Grazie a tutti, ora inizia il recupero. Parola di Froome

“Il recupero inizia adesso” dice Froome dal letto d’ospedale

Chris Froome nel week end ha voluto divulgare un messaggio personale per commentare l’incidente che lo ha visto protagonista. 

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome ha diffuso i suoi commenti sullo spaventoso incidente che mercoledì scorso gli ha fatto dire addio al Tour de France ma le cui conseguenze potevano essere assolutamente più gravi.

Le parole Froome sono state diffuse mediante il sito web di Team Ineos nel pomeriggio di sabato.

“In primo luogo, voglio solo dire un enorme ringraziamento a tutti coloro che mi hanno inviato i loro migliori auguri dopo l’incidente. Questo è ovviamente un momento difficile, ma ho preso molta forza dal supporto negli ultimi tre giorni. L’effusione di sostegno è stata davvero umiliante e qualcosa che non mi sarei mai aspettato” ha spiegato il kenyano.

Dopo il terribile schianto durante la ricognizione che precedeva la quarta tappa del Criterium du Dauphin, Froome è stato elitrasportato presso Ospedale di Saint-Etienne dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per ridurre gli effetti dell’impatto con il muro.

Fratture di femore destro, l’anca, il gomito destro e di alcune costole sono il conto presentato a Chris dai mediic dell’ospedale francese. Conto che costa caro e significa stagione finita e addio al sogno del quinto Tour (almeno per il 2019).

“Voglio ringraziare la squadra, in particolare il dottor Richard Usher e il suo staff medico, che sono stati esemplari dopo l’incidente. Il mio grazie va ai servizi di emergenza e a tutti quelli del Roanne Hospital che mi hanno assistito e stabilizzato, così come i chirurghi, i medici e gli infermieri dell’Ospedale universitario di St. Etienne, che sono andati davvero oltre la chiamata del dovere, per il quale sarò sempre così grato. So quanto sono fortunato ad essere qui oggi e quanto devo a tutti i paramedici e al personale medico in gara” ha commentato il Chris che ha voluto poi spendere una parola per la sua famiglia e in particolare la moglie Michelle.

Il personale sanitario ha stimato che il britannico potrebbe potenzialmente tornare a correre in sei mesi e che la carriera non è minimamente a rischio anche se la botta è grossa.

Froome ha fatto capire di voler tornare quanto primo a correre al suo meglio.

“Questa è una brutta battuta d’arresto ma ora voglio guardare avanti. La strada da percorrere verso il recupero sarà lunga a dura ma l’ho già imboccata e sono totalmente concentrato sul mio ritorno” ha chiosato Froome.

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico

Juan Jose Cobo citato dall’UCI perde la Vuelta 2011?

Juan Jose Cobo citato per violazione del passaporto biologico perde la vittoria della Vuelta 2011 che potrebbe essere assegnata a Chris Froome

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo

Juan Jose Cobo è stato citato dall’UCI per una violazione del passaporto biologico condizione che potrebbe privarlo della vittoria della Vuelta Espana 2011, in questo caso Chris Froome otterrebbe, a posteriori, il suo secondo titolo nella corsa iberica.

Chris Froome, uomo che di primati se ne intende, potrebbe diventare il primo ciclista a conquistare un grande tour da un letto d’ospedale, una lieve soddisfazione in questo periodo drammatico della vita professionale del kenyano bianco.

Il massimo organismo di governo del ciclismo mondiale ha confermato di aver citato il vincitore della Vuelta a España del 2011, Juan José Cobo, per violazione del regolamento antidoping a causa di anomalie riscontrate dal 2009 al 2011 nel suo passaporto biologico.

A questo punto Cobo potrebbe venir squalificato perdendo tutti i risultati sportivi ottenuti in quel periodo di tempo compresa, appunto, la Vuelta del 2011. Naturalmente l’ormai 38enne iberico avrebbe moto di contestare la decisione davanti alla Corte Arbitrale dello Sport il che allungherebbe i tempi di ufficializzazione del verdetto.

