Emma Pooley batte il record di Everesting

Emma Pooley batte di 15 minuti il record di Everesting

Emma Pooley batte di oltre 15 minuti il record di Everesting femminile: ha completato 10 ripetizioni della salita di Haggenegg in Svizzera in 8 ore e 53

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley (fonte sito ufficiale)

Emma Pooley, ex campionessa mondiale ora ritiratasi, ha stabilito il nuovo record mondiale di Everesting femminile.  La Pooley è la prima donna a finire gli 8.848 metri di arrampicata in meno di nove ore dopo aver completato dieci scalate a Haggenegg in Svizzera con l’incredibile tempo di 8 ore e 53 minuti.

“È stato sia terribile che fantastico. A volte contemporaneamente” ha scitto Emma sul proprio profilo

Recentemente si stanno susseguendo i record delle donne dell’Everesting Challenge: c’è stato quello di Katie Hall lungo la salita di Bonny Doon fuori Santa Cruz (10 ore e un minuto) superato poi da quello di Lauren De Crescenzo sull’ascesa di Hogpen Gap in Georgia  (9 ore e 57 minuti) a sua volta battuta, a pochi giorni di distanza, da Hannah Rhodes-Patterson sul lato corto del Kirkstone Pass nel Lake District a Penrith, nel Regno Unito (9 ore e otto minuti).

“stavo per vomitare, ma è stata una giornata gloriosa, mi è davvero piaciuta” ha commentato su Strada la Pooley dopo aver compiuto le ripetizioni dell’Haggenegg 8 di (6,7 km con una pendenza media del 13%).

“Se dovessi ripetere questa impresa la organizzerei in modo diverso, credo di aver fatto delle scelte sbagliate come aver avuto dei rapporti non sufficienti o aver scelto una salita totalmente esposta al sole e con discesa piena di angoli ciechi, ghiaia e erba. Proprio nel giorno della prova un agricoltore ha deciso di raccogliere il fieno ed insieme a me, a scalare la montagna, c’era un trattore. Dopo la quinta ascesa mi sono trovata a corto di cibo e acqua e poi i tafani… per loro ero come una calamita. Insomma tante cose storte ma una giornata incredibile e in cui ho sfidato i miei stessi limiti” ha spiegato l’ex campionessa mondiale.

Pooley ha detto che farà una donazione al centro di cura per anziani in memoria di Sharon Laws, l’ex campione britannico morto nel 2017 dopo aver combattuto il cancro.

 

 

 

 

Intervista a Elena Pirrone pronta per la Ciclismoweb Crono Challenge

Intervista a Elena Pirrone sui prossimi programmi

Intervista a Elena Pirrone 21enne bolzanina  della  Valcar – Travel & Service in cui racconta i suoi programmi per il 2020

Elena Pirrone

Elena Pirrone

Si avvicina la data della ripartenza e la due volte campionessa del mondo junior Elena Pirrone non nasconde la sua voglia di ripresa. Una ripresa che avverrà sabato 11 luglio con la Ciclismoweb Crono Challenge.
“Questo è un primo passo verso il ritorno alle gare” esordisce la 21enne bolzanina in maglia Valcar – Travel & Service da luglio 2019 “è un buon test per partire e prendere le misure con la nuova stagione”.

Quali altre gare o obiettivi ti poni per questo 2020?

“Mi affascina l’idea di correre le Strade Bianche, sicuramente mi piacerebbe fare bene al Giro Rosa e tutta la stagione delle Ardenne con Liegi-Bastogne – Liegi, Amstel Gold Race e Freccia Vallone con la speranza di essere convocata ai vari campionati europei e mondiali. L’importante è che si possa tornare a correre presto dopo il periodo difficile che abbiamo passato”.

Lo speriamo davvero, Elena. Come hai vissuto i mesi del lockdown?

“Sono stati mesi difficili, perché mi sono ammalata e ho avuto una bruttissima influenza. Non era Covid-19, perché ho fatto tutti vari test e sono risultata negativa, ma è sono stata comunque costretta a 5 settimane di stop e, di fatto, non mi sono allenata. Fortunatamente piano piano mi sono ripresa e nelle ultime settimane del lockdown sono stata decisamente meglio, sono tornata ad allenarmi e ora sono molto fiduciosa. Sai, vivere chiusa in casa era difficile, con questa influenza poi lo è stato di più. Decisamente demotivante”.

