Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Copeland: Nibali in grande forma

Copeland e lo stato di forma dello squalo

Copeland, direttore della Bahrain-Merida si sbilancia sull’ottima condizione di forma di Vincenzo Nibali in vista del Giro d’Italia 2019

Copeland

Copeland

Copeland, direttore della Bahrain-Merida ha parlato con i giornalisti di cyclingnews.com esprimendosi circa le condizioni del capitano designato per l’imminente Giro d’Italia.

“Vincenzo non è mai stato in condizioni così buone prima dell’inizio di una gara di tre settimane è grandioso”, ha spiegato Copeland dopo l’arrivo della Liegi.

Nibali lascerà la Bahrain-Merida nel 2020 per accasarsi alla Trek-Segafredo ma, in modo molto professionale, corridore e staff hanno la bussola ben fissa sugli obiettivi per la stagione in corso, ovvero Giro d’Italia 2019 prima e Tour de France poi.

Copeland ha poi spiegato come si sia svolta, per la Bahrain-Merida, la Liegi-Bastogne-Liegi:

“Con una conclusione del genere, né Nibali né Dylan Teuns potevano giocarsi un posto sul podio non essendo veri velocisti. La corsa comunque ha dato buone indicazioni per il Giro, le  condizioni di Nibali stanno migliorando sempre di più avvicinandosi al Giro e questa è la cosa che più conta. La Liegi poteva andare meglio? Forse ma ora guardiamo avanti” ha spiegato il Direttore Sportivo.

La Liegi per Vincenzo Nibali è stato un ulteriore test positivo dopo quanto fatto vedere al Tour of the Alps  in cui ha concluso al terzo posto. Nibali, prima di correre all’aeroporto, ha espresso ai microfoni dei giornalisti de La Gazzetta dello Sport la soddisfazione per sua corsa:

“Ero con Fuglsang e Alaphilippe grazie all’ottimo lavoro del team, poi ma quando Fuglsang ha attaccato, non c’era nulla che potessi fare in più. Nella seconda parte della salita ho recuperato ma il distacco era troppo e poi Fuglsang meritava di vincere”.

Nibali Marginal Gains per il Giro d’Italia 2019

Nibali cuore, testa e tecnologia al Giro d’Italia

Nibali tra  Tour of the Alpes e novità tecnologiche per arrivare pronto al Giro d’Italia: ecco i Marginal Gains

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali chiude il Tour of the Alps con otto attacchi negli ultimi 25 km che portano al traguardo di Cles. Lo stesso fenomeno Chris Froome non è riuscito a seguire il ritmo tenuto dal siciliano (al kenyano si è rotto l’aggancio del ciclocomputer) ma allo Squalo è mancata la vittoria di tappa andata a Tao Geoghegan Hart, inglese del Team Sky, più giovane del Siciliano di quasi 11 anni.

Nel 2019 Enzo non ha ancora ottenuto alcun successo ma si sta lentamente avvicinando alla conquista di una gara e il massimo sarebbe se avvenisse domenica alla Liegi.

“Sto bene ma questi giovani sono stati davvero super. Nel finale ho parlato con Majka, la Sky stava controllando e assieme potevamo darci una mano. Tao è pù veloce di me, bravo lui io non potevo fare di più, lui è un predestinato – ha dichiarato Nibali –  Il morale è alto anche se la vittoria non è arrivata, ringrazio i compagni per il grande lavoro svolto”.

Come detto, domenica Vincenzo sarà alla Liegi-Bastogne-Liegi e cercherà un successo che brama da tempo: “Peccato, non ci sia Pozzovivo, vediamo cosa accadrà”.

Lo Squalo sta preparando con scrupolo il tentativo di conquista della terza maglia rosa dopo quella del 2013 e del 2016. In caso di trionfo al Giro, il siciliano supererebbe Magni  come vincitore più anziano (Fiorenzo nel ’55 aveva 34 anni, 5 mesi e 29 giorni mentre Nibali avrebbe  34 anni, 6 mesi e 19 giorni).

Nibali: Tecnologia e Marginal Gains

Il team Bahrain-Merida sta preparando anche alcuni accorgimenti tecnici, è pronto, infatti,  un nuovo manubrio per le tre cronometro previste nel corso del Giro 2019 sulla scorta di quello utilizzato da Victor Campenaerts durante il recente primato dell’ora.