Sul caso si è pronunciato Javier Guillén, direttore della Vuelta, che ha spiegato ai giornalisti del quotidiano spagnolo AS che:

“Naturalmente spetta all’UCI stabilire se Froome è il vincitore di quell’edizione, a rigor di logica il secondo dovrebbe ricevere il titolo vacante. Quello che ci interessa è che il vincitore della Vuelta sia una persona credibile, chi imbroglia va squalificato”.

L’Unione Ciclistica Internazionale per ora non ha fornito maggiori dettaglia ma ha segnalato che la decisione completa verrà pubblicata, successivamente, sul sito ufficiale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, il ciclista spagnolo era già stato informato delle anomalie riscontrate nel suo passaporto biologico mentre era ancora in attività. Secondo le indiscrezioni pare che i dati anomali possano evidenziare l’uso di Epo.

Alla vuelta 2011 Cobo chiuse primo davanti a Froome per soli 13 secondi. Fu quello il primo squillo del Kenyano che, però, riuscirà a trionfare in Spagna solo nel 2017 coi colori del mitico Team Sky. Per Cobo quello fu il picco più alto in carriera (prima aveva ottenuto la vittoria del Giro dei Paesi Baschi nel 2007)

Cobo, ai tempi tesserato per la GEOX Tmc, aveva ottenuto la vittoria sull’Angliru sorprendendo tutti per le sue performance. Dopo due stagioni assolutamente prive di squilli con la divisa della ha terminato la sua carriera nel 2014 con Torku Sekersport, formazione Continental turca.

 

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico?

Come sta Chris Froome? Ecco il responso dei medici

Come sta Chris Froome dopo l’intervento chirurgico? Secondo i medici ha perso due litri di sangue ma ha lo spirito per tornare in sella in sei mesi

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Come sta Chris Froome? Quali sono le conseguenze del terribile schianto durante il sopralluogo sul percorso della cronometro del Delfinato? In tanti se lo sono chiesti nelle ultime ora e, secondo quanto riportato da siti specializzati, l’intervento è stato tutt’altro che semplice.

Froome è stato inizialmente stabilizzato e valutato presso l’Ospedale di Roanne per poi essere trasportato in aereo all’Ospedale di Saint-Etienne per essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Il manager del Team Ineos, Dave Brailsford, ha spiegato che, oltre alla frattura del femore, del gomito destro e di alcune costole, il campione ha subito anche alcuni “danni interni”.

Il chirurgo ortopedico Giorgio Gresta ha raccontato alla Gazzetta dello Sport alcune dettagli clinici dell’illustre paziente.

“Era cosciente e reattivo e si è dimostrato ottimista nonostante le sue ferite non fossero semplici. Da un punto di vista clinico non ci sarà alcun problema, in tanti si sono operati a Saint-Etienne. Nella sfortuna possiamo dire che è stato fortunato che la caduta sia avvenuta vicino ad un centro così all’avanguardia” ha spiegato il medico.

Uno dei chirurghi che ha operato Froome ha spiegato che il corridore del Team Ineos ha perso quasi due litri di sangue a causa delle tante ferite e che “potrebbero essere necessari sei mesi per tornare alle corse”.

L’intervento, secondo quanto riportato dai media francesi, ha richiesto circa quattro ore per via della criticità della frattura del femore destro (eseguito dal Dott. Philippot) mentre l’operazione al gomito destro ha richiesto circa 40 minuti ed è stata eseguito da Gresta.

Dopo i delicati interventi chirurgici, Froome è stato posto nell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale di Saint-Etienne ma la cosa non deve spaventare in quanto si tratta di “una misura precauzionale a causa della lunghezza dell’intervento e dell’elevato quantitativo di sangue perso, più o meno due litri”, ha spiegato Gresta a La Gazzetta dello Sport .

