Simon Yates punta al Giro d’Italia 2019

Simon Yates all-in sul Giro d’Italia 2019

Simon Yates correrà nel 2019 al Giro d’Italia “per cercare di finire il lavoro” che lo scroso anno si concluse senza successo

Simon Yates (fonte pagina Facebook)

Simon Yates (fonte pagina Facebook)

Simon Yates è sicuramente uno degli atleti più interessanti della sua generazione ed è reduce da un 2018 in cui, dopo aver vinto la maglia bianca al Tour 2017, si è aggiudicato la Vuelta Espana. Il corridore classe 1992 ha iscritto il suo nome in un grande giro e, a differenza di molti suoi colleghi, non vede il Tour de France come obiettivo di ulteriore crescita ma preferisce puntare sul Giro 2019.

Simon Yates (Mitchelton-Scott) è, almeno per ora, una delle eccezioni alla logica meglio il Tour che il Giro anzi ha recentemente dichiarato sito web spagnolo Ciclo21 di  non essere “interessato al Tour de France”.

“Ho il forte desiderio di per provare a vincere questa il Giro d’Italia – ha raccontato il corridore a cyclingnews.com – il Tour non mi trasmette nulla. Certo non tutti siamo uguali e molti miei colleghi si svegliano la mattine e pedalano solo per presentarsi alla Grande Boucle ma in questo momento non sono interessato alla cosa”.

Yates ha sicuramente un contro aperto con la corsa rosa visto che lo scorso anno era in testa al Giro d’Italia per poi essere vittima di una “cotta” che lo ha portato a perdere tantissimo terreno da Froome accantonando i sogni di gloria.

“Come tutti sanno, mi concentrerò al 100% per il Giro. Sarò al via della Parigi-Nizza ma non sarò già tirato a lucido, anzi, penso che arriverò con qualche chilo di più per non soffrire troppo il freddo”.

Il vincitore del 2018 Vuelta a España ha dichiarato di aver avuto un ottimo inverno in cui ha lavorato duramente e i risultati si sono visti già alla Vuelta a Andalucia dove ha conquistato la tappa più dura.

“Ho avuto un inverno molto positivo, con pochi intoppi e distrazioni, insomma quello che ci voleva per preparare al meglio il 2019. Anche la programmazione delle corse è stata organizzare per avere un minor numero di interruzioni dell’allenamento. L’anno scorso sono andato all’Abu Dhabi Tour ma non è stato molto allenante. C’è stata una sola salita in tutta la corsa e quel giorno stavo male e poi faceva troppo caldo e non amo il caldo. Arrivato da temperature sotto zero e mi sono trovato di colpo a 40 gradi non il massimo per il corpo” ha spiegato Simon Yates.

Per quanto riguarda il resto della stagione, la mente di Simon è solo parzialmente focalizzata sui Campionati del Mondo di casa che si svolgeranno non lontano da Bury sua città natale:

“Non ho ancora pianificato nulla per quella parte dell’anno, vado al Giro e poi il mio programma è completamente vuoto, valuterò cammin facendo” dice Yates.

Geraint Thomas pare interessato a utilizzare la Vuelta come trampolino per i mondiali ma Yates ha tutt’altra visione: “non mi è mai accaduto di uscire da un grande giro con un picco di forma, alcune persone hanno questa dote ma io evidentemente no. Probabilmente proverò cose diverse e vedrò cosa succederà, ma molto dipenderà da come gestirò la fine dell’anno. L’anno scorso volevo provare a vincere sia i Mondiali che la Vuelta, ma come detto sono uscito dalla corsa spagnola senza uno stato di forma adeguato”.

Sidi shot per Chris Froome e Egan Bernal

Sidi Shot: i due campioni del Team Sky.