Il siciliano potrà giovarsi anche di un apparato di pressoterapia,  della “Graston Technique” e dell’ “Indiba Activ”  per migliorare il recupero post gara. Lo staff medico farà anche uso dell’Hipervolt: uno strumento per massaggiare che sfrutta la fase di vibrazione del massaggio per andare più in profondità.

Vincenzo, dopo l’incidente dello scorso Tour, ha anche adottato delle solette propriocettive per migliorare la postura in sella. Inoltre Paolo Sergio, ortopedico che lavora con la Fiorentina e la Reyer Venezia ha messo a disposizione “i-Senso“, un dispositivo medico con un sensore che emette frequenze amplificate che consentono una migliore gestione dello stress del gesto atletico oltre ad un maggior coordinamento muscolare.

Insomma il concetto di “Marginal Gains” caro al Team Sky è stato sposato appieno dal siciliano e il suo staff.

 

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince

Nibali attacca, Geoghegan Hart vince: a Cles è ancora festa Sky

Nibali dà spettacolo nella quarta tappa del Tour of the Alps, attaccando a ripetizione, ma l’accoppiata Sivakov-Geoghegan Hart risponde

Tao Geoghegan Hart

I grandi campioni non tradiscono mai – certamente non al Tour of the Alps. Come ogni anno, le grandi firme del ciclismo mondiale si presentano al via nel cuore dell’Euregio, e lo fanno sempre per onorare la corsa fino in fondo. Giovedì 25 Aprile, la quarta tappa del Tour of the Alps da Baselga di Piné a Cles (134 km) ne ha data un’ulteriore ed eloquente conferma.

A vincere è stato ancora Tao Geoghegan Hart (Team Sky), ed il suo compagno di squadra Pavel Sivakov ha messo un altro, importantissimo mattone in vista di un possibile successo finale a Bolzano, ma il vero protagonista di questa frazione è stato Vincenzo Nibali. Al Tour of the Alps, il capitano del Team Bahrain-Merida ha ritrovato quel modo di correre aggressivo ed entusiasmante che ha caratterizzato le pagine più belle della sua carriera: sul Passo Predaia, neutralizzata la fuga di giornata, Nibali si è reso protagonista di cinque attacchi nel giro di due chilometri, facendo a brandelli il gruppo dei favoriti, e costringendo agli straordinari un Chris Froome ancora una volta nelle vesti di gregario di lusso.

L’azione di Nibali ha ridotto la testa della corsa a sole cinque unità, di cui tre del Team Sky – Froome, Sivakov e Geoghegan Hart – e un altro leader attesissimo alla corsa euroregionale, Rafal Majka (Bora-Hansgrohe), anch’egli ritrovato ai livelli delle sue giornate migliori.

Geoghegan Hart-Nibali-Sivakov

Il quarto attacco di Nibali ha terminato il compito di Froome, dando via ad un duello fra l’accoppiata Sky e l’italiano e il polacco – alleati per un giorno – che si è consumato fino all’ultima, durissima ascesa della Pontara. Dopo una nuova accelerazione di Nibali, è stato proprio Majka ad assestare il colpo più deciso, guadagnando cento metri ma subendo infine il ritorno dei tre inseguitori, condotti da Geoghegan Hart. Proprio il 24enne britannico ha impostato la volata di testa a Cles, riuscendo comunque a contenere lo sprint di Vincenzo Nibali e a trionfare a braccia alzate. Terzo posto per Majka, quarto per Sivakov che si presenta quindi all’ultimo test di Venerdì 26 Aprile (Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen, 147,8 km) con 27 secondi da difendere proprio su Geoghegan Hart, 31 su Rafal Majka e 33 su Vincenzo Nibali. Chris Froome si è piazzato al quinto posto di giornata, guidando sul traguardo un gruppo di 11 unità a 40 secondi, salendo al nono posto nella generale.

Oggi Nibali era davvero incontenibile – ha raccontato Pavel Sivakov, – sia lui che Majka hanno attaccato a ripetizione, io e Tao abbiamo preferito rispondere di passo, tenendolo a distanza e controllando la situazione. Nel finale i nostri avversari hanno corso da alleati, ma noi siamo riusciti insieme a rispondere colpo su colpo: insieme siamo più forti. Inoltre, abbiamo dalla nostra parte anche Chris: averlo con noi in squadra è fantastico, e la sua esperienza è una risorsa incredibile.”