Ma ora come stai?

“Meglio, molto meglio. La gamba sta tornando, mi sento ogni giorno sempre più in forma, sto lavorando molto duramente per arrivare pronta all’inizio delle gare. Ho sensazioni positive. Mi sento più forte dello scorso anno, riesco a spingere un rapporto più duro e sto ritrovando anche il mio peso forma”.

Quanto ti ha aiutato e ti sta aiutando l’essere in una squadra come la Valcar – Travel & Service?

“Tanto. Qui c’è un un’ambiente famigliare, ma professionale, un mix di competenza e di contatto umano che aiuta le giovani atlete a crescere senza pressioni. Questo ti permette di sviluppare le tue capacità in modo graduale. E poi l’ambiente è ottimo. Valentino Villa, il presidente, e il mio d.s Davide Arzeni si sono sempre molto interessati a me e poi il rapporto con le compagne di squadra è speciale. Tutte sono sempre molto disponibili nell’aiutare e darmi buoni consigli”.
Direi che tutto questo è molto bello. Questo spirito di squadra si è sentito anche durante il lockdown?

“Sì, assolutamente. La Valcar – Travel & Service è una squadra di Bergamo con sponsor bergamaschi. Sappiamo cosa ha significato essere di Bergamo nei mesi scorsi. Ero preoccupata per le mie compagne di squadra perché molte di loro sono lombarde, ma adesso m ipiace pensare che il nostro riprendere le gare possa essere un messaggio di speranza importante per tutti”.

Un’ultima cosa, Elena. A proposito di ripresa, Che ne pensi di questo calendario e più in generale di come si sia mossa l’UCI in questo periodo?

“Premettendo che la situazione non è per niente facile e che le decisioni da prendere sono molto complicate e per ogni cosa bisogna pensarci non una, ma sette volte, non c’è nessun commento negativo su quanto si sta facendo per la ripresa dell’attività. La situazione è difficile. Il calendario così compresso è molto tosto, molte gare si sovrappongono, come ad esempio la gara conclusiva in Cina con la Parigi-Roubaix e i tempi di recupero tra una gara all’altra saranno molto brevi. Sarà un’esperienza nuova, é difficile affrontare una stagione così. Ma questo calendario è meglio che niente, direi che è stato studiato bene e sono contenta che tutte le gare più importanti non si siano perse.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Intervista a Silvia Pollicini, sono una donna squadra

Intervista a Silvia Pollicini. Il mio segreto? Essere donna squadra

Silvia Pollicini intervista alla atleta di Cunardo in forza alla  Valcar-Travel & Service: il mio segreto? Essere una donna squadra

Silvia Pollicini

Silvia Pollicini

Ci sono atlete per le quali le cronache delle gare raramente dispensano parole. Atlete protagoniste di un lavoro oscuro fatto di fatica, di sacrificio e di raccordo tra le compagne di squadra.
Una di queste è Silvia Pollicini, 21 anni, “varesotta e non varesina”, precisa ridendo. Arriva da Cunardo, è al quarto anno di professionismo e – altrettanto ridendo – si definisce ‘gregaria’. Ma in realtà c’è di più, molto di più. Laureata durante il lockdown in Economia Aziendale con tesi su sport e professionismo dove ha utilizzato anche la propria squadra – la Valcar-Travel & Service – come oggetto di studio, Silvia ha una visione a 360° gradi sul futuro (e sul presente) di questo sport.

“Sono convinta di essere nel massimo picco di una curva esponenziale che sta lanciando il ciclismo femminile a livelli altissimi. Negli ultimi quattro anni grazie all’abbinamento con tante gare maschili World Tour il ciclismo femminile è cresciuto in popolarità e visibilità come mai prima d’ora. Anche se forse si sono fatti ‘i conti senza l’oste’ per quanto riguarda le nuove regole”.

In che senso?

“Forse le regole del World Tour faranno una selezione del mercato per le quali molte squadre potrebbero essere tagliate fuori sia in Italia come all’estero. Ma speriamo che non vada così”.

In questo l’emergenza coronavirus non ha aiutato. Ora però si riparte: come stai vivendo questo momento?

