Ciclisti in passerella? Kim Kardashian la capofila

Ciclisti in passerella? oggetto di culto di Kim Kardashian

Ciclisti in passerella, i pantaloncini sportivi sono passati dalla sella al mondo della moda grazie anche a Kim Kardashian

Ciclisti in Passerella? Kim Kardashian

Ciclisti in Passerella? Kim Kardashian

Ciclisti in passerella, i noti pantaloncini tipici dei ciclisti passano dal guardaroba degli sportivi a quello delle modelle diventando un accessorio cult delle protagoniste del jet set come la notissima Kim Kardashian e Kendall Jenner.

I pantaloncini ciclisti sono protagonisti della moda Primavera-Estate 2018. I puristi della moda (e del ciclismo) storceranno il naso ma in effetti le fashionist più accanite già sapranno che la moda dell’anno è questa!

Per anni i ciclisti sono stati considerati come un prodotto tecnico e non adattabile alla moda, quasi un errore di stile se si pensa alla loro lunghezza fino al ginocchio o al fatto di essere super attillati. In effetti gambe imperfette o cosce troppo sviluppate non offrono un gran colpo d’occhio, stesso discorso per caviglie larghe o ginocchia con imperfezioni.

Ciclisti in passerella: la genesi

Come detto questo genere di pantaloncino da ciclismo è nato per esaudire le necessità del corridore professionista per poi passare all’amatore fino ad essere “sdoganato” come prodotto presentabile anche per gli allenamenti in palestra (per le ragazze).

I ciclisti però sembrano ora trovare una fissa collocazione nel modo della moda grazie all’uso fatto da alcune modelle ed influencer della rete che ne hanno trasformato l’uso rendendolo un prodotto da abbinare a tacco, canotta sportiva o addirittura, in un palese gioco di contrasti, ad eleganti blazer.

Secondo la splendida Kim Kardashian i ciclisti neri o colorati, in lycra o poliestere finanche in pelle possono essere utilizzati come un capo di di lingerie oppure al posto dei jeans.

Kendall Jenner più arditamente li sfoggia nel classico esemplare in Lycra nero coprendo però l’effetto “seconda pelle” con una voluminosa maglia. Kim Kardashian ha abbinando i ciclisti a bustier da boudoir e pelliccia.

Le stravaganze della Kardashian- si è insinuata nel clan di Keep It Up With The Kardashian, nell’immaginario collettivo e nella mentre dei luxury brand.

Ecco che nelle sfilate primavera-estate 2018 i ciclisti hanno fatto comparsa nelle sfilate di Off-White e di Saint Laurent in color carne sotto un abito trasparente come da Y-Project.

Le celebs appassionate di questa moda propongono due correnti di pensiero: quello casual, in combinazione con felpe e sneakers oppure chic con tacco 20 e blazer… il tutto però senza bicicletta.

 

 

Ciclisti: ci proponevano farmaci proibiti

Ciclisti indagati a Lucca: “ci proponevano l’uso di sostanze dopanti”

Ciclisti interrogati dopo il blitz della Polizia di Lucca le parole pubblicate su Il Tirreno: ci venivano proposti farmaci dopanti

Ciclisti e Doping

Ciclisti e Doping

Ciclisti indagati all’interno del blitz della Polizia di Lucca sono stati interrogati in questura dal capo della Mobile Silvia Cascino, su delega della procura della Repubblica, alla presenza dei loro legali.

Secondo quanto riportato da Il Tirreno, tre dei quattro atleti indagati hanno confermato quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali. Si tratta di tre giovani ciclisti – di età compresa tra i 19 e i 23 anni mentre un quarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

“Ci proponevano di far uso di sostanze dopanti per migliorare le nostre prestazioni sportive” avrebbero confermato i ragazzi che avrebbero però negato di aver fatto uso di farmaci vietati dalla federazione. In sostanza i giovani – possibili futuri campioni del pedale – hanno verbalizzato alla polizia giudiziaria ciò che era già a conoscenza degli investigatori ad seguito degli otto mesi d’indagine.

Gli interrogatori sono continuati anche nella giornata di oggi ma, a quanto pare, non sarebbe emerso altro se non conferme di quanto già noto agli inquirenti ossia la proposta di assunzione di farmaci dopanti tra cui, pare, anche la famigerata EPO CERA.

Il sostituto procuratore Salvatore Giannino ha predisposto l’invio di tutto l’incartamento (comprese le intercettazioni) alla Federazione Ciclistica Italiana e alla procura nazionale antidoping. Secondo i rumors circolanti, per Matteo Alban, Maher Tounsi, Gracjan Krzystof Szelag, Francesco Di Felice e gli altri corridori della GFDD Altopack Eppela, il rischio di incappare in una pesantissima squalifica sarebbe assolutamente elevato.

Sicurezza sulle strade: sei azioni indispensabili

Sicurezza sulle strade

Sicurezza sulle strade

Sicurezza sulle strade, il Prefetto Sgalla lancia sei possibili azioni

Sicurezza sulle strade, argomento tristemente noto e che ha funestato il 2017 del ciclismo mondiale. Dalla triste vicenda di Michele Scarponi a casi meno noti ma altrettanto drammatici, quello che si sta chiudendo è veramente l’Annus Horribilis delle due ruote. 

Dopo un mese di attività e riflessioni in merito alla sicurezza sulle strade di ciclisti professionisti e cicloamatori, su cui hanno lavorato moltissime figure professionali, proprio in questi giorni a Grosseto, è stata indetta una conferenza stampa per esporre i risultati del lavoro.

L’occasione è stato il Convegno annuale dell’Associazione medici del ciclismo in cui si è, appunto, parlato di Sicurezza sulle strade. La manifestazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Tarsi Presidente dell’associazione medici del ciclismo, Francesca Rossi della fondazione antidoping UCI, l’Ingegnere Marco Belloli del Politecnico di Milano, ha anche preso la parola Roberto Sgalla, direttore delle Specialità della Polizia di Stato e della Commissione Sicurezza Federciclo.

I numeri parlano di una vera e propria strage: 1889 ciclisti morti dal 2010 al 2016 di cui ben 275 nel solo 2016. A tal proposito molti professionisti hanno portato la loro esperienza (non ultime le accorate parole di Gianni Bugno).

 

Sicurezza sulle strade: parla il Prefetto Sgalla.

Come riportato da La Gazzetta, l’intervento del funzionario della Polizia di Stato è andato direttamente al nocciolo della questione, invitando a mettere a fattor comune le esperienze di Team professionisti, direttori sportivi, corridori ed esperti del settore: “Il professionista, come il cicloamatore, ha necessità di condividere le strade con gli automobilisti e l’obiettivo deve essere tenere alta la quantità e la qualità delle gare e delle uscite in bicicletta”.

Come garantire, dunque, la Sicurezza sulle strade? Tra le proposte di Sgalla, sei sono i punti ad emergere:

  • Più tolleranza e unità di intenti tra automobilisti e ciclisti
  • Aumentare la visibilità del ciclista con luci e catarinfrangenti da apporre anche sul casco.
  • Casco obbligatorio per tutti a qualunque età e per ogni tipologia di ciclista.
  • Legge sulla mobilità ciclistica: migliorare gli spazi vitali per le biciclette
  • Maggior professionalità e formazione per gli addetti alla sicurezza durante le corse.
  • Formazione dei futuri utilizzatori delle biciclette: basta cuffie e smartphone, basta viaggiare accostati e rispetto del codice della strada