Froome tra ventolin e tifosi arrabbiati

Froome tra ventolin e tifosi ironici lungo la tappa

Froome tra ventolin, la vicenda della positività al salbutamolo ha scatenato l’ironia dei tifosi che non hanno perso l’occasione per sottolineare la vicenda

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra ventolin e ironia dei tifosi.

Froome tra  ventolin e ironia dei tifosi. La vicenda della positività del corridore britannico al salbutamolo che ha scombussolato il mondo del ciclismo a partire dalla metà dello scorso mese di dicembre ha stuzzicato “l’ironia” di alcuni tifosi lungo le strade del Giro d’Italia.

Il corridore britannico durante la tappa odierna ha acceso il frullatore e iniziato a strapazzare ogni avversario in puro stile del kenyano bianco. L’attacco di Chris Froome ha però visto una ironica scenetta che lo ha visto suo malgrado protagonista.

Due tifosi vestiti da dottori hanno affiancato il corridore del Team Sky con in mano una maxi confezione di Ventolin ad ironizzare su come in salita l’uso del farmaco possa agevolare l’atleta britannico. La scena è stata immortalata dalle telecamere di RaiSport.

Froome, lo ribadiamo, ha una TUE per poter utilizzare il Ventolin entro le soglie previste dalla WADA ma, durante la scorsa Vuelta Espana, i valori riscontrati sui campioni del britannico sono risultati ben sopra il quantitativo massimo tollerato. In tanti si sono pronunciati sull’opportunità che il capitano del Team Sky non prendesse il via alla corsa rosa ma nonostante tanta pressione a Gerusalemme Chris Froome non ha voluto mancare.

Prendiamo questo fatto come goliardia e, finché le proteste non trascendono, nel volgare o nel mettere a rischio l’incolumità degli atleti possono essere accettate. Ricordiamo che già allo scorso Tour de France il britannico fu oggetto di scherno dei tifosi francesi che in alcuni casi superarono anche il limite del tollerabile (si racconta di gavettoni di urina che colpirono l’atleta).

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

Tomasz Marczynski finisce contro un’auto

Tomasz Marczynski investito da un’auto

Tomasz Marczynski, corridore della Lotto Soudal, è stato investito mentre si allenava nei pressi di Granada in preparazione della Vuelta a Andalucia

Tomasz Marczynski

Tomasz Marczynski

Tomasz Marczynski corridore della Lotto Soudal, vincitore di due tappe nella scorsa Vuelta Espana è stato vittima di un brutto incidente mentre si allenava nei dintorni di Granada in preparazione della Vuelta a Andalucia in cui correrà anche Chris Froome. Il corridore polacco stava affrontando una discesa ed è andato ad impattare contro un’autovettura. Tanta paura e dolore per Tomasz Marczynski ma nessun rischio per la prosecuzione della sua stagione. Dopo l’impatto il corridore è stato infatti trasportato in ospedale dove gli esami clinici hanno evidenziato l’assenza di lesioni e fratture.

“”Stavo terminando una delle mie ultime sessioni di allenamento quando sono stato investito da un’auto un’auto che ha svoltato a sinistra e non ho potuto assolutamente frenare e sono finito con la testa contro la vettura” ha dichiarato al quotidiano belga Nieuwsblad.

“I raggi X hanno fortunatamente rivelato che nulla era rotto. La mia faccia è molto contusa e il mio naso è stato suturato con dei punti. Ho anche un colpo di frusta e questo è ciò che fa più male al momento. Sono tornato a casa, ma subirò una serie di test la prossima settimana. “

La Lotto-Soudal in seguito ha pubblicato un’immagine su Twitter che mostrava il suo casco post-incidente. Mostrando relativamente poche crepe, l’elmetto sembrava aver resistito visto che il ciclista si è a schiantato con la testa in una macchina in discesa. Sarà James Shaw a sostituire lo sfortunato ciclista polacco.

