MTB elettrica guida alla scelta

MTB Elettrica i consigli per sceglierla

MTB Elettrica consigli per scegliere la vostra bicicletta a pedalata assistita: telai, sospensioni, trasmissione e batteria tutto quello che devi sapere

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica: un dettaglio

MTB Elettrica quale scegliere? Così hai deciso anche tu di acquistare una E-Bike o, meglio una E-MTB ma ti trovi ancora perso in un mare di modelli e caratteristiche. E’ pressoché impossibile riuscire a stabilire quale sia la miglior MTB a pedalata assistita presente sul mercato ma vi sono una serie di parametri (o se preferite suggerimenti) che vale la pena analizzare prima di procedere all’acquisto.

MTB Elettrica: il motore

Il mercato dei motori per MTB elettriche è rappresentato sostanzialmente da 4 player principali: Shimano, Bosch, Yamaha e Brose. Dimensioni, peso e coppia sono i 3 parametri principali da considerare.

L’e8000 di Shimano è il più compatto nonché il più leggero, il Bosch è più voluminoso e pesa 4kg. E’ fondamentale sapere che oltra al peso va analizzata, appunto, la coppia (N-m).

Un valore basso di coppia significa erogazione più morbida ma meno spunto se si vogliono affrontare salite impegnative è meglio avere più N-m. E’ fondamentale affidarsi a marche che diano adeguata assistenza: se su di una bici tradizionale è relativamente facile metterci le mani, sulle bici elettriche diventa tutto più difficile.

Il servizio post vendita è sicuramente un aspetto da valutare confrontandosi con il negoziante che vi venderà la bicicletta.

MTB Elettrica: la batteria

La batteria è il vero cuore della E-bike prima ancora del motore. E’ importante valutarne il peso (in aggregazione col motore), i Watt-ora (Wh) e il numero di cicli di ricarica.

E’ importante valutare il numero di cicli di ricarica dichiarato dal produttore dopo il quale, come avviene per gli smartphone, l’efficienza della batteria può ridursi fino al 20% – 30%.

L’autonomia della batteria può variare con il peso della persona: un peso maggiore ne riduce naturalmente la prestazione!

Lo standard attuale è ormai di 500 Wh, ad eccezione di pochi marchi che propongono batteria da oltre 700 Wh con tendenza all’aumento. Nei prossimi avremo batterie da 1000 Wh, con lo stesso ingombro e magari anche con un peso inferiore ma ci vorranno tempi e studio.

MTB Elettrica: il display

Chiaramente è meglio averlo che non averlo ma se previsto è importante che sia ben visibile e magari che possa interagire con lo smartphone.

MTB Elettrica: trasmissione

Le E-Bike possono presentare trasmissione tradizionale a catena più scattante ma  più nervosa oppure a cinghia più fluida, uniforme e senza strappi

Catena o cinghia che sia devono poi rapportarsi alla corona anteriore (monocorona ma in futuro saranno 2 corone) e al pacco pignoni (i più diffusi sono a  11 velocità ma qualcuno offre anche i 12).

MTB Elettrica: il telaio

Anche per le biciclette a pedalata assistita a farla da padrone sono l’alluminio e il carbonio ma quest’ultimo è ancora fresco di introduzione e quindi da verificare.

Importante è ricordare che le E-MTB con telaio in allumino sono più pesanti ma più facili da guidare mentre quelle con telaio in carbonio consentono una riduzione di peso di quasi 2 kg portandolo spesso sotto la soglia psicologica per una MTB elettrica dei 20kg.

MTB Elettrica: la sospensione

Se la E-MTB sarà usata per un uso travel, su strade bianche o piccoli i dislivelli, va benissimo la sola sospensione frontale (che consente anche una riduzione di peso rispetto a una “full”).

Se l’idea è quella di fare un uso “gravity” per superare grandi dislivelli le Full offrono maggior comfort sia in salita che in discesa. Attenzione: le E-MTB Full costano di più delle Front quindi la scelta dipende anche dal budget.

I modelli di punta si avvicinano e a volte scendono anche sotto i 21 Kg, ma per le e-Mtb a doppia sospensione il peso è mediamente più vicino ai 22,5 Kg che ai 21 Kg.

MTB Elettrica: ruote da 26, 27.5 o 29″

Nelle E-MTB il trend in aumento è quello delle 27.5 Plus che offrono dinamicità permettendo di tenere alta la velocità consentendo maggiore stabilità.

Nelle MTB elettriche lo standard sono i freni a disco idraulici al fine di migliorare la sicurezza.

