Nella polvere di Banyoles brilla Luca Braidot

Luca Braidot (Credit © Michele Mondini)

Luca Braidot (Credit © Michele Mondini)

Gara veloce ed incerta fino alla fine. Tra i nomi del parterre stellare brilla quello di un ritrovato Luca Braidot autore di una grande rimonta sul finale

Dopo la bella prestazione messa a segno ieri dalle nostre ragazze, quest’oggi è toccato ai big della massima categoria maschile sfidarsi sul tracciato internazionale di Banyoles. Proprio la gara delle ragazze e le loro dichiarazioni dopo l’arrivo hanno messo in evidenza le caratteristiche di un tracciato poco selettivo dal punto di vista tecnico, ma veloce e fisico. Indicazioni che Maxime Marotte e Luca Braidot hanno analizzato immediatamente: sarebbe stata una gara completamente differente da quella corsa solo una settimana fa a Chelva. E così è stato.

“Anche oggi non sono partito bene – ha raccontato Luca dopo l’arrivo – rispetto gli ultimi anni sono ancora attardato nella preparazione per via di un nuovo programma che punta ad arrivare al top un po’ più avanti. Ma oggi ho avuto i primi segnali che il lavoro fatto sin qui inizia a dare i suoi frutti. Proprio sul finale, che da tempo è un po’ il mio tallone d’Achille, sono riuscito a fare la differenza rimontando parecchie posizioni.”

Tempi alla mano, l’ex campione italiano è riuscito a compiere una progressione costante che l’ha portato a migliorarsi ad ogni tornata chiudendo in rimonta in 6ª posizione, a pochi secondi dal podio: “Onestamente non mi aspettavo di riuscire ad entrare nella top ten. Non oggi. Non con questo parterre da world cup. Segno che ho lavorato bene e che quanto fatto anche con il team in queste ultime settimane è stato fatto nel migliore dei modi.”

Alle spalle di Luca è apparso più in difficoltà il campione transalpino Maxime Marotte, reduce da un ottimo 4º posto a Chelva: “La verità è che sapevo benissimo che gara mi aspettava oggi – ha detto Maxime – conosco il tracciato di Banyoles e qui devi avere gambe e polmoni per fare la differenza. In questo momento sono in una fase della preparazione che non mi permette di essere ai livelli dei primi. Se a Chelva la componente tecnica ha livellato il gap di preparazione, qui non ci si poteva nascondere. Ma non è una cosa negativa. Il mio primo obbiettivo di stagione prevede questo step, quindi sono sereno e soddisfatto.”