Sagan a Evenepoel: divertiti ragazzo!

Sagan prodigo di suggerimenti a Evenepoel

Sagan manda il suo suggerimento al giovane talento belga Remco Evenepoel: “divertiti e poi i risultati arriveranno di conseguenza”

Sagan sa come si vince (fonte facebook)

Sagan sa come si vince (fonte facebook)

Sagan, lo sappiamo tutti, è sicuramente un personaggio “controcorrente”, mai banale nelle esternazioni, talvolta scomodo, amato dal pubblico e certamente innamorato del ciclismo. Un campione incredibile lo slovacco in grado di conquistare tre titoli Mondiali su strada consecutivi. Un campione che da luce al ciclismo mondiale sempre alla ricerca di stelle in grado di appassionare il grande pubblico.

Un talento che fra qualche anno potrebbe prendere l’eredità di Sagan, non tanto sotto il piano sportivo quanto per l’empatia dei tifosi è il belga Remco Evenepoel. E’ un predestinato Evenepoel, è un campione di quelli che ne nascono uno ogni 50 anni almeno a giudicare dall’alba della sua carriera. Il giovane belga ha iniziato con il calcio per poi “sposare” il ciclismo.

La carriera di Remco è stata di quello che lasciano il segno nella categoria Juniores e il suo debutto nel ciclismo professionistico ha rispettato le attese per un ragazzo che tutti indicano come un “fenomeno” che segnerà il futuro del ciclismo dei prossimi anni.

Sagan, da sempre attento alle dinamiche del ciclismo, ha voluto dire la sua ai giornalisti di Cyclingnews  sul giovane Evenepoel.

 “Remco ha vinto entrambi i titoli Mondiali juniores con un vantaggio enorme ora è chiamato al passo tra i pro. Il salto dagli juniores al World Tour è un grande passo, vediamo come lo farà e come gestirà tutti gli aspetti del caso” ha dichiarato Peter Sagan.

Se le qualità di Evenepoel paiono universalmente riconosciute molto dipenderà, secondo il campione slovacco, della capacità di gestione di aspetti anche extra sportivi.

 “La cosa più importante è che il belga sappia divertirsi andando in bicicletta, perché se questo sport diventano solo un lavoro e un modo per guadagnare dei soldi allora soffrirà le pene dell’inferno. Tutti noi abbiamo iniziato ad andare in bicicletta per passione, per molti di noi la passione è mutata in un lavoro e un modo per fare soldi il che può portare a perdere amore per lo sport” ha continuato PEto

Il campione della Bora che nel 2019 sarà il ciclista più pagato del World Tour ha voluto fare un parallelo con la sua esperienza professionale “Quando ho debuttato non ero sotto i riflettori come adesso. C’è voluto un po’ ad abituarmi alla popolarità ma ora che corro da dieci anni ho imparato a gestire la pressione dei media e dell’ambiente. Quando hai anni di esperienza alle spalle e sei più vecchio tutto è diverso e più facile” ha chiosato Sagan.

Nippo Vini Fantini Faizanè: pronta al debutto

Nippo Vini Fantini Faizanè: debutto alla Vuelta a San Juan

Nippo Vini Fantini Faizanè: pronta al debutto stagionale previsto per questa domenica 27 gennaio in Argentina, alla Vuelta a San Juan Internacional

NIPPO Vini Fantini Faizanè (fonte comunicato stampa)

NIPPO Vini Fantini Faizanè (fonte comunicato stampa)

Nippo Vini Fantini Faizanè: pronta al debutto. Gli #OrangeBlue si preparano al debutto stagionale previsto per questa domenica 27 gennaio in Argentina, alla Vuelta a San Juan Internacional. Al via gli scalatori del team con Ivan Santaromita e Hideto Nakane a guidare i due neo-pro Alejandro Osorio e Ruben Acosta. Per le tappe veloci si punterà sui fratelli Damiano e Imerio Cima.

Vuelta a San Juan, Argentina.

