Alain Prost dai Gran Prix alla Gran Fondo

Alain Prost ai Mondiali di Granfondo di Varese

Alain Prost, ex campione di Formula uno, si dedica da qualche anno al ciclismo tanto da aver partecipato ai Mondiali GF di Varese

Alain Prost e  Renzo Oldani

Alain Prost e Renzo Oldani

Alain Prost quattro volte campione del mondo di Formula 1 era al via dei Campionati Mondiali di Gran Fondo di Varese. Se negli anni 80 e 90 per il francese era abitudine vincere un gran premio formula uno oggi si dedica ai pedali con discreto successo.

Tanti ex campioni del mondo di formula 1, smessi i panni da pilota, hanno proseguito l’attività sportiva alcuni dei quali proprio col ciclismo.

Insomma la passione per la velocità non si dimentica facilmente così Alain Prost si è presentato nella Città Giardino soggiornando nella splendida cornice del Relais Cà Dei Santi di Varese per poi essere al via dei Mondiali di Gran Fondo nella categoria maschile tra i 60 e i 64 anni.

“Il professore”, soprannome dell’ex pilota francese, ha parlato con la stampa raccontando come è nata la sua passione per il ciclismo:

“Vado in bicicletta da ormai venticinque anni, prima l’obiettivo era restare in forma fisica, uscivo con gli amici per puro divertimento. Poi la passione è cresciuta ed ora eccomi ai mondiali anche se la classifica viene in secondo piano. Sono un ciclista che ama la salita ma che apprezza molto la velocità quando le discese sono meno tecniche. Mi piace il ciclismo e naturalmente la competizione ma qui sono in veste di amatore, chi ha vissuto come professionista nello sport sa bene come l’impegno richiesto sia esponenzialmente maggiore per i pro”.

Alain Prost ha poi speso parole sull’organizzazione dell’evento organizzato dalla SC Binda:

“non ero mai stato in questa zona ma devo dire che è davvero un territorio stupendo. In questi giorni ho frequentato il villaggio di partenza e ho trovato tutto molto ben organizzato e ho potuto tastare con mano l’entusiasmo della gente a cui con piacere non mi sono sottratto. Il ciclismo è uno sport popolano ed è bello condividere tanta passione con la tantissima gente iscritta a questo mondiale”.

 

“Alain Prost si allena costantemente, ama lo sport ed in particolare il ciclismo tanto da percorrere circa 8mila chilometri all’anno”

ha  raccontato Renzo Oldani, patron della “SC Binda” società organizzatrice dell’evento varesino.

 

Per la cronaca l’Italia ha fatto man bassa di medaglie al Mondiale di Varese con 16 medaglie vinte sulle 54 disponibili.

Con 3 ore 24 minuti e 36 secondi la vittoria della Granfondo è andata a  Tommaso Elettrico  mentre  la mediofondo è stata vinta da Marco Previde Massara con un tempo di 02:52:24.

Pirelli sbarca nel ciclismo

Pirelli amplia la sua presenza nel mondo del ciclismo

Pirelli sbarca nel mondo del ciclismo e ha presentato il suo progetto durante il recente Gran Premio di Francia di Formula 1.

Pirelli

Pirelli

Pirelli casa italiana produttrice di pneumatici e fornitore unico della Formula 1 ha presentato, durante il recente GP di Francia di F1 i suoi programmi nel mondo delle due ruote a pedali.

Già qualche mese il noto marchio aveva siglato un accordo con il team Pro Continental Aqua Blue Sport e, proprio in occasione del Gran Premio svoltosi su circuito di Le Castellet, Pirelli ha annunciato la partnership con la squadra australiana Mitchelton-SCOTT, attualmente secondo nel ranking mondiale.

Il testimonial d’eccezione dell’evento è stato il campione inglese Simon Yates, protagonista nel recente Giro d’Italia. Il corridore britannico si è esibito lungo il circuito del GP francese in sella alla sua Scott nera.

La “P lunga” farà il suo ritorno nelle prove del calendario UCI proprio in occasione del prossimo Tour de France fra poco più di due settimane.

All’evento francese  hanno preso parte Antonella Lauriola, COO Pirelli Velo, Piero Misani, Chief Technological Officer Two Wheels Pirelli, Mario Isola, Responsabile Car Racing.

L’idea di dare visibilità all’evento ciclistico nel contesto del Gran Premio di Formula Uno è legata all’approccio che il brand italiano vuole attuare: stringere accordi di partnership che prevedano anche uno sviluppo congiunto e continuo della gomma, per raggiungere la massima prestazione. Insomma Pirelli vuole replicare la filosofia che l’ha resa numero uno al mondo nel settore delle corse automobilistiche anche nel mondo del ciclismo professionistico.

Negli ultimi mesi gli addetti del team Mitchelton-Scott e il personale R&D della Casa italiana hanno lavorato a stretto contatto per un continuo scambio di dati e informazioni tecniche al fine di migliorare al massimo il prodotto. I nuovi tubolari hanno percorso qualcosa come 300.000 chilometri tra prove, test congiunti e gare (tra cui alcune di categoria World Tour). Tutte le prove non hanno visto, per scelta, l’esposizione del marchio Pirelli ma sono state svolte da atleti del team australiano.

Il rapporto tra il noto marchio e il ciclismo è assolutamente storico e già nel 2016 erano ventilate alcune voci che volevano il ritorno del marchi italiano alle corse professionistiche. Pirelli fu presente già nel primo Giro d’Italia del 1909 tanto che ben 30 dei 49 atleti che tagliarono il traguardo finale erano “gommati” dalla P grande.

