Ciccone maglia Gialla a La Planche des belles filles

Ciccone maglia Gialla al Tour de France

Ciccone maglia Gialla al Tour de France sul traguardo de La Planche des belles filles dove ad imporsi è Dylan Teuns che precede il corridore della Trek- Sagafredo

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Giulio Ciccone (fonte pagina facebook)

Ciccone maglia Gialla al termine della frazione che porta il plotone a La Planche des belles filles dove ultimamente il tricolore si è fatto valere (vittorie di Aru e Nibali). Oggi il ciclismo azzurro si tinge di giallo grazie al fenomeno della Trek-Segafredo che dopo essersi preso la magli di leader della montagna al Giro, oggi indossa la maglia Gialla!

A vincere la sesta tappa è Dylan Teuns della Bahrain Merida ma poco importa a Giulio il doversi accontentare del secondo posto al traguardo quando va a conquistare il “bottino grosso”. Puro godimento per Ciccone e per il pubblico italiano che riassapora il gusto dell’impresa in salita che porta alla vetta del Tour.

E’ bella la “strada delle belle ragazze” per Ciccone nonostante o forse grazie ai 1000 metri “aggiuntivi” (rispetto al tracciato classico) in sterrato che smorzano il tentativo di Alaphilippe di mantenere il segno distintivo del primato.

Sono sei i GPM da affrontare alla partenza e in avanscoperta parte un gruppetto di 14 atleti tra cui spiccano De Gendt, Dylan Teuns, Tim Wellens e, appunto, il nostro Giulio Ciccone. Il gruppo non cura l’azione che arriva ad un vantaggio superiore agli otto minuti mentre Wellens e Ciccone si danno battaglia per i punti della montagna.

Tra una salita e l’altra davanti restano in 4, Meurisse, Teuns, Wellens e Giulio Ciccone. Alle spalle il gruppo alza il ritmo ed è la Movistar a lavorare sodo per preparare l’attacco di uno dei suoi due leader. Puntualmente ecco che ci prova Mikel Landa ma senza ottenere l’esito sperato.

Davanti restano Teuns e Ciccone che si giocano la vittoria con il belga che può esultare. Giulio si “accontenta” si vestirsi di giallo regalando questa gioia al nostro paese a due anni di distanza della maglia conquistata da Fabio Aru.

Tra i big Geraint Thomas allunga legittimando le pretese sui gradi di capitano del Team Ineos, lievemente staccati Quintana e Bernal mentre Vincenzo Nibali perde una 30ina di secondi.

Classifica generale:

1 CICCONE Giulio Trek – Segafredo 25 23:14:55
2 ALAPHILIPPE Julian Deceuninck – Quick Step 0:06
3 TEUNS Dylan Bahrain Merida 0:32
4 BENNETT George Team Jumbo-Visma 0:47
5 THOMAS Geraint Team INEOS 0:49
6 BERNAL Egan Team INEOS 0:53
7 PINOT Thibaut Groupama – FDJ 0:58
8 KRUIJSWIJK Steven Team Jumbo-Visma 1:04
9 WOODS Michael EF Education First 1:13
10 URÁN Rigoberto EF Education First 1:15

 

Alaphilippe show a Epernay

Alaphilippe show: tappa e maglia

Alaphilippe show a Epernay, il francese attacca e stacca tutti conquistando la terza frazione del Tour de France 2019 e la maglia gialla

Julian Alaphilippe

Julian Alaphilippe

Alaphilippe show partendo dalla Cote de Mutigny dove il francese fa letteralmente il diavolo a quattro staccando tutti di ruota e conquistando un margine sufficiente per arrivare al traguardo in solitaria e festeggiare anche la conquista della maglia gialla.

La Grande Boucle entra in Francia e lo fa festeggiando la vittoria del vero fenomeno del ciclismo transalpino che quest’anno ha trionfato anche alla Milano-Sanremo. Un’azione tosta quella del corridore della Deceuninck–Quick Step che ha colto l’occasione posta nel finale del 214 km in programma quest’oggi.

La tappa è stata caratterizzata dalla fuga da lontano di un manipolo di atleti composto da Anthony Delaplace (Arkéa – Samsic), Tim Wellens (Lotto-Soudal), Paul Ourselin (Total Direct Energie), Stephan Rossetto (Cofidis) e Yoann Offredo (Wanty – Groupe Gobert).
Quando il gruppetto di testa affronta i primi saliscendi previsti da questa terza frazione, è Wellens ha lasciare la compagnia e allungare mantenendo un margine attorno ai due minuti. Dopo aver scollinato per primo sulla Cote de Mutigny, Tim viene ripreso quando all’arrivo mancano circa 15 km con il gruppo a tutta e che inizia scremarsi in modo sostanzioso perdendo anche la maglia gialla Mike Teunissen.

Proprio in cima al Cote de Mutigny, Julian Alaphilippe allunga per insistere nella fase di discesa guadagnando ulteriore terreno sul gruppo dei big che continua a ridursi. Nessuno riesce ad imporre un ritmo in grado di consentire il ricongiungimento con il francese che alla vigilia era uno dei favoriti considerando la morfologia della frazione odierna.

A Epernay, Alaphilippe fa en-plain conquistando non solo la frazione ma ottenendo anche la maglia gialla di leader della classifica generale che fa felice un intero paese. Alle spalle del transalpino è Michael Matthews (Sunweb) a conquistare la seconda piazza davanti a Jasper Stuyven (Trek  -Segafredo), Greg Van Avermaet (CCC) e Peter Sagan (Bora Hansgrohe). Il nostro Matteo Trentin chiude al sesto posto davanti a Sonny Colbrelli.

Grazie ad un buco formatosi nel gruppetto dei big, Egan Bernal e Thibaut Pinot riescono a lucrare cinque secondi.

