Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018

Favoriti dei Mondiali Innsbruck per la prova in linea

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018 per la prova in linea maschile maschile tra Valverde & C. anche tanti outsider

Favoriti dei Mondiali Innsbruck

Favoriti dei Mondiali Innsbruck

Favoriti dei Mondiali Innsbruck 2018? Manca veramente pochissimo al Mondiale di Ciclismo 2018 che presenterà un percorso assolutamente impegnativo e adatto, cosa veramente rarissima, ai soli scalatori. Gambe d’acciaio e resistenza da tappone dolomitico saranno necessari per vestire l’iride dopo la prova Austriaca. Proviamo a fare una scheda per ognuno dei favoriti (sulla carta) del Mondiale di Innsbruck

Julian Alaphilippe è l’uomo del momento, il favorito di tifosi ed addetti al lavoro. A Bergen ha sfiorato il successo arrivando da una stagione incolore, il 2018 l’ha visto protagonista con qualcosa come dodici vittorie, (Freccia Vallone, Classica di San Sebastian, due successi al Tour de France).

A suo favore gioca anche un cammino di avvicinamento fatto apposta per arrivare ad Innsbruck al top oltre che a una squadra francese di altissimo profilo e votata alla sua causa.

Alejandro Valverde è chiamato all’ultimo tentativo della sua carriera per vestire l’iride. La Vuelta Espana 2018 l’ha visto protagonista ma l’iberico ha patito un calo di forma nel finire della corsa a tappe. L’Embatido in carriera è salito ben sei volte sul podio mondiale ma non è mai riuscito a conquistare il bottino pieno. Sulla carta il percorso è calzante sulle doti dello spagnolo con lo strappo finale che ricorda tremendamente il Mur de Huy. A 38 anni il capitano della Movistar ha davanti a se l’ultimo treno per vincere un Mondiale, saprà salirci sopra?

Michal Kwiatkowski, quanta acqua è passata sotto i ponti da Ponferrada 2014 (ricordate il tormentone “per chi tira la Polonia”?). Quel giorno il polacco fu, possiamo dirlo, una piacevolissima sorpresa su di un percorso assolutamente non paragonabile a quello austriaco. Alla Vuelta Kwiatkowski ha provato a restare con i big lungo le salite iberiche ma senza successo. Dipenderà molto dal ruolo di Rafal Majka che potrebbe togliere pressione al corridore della SKy consentendogli maggiore margine di manovra durante la corsa.

Vincenzo Nibali sarebbe stato uno dei favoriti principe della prova austriaca ma, evidentemente, una makumba lo porta a non potersi giocare a pieno le carte nei grandissimi eventi (ricordate la caduta delle Olimpiadi di Rio 2016?). La caduta al Tour è stata una botta pazzesca prima per il morale e poi per la condizione atletica del siciliano che alla Vuelta ha dato evidenti segnali di ripresa ma la condizione è ancora molto lontana dal 100%.

Allo squalo il cuorenon manca e sicuramente lo metterà oltre l’ostacolo per cercare di realizzare un sogno che culla da sempre e che all’italia manca da 10 anni (Ballan ai Mondiali di Varese 2008).

Favoriti dei Mondiali Innsbruck: gli outsider

 

Primoz Roglic nessuno lo avrebbe considerato ma lo sloveno (ex atleta di salto con gli sci) ha fatto registrare una vera e propria esplosione. al Tour de France è stato uno dei protagonisti sfiorando un podio clamoroso, non ha un grandissimo team alle spalle ma quando conteranno le gambe (ultima salita)siamo quasi certi che sarà con i primi e si giocherà le sue carte.

Adam Yates, andiamo controcorrente, se il fratello Simon ha vinto la Vuelta lasciando a tutti il dolce in boccaper la qualità della sua pedalata (ma magari ora ha la pancia piena) Adam è andato per trovare la forma e, con il supporto della nazionale britannica, potrebbe essere un vero outsider.

 

 

Enric Mas, reduce dal posto della Vuelta, il 23enne della Quick-Step Floors ha chiuso la corsa iberica in crescendo. Ha dimostrato di averle gambe per affrontare al meglio le salite “spaccagambe” e se fosse lui a essere il capitano della Spagna?

 

 

Nazionale Italiana per i Mondiali di Innsbruck

Nazionale Italiana: i convocati per il Mondiale

Nazionale Italiana ecco la lista e l’analisi dei convocati per il Mondiale di Innsbruck del CT Davide Cassani e della Nazionale femminile di Dino Salvoldi

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana

Nazionale Italiana pronta a scaldare i motori in vista dell’appuntamento più atteso dell’anno: i Mondiali di Ciclismo di Innsbruck. Il Mondiale 2018 è ancor più atteso in virtù della difficoltà estrema del percorso: è dai mondiali in Colombia che non si vedeva un tracciato così impegnativo.