“Spero che sia tutto vero, nel senso che finché non sarò sul nastro di partenza, non ci ‘crederò’. Tornare a correre è essenziale. Questo è il nostro lavoro, questa è la nostra passione, questo è ciò che ci rende felici”.

Come hai vissuto e stai vivendo questi mesi?

“Durante il lockdown è stato un trauma, perché fare ciclomulino per cinque settimane senza obiettivi è stata dura per tutte. Ma sai com’è che si dice… ‘quando la vita ti dà limoni, fatti una limonata’. Ho approfittato di questo periodo per ritornare in forma dopo l’infortunio dello scorso anno, ho fatto tanta palestra, ho lavorato sulla massa muscolare e adesso si vedono i risultati. Durante il ritiro di Livigno ho avuto buone sensazioni, abbiamo fatto dei carichi di lavoro e ci ha fatto bene anche a livello mentale per ricaricarci”.

Sai già quando ricomincerai a correre?

“Sarò in Spagna a fine luglio e spero che il lavoro di questi tre mesi si possa vedere. Vorrei tornare a essere la ‘Polly’ di sempre, là davanti a ‘menare’ per le mie compagne di squadra”.

Che tipo di atleta sei, Silvia?

“Sono una gregaria, do’ il 110% per la squadra, mi piace collaborare e costruire le basi per un piazzamento delle mie compagne di squadra. Fare questo mi riempie di gioia e mi piacerebbe tornare a farlo nel migliore dei modi. Mi piace essere una donna squadra: vado d’accordo con tutti, mi piace lavorare per tenere unito il gruppo e mi piace l’idea di far tornare a brillare presto le nostre maglie sulle strade di tutto il mondo”.

Una donna squadra dentro e fuori dalla gara. Tua è stata anche l’idea di quel video promozionale su IGTV durante il lockdown dove tu e le tue compagne di squadra mostravate tutti i prodotti di cui siete testimonial…

“Sì, è stata un’idea che ci è venuta guardando un video su TikTok. Ci siamo divertite nel farlo e immagino che anche i nostri sponsor siano stati contenti”.

Sicuramente, visto il numero di visualizzazioni. Insomma, ti dai da fare dentro e fuori il ciclismo…

“Sì, è essenziale. Adesso probabilmente mi iscriverò a Scienze della Comunicazione, vorrei completare la mia formazione scolastica. Non ho voglia di perdere tempo e rimettermi a studiare quando finirà la mia carriera agonistica a 28-30 anni. Meglio farlo adesso”.

Beh, se farai Scienze della Comunicazione diventeremo colleghi…

“Qualcosa già faccio. Ad esempio, ho iniziato a collaborare con un giornale locale di Varese. Sai, sono l’unica varesotta nel World Tour e penso che la mia testimonianza di ‘ragazza normale’ che può comunque farcela a stare in una squadra come la Valcar – Travel & Service possa essere di ispirazione per le giovani ragazze che provano a fare questo sport. Quando ero più giovane uno dei miei idoli sportivi era Valentina Carretta perché, benché fosse meno conosciuta rispetto ad altre atlete, era una ragazza della mia provincia. Era un esempio concreto e molto vicino di come una giovane ragazza che si approccia al mondo del ciclismo possa avere una buona carriera tra le professioniste”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Ilaria Sanguineti, “Sono pronta per il rientro in Spagna”

Ilaria Sanguineti, “Sono pronta per il rientro in Spagna”

Ilaria Sanguineti della Valcar-Travel & Service è pronta per vivere una stagione che rappresenta un fondamentale spartiacque della sua carriera

Ilaria Sanguineti

Dopo due anni in maglia Valcar-Travel & Service (e altrettanti quando era ancora una junior) Ilaria Sanguineti si appresta a vivere una stagione spartiacque della sua carriera. Sì, perché il finale del 2019 è stato di ottima qualità con tanto lavoro al servizio delle compagne più veloci, ma anche con risultati personali di tutto rispetto tra cui spicca il bronzo conquistato ai campionati italiani su strada.

Ilaria, lo scorso anno hai alzato il tuo livello. Ora a 26 anni ti trovi nel pieno della tua carriera agonistica. Come ti senti?

“Mi sento in forma, sono in ritiro in Livigno con le mie compagne di squadra per preparare la ripartenza delle corse. Ci stiamo allenando tanto, fisicamente sto bene, mentalmente sto benissimo, il gruppo è bellissimo: non sono mai stata così bene, non vedo l’ora di ripartire”.