Il ciclista non corre nessun pericolo ed è, anzi, rilassato e al più presto verrà trasferito in reparto per iniziare il percorso di recupero. Froome è apparso molto motivato e tranquillo e appare spinto da una grande voglia di tornare al più presto a pedalare. Il Team Ineos ha confermato che l’atleta

“resterà in ospedale per i prossimi giorni sotto osservazione, ma è già impegnato a discutere le sue opzioni di riabilitazione”.

Froome è stato raggiunto dalla moglie Michelle ha voluto ringraziare tutti per i tanti attestati di solidarietà ricevuti.

 

Chris Froome in terapia intensiva per i prossimi due giorni

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore

Chris Froome subisce un intervento chirurgico di otto ore, ora rimarrà in terapia intensiva per i prossimi due giorni ha spiegato Brailsford

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome è stato sottoposto A quasi otto ore di intervento chirurgico per riparare fratture riportate al femore, all’anca e al gomito dopo il terribile impatto contro un muro durante la ricognizione della prova a cronometro del Critérium du Dauphiné di mercoledì.

E’ stato lo stesso direttore del Team Ineos, Dave Brailsford, ha relazionare i giornalisti sull’esito del lungo intervento chirurgico confermando la gravità delle fratture e auspicando un pronto recupero dell’atleta britannico.

“Chris ha subito un intervento chirurgico per le fratture subite al fianco, gomito e femore. Ci sono anche danni interni ragion per cui resterà presso il reparto di terapia intensiva per un paio di giorni – ha spiegato Brailsford prima del via della 5a tappa del Delfinato – con lui c’è Richard Usher e Michelle Cound, sua moglie, la situazione è costantemente monitorata”

Froome si è schiantato contro un muro durante la ricognizione della quarta frazione della breve corsa a tappe francese, è stato trasportato in aereo all’ospedale di Saint-Étienne e fin da subito si è compreso che l’assalto al quinto Tour era rimandato.

Naturalmente allo stato attuale è impossibile definire i tempi di recupero, la durata della riabilitazione e il ritorno in gara del Kenyano bianco.

“Dobbiamo concentrarci sull’oggi e vedere giorno dopo giorno come evolverà la situazione. Chris è ben curato e ha risposto bene e ora dobbiamo preoccuparci di stabilizzare la situazione per poi rivolgere le attenzioni al recupero” ha detto Brailsford.

Ora il leader del Team Ineos, in assenza di Froome, sarà Wout Poels undicesimo in classifica a 40 secondi dietro ad Adam Yates mentre per il Tour il capitano sarà Geraint Thomas con l’alternativa del talento emergente Egan Bernal.

“Chris era davvero in un periodo di forma importante, aveva uno stato di forma migliore degli ultimi anni ma ora tutto è cambiato e ci concentreremo sul resto della squadra per arrivare pronti per luglio ” ha spiegato il manager.

Sulla terribile caduta di Froome è intervenuto anche Martin che, durante la ricognizione costata cara al britannico, lo seguiva con pochi metri di distanza.

“Continuo a rivederlo nella mia mente, è orribile anche vedere qualcosa del genere. Abbiamo incontrato il gruppetto della Ineos e, per non rovinare il loro lavoro, ci siamo tenuti a distanza poi è accaduto l’incidente” ha spiegato Martin a Cyclingnews – Ci siamo fermati e siamo rimasti impietriti per 20 secondi. Abbiamo chiesto se c’era qualcosa che potevamo fare ed ho pensato che sarebbe potuto andare molto peggio, Chris avrebbe anche potuto morire, lo abbiamo visto colpire il muro, è stato terribile”.

 

Chris Froome si frattura il femore, Tour addio!

Chris Froome salterà il Tour per causa di una caduta al Delfinato

Chris Froome salterà il Tour de France 2019 a causa di una bruttissima caduta durante la ricognizione della tappa odierna del Delfinato: rottura del femore!