 

Ordine d’arrivo 3^ tappa:

1 JULIAN ALAPHILIPPE 21 DECEUNINCK – QUICK – STEP 04H 40′ 29” – B : 15” –
2 MICHAEL MATTHEWS 141 TEAM SUNWEB 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 6” –
3 JASPER STUYVEN 138 TREK – SEGAFREDO 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” B : 4” –
4 GREG VAN AVERMAET 111 CCC TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
5 PETER SAGAN 11 BORA – HANSGROHE 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26
6 MATTEO TRENTIN 107 MITCHELTON – SCOTT 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
7 SONNY COLBRELLI 43 BAHRAIN – MERIDA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26” –
8 XANDRO MEURISSE 195 WANTY – GOBERT CYCLING TEAM 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
9 WOUT VAN AERT 88 TEAM JUMBO – VISMA 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26”
10 THIBAUT PINOT 51 GROUPAMA – FDJ 04H 40′ 55” + 00H 00′ 26

Nuovo kit per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo

Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo al Tour de France. Una special edition firmata Santini in occasione della Grande Boucle

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Nuovo kit a sfondo bianco per il Team Trek-Segafredo. Presentate a Bruxelles le squadre che correranno il Tour de France: tra le squadre al via anche il Team World Tour Trek-Segafredo che per la prestigiosa corsa transalpina vestirà una speciale maglia bianca confezionata da Santini, fornitore ufficiale dell’abbigliamento tecnico della squadra dallo scorso anno.

Con la presentazione di Bruxelles si può dire che si entra in clima “tour” e da domani fino a domenica 28 luglio, andrà in scena il più importante evento al mondo di ciclismo. Tra le 22 squadre iscritte alla Grande Boucle, ci sarà anche la formazione World Tour del Team Trek-Segafredo che non nasconde velleità di classifica finale sul traguardo degli Champs-Élysées a Parigi.
Per l’occasione, il Team Trek-Segafredo ha voluto una maglia speciale, diversa da quella ufficiale di colore rosso e nero: la jersey che gli atleti indosseranno durante la corsa a tappe francese sarà infatti a sfondo bianco. La nuova maglia confezionata da Santini, partner ufficiale del team dal 2018, verrà utilizzata dagli atleti esclusivamente durante il Tour de France, a simboleggiare l’unicità della corsa.«Gareggiare al Tour de France è sempre qualcosa di speciale per un atleta e farlo avendo alle spalle un team affiatato come il nostro è ancora più bello – ha detto l’atleta australiano Richie Porte, al primo anno con la Trek-Segafredo – i completi da gara Santini mi hanno conquistato da subito per il loro comfort e per la tecnicità, e penso che sia uno dei kit più belli nell’ambito delle competizioni. Mi piace molto la versione bianca specificatamente disegnata per il Tour, anche perché nel mese di luglio il caldo può essere rovente in Francia ed è ottimo indossare una jersey di colore bianco».

Tra gli atleti della Trek- Segafredo che parteciperanno al Tour de France, oltre a Richie Porte, spiccano i nomi di Bauke Mollema, Jasper Stuyven e quello dell’abruzzese Giulio Ciccone, che per il primo anno affronta la corsa francese, capitolo fondamentale nel curriculum degli atleti: «Per me sarà la prima volta alla Grande Boucle e non posso negare di essere molto emozionato, ma sono anche curioso di capire dove posso arrivare – rivela l’italiano Giulio Ciccone, già protagonista allo scorso Giro d’Italia – sono quello che si dice un rookie e sarà come essere il primo giorno a scuola: dovrò imparare ogni cosa e stare attento ai singoli dettagli, ma sono confidente di trovarmi nella squadra giusta».

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Il completo indossato dai corridori della Trek-Segafredo è formato da una maglia bianca, realizzata con due tessuti: Bodyfit, estremamente leggero e resistente, e Rudy traforato per un’ottima traspirabilità. I calzoncini neri hanno un’ampia zona in tessuto Impact, prodotto da Sitip con fibre Dyneema® dalle caratteristiche anti-abrasione in caso di caduta, fino a 15 volte più resistente dell’acciaio.

Le repliche del kit Trek-Segafredo per il Tour de France saranno disponibili nei migliori negozi specializzati nel mondo e sul sito www.santinicycling.com

Santini Maglificio Sportivo nasce nel 1965 con l’intuizione di Pietro Santini di specializzarsi nell’abbigliamento tecnico da ciclismo, grazie anche a una profonda passione per il ciclismo e per le competizioni. Fin dall’inizio l’azienda bergamasca compie una scelta importante: quella di disegnare e produrre tutti i prodotti esclusivamente in Italia. Oggi quella scelta appare rivoluzionaria e fortemente in controtendenza. Ogni capo, rigorosamente made in Italy, viene creato e sviluppato da un team di designer con una radicata passione per il mondo delle due ruote e mantiene quattro promesse: fit, performance, comfort e durability.

Oggi Santini produce più di 3.000 articoli al giorno, ed esporta l’80% della produzione all’estero. Investendo costantemente nella ricerca tecnologica di tessuti innovativi e nuovi metodi di produzione, al centro dell’attenzione di Santini c’è sempre l’uomo e l’atleta: resta viva la missione di affinare le proprie creazioni per consentire alle persone di praticare le proprie passioni sportive indossando capi confortevoli senza rinunciare allo stile. www.santinicycling.com

Trek Segafredo è una squadra internazionale professionista di ciclismo in grado di competere al massimo livello con passione e rispetto per lo sport. Creata da personaggi unici che creano un’unità perfetta, la squadra è aperta ad accogliere tutti coloro che vogliano sperimentare la determinazione e la gloria del ciclismo professionale.

FONTE COMUNICATO STAMPA
photo credit: bettiniphoto

Quanto guadagna un ciclista al Tour?

Quanto guadagna un ciclista al Tour 2019?

Quanto guadagna un ciclista al Tour? I 176 corridori al via si divideranno oltre 2 milioni di euro, record nella storia della Grande Boucle

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Quanto guadagna un ciclista al Tour? Il montepremi in palio per l’edizione 2019 è di 2.291.700 € con un lievissimo aumento rispetto all’anno precedente che, seppur limitato, porta ad un record storico per la corsa francese.