Sentirti così mi fa piacere, Ilaria. In che cosa ti senti migliorata?

“Nella mia tenuta in salita. Sai, negli scorsi anni quando vedevo la strada salire era quasi come se inconsciamente ‘non avessi voglia’. Ora invece è tutta un’altra cosa. Affronto gli allenamenti con un altro spirito, sto tenendo d’occhio maggiormente l’alimentazione e i risultati si stanno vedendo. La mia tenuta in salita era il mio punto debole e ora sento di stare migliorando”.

Beh, non vedo l’ora di vederti in azione, quindi. Quanto conta l’essere nell’ambiente giusto per provare a migliorarsi?

“Tantissimo. A livello personale sto vivendo un periodo felice, il nostro gruppo è bellissimo e quando hai le persone giuste vicino è tutto più facile”.

Anche durante il lockdown hai avuto queste sensazioni?

“Sì, è stato un periodo duro, ma con le compagne di squadra organizzavamo delle pedalate virtuali, ci sentivamo spesso al telefono, abbiamo fatto tante gare virtuali molto dispendiose e fortunatamente la condizione non è andata del tutto in fumo. Poi sì, è stato difficile, senza dubbio. Ho fatto la quarantena in Lombardia e sappiamo quello che è successo in questa regione. Personalmente stavo bene perché quando trascorri il lockdown con la persona giusta, diventa più semplice. Ma di certo dopo un po’, fare divano e rulli, divano e rulli, divano e rulli senza sapere nemmeno se e come tornavamo a correre, non è stato uno scherzo”.

E finalmente il giorno del rientro si avvicina. Sai già quando ricomincerai?

“Rientro il 23 luglio in Spagna. Poi ci saranno le Strade Bianche al 1° agosto”.

Quali aspettative hai?

“Come detto, mi sento bene. Credo di poter tenere meglio in salita. Probabilmente all’inizio farò comunque fatica, perché di solito ci impiego un po’ di tempo prima di ritrovare il ritmo gara”.

C’è qualche gara del calendario che ti affascina particolarmente?

“La Course by Le Tour de France perché quest’anno verrà disputata a Nizza, vicino a casa mia (Ilaria è di Ventimiglia, ndr). Il percorso dovrebbe essere adatto alle mie caratteristiche e sarà bellissimo correre sapendo che tutti i miei amici potranno essere lì a vedermi. E poi c’è la Parigi – Roubaix femminile. Sapere di poter ripartire e correre era già stata una bella notizia, l’aver appreso addirittura che quest’anno in calendario ci sarà per la prima volta una corsa così affascinante, è un qualcosa di bellissimo”.

A proposito di calendario, che ne pensi del lavoro fatto dall’UCI per la ripresa?

“Faremo tutte le corse più belle, quindi direi che sarà un calendario molto valido. Certo, è un calendario molto compresso, ma questo non mi cambia molto, perché da anni sono abituata a correre tante gare. E poi abbiamo la fortuna di essere in 12: tutte non potranno fare tutte le corse e potremo alternarci”.

Un’ultima cosa, Ilaria. Hai 26 anni, sei nel pieno della tua carriera e sei in questo mondo da tanti anni. Quanto è cambiato il movimento del ciclismo femminile?

“Guarda, corro dal 2013 e di cambiamenti ne ho visti parecchi. Pensa che all’epoca non c’erano gare abbinate alle corse maschili. C’era solo il Fiandre e qualche altra corsa. Era più difficile essere viste dal grande pubblico. Ora lo scenario è cambiato. Sono sicura che tra qualche anno sarà ancora meglio grazie al lavoro collettivo di tutti, di squadre, organizzatori, federazioni e delle molte associazioni che sono nate per una migliore tutela delle atlete. Credo che la strada imboccata sia quella giusta”.

Intervista a Miriam Vece della Valcar

Intervista a Miriam Vece della Valcar – Travel & Service

Intervista a Miriam Vece pistard della Valcar – Travel & Service che ha vinto il bronzo al mondiale prima del lockdown.