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome del Team Ineos è statto vittima di una brutta caduta al Criterium du Dauphine, riportando la  frattura del femore e dovendo dire addio così le sue speranze di conquistare il Tour de France 2019 .

Il ciclista britannico è malamente caduto durante la ricognizione della prova a cronometro di oggi. Trasportato in aereo in ospedale per le cure del caso il personale sanitario si è occupato prontamente di lui.

E’ stato lo stesso team manager del Team Ineos, Dave Brailsford, a dare notizia dell’accaduto tramite la propria pagina Twitter.

Froome ha preso parte al Dauphine come trampolino verso il Tour de France e si stava ben comportando dimostrando una condizione fisica in assoluta ascesa. Questa mattina, assieme al resto del team, è partito per la ricognizione del percorso della quarta tappa, una cronometro lunga 26,1 km intorno a Roanne.

Meno di un’ora più tardi hanno iniziato a circolare notizie di un incidente che ha coinvolto il kenyano bianco. Fin da subito è apparso chiaro che le conseguenze erano tutt’altro lievi: la caduta, avvenuta ad alta velocità, ha provocato danni tali da far saltare la partecipazione alla Grande Boucle.

Il linguaggio del corpo di Brailsford, mentre camminava verso i microfoni e le telecamere dei giornalisti, non lasciava scampo a interpretazioni: addio al Tour 2019 e addio alla caccia della quinta maglia gialla.

“Chris ha avuto un brutto incidente in realtà. Sembra che fosse ai piedi della discesa. Il vento oggi era molto forte e quando ha tolto le mani dal manubrio per soffiarsi il naso ha perso la ruota anteriore – ha spiegato il manager della Ineos – Chris ha impattato contro un muro a circa 60 km/h procurandosi una frattura al femore. Il pensiero va per Michelle e la famiglia che certamente sono shockati e l’obiettivo è quello di assicurare le migliori cure al nostro campione. Nel frattempo, dobbiamo continuare a correre e penso che faccia parte dello sport “.

Si attendono ulteriori accertamenti ma è inevitabile che il britannico non potrà essere al via della corsa francese investendo Geraint Thomas dei gradi di primo capitano del Team Ineos.

I dettagli esatti della caduta sono ancora in fase di definizione ma sicuramente è avvenuta durante la discesa verso Roanne in cui Froome era con Wout Poels. Chris si è accasciato al bordo della strata per essere celermente soccorso dai sanitari

“Tim Kerrison e Gary Blem erano con lui e una delle ambulanze della corsa era parcheggiata vicino al luogo dell’incidente ”ha aggiunto Brailsford ai microfoni di cyclingnews.com.

Per Froome svanisce l’obiettivo di arrivare a cinque successi al Tour, obiettivo che già lo scorso anno era mancato al kenyano battuto da compagno Geraint Thomas.

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine

Chris Froome capitano al Delfinato

Chris Froome guida Team il Ineos al Criterium du Dauphine mentre Geraint Thomas sarà il capitano della squadra britannica al Tour de Suisse

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

 

Chris Froome guiderà il Team Ineos con i gradi di capitano all’imminente Critérium du Dauphiné (8-15 giugno) corsa che farà da trampolino al Tour de France a luglio. Froome ha già vinto tre volte la breve corsa a tappe francese e avrà al suo fianco una batteria di talenti tra cui Moscon e Kwiatkowski.

Mentre il kenyano bianco si destreggerà lungo le strade del Delfinato, l’altro capitano del Team Ineos, Geraint Thomas correrà il Tour de Suisse.

Dopo aver ben figurato al Tour of the Alps e poi al Tour de Yorkshire, Chris si è allenato a Tenerife per arrivare pronto al Critérium du Dauphiné ultima prova ufficiale prima della partenza del Tour de France in cui Froome vuole tentare l’assalto al ristretto gotha dei ciclisti che hanno ottenuto 5 vittorie (obiettivo mancato lo scorso anno).