Sidi Shot ecco come inizia la stagione di Chris Froome e Egan Bernal tra Giro, Tour e Vuelta

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

Sidi Shot: Froome e Bernal (fonte comunicato stampa)

C’è chi di strada, e di salite, ne ha già fatta tanta ma nonostante ciò non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi. E poi c’è chi ha davanti a se ancora tutta la strada da fare, però con la consapevolezza di avere i mezzi e le capacità per poter fare qualcosa di importante.

Uno è Chris Froome, classe 1985, britannico di origini keniane, che nel suo palmares ha già raccolto quattro Tour de France, un Giro d’Italia e una Vuelta Espana; un triplete da leggenda riuscito solo a sette corridori nella storia del ciclismo. Dopo la vittoria del Giro d’Italia nel 2018 quest’anno Chris Froome punterà tutto sul Tour de France dove vuole riprendersi la sua maglia gialla.

L’altro è Egan Bernal, colombiano classe 1997, un giovane che ha già all’attivo alcune vittorie di prestigio ma che soprattutto ha dimostrato di avere le doti per poter diventare uno dei numeri uno nelle grandi corse a tappe. Lo scorso anno al Tour Bernal è stato l’uomo più importante per i capitani Geraint Thomas e Chris Froome sulle grandi salite. Quest’anno il Team Sky ha già deciso che sarà proprio il giovane colombiano il capitano per il Giro d’Italia. Per la prima volta Egan Bernal avrà la responsabilità di essere il leader della sua squadra in un grande giro. Compito non facile questo, ma il ragazzo ha già dimostrato di avere le capacità, sia a livello di testa che di gambe, per poterlo fare.

Tra Chris Froome ed Egan Bernal sembra essersi creata una bella sintonia. Entrambi quest’anno hanno inizato la stagione dalle strade della Colombia. Bernal pochi giorni fa ha partecipato al campionato nazionale. Ora entrambi sono in gara al Tour Colombia, che si svolge dal 12 al 17 febbraio, corsa vinta proprio da Bernal nella passata edizione.
Ad unirli professionalità e rispetto reciproco. Lo scorso anno al Tour Froome ha potuto apprezzare la lealtà e la qualità del lavoro di Bernal. Viceversa Bernal ha l’opportunità di imparare velocemente potendo correre al fianco di uno dei più grandi di sempe.

Entrambi per raggiungere i loro obiettivi possono contare su Sidi Shot la calzatura che rappresenta uno dei modelli top della collezione Sidi per il ciclismo su strada. Una calzatura che si rivela innovativa per le caratteristiche che propone a livello di tecnologia applicata, qualità dei materiali e design.
Sono 14 i corridori del Team Sky che utlizzano le calzature Sidi nel 2019 e tra questi spiccano nomi di grandi campioni: Leonardo Basso, Egan Bernal, David De La Cruz, Owain Doull, Chris Froome, Michal Golas, Sebastian Henao, Michal Kwiatkowski, Gianni Moscon, Jhonathan Narvaez, Diego Rosa, Luke Rowe, Pavel Sivakov, Ivan Sosa.

 

Con Chris abbiamo un rapporto di collaborazione e amicizia che dura ormai da molti anni. Insieme abbiamo scritto pagine importanti della storia del ciclismo. In questi anni, sia nelle vittorie che nei momenti difficili, oltre al campione abbiamo potuto conoscere e apprezzare anche l’uomo Chris Froome. Lo scorso anno al Giro Chris ci ha regalato delle emozioni incredibili, quest’anno vuole riprendersi il Tour e siamo sicuri che farà una grande stagione. Con Egan anche abbiamo subito instaurato un ottimo rapporto, è un ragazzo semplice, spontaneo e molto maturo per la sua giovane età. Quest’anno al Giro avrà una grande responsabilità ma ha già dimostrato di avere le capacità per essere un leader e un vincente. Di sicuro potrà contare su tutto il nostro appoggio” spiega Rosella Signori che dirige l’azienda insieme al padre Dino Signori.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Aru: ci vediamo a Maiorca

Aru pronto per il debutto al Challenge di Maiorca

Aru pronto a riprendere l’attività agonistica al Challenge di Maiorca con l’obiettivo di cancellare l’annus horribilis appena passato

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru pronto al debutto (fonte pagina Facebook)

Aru sta scaldando i motori in vista della stagione 2019 che nella testa del corridore sardo deve essere di riscatto dopo un 2018 assolutamente da dimenticare. Fabio farà il proprio debutto al Challenge di Maiorca, in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio, nel clima favorevole della Baleari.

