Wouter Weylandt ciclista morto al Giro 2011

Wouter Weylandt ciclista morto durante il Giro d’Italia 2011

Wouter Weylandt perse la vita durante il Giro d’Italia 2011 per una caduta sul Passo del Bocco, nessuno si dimenticherà mai di questo giovane campione belga della Quick Step e della Leopard-Trek

Wouter Weylandt

Wouter Weylandt

Wouter Weylandt giovane talento del ciclismo belga passò professionista nel 2005 vestendo i colori della Quick-Step, dopo alcune difficoltà dovute ad una mononucleosi che costrinse a posticipare il suo debutto tra i pro, riuscì a rimettersi in condizione per la seconda parte della stagione tanto da conquistare il Grand Prix Briek Schotte, il 13 settembre 2005.

Il 2006 fu la sua prima stagione completa da professionista, fin da subito escono tutte le sue caratteristiche di sprinter e, pur non riuscendo ad imporsi in nessuna corsa, quell’anno conquistò la maglia a punti al Giro di Polonia.

L’anno successivo riesce ad ottenere una vittoria all’Eneco Tour (ora chiamato BinckBank) e una al Giro del Belgio, nel 2008 faecesua una frazione della Vuelta a Espana e nel 2010 conquistò (10 maggio 2010) l’ultima tappa olandese del Giro d’Italia con arrivo a Middelburg.

Il 2011 vide il passaggio_ di WW alla neonata formazione lussemburghese Leopard-Trek (l’attuale Trek-Segafredo) che si basava s un blocco di corridori in uscita dalla Saxo Bank. Il team è fortemente voluto dai fratelli Schleck che, terminato il loro contratto con la formazione diretta da Bjarne Riis, decidono di istituire la formazione sotto la guida di Brian Nygaard e Kim Andersen, fa parte della squadra anche Fabian Cancellara.

Wouter Weylandt: 9 Maggio 2011

E’ il 9 maggio 2011, il Giro è partito da Reggio Emilia per arrivare a Rapallo,  il gruppo sta affrontando la discesa del Passo del Bocco, mancano 25 chilometri all’arrivo, il ritmo è altro.

Sono circa le 16.20 e c”è una caduta. Un corridore resta a terra, le ammiraglie scorrono, si fermano i sanitari per prestare aiuto, la strada non è ampia. Le immagini TV fanno entrare nelle case degli appassionati l’immagine di un ragazzo a terra. Ha il body aperto, ci sono tracce di sangue sull’asfalto. Si capisce che è il corridore della Leopard-Trek Wouter Weylandt. L’equipe coordinata dal professor Tredici lavora per rianimare il ciclista, le immagini sono terribili. A radio Rai, Emauele Dotto racconta l’accaduto e ne rappresenta la drammaticità. Il ragazzo è inanimato sull’asfalto, gli viene sfilato il casco per cercare di prestare le cure indispensabili.

Sul posto arriva ambulanza e elicottero del 118 per trasportare il ragazzo nell’ospedale ma la morfologia non consenti di prelevare il ragazzo quindi si procede con l’ambulanza ma Wouter ci ha lasciati fin dal tremendo impatto contro il muretto a lato della strada e poi sull’asfalto.

“Siamo immediatamente giunti sul punto ma il corridore era già in stato di incoscienza con una frattura cranica molto estesa. Abbiamo fatto tutto quello che si doveva fare ma dopo 40 minuti abbiamo dovuto sospendere” ha dichiarato quel giorno il professor Tredici.

Fatale per il ciclista belga Wouter Weylandt è stato l’impatto contro il muro che ha sbalzato violentemente il corpo sull’asfalto, provocando un trauma cranio-facciale mortale, con lesioni alla base cranica, profonde lesioni viscerali oltre alla frattura di una gamba e lesioni al bacino.

“Il ciclismo belga è piombato in un lutto profondo – ha dichirato Tom Van Damme (presidente della Federazione ciclistica belga) – e il mio pensiero in questo momento va alla famiglia che deve avere molto coraggio”. Il Giro vive dunque un tragedia che gli amanti del ciclismo tricolore (purtroppo) ben conoscono avendola vissuta con il povero Fabio Casartelli.

Wouter lascia la moglie Anne Sophie che a settembre darà alla luce un bimbo, il medico legale Armando Mannucci al termine dell’esame sul corpo annuncia che “il ciclista è morto sul colpo, non ha sofferto”

 

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