Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo?

Vincenzo Nibali alla Trek? Non è fantaciclismo!

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport potrebbe essere più di una affascinante suggestione

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek

Vincenzo Nibali alla Trek-Segafredo secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport questa opzione potrebbe essere reale e non la classica sparata da fantaciclismo. Lo Squalo dello Stretto è una delle figure simbolo del ciclismo italiano e mondiale ed è naturale che attorno al suo nome si scatenino rumors e indiscrezioni.

Il corridore attualmente in forza alla Bahrain-Merida del principe Nasser bin Hamad Al Khalifa ha sinora indossato la maglia di quattro team: Fassa Bortolo, Liquigas, Astana e, appunto, quella della formazione araba.  I rumors di mercato, riportati anche da “La Gazzetta dello Sport”, vogliono lo sponsor italiano Segafredo fortemente intenzionato a convincere il siciliano a cambiare casacca per la stagione 2020 (che porterà alle Olimpiadi di Tokio).

Lunedi vi è stato un incontro tra Nibali, accompagnato dal procuratore Johnny Carera e il legale Fausto Malucchi, e Brent Copeland e Milan Erzen della Bahrain-Merida per definire i dettagli di una proposta ma, a quanto pare, il meeting con il team arabo è stato preceduto da un briefing con la Trek-Segafredo per la definizione di una proposta concreta.

Insomma la posizione contrattuale dello Squalo che sino a qualche mese fa sembrava naturalmente destinata a proseguire con i colori della Bahrain-Merida ora appare più complessa per alcune cause contingenti. Secondo quanto riportato dalla “rosea” la prima divergenza tra le parti sarebbe stata legata alla durata dell’impegno (fino al 2020 per il team, più lungo di un anno per il ciclista siciliano). Successivamente c’è stata qualche incomprensione tra l’atleta e la dirigenza ed infine pare si sia verificato un ritardo nei pagamenti di alcuni emolumenti dello Squalo.

Sulla questione ritardi si è espresso il manager Copeland:

“si è trattato semplicemente di un ritardo tecnico-amministrativo, abbiamo prontamente comunicato la cosa all’UCI e alla società di revisione Ernst&Young”.

L’obiettivo di Vincenzo Nibali è quello di arrivare al Giro d’Italia avendo già definito il suo impegno lavorativo per il biennio 2020-2021 per potersi concentrare sul tentativo della storica doppietta Giro-Tour.

“Saremmo felici che continuasse con noi ma ora, con l’ingresso del marchio McLaren gli equilibri sono modificati e non posso sbilanciarmi. Credo che alla presentazione della squadra il 21 febbraio ci sarà un altro incontro con Vincenzo.” ha dichiarato Copeland.

Vincenzo Nibali alla Trek, storia vecchia?

L’interesse della squadra americana per lo squalo non è cosa di questi ultimi mesi, già prima di approdare alla Bahrain, Nibali era stato “corteggiato” dalla Segafredo tanto che nell’ultima parte dello scorso anno c’era stato un incontro da Massimo Zanetti (patron dell’azienda di caffè) e Enzo.

Considerando l’età dello Squalo potrebbe avere gioco forza chi può mettere sul piatto anche una proposta professionale post carriera agonistica. Naturalmente l’eventuale cambio di team comporterebbe anche il trasferimento del massaggiatore Michele Pallini, del medico Emilio Magni e, chiaramente, del mitico preparatore Paolo Slongo. L’intera operazione potrebbe cubare sul monte stipendi della formazione americana qualcosa come 3,6 milioni di euro a stagione.
La possibilità di un simile investimento è legato a doppia mandata al proseguito della collaborazione tra Trek (proprietaria della società di gestione del team) e il marchio italiano. In caso di frattura tra le due parti non è da escludere che Segafredo possa creare una sua squadra con Nibali come capitano ma questa pare una opzione assolutamente remota (come l’eventuale passaggio di Vincenzo alla Uae-Emirates di Gianetti).

Stipendi dei ciclisti per il 2019, Sagan il più pagato!