Miriam Vece

Miriam Vece

L’intervista. La pistard della Valcar – Travel & Service Miriam Vece è pronta al rientro a Fiorenzuola d’Arda

Miriam Vece ha fatto sognare tutti gli appassionati di pista, quando ai mondiali di Berlino dello scorso febbraio vinse un bronzo nei 500 metri che lasciava supporre la possibilità di andare a medaglia anche alle Olimpiadi di Tokyo. Ma l’emergenza sanitaria causata del covid-19 ha stravolto i piani di un’atleta che veste la maglia fucsia Valcar – Travel & Service sin da quando era esordiente 1°anno e che in questa chiacchierata ci racconta sogni e speranze per il futuro.

“Il mondiali di Berlino sono stati il momento più bello e inaspettato della mia carriera” ha raccontato la classe 1997 Miriam Vece “sapevo di andare forte e di essere migliorata, ma mai avrei pensato di salire sul podio e battere atlete che negli anni scorsi avevano vinto diversi titoli mondiali”.

Un momento magico prima di quel maledetto lockdown. Come hai vissuto quelle settimane chiuse in casa?

“Allenarsi senza un obiettivo e senza avere notizie sul se e sul come si fosse ripreso a correre è stato sicuramente difficile. Ho trascorso le settimane di lockdown in casa con la mia famiglia e questo ha aiutato a livello emotivo. Ogni giorno mi sono allenata con il ciclomulino e con i rulli e con i pesi ho lavorato come se fossi stata in palestra”.

Ora invece la situazione è migliorata?

“Sì, senza dubbio. Non sappiamo ancora con certezza se ci sarà l’europeo a novembre, ma finalmente abbiamo le prime date e, come detto, allenarsi con un obiettivo è tutta un’altra cosa”.

Quando e dove tornerai in pista?

“Tornerò a gareggiare in Italia a Fiorenzuola d’Arda il 3 e 4 agosto, mentre sarò ad Ascoli dal 7 al 9”.

Ritornando a parlare di allenamento, tu sei l’unica italiana che si prepara nel centro internazionale UCI ad Aigle. Tornerai in Svizzera per prepararti?

“Sì, con ogni probabilità tra una decina di giorni tornerò ad Aigle in quella che io considero una sorta di terza famiglia”.

Una terza famiglia?

“La mia prima famiglia è la mia famiglia vera, naturalmente, la seconda famiglia è quella della mia squadra – la Valcar – Travel & Service e sì, là in Svizzera c’è la mia terza famiglia. All’inizio è stata dura ambientarmi in un contesto così diverso, poi è diventato man mano tutto più facile e conto di tornarci presto”.

Come è cambiato – se è cambiato – il rapporto con le tue compagne di squadra della Valcar – Travel & Service durante il lockdown?

“Sai, facendo queste discipline così specifiche in pista, di fatto non vedo quasi mai le mie compagne di squadra. Però ci sentiamo sempre via messaggio, ci raccontiamo le cose che ci succedono e rimaniamo sempre aggiornate. La squadra non mi fa mai mancare nulla e questa è una cosa molto positiva per me. Ora siamo tornate ad allenarci anche a Montichiari e finalmente ci siamo riviste dopo tanto tempo”.

Quanto mi dispiace non averti potuta vedere alle Olimpiadi quest’anno, Miriam… Eppure pensavo che forse gareggiare nel 2021 anziché nel 2020 potrebbe essere un vantaggio.

“In linea di massima potrebbe essere un vantaggio per tutte le atlete più giovani che, avendo un anno di tempo in più per prepararsi e crescere, dovrebbero accorciare il gap con quelle più mature che talvolta, come è successo all’australiana Amy Cure, hanno addirittura annunciato il ritiro in questi giorni.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Jade Teolisuna stagista francese per l’Astana Woman

Jade Teolis all’Astana Woman

Jade Teolis, 18enne ciclista francese, farà esperienza pedalando come stagista accanto alle atlete dell’Astana Women’s Team

Tutto lo staff dell’Astana Women’s Team è attualmente al lavoro per organizzare la ripartenza della stagione che, se tutto andrà bene, avverrà in Italia sabato 1° agosto con la Strade Bianche. Per la seconda parte di questo particolarissimo 2020 ci sarà spazio anche per una novità nell’organico: la giovanissima francese Jade Teolis si unirà infatti alla squadra in qualità di stagista a partire dal 1° di agosto. Atleta classe 2002, Teolis ha da poco concluso la scuola e si appresta ad iniziare l’università: attualmente è al suo secondo anno nella categoria juniores ed è nel giro della Nazionale Francese grazie anche alle qualità messe in mostra nelle prove a cronometro che non sono passate inosservate ai direttori sportivi dell’Astana Women’s Team.