Le nuove divise #OrangeBlue debutteranno in Sud America, per la precisione in Argentina a San Juan, questa domenica 27 gennaio, sulle spalle di 6 atleti del team Italo-Giapponese. Nella gara di debutto stagionale, previsti due debutti assoluti, per i due giovani neo-pro colombiani Alejandro Osorio e Ruben Acosta. La gara Argentina si svolgerà su 7 tappe e vedrà al via ben 6 formazioni World Tour, tra le quali la Bora di Peter Sagan, 5 formazioni Professional e numerose selezioni nazionali sudamericane.

LA FORMAZIONE.

Il team NIPPO Vini Fantini Faizanè si presenterà al via con una formazione bilanciata.  4 gli scalatori, guidati dal leader di esperienza Ivan Santaromita e dal Giapponese Hideto Nakane che dopo la grande crescita personale del 2018 ha dimostrato di avere un’ottima condizione sin dai primi test di questo 2019 e si prepara a partire forte nell’ultima stagione prima delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Con loro i due debuttanti Alejandro Osorio e Ruben Acosta. Spazio anche per le ruote veloci del team con Damiano e Imerio Cima pronti a competere in alcuni arrivi di tappa a loro più congeniali.

La formazione completa: Ivan Santaromita, Hideto Nakane, Alejandro Osorio, Damiano Cima, Imerio Cima, Ruben Acosta.

DS: Valerio Tebaldi.

LA DICHIARAZIONE.

Questo il commento pre-gara del ds #OrangeBlue:

“Il team si appresta al debutto 2019 con una squadra ben equilibrata per affrontare anche le tappe più dure della gara a tappe argentina e provare a essere competitivi in volata. Sarà un primo importante test per i due neo-pro scalatori colombiani Osorio ed Acosta, per il nostro uomo di esperienza Ivan Santaromita e sopratutto per Hideto Nakane apparso da subito in grande forma nei test pre-stagione. Cercheremo un buon risultato nelle tappe di salita provando anche a curare la classifica generale per un piazzamento in top 10. Per le tappe veloci i fratelli Cima sono molto motivati con Damiano che ha già dimostrato di saper vincere e il giovane Imerio Cima in cerca di riscatto dopo un 2018 sfortunato con troppi infortuni a frenarlo.”

Davide Rebellin “la medaglia di Pechino la sento mia”

Davide Rebellin alla vigilia della stagione 2019 rilancia il tema

Davide Rebellin, argento olimpico a Pechino 2008, si appresta a iniziare la 27esima stagione agonistica e rivendica la sua medaglia d’argento

Davide Rebellin (Fonte pagina Facebook)

Davide Rebellin (Fonte pagina Facebook)

Davide Rebellin è il vero Higlander del ciclismo tricolore (e forse mondale), a 47 anni suonati il ciclista veneto non ha alcuna attenzione di appendere la bicicletta al chiodo e, anzi, si appresta a iniziare la sua ventisettesima stagione agonistica con i colori del team Algerino Sovac.

Davide ha parlato ai microfoni di Tuttobici raccontando di come la passione per la fatica non lo abbia minimamente abbandonato ma anche di come stia cercando di pianificare il suo futuro sceso dai pedali restando nel mondo del ciclismo.

L’esperienza di Davide Rebellin è innegabilmente immensa e, forte dei tanti anni da professionista, potrebbe vedere nel ruolo del commissario tecnico di una nazionale il suo naturale sbocco professionale.

Il corridore di San Bonifacio, come detto, è ancora mentalmente focalizzato sul ruolo di professionista e il prossimo 3 di febbraio sarà al via del Gp La Marseillaise con i gradi di “direttore sportivo in corsa” del suo team:

“In corsa faccio anche direttore sportivo in corsa, potrei anche un giorno diventare il CT della nazionale algerina”.

Una carriera infinita quella di Davide, ricca di soddisfazioni come le tre Freccia Vallone conquistate ma nella sua testa vi sono ancora obiettivi da conquistare. Il sogno sarebbe quello di essere al via di una grande corsa ma lo stato di Team Continental della sua squadra rende impossibile essere invitato a Gare World Tour.

