Donald Trump lo starter di Lance Armstrong

Donald Trump fu uno dei motivi per cui Lance divenne un pro!

Donald Trump e Lance Armstrong, ecco come la storia del presidente degli Stati Uniti e quella del Texano si intrecciarono nel 1989 al Tour de Trump

Donald Trump e Lance Armstrong

Donald Trump e Lance Armstrong

Donald Trump e Lance Armstrong due personaggi assolutamente controversi e molto, molto americani nei modi e nei fatti, hanno intrecciato le loro esistenze nel 1989.

Il Tour de Trump viene corso per la prima volta nel 1989. Parte da Albany, nello stato di New York, termina ad Atlantic City proprio sotto il casinò di proprietà di The Donald. La corsa presenta 10 tappe, un arrivo in salito e una cronometro finale. Che la nascente corsa americana non sarà una gara come tutte le altre lo si capisce fin da subito. Trump, da sempre istrionico ed egocentrico, impone un montepremi da capogiro di poco inferiore a quello offerto dal Tour de France: 250mila dollari in totale di cui 50 destinati al vincitore finale.

Il ricco bottino e la vetrina americana attirano un parterre de roy: ci sono Greg LeMond, che a luglio aveva vinto la sua seconda Grande Boucle, Andrew Hampsten, che l’anno prima aveva fatto suo il Giro, Steve Bauer, secondo alla Parigi-Roubaix ad aprile, Davis Phinney, Olaf Ludwig, Viatcheslav Ekimov, capitano della nazionale dell’Unione Sovietica, Eric Vanderaerden, vincitore del Fiandre del 1985 e della Roubaix del 1987 e 137 gare in carriera. In tanti evitano di prendere il via alla Vuelta Espana per essere ai nastri di partenza del Tour de Trump.

A imporsi nella prima edizione è Dag-Otto Lauritzen, norvegese, energumeno in forza alla 7-Eleven, la squadra di casa.

“Gli ho messo il mio nome perché credo che abbia un grande futuro e credo che mi basteranno pochi anni per farlo diventare più importante del Tour de France”, dirà il tycoon americano ed in effetti la prima edizione è un vero e proprio successone. Trump investe 800 mila dollari per promuovere l’evento e riesce a fare  notevoli margine tra diritti tv e sponsorizzazioni.

Donald Trump e Lance Armstrong

E’ il 1989 e tra i grattacieli, le spiagge e i casinò di Atlantic City c’è anche un giovanissimo Lance Armstrong che è presente alla prima corsa americana grazie a un viaggio vinto in una gara di triathlon che ha conquistato qualche mese prima. Ed è in quella occasione che il texano decide che un giorno sul palco del vincitore ci sarebbe stato lui. Lui da sempre sicuro di se lo capisce quel giorno che i lustrini e i baci delle miss, i soldi e la popolarità sono cibo per il suo ego. Ha solo 18 anni Lance ma ha già una autostima smisurata, una rabbia (come si evince dalle pagine del libro The Fall) e una voglia di emergere che lo porteranno a fare il “patto col diavolo” del doping appena pochi anni dopo quel giorno.

La bicicletta negli anni Ottanta in America è soprattutto offroad ma nel 1986 era stato  Greg LeMond a far conoscere “l’asfalto” agli amanti delle due ruote a stelle e strisce conquistando il Tour de France. Due anni dopo Andrew Hampsten aveva fatto lo stesso al Giro d’Italia e Donald Trup aveva fiutato l’affare.

La corse ha una seconda trionfale edizione nel 1990 ed è ancora spettacolare e piena di successo. Quella seconda edizione però è l’ultima con il marchio di Donald Trump infatti nel 1991 l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America è sull’orlo del fallimento per una serie di investimenti errati tra cui quella del casinò Taj Mahal con sede sempre ad Atlantic City finanziato a suon di bond spazzatura.

L’addio della sponsorizzazioni di The Donald rischia di far chiudere i battenti alla corsa ma l’ingresso nella batteria di sponsor del colosso DuPont riesce a salvare la manifestazione. Quella del 1996 è l’ultimo anno in cui si disputa la corsa americana e, come per il 1995, a vincere è il Campione del Mondo di Oslo, Lance Armstrong. Un giovane talento texano adatto alle corse di un giorno. Come è andata il resto della carriera di Lance lo sappiamo tutti piuttosto bene (purtroppo) ma possiamo dire che proprio l’incontro tra Trump fu lo starter per la sua carriera da rollercoaster.

“Capii di voler diventare il numero uno nel ciclismo al Tour de Trump del 1989, per questo le vittorie del 1995 e del 1996 del Tour DuPont non furono due vittorie come le altre”, disse il corridore nel 2002 al Newsweek. Proprio al termine del Tour DuPont 1996 la prima parte della vita sportiva di Lance termino. Gli venne diagnosticato il tumore ai testicoli, rischiò di morire e torno per vincere i sette famosi (tristemente famosi) Tour de France.

 

 

 

 

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