Sivakov

Da parte sua, Geoghegan Hart ha potuto festeggiare il secondo successo da professionista in quattro giorni. “La chiave sta nel non avere timori reverenziali. Nella mia testa tutti gli avversari sono uguali, mi concentro sulle mie possibilità e non su quelle degli altri. Ma certo, mettersi alle spalle gente come Nibali e Majka è qualcosa di significativo.” Anche sul suo futuro, il 24enne britannico ha le idee chiare: “In carriera vorrei puntare le grandi corse a tappe, ma allo stesso tempo mantenermi aperto anche alle corse di un giorno, come ho sempre fatto fin da dilettante. Fra i miei obiettivi ci sono anche i Campionati del Mondo ed i Giochi Olimpici dell’anno prossimo.” L’ambizione sicuramente non gli manca.

Per l’accoppiata Sky rimane quindi l’ultimo sforzo verso Bolzano per coronare un possibile successo finale nell’ultima, storica corsa a tappe della squadra con l’attuale denominazione. “Sulla carta, controllare la tappa di domani dovrebbe essere più semplice,” ha commentato Sivakov, “soprattutto perché non avremo una salita nel finale come oggi. Ma dovremo fare ancora la nostra parte per conquistare una vittoria che sarebbe molto importante.

Sivakov ha conservato le maglie ciclamino e bianca (giovani), mentre Matthias Krizek (Felbermayr-Simplon-Wels) è riuscito a vestire la maglia rossa dei traguardi intermedi. Conferma come miglior scalatore per lo spagnolo Samitier (Euskadi-Murias), primo a transitare in cima alla temuta Forcella di Brez, e parte del tentativo di 8 uomini partito dopo 40 km di gara, e rimasto allo scoperto fino ai primi chilometri verso il Passo Predaia.

Energica

Domani, venerdì 26, l’Alto Adige ospiterà il gran finale di corsa con l’ultima frazione, Caldaro/Kaltern-Bolzano/Bozen (147,8 km). Le lunghe e dure salite verso Collalbo e San Genesio saranno gli ultimi ostacoli per gli atleti sulla strada verso il capoluogo sudtirolese, ma attenzione anche all’ultima, velocissima discesa: chissà che non diventi scenario per un ultimo, incredibile colpo di mano.

 

La quinta e ultima tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 14.00 alle 15.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
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FONTE COMUNICATO STAMPA

Geoghegan Hart vittoria al TOTA

Geoghegan Hart firma la “prima” da professionista

Geoghegan Hart giovane britannico si regala una prima vittoria di prestigio a Kufstein. Vincenzo Nibali ha acceso la corsa nel finale, con anche Rafal Majka in evidenza

Geoghegan Hart (fonte comunicato stampa)

Geoghegan Hart (fonte comunicato stampa)

Geoghegan Hart primo squillo in carriera. Al Tour of the Alps non c’è spazio per nascondersi. Se qualcuno pensava che i grandi favoriti della corsa sarebbero rimasti al coperto fino alla prova del Passo Giovo, questa convinzione è stata immediatamente e sonoramente smentita dal finale scoppiettante della 1a tappa, 144 km con partenza ed arrivo a KufsteinTao Geoghegan Hart (Team Sky) ha colto un successo chiaro e meritato, centrando la sua prima vittoria in carriera in uno sprint ristretto, arrivato per giunta dopo che lo stesso britannico era stato protagonista di un attacco nel secondo passaggio sulla salita più dura di giornata, Hinterthiersee. A dare inizio all’azione era stato Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), il cui attacco deciso dà ottime indicazioni sul suo stato di forma nell’avvicinamento al Giro d’Italia.

Il sole di Kufstein (Tirolo) ha accolto una giornata emozionante e godibile per il tanto pubblico, ormai innamorato del ciclismo dopo la prima storica partenza del Tour of the Alps del 2017 (ricordata anche per il successo di Michele Scarponi, di cui oggi ricorre il triste secondo anniversario della scomparsa) ed il via dei Campionati del Mondo Elite dello scorso Settembre, con il successo di Alejandro Valverde.
Tao Geoghegan Hart
Il Tour of the Alps non ha dovuto attendere a lungo per trovare i suoi primi fuggitivi. Dopo appena tre chilometri dal via ufficiale di Kufstein, un gruppo di quattro atleti si è portato al comando, con protagonisti Maximilian Kuen (Vorarlberg-Santic), nato proprio a Kufstein, Patrick Gamper (Tirol Cycling Team), Matthias Krizek (Felbermayr-Simplon) ed Emil Dima (Giotti Victoria-Palomar). I quattro battistrada hanno guadagnato fino a 5.40 sul primo circuito di giornata, mentre Astana, Sky e Bahrain si alternavano in testa al plotone.