Stipendi per la stagione 2019 dei ciclisti professionisti

Stipendi dei ciclisti per il 2019 scopriamo la top ten dei corridori professionisti più pagati del World Tour: in testa Peter Sagan

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti 2019

Stipendi dei ciclisti per il 2019, il più pagato sarà lo slovacco Peter Sagan della Bora-Hansgrohe con una cifra vicinissima ai sei milioni. La vittoria di tre titoli mondiali paga ottimi dividendi a Peto che strizza l’occhio al Mondiale nello Yorkshire per portare a quattro il numero dei suoi successi iridati.

Alle  spalle dello slovacco ecco, naturalmente, il fenomeno Chris Froome che quest’anno darà la caccia al suo quinto Tour de France e che riceverà in cambio delle sue performance sportive una cifra attorno ai cinque milioni e mezzo di euro. Quando, a fine anno, il network televisivo Sky toglierà il proprio marchio dalle maglie della squadra britannica il “povero” Chris si troverà a rinegoziare il proprio contratto e dovrà trovare un altro team disposto a spendere una simile cifra.

Sul terzo gradino di questa speciale classifica troviamo il nostro Vincenzo Nibali che dopo aver dimostrato di poter puntare indistintamente ai grandi giri come alle classiche, quest’anno mette nel mirino la doppietta Giro-Tour da accompagnare, magari, con la tanto agognata Liegi-Bastogne-Liegi. Lo Squalo dello Stretto incamererà emolumenti vicino ai 4 milioni di euro dalla Bahrain Merida. Anche per Enzo il prossimo anno si tratterà di rinegoziare il proprio ingaggio in quanto il suo contratto va in scadenza a fine 2019 ma, forte della vittoria delle tre grandi corse a tappe e di classiche monumento come il Giro di Lombardia e la Milano-Sanremo non faticherà a trovare estimatori.

La quarta posizione è riservata a una delle grandi delusioni della stagione passata: con 3,2 milioni di ingaggio ecco il sardo Fabio Aru. Dopo un 2018 letteralmente da incubo il corridore dovrà dimostrare alla UAE Emirates di non aver sbagliato il cavallo su cui puntare tanti euro.

Soltanto quinto si “classifica” il vincitore a sorpresa (ma non troppo) dello scorso Tour de France, il gallese Geraint Thomas che percepisce una cifra attorno 3 milioni di euro dal Team Sky.

Sesta piazza per Nairo Quintana che con i suoi 2,5 milioni di euro percepiti dovrà trovare la forza per rialzarsi dopo alcuni passaggi a vuoto. Poco più indietro troviamo due volecisti: Marcel Kittel (2,3 milioni di euro) e Mark Cavendish (2 milioni di euro).

Il campione del mondo,  Alejandro Valverde  guadagnerà circa 1,8 milioni di euro così come il norvegese Alexander Kristoff.

Stipendi dei ciclisti per il 2019  la top ten

1) Peter Sagan 6 milioni di euro
2) Chris Froome 5,5 milioni di euro
3) Vincenzo Nibali 4 mlioni di euro
4) Fabio Aru 3,2 milioni di euro
5) Geraint Thomas 3 milioni di euro
6) Nairo Quintana 2,5 milioni di euro
7) Marcel Kittel 2,3 milioni di euro
8) Mark Cavendish 2 milioni di euro
9) Alejandro Valverde 1,8 milioni di euro
10) Alexander Kristoff 1,8 milioni di euro

Il calendario di Vincenzo Nibali per il 2019

Il calendario di Vincenzo Nibali: obiettivo classiche e Tour

Il calendario di Vincenzo Nibali per il 2019: ecco tutti gli obiettivi del capitano della Bahrain Merida dalle Strade Bianche al Tour de France passando per la Sanremo

Il calendario di Vincenzo Nibali

Il calendario di Vincenzo Nibali

Il calendario di Vincenzo Nibali per il 2019 è praticamente definito in ogni dettaglio e il siciliano assieme al suo staff ha predisposto un dettagliato programma di avvicinamento agli appuntamenti della stagione ormai alle porte.