Il Cavaliere dei Quattro ha attraversato parecchie vicissitudini sia di carattere fisico che di ordine mentale iniziate con la caduta che lo aveva costretto a dare forfait al Giro del Centenario, il “suo” Giro, quello che partiva da casa sua.

Il Tour de France 2017 è stato per Fabio l’occasione per la rivalsa ma un po’ di sfortuna e qualche guaio fisico di troppo l’hanno portato giù dal podio.

Peggio ancora è andato il 2018 che nelle idee della UAE Emirates e in quelle del sardo doveva essere l’anno del riscatto: tutto quello che poteva andare male è andato male se non peggio.

Fabio Aru, a 28 anni, è chiamato a dimostrare quello che potrà dare nel futuro, vincendo nel presente. Dopo aver fatto innamorare tanti appassionati di ciclismo, Fabio si è trovato travolto da un fiume di critiche che hanno contribuito a fiaccarne il morale. I risultati, con le crisi a Sappata e Prato Nevoso al Giro hanno fatto il resto.

Nemmeno l’amata Vuelta Espana  è riuscita a ridare serenità: mai in corsa per la generale non ha colto nemmeno successi di tappa.

In questo 2019 Aru è chiamato a ritrovare la fiducia in se stesso, ritrovare quella capacità di esaltarsi nella sofferenza che è stato uno dei tratti dominanti del suo stare in sella.

Fabio Aru deve ritrovare quella “garra” e la voglia di non alzare mai bandiera bianca che, fino al Tour 2017 era il suo “mantra”. Qualcuno ha già dato il sardo per “bollito” ma il ciclismo attuale ha visto allungarsi incredibilmente le carriere degli atleti e a 28 anni Fabio può trovare ancora tanti successi ma tutto passa dalla sua capacità di rigenerarsi mentalmente, svuotandosi dal peso del “dover vincere” che ne ha fiaccato le energie nel 2018.

 “C’è sempre da imparare anche dalle situazioni peggiori, si matura e si diventa più forti – ha dichiarato a dicembre a Raisport  – voglio rimettermi in gioco e fare bene e di divertirmi in bici, quello che è il mio lavoro ma prima ancora la mia passione”.

 

Il Cavaliere dei Quattro Mori, alla corsa spagnola, verrà affiancato dal norvegese Alexander Kristoff e da Daniel Martin con l’obiettivo di ben figurare.

 

“Il Challenge Mallorca sarà importante nella preparazione della squadra, debutteranno 12 corridore e sarà un test per verificare il lavoro invernale – ha dichiarato Marco Marzano – vogliamo che questa corsa sia un momento proficuo per la stagione in partenza”.

Giro 2019 chi saranno i big al via?

Giro 2019 ecco una analisi dei big al via

Giro 2019, dopo la vittoria di Froome dello scorso anno, ecco chi proverà a conquistare la maglia rosa da Nibali e Bernal

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 (fonte pagine facebook)

Giro 2019 comincia ad avere un’idea di quelli che saranno gli uomini che battaglieranno sulle strade del bel paese per provare a conquistare la maglia rosa dell’edizione numero 102. L’edizione di quest’anno partirà sabato 11 maggio, da Bologna per concludersi il 2 giugno a Verona. La 102esima edizione  conta 21 tappe, per 3.518,5 km totali quasi integralmente su territorio italiano (unico “sconfinamento” a San Marino). L’arrivo è previsto nello spettacolare scenario dell’Arena di Verona.

