Philippe Gilbert conquista la tappa alla Vuelta 2019

Philippe Gilbert conquista Bilbao

Philippe Gilbert conquista la vittoria di tappa alla Vuelta a Espana 2019 nella dodicesima frazione con arrivo a Bilbao

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert conquista la vittoria nella tappa odierna della Vuelta a Espana 2019. Il forte corridore belga in forza alla Deceuninck – Quick Step si impone nella dodicesima tappa della corsa iberica sul traguardo di Bilbao al termine della fuga di giornata.

Frazione che vede i Paesi Baschi a far da suggestivo scenario lungo gli oltre 170 chilometri previsti dagli organizzatori ricchi di strade ondulate e tre strappi brevi ma tosti nei chilometri finali.

Ci vuole molto prima che la fuga parta, oltre 100 chilometri! Il gruppo viaggia compatto a velocità sostenuta prima del “via libera”. Tra i 19 uomini che riescono ad allungare anche i nostri Mosca, Boaro, Marcato e Conti. I fuggitivi conquistano rapidamente terreno superando abbondantemente i 5 minuti di margine

Sull’Alto de Arraiz, ultimo GPM di giornata in programma, è Philippe Gilbert a tentare l’allungo staccando tutti e conquistando, allo scollinamento, un margine di circa 20 secondi che riesce a gestire abilmente negli ultimi 8 chilometri di corsa andando a tagliare il traguardo in solitaria (76esimo successo per il belga, decimo in una grande corsa a tappe).

All’arrivo Philippe Gilbert ha preceduto di 3″ Aranburu e Barceló mentre il gruppo dei migliori è arrivato a 3’02”. Da segnalare qualche schermaglia nel gruppo dei big lungo la salita di Arraiz, a provarci è il colombiano Miguel Ángel López che però non riesce a fare la differenza

Puck Moonen la ciclista più sexy?

Puck Moonen: è olandese la ciclista più sexy

Puck Moonen è una delle cicliste più sexy al mondo, spopola sui social network facebook e twitter

Puck Moonen

Puck Moonen

Puck Moonen con oltre 11.300 follower su twitter, 266.000 follower su instagram e 40.000 mi piace su Facebook è quasi certamente la ciclista con il maggio seguito social al mondo.

La sua popolarità è legata alla sua indubbia bellezza. Nata il 20 marzo 1996 a Sint-Michielsgestel in Olanda, Puck corre per la Lotto–Soudal Ladies ed è considerata la ciclista più sexy del mondo.

Puck Moonen ha studiato chimica e scienze naturali ma la sua vera passione è la sua bicicletta con la speranza di garantirsi una carriera come professionista del pedale.

Conosce bene il mondo dei ciclisti professionisti e il suo fidanzato Eli Iserbyt si è laureato Campione Europeo di ciclocross nel 2017 nella categoria Under 23

Puck Moonen è stata recentemente votata come miglior atleta olandese dalla rivista maschile FHM e, come detto, è un vero e proprio un fenomeno su Instagram. Mentre, tra gli altri, Philippe Gilbert ha 117.000 follower e Marianne Vos 60.000, Puck che non ha ancora vinto una gara ha valori più che doppi del corridore belga e quattro volte quelli dell’olandese.

Puck Moonen

Puck Moonen

“Sono abbastanza sorpresa da tutta questa popolarità, è inutile dire che altri sportivi persone devono fare molto più sforzo per ottenere seguaci. Credo di essere gentile con i miei fans e questo mi premia” ha dichiarato Puck che comunque è conscia che gran parte della sua popolarità è la sua bellezza.

“Le foto che includono anche una bici sono però le più popolari” dichiara Puck, però insomma diciamolo che anche in bicicletta pochi guardano la sua tecnica.

Puck Moonen lascia Eli Iserbyt

Eli Iserbyt e Puck hanno da poco annunciato la fine della loro relazione con un post di Eli:

“Puck e io non siamo più una coppia d’ora in poi. Le circostanze ci hanno portato a porre fine alla nostra relazione. Attualmente stiamo elaborando questo a modo nostro e speriamo che la nostra privacy sarà rispettata. “

Puck Moonen: chi è la sexy ciclista?

Puck Moonen nata a Sint-Michielsgest il 20 marzo 1996 è un ciclista olandese. Ha una relazione con Eli Iserbyt, che è diventato campione del mondo di ciclocross nel 2016.