L’altro sogno del ciclista veneto è legato a filo doppio alla sua più grande delusione professionale ossia l’epilogo della prova in linea delle Olimpiadi di Pechino 2008. Quel giorno Davide Rebellin conquistò la medaglia argento che gli venne poi revocata per la positività al CERA, EPO di terza generazione che ha fatto cadere molti sportivi.

Nel 2009 il CIO decise di provare nuove tecniche di analisi per ricontrollare i campioni prelevati alle Olimpiadi cinesi e tra gli atleti “pizzicati” vi fu proprio il vicentino. Davide si è sempre opposto a quel test difendendosi sostenendo che quegli esami erano viziati da irregolarità nella conservazione dei campioni.

Nel 2015 il Tribunale di Padova lo ha assolto dalle accuse di violazione della legge antidoping 376/2000 collegate alla positività durante la prova pechinese.

“Vorrei tornare in possesso della medaglia d’argento dei Giochi Olimpici 2008, la sento mia. Il percorso è in salita, servirebbero dei luminari per dimostrare le falle nella custodia dei campioni che potrebbero essersi deteriorati. La metodologia per trovare il CERA non era valido all’epoca, non è detto che un giorno mi decida a intraprendere questo percorso” ha dichiarato Rebellin.

Come ti salvo il Team Sky?

Come ti salvo il Team Sky? Ci pensa un magnate?

Come ti salvo il Team Sky? Dopo l’annuncio dell’addio dello sponsor dal 2020 si susseguono le possibili soluzioni alternative

Team Sky (fonte pagina facebook)

Team Sky (fonte pagina facebook)

Come ti salvo il Team Sky? A farlo potrebbe essere un magnate statunitense che potrebbe consentire al team di proseguire l’avventura nel ciclismo di alto livello fin dal termine di questa stagione.

Il  team britannico ha fatto il suo esordio nel World Tour nel 2010 conquistando qualcosa come sei Tour de France oltre ad un Giro, una Vuelta, due classiche e qualcosa come 322 vittorie di corse. Numeri di assoluto prestigio e che racchiudono un potenziale che può ulteriormente crescere durante la stagione alle porte. Perdere un simile patrimonio sarebbe una sconfitta non da poco per il ciclismo. Vero, non tutti amano l’approccio quasi matematico che la formazione britannica ha nell’affrontare e preparare le corse ma è innegabile che la presenza del Team Sky aiuti ad incrementare la visibilità delle corse.

 

Comcast, il più grande operatore americano di TV via cavo ha acquistato la compagnia televisiva Sky proprietaria della Tour Racing Limited società di gestione di cui è socio anche Dave Brailsford

Secondo le voci ricorrenti, Comcast potrebbe coprire il 70% del budget (di circa 40 milioni totali) per la stagione 2020 e 2021 pur senza far apparire il marchio Sky sulle divise. Altra voce molto gettonata è che vi sarebbe un milionario americano interessato all’acquisizione della sola società di gestione andando poi direttamente a negoziare un accordo con qualche sponsor interessato alla visibilità.

Insomma il gruppo sportivo non andrebbe a morire ma si tingerebbe solo di altri colori e brand che apparirà sulle divise. La continuità sembra quindi poter essere garantita in forza del contratto con il manger David Brailsford oltre che sugli accordi già in essere con due punte di diamante come Geraint Thomas (scadenza 2021) e Egan Bernal (fino al 2023).

Proprio Geraint Thomas che originariamente aveva deciso di concentrarsi solo sulla Grande Boucle pare ora propenso a indossare i galloni di capitano anche al Giro d’Italia 2019, insomma pur tra mille interrogativi il Team Sky resta protagonista del ciclismo mondiale.

 

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

Se il Team Sky chiudesse i battenti?

Cosa accadrebbe se il Team Sky chiudesse?

Il Team Sky perde il suo main sponsor e il mondo del ciclismo si interroga sui possibili scenari di ciclomercato o di fanta mercato?

