Angelo Damiano oro olimpico a Tokyo 1964

Angelo Damiano (fonte Wikipedia)

Angelo Damiano (fonte Wikipedia)

Angelo Damiano, la sua carriera

Angelo Damiano ciclista napoletano, ottimo pistard vincitore della Medaglia d’Oro ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964 nel tandem con Bianchetto

Angelo Damiano nasce nel quartiere di Barra a Napoli, il 30 settembre 1938. Si avvicina al ciclismo seguente le orme di papà Vincenzo, buon corridore soprannominato “coscia dei Ferro” per via di una caduta che gli aveva lasciato una profonda cicatrice.

Angelo ottiene il tesserino per gareggiare prima dei “canonici” sedici anni ed entra nel Gruppo Sportivo Augusta con cui conquista subito una decina di vittorie. Damiano scopre la pista andando a pedalare nell’Arenaccia, pista di 606 metri nello stadio militare Albricci, classico arrivo del Giro di Campania e ex stadio del Napoli Calcio.

Lo spunto veloce necessario su strada viene affinato in pista ed il suo nome comincia a circolare in Campania e nelle regioni vicine. Angelo veste la maglia dell’Achille Lauro di San Giorgio a Cremano, dell’Eldorado Gelati di Casavatore, dell’Internapoli e della Baratta di Battipaglia.

Le sue doti in pista attirano l’attenzione della Federazione Ciclistica che lo invita alla Scuola Fausto Coppi di Ferrara, nota fucina di pistard sotto la gestione di Guido Costa, guru del ciclismo su pista tricolore. Damiano è una spugna ed apprende tutti i segreti del mestiere facendo esperienza nei velodromi più importanti.

Nel 1959 Angelo Damiano  conquista la Medaglia di Parigi nel mitico e storico velodromo coperto, Vel’ d’Hiv e i giornali si accorgono di lui titolando: Uno scugnizzo a Parigi.

Angelo Damiano oro ai Giochi del Mediterraneo 1963

Nel 1963 Damiano, che nel frattempo è entrato nella S.C. Padovani dove fa amicizia con Bianchetto,  è profeta in patria conquistando la medaglia d’oro nella velocità ai Giochi del Mediterraneo proprio sulla pista dell’Arenaccia.  In Semifinale elimina il fenomenale astro nascente francese Daniel Morelon che, si sussurra, ha una storia con Brigitte Bardot ed in finale ha la meglio su Giordano Turrini.

Angelo Damiano oro nel Tandem a Tokyo 1964 con Bianchetto

Nel 1964 ottiene il titolo di campione italiano della Velocità al Velodromo Vigorelli e viene convocato per i Giochi Olimpici di Tokyo 1964 nel tandem con il padovano Bianchetto. Il programma olimpico, complice la pioggia, è condensato in un solo giorno, sono 13 le coppie in gara tra eliminatorie, recuperi e la fase finale. Arrivati in semifinale la coppia Damiano-Bianchetto se la deve vedere con i tedeschi Fuggerer-Kobusch che vengono superati.

In finale c’è lo spauracchio della coppia sovietica Bodnieks-Logunov. Bianchetto è distrutto dallo sforzo in semifinale e deluso per la sconfitta nella velocità individuale con Vanni Pettenella. Ed ecco che l’animo partenopeo di Damiano appare nella sua capacità di consolare l’amico fraterno invitando il padovano a non mollare perché quell’oro sarebbe servito ad entrambi per pagare le spese dei rispettivi matrimoni, in programma a fine anno.

I due conquistano una meravigliosa medaglia d’oro e a Barra scoppia la festa per questo ragazzo partito dal basso e arrivato sul tetto del Mondo. Sposa, a Portici, la sua amata Annita da cui avrà le figlie Maria e Giustina ed il figlio Vincenzo.

Nel 1965 passa professionista con la Termozeta e, due anni dopo passato alla Ignis, conquista il bronzo nella velocità ai Mondiali di Amsterdam 1967. Nel ’69 passa alla Scic e l’anno seguente è quarto ai Mondiali di Leicester 1970 che hanno come protagonista Patrick Sercu. A Montrela prende parte alla Sei Giorni assieme a Vito Taccone, scalatore, che non ha un gran feeling con la pista ma i due danno spettacolo: due atleti del sud Italia che corrono in Canada con gli immigrati a fare il tifo per loro.

Passato alla Ferretti per le stagione ’71 e ’72 abbandona poi il ciclismo. Angelo Damiano  torna a Napoli e viene nominato Responsabile della Pista per il Sud.