Season Points Racedays KMs Wins Top-10s
2017 0 17 1427 0 0
2016 0 5 375 0 0
2015 0 7 447 0 0
0 29 2249 0 0

Philippe Gilbert: ‘Non servono corridori che fanno solo tre settimane a luglio’

Philippe Gilbert: ‘Niente corridori da 3 settimane’

Philippe Gilbert tesse le lodi di Valverde e spera ancora di completare la raccolta di classiche monumento.

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert (fonte pagina Facebook)

Philippe Gilbert ha iniziato il 2019 con una squillante vittoria di tappa al Tour la Provence, il 36enne belga per ora non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera nonostante le tante battaglie e il brutto incidente che l’ha visto protagonista durante lo scorso Tour.

L’ex Campione del Mondo in forza alla Deceuninck Quickstep si candida per un ruolo da “guastatore” per le sempre più imminenti classiche del nord.

Ai microfoni del sito iberico ”Ciclo 21” Gilbert ha fatto il punto sugli obiettivi per il 2019 ma si è soffermato anhce sulla situazione generale del ciclismo e su due nomi anagraficamente agli antipodi: il giovane compagno di squadra Remco Evenepoel e l’eterno Alejandro Valverde.

Philippe Gilbert: obiettivo 5

L’obiettivo fisso nella testa dell’iridato ai Mondiali di Valkenburg 2012 è quello di conquistare le cinque classiche “monumento”. Nella storia del ciclismo sono tre atleti hanno conquistato tale traguardo: Merckx, Van Looy e De Vlaeminck. Il palmares di Philippe conta già Lombardia, Fiandre e Liegi e, quindi, mancano all’appello la Sanremo e la Roubaix.

 “Penso che la vittoria più accessibile sia quella della Parigi-Roubaix in quanto se uno arriva in forma riesce a fare la differenza più che alla Sanremo. La Roubaix è un po’ come la Liegi, se le gambe sono buone e parti allora sai di poter vincere mentre alla Sanremo le cose vanno diversamente, basta osservare Peter Sagan che negli ultimi anni non ha mai vinto pur essendo quello più forte al via” ha spiegato Gilbert.

Insomma quella delle cinque “monumento” è uno degli obiettivi che spingono questo eterno campione a non mollare ma in generale la fame di vittoria del belga è la benzina che alimenta il suo splendido motore.

Gilbert tra Valverde ed Evenepoel

Gilbert ha poi parlato di due colleghi “speciali”: Alejandro Valverde compagno “generazionale” del belga e Remco Evenepoel che rappresenta “il nuovo che avanza”.

“Alejandro dopo tante medaglie meritava di conquistare l’oro ai Mondiali. La tempra dello spagnolo è incredibile, lui c’è sempre ed è sempre brillante, da febbraio ad ottobre. Lo vedi vincere al Tour Down Under e poi al Giro di Lombardia. Il ciclismo ha bisogno di più corridori come lui e non di quelli che li vedi solo tre settimane a luglio” ha spiegato Gilbert.

Gilbert ha poi parlato del compagno Remco Evenepoel, da tutti visto come il nuovo Merckx:

“Remco è una persona seria, che sa mantenere alta la concentrazione e la calma, si sta allenando bene e sono certo che a breve otterrà ottimi risultati”.

Gilbert obiettivo le cinque classiche monumento

Gilbert vuole vincere tutte e cinque le Monumento

Gilbert fissa il suo obiettivo per il 2019: diventare il quarto ciclista di sempre a conquistare le cinque classiche monumento

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert con la nuova divisa (fonte pagina ufficiale Facebook)

Gilbert ha fissato il suo obiettivo per la nuova stagione: “strive for five” ossia arrivare a conquistare tutte e cinque le classiche monumento. La Deceuninck-Quick-Step si è riunita a Calpe per la tradizionale presentazione del team e  Philippe Gilbert ha rilanciato il suo proposito, partito dopo la vittoria al Tour of Flanders 2017 volto a completare il “grande slam” delle classiche: “è un obiettivo prestigioso, so che non è facile ottenerlo e so che ci sono alte probabilità di non riuscirci ma questo resta il mio obiettivo”.