Lo Squalo dello Stretto tornerà alle corse all’UAE Tour in programma negli Emirati Arabi Uniti dal 24 febbraio al 2 marzo. La nuova competizione World  Tour prevede ben sette tappe e sarà il primo banco di prova per valutare i risultati della preparazione a Cambrils (Spagna) dal 10 al 22 gennaio e poi in altura sul Teide.

Nel 2019, Enzo punterà anzitutto su tre corse tricolori ovvero le Strade Bianche (9 marzo) per poi dedicarsi alla Tirreno-Adriatico e poi dritto alla Milano-Sanremo in cui cercare uno storico bis dopo l’incredibile successo dell’edizione 2018.

Dopo questo “trittico” il calendario di Vincenzo Nibali prevede un periodo di scarico e richiamo atletico per arrivare pronto al Tour of the Alps che servirà da trampolino per uno degli obiettivi tanto sognato (e solo sfiorato non senza polemiche nel 2012): la Liegi-Bastogne-Liegi.

Per Vincenzo a quel punto inizierà il punto caldo della stagione con, in successione, il Giro d’Italia e il Tour de France alla ricerca di quella storica doppietta non riuscita a Froome lo scorso anno e che manca dal 1998 quando a conquistarla fu il mitico Marco Pantani.

Paolo Slongo ha tenuto a precisare che quello della doppietta è un obiettivo reale e non teorico per Nibali che vuole assolutamente fare classifica in entrambe i grandi giri.

 

Il calendario di Vincenzo Nibali da Gennaio a fine Luglio

24 febbraio-2 marzo UAE Tour
9 marzo Strade Bianche
13-19 marzo Tirreno-Adriatico
23 marzo Milano-Sanremo
22-26 aprile Tour of the Alps
28 aprile Liegi-Bastogne-Liegi
11 maggio-2 giugno Giro d’Italia
29 giugno Campionati Italiani
6-28 luglio Tour de France

Ciclisti italiani world Tour 2019

Ciclisti italiani world Tour 2019: ecco l’elenco completo

Ciclisti italiani world Tour 2019 ecco l’elenco completo dei 51 atleti azzurri che porteranno il tricolore lungo le strade del World Tour

Ciclisti italiani world Tour 2019

Ciclisti italiani world Tour 2019

Ciclisti italiani world Tour 2019? La brigata tricolore sarà composta da 51 corridore. Il dato è assolutamente coerente con l’evoluzione degli ultimi anni che, nonostante la “crisi” del nostro movimento, vede il bel paese come uno dei più rappresentati nelle corse di più alto livello del ciclismo mondiale.

La formazione con più italiani sarà ancora una volta la UAE-Team Emirates in cui militano ben 10 ciclisti azzurri tra cui Fabio Aru che vuole riscattare un 2018 davvero deludente. Filippo Ganna è uscito dal team arabo per indossare le maglie del Team Sky dove troverà Gianni Moscon chiamato ad una stagione ad altissimo livello (obiettivo classiche per lui?).

Folta rappresentativa italica anche alla Bahrain Merida di Vincenzo Nibali, Domenico Pozzovivo, dal nuovo arrivato Damiano Caruso e di Sonny Colbrelli (ruota veloce).

 

Elia Viviani sarà la prima punta per le volotare della Deceuninck-Quick Step dopo la rinuncia del team al colombiano Fernando Gaviria (approdato alle UAE). Jakub Mareczko si è accasato  alla CCC dove troverà Alessandro De Marchi. Giacomo Nizzolo è passato alla Dimension Data mentre Edoardo Affini ha firmato con la Mitchelton-Scott del campione europeo Matteo Trentin.

 

Alla Katusha-Alpecin ci sarà il talentuoso Matteo Fabbro e il nuovo arrivo Enrico Battaglin mentre Davide Ballerini e Manuele Boaro saranno al via con all’Astana .La BORA-Hansgrohe di Peter Sagan potrà contare sui collaudatissimi Oscar Gatto (neo acquisto), Davide Formolo e Daniel Oss.