Il calendario dell’attività juniores è stato profondamente stravolto a causa della crisi sanitaria e questo accordo servirà anche a Jade Teolis per recuperare un po’ delle tante occasioni perse negli ultimi mesi per fare esperienza: la 18enne francese avrà l’opportunità di allenarsi in Italia assieme alle atlete dell’Astana Women’s Team e sotto la supervisione dello staff tecnico, inoltre compatibilmente con i regolamenti internazionali, per lei ci sarà anche spazio in qualche gara élite per iniziare a testarsi senza pressioni anche ad un livello superiore.

«È un onore avere l’opportunità di correre con questa maglia – ha dichiarato Jade Teolis – ma anche con atlete forti e uno staff che ha esperienza, è davvero motivante. Ammiro tutto il team, la loro coesione e il loro successo nelle gare internazionali. Penso di poter imparare da ognuna delle atlete dell’Astana».

FONTE COMUNICATO STAMPA

Ursa Pintar campionessa nazionale slovena

Ursa Pintar conquista il titolo nazionale sloveno

Ursa Pintar della Alé BTC Ljubljana conquista il titolo nazionale di Slovenia sul traguardo di Ambroz Pod Krvavcem

Grande prova delle atlete di Alé BTC Ljubljana alla prova unica valida per il titolo nazionale di Slovenia. La prova, con traguardo in salita ad Ambroz Pod Krvavcem dopo 68 km, è stata vinta dalla portacolori #YellowFluoOrange al termine di un duello con Spela Kern. Le atlete hanno distanziato nettamente tutte le altre contendenti, incluse Urska Zigart, che ha ottenuto la medaglia di bronzo, ed Eugenia Bujak. La campionessa uscente è arrivata al quarto posto, cedendo lo scettro alla compagna di squadra che ottiene così il sesto titolo nazionale elite in carriera.

Il duello tra Ursa Pintar e Spela Kern si è deciso solo nel finale della corsa e sotto la pioggia, dove l’atleta di Alé BTC Ljubljana è riuscita a staccare l’avversaria giungendo in perfetta solitaria con 14” di vantaggio.

TOP 5 CAMPIONATO NAZIONALE SLOVENO:

1. Ursa PINTAR
2. Spela Kern
3. Urska BRAVEC
4. Eugenia BUJAK
5. Blaza Pintaric

FONTE COMUNICATO STAMPA

Hájková torna alle corse alla Techniserv Cup 2020

Hájková torna alla Techniserv Cup 2020

Hájková atleta ventenne inaugura il rientro alle gare di BePink partecipando alla due giorni in Repubblica Ceca

Markéta Hájková alla Cadel Evans Great Ocean Road Race (credit: Anton Vos/Cor Vos)

Markéta Hájková alla Cadel Evans Great Ocean Road Race (credit: Anton Vos/Cor Vos)

Dopo la brutta caduta patita a inizio anno in Australia e lo stop dello sport professionistico determinato dall’emergenza sanitaria, Markéta Hájková torna alle corse firmando, quindi, il primo rientro in gruppo di BePink.

La ventenne della Repubblica Ceca oggi e domani sarà impegnata sulle strade del suo Paese, dove è già stato dato il via libera per la ripresa delle competizioni ciclistiche, alla Techniserv Cup 2020.

La prova, articolata in due giornate, si aprirà con un criterium che da Bělkovice porterà a Lašťany formato da 27 giri di un circuito della lunghezza di 1,3 km.

Domenica andrà in scena, invece, la “Haná laps” nella località di Čechovice (9 giri di 9,7 km ciascuno).

Intanto, in attesa di tornare a correre anche loro, le altre atlete di BePink stanno proseguendo con gli allenamenti e con mini ritiri collegiali, in modo da farsi trovare pronte al riavvio di quella che sarà una “nuova” e attesissima stagione.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA

Tatiana Guderzo: il casco ti salva la vita!