Il 2017 ha visto Gilbert vincere il Tour delle Fiandre con una fuga da lontano a cui ha accompagnato il trionfo alla Amstel Gold Race e alla Tre giorni di De Panne. Il 2018, invece, è stato l’anno del suo compagno di squadra Niki Terpstra che ha vinto, tra le altre, il Giro delle Fiandre mentre Gilbert si è dovuto accontentare di un ruolo subordinato.

“Non sono mai stato stoppato da Niki, certo è stato frustrante, non essere in grado di superare la linea con la sensazione di aver fatto tutto il possibile per vincere dovendomi accontentare del podio ma così è stato e lui era semplicemente il più forte” ha dichiarato il belga. Alla Deceuninck-Quick-Step abbiamo una tattica, giochiamo con più leader e questa strategia funziona, la prova è che alcuni team hanno iniziato a copiarci, la  LottoNL-Jumbo, ad esempio, ha copiato la nostra tattica, e così ha provato a fare Lotto Soudal. Certo questa strategia comporta dei rischi, puoi restane anche vittima ma questo è il gioco che vogliamo giocare: il primo anno la tattica mi ha premiato mentre il secondo no”.

Gilbert prenderà di mira la Milano-San Remo e la Parigi-Roubaix in quello che sarà ancora una volta tenendo d’occhio le grandi classiche primaverili nel 2019.

Inizierà quindi la stagione con il Tour de Provence, prima di dirigersi verso i “ciottoli” del Belgio prendendo parte, per la prima volta, anche alla Omloop Het Nieuwsblad all’inizio di marzo. Tornerà quindi a gareggiare alla Parigi-Nizza (lo scorso anno aveva optato per la Tirreno-Adriatico) per poi correre la Milano-Sanremo.

Alla classicissima avrà man forte da Elia Viviani che si giocherà le sue carte in caso di arrivo allo sprint e da Julian Alaphilippe che potrebbe giocarsi le sue carte sul Poggio.

“Non sono più un ragazzino ma c’è sempre da imparare: l’anno scorso ho imparato che devi sempre aver con te una borraccia, anche quando non ne hai bisogno, perché sul pavè possono uscire dal porta-borraccia lasciandoti a secco” ha dichiarato con umiltà Philippe.

Oltre alle Classiche, i principali obiettivi di Gilbert  saranno il Tour de France con la partenza dal Belgio che rende ancor più golosa la corsa francese oltre ai campionati mondiali nello Yorkshire che potrebbe essere una opportunità per bissare il successo di Valkenburg nel 2012.

Alla presentazione del team Gilbert ha parlato del suo futuro:

“tutto sta a Patrick Lefevere e ai risultati dei prossimi mesi, ammetto che mi piacerebbe trovare un accordo con il team per la prossima stagione. Sono fortunato ad essere pagato per la mia passione. Ci sono persone che trascorrono 50 anni facendo un lavoro che non gli piace, non necessariamente guadagnando molto denaro e quindi indipendentemente da tutto noi ciclisti siamo una categoria che non può lamentarsi”.

Gilbert non ha intenzione di smettere di correre

Gilbert: non smetto di correre!

Gilbert nonostante la rottura della rotula di questa estate il veterano della Quick-Step Floors non ha alcuna intenzione di smettere col ciclismo

Gilbert non lascia

Gilbert non lascia

Gilbert, corridore veterano della Quick-Step Floors, ha dichiarato che dopo che si è fratturato la rotula al Tour de France non ha minimamente preso in considerazione l’ipotesi di ritirarsi dal ciclismo professionistico.

La36enne stella del ciclismo belga è tornata due mesi dopovincendo il GP d’Isbergues e ora è impegnato nel sud della Cina al Giro del Guangxi.

“Perché dovrei pensare di smettere? Quando ti piace il tuo lavoro, non c’è motivo di smettere. Quando pensi che sia il momento di fare qualcosa di diverso, allora è solo il momento di smettere ma a me correre in bicicletta piace ancora da matti”

ha dichiarato il belga al sito di informazione ciclistica VeloNews.com

Philippe Gilbert si è schiantato lungo una discesa nella sedicesima tappa del Tour, ha portato a termine la frazione ma si è poi dovuto ritirare ed in tanti hanno dato per finita non solo la sua stagione ma anche la sua carriera.