“al camp di Tenerife abbiamo lavorato bene e ci approcciamo alla corsa in modo classico e già provato in passato. Mi sento in forma e pronto per il Dauphiné -ha detto Froome – Non ho corso molte gare di recente e quindi mi piacerebbe poter competere per vincere. Lo scorso anno sono uscito dal Giro con tutt’altra condizione psico-fisica, ora mi sento più fresco”.

Il Delfinato partirà il prossimo 8 giugno nel dipartimento del Cantal per terminare a Champéry il 15 giugno e presenterà un tracciato con tre frazioni di montagna e qualche scalata inedita che stuzzica le fantasie di Frome:

“E’ percorso ben bilanciato: ci sono giornate che saranno movimentate, una prova a cronometro e poi gli arrivi in salita. Sarà un bel test in vista del Tour”.

Al via della breve corsa a tappe francesi ci saranno anche i francesi Thibaut Pinot e Romain Bardet, il colombiano Nairo Quintana, il “canguro” Richie Porte e l’olandese Tom Dumoulin al ritorno in gara dopo la caduta al Giro d’Italia.

Fantagiro un diverimento tra amici

FantaGiro: un vero must per gli amanti del ciclismo

Fantagiro, un gioco di nicchia, permutato dall’idea dal fantacalcio, un modo per passare una sera in compagnia e seguire il Giro con un motivo in più

FantaGiro

FantaGiro

FantaGiro, in molti amici ieri sera o nei giorni scorsi si sono ritrovati per organizzare un gioco amatoriale legato alla Corsa Rosa. Ci sono giochi online a pagamento o gratuiti legato al ciclismo, uno di questi è in FantaGiro

Capita anche a noi di trovarci in compagnia, bere, mangiare e divertirsi a creare un team di “fantasia” con cui giocare ad essere il direttore sportivo. Le regole probabilmente differiscono tra gruppo di amici e gruppo di amici ma la sostanza è la medesi. Personalmente mettiamo a disposizione 500 fanta milioni di euro con cui dover “firmare” 10 corridori. Durante l’asta escono gli stereotipi di ognuno di noi. Da chi è in fibrillazione da giorni per la “spesa” al supermercato tra dolce e salato, tra sfiziosità e novità. Chi porta il vino che imbottiglia in casa, chi la birra, chi pensa a mangiare e chi studia per settimane e settimane Il Garibaldi della corsa nemmeno fosse Chris Froome.

Nel gruppo di amici c’è un po di tutto dal ciclista amatoriale, all’amico che di ciclismo non ci capisce nulla a chi viene solo per stare in compagnia e poi con un colpo di teatro conquista la vittoria finale grazie alla strategia di asta e a qualche nome “rubato” dalle liste degli amici, c’è l’amico che non vedi da mesi (magari dalla fantavuelta dell’anno prima).

Ci sono studenti che fingono di trovarsi per studiare per l’interrogazione del giorno dopo ma invece passano tre ore del pomeriggio a scannarsi per conquistare Fabio Aru o Tom Dumoulin.

Insomma quella dell’asta del FantaGiro non è un momento legato al Giro d’Italia ma è un momento di condivisione di una serata (o di un pomeriggio) tra amici in cui ridere, scherzare, mangiare con il pretesto del Giro.

 

Pinarello Dogma F12 guida completa

Pinarello Dogma F12 la bici del Team Ineos

Pinarello Dogma F12 presentazione del nuovo modello di bicicletta del costruttore veneto caratteristiche, pesi, prezzi, guida completa

Pinarello Dogma F12

Pinarello Dogma F12

Pinarello Dogma F12 la bicicletta più attesa del momento, l’erede della F10, che tanto ha vinto tra classiche e corse a tappe. Gli atleti del Team Sky hanno vinto 4 degli ultimi 6 grandi giri pedalando sulla F10.