Saranno in 176 a darsi battaglia da Bruxelles a Parigi per conquistare non solo la gloria ma anche il “vil denaro” messo in palio dall’organizzazione. Numeri elevati che fanno “arrossire” sia il Giro che la Vuelta Espana e che sono legati alla notorietà planetaria che la maglia gialla garantisce.

Dal 6 al 28 luglio la corsa alla maglia gialla è aperta ma non solo quella: se il vincitore della corsa intascherà 500.000 euro (ma di solito li lascia ai compagni e allo staff del team, “accontentandosi del contratto“) sono tanti i premi per le diverse categorie premiate.

Quanto guadagna il vincitore del Tour de France 2019?

La classifica finale della corsa premia i primi 160 corridori all’arrivo per un montepremi dedicato di 1.128.800 €. Se il vincitore “intasca” 500.000 euro il decimo della top10 solo 3.800 euro. Il  160esimo prenderà 1.000 euro in premio. La maglia gialla di giornata 500 € per un totale del Premio Giornaliero Maglia Gialla 10.000 €.

TOP 10 CLASSIFICA GENERALE

1° 500.000 €
2° 200.000 €
3° 100.000 €
4° 70.000 €
5° 50.000 €
6° 23.000 €
7° 11.500 €
8° 7.600 €
9° 4.500 €
10° 3.800 €

Quanto guadagna il vincitore di una tappa al Tour de France 2019?

Ogni tappa mette in palio 28.650 € da suddividere tra i primi 20 atleti al traguardo per un totale di 601.650 € per tutte le frazioni. Il vincitore di tappa guadagna 11.000 euro mentre il 20esimo 300 euro.

TOP10

1° 11.000 €
2° 5.500 €
3° 2.800 €
4° 1.500 €
5° 830 €
6° 780 €
7° 730 €
8° 670 €
9° 650 €
10° 600 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia verde del Tour de France 2019?

La classifica a punti premia il vincitore finale con 25.000 euro mentre il Premio Giornaliero Maglia Verde è di 300 € a tappa

TOP8

  1. 25.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 4.000 €
    5. 3.500 €
    6. 3.000 €
    7. 2.500 €
    8. 2.000 €

Totale 65.000 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia a Pois del Tour de France 2019?

La classifica della montagna premia il vincitore finale con 25.000 euro mentre il Premio Giornaliero Maglia a Pois è di 300 € a tappa

CLASSIFICA GENERALE MAGLIA A POIS (GPM)

  1. 25.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 4.000 €
    5. 3.500 €
    6. 3.000 €
    7. 2.500 €
    8. 2.000 €
    Totale 65.000 €

Vengono premiati anche i singoli passaggi ai GPM come segue:

Hors Catégorie: 1° 800 €, 2° 450 €, 3° 300 €
Prima Categoria: 1° 650 €, 2° 400 €, 3° 150 €
Seconda Categoria: 1° 500 €,2° 250 €
Terza Categoria: 1° 300 €
Quarta Categoria: 1° 200 €

Chi transiterà primo al GPM del Col du Tourmalet conquisterà il Premio Speciale Souvenir Jacques Goddet che attribuisce 5.000 €

Chi transiterà primo al al GPM del Col de l’Iseran conquisterà il Premio Souvenir Henri Desgrange che attribuisce 5.000 €

Quanto guadagna il vincitore della maglia a Bianca del Tour de France 2019?

La classifica dei giovani premia i primi 4 atleti e il Premio Giornaliero per la Maglia a Bianca è di 300 euro.

TOP4

  1. 20.000 €
    2. 15.000 €
    3. 10.000 €
    4. 5.000 €
    Totale 50.000 €

L’organizzazione assegna poi premi al miglior team, ai corridori più combattivi che concorrono al montepremi totale di 2.291.700 €

MONTEPREMI TOTALE TOUR DE FRANCE 2019

  1. Premi di tappa 601 650 €
    2. Classifica Generale 1 138 800 €
    3. Classifica a Punti 128 000 €
    4. Classifica Scalatori 112 450 €
    5. Classifica Giovani 66 000 €
    6. Classifica a Squadre 178 800 €
    7. Premio Combattività 56 000 €
    8. Premi Speciali 10 000 €
    TOTALE 2.291.700 €

Starting list Tour 2019: tutti i partenti

 

Starting list Tour 2019: definitiva

Starting list definitiva del Tour 2019 tra chi punta alla maglia gialla, chi cerca quella a Pois e tanti outsider per una edizione assolutamente incerta.

Starting list ormai definitiva per il Tour de France 2019, la corsa francese ormai punto focale del ciclismo mondiale si appresta a vivere una edizione che parte con un manipolo di corridori che possono giocarsi la vittoria finale.
Tra il Team Ineos, orfano di Chris Froome ma con due capitani di assoluto valore come il vincitore del 2018, Geraint Thomas ee l’astro emergente Egan Bernal, e un Nairo Quintana che cerca di riscattare le ultime deludenti stagioni, sono in tanti gli atleti che possono puntare alla Top5.