Giro 2019: Vincenzo Nibali

Senza alcun dubbio il nome che scalda gli animi dei tifosi italiani è Vincenzo Nibali che vuole centrare tris dopo aver trionfato nel 2013 e nel 2016. Lo Squalo dello Stretto è pronto ad affrontare una stagione carica di appuntamenti di rilievo: fermo restando l’ambizione di provare il “doblete” Giro-Tour l’occhio del siciliano è puntato sulle classiche (su tutte la Liegi-Bastogne-Liegi).

Giro 2019: Tom Dumoulin

L’olandese, vincitore nel 2017, si è dovuto “accontentare” del secondo posto lo scorso anno e certamente arriverà in Italia carico di voglia di riscatto. Dopo aver pensato di dedicarsi al Tour, il corridore della Sunweb ha deciso si virare sul Giro visto le caratteristiche favorevoli del percorso

La corsa rosa 2019, infatti, presenta ben tre prove contro l’orologio e un tracciato in grado di esaltare le caratteristiche di Tom.

Giro 2019: Simon Yates

Altro nome di spicco della futura starting list sarà il fresco trionfatore della Vuelta Espana, in forza alla  Mitchelton–Scott. Simon ha un conto aperto con il Giro, lo scorso anno, infatti, ha indossato la maglia rosa per diversi giorni risultando il dominatore di due terzi della gara salvo poi crollare negli ultimi giorni di corsa. La parla d’ordine di Yates sarà, dunque, “vendetta” per portare al team australiano un altro alloro di prestigio e incrementare il suo valore di mercato.

 

Giro 2019: Alejandro Valverde e Mikel Landa

Il Team Movistar porterà in Italia due pezzi da novanta. Con Nairo Quintana che vuole trovare un ruolo da protagonista al Tour dopo anni di magra, ecco che il campione del mondo in carica sarà al via della corsa rosa per ambizione personale e per aiutare Landa nella conquista della maglia rosa.

Giro 2019: Primoz Roglic

Tanta curiosità ruota attorno al nome del corridore sloveno del Team Jumbo-Visma che, forte del quarto posto allo scorso Tour de France, vuole puntare al podio al Giro forte delle sue doti di cronoman e la sua resistenza in salita. Riuscirà l’ex saltatore con gli sci a scalare tutti i gradini del podio?

Giro 2019: Geraint Thomas

Il britannico lo scorso anno ha trionfato sui campi elisi e quest’anno è intenzionato a correre da protagonista la corsa francese. In un primo momento aveva annunciato di rinunciare alla corsa italiana ma ora, anche e per aiutare il team a trovare un nuovo partner commerciale, pare voglia cimentarsi su entrambe i fronti. Se fosse al via del Giro 2019 sarebbe certamente uno dei protagonisti assoluti.

Giro 2019: i colombiani

Da sempre Giro e ciclisti colombiani vanno d’accordo, nel 2019 saranno due gli osservati speciali:
Miguel Angel Lopez (Astana) e Egan Bernal (Team Sky)

 

 

 

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli della UAE

Terribile caduta per Simone Petilli nella tappa odierna della Vuelta Espana l’italiano trasportato via in ambulanza

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli

Terribile caduta per Simone Petilli, il ciclista italiano in forza alla UAE Team Emirates è finito rovinosamente a terra nel corso della decina tappa della corsa iberica. Petilli è stato poi travolto da un incolpevole

collega della Lotto Soudal.

Il corridore italiano ha violentemente battuto il corpo sull’asfalto per poi essere colpito da Wallays. I soccorsi sono stati tempestivi, Simone è stato immobilizzato e messo su di una barelle per poi essere trasportato in ospedale.

Il venticinquenne corridore italiano  è apparso sanguinante in volto ed è stato curato presso l’Ospedale di Zamora dove i medici hanno prestato le prime cure. Il ragazzo, secondo quanto comunicato dal team, ha sofferto una commozione celebrare dopo un breve stato d’incoscienza.

