Tour de France 2012, Wiggins fermò Chris Froome

Tour de France 2012: “Chris aspettami!”

Tour de France 2012 a Peyragudes il giorno in cui Bradley Wiggins fermò Chris Froome per farsi aiutare a vincere la Grande Boucle davanti proprio al kenyano

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012: Froome e Wiggins

Tour de France 2012 tappa con arrivo a Peyragudes, mancano poco più di due chilometri all’arrivo dell’ultima tappa pirenaica. Davanti a tutti uno scatenato Alejandro Valverde vuole portare a casa l’alloro di giornata. Alle spalle dell’iberico arrancano un po’ tutti, manca poco alla completa definizione di quelli che saranno i distacchi definitivi sui Campi Elisi, la classifica no, quella è già delineata in modo definitivo. Ai meno due dall’arrivo se ne vanno in due, hanno la stessa maglio o, meglio, lo stesso sponsor perché uno indossa la maglia gialla di leader della generale. I due uomini in fuga sono, appunto, Bradley Wiggins (in maglia gialla) e Chris Froome il secondo della generale. L’attacco dei due uomini Sky sfianca la resistenza del nostro Vincenzo Nibali, il suo terzo posto in generale non è in pericolo ma gli uomini del team britannico hanno un altro passo.

Domenica sugli Champs Elysées, saranno i basettoni di Wiggins a caratterizzare il look del vincitore mentre gli occhi chiari e la carnagione diafana di Froome saranno un gradino più sotto.
Le danze le comanda l’emergente “kenyano bianco” Froome che tira su per i tornanti il capitano ma che succede? Wiggins arranca, si stacca e Froome prende qualche metro. Il kenyano potrebbe allungare, fors’anche mettere un distacco tale tra i due da invertire l’ordine Parigino.

Ed ecco l’ordine dall’ammiraglia: “fermati!” E’ normale nel ciclismo ed in altri sport (vedi la formula uno), non è l’unica volta che accade. Basti rammentare ciò che accadde a Jan Ullrich con Bjarne Riis o a Greg LeMond con Bernard Hinault. A volte il gregario è più forte del capitano ma le gerarchie sono determinate a tavolino e vanno rispettate, un patto di onore tra ciclisti.

Certo non è facile accettare di arrivare secondo quando puoi essere il primo, ancor più arduo è farlo comprendere a tifosi ed amici che meno conoscono le regole non scritte dello sport del pedale.

Insomma la classifica del Tour de France 2012 è questione di onore tra compagni di team più che di gambe.

L’afrikaner di Nairobi sente l’urlo nell’auricolare del direttore sportivo e il grido di Wiggins: aspettami! Se avesse avuto carta bianca sarebbe ripiombato su Valverde che invece può gongolare a due anni dalla squalifica per doping

I rimpianti non fanno la storia ma se Froome non fosse caduto nella prima tappa, con un ritardo di 1’ e 25″, magari avrebbe recuperato i 44″ persi nelle prime due cronometro e quelli che cederà il giorno dopo a Chartres. A cronometro va forte Bradley ma in montagna il “califfo” è Chris, lo ha dimostrato anche a Les Belles Filles qualche giorno prima.

All’arrivo sono inevitabili le domande dei cronisti, rivolte al Team manager di Sky, David Brailsford, che da sapiente volpone mette tutto a tacere: “Sono fiero dei miei ragazzi”, stop non una parola sull’ardine di scuderia “incriminato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Bradley Wiggins che però si espone un po’: “Voleva vincere la tappa, me l’ha chiesto e ho risposto di sì. Ma poi ho perso la concentrazione, lui mi stava portando su al limite, e con la testa ero in un altro mondo”.

Tutto risolto nella tranquillità del possente motorhome di casa Sky? Apparentemente si ma, lo dicevano, le regole non scritte sono facilmente interpretabili dai protagonisti, meno da chi sta vicino agli atleti.
Michelle Cound, fidanzata di Chris Froome, manda un paio di flash al vetriolo su Twitter: “All’improvviso non sono più nell’umore per andare a Parigi. Che presa in giro” e, ancora: “So quanto Chris voleva vincere, e siate in disaccordo con me quanto volete”.

Quasi contemporaneamente la stampa incalza il Kenyano bianco sulla surreale situazione (naturalmente Chris non sa cei “cinguettii” della compagna): “volete sapere se mi sono sacrificato per Wiggo? Certo, tutti ci siamo sacrificati per la Maglia Gialla, era nei piani di corsa. Sono felice di essere sul podio, due anni fa cercavo un contratto senza esito ed ora sono qui! Ho 27 anni e un giorno sarò io a trionfare al Tour de France”.

In serata girano voci di un possibile addio del Kenyano al Team Sky, le sirene della BMC sono forti e il budget del Team del magnate svizzero Andy Rihs è inarrivabile ai tempi del Tour de France 2012.

Il resto della storia la conoscete tutti, Chris Froome, dopo il Tour de France 2012, non solo non se ne andrà dalla Sky ma ne diventerà il capitano vincendo la Grande Boucle dell’anno successivo davanti al favorito Nairo Quintana con oltre 4 minuti di vantaggio. Sarà il primo alloro francese per il kenyano bianco che ne inanellerà altri negli anni successivi fino alla torbida vicenda della positività al salbutamolo che farà aleggiare sulla sua testa tante ombre e che scatenerà la lotta a colpi di social tra Michelle Cound (nel frattempo convolata a nozze con Froome) e Catherine Wiggins.

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