Ecco la startlist definitiva

                Team INEOS

001         Geraint Thomas
002         Egan Bernal
003         Jonathan Castroviejo
004         Michal Kwiatkowski
005         Gianni Moscon
006         Wout Poels
007         Luke Rowe
008         Dylan Van Baarle

 

AG2R La Mondiale

011         Romain Bardet
012         Mikael Cherel
013         Benoit Cosnefroy
014         Mathias Frank
015         Tony Gallopin
016         Alexis Gougeard
017         Oliver Naesen
018         Alexis Vuillermoz

 

Astana Pro Team

021         Jakob Fuglsang
022         Pello Bilbao Lopez
023         Omar Fraile Matarranz
024         Hugo Houle
025         Gorka Izagirre Insausti
026         Alexey Lutsenko
027         Magnus Cort Nielsen
028         Luis Leon Sanchez Gil

 

Bahrain Merida Pro Cycling Team

031         Vincenzo Nibali
032         Damiano Caruso
033         Sonny Colbrelli
034         Rohan Denni0s
035         Ivan Garcia Cortina
036         Matej Mohoric
037         Dylan Teuns
038        Jan Tratnik

 

BORA – hansgrohe

041         Peter Sagan
042         Emanuel Buchmann
043         Marcus Burghardt
044         Patrick Konrad
045         Gregor Muhlberger
046         Daniel Oss
047         Lukas Postlberger
048         Maximilian Schachmann

 

CCC TEAM

051         Greg Van Avermaet
052         Patrick Bevin
053         Alessandro De Marchi
054         Simon Geschke
055         Serge Pauwels
056         Joey Rosskopf
057         Michael Schar
058         Lukasz Wisniowski

 

Deceuninck – Quick Step

061         Julian Alaphilippe
062         Kasper Asgreen
063         Dries Devenyns
064         Yves Lampaert
065         Enric Mas
066         Michael Morkov Christensen
067         Ariel Maximiliano Richeze
068         Elia Viviani

 

EF Education First-Drapac p/b Cannondale

071         Rigoberto Uran
072         Alberto Bettiol
073         Simon Clarke
074         Tanel Kangert
075         Sebastian Langeveld
076         Thomas Scully
077         Tejay Van Garderen
078         Michael Woods

 

Groupama – FDJ

081         Thibaut Pinot
082         William Bonnet
083         David Gaudu
084         Stefan Küng
085         Matthieu Ladagnous
086         Rudy Molard
087         Sebastien Reichenbach
088         Anthony Roux

 

Lotto Soudal

091         Tiesj Benoot
092         Jasper De Buyst
093         Thomas De Gendt
094         Caleb Ewan
095         Jens Keukeleire
096         Roger Kluge
097         Maxime Monfort
098         Tim Wellens

 

Mitchelton-Scott

101         Adam Yates
102         Luke Durbridge
103         Jack Haig
104         Michael Hepburn
105         Daryl Impey
106         Christopher Juul Jensen
107         Matteo Trentin
108         Simon Yates

 

Movistar Team

111         Alejandro Valverde
112         Andrey Amador Bipkazakova
113         Imanol Erviti Ollo
114         Mikel Landa
115         Nelson Oliveira
116         Nairo Quintana
117         Marc Soler
118         Carlos Verona Quintanilla

 

Team Dimension Data

121         Roman Kreuziger
122         Lars Ytting Bak
123         Edvald Boasson Hagen
124         Stephen Cummings
125         Reinardt Janse Van Rensburg
126         Benjamin King
127         Giacomo Nizzolo
128         Michael Valgren

 

Team Jumbo-Visma

131         George Bennett
132         Laurens De Plus
133         Dylan Groenewegen
134         Amund Grondahl Jansen
135         Steven Kruijswijk
136         Tony Martin
137         Mike Teunissen
138         Wout Van Aert

 

Team Katusha-Alpecin

141         Jose Isidro Maciel Goncalves
142         Marco Haller
143         Pavel Kochetkov
144         Nils Politt
145         Rick Zabel
146         Ilnur Zakarin

 

Team Sunweb

151         Michael Matthews
152         Nikias Arndt
153         Cees Bol
154         Chad Haga
155         Lennard Kamna
156         Wilco Kelderman
157         Soren Kragh Andersen
158         Nicolas Roche

 

Trek-Segafredo

161         Richie Porte
162         Julien Bernard
163         Giulio Ciccone
164         Koen De Kort
165         Fabio Felline
166         Bauke Mollema
167         Toms Skujins
168         Jasper Stuyven

 

UAE Team Emirates

171         Daniel Martin
172         Fabio Aru
173         Sven Erik Bystrom
174         Rui Alberto Faria Costa
175         Sergio Luis Henao
176         Alexander Kristoff
177         Vegard Stake Laengen
178         Jasper Philipsen

 

Wanty – Groupe Gobert

181         Frederik Backaert
182         Aime De Gendt
183         Odd Christian Eiking
184         Guillaume Martin
185         Xandro Meurisse
186         Yoann Offredo
187         Andrea Pasqualon
188         Kevin Van Melsen

 

Cofidis, Solutions Crédits

191         Natnael Berhane
192         Nicolas Edet
193         Jesus Herrada Lopez
194         Christophe Laporte
195         Anthony Perez
196         Pierre-Luc Perichon
197         Stephane Rossetto
198         Julien Simon

 

Team Arkéa Samsic

201         Warren Barguil
202         Maxime Bouet
203         Anthony Delaplace
204         Elie Gesbert
205         André Greipel
206         Kevin Ledanois
207         Amael Moinard
208         Florian Vachon

 

Total Direct Energie

201         Rein Taaramae
211         Niccolo Bonifazio
212         Lilian Calmejane
213         Fabien Grellier
214         Paul Ourselin
215         Romain Sicard
217         Niki Terpstra
218         Angelo Tulik

 

Chris Froome e un regalo inaspettato

Chris Froome in ospedale riceve un regalo speciale

Chris Froome costretto a rinunciare alla Grande Boucle è in ospedale per la riabilitazione e ha ricevuto un regalo speciale e inaspettato

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome (fonte Instagram)

Chris Froome è stato costretto a rinunciare al Tour de France 2019 a seguito del terribile schianto che lo ha visto, suo malgrado, protagonista durante la ricognizione di una tappa del Giro del Delfinato. Le gravi conseguenze di quell’impatto sono costate al britannico la possibilità di conquistare il suo quinto Tour de France ma, smaltita la delusione e lo spavento va detto che Froome avrebbe potuto riportare conseguenze ben più gravi.