Daniele Bennati verstirà la maglia della Movistar, alla Groupama-FDJ ci sarà Jacopo Guarnieri mentre Alberto Bettiol e Sacha Modolo saranno in forza alla EF-Drapac.

 

Ciclisti italiani world Tour 2019: elenco completo

Affini Edoardo            Mitchelton-Scott

Agnoli Valerio             Bahrain Merida Pro Cycling Team

Aru Fabio                    UAE-Team Emirates

Ballerini Davide           Astana Pro Team

Basso Leonardo            Team Sky

Battaglin Enrico          Team Katusha – Alpecin

Benedetti Cesare          BORA – hansgrohe

Bennati Daniele           Movistar Team

Bettiol Alberto             Team EF Education First-Drapac p/b Cannondale

Boaro Manuele            Astana Pro Team

Brambilla Gianluca      Trek – Segafredo

Capecchi Eros              Deceuninck – Quick Step

Caruso Damiano          Bahrain Merida Pro Cycling Team

Cataldo Dario              Astana Pro Team

Ciccone Giulio             Trek – Segafredo

Colbrelli Sonny                       Bahrain Merida Pro Cycling Team

Conci Nicola                Trek – Segafredo

Consonni Simone         UAE-Team Emirates

Conti Valerio               UAE-Team Emirates

De Marchi Alessandro  CCC Team

Fabbro Matteo            Team Katusha – Alpecin

Felline Fabio               Trek – Segafredo

Ferrari Roberto           UAE-Team Emirates

Formolo Davide          BORA – hansgrohe

Ganna Filippo             Team Sky

Garosio Andrea           Bahrain Merida Pro Cycling Team

Gasparotto Enrico      Team Dimension Data

Gatto Oscar                 BORA – hansgrohe

Guarnieri Jacopo        Groupama – FDJ

Marcato Marco            UAE-Team Emirates

Mareczko Jakub          CCC Team

Martinelli Davide        Deceuninck – Quick Step

Modolo Sacha              Team EF Education First-Drapac p/b Cannondale

Mori Manuele              UAE-Team Emirates

Moschetti Matteo         Trek – Segafredo

Moscon Gianni            Team Sky

Nibali Antonio             Bahrain Merida Pro Cycling Team

Nibali Vincenzo           Bahrain Merida Pro Cycling Team

Nizzolo Giacomo          Team Dimension Data

Oss Daniel                   BORA – hansgrohe

Petilli Simone              UAE-Team Emirates

Pozzovivo Domenico  Bahrain Merida Pro Cycling Team

Puccio Salvatore          Team Sky

Ravasi Edward            UAE-Team Emirates

Rosa Diego                   Team Sky

Sabatini Fabio             Deceuninck – Quick Step

Trentin Matteo            Mitchelton-Scott

Troia Oliviero              UAE-Team Emirates

Ulissi Diego                  UAE-Team Emirates

Villella Davide             Astana Pro Team

Viviani Elia                 Deceuninck – Quick Step

 

Nibali e Iglinskiy quanti dubbi sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy: il sicilianotorna sulla Liegi 2012

Nibali e Iglinskiy battagliarono alla Liegi 2012, a vincere fu il kazako ma il siciliano ha qualche dubbio su quella corsa.

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy

Nibali e Iglinskiy, che battaglia alla Liegi 2012! A trionfare fu il kazako che fece una rimonta ai limiti dell’impossibile raggiungendo e staccando il campione siciliano.

In questi giorni il capitano del Team Bahrain Merida sta programmando la stagione entrante con un occhio attento alle classiche di primavera. Vincenzo vuole rimpolpare il proprio palmares dopo aver messo in bacheca Il Lombardia e la Milano-Sanremo.

C’è attesa per sapere quale grande giro vedrà al via lo Squalo dello Stretto ma prima, appunto, lo sguardo del siciliano sarà rivolto alle classiche.

Proprio lo sguardo sulle classiche riapre una “vecchia ferita” che, evidentemente, anche a distanza di anni brucia ancora.

