Lino Farisato ciclista veneto, la storia
Lino Farisato ciclista veneto professionista dal 1966 al 1974 e vincitore di una tappa al Giro d’Italia 1968
Lino Farisato nasce Torri di Quartesolo, in provincia di Vicenza, il 15 marzo 1945. Il suo idolo giovanile è Imerio Massignan a cui si ispira. A sedici anni, Lino raccogli i solfi guadagnando lavorando come panettiere per comprarsi una Legnano nonostante il padre non approvi la cosa.
Farisato la mattina lavora in panetteria e al pomeriggio si allena e, seguendo il consiglio di alcuni amici, nel 1961 si iscrive al Veloce Club di Vicenza per poi passare l’anno successivo alla Stimamiglio del Tormeno sotto la guida di Bruno Maddalena.
Nel ’64 il suo nome viene attenzionato da diverse formazioni in particolare grazie al quarto posto ottenuto al Gran Premio Magnadyne di Milano vincendo una lavatrice. Lino Farisato. Nel 1965 Lino passa dilettante con la Mainetti di Valdagno con cui è secondo all’Astico Brenta e vince il circuito di Cremona.
Nel 1966 la Mainetti fa il salto nel professionismo e Farisato la segue entrando tra i pro e ottenendo al primo anno un bel nono posto alla Tre Valli Varesine ed il dodicesimo al G.P. Sarezzo e esordendo al Giro.
Nel ’67 il veneto ottiene un sesto posto di tappa al Giro d’Italia sul traguardo di Riccione ed è ottavo al G.P. di Camaiore vinto da Luciano Dalla Bona. L’anno seguente Lino veste la maglia della Faema capitanata da Eddy Merckx e Vittorio Adorni.
L’indicente alla Settimana Catalana
Ad aprile è quinto in una frazione della Vuelta a Espana e a maggio è vittima di un brutto incidente alla Settimana Catalana quando durante la cronometro finisce sotto un camion che gli taglia improvvisamente la strada: la bicicletta va in frantumi ma il veneto ne esce miracolosamente illeso.
Farisato vince la tappa di Vittorio Veneto al Giro d’Italia 1968
Lino coglie la vittoria nella frazione di Vittorio Veneto al Giro d’Italia con quasi quattro minuti di vantaggio sul tedesco Rudi Altig andando in fuga nei primi chilometri della tappa con altri atleti e lanciandosi poi in un’azione solitaria lungo le strade sterrate del Nevegal e arrivando al traguardo da solo. Lino completa la corsa rosa al 18esimo posto finale a 57’32” da Merckx.
Nel ’69 è dodicesimo al Giro delle Marche e quattordicesimo al Trofeo Laigueglia per poi passare, l’anno successivo, alla Faemino dove resta una sola stagione prima di accasarsi alla Ferretti.
Al via del Giro 1971 il veneto è secondo a Orvieto dietro allo spagnolo Perurena ed a Pian del Falco superato dall’iberico José Manuel Fuente dopo essere andato in fuga. La vittoria arriva nella diciannovesima frazione, la Falcade-Ponte di Legno, con 13″ su Wagtmans e 3’39” su Gimondi. Lino Farisato completa il Giro al tredicesimo posto a 19’46” da Gösta Petterson.
Nel ’72 è quarto al Giro dell’Umbria e ottavo al G.P. Picedi – Ceserano mentre l’anno successivo passa alla Scic ricoprendo il ruolo di gregario per Baronchelli, Paoloni e Bitossi. Al termine della stagione 1974 Lino Farisato abbandona il professionismo per avviare un’attività nel settore dolciario.