Simone Petilli nella terribile caduta ha riportato un taglio profondo all’arcata sopraccigliare sinistra (curata con dei punti) e la rottura di alcuni denti. Le condizioni del ragazzo sono stabili e può interagire con il personale medico e con il dottore del team Michele De Grandi e gli esami medici hanno escluso problemi neurologici.
Non è stato ancora comunicato quando potrà lasciare l’ospedale.

Viviani batte tutti ed è bis alla Vuelta

Viviani batte tutti alla Vuelta Espana e ottiene il bis

Viviani batte tutti nella decima tappa della Vuelta Espana anticipando il campione del mondo Pater Sagan

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti

Viviani batte tutti, batte Peter Sagan e ottiene uno splendido bis alla Vuelta Espana 2018. La corsa iberica non è certo adatta alla ruote veloci complice un percorso spesso poco decifrabili ma oggi il pronostico viene rispettato e l’arrivo è per velocisti.

Dopo la salitona di La Covatilla la tappa fa gola a tutte le squadre dei velocisti che lavorano forte sin dalla mattina.

Quick Step Floors, Bora – Hansgrohe e Trek – Segafredo, pur lasciando andare via la fuga a due con  Tiago Machado (Katusha Alpecin) e Jesus Ezquerra (Burgos-BH), colallaborano seriamente per permettere al plotone di giocarsi la vittoria allo sprint.

Sull’unico Gran Premio della Montagna di giornata la Movistar vuole saggiare la gamba in vista delle future salite così si vedono Nairo Quintana ed Alejandro Valverde pedala costantemente nelle posizioni di testa. Dopo il GPM prova ad allungare Diego Rubio (Burgos BH) ma la Quick Step Floor a chiudere sullo spagnolo ai meno nove.

Il lavoro del team non può che essere da stimolo per Elia Viviani che,  dopo il successo ottenuto nella terza tappa, si dimostra ancora una volta il più forte del gruppo anticipando Sagan e Giacomo Nizzolo (Trek – Segafredo).

Non cambia la maglia di leader della generale che resta ancora sulle spalle di Simon Yates con un secondo di vantaggio su Valverde.

Assolutamente raggiante Elia al traguardo:

“Sono in ottima forma e oggi il team ha lavorato alla grande controllando la tappa. Sapevamo che la Bora voleva vincere con Sagan visto la presenza di quella salita ai meno 5 km. Noi siamo stati bravi a gestire il finale, sono orgoglioso dei miei compagni. Dove posso arrivare? Non lo so ma vorrei provare a ottenere quattro vittorie come ho fatto al Giro”.

 

 

King re delle fughe nell’arrivo di Covatilla

King re delle fughe alla Vuelta Espana

King re delle fughe nell’edizione della Vuelta Espana 2018: dopo aver vinto ad Alfacar, si aggiudica anche la nona tappa, Simon Yates nuovo leader

King re delle fughe

King re delle fughe.

King re delle fughe della prima parte dell’edizione 2018 della Vuelta Espana, dopo avere trionfato sul traguardo di Alfacar,  lo statunitense della EF Drapac conquista l’attesissimo arrivo a La Covatilla grazie ad una fuga da lontano.

Dopo otto tappe davvero entusiasmanti, ecco che la Vuelta va ad affrontare le vere montagne, sono infatti ben quattro i granpremi della montagna disseminati lungo i 200 Km della tappa odierna.

Parte all’attacco quasi subito un gruppetto di atleti tra cui vi sono Dylan Teuns (BMC Racing Team), Thomas De Gendt (Lotto-Soudal), Ben King (Dimension Data) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo). I corridori in avan scoperta hanno il “via libera” dei big della generale arrivano ad avere un margine molto vicino ai dieci minuti

Anche la  Groupama – FDJ del leader Rudy Molard non si prende carico dell’inseguimento ben sapendo che in salita il francese si sarebbe certamente staccato. Ai piedi dell’ultima salita il vantaggio dei primi si aggira intorno ai sei minuti. King comincia a forzare il ritmo e piano piano resta solo in testa. Alle sue spalle prova a rinvenire Bauke Mollema ma Ben King è in formato regale e va a cogliere il bis in questa Vuelta.