La ferita ha un nome e una data: Liegi Bastogne Liegi 2012. Quel giorno sembrava fatta per Vincenzo, invece a trionfare fu il kazako Iglinskiy

Quel giorno Nibali indossava ancora la divisa della Liquigas ed era riuscito a staccare tutti arrivando all’ultima salita verso il traguardo pronto a gustare il trionfo nella sua classica preferita. Vincenzo non aveva calcolato, però, il formidabile recupero di Maxim Iglinskiy che, pur non figurando tra i favoriti della vigilia, pimbò su Nibali lasciandolo sul posto e andando a vince.

Ora, a distanza di sei anni, lo Squalo è tornato sulla vicenda sollevando non pochi dubbi su quel trionfo del corridore dell’Astana:

 “Devo dire che  mi cadde letteralmente il mondo addosso quando venni raggiunto e superato da Iglinskiy. Non so dire se quella rimonta fu sospetta ma so per certo che all’arrivo non ci fu il controllo antidoping. Arrivai secondo e mi presentai regolarmente nella zona dei controlli ma mi dissero che non quel giorno non c’erano controlli” ha dichiarato Vincenzo qualche giorno fa a La Stampa

Qualche anno dopo, Enzo fu compagno del kazako proprio all’Astana condividendo alcune gare con Iglinskiy tra cui il cammino vittorioso al Tour de France del 2014

Subito dopo il Tour vinto da Vincenzo, sia Maxim Iglinskiy che suofratello Valentin risultarono positivi ad un controllo antidoping per uso di Epo. Per entrambi venne decretata una squalifica di due anni che mise fine alla carriera agonistica dei fratelli Iglinskiy

Alan Marangoni ricorda la nascita del fenomeno Peter Sagan

Alan Marangoni lascia il ciclismo e parla di Sagan

Alan Marangoni si ritira dall’attività agonistica e ricorda con affetto il rapporto con il fenomeno Peter Sagan

Alan Marangoni

Alan Marangoni

Alan Marangoni si ritira dall’attività agonistica ma manterrà per sempre affettuosi ricordi del suo tempo passato nel plotone ed in particolare quando accolse il giovane Peter Sagan alla Liquidas muovendo assieme i primi passi che hanno portato lo slovacco a diventare una star mondiale.

Marangoni, 34 anni, ha corso per 10 anni nei team professionistici con la divisa del Team Liquigas prima e ora con quella della Nippo Vini Fantini. 

Con la Liquigas, ha contribuito al lancio di Sagan. Ora con il Tour of Hainan si accinge a salutare il mondo del ciclismo professionistico.

“Ricordo gli anni passati assieme a Peter Sagan al team Liquigas, i quattro anni in quel gruppo sono stati i migliori della mia vita perché facevo ciclismo al massimo livello in una squadra fatta di amici prima ancora che di colleghi. Ho pedalato con Ivan Basso, Vincenzo Nibali e un Peter Sagan pronto ad esplodere ed è stato un vero onore.”

Ha spiegato il ciclista al sito Velonews.

“Sono stato un ciclista normale, non avevo il talento per vincere le grandi corse ma ho avuto la fortuna di passare momenti speciali aiutando i campioni con cui ho corso. Il giorno più bellodella mia vita in bicicletta è stato al Tour Tour de France 2013 nella tappa da Montpellier ad Albi.  Abbiamo tirato 120 km a tutto gas lasciando indietro i favoriti per le volate Cavendish, Kittel e Greipel e siamo andati direttamente al traguardo e Peter ha vinto. Ha trionfato Sagan ma è stato il trionfo del lavoro di squadra, davvero una grande giornata”.

Dopo quella vittoria, Sagan si è avvicinato al compagno e gli ha sussurrato: “Oggi hai fatto un grande lavoro, mi hai salvato il culo!”