Cosa potrebbe accadere se David Brailsford non dovesse trovare uno sponsor che sostituisca il marchio Sky sulle divise del team guidato da Froome e Thomas? Naturalmente l’appeal della formazione britannica rappresenta probabilmente il massimo punto di visibilità per un’azienda interessata a investire sul ciclismo. Di contro la “fee di ingresso” per far apparire il proprio brand sulle casacche non è di poco conto.,

Il futuro dello stesso Team Sky potrebbe essere ora in bilico visto quanto l’apporto dell’emittente britannica era funzionale al sostentamento del team, un’eventuale scioglimento della formazione potrebbe generare un terremoto a livello di equilibri dell’intero World Tour.

Ragionevolmente il manager David Brailsford dovrà trovare un nuovo partner commerciale prima del via del Tour de France viceversa non è difficile immaginare che qualche corridore possa trovare accordi con altre formazioni ingolosite da dei potenziali campioni “free agent”.

Per trovare un caso vagamente simile bisogna risalire alla chiusura della High Road che all’epoca annoverava tra le proprie fila due fenomeni come Cavendish e Greipel che però non sono paragonabili con i vincitori degli ultimi grandi giri.

La concomitante disponibilità sul mercato di atleti come Thomas, Froome, Kwiatkowski e Bernal potrebbe però generare un eccesso di offerta con la possibilità di un calo degli emolumenti degli “orfani” di mamma Sky.

Su questa ipotesi si è espresso il direttore sportivo della Mitchelton-Scott, Matt White:

“Se Sky chiudesse cambierebbe totalmente il mercato per il 2020. Non è mai accaduto un simile evento nella storia del ciclismo e si creerebbe una vera e propria lotta per accaparrarsi questi talenti ma avere così tanti grandi nomi sul mercato potrebbe abbattere il valore per tutti”.

Effettivamente i big già accasati potrebbero vedersi ridurre il proprio potere contrattuale se sul mercato fosse disponibile l’intero roster della formazione più forte al mondo e, di contro, un team che già oggi ha un capitano si troverebbe con il dilemma di continuare con il proprio leader o firmare il vincitore di un grande giro.

Se la Sky chiudesse i battenti quali squadre avrebbero i soldi per firmare un atleta con le aspettative salariali di Froome?  Probabilmente pochi team possono permettersi un tale monte stipendi anche perché, quasi sicuramente, il kenyano pretenderebbe di avere  al suo fianco i gregari più fidate (e anch’essi ben pagati dal team britannico).

Secondo alcune voci insistenti, però, Brailsford potrebbe avere già parecchie aziende pronte ad aprire le proprie porte (e il proprio portafoglio) alla squadra inglese ed è plausibile che il manager avesse da tempo un “piano B” ben sapendo che una sponsorizzazione non può durare per sempre. Alte voci, invece, dicono che il direttore del team avesse in mente la data del 2021 come possibile termine del sodalizio con Sky (se non addirittura il 2024).

Molti addetti ai lavori ritengono che Brailsford avrà grandissime difficoltà a trovare un nuovo sponsor in grado di garantire il medesimo supporto offerto da Sky e, complice il fenomeno in atto della Brexit, la corsa a un nuovo partner pare ricca di ostacoli.

“Mi piace costruire cose, sono un ottimista e tutti sanno che nella vita le cose cambiano. In questi casi è importante restare calmo, unire le forze e cercare nuove opportunità. Credo che affrontare una simile sfida con energia ed entusiasmo aiuta a costruire qualcosa di nuovo” ha detto Brailsford a BBC Sport.

 

Simon Gerrans dal pedale a Goldman Sachs

Simon Gerrans lavorerà in banca

Simon Gerrans, da serio corridore e “calcolatore” in sella ad una bicicletta a impiegato alla banca d’investimento americana Goldman Sachs

Simon Gerrans

Simon Gerrans

Simon Gerrans aveva annunciato da tempo il suo addio alle corse al termine della stagione agonistica 2018. Ora, a distanza di qualche tempo, il corridore ancora sotto contratto con la BMC fino al termine della stagione ha spiegato quello che sarà il suo futuro una volta sganciato gli “attacchi” dai pedali.