Alle spalle dell’americano arriva Mollema mentre è Teuns a chiudere il podio di giornata. Tra i big appaiono molto in palla  Miguel Angel Lopez (Astana), Nairo Quintana (Movistar) e Wilco Kelderman (Sunweb), che si mettono alle spalle il duetto composto da Rigoberto Uran (EF Drapac) e da Simon Yates (Mitchelton-Scott).

La maglia di leader della classifica generale va sulle spalle di  Simon Yates (Mitchelton-Scott)  con 1″ di vantaggio su Alejandro Valverde (Movistar) che oggi appare meno brillante degli scorsi giorni.

Perde circa 40″ dai migliori il nostro Fabio Aru (UAE Team Emirates) mentre crollano in modo netto l’ex leader Molard e Michal Kwiatkowski (Team Sky).

 

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data per la Vuelta

Ciclismo allenamento speciale della Dimension Data per la Vuelta utilizzando l’applicazione Zwift che ha contribuito alla vittoria di Ben King

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data

Ciclismo allenamento speciale per la Dimension Data che ha preparato in modo accurato la Vuelta Espana e la vittoria nella quarta tappa di Ben King ne è il frutto evidente.L’obiettivo di questi “special training” era aumentare la sopportazione del grande caldo iberico di fine agosto.

Ciclismo allenamento speciale su Zwift

E’ stata la stessa formazione sudafricana, dopo il trionfo di Ben King, ad affermare di aver impiegato una tabella di allenamenti particolarmente allenante contro le altissime temperature previste sulla penisola iberica.

A capo di questo progetto Dave Nichols dottorando all’Aspetar Sports Medicine Hospital in Qatar e membro dello staff team, e specializzato in ”fisiologia dell’acclimatazione al calore”

“Alla Vuelta, considerando la stagione, sapevamo di doverci aspettare temperature oltre i 30 gradi, ecco perché abbiamo impostato allenamenti mirati”

ha spiegato Nichols.

Ben King si allenato, come di consueto in Italia (abita a Lucca) dove l’estate è stata decisamente torrida ma, per completare la preparazione, si è avvalso di una applicazione in rapida diffusione: Zwift.

King e gli altri atleti della Dimension Data hanno pedalato utilizzando Zwift all’interno di uno speciale tendone dotati di riscaldatori in grado di generare temperatura attorno ai 35 gradi e, parallelamente, studiano la risposta del fisico degli atleti.

Questa speciale applicazione software è un preciso simulatore dei percorsi e delle difficoltà che si possono trovare in corsa sfruttando le capacità della realtà virtuale

Tony Gallopin conquista la settima tappa della Vuelta

Tony Gallopin esulta sul traguardo di Pozo Alcón

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta sul traguardo di Pozo Alcón  la maglia rossa resta a Rudy Molard 

Tony Gallopin

Tony Gallopin

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta a Espana 2018 ed è una doppietta francese dopo la vittoria di  Nacer Bouhanni nella sesta frazione.

Tappa di difficile interpretazione che apparentemente potrebbe agevolare i velocisti ma che lungo i 187 non sono poche le insidie che il gruppo deve affrontare tra cui il Gran Premio della Montagna dell’Alto de Ceal (terza categoria) a soli quattordici chilometri al traguardo.

La fuga parte quasi subito ma senza guadagnare troppi margini di vantaggio. Tra i “fuggischi” ci sono, tra gli altri,  Michael Woods (Education First-Drapac) ed i nostri Nicola Conci (Trek-Segafredo) e Edward Ravasi (UAE Team Emirates). Nonostante la discreta armonia vengono lentamente ripresi e nessuno porta a termine la fuga.

Sul GPM finale la maggior parte dei velocisti non riesce a tenere il passo della testa del gruppo, lo stesso Elia Viviani (Quick Step Floors) si stacca così come Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Chi resiste al ritmo indiavolato è, invece, il Campione del Mondo Peter Sagan che diventa il favorito per la vittoria finale.

Ai meno due chilometri parte l’attacco di Tony Gallopin che riesce a resistere alla rimonta del gruppo che viene regolato da Peter Sagan. Da segnalare che nei chilometri finali che presentavano un manto stradale decisamente sconnesso Michal Kwiatkowski (Team Sky) è stato vittima di una caduta che lo ha costretto ad arrivare al traguardo con mezzo minuto di ritardo.

 

 

Nibali obiettivo vittoria di tappa alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla prossima Vuelta

Nibali obiettivo conquista delle tappe alla imminente Vuelta Espana 2018: “Sono ancora in fase di recupero, è difficile pensare alla generale”

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe per la Vuelta Espana 2018, il siciliano reduce dall’operazione per ridurre i postumi della caduta al Tour de France è realista sulle sue possibilità nella corsa iberica.

Lo Squalo dello Stretto sarà al via della 73esima edizione della corsa spagnola e, se vogliamo, già questa è una buona notizia se pensiamo allo spavento corso subito dopo la brutta caduta dell’Alpe d’Huez che ha costretto il siciliano a ritirarsi dalla Grande Boucle e a sottoporsi a un delicato intervento. L’obiettivo della seconda parte di stagione di Nibali è inevitabilmente il Mondiale di Innsbruck e il Giro di Spagna va visto solo come un passo di avvicinamento alla rassegna iridata.

Il 33enne campione messinese, vista l’assenza del vincitore uscente Chris Froome (che ricorderà la Vuelta 2017 con tanti patemi d’animo),  indosserà il dorsale numero 1 ragion di più per non correre in modo anonimo nelle tre settimane iberiche. Vincenzo avrà quindi l’obiettivo non solo di onorare il dorsale 1, non solo di trovare forma in vista del mondiale ma anche di cercare i successi di tappa:

“Il mio principale obiettivo per la Vuelta sarebbe stata correre da protagonista alcune belle tappe. Devo essere obiettivo,  sono ancora in una fase di recupero dall’intervento e non è credibile porsi l’obiettivo di guardare alla classifica generale”.

Insomma Vincenzo correrà senza pressione ma con l’obiettivo di completare la corsa spagnola:

“Sarebbe bello riuscire a vincere nelle tappe nell’ultima settimana di gara. Mi è sempre piaciuto correre in Spagna, le tappe sono bellissime e sento meno pressione rispetto a Giro e Tour. Sono molto legato a questa corsa perché il mio primo successo in un grande giro è venuto alla Vuelta Espana 2010 ed è stata una delle pietre miliari della mia carriera agonistica”.

Nibali obiettivo tappe: le parole di Slongo

A supportare quanto dichiarato da Vincenzo ecco che arrivano le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport da parte del suo allenatore Paolo Slongo:

“Le condizioni di Vincenzo sono in costante miglioramento, impossibile mettergli delle briglie. I progressi che si vedono di giorno in giorno ci confortano. Certo va detto che Nibali ha ancora qualche fastidio a livello lombare ma è tutto molto contenuto”.

Insomma in casa Bahrain-Merida i gradi di capitano dovrebbero essere indossati da Ion Izaguirre (che a fine anno cambierà, con il fratello, team) ma forse sulle doti dello spagnolo come leader del team in pochi ci credono realmente e lo stesso Slongo sottolinea la cosa:

“andiamo alla Vuelta senza stress ma non andiamo in Spagna per staccarci senza lottare, se dopo la prima settimana Vincenzo avrà accumulato un distacco troppo elevato penseremo alle tappe e al Mondiale di Innsbruck per non accumulare troppa fatica”