La F12 ha un telaio monoscocca in fibra di carboni  Torayca 1100 1K che ha aumentato la rigidità laterale di circa il 10 percento mentre le nuove interessanti modifiche estetiche hanno consentito di generale migliorie aerodinamiche che hanno migliorato la riduzione alla resistenza del 7,3 per cento rispetto al modello precedente. Queste migliorie si calcola possano comportare una riduzione di 8 watt necessarie per mantenere la verlocità di 40 km all’ora: una cosa impressionante. L’ottimizzazione del telaio, con le modifiche alle geometrie, consentono un interessantissimo risparmio di energie.

Grazie al nuovo design della serie sterzo (sviluppato da PinaLab) è stato possibile  far scorrere i cavi completamente all’interno del telaio lasciando una linea assolutamente perfetta sia per le versioni dotate di gruppo elettronico che di gruppo meccanico. Il manubrio montato sulla  F12 è il  Talon Ultra di Most (sempre Pinarello) che migliora dell’8,6 per cento la rigidità con una riduzione di peso di oltre il 10 per cento rispetto al precedente modello Talon.  E’ interessante la presenza di un pannello rimovibile sotto il manubrio per gestire comodamente il cablaggio.

Il telaio ha un peso dichiarato  di 840 g con il disco FMA Pinarello e 820 g per la Dogma F12 in taglie non specificate (La nuova bicicletta sarà in 13 misure, dalla taglia 42 a 62).

I modelli disponibili montano sia freni a disco (Pinarello Dogma F12 disk) che tradizionali in base alle esigenze di ogni atleta.

La Dogma F12  è disponibile per la squadra corse sia nella versione con freni tradizionali oppure a disco in una nuova elaborazione geometrica spingendo ancora oltre l’elaborazione della forcella e del carro posteriore con una soluzione estetica che richiama perfettamente le line del costruttore veneto.

Il commento di Fausto Pinarello e Chris Froome

Fausto Pinarello ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro e soddisfatti dei dati e dei nostri test su strada. La Dogma F12 ha raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati quando abbiamo iniziato il progetto migliorando la precedente Dogma F10. Tuttavia, l’ultima parola viene sempre dagli atleti, ecco perché c’è sempre un momento di suspense mentre aspettiamo ansiosamente il loro commento finale. Questa volta volevo andare con Chris  e con Geraint lungo le strade dove si allenano ogni giorno. La nostra bicicletta è stata accolta con il loro sorriso di approvazione”.

Chris Froome del team Ineos ha commentao: “La nuova F12 sembra speciale. Come ciclisti abbiamo piena fiducia in Pinarello, sappiamo che saremo in grado di competere per le più grandi gare del mondo sulla F12”.

Pinarello Dogma F12: colori

La F12 sarà presentata con la livrea del Team Ineos ma per chi volesse è disponibile anche la colorazione Red.

Pinarello Dogma F12: prezzi e disponibilità

Pinarello Dogma F12 sarà disponibile da giugno con la montatura Pinarello Dogma F12 circa 5.800 euro e il set di cornici Pinarello Dogma F12 Disk a partire da circa 6.000 euro. Il sistema di manubrio  Talon Ultra costerà circa 870 euro. Le “build complete” partono da circa 10.500 euro per il Pinarello Dogma F12 e circa 11.000 per la Pinarello Dogma F12 Disk.

 

 

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince: a Cles è ancora festa Sky

Nibali dà spettacolo nella quarta tappa del Tour of the Alps, attaccando a ripetizione, ma l’accoppiata Sivakov-Geoghegan Hart risponde

Tao Geoghegan Hart

I grandi campioni non tradiscono mai – certamente non al Tour of the Alps. Come ogni anno, le grandi firme del ciclismo mondiale si presentano al via nel cuore dell’Euregio, e lo fanno sempre per onorare la corsa fino in fondo. Giovedì 25 Aprile, la quarta tappa del Tour of the Alps da Baselga di Piné a Cles (134 km) ne ha data un’ulteriore ed eloquente conferma.