Il gruppo ha gestito abilmente il margine dei fuggitivi, riducendo il vantaggio sotto i 3 minuti prima del passaggio sul secondo circuito caratterizzato dall’ascesa di Hinterthiersee – 2 km con pendenze fino al 15%. Mathias Krizek è rimasto solo davanti all’ingresso degli ultimi 20 km, mentre i suoi inseguitori venivano raggiunti da Andreas Schillinger (Bora-hansgrohe) e Georg Zimmermann (Tirol Cycling Team).

La seconda scalata a Hinterthiersee ha ricompattato la situazione in testa, ed è qui che Vincenzo Nibali ha rotto gli indugi e messo a segno un attacco deciso che ha messo in fila il gruppo. Solo tre corridor sono rimasti nella sua scia – Tao Geoghegan Hart e Pavel Sivakov del Team Sky e Rafal Majka della Bora-Hansgrohe.

Lo stesso Nibali era il più determinato nel rilanciare il ritmo fra i battistrada, che sono entrati negli ultimi 10 km con 10 secondi su un drappello di circa 20 unità. Non è stato sufficiente: il Team Astana di Pello Bilbao ha annullato il tentativo, rendendo inevitabile l’arrivo di gruppo. Inaspettatamente, proprio Geoghean Hart è riuscito a mettere la ruota davanti a tutti, battendo Aramburu e Thalmann a dispetto degli sforzi precedenti. 

Vincenzo Nibali

In realtà da dilettante ho vinto gran parte delle mie corse in arrivi di gruppo ristretti, quindi nel complesso non mi sorprende che la “prima” da professionista sia arrivata così,” ha dichiarato il 24enne Londinese.

“Il Team Sky ha disputato un’ottima corsa oggi, con Leonardo Basso impegnato a controllare la corsa fin dai primi chilometri, mentre gli altri cinque componenti sono riusciti a concludere nel primo gruppo. In realtà, oggiavevamo tante opzioni – avrei potuto vincere io, Pavel o Froomey. E’ stato bello riuscire finalmente a vincere con la maglia del Team Sky, soprattutto visto che questa gara è l’ultima occasione per farlo.”

Sono già concentrato sui prossimi giorni: ho la maglia di leader, e naturalmente mi piacerebbe tenerla. Ma questa è una corsa aperta, esplosiva ed imprevedibile, come abbiamo visto oggi,” ha ribadito Geoghean Hart.

Anche il coraggio dei fuggitivi è stato ricompensato sul palco: Emil Dima ha indossato la maglia verde di miglior scalatore, mentre Matthias Krizek ha conquistato la maglia rossa dei traguardi intermedi. Maglia Bianca invece per Alexander Vlasov (Gazprom-Rusvelo) vincitore del Giro Under 23 nel 2018.

Domani c’è in serbo la tappa più lunga del Tour of the Alps, la seconda: 178,7 km da Reith im Alpbachtal(Tirolo) a Scena/Schenna (Alto Adige), con la temuta salita del Passo Giovo, che svetta a 44 km dal termine, e la rampa finale della Schlossweg nel cuore di Scena.

La seconda tappa del Tour of the Alps sarà tutta da seguire in diretta dalle 14.00 alle 15.30, grazie alla trasmissione prodotta da PMG.

TV: Eurosport 1 (Europa, Asia), RaiSport (Italia), TV2 (Danimarca), Equipe TV (Francia), Eurosport Italia (Italia), Bike Channel (Italia), Eleven (Nord America), EBU/Eurovisione, SkySport (Nuova Zelanda).
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FONTE COMUNICATO STAMPA

 

Nibali lancia l’assalto al Touf of the Alpes

Nibali lancia l’assalto al TotA per sognare in grande

Nibali lancia il suo assalto al Tour of the Alps (22-26 Aprile) dove dovrà vedersela con il fenomeno del Team Sky Chris Froome

Il siciliano atteso protagonista da Lunedì al Tour of the Alps (22-26 Aprile), prima di iniziare l’inseguimento alla sua terza maglia rosa. “Sono legato a questa gara: ci tengo a fare bene prima di affrontare Liegi e Giro”. Domenica è già sfida (al microfono) con Chris Froome nella conferenza stampa della vigilia a Kufstein

Nibali

Un vecchio adagio recita “non c’è due senza tre” e Lunedì 22 Aprile da Kufstein (Austria), Vincenzo Nibali(Bahrain Merida) inizierà la caccia al suo terzo Tour of the Alps (22-26 Aprile), prima di spostare l’obiettivo verso la terza affermazione al Giro d’Italia.