Ora la partenza del Tour de France 2019 prevista per sabato 6 luglio si avvicina ed è inevitabile che tra i fans serpeggi un po’ di malinconia per l’assenza di uno dei protagonisti assoluto degli ultimi anni del ciclismo mondiale. Simpatico o antipatico che sia, Chris ha sicuramente marchiato questi ultime stagioni dello sport mondiale e, siamo pressoché certi, che tanta malinconia per non potersi presentare alla partenza di Bruxelles a provi anche il capitano del Team Ineos.

E’ un periodo indubbiamente duro per Chris Froome che, a diverse settimane dall’incidente del Delfinato, ha di recente diffuso dal suo lettino al Centre Hospitalier Princesse Grace di Monaco un post in cui in modo “zen” ha ricordato di stare lavorando sulla pazienza.

Ieri il britannico ha ricevuto una gradita sorpresa che non ha mancato di diffondere attraverso un noto social network:“Non avevo pianificato di prenderne uno in questo modo quest’anno 😬 Grazie @maillotjaunelcl 😊🦁“.

Non sarà stato bello come riceverlo da una miss al termine di una frazione alpina vinta ma certamente il valore del gesto è di altissimo profilo e contribuirà a sollevare il morale del ciclista del Team Ineos.

Tour de France 2019: la guida essenziale

Tour de France 2019 quasi al via

Tour de France 2019 analisi dell’edizione che si annuncia equilibrata e ricca di spunti offerti da un percorso assolutamente interessante, ecco la guida essenziale

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Tour de France 2019, l’edizione di quest’anno, senza Chris Froome e Tom Dumoulin, potrebbe garantire un maggior spettacolo. Quando è stato presentato il percorso si è subito capito che sarebbe stata un’edizione “in altura” con la barriera dei 2000 metri spesso superata dalle varie tappe, oggi con il forfait di due capitani e leader designata, la Grande Boucle appare tremendamente equilibrata e in grado di offrire sorprese.

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa l’analisi sei big sottolineando come l’assenza del volte vincitore (Froome) e la concomitante condizione incerta del vincitore dello scorso anno (Thomas) potrebbe spalancare le porte al giovane colombiano Bernal. Allo stesso modo la giovane età del corridore del Team Ineos potrebbe contribuire a spezzare l’egemonia del Team di Brailsford (già targato Sky) che ha conquistato sei degli ultimi sette Tour con una tattica di gara che ha spesso generato tappe abbastanza noiose.

Proprio lo strapotere Sky ha portato Christian Prudhomme e gli organizzatori del Tour a “inventarsi” un percorso “diverso” dal solito. Ora senza due annunciati protagonisti e con Thomas acciaccato e (forse) fuori condizione lo scenario apre le porte a tante possibilità.

Al via del Tour ci saranno solo due ex vincitore della corsa francese Thomas, appunto, e il nostro Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro. Jakob Fugslang ha difficoltà lungo tre settimane così come Richie Porte (Trek-Segafredo).

Adam Yates (Mitchelton-Scott) ha avuto qualche problema al delfinato, Rigoberto Uran (EF Education First), secondo nel 2017, ha corso solo 19 giorni quest’anno, Enric Mas (Deceuninck-QuickStep) ha deluso al Tour de Suisse e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) a 32 anni non pare al top della carriera.

I corridori di casa, Romain Bardet e Thibaut Pinot, alimentano le speranze transalpine ma sino ad ora non hanno brillato ma, in effetti, come titolato dall’Equipe “Quest’anno o mai più”.

Insomma è facile capire che, mai come quest’anno, il Tour è aperto a tutte le soluzioni.

TOUR DE FRANCE 2019 PERCORSO

La partenza dell’edizione 2019 sarà sabato 6 luglio in Belgio, per omaggiare il grande Eddy Merckx, e più precisamente il via sarà da Bruxelles per arrivare a Parigi il 28 luglio dopo 3640 chilometri.

La prima tappa con arrivo nella capitale belga, passerà da Woluwé Saint-Pierre la città natale del cannibale affrontando il Muur van Geraardsbergen e il Bosberg ma l’arrivo sarà per velocisti.

La seconda tappa sarà una cronometro a squadre di 27.6 km lungo un percorso urbano a Bruxelles non particolarmente tecnico in cui si potrà fare velocità.

La terza frazione vede il plotone lasciare il Belgio per entrare in Francia con gli ultimi 45km (in Champagne) che presentano quattro salite impegnative che portano il gruppo a giocarsi una volata anomala caratterizzata da una salita impegnativa.

La quarta tappa porterà il gruppo da Reims a Nancy e sarà con ogni probabilità pane per i velocisti anche se la Côte de Maron posta nel finale potrebbe scombussolare i piani delle ruote veloci del gruppo.

La quinta frazione porterà il gruppo nella regione dei Vosgi, nel nord-est della Francia e lo farà con quattro salite, due delle quali di seconda categoria, che non dovrebbero impensierire i big ma dovrebbero agevolare il compito dei cercatori di tappe.

Il Tour 2020 entrerà pienamente nel vivo con la sesta tappa, sempre nei Vosgi con arrivo a La Planche des Belles Filles, ospite fisso degli ultimi anni, che quest’anno sarà affrontata dopo ben tre ascese di prima categoria. Sarà un banco probante per le aspirazioni degli uomini di classifica anche in virtù del fatto che gli ultimi 1000 metri della frazione saranno di inedite strade sterrate.

Dopo l’arrivo de La Planche des Belles Filles ecco la tappa più lunga del Tour, 230 km che si concluderanno con ogni probabilità concludersi con uno sprint di gruppo.

L’ottava tappa sarà particolarmente ondulata portando il plotone a Saint-Étienne dopo aver superato sette salite (tutte valide per la Maglia a Pois).

La tappa 9conduce il gruppo nel Massiccio Centrale verso Brioude, città natale di Bardet che, complice la difficoltà della tappa e il fatto che si corre nel giorno della presa della Bastiglia avrà motivazioni in più per cercare un exploit personale.

