Van Vleuten dominatrice del Giro Rosa 2018.

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice della tappa con arrivo sullo Zoncolan, la campionessa del Mondo incrementa il suo vantaggio in classifica

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice sullo Zoncolan

Van Vleuten dominatrice della tappa regina del Giro d’Italia femminile con arrivo sullo Zoncolan. La portacolori della Mitchelton – Scott è partita quando alla conclusione della tappa mancavano cinque chilometri in compagnia di Hashleigh Moolman-Paiso (Cervelo-Bigla) per poi allungare ai meno 3000 metri dal traguado.

La sudafricana Moolman-Paiso non è riuscita a resistere al forcing della Van Vleuten. Il solco tra le due è inesorabilmente aumentato e Annemiek Van Vleuten è andata a tagliare il traguardo in solitaria. A completare il podio è stata Amanda Spratt (Mitchelton-Scott) che ha superato in volata Eider Merino.

 

Partenza nervosa della corsa con tanti tentativi di allungo, le prime a riuscire a guadagnare terreno sono Olena Pavlukhina, Silvia Valsecchi e Sara Penton, che arrivano ad avere un margine di circa 3 minuti. La Mitchelton-Scott tiene sotto controllo la situazione e va a chiudere il gap poco prima dell’inizio del Mostro friulano (al suo esordio nel Giro d’Italia femminile.

Davanti restano una 40ina di atlete a battagliare sullo Zoncolan ma con il passare dei chilometri il gruppetto si assottiglia fino a restare in circa 15 elementi.

Annemiek Van Vleuten (Mitchelton-Scott) si invola indisturbata verso il successo inseguita senza risultato dalla sudafricana Moolman-Paiso.

 

Francesco Guidolin lo Zoncolan l’ho scoperto io

Francesco Guidolin lo Zoncolan e l’Udinese del 1998

Francesco Guidolin lo Zoncolan lo conosce bene, lo ha affrontato per la prima volta nell’agosto del 1998 quando allenava l’Udinese durante il Trofeo Birra Moretti

Francesco Guidolin

Francesco Guidolin

Francesco Guidolin lo Zoncolan lo conosce bene, l’ex tecnico dello Swansea in Inghilterra ama da sempre il ciclismo, è il suo modo per scaricare la tensione e lo stress che un allenatore di una squadra di calcio è solito accumulare nel corso della stagione.

Nell’agosto del 1998, Francesco Guidolin siede sulla panchina dell’Udinese. La squadra friulana ospita un grande classico del calcio d’Agosto, il torneo amichevole Trofeo Birra Moretti, e nella prima partita va in vantaggio contro l’Inter. Guidolin non si alza ad esultare e tutti si chiedono se vi siano dei dissapori o dei problemi. In realtà la mattina il buon Francesco si è avventurato con la sua bicicletta, fedele compagna di tante sgambate, fino alla cime dello Zoncolan.

Lo Zoncolan non è, nel 1998, così noto se non agli appassionati di locali, mai una corsa ufficiale lo ha scalato ma quel giorno le gambe di Francesco Guidolin fanno conoscenza del “mostro” carnico. Lo Zoncolan non è una salita comune è la manifestazione dell’imponenza della natura. L’idea della piccolezza dell’uomo di fronte alla roccia, alle rampe infami della salita.

Quel giorno Guidolin lo scopre: “in senso lato, almeno per il grande ciclismo. Perché non avevo mai visto una salita così terribile e ho cominciato a spargere la voce nel mondo della bicicletta”

Il Mostro Zoncolan farà il suo debutto alla corsa rosa cinque anni più tardi dal versante di Sutrio, il meno duro. “Lo Zoncolan è la salita più dura al mondo – continua Guidolin – non sono un professionista ma di salite ne ho fatte tantissime”.

Ma come ha fatto Guidolin a incrociare il Mostro Carnico? “Nel 98 l’Udinese era in ritiro ad Arta Terme e grazie ad un ragazzo del posto di nome Daniele ho scoperto questi luoghi meravigliosi. Il ragazzo mi parlava sempre dello Zoncolan, così all’ultimo giorno di ritiro, che coincideva con il Trofeo Moretti, ci siamo spinti ad affrontarlo. La strada era sterrata, un viottolo di montagna fangoso, i primi chilometri erano duri ma nulla di strano poi ecco i sei chilometri successivi e li ho capito che ero di fronte alla salita più dura al mondo”.

“Solo con la forza della disperazione ho finito quella salita – prosegue l’allenatore – ammetto che ho ache messo il piede a terra cosa che non faccio mai. Lo Zoncolan è il Wembley del ciclismo quel giorno ne ho capito il potenziale”.

Da quel momento Francesco Guidolin comincia a parlare del Monte Zoncolan così Enzo Cainero si impegna per organizzare l’arrivo di tappa in cima al Mostro e da quel momento si scrive un nuovo pezzo di storia del ciclismo mondiale.

I vincitori sullo Zoncolan

Anno Tappa Km Vincitore Tempo
2003 12ª 185 Gilberto Simoni
2007 17ª 142 Gilberto Simoni 39’03”
2010 15ª 222 Ivan Basso 40’45”
2011 14ª 172 Igor Antón 40’50”
2014 20ª 167 Michael Rogers 44’30”
2018 14ª 186 Chris Froome 39’58”

Sam Bennett impenna sul Passo Duron

Sam Bennett impenna sullo Zoncolan tra fans in delirio

Sam Bennett impenna tra i tifosi che attendono il passaggio del Giro d’Italia sul Passo Duron l’irlandese reduce da due vittorie nella corsa rosa regalo uno show agli appassionati

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna

Sam Bennett impenna con la sua bicicletta mentre affronta la terribile ascesa al Passo Duron. Se davanti a divertirsi nella terribile tappa del Giro d’Italia è stato il kenyano bianco Chris Froome che ha trionfato sullo Zoncolan nelle retrovie a dar spettacolo è stato il corridore della Bora.

Lo Zoncolan è sicuramente una delle salite più dure (se non la più dura) del ciclismo professionistico, le ruote veloci del gruppo lo temono come un avversario quasi impossibili e sono soliti fare il “gruppetto” per affrontarlo in modo indolore ma non era l’unica salita del giorno così, quasi per esorcizzare la terribile ascesa che lo aspettava il corridore della Bora ha deciso di fare un po’ di show per i tifosi.

Abile a destreggiarsi nelle volate Sam ha deciso di affrontare alcuni tratti di salita su di una sola ruota facendo andare in visibilio i tanti fans della corsa rosa a cui ha anche lanciato una borraccia in segno di gratitudine. Insomma lo sappiamo tutti che la vittoria non poteva andare a Sam Bennett ma la sua impennata è stata sicuramente uno dei momenti più esilaranti del weekend appena trascorso. Per la cronaca il corridore della Bora è arrivato sullo Zoncolan per ultimo chiudendo la tappa comunque nel tempo massimo stabilito dalla giuria.

Non a tutti piacciono questi comportamenti da “guascone” ma certamente sono momenti che strappano sorrisi ai tanti fans che aspettano per ore non solo il passaggio dei grandi della montagna ma anche i velocisti quindi Sam Bennett che emula il Campione del Mondo Peter Sagan con una impennata secondo noi è solamente positivo per il ciclismo.