L’Euregio e le sue montagne sono da decenni sinonimo di spettacolo e grande ciclismo, e mai come stavolta gli appassionati del pedale potranno assistere a un duello fra grandi campioni, che vedrà contrapposti al Tour of the Alps i due più importanti atleti da gare a tappe dell’ultimo decennio, lo “Squalo dello Stretto” e il britannico Chris Froome (Team Sky).

Nibali è una vecchia conoscenza dell’evento organizzato dal GS Alto Garda, avendolo conquistato in due occasioni (2008 e 2013). Il siciliano quest’anno punta al tris che lo porterebbe in vetta all’elenco dei plurivincitori in compagnia di Damiano Cunego. “Sono legato a questa gara – spiega il siciliano. – Nel 2008 ho colto al Giro del Trentino una bella vittoria e nel 2013, dopo aver vinto questa corsa, ho conquistato il mio primo Giro d’Italia. Ricordo ancora le emozioni del successo a Folgaria nel 2008 davanti a Franco Pellizottiche quest’anno sarà il mio Direttore Sportivo al Tour of the Alps”.

Nibali

Accompagnato dal fedelissimo preparatore Paolo Slongo, il 34enne messinese ha svolto nelle ultime settimane del lavoro in altura al Teide. “Devo smaltire i carichi ma credo di essere a buon punto. Non sono al 100% ma manca ancora del tempo all’inizio del Giro. Credo di poter fare bene. Dopo il Tour of the Alps volerò in Belgio per prendere parte alla Liegi-Bastogne-Liegi. Questi percorsi potrebbero rivelarsi ideali anche in vista delle Ardenne”.

La formula del TotA, fatta di frazioni brevi ma esigenti dal punto di vista altimetrico, mi piace molto – ha aggiunto Nibali. – D’altronde anche le grandi corse a tappe si stanno muovendo in questa direzione. Le gare solitamente sono combattute sin dai primi chilometri, diventano spettacolari per il pubblico e, allo stesso tempo, molto impegnative per noi corridori“.

Nibali

In ottica Classifica Generale, uno dei grandi avversari del due volte Campione Italiano sarà Chris Froome: 10 vittorie nei grandi giri complessivi e una “tripla corona” ciascuno. “Mi aspetto un Chris Froome competitivo. Il Tour de France è ancora lontano, ma lui è un grande corridore. Per quanto mi riguarda, tornerò a correre dopo la Milano-Sanremo e il ritiro in altura: sono curioso di capire a che punto sono in vista del Giro d’Italia”.

Vincenzo Nibali sarà protagonista, insieme a Chris Froome, della conferenza stampa della vigilia, in programma Domenica 21 Aprile alle 16.30 al Kultur Quartier Kufstein (Theaterplatz 1), prima della presentazione pubblica delle squadre, prevista alle 17.30 in Oberer Stadtplatz.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Team Sky chiude un’epoca al Tour of the Alps

Team Sky con Froome chiude un’epoca al Tour of the Alps

Il Team Sky dal 22 al 26 aprile lo squadrone britannico affronta l’ultima gara a tappe prima del cambio di denominazione

Team Sky

Team Sky

Vincere il Tour of the Alps sarebbe un modo per ringraziare Sky”. Anche per il Direttore Sportivo del Team SkyNicolas Portal, il 43° Tour of the Alps (22-26 Aprile) non sarà una gara come le altre. In occasione dell’evento ciclistico euroregionale – che scatterà Lunedì 22 Aprile da Kufstein (Austria) – si chiuderà un’epoca che ha segnato indelebilmente la storia del ciclismo. Al Tour of the Alps, il Team Sky affronterà, infatti, l’ultima gara a tappe prima del cambio di denominazione, e lo farà guidata da uno dei grandi artefici del suo ciclo vincente, il britannico Chris Froome, che sulle strade dell’Euregio ritroverà  Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) per una sfida a grandissime firme.

Il Team Sky ha scritto pagine importanti anche della storia recente di Tour of the Alps e Giro del Trentino, con i tre successi di fila delle stagioni 2015 (Richie Porte), 2016 (Mikel Landa) e 2017 (Geraint Thomas), e la partecipazione, negli anni, di altri grandi campioni come Sir Bradley Wiggins e Chris Froome. Lo squadrone britannico ha infatti sempre considerato la gara euro-regionale come l’avvicinamento ideale in vista del Giro d’Italia. Lo scorso anno, proprio Froome ha costruito al Tour of the Alps la condizione che gli ha permesso di conquistare l’unica corsa grande a tappe che mancava nella ricca bacheca personale, centrando l’ambita “tripla corona”.