A vincere è stato ancora Tao Geoghegan Hart (Team Sky), ed il suo compagno di squadra Pavel Sivakov ha messo un altro, importantissimo mattone in vista di un possibile successo finale a Bolzano, ma il vero protagonista di questa frazione è stato Vincenzo Nibali. Al Tour of the Alps, il capitano del Team Bahrain-Merida ha ritrovato quel modo di correre aggressivo ed entusiasmante che ha caratterizzato le pagine più belle della sua carriera: sul Passo Predaia, neutralizzata la fuga di giornata, Nibali si è reso protagonista di cinque attacchi nel giro di due chilometri, facendo a brandelli il gruppo dei favoriti, e costringendo agli straordinari un Chris Froome ancora una volta nelle vesti di gregario di lusso.

L’azione di Nibali ha ridotto la testa della corsa a sole cinque unità, di cui tre del Team Sky – Froome, Sivakov e Geoghegan Hart – e un altro leader attesissimo alla corsa euroregionale, Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), anch’egli ritrovato ai livelli delle sue giornate migliori.

Geoghegan Hart-Nibali-Sivakov

Il quarto attacco di Nibali ha terminato il compito di Froome, dando via ad un duello fra l’accoppiata Sky e l’italiano e il polacco – alleati per un giorno – che si è consumato fino all’ultima, durissima ascesa della Pontara. Dopo una nuova accelerazione di Nibali, è stato proprio Majka ad assestare il colpo più deciso, guadagnando cento metri ma subendo infine il ritorno dei tre inseguitori, condotti da Geoghegan Hart. Proprio il 24enne britannico ha impostato la volata di testa a Cles, riuscendo comunque a contenere lo sprint di Vincenzo Nibali e a trionfare a braccia alzate. Terzo posto per Majka, quarto per Sivakov che si presenta quindi all’ultimo test di Venerdì 26 Aprile (Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen, 147,8 km) con 27 secondi da difendere proprio su Geoghegan Hart, 31 su Rafal Majka e 33 su Vincenzo Nibali. Chris Froome si è piazzato al quinto posto di giornata, guidando sul traguardo un gruppo di 11 unità a 40 secondi, salendo al nono posto nella generale.

Oggi Nibali era davvero incontenibile – ha raccontato Pavel Sivakov, – sia lui che Majka hanno attaccato a ripetizione, io e Tao abbiamo preferito rispondere di passo, tenendolo a distanza e controllando la situazione. Nel finale i nostri avversari hanno corso da alleati, ma noi siamo riusciti insieme a rispondere colpo su colpo: insieme siamo più forti. Inoltre, abbiamo dalla nostra parte anche Chris: averlo con noi in squadra è fantastico, e la sua esperienza è una risorsa incredibile.”

Sivakov

Da parte sua, Geoghegan Hart ha potuto festeggiare il secondo successo da professionista in quattro giorni. “La chiave sta nel non avere timori reverenziali. Nella mia testa tutti gli avversari sono uguali, mi concentro sulle mie possibilità e non su quelle degli altri. Ma certo, mettersi alle spalle gente come Nibali e Majka è qualcosa di significativo.” Anche sul suo futuro, il 24enne britannico ha le idee chiare: “In carriera vorrei puntare le grandi corse a tappe, ma allo stesso tempo mantenermi aperto anche alle corse di un giorno, come ho sempre fatto fin da dilettante. Fra i miei obiettivi ci sono anche i Campionati del Mondo ed i Giochi Olimpici dell’anno prossimo.” L’ambizione sicuramente non gli manca.

Per l’accoppiata Sky rimane quindi l’ultimo sforzo verso Bolzano per coronare un possibile successo finale nell’ultima, storica corsa a tappe della squadra con l’attuale denominazione. “Sulla carta, controllare la tappa di domani dovrebbe essere più semplice,” ha commentato Sivakov, “soprattutto perché non avremo una salita nel finale come oggi. Ma dovremo fare ancora la nostra parte per conquistare una vittoria che sarebbe molto importante.

