed in tanti hanno dato per finita non solo la sua stagione ma anche la sua carriera.

“Gli incidenti si verificano durante tutto l’anno: a volte hai meno fortuna e ti rompi un osso come è accaduto a me ma ho lavorato duramente per tornare e sono felice di correre di nuovo. Certo ho perso un po’ di smalto ma quest’inverno lavorerò molto per tornare la prossima stagione con la stessa forma”.

Gilbert ha vinto il campionato del mondo nel 2012 sul Cauberg e quest’anno, nonostante l’incidente, ha contribuito alle 71 vittorie della Quick-Step.

“Ci sono molte gare che voglio ancora vincere. E alcuni voglio vincere per una seconda o terza volta, alcune gare sono davvero belle. Voglio provare e fare del mio meglio. Sono orgoglioso del lavoro di squadra che abbiamo svolto, il ciclismo è ancora uno sport in cui lo spirito di squadra è importante e gioca un ruolo nella tattica. A volte sei capitano protetto e in corsa per la vittoria, a volte devi essere tu a proteggere gli altri. Questo è il ciclismo. “

 

Rachel McKinnon donna transgender sul tetto del mondo

Rachel McKinnon transgender iridata ai mondiali Master

Rachel McKinnon donna transgender ha vinto il titolo iridato della pista ai mondiali Master di Los Angeles: “Quello che ottengo lo conquisto con fatica”

Rachel McKinnon

Rachel McKinnon

Rachel McKinnon ha fatto la storia: è la prima donna transgender a salire sul tetto del mondo conquistando la maglia iridata su pista ai Mondiali Master in svolgimento a Los Angeles (California).

Questo primato è assolutamente unico in quanto in nessuna specialità sportiva si era mai registrato un risultato del genere da parte di un transgender.

Naturalmente la vittoria di Rachel McKinnon ha portato con se una serie di polemiche legate al suo stato. La polemica è impazzata non solo sui social network ma anche tra le rivali al titolo mondiale.

La medaglia di bronzo, Jennifer Wagner-Assali che dopo la corsa ha twittato “Sono la ciclista giunta terza, ma è un risultato ingiusto”. Rachel non ha fatto attendere troppo la sua risposta:

“Mi alleno da 15 a 20 ore la settimana, due volte al giorno, cinque o sei giorni la settimana. Quello che ottengo, me lo conquisto con fatica. E voi che criticate siete solo dei bigotti transfobi“.

 

Rachel McKinnon oggi insegna filosofia ed etica al College of Charleston

“Se vinco, lo attribuiscono a mio essere trans da cui ne trarrei vantaggio non viene mai attribuito valore al duro allenamento a cui mi sottopongo”

Ma come è nata la sua passione per il ciclismo?

“Mi sono trasferita a Charleston per svolgere il mio lavoro al College of Charleston, ho sempre praticato il badminton ma non trovando un team locale ho cercato un altro sport, ho preso lezioni di spinning e mi sono innamorata del ciclismo così  ho deciso di comprare una bici.  Ho corso su la strada per tre anni tra America e Canada arrivando alla categoria 1 e poi ho scoperto la pista”

Rachel ha raccontato a velonews.com il suo “cambiamento”

“Sono nata con una “M” sul mio certificato di nascita.  Ho iniziato a supporre che fossi transgender quando avevo 13 anni ma ci sono voluti altri 16 anni per venire a patti questa situazione capirlo. Ho iniziato il mio cambio prima che finissi il mio dottorato. Ci sono state tante polemiche attorno alle mie performance sportive, qualcuno voleva che mi facessero test antidoping il che mi ha portata a rilasciare informazioni mediche davvero private tra cui il valore naturale del mio testosterone”

Novak Djokovic deluso dal doping nel ciclismo

Novak Djokovic: “ho perso fiducia nel ciclismo”

Novak Djokovic fenomeno del tennis mondiale spiega le sue perplessità sul mondo del ciclismo per i troppi casi di doping

Novak Djokovic

Novak Djokovic

Novak Djokovic tennista serbo vera leggenda vivente del suo sport dopo aver passato qualcosa come oltre 220 settimana in testa al ranking mondiale e vinto 14 tornei del Grande Slam, ha da sempre la passione per il ciclismo ma gli accadimenti legati al doping hanno, pare, spento la sua passione.