In questi giorno Gerrans ha spiegato che il suo futuro, a differenza di molti altri ex corridori, sarà in tutt’altro ambito.

Il vincitore della Milano-Sanremo e della Liegi-Bastogne-Liegi, infatti, ha deciso di cambiare totalmente ambito professionale portando la sua energia nel mondo della finanza andando a lavorare per la nota banca americana Goldman Sach.

“Affronterò un grandissimo cambiamento passando dal ciclismo al mondo della finanza ma è un cambiamento che mi stimola e affascina. Sono molto intrigato da questa nuova avventura professionale e devo ringraziare di cuore tutte le persone con cui ho lavorato in questi anni e che mi hanno fatto crescere come uomo e come atleta.

Un grazie particolare va alla mia agenzia che ha collaborato per consentire la mia transizione del mondo del ciclismo a quello del mercato finanziario. Nonostante il nuovo impegno professionale mi piacerebbe restare legato al mono del ciclismo che molto mi ha dato durante la carriera, devo studiare il come ma la voglia di restare in questo mondo è alta”.

 Simon Gerrans è uno che in carriera non si è mai tirato indietro e che ha ottenuto più di quello che molti pronosticavano mettendo sempre la sua firma su gare di prestigio ( 33 vittorie ottenute di cui 21 sono arrivate in prove World Tour):

“Ho sempre lavorato duro, non sono stato il corridore più dotato del gruppo ma ho sempre usato strategia e tattica per ottenere sempre il massimo da me stesso”.

Gerrans tornerà a fare lo  “stagista” (come quando venne portato in Europa “raccomandato” da Baden Cooke) per la Securities Division di Goldman Sachs:

“In questi anni ho lavorato non solo per allenarmi ma anche per preparare questa transizione: ho collaborato nell’organizzazione di eventi aziendali, attività benefiche in bicicletta e ho costituito una grande rete di persone e conoscenze anche al di fuori del mondo del pedale”.

 

Ciclismo calendario 2019: tutte le gare principali

Ciclismo calendario 2019 le corse in primo piano

Ciclismo calendario 2019 analisi delle principali corse ciclistiche che di disputeranno l’anno prossimo

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019

Ciclismo calendario 2019, messa in archivio con il Giro di Lombardia la stagione 2018 (in realtà vi sono ancora corse che si svolgeranno principalmente in oriente) ecco già la mente degli addetti ai lavori è orientata alla stagione 2019.

La “Classica delle foglie morte” ha infatti praticamente chiuso l’annata del World Tour, tra qualche giorno verrà svelato il percorso del prossimo Giro 2019,ecco quindi un elenco delle principali corse che ci accompagneranno sulle strade del mondo per il prossimo anno.

Come sempre il vernissage dell’anno sarà in Australia con il TourDown Under, manifestazione che stagione dopo stagione sta assumendo un peso sempre maggiore nello scacchiere delle corse mondiali.

Come ogni anno a marzo la stagione ciclistica mondiale inizierà ad entrare nel vivo con le prime corse in linea (Strade Bianche e Milano-Sanremo) e le prime, storiche, corse a tappe (su tutte Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico). Subito dopo ecco arrivare il ciclo delle classiche del nord con Fiandre, Roubaix, Amstel, Freccia Vallone e Liegi che porteranno il gruppo al Giro di Romandia che aprirà porte per il Giro d’Italia 2019.

In men che non si dica saremo già a giugno alle corse di avvicinamento al Tour de France come il Giro del Delfinato e quello di Svizzera. A luglio si alzerà il sipario sulla Grande Boucle, mentre a fine agosto la come di consueto sarà la Vuelta a completare il trittico dei grandi giri accompagnando i ciclisti alla rassegna iridata che si terra in Inghilterra (Yorkshire). Poche settimane dopo e l’appuntamento sarà con la “classica delle foglie morte” che chiuderà il calendario ciclistico 2019.