Tatiana Guderzo salva grazie al casco

Tatiana Guderzo vittima di una terribile caduta alla Cadel Evans Great Ocean Road Race si è salvata la vita grazie al casco e lo ricorda sui social

Tatiana Guderzo il post su Facebook

Tatiana Guderzo il post su Facebook

Tatiana Guderzo ora può scherzarci sopra, una terribile caduta alla Cadel Evans Great Ocean Road Race gara d’apertura dell’Uci Women’s World Tour ha lasciato non pochi segni sul suo corpo e soprattutto sul viso ma la ciclista di Marostica può fortunatamente scherzare sull’accadimento che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

La campionessa del mondo 2009 è riuscita a limitare i danni grazie al casco che ha protetto la testa dallo spaventoso impatto con l’asfalto e il suo viso è la testimonianza lampante della durezza della caduta.

Ora l’atleta della Alè BTC Ljubljana può scherzare sulla disavventura ma il messaggio che vuole mandare ai tanti fans del ciclismo è chiaro e importantissimo. Attraverso i suoi canali social, infatti, Tatiana Gauderzo ha postato il suo messaggio:

 “Tutto ok qui a Geelong, mi hanno detto che l’asfalto è messo peggio della mia faccia e anche della mia bici. Il casco ti salva la vita…e la vita è fatta di attimi… grazie a @rudyproject @alecipolliniteam“.

La Guderzo ha ricevuto la visita di Cadel Evans, campione del mondo anche lui nel 2009 a Mendrisio, che ha portato i suoi omaggi alla sfortunata ciclista italiana.

Il quadro clinico non è preoccupante e a breve Tatiana sarà pronta per tornare a gareggiare ma, come ha detto la stessa atleta, la vita è fatta di attimi ed è un attimo per rovinarsi la vita.

METTETE SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE IL CASCO!

Anna van der Breggen occhio alle olimpiadi

Anna van der Breggen “Sono motivatissima”

Anna van der Breggen alle Olimpiadi di Tokyo 2020 proverà a conquistare la medaglia d’oro già vinta a Rio 2016

Anna van der Breggen (FONTE PAGINA TWITTER)

Anna van der Breggen (FONTE PAGINA TWITTER)

Anna van der Breggen vuole difendere il suo titolo olimpico ai Giochi di Tokyo 2020, nonostante i tanti successi in carriera la ciclista olandese non abbassa la guardia e, anzi, si dichiara pronta per competere e vincere nelle corse più importanti.

Nel 2016 a Rio quando la van der Breggen ha vinto l’oro olimpico la sua carriera era già in assoluta ascesa, stella affermata del ciclismo rosa mondiale arrivava dalla vittoria del Giro Rosa 2015 e da due secondi posti al mondiale (sia su strada che a cronometro).

Ora Anna ha 29 anni, un momento di massimo fulgore fisico per molti atleti, e si sta preparando ad una stagione che la vedrà protagonista con i colori della sua Boels-Dolmans con l’obiettivo dichiaratissimo di arrivare al top di condizione per l’appuntamento olimpico.

“non so dire se l’olimpiade mi abbia cambiato la vita, certo un po’ è cambiato ma non molto, mi concentro come sempre come fanno le mie colleghe, ho gli stessi obiettivi di sempre. Penso che non conti quanto si è vinto se poi non si è soddisfatti di se stesse” ha spiegato Anna a Velonews.

Vincere è una regola per Anna ma il piacere del successo non da assuefazione e, quindi, l’obiettivo resta fissato sul titolo olimpico:

“Non si tratta però solo di vincere, molti dicono che dopo essere diventato campione olimpico la tua vita è completata o cambiata ma non è vero, tutto continua e devi tu essere protagonista sempre – ha spiegato l’atleta della Boels-Dolmans – Rispetto a quattro anni fa non trovo analogie, è tutto diverso, il sogno è cambiato dopo aver vinto la medaglia ma il piacere della vittoria resta il medesimo”.

La presenza di Van der Breggen tra gli “orange” è quasi garantita e, se la condizione la supporterà come nelle ultime stagioni, la possibilità di far suo un altro oro è tutt’altro che remota. L’obiettivo di Anna van der Breggen sono quindi le Olimpiadi di Tokyo 2020 ma si concentrerà anche sulla strada:

“Abbiamo tutta la primavera prima delle Olimpiadi e abbiamo i campionati del mondo dopo le Olimpiadi. Lavorerò sodo e sono certa che comunque vada sarà divertente provare a vincere”.