Questo è l’ennesimo episodio di investimento di ciclisti in questo 2018, lo scorso anno ha segnato tante tragedie sulle strade e quest’anno non sembra iniziato molto meglio, a Tomasz Marczynski gli auguri della redazione.

 

 

Miss sul podio, il ciclismo seguirà la Formula 1?

Miss sul podio, il ciclismo farà la Formula 1?

Miss sul podio? La Formula 1 toglie le “ombrelline” e le due ruote cosa fanno? La vuelta le ha eliminate dallo scorso anno, cosa faranno Giro e Tour?

Miss sul Podio?

Miss sul Podio?

Miss sul podio? Qualche settimana fa Formula 1 ha preso la decisione di porre fine alla pratica di lunga data dell’uso delle “ragazze ombrellino” nelle gare. A partire dalla stagione 2018, le donne vestite in modo suggestivo non faranno più bella mostra sulla pit lane.

Secondo il Responsabile delle operazioni commerciali della Formula 1, il cambiamento sarebbe stato fatto “in modo da essere più in sintonia con la nostra visione di questo grande sport”. Questa decisione ha messo sotto i riflettori il ciclismo che all’interno del protocollo di premiazione dei vincitori delle gare prevede da sempre la presenza di una o due belle ragazze che baciano il fortunato di turno. Cosa deciderà l’UCI su questa pratica?

Nel 2017 la Vuelta a Espana, una dei tre grandi giri, ha deciso di eliminare ragazze del podio sostituendole con uomini e donne elegantemente vestite che hanno portato una spaccatura tra chi si è detto favorevole all’eliminazione di una pratica ritenuta obsoleta e chi, invece, ha reclamato la storicità delle presenza delle Miss sul podio.

La popolarità dello sport femminile, incluso il ciclismo, è cresciuta negli ultimi anni, ma in tutto il mondo è ancora evidentemente come l’industria della pratica sportiva sia spesso alimentata dal “testosterone” che porta ad assegnare alle donne ruoli borderline se non addirittura sessisti.

Che si tratti di ring-ring nel pugilato, UFC o delle cheerleaders sui campi americani, sembra sempre più fuori tempo la mercificazione della donna come “elemento di richiamo” per gli uomini.  Il direttore di corsa della Vuelta Espana, Javier Guillen ,  ha preso la coraggiosa decisione di alternare uomini e donne.

La decisione della Vuelta è arrivata dopo che sia il Tour Down Under che la Volta a Catalunya hanno deciso di abbandonare la tradizione all’inizio del 2017, decisione che è stata fortemente supportata dal ciclista spagnolo Mikel Landa: “Le ragazze del podio che presentano i premi sono una vecchia tradizione, è come trattare le donne come oggetti e sottovalutarli. Questo è un costume profondamente radicato e nessuno osa metterlo in discussione. Le donne che salgono sul podio sono lì perché sono belle e hanno delle belle figure, e non è l’immagine che vorresti proiettare al mondo ”

La Vuelta ha anche scartato la tradizione dei vincitori baciati sulla guancia con l’intendo di allontanare la visione che  una persona merita un posto di lavoro per una valutazione basata unicamente sul suo aspetto.

La Formula Uno ha apportato alcuni cambiamenti prima della decisione di vietare completamente la pratica per la stagione 2018. Il Gran Premio d’Australia ha presentato outfit meno estremi per le “grid girls”. Ma questo non è stato sufficiente per sradicare il problema secondo la professoressa di sociologia dell’Università di Swinburne, Karen Farquharson:”Questa pratica invia il messaggio che èle donne devono avere una posizione decorativa e collaterale senza potere e senza input. Non va bene, dobbiamo allontanarci da una società sessista “.

Il ciclismo ha l’opportunità di essere l’esempio più importante di una inversione di tendenza, la Vuelta ci è riuscita. Probabilmente Giro e Tour non seguiranno l’esempio in questo 2018 ma stiamo a vedere

 

Froome patteggiamento per il caso salbutamolo?