GENNAIO
15/01 – 20/01: Tour Down Under (Australia)

FEBBRAIO
24/02 – 02/03: UAE Tour (Emirati Arabi)

MARZO
09/03: Strade Bianche
10/03 – 17/03: Parigi-Nizza
13/03 – 19/03: Tirreno-Adriatico
23/03: Milano-Sanremo
31/03: Gand-Wevelgem

APRILE
07/04: Giro delle Fiandre
14/04: Parigi-Roubaix
21/04: Amstel Gold Race
24/04: Freccia Vallone
28/04: Liegi-Bastogne-Liegi
30/04 – 5/05: Giro di Romandia

MAGGIO
11/05 – 2/06: Giro d’Italia

GIUGNO
9/06 – 16/06: Giro del Delfinato
15/06 – 23/06: Tour de Suisse

LUGLIO
6/07 – 28/07: Tour de France

AGOSTO
3/08: Classica di San Sebastiàn
3/08 – 9/08: Giro di Polonia
25/08: Classica di Amburgo
24/08 – 15/09: Vuelta a Espana

SETTEMBRE
25/09: Campionato del Mondo, cronometro uomini Elite
29/09: Campionato del Mondo, prova in linea uomini Elite

OTTOBRE
12/10: Giro di Lombardia

Cosmobike Show 2019 sarà a febbraio

Cosmobike Show 2019 appuntamento a Veronafiere a febbraio

Cosmobike Show 2019 si sposta a febbraio ma promette una serie di interessanti novità sotto la regia di Veronafiere

Cosmobike Show

Cosmobike Show

Cosmobike Show appuntamento ormai storico del panorama ciclistico mondiale cambia formula e periodo di svolgimento mettendo in campo tutta la capacità organizzativa di Veronafiere.

L’obiettivo degli organizzatori è quello di dar vita a una “fase 2” con un evento mirato al consumer e passion driven.

L’edizione del settembre 2017 aveva fatto registrare la presenza di 350 aziende provenienti da 25 diversi paesi e circa 60 mila visitatori oltre a 40 appuntamenti tra convegni e spettacoli, 11 mila bike test a cui erano dedicati specificatamente 21 mila metri quadrati di area “demo e prova” e una pista di 400 metri quadrati.

Il nuovo Cosmobike Show cambia programma spostandosi al 16 e 17 febbraio 2019  sempre presso la Fiera di Verona il 16 e 17 febbraio. Fra le novità il forte coinvolgimento di sportivi, squadre e team di professionisti nelle varie discipline delle due ruote a pedali, con talk show e un’area dedicata all’incontro con appassionati e praticanti, neofiti od esperti.

Questa scelta è frutto di un forte cambio culturale a livello internazionale e in cui frenala bicicletta tradizionale mentre cresce (anche se con percentuali in diminuzione) il segmento delle e-bike.

A livello mondiale i marchi leader disertano gli eventi b2b a favore di quelli corporate o a quelli low cost snobbando gli eventi storici in Germania così come negli USA o a Taiwan. Ecco che l’evento italiano deve riproporsi con un target lievemente modificato.

Su questo argomento ecco le parole del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani:

«Dovevamo tagliare il nodo gordiano e abbiamo deciso di farlo ora per capitalizzare i risultati delle prime tre edizioni e la fiducia nella capacità di leggere il mercato che ci hanno sempre riconosciuto i nostri clienti – Per questo, abbiamo accelerato la svolta che già avevamo preannunciato alla fine dell’edizione 2017, con la riduzione della fiera a tre giorni e l’introduzione di una anteprima dedicata solo ai bike test. Ora, il cambio è invece radicale con lo spostamento a febbraio del prossimo anno, la durata di due giorni e il target che guarda agli appassionati e a un format destinato ad essere una grande festa della bici, l’ouverture della stagione ciclistica che ne celebrerà protagonisti ed eventi e che includerà in modo puntuale tutti gli aspetti della passione bici dal turismo agli educational per ciclisti

Cosmobike Show 2019 spazio agli influencer

Cosmobike Show 2019 punta sugli sportivi di calibro internazionale, sui team  professionisti del World Tour. Il nuovo format punterà maggiormente sull’incontro tra i visitatori e i protagonisti delle gare non solo per le corse in strada ma anche per la MTB e la BMX.