Nazionale Italiana Maschile per Innsbruck

  • Dario Cataldo (Astana Pro Team): non ci si aspettava la chiamata del corridore abruzzese, esce mediamente bene dalla Vuelta Espana a 2018 ma con ogni probabilità non sarà effettivamente impegnato in corsa.
  • Damiano Caruso (BMC Racing Team): Damiano è pressocchè certo di essere al via domenica trenta e le sue performance recenti lo accreditano come un ideale uomo di complemento ad un possibile capitano (Nibali?). L’ideale sarebbe tenerlo coperto fino all’ultimo transito quando potrebbe essere un perfetto diversivo o potrebbe tentare l’azione personale.
  • Alessandro De Marchi (BMC Racing Team): inutile girarci attorno, la Vuelta Espana l’ha detto, il Rosso di Buja è l’uomo più in forma del ciclismo tricolore (Elia Viviani a parte) e potrebbe essere l’uomo di “lusso” da mettere nelle fughe o correre da outsider. Il suo compito potrebbe essere quello di dettare il ritmo nelle tornate finali ma, se la strada gli sarà amica, potrebbe giocarsi le sue carte. Sarà uomo chiave della nostra nazionale.
  • Davide Formolo (Bora-Hansgrohe): non esce benissimo dalla Vuelta, ha provato a mettersi in luce attaccando ma il risultato non è stato dei migliori. Ha terminato la corsa  in 22esima posizione (ma non aveva i gradi di capitano della sua formazione) avrebbe potuto recitare un ruolo di rilievo ai Mondiali di Innsbruck ma con ogni probabilità dovrà accontentarsi di fare la “riserva”.
  • Gianni Moscon (Team Sky): tornato a correre dopo la squalifica per i fattacci del Tour de France ha dimostrato subito di essere pronto per giocare un ruolo di primo piano in Austria. Le qualità di Gianni le conosciamo bene così come ne sappiamo i limiti (anche caratteriali nella gestione dello stress della corsa), DavideCassani sa di potersi giocare una bella carta in una corsa durissima che potrebbe esaltare il fondo del trentino.
  • Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): ragazzi avessimo scritto questo elenco a giugno avremmo detto che Lo Squalo era l’uomo da battere, poi c’è stato il Tour e quella stramaledetta caduta che ah scompaginato i piani. Nel palmares del siciliano la maglia iridata sarebbe una meritata ciliegina sulla torta, la sfortuna non si dimentica mai di baciarlo (vedi Rio 2016), che sia la volta di un bacio della fortuna?
  • Franco Pellizotti (Bahrain-Merida): è la spalla ideale per Vincenzo e ha dimostrato negli ultimi anni di avere trovato una maturità che gli ha permesso di ottenere due top ten di tappa alla Vuelta Espana. La forma è palesemente buona e vuole giocare un ruolo importante nella sua ultima apparizione in maglia azzurra (Franco ha annunciato il suo ritiro).
  • Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida): il percorso gli sorridere e se la condizione dovesse supportarlo potrebbe essere un outsider da guardare con attenzione. Domenico ha spesso ben figurato nelle classiche più difficili e quello di Innsbruck potrebbe essere un tracciato adatto al lucano.
  • Giovanni Visconti (Bahrain Merida): convocazione inaspettata per il siciliano che deve dimostrare di valere un posto tra i titolari per evitare il “taglio”.

Nazionale Italiana Femminile  per Innsbruck

Il CT Dino Salvoldi ha scelto una squadra di scalatrici, che possano reggere bene sul durissimo percorso austriaco:

  • Elisa Longo Borghini: la 26enne piemontese sarà la capitana della spedizione tricolore forte della sua conclamata esperienza internazionale. Nelle corse del Women’s WorldTour non ha particolarmente brillato ma l’oro conquistato ai Giochi del Mediteranno fa ben sperare visto che le sue qualità di scalatrice ben si sposano con il tracciato del mondiale 2018.
  • Erica Magnaldi: la 26enne della Bepink è una scalatrice pura tanto da chiudere nelle prime posizioni molte corse prestigiose. La forma sembra essere assolutamente al top e si presenta al via con grandi ambizioni.
  • Elena Cecchini: giovanissima ma già bandiera della nazionale riesce a ben figurare su ogni terreno. In questa seconda parte di stagione si è ritagliata un ruolo da protagonista in ogni corsa disputata in cui spicca il quarto posto agli Europei. Potrebbe correre da seconda punta in base a come andrà la corsa.
  • Sofia Bertizzolo: giovanissima atleta (21 anni) che sta crescendo costantemente come ha dimostrando conquistando la classifica dei giovani al Giro Rosa. Al mondiale farà esperienza e sarà al servizio della squadra.
  • Soraya Paladin: ha trionfato al recente Giro di Toscana dimostrando una buona forma, sarà al servizio delle compagne per la prima parte della corsa provando magari ad inserirsi in qualche azione.
  • Tatiana Guderzo Giorgia Bronzini, si giocano un posto nel  ruolo di registe della squadra mentre la 19enne Elena Pirrone, già certa del posto da titolare nella cronometro si contenderà la maglia con Nadia Quagliotto, seconda miglior giovane al Giro Rosa e Rossella Ratto, che è stata bronzo al mondiale del 2013.