La decima frazione potrebbe essere adatta ai velocisti ma i team delle ruote veloci dovranno impegnarsi per tenere la corsa lungo gli oltre 200 km particolarmente movimentati in attesa del meritato giorno di riposo.

La tappa 11 farà avvicinare il gruppo ai Pirenei con 167 km tutti adatti ai velocisti che potrebbe non offrire le classiche brutte sorprese delle tappe post giorno di riposo.

La frazione 12 partirà da Tolosa offrendo i primi 130 km assolutamente pianeggianti per poi infilare la doppietta del Col de Peyresourde (lato più duro)  e l’Hourquette d’Ancizan terminando, poi, con la discesa verso Bagnères-de -Bigorre. Le due salite (sopra i 1500 metri) potrebbero essere “anestetizzate” proprio dalla lunga discesa (circa 30km) ma sicuramente chi non ha le gambe rischia di perdere terreno.

La tredicesima giornata di corsa prevede una cronometro nella “classica” Pau, la città che vanta maggior “visite” del Tour, della lunghezza di 27,2 km. Pur non essendo eccezionalmente lunga siamo certi che questa prova contro l’orologio delineerà una nuova classifica generale.

Prosegue io trend delle tappe brevi ma dure con i 117,5 km della 14esima frazione con arrivo al temibile Col du Tourmalet che fa sfondare alla corsa il tetto dei 2000 metri. Prima dell’arrivo in quota le gambe degli atleti verranno testate sul Col du Soulor di categoria 1.

La tappa 15 passerà da Foix dove, nel 2015, si impose Warren Barguil. Saranno tre le salite spezzagambe: Il Port de Lers è seguito dal tremendo Mur de Peguère per spingere i gruppo al Prat d’Albis 11.8 km al 6,9 per cento.

La sedicesima frazione sarà piatta e funzionale ad uno sprint al termine dei 177 chilometri previsti.

Lo Stage 17 porta i corridori verso le Alpi affrontando il Col de la Sentinelle che potrebbe offrire una volata ridotta di gruppo.

La 18esima frazione da il via al trittico alpino che porterà la ancora sopra i 2000 metri con il Col de Vars (prima categoria) che sarà l’antipasto per la doppietta di “classici” Izoard e Galibier. La discesa verso Valloire potrebbe dare un’ultima chance a chi non ha retto il salita.

La tappa 19 porterà sulla vetta del Tour, il Col de l’Iseran, 2770 m, con arrivo a Tignes. Tignes potrebbe essere il posto migliore per dare un colpo alla classifica.

La 20esima frazione è l’ultimo banco d’appello per chi vuole sistemare la sua classifica, saranno 130km intensi con la salita di categoria 1 del Cormet de Roseland che spaventa mentre l’ultima salita verso Val Thorens, lunga a 33,4 km, con pendenza del 5,5%.

La tappa 21 è il classico carosello finale verso Parigi durante il quale la maglia gialla potrà brindare allegramente in attesa che gli sprinter che hanno resistendo alle salite si diano battaglia.

Tour de France 2019: la guida a maglie e dorsali

Maglia Gialla

Indossata dal leader della classifica generale viene assegnata al termine di ogni tappa, quest’anno ricorre il 100esimo anniversario dell’introduzione di questo simbolo diventato ormai universale nato dal colore dell’Equipe che è storicamente stampata su carta gialla (come il rosa della Gazzetta al Giro).
Le  maillot jaune viene assegnato al leader della in base tempo impiegato per completare l’intero corsa ma va ricordato che vengono assegnati bonus ai primi tre corridore piazzati nelle tappe (cronometro escluse).

E’ naturalmente previsto un tempo massimo per completare le varie frazioni che varia dal 3 al 20 per cento a seconda del livello e della velocità media.

Maglia verde

E’ indossata dal leader della classifica dei punti che vengono assegnati in base ai posizionamenti nelle tappe. La maglia di solito viene assegnata ad un velocista (Peter Sagan ne ha conquistate sei) ma può accadere che anche uomini di classifica riescano ad accumulare punti tali da lottare per questa maglia.
I punti vengono assegnati ai primi 15 corridori nelle tappe o negli sprint intermedi, con assegnazioni diverse a seconda del tipo di tappa.

Tappe 1, 4, 7, 11, 16, 17, 21 (piatte):  50-30-20-18-16-14-12-10-8-7-6-5-4-3-2
Tappe 3, 5, 8, 9, 10, 12 ( media montagna): 30-25-22-19-17-15-13-11-9-7-6-5-4-3-2
Tappe 6, 13, 14, 15, 18, 19, 20: (alta montagna e crono):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1
Sprint intermedi (uno per tappa in linea):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1

Maglia A pois

Altro simbolo della Grande Boucle, la maglia a pois viene indossata dal leader della classifica delle montagne in base a punti assegnati sulle varie salite in base al livello di difficoltà.

Hors catégorie: 20-15-12-10-8-6-4-2
Prima Categoria: 10-8-6-4-2-1
Seconda Categoria: 5-3-2-1
Terza Categoria: 2-1
Quarta Categoria: 1

Maglia bianca

Indossato dal leader della classifica dei giovani ovvero gli atleti nati dopo il primo gennaio del 1994 (quindi con meno di 25 anni di età). Viene assegnata in base al tempo totale impiegato per completare il Tour.

Dossard rosso

Identifica il corridore più combattivo del giorno precedente, il corridore che si è distinto per azioni in fuga a cui fa seguito un premio a termine del Tour a chi si distingue nel corso dell’intera competizione.

Dossard giallo

Indossato dai membri della squadra che guida la classifica delle squadre in base alla somma dei tempi impiegati dei tre migliori uomini di ogni formazione.