Saranno previsti non solo delle prove e dei test ma anche sei veri e propri talk show oltre ad aree dedicate allo scambio di esperienze tra neofiti e appassionati.

Cosmobike Show 2019 : largo ai test

Condivisione, social ed influencer ma anche spazio ad eventi live potenziando la visione puramente fieristica del “toccare” e vedere con i propri occhi i materiali presentati alla fiera.

Un’evoluzione positiva per evitare l’autoreferenzialità favorendo la sana competizione con l’obiettivo di supportare una democrazia commerciale dal basso favorendo i visitatori in qualità di potenziali acquirenti di prodotti.

 

Mike Woods, lo scalatore scoperto da Fanini

Mike Woods lo scalatore canadese scoperto da Fanini

Mike Woods ha stupito tutti in questo 2018 con la ciliegina del terzo posto ai Mondiali di Innsbruck, il ciclista canadese è stato scoperto da Fanini

Mike Woods

Mike Woods

Mike Woods durante il Mondiale di ciclismo di Innsbruck ha avuto due tifosi in più: Ivano e Cristian Fanini gli ultimi chilometri della prova austriaca li hanno vissuti con il cuore in gola per un ciclista canadese. Nessun cambio di nazionalità improvviso, per il patron ed il team manager di Amore  & Vita – Prodir, ma solo una grande emozione nel vedere Michael Woods che si giocava il mondiale con ValverdeBardet e poi Dumoulin.

E quando Michael saliva sul podio, Fanini con la mente è tornato al 2014 e a quel corridore arrivato dal Canada con solo una stagione al suo attivo nella massima categoria nonostante avesse già 27 anni: in Italia e nell’Amore & Vita – Selle SMP, Woods ha potuto imparare a muoversi in gruppo, scoprire molti segreti del grande ciclismo e iniziare un cammino che lo avrebbe portato poi ad approdare al World Tour e a indossare la maglia della attuale EF Drapac, fino ad arrivare a giocarsi un titolo mondiale e a conquistare il bronzo.

Da Lucca a Innsbruck, Woods ne ha fatta di strada. E una piccola fetta della sua medaglia ha radici in Toscana, precisamente a casa Fanini.

“Mike quest’anno è stato semplicemente eccezionale (2° alla Liegi – Bastogne – Liegi, 2° ad una tappa del Giro d’Italia e vincitore di una tappa alla Vuelta Espana)  – commenta Cristian Fanini – ma ciò che ha fatto ieri è stato davvero grandioso perché ha dimostrato di essere probabilmente lo scalatore più forte al mondo su certi tipi di salite. Ricordo bene quando l’amico Phil Cortes me lo presentò a fine 2013 per poi prenderlo in squadra nel 2014 e  già d’allora, nonostante avesse iniziato a correre soltanto da pochi mesi, si vedeva chiaramente che era un fuoriclasse. Dopo pochi allenamenti riuscì a fare il record assoluto di scalata della salita di Ciapino, un record che ancora oggi nessun corridore è ancora riuscito a battere. Poi, con noi non riuscì a vincere ma colse un bellissimo 2° posto al Tour de Beuace, diretto da Maurizio Giorgini, dietro ad un altro fortissimo corridore (oggi World Tour) Toms Skjuins, in una corsa dall’arrivo in salita che avrebbe vinto sicuramente se non fosse stato che Skjuins era in fuga con molti minuti di vantaggio. Poi andò fortissimo anche al Coppi e Bartali (si rese grande protagonista nella tappa di Sogliano al Rubicone) e ad altre manifestazioni a cui prendemmo parte in quella stagione. OggiWoods è uno degli scalatori più forti in circolazione ed il bronzo di Innsbruck, come le sue altre vittorie, per noi che lo abbiamo scoperto e lanciato sono motivo di grande orgoglio e soddisfazione”.

 

Fonte Comunicato Stampa Gruppo Fanini A&V s.r.l.