Sivakov ha conservato le maglie ciclamino e bianca (giovani), mentre Matthias Krizek (Felbermayr-Simplon-Wels) è riuscito a vestire la maglia rossa dei traguardi intermedi. Conferma come miglior scalatore per lo spagnolo Samitier (Euskadi-Murias), primo a transitare in cima alla temuta Forcella di Brez, e parte del tentativo di 8 uomini partito dopo 40 km di gara, e rimasto allo scoperto fino ai primi chilometri verso il Passo Predaia.

Energica

Domani, venerdì 26, l’Alto Adige ospiterà il gran finale di corsa con l’ultima frazione, Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen (147,8 km). Le lunghe e dure salite verso Collalbo e San Genesio saranno gli ultimi ostacoli per gli atleti sulla strada verso il capoluogo sudtirolese, ma attenzione anche all’ultima, velocissima discesa: chissà che non diventi scenario per un ultimo, incredibile colpo di mano.

 

La quinta e ultima tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 14.00 alle 15.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
LIVE STREAMING: Eurosport Player (Europa, Asia, Australia), pmgsport.it, repubblica.it, tuttobiciweb.it, inbici.net, cicloweb.it, cyclingpro.net/spaziociclismo, lapresse.it, flobikes.com, (Stati Uniti, Canada, Sudamerica, Asia, Australia, Regno Unito), globalcyclingnetwork.com (Stati Uniti, Canada, Sudamerica), Facebook @PMGliveSport.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Chris Froome: Van der Poel è stato impressionante

Chris Froome: Van der Poel fenomenale all’ Amstel Gold Race

Chris Froome ha parlato dell’incredibile successo di  Mathieu van der Poel all’Amstel Gold Race anticipando Julian Alaphilippe e Jakob Fuglsang

Chris Froome

Chris Froome

Chris Froome non è un ciclista normale e un complimento ricevuto da Chris Froome non è un complimento normale, è una di quelle cose che ti segnano e ti accreditano come elemento di spicco del ciclismo.

L’incredibile vittoria di Mathieu van der Poel all’Amstel Gold Race catturato l’attenzione anche di Chris Froome che, durante la conferenza stampa pre-gara del Tour of the Alpes, hanno avuto il modo di osservare gli ultimi chilometri della gara belga restando stupefatto da come van der Poel ha inseguito Julian Alaphilippe e Jakob Fuglsang e poi è scattato “sui denti” dei due per superarli andando a vincere la corsa.

Van der Poel con la vittoria alla Amstel Gold Race (e soprattutto il modo con cui è stata ottenuta) ha messo in luce tutto il suo potenziale (in vero già noto ai più) e Chris Froome ha voluto esternare la sua idea sul talento emergente. Ai microfoni di Cyclingnews il britannico ha spiegato di non aver ancora visto VDP in gruppo e di aver visionato la corsa belga su di uno smartphone ma di esserne rimasto assolutamente colpito.

“Ho visto brevemente le immagini dell’arrivo dopo la conferenza stampa e devo dire che Van der Poel è stato impressionante. Non ho corso molto contro di lui e non lo conosco molto per essere onesto ma ha evidentemente talento” ha detto Froome a Cyclingnews.

Il ventiquattrenne belga fa parte della nuova avanguardia del ciclismo mondiale così come vi appartiene squadra Egan Bernal letteralmente esploso negli ultimi 18 mesi dopo essersi unito al Team Sky

“ci sono tanti giovani in rampa di lancio – ha concluso il kenyano bianco che nega con un sorriso che questi giovani possano farlo sentire “vecchio”.

Delle nuove leve ha parlato anche Giovanni Visconti:

“Un cambio di generazioni è evidentemente in corso e Van der Poel e Wout van Aert sono i due più grandi talenti futuri per le classiche: sono simbolo della generazione che  può dominare nel prossimo decennio” ha sottolineato Visconti a Cyclingnews