Marangoni è passato professionista nel 2009 e ha corso dal 2011 al 2014 con la maglia della Liquigas. Nel 2015, lo sponsor Cannondale ha iniziato a collaborare con la Garmin-Slipstream e da quel momento l’Italia ha perso il suo ultimo team World Tour. In quel momento le strade di Alan Marangoni  e Sagan, passato con Bjarne Riis e Oleg Tinkov al Team Saxo Bank, si sono separate:

“E ‘stato un peccato, mi sarebbe piaciuto seguirlo. Spero che Peter scelga di fare il Giro d’Italia, lui è legato all’Italia ma non ha mai corso al Giro e per un campione come lui, penso che sia necessario per completare la sua carriera, il pubblico italiano è molto caldo e uno come lui può divertirsi”.

Marangoni a metà novembre, partecipa al suo ultimo evento, una corsa di un giorno ad Okinawa:

“Sono felice perché il mio sforzo è quasi finito ad Okinawa sarà la mia ultima corsa ho apprezzato il Tour of Hainan, un posto davvero carino, abbiamo visto molte belle spiagge, un mare spettacolare e anche gli hotel sono molto buoni. Sicuramente l’anno prossimo raccomanderò ai miei colleghi di venire qui e fare l’ultima gara dell’anno perché è un piacere.”.

Nibali nel 2019 occhi puntati sulla Liegi

Nibali nel 2019 punterà alla Liegi-Bastogne-Liegi

Nibali nel 2019 avrà come primo obiettivo scacciare la sfortuna che l’ha perseguitato quest’anno con un occhio alla Liegi

Nibali pensa già al 2019

Nibali pensa già al 2019

Nibali ha concluso al secondo posto il Giro di Lombardia 2018, alle spalle francese Pinot. A parte il tifo patriotico, vista la sfortuna che ha caratterizzato il suo 2018, Vincenzo si sarebbe meritato di conquistare uno storico bis in riva al lago di Como.

Il leader della Bahrain-Merida ha corso da squalo, ha attaccato e lottato quando ad allungare è stato Pinot. Ha resistito patendo una “crisi idrica” e arrivando a Como con un ritardo di 32 secondi resistendo al ritorno del gruppo degli inseguitori regolato poi belga Dylan Theuns.

Nibali è apparso soddisfatto della propria prestazione e del risultato ottenuto e i tifosi hanno voluto tributargli un lungo coro all’arrivo al bus della squadra.

Vincenzo ha ammesso come nel finale il suo corpo fosse svuotata di ogni energia, gli appassionati davanti alla tv hanno potuto notare la richiesta di acqua che il siciliano ha fatto alle moto in corsa.

Pinot, che pochi giorni fa ha conquistato la Milano-Torino, è apparso superiore a tutti ma Enzo si è consolato riuscendo a resistere al recupero degli inseguitori.

Al termina della “classica delle foglie morte” Vincenzo ha voluto allontanare le voci che lo vedono clamorosamente in uscita dal Bahrain-Merida, e si è, anzi, detto particolarmente interessato al Giro d’Italia 2019 in attesa dei dettagli sul tracciato della corsa rosa.

Rachele, moglie del campione siciliano, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la durezza dei mesi successivi alla caduta al Tour:

”Questi mesi l’hanno reso più riflessivo e meno impetuoso, meno impulsivo Inizialmente era come un leone in gabbia, era spesso silenzioso cosa inusuale. Già quando è risalito sul cicloergometro è cambiato, ha sentito il rumore dei pedali, ha visto le ruote che giravano e ha ripreso confidenza poi quando ha potuto risalire in bici su strada, dopo una settimana e mezza, è tornato lui.

Il primo mese e mezzo è stato durissimo siamo rimasti sempre in  casa, uscivo solo io a fare la spesa. Quando siamo andati dal neurochirurgo si ragionava di 15 giorni di recupero. Il dottore ci ha detto ‘il recupero normale è di tre mesi’. Non eravamo preparati, per cinque minuti non ha parlato nessuno di noi due. Il dottore se n’è accorto e allora ha precisato ‘una persona normale, non uno sportivo come lei’.

Ora la mente di Nibali, come detto, è focalizzata sulla nuova stagione e, probabilmente, quello che più stuzzica la mente dello Squalo dello Stretto è la Liegi-Bastogne-Liegi, che si adatta benissimo alle caratteristiche di questo campione che, se riuscirà a scacciare la sfortuna che lo ha visto protagonista nel 2018, potrà regalare ancora tante soddisfazioni ai tifosi italiani.