Pirelli PZero Velo

PZero Velo versione tubolare è il nome del prodotto che verrà a brevissimo lanciato ma sul quale proseguiranno testing e valutazione on-field costante.

La nuova  linea di gomme sarà caratterizzata da un color code che ne identificherà l’uso:

  • argento per il segmento racing,
  • rosso per le prove a  crono
  • blu per le quattro stagioni.

Mark Cavendish in Moto GP? Mai dire mai

Mark Cavendish in Moto GP? Nuova carriera per il britannico?

Mark Cavendish in Moto GP? Lo spinter brittannico ha sicuramente un bel feeling con la velocità, stiamo a vedere

Mark Cavendish in Moto GP?

Mark Cavendish in Moto GP?

Mark Cavendish in Moto GP seguirà le orme di Tom Boonen che si è impegnato in alcune gare automobilistiche dopo aver appeso la bicicletta? Sicuramente i due non nascondono il loro amore per la velocità e il britannico sta valutando di poter intraprendere una carriera nel mondo delle corse di moto.

In un’intervista con Esquire Middle East, stuzzicato dal giornalista sulla possibilità di cimentarsi in corse di Formula 1 lo sprinter si è detto non sufficientemente bravo per poter fare un salto nel mondo delle corse automobilistiche: “Tutti pensano che guidare in una corsa automobilistica sia come guidare una macchina sul lungomare ma non è assolutamente la stessa cosa, a essere onesti mi sento più portato per le moto”.

Mark Cavendish in Moto GP non è una cosa così lontana dai sogni del 32enne corridore originario dell’Isola di Man dove, da più di un secolo, si corre il  Tourist Trophy probabilmente la corsa più famosa e prestigiosa del motociclismo internazionale.

Il velocista della Dimension Data si augura che la nuova stagione possa essere migliore della passata in cui una serie di accadimenti (tra cui la caduta al Tour de France) gli anno completamente rovinato l’annata. “Mi restano ancora pochi anni” ha concluso Mark, insomma gli amanti delle moto possono sperare di vedere le acrobazie di “Cav” sui circuiti mondiali in tempi brevi?

 

Miss sul podio, il ciclismo seguirà la Formula 1?

Miss sul podio, il ciclismo farà la Formula 1?

Miss sul podio? La Formula 1 toglie le “ombrelline” e le due ruote cosa fanno? La vuelta le ha eliminate dallo scorso anno, cosa faranno Giro e Tour?

Miss sul Podio?

Miss sul Podio?

Miss sul podio? Qualche settimana fa Formula 1 ha preso la decisione di porre fine alla pratica di lunga data dell’uso delle “ragazze ombrellino” nelle gare. A partire dalla stagione 2018, le donne vestite in modo suggestivo non faranno più bella mostra sulla pit lane.

Secondo il Responsabile delle operazioni commerciali della Formula 1, il cambiamento sarebbe stato fatto “in modo da essere più in sintonia con la nostra visione di questo grande sport”. Questa decisione ha messo sotto i riflettori il ciclismo che all’interno del protocollo di premiazione dei vincitori delle gare prevede da sempre la presenza di una o due belle ragazze che baciano il fortunato di turno. Cosa deciderà l’UCI su questa pratica?

Nel 2017 la Vuelta a Espana, una dei tre grandi giri, ha deciso di eliminare ragazze del podio sostituendole con uomini e donne elegantemente vestite che hanno portato una spaccatura tra chi si è detto favorevole all’eliminazione di una pratica ritenuta obsoleta e chi, invece, ha reclamato la storicità delle presenza delle Miss sul podio.

La popolarità dello sport femminile, incluso il ciclismo, è cresciuta negli ultimi anni, ma in tutto il mondo è ancora evidentemente come l’industria della pratica sportiva sia spesso alimentata dal “testosterone” che porta ad assegnare alle donne ruoli borderline se non addirittura sessisti.

Che si tratti di ring-ring nel pugilato, UFC o delle cheerleaders sui campi americani, sembra sempre più fuori tempo la mercificazione della donna come “elemento di richiamo” per gli uomini.  Il direttore di corsa della Vuelta Espana, Javier Guillen ,  ha preso la coraggiosa decisione di alternare uomini e donne.

La decisione della Vuelta è arrivata dopo che sia il Tour Down Under che la Volta a Catalunya hanno deciso di abbandonare la tradizione all’inizio del 2017, decisione che è stata fortemente supportata dal ciclista spagnolo Mikel Landa: “Le ragazze del podio che presentano i premi sono una vecchia tradizione, è come trattare le donne come oggetti e sottovalutarli. Questo è un costume profondamente radicato e nessuno osa metterlo in discussione. Le donne che salgono sul podio sono lì perché sono belle e hanno delle belle figure, e non è l’immagine che vorresti proiettare al mondo ”

La Vuelta ha anche scartato la tradizione dei vincitori baciati sulla guancia con l’intendo di allontanare la visione che  una persona merita un posto di lavoro per una valutazione basata unicamente sul suo aspetto.

La Formula Uno ha apportato alcuni cambiamenti prima della decisione di vietare completamente la pratica per la stagione 2018. Il Gran Premio d’Australia ha presentato outfit meno estremi per le “grid girls”. Ma questo non è stato sufficiente per sradicare il problema secondo la professoressa di sociologia dell’Università di Swinburne, Karen Farquharson:”Questa pratica invia il messaggio che èle donne devono avere una posizione decorativa e collaterale senza potere e senza input. Non va bene, dobbiamo allontanarci da una società sessista “.

Il ciclismo ha l’opportunità di essere l’esempio più importante di una inversione di tendenza, la Vuelta ci è riuscita. Probabilmente Giro e Tour non seguiranno l’esempio in questo 2018 ma stiamo a vedere