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Richard Carapaz chi è la maglia rosa 2019?

Redazione - Michele 1 Giugno 2019 5 min read

 

Richard Carapaz chi è rivelazione del Giro d’Italia

Richard Carapaz da Tulcán, l’ascesa del ciclista ecuadoriano: dalle strade della provincia di Carchi fino ai vertici del Giro d’Italia e del ciclismo mondiale

Richard Carapaz (fonte pagina twitter)
Richard Carapaz (fonte pagina twitter)

Richard Carapaz (nome completo Richard Antonio Carapaz Montenegro) è nato a Tulcán il 29 maggio 1993, atleta ancora giovane ma non un “pivello” in quanto già affermato e non solo durante il Giro 2019. Due figli, una moglie giovanissima e una fattoria, il ciclista sudamericano arriva da una famiglia di contadini con nessuna passione per il ciclismo anzi, arrivando da un settore rurale e periferico, in famiglia la bici era bramata come solo mezzo di trasporto.

Per Carapaz l’approcio con le “ciclas” (la desiderata da tutti era la Monark di origine colombiana) era esclusivamente come mezzo per fare le commissioni e pare che la prima bicicletta fosse stata presa dal padre in una discarica.

 

 

Richard ha iniziato a correre nel suo paese, in particolare sulle strade del cantón di Tulcán, la capitale della provincia di Carchi (vera e propria capitale ciclistica del paese) in una formazione di Tulcán, la Panavial-Coraje Carchense.

La formazione era affidata a un mito locale “El Cóndor” Juan Carlos Rosero tre volte vincitore della Vuelta al Ecuador e Olimpico a Barcellona ’92. In Ecuador non vi è una grande tradizione ciclistica ragion per cui Rosero era un vero e proprio pioniere e mito per molti giovani ciclisti.  Juan Carlos Rosero morì  a soli cinquant’anni quando Carapaz non aveva nemmeno 20 anni.

Dopo la morte di Rosero, Carapaz andò correre con la formazione Under 23 alla RPM Team Ecuador conquistando il Campionato Panamericano davanti ai favoriti Isaac Bolívar e Félix Barón. Quella vittoria gli valse la chiamata della colombiana Strongman-Campagnolo per la stagione 2015 in cui vinse (primo straniero) la Vuelta de la Juventud de Colombia subentrando a Miguel Angel Lopez.

A quel punto la sua carriera è ormai lanciata, viene notato e ingaggiato dalla Movistar che lo dirotta in un team di sviluppo dei giovani talenti sino all’agosto 2016 quando entra, come stagista, in prima squadra, firmando poi il suo primo contratto da professionista per la stagione 2017.

Sicuramente la “Locomotora” (la tartaruga, il suo soprannome) è giovane per che concerne il ciclismo europeo in quanto ha fatto il suo esordio nel vecchio continente solo nella stagione 2017 quando Unzué l’ha portato alla Movistar ed ha preso parte al Giro di Romandia, al Delfinato e alla Vuelta a España (pochi notarono, nel giorno del trionfo epocale di Contador sull’Angliru, il suo 11° posto). In tutte e tre le circostanze Carapaz ha completato la corsa (chiudendo la Vuelta al 36esimo posto) dimostrando doti di recupero e un buon fondo

Il corridore ecuadoriano ha iniziato un percorso di ascesa nel ciclismo mondiale che ormai lo considera uno dei protagonisti. In molti intravedono in Carapaz i tratti del “Diablo” Claudio Chiappucci per la grinta, la tenacia in sella.

Richard Carapaz chi è? Giro 2018

La conquista della maglia rosa nel Giro di quest’anno non ha sorpreso gli addetti ai lavori in quanto, nell’edizione dello scorso anno della corsa rosa, il talendo dell’Ecuador aveva ottenuto un quarto posto finale alle spalle di campioni assoluti come Chris Froome e Tom Dumoulin mostrando una resistenza non comune. Nella famosa tappa di Bardonecchia quando Froome fece letteralmente in diavolo a quattro, il buon Richard arrivò con il gruppetto dei migliori Dumoulin, Pinot e quel Miguel Angel Lopez che solo per un pelo gli soffiò la maglia bianca di miglior giovane del Giro 2018 chiudendo quella tappa al secondo posto.

Richard Carapaz e la montagna

Carapaz è cresciuto a “El Carmelo”, un paesino sperduto tra le montagne dell’Ecuador al confine con la Colombia a circa 250 chilometri da Quito e a 500 da Cali. El Carmelo si trova a oltre “soli” 3068 metri sopra il livello del mare. Insomma il Gavia che purtroppo è stato cancellato nell’edizione del Giro 2019 misura 2610 metri. E’ facile immaginare come la montagna sia il terreno naturale per Carapaz che non si spaventa di certo a superare i 2000 metri e i problemi legati alla minor presenza di ossigeno avvertita da molti atleti sono praticamente d’abitudine per il ciclista della Movistar.

Come detto in molti vedono una somiglianza fisica con Claudio Chiappucci ed in effetti ad osservarlo mentre sale lungo i tornanti e analizzando la sua postura sono tanti i punti il comune col Diablo.

Richard Carapaz chi è La Locomotora del Carchi

Questo ragazzo dal tipico fisico andino, carnagione olivastra, magro, apparentemente fragile ma assolutamente instancabile dichiara di non avere un vero e proprio soprannome ma in tanti usano l’appellativo La Locomotora per identificarlo.

La famiglia di Richard, come detto, vive tra le montagne e invece di un cane per fare da guardia ha un… tacchino soprannominato “el Pavo Guardián“ chissà che non diventi il nuovo nickname del corridore.

Richard Carapaz caratteristiche

L’ecuadoriano ha capacità di scatto davvero importante ma, cosa altrettanto funzionale, è la capacità di mantenere alto il ritmo anche post-scatto. Non è una cosa così semplice che può consentire di gestire la propria energia incrementando, al contempo, il proprio margine.

Pur essendo uno “scalatore puro” Richard pare non soffrire troppo sul passo alternando la capacità di scattare con la progressione della pedalata.

Il ciclismo moderno paga buoni dividendi a chi ha spiccate capacità sul passo in particolare nelle corse a tappe di tre settimane. Il ciclista sudamericano, inoltre, ha ottime doti di recupero, garantisce regolarità di performance e raramente è soggetto a “passaggi a vuoto”. Carapaz ha anche dimostrato una attenta visione tattica della corsa e una non banale capacità di approfittare di ogni opportunità che la strada ha messo sul suo percorso.

Richard Carapaz il futuro?

Il nome dell’ecuadoriano è uno di quelli che scalda il ciclo-mercato, alcune indiscrezioni lo vorrebbero nei radar della corazzata Team Ineos. Sono in tanti i team disposte a fare carte false per accaparrarsi le sue performance ma, secondo quanto indicato da “La Gazzetta dello Sport”, sarebbe la formazione britannica la più accreditata in quanto il corteggiamento non sarebbe frutto delle performance al Giro ma, al contrario, sarebbe iniziato ormai da mesi.

Tutto pare portare Richard verso il team britannico che ha scelto di muoversi con una proposta assolutamente allettante.

 

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Tags: Claudio Chiappucci Giro d'Italia Richard Carapaz

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