In una recente intervista a World Tennis Usa il serbo ha espresso le sue perplessità sul fatto che tutto funzioni correttamente sul sistema anti-doping del ciclismo.

“Guardavo spesso il ciclismo ma ora ho perso molta fiducia in questo sport. Troppi campioni hanno avuto problemi con sostanze dopanti da Marco Pantani a Lance Armstrong. 

Sono sicuro che ci sono molti ciclisti al mondo che si stanno allenando molto duramente e stanno cercando di non usare alcun tipo di potenziamento per la loro competizione ma ci sono state troppe polemiche su questo sport.

Penso che non sia fisicamente accettabile che abbiano tante gare in un breve periodo di tempo. Penso che praticamente ogni giorno, giorno e mezzo, devono percorrere 200 miglia. Salire, in discesa al Giro d’Italia, al Tour de France, è uno sforzo inumano”.

Un’accusa neanche tanto velata al sistema ciclismo che sicuramente non mancherà di suscitare polemiche.

Novak Djokovic aveva già portato un forte attacco al ciclismo quando scoppiò lo scandalo dell’US Postal

“Credo che sia una disgrazia per lo sport avere un atleta come lui (Lance Armstrong ndr), Ha tradito lo sport, ha ingannato molte persone in tutto il mondo con la sua carriera e la sua storia di vita, giusto che abbia confessato perché sarebbe stato ridicolo negare le accuse visto le tante prove raccolte.

Valverde e le polemiche su Operacion Puerto

Valverde: ciclismo attuale sta bene!

Valverde: ciclismo in ottima salute ma intanto i giornali iberici di Marca e AS sono tornati a parlare di Operacion Puerto

Valverde Campione del Mondo

Valverde Campione del Mondo

Valverde: ciclismo “in ottima salute”! questa la risposta alla domanda posta al nuovo Campione del Mondo da parte del quotidiano spagnolo Marca. Avvicinato dai giornalisti della nota testata giornalistica sportiva, Alejandro ha dichiarato che non ama essere intervistato sulle attività legate ad Operacion Puerto, che hanno portato alla sospensione dello spagnolo per due anni.

Quando viene incalzato dai giornalisti di Marca se fa male parlare di quella vicenda, Valverde ha detto:

“Non fa male, ma non mi piace parlarne sempre, sono [i giornalisti], in primo luogo e soprattutto a dargli peso. Chiunque è libero di scrivere ciò che vuole, ma nel dare peso ad esso si gioca”.

Poi, quando gli è stato chiesto se pensava che il ciclismo fosse un modello di sport pulito, ha aggiunto: “È molto chiaro che oggi il ciclismo ha una grande salute”.

Lo scandalo dell’Operazione Puerto ha riempito di nuovo i titoli la scorsa settimana, dopo che un tribunale spagnolo ha autorizzato il rilascio di sacche di sangue al comitato olimpico italiano.

I nomi degli atleti collegati al caso potrebbero finalmente essere rivelati dopo la decisione della corte. Più di 200 sacche di sangue sono state sequestrate durante l’operazione di polizia nei raid antidoping nel 2006 che coinvolse nomi grossi e, tra gli altri, anche Tyler Hamilton e Jan Ulrich.

Nel 2010, Valverde fu infine squalificato per due anni dopo che il suo DNA fu abbinato a una sacca di sangue sequestrata nelle incursioni di Puerto.

I nomi dei 26 atleti uomini e delle tre donne legate a “Puerto attraverso le sacche di sangue non sono stati pubblicati a causa della paura di azioni legali da parte di coloro che ne furono coinvolti (è sopraggiunta, oltretutto la prescrizione del reato)
Secondo quanto riportato qualche giorno fa dall’altro giornale sportivo spagnolo AS, le sacche di sangue raccolte dagli inquirenti nei laboratori del dottor Eufemiano Fuentes e attualmente conservate presso un laboratorio di Barcellona saranno inviate a Roma, presso il Coni.