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti del Mondiale di Innsbruck?

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

Nazionale Italiana per i Mondiali di Innsbruck

Nazionale Italiana: i convocati per il Mondiale

Nazionale Italiana ecco la lista e l’analisi dei convocati per il Mondiale di Innsbruck del CT Davide Cassani e della Nazionale femminile di Dino Salvoldi

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana pronta a scaldare i motori in vista dell’appuntamento più atteso dell’anno: i Mondiali di Ciclismo di Innsbruck. Il Mondiale 2018 è ancor più atteso in virtù della difficoltà estrema del percorso: è dai mondiali in Colombia che non si vedeva un tracciato così impegnativo.

Nazionale Italiana Maschile per Innsbruck

  • Dario Cataldo (Astana Pro Team): non ci si aspettava la chiamata del corridore abruzzese, esce mediamente bene dalla Vuelta Espana a 2018 ma con ogni probabilità non sarà effettivamente impegnato in corsa.
  • Damiano Caruso (BMC Racing Team): Damiano è pressocchè certo di essere al via domenica trenta e le sue performance recenti lo accreditano come un ideale uomo di complemento ad un possibile capitano (Nibali?). L’ideale sarebbe tenerlo coperto fino all’ultimo transito quando potrebbe essere un perfetto diversivo o potrebbe tentare l’azione personale.
  • Alessandro De Marchi (BMC Racing Team): inutile girarci attorno, la Vuelta Espana l’ha detto, il Rosso di Buja è l’uomo più in forma del ciclismo tricolore (Elia Viviani a parte) e potrebbe essere l’uomo di “lusso” da mettere nelle fughe o correre da outsider. Il suo compito potrebbe essere quello di dettare il ritmo nelle tornate finali ma, se la strada gli sarà amica, potrebbe giocarsi le sue carte. Sarà uomo chiave della nostra nazionale.
  • Davide Formolo (Bora-Hansgrohe): non esce benissimo dalla Vuelta, ha provato a mettersi in luce attaccando ma il risultato non è stato dei migliori. Ha terminato la corsa  in 22esima posizione (ma non aveva i gradi di capitano della sua formazione) avrebbe potuto recitare un ruolo di rilievo ai Mondiali di Innsbruck ma con ogni probabilità dovrà accontentarsi di fare la “riserva”.
  • Gianni Moscon (Team Sky): tornato a correre dopo la squalifica per i fattacci del Tour de France ha dimostrato subito di essere pronto per giocare un ruolo di primo piano in Austria. Le qualità di Gianni le conosciamo bene così come ne sappiamo i limiti (anche caratteriali nella gestione dello stress della corsa), DavideCassani sa di potersi giocare una bella carta in una corsa durissima che potrebbe esaltare il fondo del trentino.
  • Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): ragazzi avessimo scritto questo elenco a giugno avremmo detto che Lo Squalo era l’uomo da battere, poi c’è stato il Tour e quella stramaledetta caduta che ah scompaginato i piani. Nel palmares del siciliano la maglia iridata sarebbe una meritata ciliegina sulla torta, la sfortuna non si dimentica mai di baciarlo (vedi Rio 2016), che sia la volta di un bacio della fortuna?
  • Franco Pellizotti (Bahrain-Merida): è la spalla ideale per Vincenzo e ha dimostrato negli ultimi anni di avere trovato una maturità che gli ha permesso di ottenere due top ten di tappa alla Vuelta Espana. La forma è palesemente buona e vuole giocare un ruolo importante nella sua ultima apparizione in maglia azzurra (Franco ha annunciato il suo ritiro).
  • Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida): il percorso gli sorridere e se la condizione dovesse supportarlo potrebbe essere un outsider da guardare con attenzione. Domenico ha spesso ben figurato nelle classiche più difficili e quello di Innsbruck potrebbe essere un tracciato adatto al lucano.
  • Giovanni Visconti (Bahrain Merida): convocazione inaspettata per il siciliano che deve dimostrare di valere un posto tra i titolari per evitare il “taglio”.