Michael Woods vince la tappa alla Vuelta a Espana 2018

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta

Michael Woods vince dopo una fuga partita sin dal mattino, Simon Yates resta in rosso, Valverde lo tallona e Fabio Aru è vittima di una caduta

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince nella nebbia

Michael Woods vince la 17^ tappa della Vuelta a Espana 2018, per il canadese in forza alla EF Drapac quella di oggi p stata una tappa tutta in avanscoperta visto che è partito sin dal mattino per affrontare una tappa ricca di insidie.

Dopo la cronometro di ieri vinta da Dennis, ecco subito una tappa di difficile interpretazione, 166 km di “media montagna” ma con ben 5 GPM tutti di seconda e terza categoria ma con un arrivo al Monte Oiz (1^ cat.), con punte superiori al 20%.

Giornata da fughe ed in fatti parte subito la fuga con anche il nostro Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a far parte di un numerosissimo drappello (circa trenta elementi). Tra gli uomini di testa spiccano, oltre allo squalo dello stretto i nomi di Rafal Majka (Bora-hansgrohe), Dylan Teuns (BMC Racing Team),  Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), David De La Cruz, Jonathan Castroviejo (Team Sky), Bauke Mollema (Trek-Segafredo) e, appunto, Michael Woods.

Il gruppo lascia fare ed  il vantaggio degli uomi di testa raggiunge gli otto minuti facendo capire che l’uomo che alzerà le mani sul traguardo sarà uno dei fuggitivi. La corsa è dura e non tutti riescono a tenere il ritmo, l’ultimo a restare davanti è Woods che prende il via sul Balcón de Bizkaia e chiude vittorioso con 5″ di vantaggio su Dylan Teuns e 10″ su David De La Cruz.

Secondo successo nella Vuelta Espana 2018 per la EF Drapac, che  aveva collezionato soltanto cinque vittorie da inizio stagione,  dopo quello rimediato da Simon Clarke.

I migliori del gruppo dei big sono Valverde e Mas (Quick Step Floors) che recuperano 8″ su Simon Yates, 10″ su Miguel Angel Lopez e addirittura un minuto su un poco brillante Nairo Quintana.

 

Tony Gallopin conquista la settima tappa della Vuelta

Tony Gallopin esulta sul traguardo di Pozo Alcón

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta sul traguardo di Pozo Alcón  la maglia rossa resta a Rudy Molard 

Tony Gallopin

Tony Gallopin

Tony Gallopin vince la settima tappa della Vuelta a Espana 2018 ed è una doppietta francese dopo la vittoria di  Nacer Bouhanni nella sesta frazione.

Tappa di difficile interpretazione che apparentemente potrebbe agevolare i velocisti ma che lungo i 187 non sono poche le insidie che il gruppo deve affrontare tra cui il Gran Premio della Montagna dell’Alto de Ceal (terza categoria) a soli quattordici chilometri al traguardo.

La fuga parte quasi subito ma senza guadagnare troppi margini di vantaggio. Tra i “fuggischi” ci sono, tra gli altri,  Michael Woods (Education First-Drapac) ed i nostri Nicola Conci (Trek-Segafredo) e Edward Ravasi (UAE Team Emirates). Nonostante la discreta armonia vengono lentamente ripresi e nessuno porta a termine la fuga.

Sul GPM finale la maggior parte dei velocisti non riesce a tenere il passo della testa del gruppo, lo stesso Elia Viviani (Quick Step Floors) si stacca così come Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida). Chi resiste al ritmo indiavolato è, invece, il Campione del Mondo Peter Sagan che diventa il favorito per la vittoria finale.

Ai meno due chilometri parte l’attacco di Tony Gallopin che riesce a resistere alla rimonta del gruppo che viene regolato da Peter Sagan. Da segnalare che nei chilometri finali che presentavano un manto stradale decisamente sconnesso Michal Kwiatkowski (Team Sky) è stato vittima di una caduta che lo ha costretto ad arrivare al traguardo con mezzo minuto di ritardo.

 

 

Nibali il mal di schiena non passa

Nibali il mal di schiena compagna di corsa?

