Dino Zandegù ciclista veneto, la storia

Dino Zandegù (fonte Wikipedia)

Dino Zandegù (fonte Wikipedia)

Dino Zandegù ciclista e DS veneto, spericolato velocista ed eterno “guascone” del mondo del ciclismo e Giro delle Fiandre 1967

Dino Zandegù nasce a Rubano, in provincia di Padova, 31 maggio 1940. Abbandona presto gli studi per lavorare come garzone nel panificio di famiglia occupandosi delle consegna con la bicicletta e innamorandosi del ciclismo. Dopo le categorie giovanili, passa dilettante vincendo nel 1961 la Astico-Brenta ed il Trofeo Gino Visentini.

Nel 1962 Dino fa parte del quartetto azzurro assieme a Mario Maino, Danilo Grassi e Antonio Tagliani che conquista la medaglia d’oro ai Campionati del Mondo di Salò nella cronometro a squadre.

L’anno successivo il padovano è primo al Gran Premio Ezio Del Rosso ed ai Mondiali di Renaix vince l’argento nell’ inseguimento a squadre con Mario Maino, Danilo Grassi e Pasquale Fabbri.

Ad ottobre del ’64 Zandegù passa professionista con l’Ignis di patron Giovanni Borghi e l’anno seguente, con la Cynar, è quarto al Meisterschaft von Zurich e sfiora la vittoria nella tappa di San Benedetto del Tronto al Giro d’Italia alle spalle di Raffaele Marcoli

Nel 1965, entra nell’organico della Bianchi e Dino conquista la sua prima vittoria da “pro” il primo maggio al Giro di Romagna davanti a Arnaldo Pambianco e Luciano Armani ed è secondo nella tappa di Palermo alle spalle di Domenico Meldolesi ed in quella di Novi Ligure dietro a Danilo Grassi al Giro d’Italia.

Nel ’66 Zandegù parte forte e al Giro di Sardegna coglie il secondo posto nella prima tappa con arrivo Civitavecchia vestendo il giorno successivo la maglia di leader della corsa e vincendo la tappa finale di Nuoro chiudendo la corsa al quinto posto a 1’55” da Jacques Anquetil.

Dino Zandegù vince la Tirreno-Adriatico 1966

A marzo Dino è secondo nella prima tappa della corsa dei due mari sull’arrivo di Foligno alle spalle dell’elvetico Rolf Maurer, vince la seconda frazione sull’arrivo di San Benedetto del Tronto davanti a Vito Taccone completando la corsa al primo posto davanti proprio all’abruzzese.

Al via del Giro d’Italia, Zandegù vince la tappa di Giulianova davanti a Marino Basso e quella di Reggio Emilia davanti a Michele Dancelli completando la corsa all’undicesimo posto della generale ed al quinto della classifica a punti. Dino è secondo al Giro della Toscana dietro a Rudi Altig, al GP Montelupo alle spalle di Franco Cribiori e alla Coppa Bernocchi superato da Raffaele Marcoli.

La stagione successiva il padovano passa alla Salvarani e a marzo vince la tappa conclusiva di San Benedetto del Tronto alla Tirreno-Adriatico davanti a Franco Bitossi.

Dino Zandegù vince il Giro delle Fiandre 1967

Il 2 aprile si corre la classica sul pavé più famosa del calendario mondiale e Dino è ai nastri di partenza. Il padovano, magistralmente guidato da quella vecchia volpe di Luciano Pezzi, mette in scena una mossa a tenaglia, assieme a Gimondi, ai danni di Merckx. Felice attacca, Eddy lo insegue e Dino scatta andando a conquistare la vittoria nella volata a due davanti al belga Noël Foré, reduce dalla fuga di giornata, il Cannibale sarà terzo a 20 secondi. Dino, in preda all’estasi del successo, ai microfoni della Tv intona “O’ sole mio

Il “cantante” vince poco dopo il Giro di Campania davanti a Vittorio Adorni ed al tedesco Rudi Altig e a maggio è primo al Coppa Città di Busto Arsizio. Al via del Giro, Zandegù ottiene quattro secondi posti e conquista due tappe: è primo a Chianciano Terme davanti a Pietro Guerra e a Udine precedendo davanti ad Altig conquistando la maglia a punti davanti ad Eddy Merckx. Ad agosto è primo anche al Trofeo Matteotti superando Luigi Sgarbozza e Michele Dancelli.

Nel 1968 lo spericolato velocista “canterino” parte forte conquistando, a febbraio, tre tappe del Giro di Sardegna, ad Alghero, Cagliari ed Arbatax. Il resto della stagione, però è più in scuro che in chiaro con solamente le vittorie, a settembre, al Trofeo Masferrer ed in una tappa della Volta Ciclista a Catalunya.

L’anno seguente a marzo è terzo alla Milano-Vignola e vince la tappa di Bollène alla Parigi-Nizza davanti a José Catieau e alla Settimana Catalana è primo in tre tappe: a Reus davanti ad Altig, a Igualada davanti a Lucien Aimar e a Girona precedendo il belga Guido Reybrouck chiudendo la corsa al terzo posto della generale dietro a Ocana ed Antonio Gonzales.

A maggio Zandegù è primo al Giro di Romagna davanti a Taccone e Michele Dancelli ed al Giro d’Italia coglie due secondi posti di tappa. Al Tour de France, dove corre per la prima ed unica volta in carrera, è terzo nella tappa di Nancy dietro ai belgi Rik Van Looy e Julien Stevens, quinto a Revel e sesto a Thonon-les-Bains e La Grande Motte meritando forse un successo che non arriverà.

Dino è secondo alla Parigi-Lussemburgo dietro a Gimondi ed alla Tre Valli Varesine alle spalle di Marino Basso e primo al Trofeo Masferrer.

Nel 1970 conquista la vittoria nella tappa di Lausanne al Giro di Svizzera davanti a Mauro Simonetti, i quella di Jesolo al Giro d’Italia precedendo Guido Reybrouck e Basso e in quella di Sarmenstorf al Giro di Svizzera precedendo l’olandese Harry Steevens. In stagione è secondo al Giro delle Tre Provincie dietro a Bitossi e ottavo alla Bernocchi.

Nel ’71 corre la sua ultima stagione alla Salvarani vincendo la Tarvisio al Giro davanti a Gimondi e una tappa del Tour de la Nouvelle France a Montreal. Il 1972 vede il padovano vestire la maglia della GBC chiudendo al secondo posto il GP Cemab dietro a Guido Reybrouck e vincendo due tappe del  Tour de la Nouvelle France in Québec.

Sceso di sella diventa un apprezzato direttore sportivo operando sino al 1999 e non disdegnando qualche esilarante siparietto al Processo alla tappa e a  Quelli che il calcio.