Nazionale Italiana Femminile  per Innsbruck

Il CT Dino Salvoldi ha scelto una squadra di scalatrici, che possano reggere bene sul durissimo percorso austriaco:

  • Elisa Longo Borghini: la 26enne piemontese sarà la capitana della spedizione tricolore forte della sua conclamata esperienza internazionale. Nelle corse del Women’s WorldTour non ha particolarmente brillato ma l’oro conquistato ai Giochi del Mediteranno fa ben sperare visto che le sue qualità di scalatrice ben si sposano con il tracciato del mondiale 2018.
  • Erica Magnaldi: la 26enne della Bepink è una scalatrice pura tanto da chiudere nelle prime posizioni molte corse prestigiose. La forma sembra essere assolutamente al top e si presenta al via con grandi ambizioni.
  • Elena Cecchini: giovanissima ma già bandiera della nazionale riesce a ben figurare su ogni terreno. In questa seconda parte di stagione si è ritagliata un ruolo da protagonista in ogni corsa disputata in cui spicca il quarto posto agli Europei. Potrebbe correre da seconda punta in base a come andrà la corsa.
  • Sofia Bertizzolo: giovanissima atleta (21 anni) che sta crescendo costantemente come ha dimostrando conquistando la classifica dei giovani al Giro Rosa. Al mondiale farà esperienza e sarà al servizio della squadra.
  • Soraya Paladin: ha trionfato al recente Giro di Toscana dimostrando una buona forma, sarà al servizio delle compagne per la prima parte della corsa provando magari ad inserirsi in qualche azione.
  • Tatiana Guderzo Giorgia Bronzini, si giocano un posto nel  ruolo di registe della squadra mentre la 19enne Elena Pirrone, già certa del posto da titolare nella cronometro si contenderà la maglia con Nadia Quagliotto, seconda miglior giovane al Giro Rosa e Rossella Ratto, che è stata bronzo al mondiale del 2013.

Michael Woods vince la tappa alla Vuelta a Espana 2018

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta

Michael Woods vince dopo una fuga partita sin dal mattino, Simon Yates resta in rosso, Valverde lo tallona e Fabio Aru è vittima di una caduta

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta a Espana 2018, per il canadese in forza alla EF Drapac quella di oggi p stata una tappa tutta in avanscoperta visto che è partito sin dal mattino per affrontare una tappa ricca di insidie.

Dopo la cronometro di ieri vinta da Dennis, ecco subito una tappa di difficile interpretazione, 166 km di “media montagna” ma con ben 5 GPM tutti di seconda e terza categoria ma con un arrivo al Monte Oiz (1^ cat.), con punte superiori al 20%.

Giornata da fughe ed in fatti parte subito la fuga con anche il nostro Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a far parte di un numerosissimo drappello (circa trenta elementi). Tra gli uomini di testa spiccano, oltre allo squalo dello stretto i nomi di Rafal Majka (Bora-hansgrohe), Dylan Teuns (BMC Racing Team),  Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), David De La Cruz, Jonathan Castroviejo (Team Sky), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e, appunto, Michael Woods.

Il gruppo lascia fare ed  il vantaggio degli uomi di testa raggiunge gli otto minuti facendo capire che l’uomo che alzerà le mani sul traguardo sarà uno dei fuggitivi. La corsa è dura e non tutti riescono a tenere il ritmo, l’ultimo a restare davanti è Woods che prende il via sul Balcón de Bizkaia e chiude vittorioso con 5″ di vantaggio su Dylan Teuns e 10″ su David De La Cruz.

Secondo successo nella Vuelta Espana 2018 per la EF Drapac, che  aveva collezionato soltanto cinque vittorie da inizio stagione,  dopo quello rimediato da Simon Clarke.

I migliori del gruppo dei big sono Valverde e Mas (Quick Step Floors) che recuperano 8″ su Simon Yates, 10″ su Miguel Angel Lopez e addirittura un minuto su un poco brillante Nairo Quintana.