Sono contento di tornare al Tour of the Alps – spiega Froome. – E’ una corsa che ho amato molto l’anno scorso, e che si è rivelata importantissima, in vista del Giro d’Italia. Il TotA è una gara dura, esplosiva, perfetta per trovare delle risposte sulla mia condizione. E’ proprio quello che mi serve in questo momento della stagione, e non vedo l’ora di prendere il via.

Ha fatto eco al quattro volte vincitore del Tour de France, il DS Portal: “Il Tour of the Alps è una bella gara, ben organizzata. Le tappe sono molto esigenti, ideali per Chris in questo momento della stagione. Lo scorso anno, Chris cercava una sfida impegnativa in vista del Giro d’Italia. E’ andata molto bene: il TotA propone contenuti tecnici di qualità e così abbiamo deciso di affrontarlo nuovamente, stavolta pensando al Tour de France”.

Dopo il quarto posto dello scorso anno, conquistato sfoggiando quella tattica aggressiva rivelatasi decisiva al Giro d’Italia, Froome è pronto per recitare nuovamente un ruolo da protagonista al Tour of the Alps, supportato da una squadra di eccellente livello.
L’anglokeniota potrà contare sull’esperienza di Kenny Elissonde e David De la Cruz, sulla freschezza di giovani talenti come Teo Geoghegan Hart e Pavel Sivakov, quest’ultimo vincitore del Giro d’Italia U23 nel 2017, e sull’apporto di due atleti italiani, Salvatore Puccio e Leonardo Basso. “Chris è sulla buona strada, la condizione è in crescita – spiega Portal. – Abbiamo deciso di supportarlo con una squadra molto competitiva, formata da alcuni corridori che poi prenderanno parte al Giro e da altri che stanno preparando obiettivi più lontani nel tempo. Sarà l’ultima gara a tappe come Team Sky: per noi questa è un’occasione speciale per far bene”.

Chris Froome sarà protagonista, insieme a Vincenzo Nibali, della conferenza stampa della vigilia, in programma Domenica 21 Aprile alle 16.30 al Kultur Quartier Kufstein (Theaterplatz 1), prima della presentazione pubblica delle squadre, prevista alle 17.30 in Oberer Stadtplatz.

 

Le tappe del Tour of the Alps 2019

Lunedì 22 Aprile 2019
1a tappa: Kufstein – Kufstein 144,0 km, 2.100 mt di dislivello
Difficoltà: **

Martedì 23 Aprile 2019
2a tappa: Reith im Alpbachtal – Scena 178,7 km, 3.050 mt di dislivello
Difficoltà: *****

Mercoledì 24 Aprile 2019
3a tappa: Salorno – Baselga di Pinè 106,3 km, 2.650 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Giovedì 25 Aprile 2019
4a tappa: Baselga di Pinè – Cles 134,0 km, 2.730 mt di dislivello
Difficoltà: ***

Venerdì 26 Aprile 2019
5a tappa: Caldaro – Bolzano 147,8 km, 3.100 mt di dislivello
Difficoltà: ***

FONTE COMUNICATO STAMPA

Tour of the Alps torna Chris Froome

Tour of the Alps torna Chris Froome per sfidare Nibali

Tour of the Alps vede il ritorno di Chris Froome dopo che nel 2018 fu il trampolino per andare alla conquista del Giro d’Italia

Tour of the Alper: Froome VS Nibali

Tour of the Alper: Froome VS Nibali

Nel 2018, il Tour of the Alps accolse per la prima volta sulle sue strade Chris Froome (Team Sky), per l’ultimo trampolino del quattro volte vincitore del Tour del France in vista dell’assalto al Giro d’Italia e alla tripla corona. Cercava il miglior colpo di pedale, il britannico, ma trovò molto più di questo: il sorriso e la serenità dopo mesi complessi, e soprattutto un modo di correre aggressivo e fantasioso che ne avrebbe fatto le fortune sulle strade del Giro.

L’anno scorso, il Tour of the Alps per Chris Froome fu una tappa cruciale verso la Maglia Rosa e la conquista dell’unico grande giro che ancora non aveva in palmares. Nel 2019, il britannico è in cerca di conferme verso un obiettivo più lontano, una quinta maglia gialla, ma una tappa chiave si svolgerà ancora una volta sulle strade Euroregionali.