MTB Elettrica: il cambio

La maggior parte delle E-bike presenta cambio manuale anche se quelle di fascia alta ormai montano i cambi elettronici.  lo Sram Ex1 (primo e per ora unico cambio specifico per e-Mtb), è diventato sempre meno popolare preferendo lo Sram Gx Eagle per la migliore spaziatura dei rapporti.

MTB Elettrica: i prezzi

Come ogni settore anche quello delle E-Bike dovrà diventare maturo stabilizzando (e riducendo) i prezzi di vendita: i grandi brand della bici presto o tardi dovranno fare i conti con le proposte low cost di marchi come Decathlon che per ora non è ancora (per quanto?) un player del settore.

 

 

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo

Cal Crutchlow Diuretici presenti anche nel Motomondiale

Cal Crutchlow: Il doping non è solo nel ciclismo, i farmaci diuretici sono molto diffusi nel circus del motomondiale.

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow

Cal Crutchlow, noto pilota del motomondiale, vuole sfatare il luogo comune che vede i ciclisti come i principali utilizzatori di prodotti dopanti. La logica ciclismo=doping è tristemente diffusa tra le persone meno informate in materia di prodotti dopanti. Uno studio di qualche mese fa aveva “sorprendentemente” evidenziato che i ciclisti non sono i principali utilizzatori di sostanze dopanti.

Il ciclismo è spesso sotto l’occhio del ciclone per casi di doping (non ultima la surreale vicenda Froome) ma va anche detto che è uno degli sport con la maggior percentuale di controllo in rapporto al numero di praticanti a livello professionistico.

Restando in tema di due ruote, uno che se ne intende (ma di due ruote a motore) è Cal Crutchlow che ha espresso le sue idee a Crash.net:

 “Quando si parla di doping, il primo sport al quale si pensa in modo istantaneo è il ciclismo, ma sempre più spesso, purtroppo, sono molti gli sport coinvolti. Chi pensa che qui non ci sia chi usa sostanze, che prenda scorciatoie, è un illuso”.

Cal Crutchlow ha anche aggiunto: “Penso che il sistema di test sia terribile. Penso che il modo in cui questo sistema è applicato a questo campionato non è assolutamente corretto. Non sto dicendo nulla di nuovo rispetto a quanto ripeto da almeno quattro anni. Se pensi che non ci siano persone che non cerchino di tagliare le curve, nel più grande sport motociclistico al mondo, sei uno stupido. Perché ci sono persone che tagliano le curve”.

Tornado sul doping Crutchlow è stato netto: “Penso che chiunque debba sottoporsi ai test, ognuno dovrebbe loggarsi ed aggiornare sulla propria reperibilità nel sistema ADAMS. E sapete qual è il problema? E’ che sono tutti dei pigri e non vogliono la scocciatura di loggarsi. In realtà basterebbe loggarsi una volta al mese e dichiarare dove ci si troverà ogni giorno. Dopo, se per caso fai qualche cambiamento al tuo itinerario, basta loggarti di nuovo e modificarlo. E per favore, non ditemi che non hanno assistenti, manager o medici che possono farlo…”

Ma che tipologia di doping “circolerebbe” nel Motomondiale? “Non dico che una droga pesante aiuterebbe. La Motogp non è uno sport che premia particolarmente la superperformance atletica. C’è un tipo che corre qui che quando esce fuma e beve, ma riesce lo stesso ad essere competitivo perché ha un talento naturale per correre in moto. Stiamo parlando di reidratazione, contenimento del peso. Qui non sono ammesse scorciatoie e so per certo che c’è chi ne fa uso. C’è chi prende diuretici perché non vuole passare ore ad allenarsi”.

 Cal Crutchlow: chi è?

Cal Crutchlow nato a Coventry il  29 ottobre 1985 è un pilota motociclistico laureatosi campione britannico Supersport nel 2006 con la Honda CBR 600RR del team Northpoint Ekerold Honda. Vince il campionato con 242 punti ottiene 6 vittorie ed anche 11 podi, staccando di 70 punti il suo principale rivale Sykes.

Nel 2007 fa il suo esordio nel campionato britannico Superbike pilotando la  Suzuki GSX-R1000 del team Rizla Suzuki. Nel 2008 si traferisce al team HM Plant Honda guidando la Honda CBR1000RR nel campionato britannico Superbike.

Nel 2009 conquista il mondiale Supersport con la Yamaha YZF R6 del team Yamaha World Supersport mentre nel 2010 si sposta in Superbike portando in pista la Yamaha YZF R1 del team ufficiale Yamaha Sterilgarda.

Nel 2011 lascia le competizioni per moto derivate dalla serie, passando a correre in MotoGP.