Idrio Bui ciclista toscano, la storia

Idrio Bui

Idrio Bui

Idrio Bui ciclista toscano professionista dal 1957 al 1964, ottimo gregario e vincitore di una tappa del Giro di Sicilia

Idrio Bui nasce a Pieve Sinalunga, in provincia di Siena, il 14 giugno 1932. Inizia a pedalare a 15 anni con la bicicletta da donna della madre. Lavora in una fabbrica di forni e al lavoro ci va in sella, percorrendo una ventina di chilometri.

La sua prima vittoria arriva nel 1949, da junior, a Gaiole in Chianti e l’anno seguente, complice la crisi economica, decide di dedicarsi al ciclismo a tempo pieno. Passato dilettante, veste la maglia della S.S. Tempora Bettolle con cui vince la Coppa Fiera di Mercatale ed il Circuito di Cesa nel ’52.

Idrio Bui nel ’53 corre per il C.S. Firenze replica la vittoria nel Circuito di Cesa ed è quarto alla Coppa Sinalunga mentre l’anno seguente è primo al G.P. Industria del Cuoio e delle Pelli. Nel 1955 il toscano vince nuovamente il Circuito di Cesa e l’anno successivo è primo nella Coppa Sabatini davanti al forte Guido Carlesi.

Idrio Bui e l’incontro con Fausto Coppi

Nel 1957 Bui corre come indipendente raccogliendo più delusioni che gioie e valutando la possibilità di abbandonare il ciclismo. Al termine del Giro dell’Appennino viene avvicinato da Ettore Milano, gregario di Fausto Coppi, che lo invita all’Hotel Excelsior dove il campionissimo gli propone di entrare nella sua nuova squadra con un ingaggio mensile di 40.000 lire, Idrio accetta al volo.

Il toscano entra quindi nella Ghigi-Coppi con cui nel ’58 è primo alla Coppa Cicogna, è secondo al Giro dell’Appennino, terzo alla Milano-Vignola e quarto alla Coppa Sabatini e alla Bernocchi. L’anno successivo è sesto al G.P. Industria di Quarrata e sedicesimo alla Coppa Agostoni.

Nel 1960 Idrio Bui vince la quarta frazione del Giro di Sicilia con arrivo a Sciacca completando la corsa al terzo posto della generale alle spalle di Giorgio Tinazzi e Aurelio Cestari ed è secondo al G.P. Industria e Commercio di Prato alle spalle di Alfredo Sabbadin.

 Nel 1961 il toscano si accasa alla Fides aiutando Arnaldo Pambianco a conquistare la vittoria al Giro d’Italia ed ottenendo un sesto posto di tappa mentre l’anno seguente è terzo al Giro dell’Appennino alle spalle di Franco Balmamion e Gastone Nencini, nono alla Coppa Sabatini e decimo al Giro di Lombardia.

Idrio Bui passa alla Lygie come gregario di Vito Taccone per la stagione 1963 con cui è sesto alla Coppa Sabatini ed alla Coppa Placci mentre l’anno successivo corre la sua ultima annata tra i professionisti chiudendo nono alla Tre Valli Varesine e decidendo di lasciare il ciclismo per via di una caduta in cui è vittima durante il Giro di Lombardia.

Sceso di sella Idrio fa ritorno nella sua Sinalunga aprire un negozio di ferramenta senza però dimenticare la passione per la bici. Il 15 dicembre 2022 muore a novant’anni.