E’ questa la grande notizia emersa Mercoledì 10 Aprile a Kufstein, sede di partenza del 43° Tour of the Alps (22-26 Aprile 2019), dove si è tenuta una presentazione a soli 12 giorni dalla partenza della corsa a tappe euroregionale, che si arricchisce così di un protagonista d’eccezione. Alla conferenza stampa hanno preso parte il Direttore Esecutivo di Tirol Werbung Florian Phleps, il Chairman di Kufsteinerland Johann Mauracher, il Direttore di Kufsteinerland Stefan Pühringer, il Direttore Marketing di Alpbachtal Seenland Michael Mairhofer e l’ex corridore austriaco Thomas Rohregger.

Pochi mesi dopo il grande successo del Mondiale di Innsbruck, il Tirolo tornerà ad ospitare una sfida fra giganti del grande ciclismo: Chris Froome sfiderà uno dei grandi favoriti annunciati del prossimo Giro d’Italia, Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida). Dieci grandi corse a tappe conquistate in due: il Tour of the Alps accoglie al via i due più importanti corridori da tre settimane della loro generazione.

Dopo aver consacrato vincitore Geraint Thomas nel 2017 e Thibaut Pinot nel 2018, la corsa a tappe euroregionale promette di aggiungere un nuovo nome di prestigio ad un albo d’oro di straordinario livello, e nel quale il capitano della Bahrain-Merida ha già scritto il proprio nome in due occasioni, ancora sotto l’insegna di Giro del Trentino.

Nell’anno del suo primo trionfo in rosa (2013), Nibali era reduce da una fragorosa vittoria al Giro del Trentino, proprio la gara di cui il Tour of the Alps ha raccolto l’eredità. Sempre partecipando al Giro del Trentino nel 2016, Vincenzo aveva posto le basi del suo secondo successo al Giro d’Italia. E se non bastasse, si ricorda come sempre in Trentino, conquistando la maglia tricolore al Trofeo Melinda, Nibali prese il volo verso una cavalcata trionfale al Tour de France.

Saranno venti le formazioni al via del Tour of the Alps, fra le quali cinque di categoria World Tour: oltre a Team Sky e Bahrain-Merida, saranno protagoniste la francese AG2R-La Mondiale, la tedesca Bora-hansgrohe, capitanata dal polacco Rafal Majka, e la formazione kazaka Astana Pro Team, vincitrice di tre tappe nella scorsa edizione, e guidata dallo spagnolo Pello Bilbao, primo leader della scorsa edizione.

Il line-up di Kufstein è completato da nove formazioni Professional – le italiane Androni-SidermecBardiani-CSF e Nippo-Fantini-Faizanè e Neri-Selle Italia-KTM, le spagnole Euskadi-Murias e Caja Rural Seguros-RGA, la francese Arkea-Samsic, la russa Gazprom-Rusvelo, e la colombiana Manzana-Postobon, – la squadra Nazionale Italiana e cinque formazioni Continental – l’italiana Team Colpack, la romena Giotti Victoria-Palomar e tre austriache, Tirol Cycling TeamFelbermayr-Simplon-Wels e Team Vorarlberg-Santic.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition

Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition

Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition, prosegue la partnership tra il noto marchio e il Team Bahrain Merida per il terzo anno consecutivo

SIDI SHOT AIR BAHRAIN LIMITED EDITION

SIDI SHOT AIR BAHRAIN LIMITED EDITION

Per il terzo anno consecutivo Sidi è sponsor ufficiale del team Bahrain Merida. Una partnership importante quella fra l’azienda di Dino Signori e quella che si può considerare come una delle squadre più forti del World Tour, una partnership che dura fin dal nascere del progetto del team nel 2017.

Dopo il successo delle precedenti stagioni anche quest’anno Sidi ha deciso di realizzare e mettere a disposizione degli appassionati di tutto il mondo la Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition, un modello che riproduce fedelmente la grafica e le caratteristiche di quella che è la scarpa utilizzata dai campioni del team Bahrain Merida.

Come sempre questa limited edition si presenta speciale anche nel packaging. A impreziosire questo modello c’è infatti la scatola dalla grafica accattivante con i colori Bahrain Merida. Le sorprese però non finiscono qui, all’interno della scatola c’è l’utilissima shoe bag personalizzata con i colori del team e stampati i nomi di tutti i corridori della rosa 2019 e inoltre un paio di calzini.