“Gli incidenti si verificano durante tutto l’anno: a volte hai meno fortuna e ti rompi un osso come è accaduto a me ma ho lavorato duramente per tornare e sono felice di correre di nuovo. Certo ho perso un po’ di smalto ma quest’inverno lavorerò molto per tornare la prossima stagione con la stessa forma”.

Gilbert ha vinto il campionato del mondo nel 2012 sul Cauberg e quest’anno, nonostante l’incidente, ha contribuito alle 71 vittorie della Quick-Step.

“Ci sono molte gare che voglio ancora vincere. E alcuni voglio vincere per una seconda o terza volta, alcune gare sono davvero belle. Voglio provare e fare del mio meglio. Sono orgoglioso del lavoro di squadra che abbiamo svolto, il ciclismo è ancora uno sport in cui lo spirito di squadra è importante e gioca un ruolo nella tattica. A volte sei capitano protetto e in corsa per la vittoria, a volte devi essere tu a proteggere gli altri. Questo è il ciclismo. “

 

Applausi per Quintana, Fischi per Froome

Applausi per Quintana che conquista il Col du Portet

Applausi per Quintana trionfatore al Col du Portet, bene Geraint Thomas padrone della corsa mentre Froome va in crisi e si prende i fischi del pubblico

Applausi per Quintana

Applausi per Quintana

Applausi per Quintana che torna a dare segnali di vita dopo un Tour de France 2018 finora assolutamente anonimo (meglio dello scorso anno ma sempre troppo sottotono). Chi invece non sorride è Chris Froome sempre più lontano dal sogno dell’accoppiata Giro-Tour che viene accolto sul traguardo da bordate di fischi del pubblico francese.

In un Tour assolutamente povero di emozioni ciclistiche (quelle extra ciclistiche non mancano) ecco che ci si avvicina alla nuova frontiera del ciclismo: tappa brevissima on dislivelli molto alti e per giunta con griglia di partenza stile Motomondiale. La maglia gialla è dunque il primo a far girare i pedali seguito dai suoi principali rivali.

La partenza in griglia è scenografica e li si ferma il tutto. Al via non c’è Philippe Gilbert (Quick Step Floors), costretto al ritiro dopo terribile caduta di ieri che potrebbe averli provocato problemi al legamento laterale.

 

Sul Col de Peyresourde prende vantaggio un gruppo di atleti, tra cui l’estone Tanel Kangert (Astana), che dopo aver passato per primo sul GPM viene raggiunto dallo scatenato Julian Alaphilippe che però viene staccato  verso il Val Louron d’Aze.

 

Sull’inedito Col du Portet (HC) dopo il forcing della AG2R  è il momento dei big. Ad attaccare è chi non ti aspetti: il dormiente Nairo Quintata seguito da Daniel Martin (UAE). Lo scatto di Primoz Roglic fa scoppiare il gruppo.

Quintana va ad alzare le braccia al cielo conquistando una vittoria scaccia crisi, alle sue spalle si colloca Daniel Martin. Alle spalle del colombiano parte il tentativo di Tom Dumoulin che viene seguito da Thomas e dai LottoNL-Jumbo Roglic e Kruijswijk mentre Froome va in difficoltà e viene scortato dal giovane Bernal.

Il gallese si prende quattro secondi di abbuono rinforzando la sua posizione di leader della generale, Dumoulin perde qualche metro mentre il kenyano bianco arriva a 1’35” dal vincitore di giornata beccandosi i fischi del pubblico e mettendo a rischio il posto sul podio.

 

Sagan doma Combrelli

Sagan doma Combrelli e fortifica la maglia verde

Sagan doma Combrelli e Gilbert sul traguardo di Quimper nella quinta tappa del Tour de France, Van Avermaet  resta in maglia gialla

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli

Sagan doma Colbrelli come accaduto in occasione della seconda frazione della Grande Boucle il copione si ripete sul traguardo di Quimper. Il Campione del Mondo della Bora-Hansgrohe si impone davanti all’azzurro della Bahrain – Merida e a un ispiratissimo Gilbert.  Prima del via da segnalare i ritiri di Michael Matthews (Sunweb), affetto da problemi gastrointestinali, e Tiesj Benoot (Lotto Soudal), caduto nel corso della  frazione di ieri.