Va ricordato che furono proprio le richieste del Coni a portare, nel 2009, alla squalifica di Alejandro Valverde (in una sacca etichettata Valv-Piti venne rinvenuto DNA del neo campione del mondo).

Il corridore iberico fu prima squalificato dalle corse italiane e successivamente la squalifica fu estesa ad uno stop totale dal 2010 al 2012.

Nibali nel 2019 occhi puntati sulla Liegi

Nibali nel 2019 punterà alla Liegi-Bastogne-Liegi

Nibali nel 2019 avrà come primo obiettivo scacciare la sfortuna che l’ha perseguitato quest’anno con un occhio alla Liegi

Nibali pensa già al 2019

Nibali pensa già al 2019

Nibali ha concluso al secondo posto il Giro di Lombardia 2018, alle spalle francese Pinot. A parte il tifo patriotico, vista la sfortuna che ha caratterizzato il suo 2018, Vincenzo si sarebbe meritato di conquistare uno storico bis in riva al lago di Como.

Il leader della Bahrain-Merida ha corso da squalo, ha attaccato e lottato quando ad allungare è stato Pinot. Ha resistito patendo una “crisi idrica” e arrivando a Como con un ritardo di 32 secondi resistendo al ritorno del gruppo degli inseguitori regolato poi belga Dylan Theuns.

Nibali è apparso soddisfatto della propria prestazione e del risultato ottenuto e i tifosi hanno voluto tributargli un lungo coro all’arrivo al bus della squadra.

Vincenzo ha ammesso come nel finale il suo corpo fosse svuotata di ogni energia, gli appassionati davanti alla tv hanno potuto notare la richiesta di acqua che il siciliano ha fatto alle moto in corsa.

Pinot, che pochi giorni fa ha conquistato la Milano-Torino, è apparso superiore a tutti ma Enzo si è consolato riuscendo a resistere al recupero degli inseguitori.

Al termina della “classica delle foglie morte” Vincenzo ha voluto allontanare le voci che lo vedono clamorosamente in uscita dal Bahrain-Merida, e si è, anzi, detto particolarmente interessato al Giro d’Italia 2019 in attesa dei dettagli sul tracciato della corsa rosa.

Rachele, moglie del campione siciliano, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la durezza dei mesi successivi alla caduta al Tour:

”Questi mesi l’hanno reso più riflessivo e meno impetuoso, meno impulsivo Inizialmente era come un leone in gabbia, era spesso silenzioso cosa inusuale. Già quando è risalito sul cicloergometro è cambiato, ha sentito il rumore dei pedali, ha visto le ruote che giravano e ha ripreso confidenza poi quando ha potuto risalire in bici su strada, dopo una settimana e mezza, è tornato lui.

Il primo mese e mezzo è stato durissimo siamo rimasti sempre in  casa, uscivo solo io a fare la spesa. Quando siamo andati dal neurochirurgo si ragionava di 15 giorni di recupero. Il dottore ci ha detto ‘il recupero normale è di tre mesi’. Non eravamo preparati, per cinque minuti non ha parlato nessuno di noi due. Il dottore se n’è accorto e allora ha precisato ‘una persona normale, non uno sportivo come lei’.

Ora la mente di Nibali, come detto, è focalizzata sulla nuova stagione e, probabilmente, quello che più stuzzica la mente dello Squalo dello Stretto è la Liegi-Bastogne-Liegi, che si adatta benissimo alle caratteristiche di questo campione che, se riuscirà a scacciare la sfortuna che lo ha visto protagonista nel 2018, potrà regalare ancora tante soddisfazioni ai tifosi italiani.

Il gusto del pedalare: De Gendt e Wellens

Il gusto del pedalare? Tornare a casa in bicicletta!

