Tour de France 2019: la guida essenziale

Tour de France 2019 quasi al via

Tour de France 2019 analisi dell’edizione che si annuncia equilibrata e ricca di spunti offerti da un percorso assolutamente interessante, ecco la guida essenziale

Thomas al Tour (fonte pagina Facebook)

Tour de France 2019, l’edizione di quest’anno, senza Chris Froome e Tom Dumoulin, potrebbe garantire un maggior spettacolo. Quando è stato presentato il percorso si è subito capito che sarebbe stata un’edizione “in altura” con la barriera dei 2000 metri spesso superata dalle varie tappe, oggi con il forfait di due capitani e leader designata, la Grande Boucle appare tremendamente equilibrata e in grado di offrire sorprese.

Abbiamo pubblicato qualche giorno fa l’analisi sei big sottolineando come l’assenza del volte vincitore (Froome) e la concomitante condizione incerta del vincitore dello scorso anno (Thomas) potrebbe spalancare le porte al giovane colombiano Bernal. Allo stesso modo la giovane età del corridore del Team Ineos potrebbe contribuire a spezzare l’egemonia del Team di Brailsford (già targato Sky) che ha conquistato sei degli ultimi sette Tour con una tattica di gara che ha spesso generato tappe abbastanza noiose.

Proprio lo strapotere Sky ha portato Christian Prudhomme e gli organizzatori del Tour a “inventarsi” un percorso “diverso” dal solito. Ora senza due annunciati protagonisti e con Thomas acciaccato e (forse) fuori condizione lo scenario apre le porte a tante possibilità.

Al via del Tour ci saranno solo due ex vincitore della corsa francese Thomas, appunto, e il nostro Vincenzo Nibali che, come Landa, avrà nelle gambe le fatiche del Giro. Jakob Fugslang ha difficoltà lungo tre settimane così come Richie Porte (Trek-Segafredo).

Adam Yates (Mitchelton-Scott) ha avuto qualche problema al delfinato, Rigoberto Uran (EF Education First), secondo nel 2017, ha corso solo 19 giorni quest’anno, Enric Mas (Deceuninck-QuickStep) ha deluso al Tour de Suisse e Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma) a 32 anni non pare al top della carriera.

I corridori di casa, Romain Bardet e Thibaut Pinot, alimentano le speranze transalpine ma sino ad ora non hanno brillato ma, in effetti, come titolato dall’Equipe “Quest’anno o mai più”.

Insomma è facile capire che, mai come quest’anno, il Tour è aperto a tutte le soluzioni.

TOUR DE FRANCE 2019 PERCORSO

La partenza dell’edizione 2019 sarà sabato 6 luglio in Belgio, per omaggiare il grande Eddy Merckx, e più precisamente il via sarà da Bruxelles per arrivare a Parigi il 28 luglio dopo 3640 chilometri.

La prima tappa con arrivo nella capitale belga, passerà da Woluwé Saint-Pierre la città natale del cannibale affrontando il Muur van Geraardsbergen e il Bosberg ma l’arrivo sarà per velocisti.

La seconda tappa sarà una cronometro a squadre di 27.6 km lungo un percorso urbano a Bruxelles non particolarmente tecnico in cui si potrà fare velocità.

La terza frazione vede il plotone lasciare il Belgio per entrare in Francia con gli ultimi 45km (in Champagne) che presentano quattro salite impegnative che portano il gruppo a giocarsi una volata anomala caratterizzata da una salita impegnativa.

La quarta tappa porterà il gruppo da Reims a Nancy e sarà con ogni probabilità pane per i velocisti anche se la Côte de Maron posta nel finale potrebbe scombussolare i piani delle ruote veloci del gruppo.

La quinta frazione porterà il gruppo nella regione dei Vosgi, nel nord-est della Francia e lo farà con quattro salite, due delle quali di seconda categoria, che non dovrebbero impensierire i big ma dovrebbero agevolare il compito dei cercatori di tappe.

Il Tour 2020 entrerà pienamente nel vivo con la sesta tappa, sempre nei Vosgi con arrivo a La Planche des Belles Filles, ospite fisso degli ultimi anni, che quest’anno sarà affrontata dopo ben tre ascese di prima categoria. Sarà un banco probante per le aspirazioni degli uomini di classifica anche in virtù del fatto che gli ultimi 1000 metri della frazione saranno di inedite strade sterrate.

Dopo l’arrivo de La Planche des Belles Filles ecco la tappa più lunga del Tour, 230 km che si concluderanno con ogni probabilità concludersi con uno sprint di gruppo.

L’ottava tappa sarà particolarmente ondulata portando il plotone a Saint-Étienne dopo aver superato sette salite (tutte valide per la Maglia a Pois).

La tappa 9conduce il gruppo nel Massiccio Centrale verso Brioude, città natale di Bardet che, complice la difficoltà della tappa e il fatto che si corre nel giorno della presa della Bastiglia avrà motivazioni in più per cercare un exploit personale.

La decima frazione potrebbe essere adatta ai velocisti ma i team delle ruote veloci dovranno impegnarsi per tenere la corsa lungo gli oltre 200 km particolarmente movimentati in attesa del meritato giorno di riposo.

La tappa 11 farà avvicinare il gruppo ai Pirenei con 167 km tutti adatti ai velocisti che potrebbe non offrire le classiche brutte sorprese delle tappe post giorno di riposo.

