Tony Longo settimo alla Hero Südtirol Dolomites

Tony Longo (Fonte comunicato stampa)

Tony Longo (Fonte comunicato stampa)

Tony Longo settimo alla Hero

Per la quinta volta in carriera Tony Longo ha concluso nei primi dieci la maratona di mountain bike più dura al mondo.  Al traguardo anche Jacopo Billi

La Hero Südtirol Dolomites, è uno degli appuntamenti agonistici più attesi da atleti professionisti e amatori, non per niente l’evento della Val Gardena è stato la sede dei Campionati del Mondo di MTB Marathon 2015 ed è entrato a far parte nel 2021 delle UCI Mountain Bike Marathon Series.
Dopo la rinuncia del 2020 e mesi di attesa, la Hero è tornata con protagonisti i nomi di riferimento del panorama internazionale delle marathon in mountain bike, il suo iconico percorso di 86 chilometri con 4.500 metri di dislivello e 3.500 biker in rappresentanza di 40 nazioni che hanno riconfermato i numeri di grande evento internazionale.

La storia della Hero è una storia di dieci anni che Tony Longo ha vissuto in prima persona dal 2013: quarto al debutto e per ben tre volte nella top ten nelle edizioni 2014, 2017 e 2019, concluse tutte al quinto posto, ha anche terminato in 13ª posizione l’edizione iridata del 2015, terzo tra gli italiani.   Il campione trentino a 36 anni è stato ancora tra i protagonisti della Hero Südtirol Dolomites 2021, vinta dal tedesco Andreas Seewald, mentre il portacolori di SOUDAL-LEE COUGAN Racing Team ha portato a casa il settimo posto assoluto, arrivando alla finish line dopo 4 ore 40′ insieme al secondo degli italiani, Fabian Rabensteiner.

“La Hero è una gara molto speciale per me ed è stato sicuramente uno dei momenti clou di questa stagione.  Ho concluso con un buon settimo posto una gara con un vero e proprio parterre de roi di livello mondiale” – spiega Longo – “Come sempre, le salite ripide erano estremamente dure, ma è esattamente quello che mi piace. Non ero in super giornata, ma sono stato in grado di mantenere un ritmo costante con cui ho cercato di fare una gara regolare con la testa.  A metà gara credevo ancora nel podio con un gran finale in crescendo, ma dopo Arabba ho fatto un lungo tratto da solo e a Canazei sono passato in quinta posizione, ma ormai i primi erano troppo lontani e nel finale mi sono spento.  Speravo qualcosa meglio in termini di risultato e anche se ho mancato il mio obiettivo personale di finire sul podio, sono molto soddisfatto del risultato, consapevole di aver dato tutto e contento della costanza con cui riesco a mantenermi nelle posizioni che contano sin dall’inizio di stagione”

La tattica di gara di Jacopo Billi era quella di affrontare questa gara lunga e dura ad un ritmo costante e di migliorare il 19° posto del 2019, ma purtroppo non è andata come sperava.  Fino al passaggio dal Passo Pordoi, il biker torinese è rimasto nelle posizioni importanti, ma ha poi concluso in 35ª posizione.

“Ho sofferto sin dall’inizio di problemi di digestione e non sono riuscito a mangiare praticamente nulla durante tutta la gara.  Nonostante questo sono riuscito a rimanere attorno alla 20esima posizione nei primi 50 Km, dopo di che ho alzato bandiera bianca, ma ho voluto comunque portare a termine la gara perché credo che da gare come questa si possa comunque imparare qualcosa correndole fino alla fine.  Questa gara è molto impressionante, il paesaggio delle Dolomiti è unico, potevi sentire sempre e ovunque che ti trovavi in qualcosa di importante e di molto grande, quanto è selettiva questa gara è dimostrato dai grandi divari.  Se le differenze nella maggior parte delle gare stanno diventando sempre più piccole, per me oggi si è sommato un incredibile ritardo di 38 minuti!”, ha detto Billi commentando l’atmosfera in Val Gardena.

Tony Longo e Jacopo Billi sono ora diretti a Evolène per il Campionato Europeo Marathon.  Domenica 20 giugno i campioni continentali 2021 saranno incoronati nella cittadina svizzera del Canton Vallese su un percorso di 78 chilometri e un dislivello di 3.900 metri.  I due atleti di Soudal-Lee Cougan gareggeranno con la maglia della nazionale italiana, Aleksei Medvedev e Stefano Valdrighi con quella del team.

FONTE COMUNICATO STAMPA