Dopo tre concluse in  volata e una cronosquadre che ha delineato la generale ecco che finalmente il profilo altimetrico della tappa presenta spunti interessanit. Lungo i 205 km della frazione odierna erano, infatti, molti gli strappi impegnativi di cui sei validi per la maglia a Pois.

Tracciato impegnativo e tentativi a ripetizione fin dai primi chilometri di corsa. La fuga giusta vede come protagonisti Toms Skujins (Trek Segafredo), Elie Gesbert (Fortuneo Samsic), Sylvain Chavanel e Lilian Calmejane (Direct Energie), Nicolas Edet (Cofidis), Kevin De Buyst (Lotto Soudal) e Julien Vermote (Dimension Data).

Ai meno trenta chilometri dall’arrivo restano in testa i soli Skuijns, Edet e Calmejane  che vengono ripresi ai meno dieci. Quando il gruppo si ricompatta ci trova l’estone della Direct Energie, Rein Taramae ma senza particolare successo.

La corsa è nervosa ed è il Team Sky a prendere in mano il controllo della gara fino alla flamme rouge quando l’altimetria comincia a salite. A quel punto, non poteva essere altrimenti, partire è Philippe Gilbert della Quick Step Floor seguito dalla maglia gialla Greg Van Avermaet che prova a battagliare per la vittoria ma parte troppo lungo e viene ripreso. La lotta finale è tra Peter Sagan e il bresciano Sonny Colbrelli e ad avere la meglio è il tre volte campione mondiale che conquista il suo secondo successo in questa edizione della Grande Boucle (10 vittorie in Francia per lui).

Terza piazza  per Gilbert, seguito da Alejandro Valverde. La maglia gialla Van Avermaet chiude settimo e mantiene la leadership in generale; nono – ancora una volta in top ten – Andrea Pasqualon (Wanty – Groupe Gobert), seguito da Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Tom Skujins indossa la maglia di leader della classifica della montagna ed è il primo lettone a farlo nella storia del Giro di Francia, “non era l’obiettivo di giornata ne de Tour ma è una grandissima soddisfazione” ha dichiarato il corridore della Trek Segafredo.

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre

Niki Terpstra conquista il Fiandre con una grande azione

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre con una azione ai meno 27 km dal traguardo rispondendo ad un attacco del nostro Vincenzo Nibali

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre, l’olandese della Quick-Step Floors è uscito dal gruppo dei migliori a 27 km dal traguardo. La miccia è stata accesa da un grintoso Vincenzo Nibali che ha provato ad attaccare. Niki ha poi staccato il corridore l siciliano della Bahrain-Merida e sull’Oude-Kwaremont (ai meno 18 dall’arrivo) ha raggiunto  tre corridori che erano in avanscoperta: Dylan Van Baarle (Sky), Sebastian Langeveld (EF Education First-Drapac) e Mads Pedersen (Trek-Segafredo)

In cima al Paterberg, ultimo muro di giornata ai -14 chilometri dall’arrivo ci ha provato Peter Sagan che è uscito dal drappello dei migliori per cercare di riportarsi sui battistrada ma nemmeno il tre volte Campione del Mondo è riuscito a raggiungere la testa della corsa (in quel momento il distacco era superiore ai trenta secondi).

Per Niki il Giro delle Fiandre si somma  alla conquista della  Parigi-Roubaix del 2014 in un palmarès che diventa di gran rilievo, e che la scorsa settimana si era arricchito della E3 di Harelbeke.

Il secondo posto di giornata è stato conquistato dal giovane danese Pedersen, che è riuscito a respingere il ritorno del gruppetto, chiudendo a 12″ da Niki Terpstra. Terza piazza per Philippe Gilbert (Quick-Step) che ha preceduto  Michael Valgren (Astana) centrando poi il podio a 16″, mentre il danese ha chiuso quarto a 19″. A 24″ il gruppetto con Greg Van Avermaet (BMC) che ha vinto la volata per il quinto posto su Sagan, Jasper Stuyven (Trek), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Véranda’s Willems-Crelan) e Zdenek Stybar (Quick-Step).

 

Tutti contro Froome? Non dovrebbe correre!