La frazione 12 partirà da Tolosa offrendo i primi 130 km assolutamente pianeggianti per poi infilare la doppietta del Col de Peyresourde (lato più duro)  e l’Hourquette d’Ancizan terminando, poi, con la discesa verso Bagnères-de -Bigorre. Le due salite (sopra i 1500 metri) potrebbero essere “anestetizzate” proprio dalla lunga discesa (circa 30km) ma sicuramente chi non ha le gambe rischia di perdere terreno.

La tredicesima giornata di corsa prevede una cronometro nella “classica” Pau, la città che vanta maggior “visite” del Tour, della lunghezza di 27,2 km. Pur non essendo eccezionalmente lunga siamo certi che questa prova contro l’orologio delineerà una nuova classifica generale.

Prosegue io trend delle tappe brevi ma dure con i 117,5 km della 14esima frazione con arrivo al temibile Col du Tourmalet che fa sfondare alla corsa il tetto dei 2000 metri. Prima dell’arrivo in quota le gambe degli atleti verranno testate sul Col du Soulor di categoria 1.

La tappa 15 passerà da Foix dove, nel 2015, si impose Warren Barguil. Saranno tre le salite spezzagambe: Il Port de Lers è seguito dal tremendo Mur de Peguère per spingere i gruppo al Prat d’Albis 11.8 km al 6,9 per cento.

La sedicesima frazione sarà piatta e funzionale ad uno sprint al termine dei 177 chilometri previsti.

Lo Stage 17 porta i corridori verso le Alpi affrontando il Col de la Sentinelle che potrebbe offrire una volata ridotta di gruppo.

La 18esima frazione da il via al trittico alpino che porterà la ancora sopra i 2000 metri con il Col de Vars (prima categoria) che sarà l’antipasto per la doppietta di “classici” Izoard e Galibier. La discesa verso Valloire potrebbe dare un’ultima chance a chi non ha retto il salita.

La tappa 19 porterà sulla vetta del Tour, il Col de l’Iseran, 2770 m, con arrivo a Tignes. Tignes potrebbe essere il posto migliore per dare un colpo alla classifica.

La 20esima frazione è l’ultimo banco d’appello per chi vuole sistemare la sua classifica, saranno 130km intensi con la salita di categoria 1 del Cormet de Roseland che spaventa mentre l’ultima salita verso Val Thorens, lunga a 33,4 km, con pendenza del 5,5%.

La tappa 21 è il classico carosello finale verso Parigi durante il quale la maglia gialla potrà brindare allegramente in attesa che gli sprinter che hanno resistendo alle salite si diano battaglia.

Tour de France 2019: la guida a maglie e dorsali

Maglia Gialla

Indossata dal leader della classifica generale viene assegnata al termine di ogni tappa, quest’anno ricorre il 100esimo anniversario dell’introduzione di questo simbolo diventato ormai universale nato dal colore dell’Equipe che è storicamente stampata su carta gialla (come il rosa della Gazzetta al Giro).
Le  maillot jaune viene assegnato al leader della in base tempo impiegato per completare l’intero corsa ma va ricordato che vengono assegnati bonus ai primi tre corridore piazzati nelle tappe (cronometro escluse).

E’ naturalmente previsto un tempo massimo per completare le varie frazioni che varia dal 3 al 20 per cento a seconda del livello e della velocità media.

Maglia verde

E’ indossata dal leader della classifica dei punti che vengono assegnati in base ai posizionamenti nelle tappe. La maglia di solito viene assegnata ad un velocista (Peter Sagan ne ha conquistate sei) ma può accadere che anche uomini di classifica riescano ad accumulare punti tali da lottare per questa maglia.
I punti vengono assegnati ai primi 15 corridori nelle tappe o negli sprint intermedi, con assegnazioni diverse a seconda del tipo di tappa.

Tappe 1, 4, 7, 11, 16, 17, 21 (piatte):  50-30-20-18-16-14-12-10-8-7-6-5-4-3-2
Tappe 3, 5, 8, 9, 10, 12 ( media montagna): 30-25-22-19-17-15-13-11-9-7-6-5-4-3-2
Tappe 6, 13, 14, 15, 18, 19, 20: (alta montagna e crono):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1
Sprint intermedi (uno per tappa in linea):  20-17-15-13-11-10-9-8-7-6-5-4-3-2-1

Maglia A pois

Altro simbolo della Grande Boucle, la maglia a pois viene indossata dal leader della classifica delle montagne in base a punti assegnati sulle varie salite in base al livello di difficoltà.

Hors catégorie: 20-15-12-10-8-6-4-2
Prima Categoria: 10-8-6-4-2-1
Seconda Categoria: 5-3-2-1
Terza Categoria: 2-1
Quarta Categoria: 1

Maglia bianca

Indossato dal leader della classifica dei giovani ovvero gli atleti nati dopo il primo gennaio del 1994 (quindi con meno di 25 anni di età). Viene assegnata in base al tempo totale impiegato per completare il Tour.

Dossard rosso

Identifica il corridore più combattivo del giorno precedente, il corridore che si è distinto per azioni in fuga a cui fa seguito un premio a termine del Tour a chi si distingue nel corso dell’intera competizione.

Dossard giallo

Indossato dai membri della squadra che guida la classifica delle squadre in base alla somma dei tempi impiegati dei tre migliori uomini di ogni formazione.

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