Thomas conquista l’Alpe, la Gendarmeria fa cadere Nibali

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez bissando la vittoria di La Rosiere, Nibali cade per colpa di una moto ma perde meno di quanto pensabile

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez

Thomas conquista l’Alpe d’Huez ottenendo una splendida doppietta dopo aver vinto a La Rosiere, una bella vittoria per il gallese che mette tutti alle sue spalle nella 12^ tappa del Tour de France 2018.

Tra i migliori bene a Tom Dumoulin (Sunweb), Romain Bardet (Ag2R La Mondiale), Froome (Sky) e Mikel Landa (Movistar) mentre un capito a parte lo merita la incredibile situazione che ha coinvolto, suo malgrado, il nostro Vincenzo Nibali.

Doveva essere la giornata più spettacolare del trittico alpino e lo show non è mancato, per merito dei corridori e per colpa dell’organizzazione, ma andiamo per ordine. La tappa di oggi prevedeva Madelaine, Lacets de Montvernier e Croix de Fer per concludersi in vetta alla mitica Alpe d’Huez a quota 1850 metri (dislivello totale di 5000 metri).

Alla partenza manca Rigoberto Uran (EF Drapac), in grande difficoltà fin dalle prime tappe che ha deciso di alzare bandiera bianca. Fin dalle prime battute prende il largo una fuga comprendente alcuni uomini interessanti tra cui: Alejandro Valverde e Andrey Amador (Movistar), Steven Kruijswijk e Robert Gesink LottoNL-Jumbo), Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), Serge Pauwels (Dimension Data), , Warren Barguil (Fortuneo-Samsic), Rafal Majka (Bora – Hansgrohe), Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Mikel Nieve (Mitchelton-Scott), Tejay Van Garderen (BMC), Julian Alaphilippe (Quick Step Floors), Gorka Izagirre (Bahrain-Merida),

Kruijswijk, scollina in cima alla Croix de Fer con tre minuti sui primi inseguitori mentre il gruppetto dei migliori è a sei minuti. Il vantaggio dell’olandese comincia a calare sulla spinta dei big.

Ai meno dieci dall’arrivo ci prova Nibali ma si rialza quasi subito, è poi la volta di Nairo Quintana con il medesimo esito per via del forcing del Team Sky comandato dal giovane Egan Bernal che porta i big  ricucire lo strappo che aveva creato Kruijswijk per poi lasciare campo a Thomas e Froome.

La caduta di Vincenzo Nibali

Quando manca davvero poco alla vetta tra fumogeni e tifosi incivili che spingono e urlano ecco l’incredibile: una moto della Gendarmeria Francese nel tentativo di rimontare il gruppetto fa cadere lo Squalo dello Stretto. Vincenzo batte violentemente sull’asfalto, appare dolorante ma riparte con ancora più rabbia. Davanti c’è il bel gesto di  Froome, Thomas, Bardet e Roglic che decidono di aspettarlo ma ecco che il francese se ne infischia di tutto e parte all’attacco dando il via alla bagarre.

Ad imporsi è ancora Thomas che si conferma il più energico in salita e che consolida la leadership in generale. Con il medesimo tempo tagliano la linea d’arrivo Dumoulin, Bardet, Froome e Landa, mentre Nibali chiude a 13″ assieme a Roglic. A 47″ giunge uno spento Quintana.

In generale  Thomas ha un vantaggio di 1’39” sul compagno di squadra di Froome, 1’50” su Dumoulin e 2’37” su Nibali.

Vincenzo a fine tappa si dimostra fin troppo diplomatico: “C’era Bardet davanti che aveva attaccato. Stavano passando le moto della polizia e io ho seguito Froome  ma c’è stato un rallentamento e sono finito a terraSono cose che possono accadere perché il pubblico era davvero molto, peccato perché stavo bene, le gambe giravano e l’idea era proprio quella di attaccare nel finale”.

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