Froome patteggiamento per non perdere la stagione?

Froome patteggiamento in vista tra il corridore del Team Sky dopo la non negatività al salbutamolo? Pare la soluzione più indolore

Froome Patteggiamento suggerito dalla moglie?

Froome Patteggiamento suggerito dalla moglie?

Froome patteggiamento in vista? Questa pare essere la notizia del giorno secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera. Indipendentemente dalla simpatia personale o meno verso il corridore del Team Sky è palese che il momento non sia dei più facili. Criticato su più fronti, isolato dai compagni in ritiro a Maiorca, Froome si sta buttando completamente in allenamenti stremanti e si trova ora a un bivio. Onestamente è difficile pensare che la situazioni porti ad un nulla di fatto, è impossibile che i risvolti sulla elevata quantità di salbutamolo trovato nelle urine del corridore al temine della diciottesima tappa siano assenti.

Raggiungere 2.000 ng/ml rilevati quel giorno con gli otto «puff» leciti di Ventolin previsti dal regolamento pare pressoché impossibile. L’idea che la positività sia legata a disfunzioni renali come ipotizzato da Dave Brailsford (boss del Team Sky).

La parola è in mano ai LADS (ossia il servizio legale della UCI) ma sembra francamente impossibile che questa autorità decida di soprassedere su questa imbarazzante situazione. Quindi l’idea iniziale di sottoporsi a un test in laboratorio per valutare il rapporto tra salbutamolo assunto e quello secreto nelle urine sembra ormai tramontata in quanto un eventuale insuccesso del test significherebbe incassare l’accusa di doping doloso con una conseguente squalifica tra i 12 e i 24 mesi (oltre a perdere la Vuelta 2017 e il bronzo nella crono mondiale di Bergen).

Ora pare che la palla sia in mano a Michelle Cound (moglie e manager del ciclista) che starebbe spingendo per la via dell’«Acceptance of Consequences» in sostanza un patteggiamento con ammissione di negligenza che consentirebbe di evitare un lungo e rischiosissimo processo davanti al Tribunale Indipendente Antidoping.

Spunterebbe quindi la figura di un mediatore (scelto proprio dalla Cound) di altissimo livello tra atleta e federazione andando a scavalcare sia Mike Morgan (l’avvocato personale del Kenyano) e lo stesso Team Sky.

Froome patteggiamento? Squalifica di 6 mesi?

Parrebbe che questa nuova linea vada a portare Froome a accettare una squalifica di cinque o sei mesi (che andrebbe a cadere nei mesi invernali) perdendo però la Vuelta a favore del nostro Vincenzo Nibali e la medaglia Mondiale (che andrebbe al portoghese Oliveira). Naturalmente Froome si autosospenderebbe  dalle gare fino al patteggiamento, quando invece il regolamento gli consentirebbe di correre.

La posizione della moglie potrebbe fungere anche da scudo per proteggere il marito da un potenziale linciaggio mediatico per un eventuale debutto stagionale sub judice, ritenuto «nocivo per tutto il ciclismo» dal presidente Lappartient.

Si tratta di capire se il “mediatore” possa considerare valida una pena così ridotta; va infatti ricordato che per un sovradosaggio inferiore del medesimo farmaco l’italiano Diego Ulissi scontò nove mesi di pena.

Ad ogni modo se passasse questa linea di condotta la squalifica di Froome partirebbe dal 20 settembre (giorno della sua ultima competizione in linea): se la sanzione fosse pari a 6 mesi l’inglese potrebbe correre sia Giro d’Italia che Tour de France; nove mesi gli farebbero perdere il Giro mentre un anno lo farebbero tornare nel circus delle due ruote nel 2019.