Aru al Tour: voglio vincere una tappa

Aru al Tour: non punta alla classifica

Aru al Tour, dopo i problemi di salute sarà alla corsa francese per cercare il successo di tappa, per la classifica nessuna velleità

 

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Fabio Aru (fonte pagina Twitter)

Aru al Tour, la notizia è già piacevole considerando che soli pochi mesi fa il sardo vedeva la sua carriera in bilico per un fastidioso problema fisico che ne aveva compromesso le performance nelle ultime stagioni agonistiche. L’operazione dello scorso mese di aprile pare invece aver risolto la problematica e la condizione di Fabio sta progressivamente migliorando tanto da suggerire allo staff del sardo di prendere parte all’imminente Tour de France.

L’obiettivo di Fabio Aru è quello di ben figurare alla Grande Boucle strizzando l’occhio a qualche tappa: “parto senza l’assillo di dover puntare alla classifica generale, voglio quindi provare ad aprire un nuovo capitolo della mia stagione e della mia carriera”.

Dopo l’intervento all’arteria iliaca in pochi avrebbero pronosticato di vedere il corridore della Uae-Emirates alla partenza di Bruxelles ma la caparbietà di Fabio l’hanno portato a ridurre i tempi di recupero per essere al via a supporto dell’irlandese Daniel Martin.

Fabio Aru al Tour andrà per aiutare il capitano ma anche per ritrovare la gioia del successo personale come avvenuto nel 2017 a La Planche des Belles Filles ultimo squillo prima del blackout.

Dopo il rientro al Gp di Lugano, Fabio ha preso parte al Giro di Svizzera ben impressionando tifosi ed addetti ai lavori riuscendo in breve tempo a riacquistare (non senza tantissimo lavoro) una condizione di buonissimo livello.

“E’ stato bello riassaporare il gusto della gara, mettendo fatica nelle gambe e di verificando la mia condizione – ha detto il sardo – le sensazioni avvertite sono buone e mi hanno portato a questa convocazione per il Tour. Ho corso con estrema serenità così come mi approccio alla corsa francese con spirito sereno. Mi aspetto che le mie prestazioni migliorino tappa dopo tappa cercando di aiutare alla conquista degli obiettivi del team coltivando il sogno di una vittoria parziale”.

In attesa della Grande Boucle, Fabio Aru sarà, naturalmente, in scena domenica al campionato italiano su strada.

Oltre al nostro Fabio Aru, il Team Uae Emirates sarà al via con Martin, Kristoff, Bystrom, Rui Costa, Henao, Stake Laengen e Philipsen.

Egan Bernal in forma Tour de France

Egan Bernal è già pronto per il Tour

Egan Bernal ha conquistato il Tour de Suisse e si appresta con il Team Ineos e Sidi a lanciarsi alla conquista della Grande Boucle

Maser (Treviso), 24 giugno 2019 – Grande vittoria per Sidi con Egan Bernal al Tour de Suisse. Un successo cercato e fortemente voluto quello del giovane talento colombiano, costruito con la vittoria nel tappone con arrivo in salita sul passo San Gottardo. Dopo il successo alla Parigi-Nizza ad inizio stagione, Bernal ritorna a mettere la sua firma su una importante corsa a tappe di una settimana.

Egan Bernal sognava la maglia rosa, doveva essere lui infatti il capitano del Team Ineos per il Giro d’Italia ma una caduta in allenamento lo aveva lasciato fuori dai giochi. Ora per il colombiano la sfortuna e i problemi sembrano finalmente alle spalle e dopo questa grande vittoria al Tour de Suisse Bernal può guardare con fiducia al prossimo Tour de France (6-28 luglio). In casa Team Ineos senza Chris Froome e con il capitano Geraint Thomas, vincitore della Grande Boucle 2018, non al 100% dopo la caduta al Tour de Suisse, Egan Bernal si presenta al Tour de France con un ruolo ancora più importante.

Grande soddisfazione per Sidi, al Tour de Suisse infatti oltre alla vittoria di Egan Bernal sul podio finale al secondo posto troviamo anche il campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, vincitore della crono inaugurale della corsa Svizzera, del team Bahrain Merida, formazione interamente sponsorizzata Sidi.

Successi firmati Sidi anche a La Route d’Occitanie dove il francese Arnaud Demare (Groupama-Fdj) ha vinto due tappe allo sprint, e il colombiano Ramiro Sosa (Team Ineos) ha fatto sua la terza tappa. Senza dimenticare la bella vittoria dell’italiano Giovanni Visconti (Neri Sottoli – Selle Italia – Ktm) nella terza tappa del Tour of Slovenia.

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Foto  ©Bettiniphoto.net

FONTE COMUNICATO STAMPA

Favoriti Tour de France 2019? Eccoli!

Favoriti Tour de France 2019 la nostra Guida

Favoriti Tour de France 2019? Ecco chi sono i nomi caldi per la corsa più importante dell’anno da Thomas a Bernal passando per Nibali e tanti altri

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Favoriti Tour de France 2019? Le assenze di Froome e Dumoulin e qualche problema di salute di Thomas e Yates hanno rimescolato le carte. Che sia Bernal il vero favorito? Per l’Italia le speranze (di podio?) sono sulle spalle di Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro d’Italia

Geraint Thomas (Team Ineos)

Non possiamo che partire dal vincitore uscente anche solo per questioni di cavalleria. Lo scorso anno in pochi avrebbero scommesso sull’affermazione del gallese, gli occhi di tutti erano sul compagno di team Chris Froome e, invece, è stato Geraint ad imporsi. Quest’anno la caduta del kenyano bianco ha spalancato le porte al ruolo di capitano per Thomas che, però, è incappato, a sua, volta in uno scivolone al Tour de Suisse che mette qualche nuvola sopra la testa del campione uscente. Nessun problema grave ma certamente un intoppo antipatico in vista dell’impegno più arduo della stagione che lo ha privato della possibilità di confrontarsi al meglio con alcuni rivali.

Uno dei problemi che Thomas potrebbe affrontare è quello della concorrenza interna del giovane colombiano Egan Bernal.