Il gusto del pedalare? Tornare a casa in bici! Non è il racconto di un milanese che evita la metropolitana ma quella di De Gendt e Wellens

Il gusto di pedalare: De Gendt e Wellens

Il gusto di pedalare: De Gendt e Wellens

Il gusto del pedalare? Inforcare, dopo aver portato a termine una classica monumento, il proprio “cavallo meccanico” per ritornare a casa. Eseguono De Gendt e Wellens. Dopo aver terminato “Il Lombardia” il duo della Lotto Soudal ha organizzato una simpatica pedalata.

Da Como a Semmerzake in Belgio per qualcosa come 1000 chilometri, è il progetto lanciato da Thomas De Gend dal proprio profilo Twitter: è “the final breakaway” ossia l’ultima fuga.

Il vincitore della classifica degli scalatori dell’ultima Vuelta di Spagna e primo sullo Stelvio al Giro e sul Ventoux al Tour ha deciso di organizzare una cavalcata in sei tappe, lunghe circa 100 chilometri l’una con un dislivello massimo di 2.096 per raggiungere casa chiudendo la stagione.

Dopo la classica delle foglie morte in molti preferiscono godersi il rompete le righe di fine stagione ma Il gusto del pedalare in amicizia per molti non cala ed ecco l’idea di De Gendt e Wellens (due tappe al Giro d’Italia).

Insomma il lavoro del ciclista non è assolutamente riposante ma a volte scendere di sella non piace ed ecco che i due, contagiati dalla febbre del bikepacking, hanno attrezzato le proprie biciclette con l’equipaggiamento necessario per una lunga pedalata verso casa.

Semi di Chia super alimento per ciclismo e sport di resistenza

Semi di Chia super alimento e ciclismo

Semi di Chia guida al super alimento benefici, proprietà, controindicazioni, ricetta bevanda iskiate per ciclisti e runners

Semi di Chia

Semi di Chia

Semi di Chia super alimento particolarmente adatto a chi pratica sport di resistenza come running e ciclismo. Originaria dell’America Centro Meridionale, questa pianta è conosciuta nel mondo per le sue eccellenti caratteristiche nutrizionali. I suoi semi sono uno degli alimenti più ricchi di nutrienti al mondo

I semi di Salvia Hispanica erano già diffusi sin dall’antichità, tra le popolazioni Atzeche. Già all’epoca era diffusa l’idea che questi semi fossero ricchi di sostanze nutritive preziose tanto da essere destinati ai guerrieri. Chia significa “forza” in lingua maya, ed era conosciuta come “il cibo dei corridori”

I Semi di Chia (qualcuno scrive scorrettamente semi di kia), per le loro caratteristiche, sono definiti come “super alimento” infatti risultano essere una importante fonte di acidi grassi Omega3 (ALA), proteine, aminoacidi.

I semi di Salvia Hispanica hanno una alta capacità idrofila la Chia riesce ad assorbire fino 12 volte il relativo peso nell’acqua consentendo una idratazione prolungata e funzionale a prevenire squilibri elettrolitici.

La Chia idrata lentamente rilasciando i liquidi trattenuti all’interno delle sue mucillagini durante le uscite in bicicletta (o le sessioni di corsa).

I Chia Seeds (come vengono chiamati in inglese) presentano un contenuto di calcio pari a 177 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi, il 18% del fabbisogno giornaliero
Secondo alcuni studi Semi di Chia possono migliorare le funzioni intestinali e di “sradicamento” delle tossine ritardando la conversione dei carboidrati in zucchero e prolungandone la cessione ed il relativo apporto energetico nel corso della performance sportiva.

Su alcune riviste specializzate degli Stati Uniti si sottolinea come l’efficacia dell’assunzione di Semi di Chia sia verificabile in poche settimane a patto di assumerne una quantità giornaliera pari a 2 o 3 cucchiai.

I semi possono essere assunti crudi (uno o due cucchiai al giorno) oppure possono essere utilizzati come condimento per insalate, pasta, risotti, orzo, ed altri cereali.

Semi di Chia perché usarli?

I Semi di Chia sono un superfood, un cibo dalle proprietà nutrizionali uniche

Sono ricchi di proteine
Sono dei potenti antiossidanti.
Sono un’importante fonte di calcio: il contenuto triplica quello del latte.
Sono ricchi di fibra.
Sono una “miniera” di ferro: 3 volte superiori a quelle degli spinaci.