Froome patteggiamento? La smentita del britannico «È completamente falso»

Froome Patteggiamento? La smentita

Froome Patteggiamento? La smentita

Chris Froome è intervenuto sulla propria pagina di Twitter per smentire la ricostruzione pubblicata oggi dal Corriere della Sera di cui vi abbiamo dato abbondate resoconto: «Ho visto l’articolo sul Corriere della Sera questa mattina: è completamente falso».

Froome problema renale la causa della positività?

Froome problema renale il motivo della non negatività al salbutamolo?

Froome problema renale per la non negatività al salbutamolo? Questa è la nuova strategia difensiva del Team Sky: sarà credibile?

Froome problema renale?

Froome problema renale?

Froome problema renale come strategia difensiva? Secondo quanto riportato dall’Equipe e rilanciato da Eurosport, la strategia difensiva del Team Sky ha cambiato linea: non più la disidratazione alla base del risultato del test fallito ma il fatto che Froome abbia un problema renale.

Il quotidiano francese riporta che l’opzione farmacocinetica, che avrebbe dovuto dimostrare come fattori esterni avessero comportato la positività dell’atleta, è venuta meno perché si ritiene impossibile replicare le medesime condizioni anche in laboratorio.

Froome problema renale? Obiettivo assoluzione totale

Non entriamo nel merito medico della situazione, non ne abbiamo le competenze, ma quello che possiamo dire è che, a questo punto, il britannico e il Team Sky, attraverso i propri consulenti,  punteranno a dimostrare come i reni di Froome hanno funzionato male generando la problematica. Ma come è possibile?

Secondo quanto riportato da sito di Eurosport la difesa del britannico vuole dimostrare che i reni dell’atleta invece di espellere i metaboliti di salbutamolo a seguito della lavorazione del fegato li hanno, al contrario, accumulati da qui il valore così enormemente fuori limite.

Può questa teoria evitare a Froome una squalifica che può variare tra i sei mesi ed i quattro anni? E può evitare il corridore del team Sky di perdere il titolo vinto a settembre alla Vuelta Espana?

Nel frattempo il corridore francese Romain Bardet ha preso una forte posizione sul caso #Froomegate: “Se non squalificano Froome, il ciclismo rischia di morire”

La vicenda è in mano ai legali, forse anche i risultati delle prossime corse o le starting list delle stesse lo sono. Non sappiamo se il ciclismo possa morire ma sembra sempre più palese ai cicloamatori che le gare dei “pro” vengono corse da atleti “malati”.

Bardet contro Froome: “siamo al ridicolo”

Bardet contro Froome: “Se non verrà squalificato il ciclismo rischia di morire”

Bardet contro Froome parla all’Equipe e attacca il ciclista del Team Sky per la positività al salbutamolo

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome

Bardet contro Froome: il #Froomegate continua a tenere banco nel mondo del ciclismo dopo che il britannico è risultato non  negativo al salbutamolo durante la Vuelta Espana 2017. In tanti hanno detto la loro sulla vicenda: da Greg Lemond che non ha risparmiato le critiche al vincitore del Tour de France 2017 a due “esperti” di doping come Michele Ferrari e il suo “assistito” Lance Armstrong. Tony Martin a pochi giorni dalla notizia aveva preso posizione dura sulla vicenda cosi come Richie Porte, ex compagno del kenyano bianco, non le ha di certo mandate a dire.

In tanti, dunque, si stanno esprimendo sulla questione in attesa del verdetto da parte della UCI su un’eventuale squalifica.

 Bardet contro Froome sulle pagine de l’Equipe

Il francese Romain Bardet è stato l’ultimo solo in ordine di tempo a dire la sua, sulle pagine de L’Equipe e, come riportato da OASport, le sue parole non sono state leggere:

Siamo al ridicolo, quello che è successo mi dispiace molto. È un fatto molto brutto per tutto il nostro sport e conferisce al ciclismo un’immagine negativa all’esterno. Rimette lo spettro del doping nel nostro sport“, ha dichiarato il francese.