Jakob Fuglsang (Astana)

Non tutti sono consapevoli della costanza e della forza del danese e molti avanzano dubbi sulla tenuta lungo le tre settimane di corsa. Il recente successo al Critérium du Dauphiné è il segno della continuità che Jakob può mantenere anche nelle grandi corse a tappe.

A 34 anni il danese ha infilato un 2019 da urlo con la conquista della Liegi-Bastogne-Liegi e della Ruta del Sol e i podi alla Tirreno-Adriatico, Strade Bianche, Fleche Wallonne e Amstel Gold Race.

Se tre indizi fanno una prova Fuglsang può essere un pretendente credibile alla vittoria finale o ad un posto sul podio di Parigi.

Egan Bernal (Team Ineos)

La grande promessa del ciclismo mondiale per le corse a tappe potrebbe essere già una certezza. Complice i dubbi attorno alla condizione di Thomas e l’assenza di Froome potrebbe indossare i galloni del capitano. La vittoria al Tour de Suisse legittima la pretesa del ruolo di prim’attore per questo 22enne che si sta dimostrando il fenomeno che tutti prevedevano. Chiaro che il Giro di Svizzera non il Tour ma la capacità in salita di Egan sul Flumserberg e San Gottardo sono segno di forma fisica eccezionale e l’aver perso solo 19 secondi a cronometro dal campione del Mondo Rohan Dennis dimostrato una propensione mentale al sacrificio e una maturità che lo inseriscono di diritto tra i top riders del Tour.

Adam Yates (Mitchelton-Scott)

Anche Adam è reduce da un Dauphine a tratti esaltante compromesso solo da alcuni problemi di stomaco. A cronometro ha retto bene e in salita è una certezza vedremo se riuscirà a riscattare la delusione del fratello al Giro.

Nairo Quintana (Movistar)

La grande incognita del ciclismo mondiale, in questa prima parte del 2019 i risultati non sono mancati ma è mancato un vero e proprio squillo. In salita al Delfinato ci ha provato (Pipay) ma non ha lasciato il segno. Ha corso poco da aprile a maggio per preparare al meglio il Tour, riuscirà a togliersi l’etichetta di “succhiaruota” imponendo qualche sua azione?

 

Mikel Landa (Movistar)

Reduce dal quarto posto al Giro d’Italia si è allenato bene e sarà l’alter ego di Quintana in Francia, come d’abitudine deve giostrarsi in una posizione subalterna ma, come spesso ci ha fatto vedere, può poi scalare con facilità le gerarchie interne al team. Da verificare quanto la doppietta Giro-Tour può pesare sulle sue gambe.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida)

Anche per Vincenzo potrebbero pesare sulle gambe le fatiche del secondo posto al Giro 2019. Al GP di Lugano ha chiuso sorprendentemente quindi restando in corsa sino all’ultimo. Se Landa potrebbe puntare alla classifica, lo Squalo dello Stretto ha messo le ani avanti dichiarando come obiettivo la conquista di qualche tappa. L’assenza di due “acerrimi nemici” come Froome o Dumoulin potrebbero consentirgli di giocarsi un posto sul podio.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ)

Dopo aver concluso il Delfinato al quinto posto assoluto, Thibaut è pronto a far impazzire gli appassionati francesi lungo le strade di casa. Se la cronometro resta il suo tallone d’achille appena la strada si inerpica ecco uscire tutta la sua classe. Una discreta voglia di riscatto per alcuni risultati mancati potrebbero essere la scintilla per far esplodere il suo Tour de France.

Romain Bardet (AG2R La Mondiale)

Dopo i due podi al Tour (2016 e 2017) ha deluso nella scorsa annata ma resta per molti il miglior ciclista francese del momento. Non ha corso molto da aprile ad oggi ma ha discretamente figurato al Delfinato ma non ha colto quella vittoria che avrebbe donato abbrivio al suo approcciarsi al Tour.

Rigoberto Uran (EF Education First)

La frattura della clavicola alla Parigi-Nizza è stata negativa per la sua annata sino ad ora, ha deciso di non correre i classici Delfinato e Tour de Suisse per andare alla Route d’Occitania dove ha ben figurato nelle salite. Naturalmente il palcoscenico della corsa d’Occitania non è probante delle sue condizioni fisiche ma potrebbe aver dato una scossa al suo morale.

Dan Martin (UAE Team Emirates)

Dopo un bel secondo posto al Giro dei Paesi Baschi ha avuto qualche problema di saluta che lo ha portato a non completare la Fleche Wallonne e la Liegi-Bastogne-Liegi. Tornato competitivo al Delfinato (concluso ottavo) hanno stabilito l’effettivo recupero dell’irlandese. Il suo carattere duro lo porterà a battagliare per un posto in top 10.

Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma)

L’olandese ha corso bene da inizio anno e anche al Delfinato ha ben figurato salvo poi ritirarsi nell’ultimo giorno di corsa a causa di problemi di stomaco. Come per Yates si tratta di problemi superficiali che non possono inficiare sulla performance al Tour. Al Delfinato ha chiuso quarto la cronometro e ha dimostrato di reggere in salita, peccato per il lieve problema fisico.

Richie Porte (Trek-Segafredo)

Qualche problema di salute in primavera l’hanno spinto a concentrarsi sul Tour of California – dove è arrivato quinto – e sul Delfinato dove non ha però brillato ne a cronometro ne in salita. La condizione non è delle migliori ma manca ancora un po’ al Grande Depart, resta sempre il dubbio della tenuta sulle tre settimane.

Enric Mas (Deceuninck-QuickStep)

Il “prossimo Contador” – appellativo datogli da Alberto – è uno degli uomini più chiacchierati del momento dopo la sorprendente Vuelta dello scorso anno.

Al Dauphine Mas ha pagato dazio a Bernal terminanto la corsa al 15esimo posto, è giovane /24anni) e ha entusiasmo dalla sua parte ma non sembra avere le gambe per le salite della corsa francese.