Semi di Chia ricette: Iskiate (agua de chia)

Consumare una bevanda a base di Semi di Salvia Hispanica può essere fondamentale prima di uno sforzo prolungato come una uscita in bicicletta. Preparare questa speciale bevanda è davvero elementare ma può consentire di depurare e idratare il nostro corpo.

Serviranno:

  • 1 cucchiaino di Semi (5 gr)
  • 1 bicchiere e ½ d’acqua (300 ml)
  • 1 limone

Sarà necessario mettere in ammollo i semi nell’acqua (da un minimo di 10 minuti a mezz’ora) aspettando che si formi il tipico Gel di Chia. Una volta ottenuto il gel spremere il limone e mescolare è possibile aggiungere del miele per addolcire il prodotto.

Questa bevanda energetica veniva impiegata dal leggendario delle popolazioni Tarahumaras o Rarámuris abitanti nelle montagne della Sierra Madre occidentale, nello stato Messicano di Chihuahua

Bevanda ai Semi di Chia: alternativa

E’ possibile produrre un’altra bevanda, simile alla precedente, ma che pare abbia poteri maggiori:

In una bottiglia di vetro mettiamo i Semi di Chia, aggiungiamo acqua fino a coprire, agitiamo il contenuto emettiamo a riposare per una notte. Nell’acqua i simi aumenteranno il volume. Passate le 8 ore aggiungiamo il limone appena spremuto, un cucchiaio di miele, mescoliamo e assumiamola a stomaco vuoto. E’ possibile sostituire l’acqua con succo di frutta, the o infusi.

Il rapporto tra chia e acqua dovrebbe preferibilmente essere di 1:10. Più o meno 1 cucchiaio e mezzo in una tazza di acqua

Aggiungendo semi di Chia alla vostra dieta e bevendo Acqua di Chia durante le  performance sportiva vi darà un notevole miglioramento delle prestazioni

Se si utilizza questa bevanda dopo le uscite in bicicletta se ne potranno apprezzare i poteri anti-infiammatori riducendo il gonfiore e migliorando il recupero, i benefici sono validi, naturalmente, per ogni sport ma in particolare per le attività di resistenza.

La Chia contiene pochissimi carboidrati e quindi non sostituisce il vostro usuale “caburante” ma questi semi, ricchi di fibra ed eccellente fonte di calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, zinco e rame offrono un pacchetto completo di aminoacidi essenziali, che li rende un cibo ideale per il recupero post-allenamento.

Macinare i Semi di Chia

L’assunzione dei semi di chia può avvenire previa macinazione (con un comune macinino per il caffè) per ottenere una farina utilizzabile per ricette senza glutine come pane, pasta, dolci, ecc.
Una volta ottenuta la Farina di Chia è suggeribile conservarli sigillati in un contenitore in frigo o in freezer

Semi di Chia: proprietà principali

Proprietà Antinvecchiamento
Migliora la salute per l’apparato digerente
Migliora la salute del Cuore
Aiuta a curare il diabete
Accelera il metabolismo
Migliora le prestazioni sportive
Migliora la salute delle ossa
Per costruire muscolo e per dimagrire
Salute dei denti
Salute per la Pelle

Semi di chia controindicazioni

Si consiglia di evitare l’assunzione semi di Chia se si è in cura per l’ipertensione o in caso di pressione bassa, in quanto potrebbero implementare l’azione dei farmaci inoltro potrebbero potenziare l’effetto anticoagulante di farmaci come l’aspirina.

Anche nel caso di uso di anticoagulanti è meglio astenersi dal mangiare la chia inquanto gli Omega3 contenuti possono aumentare il tempo di protrombina (parametro che serve a misurare l’efficacia del processo di coagulazione)

I semi di Chia per via della presenza di fibre sono sconsigliati a chi soffre di diverticolite. I semi di chia, come detto, assorbono grandi quantità di acqua e potrebbero innescare nell’intestino un processo di fermentazione delle feci provocando flatulenza e gonfiore.