Nella stagione 2019 nel mirino del team Bahrain Merida ci sono i Grandi Giri. Nei programmi dello “Squalo” Vincenzo Nibali ci sono infatti prima il Giro d’Italia e dopo anche il Tour de France. Nibali che ricordiamo è uno dei sette corridori entrati di diritto nella leggenda del ciclismo essendo riusciti a vincere tutti e tre i Grandi Giri: Tour, Giro e Vuelta.

Nibali ma non solo, Sidi nel team Bahrain Merida può contare anche sul campione del mondo della cronometro Rohan Dennis, sul talento del giovane sloveno Matej Mohoric, sul guizzo veloce di Sonny Colbrelli, senza dimenticare corridori di valore come Dylan Teuns, Domenico Pozzovivo e molti altri ancora.

Insomma Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition diventa un vero must per tutti gli appassionati e i tifosi che amano e praticano il ciclismo, da usare e collezionare. La scarpa Sidi Shot Air Bahrain Limited Edition sarà presto disponibile al pubblico nei migliori negozi di ciclismo.

Sidi sarà alle Strade Bianche con i Pro e la Granfondo

Sidi sarà presente al week end delle Strade Bianche

Sidi si appresta a passare un weekend toscano: sabato appuntamento con le Strade Bianche per i Pro e Domenica la Granfondo Strade Bianche

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

SIdi alle Strade Bianche (fonte comunicato stampa)

Sarà un week-end da non perdere per chi ama il ciclismo. L’appuntamento è a Siena in Toscana, una regione in cui la biciletta è di casa. Sabato 9 marzo andrà in scena la tredicesima edizione delle“Strade Bianche” ovvero la classica del nord più a sud d’Europa. La gara sugli sterrati della provincia di Siena con patenza e arrivo nella famosa “Città del Palio”. La corsa prevede un percorso di 184 km con ben 11 settori di strade sterrate per un totale di 63 km.

Al via le 18 formazioni del World Tour tra le quali Sidi guarda con particolare attenzione ai suoi team, in cui tutti i corridori utilizzano le calzature Sidi, ovvero il team Bahrain-Merida, dove tra i top rider per questa prova spiccano i nomi dello Squalo Vincenzo Nibali e dello sloveno Matej Mohoric, e poi il team Katusha Alpecin, con Enrico Battaglin e Nathan Haas.

Scorrendo la strat list un altro dei campioni Sidi da tenere d’occhio sarà Gianni Moscon. Il corridore trentino del Team Sky ha dichiarato che questa gara rappresenta uno dei suoi sogni e che vuole provare a vincerla. Moscon che poi sarà uno dei corridori più attesi anche sulle strade delle classiche del nord tra cui la Ronde Van Vlaanderen e la Paris-Roubaix. In passato Sidi ha già vinto questa gara affascinante diverse volte, per esempio nel 2013 con Moreno Moser e poi con Michal Kwiatkowski nel 2014 e nel 2017.

Invece tra le le wild card, le formazioni Professional invitate dagli organizzatori della corsa, Sidi guarda con fiducia ai suoi ragazzi del team Neri Sottoli Selle Italia Ktm, tra cui spicca il nome di Giovanni Visconti. Sempre sabato ci sarà anche la gara delle donne professioniste impegnate nella “Strade Bianche Women Elite” su un percorso di 134 km e anche qui Sidi sarà protagonista con le sue atlete.

Il giorno seguente poi, domenica 10 marzo, largo agli oltre 5 mila tra amatori e cicloturisti che saranno impegnati nella “Gran Fondo Strade Bianche” evento che porta gli appassionati a pedalare su parte dello stesso percorso affrontato dai professionisti.

Sidi sarà presente “on field” in entrambi gli eventi, sia il sabato per la gara dei professionisti che in occasione della Gran Fondo di domenica. Lo stand Sidi sarà allestito nell’ area expo dell’evento, nella zona dello Stadio, alla Fortezza Medicea, dove ci sarà il foglio firma, con tutte le operazioni preliminari, e da dove prenderanno il via tutte le gare si quelle dei prof che la gran fondo.

Presso lo stand Sidi sarà possibile vedere da vicino e toccare con mano le clazature della collezione Sidi 2019 tra cui spiccano i modelli per il ciclismo su strada Shot e Wire 2 Carbon e quelli per la mountain bike Tiger e Drako. Inoltre saranno sicuramente tanti i campioni Sidi di oggi e di ieri che durante il week-end si alterneranno presso lo stand Sidi per foto e autografi con tutto il pubblico presente.

 

FONTE COMUNICATO STAMPA