Bardet contro Froome non ha usato molti giri di parole: “Bisogna essere esemplari sull’equità, sul modo di trattare i problemi: il ciclismo manca di trasparenza e rischia di morire se non verranno adottate delle misure idonee. Sono preoccupato dal potere del Team Sky”.

Bardet contro Froome: le soluzioni

Non possiamo essere permissivi, sarebbe catastrofico per tutto il movimento – ha aggiunto il francese – Non posso pensare che un corridore che abbia assunto una dose così elevata possa essere assolto. Perché mettere un limite allora? Spero ci sia un’indagine indipendente e che Froome dia spiegazioni. I corridori presi sono stati squalificati”.

Il corridore della AG2R si rammarica della mancata trasparenza: “Froome viene testato a settembre e noi lo apprendiamo casualmente a dicembre”, con un chiaro riferimento  all’inchiesta fatta dal Guardian e da Le Monde che ha svelato i risultati del controllo antidoping, che sarebbero rimasti ancora nascosti al pubblico. “Sono stupito che senza una fuga di notizie, questo controllo sarebbe stato ignorato e sono sollevato dal fatto che non abbiamo lavato i panni sporchi in famiglia. C’è una mancanza di trasparenza. Il ciclismo potrebbe morire se non vengono presi provvedimenti”, ha dichiarato ancora il francese, secondo al Tour 2016 e terzo in quello 2017.

Froome di correre in attesa di ulteriori riscontri: “Spero che Froome possa chiarire e che ci sia un verdetto indipendente. Non capisco perché i regolamenti non prevedano una sospensione temporanea in attesa dei risultati”. Ma una ragione, forse, l’ha trovata lo stesso ciclista francese: “Posso credere alla sua buona fede, ma ha superato i limiti. La Federazione è cauta perché, in caso di assoluzione, rischia di dover pagare un risarcimento. La pressione finanziaria è molto forte. E questo fa pensare”, ha concluso Bardet.

Trentin capitano della Orica-SCOTT

Trentin capitano Orica-SCOTT 2018

Trentin capitano Orica-SCOTT 2018 pronto per una nuova stagione di grande ciclismo dopo il bel finale dello scorso anno

Trentin Capitano

Trentin Capitano alla Orica-Scott

Trentin capitano Orica-SCOTT: il corridore di Borgo Valsugana è stato molto probabilmente la più bella sorpresa per il Bel Paese nella scorsa stagione con una fine estate e un autunno davvero da ricordare. Al Tour de France Matteo era finito fuori tempo massimo ma tra agosto, settembre ed ottobre ha conquistato qualcosa come sette vittorie tanto da andare ai Mondiali di Bergen coi gradi di capitano.

Ai mondiali Norvegesi il buon Trentin si è dovuto accontentare della “medaglia di legno” con tanti rimpianti perché un metallo era davvero alla sua portata.

Insomma un bel salto di qualità per un corridore che aveva iniziato la scorsa stagione come gregario e che ha terminato l’anno da capitano conquistando la fiducia della Orica-SCOTT per il 2018. Nella compagine australiana Trentin avrà sicuramente tutta la rosa a disposizione per puntare alle vittorie nelle classiche di un giorno. Sicuramente trionfare al primo grande appuntamento stagionale (la Milano-Sanremo) sarà veramente dura visto la concorrenza dei vari Sagan e Gaviria ma sicuramente le Classiche del Nord: tra Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix il trentino potrebbe togliersi qualche soddisfazione.

Sulle pietre del nord il trentino potrà fare certamente bene e, se dovesse arrivare a giocarsi la vittoria in un gruppo ristretto, può puntare al successo. La stagione 2018 di Matteo Trentin passerà da un salto di qualità non solo a livello fisico ma anche psicologico (la gestione di maggior pressione) ma può sicuramente rappresentare un balzo verso i ciclisti di fascia alta.