 

Semi di chia: calorie e macronutrienti

Valori Nutrizionali dei Semi di Chia (100 g)
Energia 433 kcal
Carboidrati 8 g
di cui zuccheri   1 g
Grassi 31 g
Colesterolo 0 mg
Proteine 17 g

Semi di Chia per dimagrire

Questi semi vengono anche sempre più raccomandati per il dimagrimento. Questo superalimento grazie alle sue caratteristiche di “aumento del volume” contribuisce al dimagrimento. In particolare:

  • Hanno un effetto saziante grazie all’aumento del volume
  • Aiutano nella combustione dei grassi
  • Hanno un elevato supporto nel bruciare grassi
  • Prevengono gli attacchi di fame
  • Contengono altro il 20% di proteine
  • Contenfono fibre alimentari che favoriscono il dimagrimento

Semi di Chia dove comprarli?

Confezioni di semi di chia possono essere reperiti nelle erboristerie, nei negozi di prodotti biologici e naturali e ultimamente sono facilmente trovabili nei grandi centri commerciali della GDO. In alternativa possono essere acquistati online.

Prezzo dei semi di chia:

Come detto i semi della Salvia Hispanica sono facilmente reperibili online o incentri commerciali, il prezzo al chilo vari dai 15 ai 30 euro al chilogrammo in base alla qualità del prodotto. Di solito vengono commercializzati in confezioni da 200 gr, 500 gr o 1 Kg.

Olimpiadi 2020: le crono al circuito del Fuji

Olimpiadi 2020 di Tokyo nella cornice del monte Fuji

Olimpiadi 2020 di Tokyo l’UCI ha annunciato che le gare a cronometro si terranno nella suggestiva cornice del monte Fuji

Olimpiadi 2020

Olimpiadi 2020

Olimpiadi 2020 il ciclismo prende in prestito il prestigioso asfalto di un circuito noto per le corse di Formula 1. Il connubio Ciclismo e F1 porterà le Olimpiadi e le Paralimpiadi in programma in Giappone tra due anni all’interno del percorso lungo 22,1 k. I ciclisti e i paraciclisti impegnati nella prove a cronometro partiranno e arriveranno presso l’autodromo del Fuji

La cronometro va così ad aggiungersi alla gara in linea di 234 km con ben 4865 metri di dislivello organizzata nella regione del Fuji con arrivo previsto sempre all’interno del circuito.

David Lappartient, presidente dell’UCI, ha dichiarato:

“La combinazione dello scenario mozzafiato della regione del Monte Fuji e delle sfide che i percorsi olimpici e paralimpici presenteranno, offrirà uno spettacolo fantastico per gli appassionati di ciclismo, in Giappone e in tutto il mondo”.

Olimpiadi 2020: la prova in linea analisi percorso

La prova in linea delle olimpiadi nipponiche prevede, come detto, un dislivello di addirittura 4865 metri! I corridori prenderanno il via capitale nipponica ma il via ufficiale verrà dato nei pressi di Chofu  e più precisamente al Parco Musashinonomori.

La corsa si muoverà in direzione del Monte Fuji e dopo circa 40 chilometri assolutamente pedalabili inizierà un tratto di costante ascesa che condurrà a Doushi Road (1121 metri s.l.m.)

Dopo questa prima asperità sono previsti ua ventina di chilometri di falsopiano che avvicineranno il gruppo alla salita di Kagosaka Pass posta a circa 130km dall’arrivo.

Poco dopo ecco la ascesa verso il Fuji Sanroku: quindici chilometri durissimi al 6% di pendenza a cui farà seguito una discesa tecnica che porterà a Gotemba dove inizierà un tratto di circa 40 chilometri  caratterizzato da continui sali e scendi.

Gli ultimi trenta chilometri prevedono il Mikuni Pass (6,5 chilometri al 10,6% di pendenza media con punte del 22%) per poi transitare nuovamente sul Kagosaka ultima vera asperità (a circa 22 km dall’arrivo) a cui seguirà  dalla cui vetta un finale particolarmente mosso.