Tutti contro Froome? Il britannico smentisce, eppure…

Tutti contro Froome? Froome contro tutti? A sentire le parole si Naesen, Gilbert e Wellens le parole del britannico non rispecchiano la verità

Tutti contro Froome

Tutti contro Froome

Tutti contro Froome, non è il piano del prossimo  Tour de France ma l’attualità che si prospetta durante la Vuelta Andalucia. Dopo le tante parole che si sono spese in questi ultimi due mesi è arrivato il momento del ritorno alle gare per il kenyano bianco. I tanti e lunghi allenamenti a cui si è sottoposto Chris Froome pare non abbiano dato dei frutti immediati almeno a giudicare dalle sue prime pedalate iberiche.

Chris Froome non è apparso per nulla brillante e non ha nascosto di non essere ancora in forma: “Non mi sento assolutamente bene, ovviamente è solo la prima corsa per me e sono comunque abbastanza contento. E’ giusto che il team sia al servizio di Poels”. Il britannico si è poi espresso sul modo in cui i colleghi l’hanno accolto:  “E’ stato bello vedere quanto sostegno ho in mezzo al gruppo, è stato molto toccante” ha raccontato Froome al termine della prima tappa della Vuelta Andalucia”. Ma è proprio così?

Tutti contro Froome? Naesen e Gilbert: ‘Non dovrebbe correre’

Tutto bello? Tutto come da programmi? Non sembra proprio che le parole del capitano del Team Sky corrispondano alla realtà. Nessuno si aspettava un Froome in versione Tour-Vuelta ma sicuramente per fugare i dubbi ci si attendava un Chris più combattivo.

Per ciò che concerne, invece, l’accoglienza in gruppo. Non pare proprio che i colleghi siano felici della sua presenza.  “Froome non dovrebbe correre fino a quando non ci sarà una sentenza, che sia positiva o negativa” ha dichiarato all’emittente Tv Sporza il campione del Belgio Oliver Naesen, impegnato alla Vuelta Andalucia. “Non si può considerare una cosa normale, è una brutta situazione per il ciclismo e per la sua credibilità” ha rincarato la dose il corridore della AG2R.

Sulla stessa lunghezza d’onda ecco  Tim Wellens, altro corridore impegnato in Andalucia: “Io non avrei iniziato a correre fino al verdetto, non mi sentirei a mio agio al suo posto”. Durissimo anche Philippe Gilbert. “Penso che sia un grosso errore, per rispetto verso gli altri corridori dovrebbe astenersi dal correre” ha dichiarato il vincitore dell’ultimo Giro delle Fiandre.

Insomma sembra che si sia a unTutti contro Froome e un Froome contro tutti, staremo a vedere se l’UCI prenderà finalmente posizione sulla vicenda della positività al salbutamolo.

Luis Leon Sanchez conquista la Vuelta a Murcia

Luis Leon Sanchez batte Valverde e conquista la Vuelta a Murcia

Luis Leon Sanchez batte Alejandro Valverde e conquista la Vuelta a Murcia mentre Philippe Gilbert ha completato il podio

Luis Leon Sanchez

Luis Leon Sanchez

Luis Leon Sanchez vince la Vuelta a Murcia 2018 in una lotta tra spagnoli con Alejandro Valverde ottenendo la rivincita della Volta a la Comunitat Valenciana. Nel finale, però, Valverde è sembrato poco motivato per andare a riprendere l’amico-rivale A completare il podio è arrivato Philippe Gilbert (Quick-Step Floors), partito nelle prime fasi di corsa con gli attaccanti della prima ora mentre il nostro Matteo Trentin (Mitchelton-Scott) conclude la prova in quarta posizione.

I due iberici sono scappati in coppia dopo il Collado Bermejo e insieme sono arrivati a contendersi il successo. Il corridore dell’Astana ha attaccato a meno di un chilometro dal traguardo riuscendo a staccare il collega quel tanto che è bastato per presentarsi sul traguardo di Murcia con un leggero margine di vantaggio e vincere per la prima volta in carriera la gara di casa.

Raggiante al traguardo Luis Leon Sanchez: “È stato un giorno di festa per il ciclismo murciano – commenta dopo l’arrivo – Non poteva esserci finale migliore che giocarcela noi due. In ogni caso oggi ha vinto il ciclismo, anche se avesse vinto lui . Nel finale eravamo in due, sapevo che dovevo tentare qualcosa e mi è andata bene. Sapevo che Alejandro stava bene e che in volata non avrei avuto possibilità, quindi non potevo fare diversamente”.