Maila Andreotti: ”Il ct entrava anche se ero svestita”

Maila Andreotti e le rivelazioni alla Procura Federale

Maila Andreotti, ascoltata dalla Procura Federale, racconta: “il commissario tecnico entrava anche quando ero nuda”

Maila Andreotti (fonte pagina Facebook)

Maila Andreotti (fonte pagina Facebook)

Maila Andreotti è stata la prima atleta a far crollare il muro del silenzio attorno al caso #MeToo che ha seguito l’inchiesta de Il Giornale che sta cercando di far luce su situazioni di molestie sessuali nel mondo del ciclismo azzurro.

Queste le dichiarazioni delle Andreotti apparse sul sito del quotidiano:

”Il CT diceva lascia la porta aperta. E se ero svestita entrava lo stesso”

Il fascicolo aperto dopo il clamore esploso lo scorso agosto in Belgio e in Olanda si arricchisce di sconvolgenti (e tristissime) ulteriori rivelazioni sulle condizioni psicologiche in cui si sono trovare, loro malgrado, alcune ragazze.

Il caso di Maila, 25 anni, in grado di vincere 20 titoli italiani e che ad un passo dall’evento Olimpico di Tokyo 2020 decide di chiudere la propria carriera è un triste esempio.

L’ex atleta intervistata dal Corriere della Sera: ”Maggio 2012, avevo 16 anni. Ai pre-campionati europei juniores e under 23 in Portogallo c’erano nuovi tecnici e massaggiatori. Ebbi la sensazione che Dino Salvoldi (il commissario tecnico della nazionale) trattasse le ragazze in modo diverso. Con me era professionale, con qualcuna molto più aperto”.

Il racconto della ragazza prosegue:

“un certo massaggiatore… faceva domande strane, faceva battute un po’ spinte, entrava nella mia camera senza bussare… stava a guardarmi mentre mi spogliavo. Un massaggiatore normalmente entra, ti mette un asciugamano addosso e ti massaggia. Lui stava a guardarmi mentre mi spogliavo. Mi sono sentita a disagio”.

Il giornalista del corriere incalza la Andreotti: Può essere solo scarsa professionalità? La risposta è terrorizzante:

“No, e l’ho capito quando mi ha massaggiato solo il sedere. Mi sono lamentata con il mio allenatore dicendo che volevo l’altro massaggiatore. Mi sono lamentata con il mio allenatore… mi è stato fatto sapere che avrei dovuto farmi andare bene anche le cose che non andavano. Sono stata lasciata a casa dalla nazionale per due anni”.

Maila Andreotti punta palesemente il dito contro il CT Salvoldi:

“Diceva: ‘Lascia la porta della camera aperta’…. entrava in qualsiasi momento, che tu fossi vestita o no. Fisicamente da Salvoldi non sono mai stata molestata. Le ragazze che hanno avuto rapporti con lui erano tutte consenzienti. Io sollevo la questione psicologica, non fisica. Chiunque può innamorarsi, non è questo il problema. Lo diventa quando cominci a favorire chi è legata a te. Ha fatto di tutto per portarmi alla decisione di lasciare il ciclismo. Avevo deciso prima che scoppiasse questo putiferio”.

Non solo comportamenti bordeline ma anche insulti:

“certe offese, tipo “sei una cicciona, devi dimagrire”, “non vali niente”, non possono essere ammesse. Ha fatto di tutto per portarmi alla decisione di lasciare il ciclismo”.

La vicenda assolutamente triste probabilmente vivrà altri altrettanti tristi capitoli…

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi