Josè Rujano scalatore colombiano terzo al Giro 2005

Josè Rujano, El Cóndor, che stupì al Giro 2005

Josè Rujano scalatore colombiano sul podio del Giro d’Italia 2005 e poi sperito nonostante le tante aspettative. Carriera, storia e palmares

Josè Rujano (fonte youtube)

Josè Rujano (fonte youtube)

Josè Rujano (nome completo José Humberto Rujano Guillén) nasce a Santa Cruz de Mora in Venezuela il 18 febbraio 1982. Inizia a praticare il ciclismo da giovane mettendosi subito in mostra per il suo fisico minuto e le doti di scalatore instancabile.

Nel 2002, nella categoria under-23, conquista la vittoria finale alla Vuelta a Santa Cruz de Mora e la tredicesima tappa nella rinomata Vuelta al Táchira.

Nel 2003 El Cóndor (questo il suo soprannome) passa professionista con i colori della Colombia-Selle Italia conquistando una vittoria nella corsa sudamericana Clásico RCN nel 2004  vince due tappe e la calssifica generale della Vuelta al Táchira in Venezuela precedendo Freddy González e Carlos Maya bissando la vittoria alla Vuelta a Santa Cruz de Mora.

Nel 2005, sotto la guida di Gianni Savio, conquista nuovamente la generale alla Vuelta al Táchira facendo sue ben tre tappe così come al Clásico Ciclístico Banfoandes (anche li tre tappe vinte e classifica generale).

Al Giro d’Italia 2005 il nome di Josè Rujano diventa importante grazie alla vittoria nella 19esima tappa, la più impegnativa, con arrivo al Sestriere. Quel giorno Josè resta con Gilberto Simoni e Danilo Di Luca sul Colle delle Finestre staccando la maglia rosa Savoldelli. A meno 14km dall’arrivo Di Luca ha i crampi e si stacca e a pochi chilometri dall’arrivo Rujano accelera staccando Simoni di 20 secondi sul traguardo. Le ottime prestazioni in salita gli valgono la maglia di miglior scalatore davanti a Iván Parra e a Simoni. All’arrivo  dell’ultima da Albese con Cassano (luogo di nascita di Fabio Casartelli) a Milano, Josè Rujano conquista il terzo posto finale del Giro 2005 alle spalle del vincitore Paolo Savoldelli e Gibo Simoni (oltre allo speciale premio della combattività).

 “Ero uno sconosciuto e adesso sono in primo piano nel ciclismo internazionale. Mi sento come su una nuvola. Credo che sia una cosa per essere orgogliosi per un atleta che pratica uno sport che non ha tanto supporto nel paese” dichiara all’agenzia EFE.

Nel 2006 vorrebbe passare ad una formazione del ProTour, ma Gianni Savio gli “impone” di correre almeno fino al Giro d’Italia con la sua squadra per poi essere libero di trovare un’altra formazione. Josè si presenta con elevate ambizioni al Giro d’Italia ma la strada dice che condizione tarda ad arrivare e, trovatosi ormai fuori classifica, si ritira a pochi chilometri dall’arrivo della tappa di La Thuile.

La brutta prova nella corsa rosa lo porta ad abbandonare definitivamente la squadra per trasferirsi alla belga Quick Step-Innergetic (squadra capitanata da Paolo Bettini) che lo convoca per il Tour de France ma, a causa di problemi fisici persistenti, è costretto nuovamente al ritiro. Il resto della stagione lo vede sparire dai radar diradando le presenze in corsa sino alla rescissione contrattuale con la formazione belga per alcuni dissidi.

Nel 2007 firma con la Unibet.com, squadra belga del circuito UCI ProTour, con cui si mette in mostra al Tour de Langkawi e in alcune corse minori conquistando il titolo di Campione Venezuelano a cronometro salvo poi essere vittima della mononucleosi. Nel 2008 si trasferisce alla spagnola Caisse d’Epargne, ma anche qui non ottiene grandi risultati a causa di problemi di depressione.

Gli scarsi risultati delle ultime stagioni lo spingono a tornare in patria firmando un contratto per il 2009 con la Gobernación del Zulia. Con il nuovo team parte alla grande vincendo tre tappe alla Vuelta al Táchira mentre a giugno, alla Vuelta a Colombia, conquista ben quattro tappe andando a conquistare la vittoria finale (primo vincitore venezuelano in 59 edizioni della corsa e il terzo straniero a ottenere il primo posto nella storia di questa competizione ciclistica).

Rujano dedica la vittoria ai compagni di squadra e si ringrazia la corsa Colombiana che gli ha ridato la forza di pedalare tra i big e generare entrare per sostenere una fondazione per bambini che porta il suo nome. Respirare l’ottimismo e riprendere in mano la propria carriera dopo annate non brillanti ha un effetto positivo su Josè che deve molto all’allenatore Hernán Alemán che, oltre a dare consigli, lo ha messo nelle mani di specialisti che lo hanno letteralmente tirato fuori dal buco nero dove era piombato.

Il 12 ottobre 2009 firma un contratto per la successiva stagione con il team ISD-Neri, con cui però rescinde il contratto a maggio (in quanto il team non è invitato al Giro d’Italia)per far ritorno in Venezuela nel precedente team con cui nel 2010 conquista la Classifica generale del Tour de Langkawi oltre a due tappe alla Vuelta al Táchira, una alla Vuelta a Venezuela e una alla Vuelta a Colombia.

Il 2011 è l’anno del ritorno con il mentore Gianni Savio quando veste i colori dell’Androni Giocattoli con cui al Giro d’Italia si mette in mostra nella nona tappa, con arrivo sull’Etna, dove dopo essere stato in fuga chiude secondo alle spalle di sua maestà Alberto Contador. Nella tappa del Grossglockner torna alla vittoria alla corsa rosa a distanza di sei anni dal magico 2005 precedendo Contador. La salita, suo naturale terreno, lo vede tenere testa ai big della corsa sullo Zoncolan e nella cronoscalata sul Nevegal. Chiude la corsa rosa con un interessante settimo posto a poco più di 12 minuti da Alberto Contador. Lo spagnolo sarà poi squalificato e Rujano sarà ufficialmente sesto in generale.

Dopo quell’edizione del Giro, Rujano vive altri due anni in Europa senza molto successo, firma con la Vacansoleil Vacansoleil ma vive un periodo di inattività a seguito del coinvolgimento in un’inchiesta doping, per fare ritorno in Venezuela nel 2013 prendendo parte alle corse dell’America Latina. Dopo un periodo di pausa nel 2015 rientra alle corse nella formazione venezuelana Boyaca se Atreve-Liciboy con cui ottiene la sua quarta vittoria alla Vuelta al Tachira.

Nel 2017 si ritira ufficialmente dalle corse, a 36 anni decide di provare a tornare alle corse con la maglia del Venezuela País de Futuro, sodalizio patrocinato dal governo nazionale, assieme al figlio Yeison.

Pedro Gutierrez tappa e maglia alla Vuelta al Táchira

Pedro Gutierrez vince alla Vuelta al Tachira

Pedro Gutierrez approfitta della fuga bidone alla Vuelta al Táchira: tappa e maglia, quarto Luca Chirico

Pedro Gutierrez

Pedro Gutierrez

Pedro Gutierrez conquista la seconda tappa della Vuelta al Tachira, disputata sulla distanza di 173 km tra Suripá e Borotá. La frazione è stata caratterizzata da una fuga bidone nata al km 35 composta da 14 elementi che ha inesorabilmente conquistato un vantaggio che ha portato i fuggiaschi a tagliare il traguardo con 15 minuti di vantaggio sul plotone.

A conquistare la tappa è stato, dunque, uno dei favoriti per la vittoria finale: Pedro Gutierrez, ventottenne del Banco Bicentenario-Gobernación de Yaracuy,  che ha già conquistatore in passato di due edizioni della Vuelta a Venezuela.

Gutierrez ha anticipato di un secondo i compagni di fuga, alle sue spalle hanno completato il podio  Ángel Rivas (FedeIndustrias) e Ronald González (Inversiones Alexander). Alle spalle del podio ecco arrivare con un distacco di 10 secondi il nostro Luca Chirico, varesino, alla prima in gara con la maglia Androni Giocattoli-Sidermec.

 

In classifica Gutiérrez è salito al comando, togliendo la maglia gialla al vincitore della tappa inaugurale Matteo Malucelli. Lo sprinter romagnolo proverà a rifarsi domani nella San Cristóbal-Táriba di 117.6 km, prova tutta pianeggiante.

Matteo Malucelli vince la prima tappa alla Vuelta al Táchira

Matteo Malucelli vince alla Vuelta al Táchira: prima vittoria italiana del 2018

Matteo Malucelli della Androni Giocattoli-Sidermec vince la prima tappa della Vuelta al Táchira, è suo la prima vittoria tricolore di questo 2018

Matteo Malucelli

Matteo Malucelli

Matteo Malucelli vince nella Bramón-Santa Bárbara de Barinas di 182.6 km  alla Vuelta al Táchira tradizionale prova che si disputa in Venezuela. Il corridore della Androni Giocattoli-Sidermec entra in qualche modo nella storia della stagione 2018 conquistando la prima vittoria di un corridore italiano.

Protagonisti della fuga di giornata sono stati Cristian Talero (Shimano), Felix Baron (Aroma Gourmet) e Wilman Bravo (Deportes Jhs) che sono rimasti in avanscoperta per 70 chilometri. Il primo dei tre a cedere è stato Bravo mentre gli altri compagni di fuga hanno resistito sino ai meno 15 km dall’arrivo.

Malucelli, ventiquattrenne sprinter romagnolo, si è imposto nella volata  davanti a una vecchia conoscenza come il venezuelano Yonathan Monsalve (Venezuela País Futuro) mentre il terzo posto è andato a Orluis Aular (Gobernación de Yaracuy). Domani non sarà semplice ripetersi in quanto la Suripá-Borotá di 173 km prevede, prima del finale pianeggiante, la scalata di una lunga salita.