 

 

 

Lance Armstrong parla di Froome

Lance Armstrong parla della positività di Chris Froome

Lance Armstorng parla della vicenda Froome-Salbutamolo entrando nei dettagli del danno di immagine per il britannico.

Lance Armstrong parla

Lance Armstrong parla di Froome

Lance Armstrong parla del caso della positività di Chris Froome al Salbutamolo durante la scorsa Vuelta Espana. Il campione britannico ha difeso la sua posizione sottolineando come a tutti è nota la sua asma e, di conseguenza, l’uso del Ventolin era ben noto all’UCI ed è sempre rimasto sotto i livelli tollerati. Trattandosi di una sostanza concessa dal sistema (naturalmente entro limiti stabiliti) l’eventuale squalifica non eccederà i 9-12 mesi.

Sul caso della positività di Froome ha voluto dire la sua anche il texano Lance Armstrong che, lo ricordiamo, è stato squalificato a vita per lo US Postal che gli è costato la revoca dei sette Tour de France vinti in carriera. Lance ha parlato nella sua periodica rubrica Stages, in onda, a mezzo podcast, su iTunes

“Potrebbe anche essere completamente scagionato, ma la sua reputazione è offuscata per sempre. Il danno ormai è fatto”.

Armstrong, ora 46enne, è andato oltre, ipotizzando un’eventuale partecipazione di Froome al prossimo Tour de France: “Per lui sarà un vero caos. So esattamente cosa si prova e non è affatto divertente”.

Indipendentemente dall’opinione personale sul caso Froome e su quello (ben più spesso) del caso Armstrong, sicuramente è certo che il corridore di Austin ben conosce quelle che possono essere le conseguenze che uno scandalo doping può portare ad un ciclista e soprattutto a un leader planetario dello sport.

 

 

 

Gianni Bugno pretende chiarezza sul caso Froome

Gianni Bugno: “decisione rapide”!

Gianni Bugno, presidente del sindacato mondiale corridori, parla del caro Froome pretendendo chiarezza e rapidità di decisione ma a patto di non demonizzare il corridore

Gianni Bugno

Gianni Bugno

Gianni Bugno, presidente del sindacato mondiale corridori (Cpa), interviene sull’argomento del momento: la positività al doping di Chris Froome all’ultima edizione della Vuelta di Spagna.

La notizia, si sa, ha destabilizzato il mondo del ciclismo. Il corridore del Team Sky ha assunto il Salbutamolo, un composto che serve per ridurre il broncospasmo e gli attacchi di asma malattia, va detto, di cui soffre il britannico. La colpa di Froome sarebbe stata quella di eccedere nei quantitativi assunti.

Se la positività di Froome venisse tramutata in una squalifica, con molta probabilità sarebbe Vincenzo Nibali a vincerebbe la Vuelta di Spagna riscrivendo totalmente il podio con Ilunr Zakarin della Katusha Aplecin in seconda posizione e terzo Wilco Kelderman della Sunweb.

Gianni Bugno, in forza del suo ruoto vuole capire cosa sia effettivamente accaduto e pretende che i tempi di indagine siano molto brevi come raccontato a La Gazzetta dello Sport in una intervista a tutto tondo sulla vicenda che rischia di generare nuovo scetticismo sulla pulizia nel mondo delle due ruote.

Gianni Bugno: le parole alla Gazzetta

“Per la decisione sul caso Froome i tempi devono essere brevi. Non bisogna che si ripeta la vicenda Contador, che corse il Giro 2011, lo vinse e poi fu detronizzato. Ho sostenuto il nuovo presidente Uci, David Lappartient: credo in lui e ho fiducia che non ci saranno lungaggini eccessive. Io ammiro Froome, è un grande campione, fino a prova contraria credo nella sua buona fede. Non ha bisogno del Ventolin per vincere. Certo, se ha sbagliato verrà sanzionato, io non lo so, ma non va demonizzato in ogni caso”.