Nibali il mal di schiena pare non voler passare e il siciliano si interroga sul mondiale e sul suo futuro professionale

Nibali il mal di schiena lo sente

Nibali il mal di schiena lo sente

Nibali il mal di schiena lo sente. Lo sente da quella maledetta caduta dello scorso luglio al Tour de France. Fin dai primi attimi successivi all’impatto con l’asfalto, il pensiero dei fans dello Squalo dello Stretto è andato al Mondiale di Ciclismo 2018 in cui Enzo è chiamato ad un ruolo di primaria importanza.

Quando abbiamo capito che per alleviare la pena (e le complicanze) prodotta dalla caduta era necessario un intervento chirurgico ad ognuno di noi è parso chiaro che la tappa della Vuelta Espana sarebbe stata solo volta a trovare la forma fisica ideale in vista della rassegna iridata.

Lo stesso Nibali aveva dichiarato che l’obiettivo della corsa iberica era per lui quello di raggiungere una condizione buona in vista del mondiale austriaco. Ora, dopo sole poche tappe dal via di Malaga, è palese che non vi sono possibilità di competere perla classifica ma quello che preoccupa e non poco, sono le parole del capitano della Bahrain-Merida.

Nibali il mal di schiena allarma!

E’ stato lo stesso campione siciliano a spiegare qualche settimana fa i suoi timori per poi esternarli dalle colonne della Gazzetta dello Sport le sue pessime sensazioni:

” Quando spingo per lungo tempo, la schiena mi fa male. E’ come se avessi una tendinite. Sono preoccupato. Miglioro, è vero ma più di tanto non posso fare”.

Quello che più preoccupa, però, non è lo scenario legato alla Vuelta quanto il timore che i postumi della caduta possano essere cronicizzati:

“Ho parlato con Sabatini che mi ha detto che, per esperienza, l’infortunio mi lascerà qualche doloretto. Sono preoccupato anche per il futuro. Lo stesso Izagirre mi ha confessato di aver impiegato mesi per rimettersi in sesto da un simile infortunio e ancora oggi ne sente i postumi”.

Insomma è inutile fasciarsi la testa ma è chiaro che in un sport professionistico il non essere al 100% pesa sulla mente (forse più che sul fisico) degli atleti.

“ La domanda se tornerò quello di prima, se la mia schiena tornerà com’era, me la faccio dal giorno dell’infortunio, è normale. E non ho risposte che mi tranquillizzano, oggi posso dire che sto soffrendo come un cane ma tengo duro”

Ha spiegato Vincenzo alla rosea

Stante questo quadro la sua partecipazione ai Mondiali di Innsbruck non è per nulla scontata: Nibali in un mondiale non andrà certo a fare la comparsa ma vuole essere protagonista e questo è legato a filo doppio alla condizione della sua schiena.

Alejandro Valverde spettacolare alla Vuelta

Alejandro Valverde spettacolare a Caminito del Rey:

Alejandro Valverde spettacolare sull’arrivo di Caminito del Rey nella seconda tappa della Vuelta Espana. Kwiatkowski nuovo leader, attardati Porte sprofondato a oltre sei minuti e Vincenzo Nibali

Alejandro Valverde spettacolare

Alejandro Valverde spettacolare

Alejandro Valverde spettacolare sull’arrivo di Caminito del Rey: l’iberico della Movistar conquista la seconda tappa della Vuelta  2018 anticipando in cima allo strappo finale, Michal Kwiatkowski che conquista la maglia rossa.

Dopo la cronometro di Malagata vinta da Rohan Dennis, ecco che la corsa iberica offre subito “pepe” con una tappa molto movimentata e  un arrivo per specialisti. Partenza da Marbella, meta rinomata della Costa del Sol e arrivo sul Gran Premio della Montagna di terza categoria all’Alto de la Mesa dopo 163.5 km.

La fuga di giornata parte subito e vede attivi: Alexis Gougeard (AG2r-La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Pierre Rolland (EF Education First-Drapac), Pablo Torres (Burgos-BH), Jonathan Lastras (Caja Rural-Seguros RGA), Luis Angel Mate (Cofidis) ed Hector Saez (Euskadi-Murias).

Dopo che una caduta a metà gara che coinvolge tra gli altri Ilnur Zakarin (Katusha – Alpecin) e Omar Fraile (Astana) prende in mano la situazione il Team Sky che detta un ritmo che mette in difficoltà Rohan Dennis e Vincenzo Nibali.

Sullo strappo finale Michal Kwiatkowski da fuoco alle polveri ma Alejandro Valverde non si lascia spaventare e con uno scatto bruciante si impone davanti a tutti. Buona la prova del nostro Fabio Aru che chiude con soli 8 secondi di scarto. Buona la prova di  Nairo Quintana (Movistar), Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) e Wilco Keldermann (Team Sunweb).

Naufraga letteralmente  Richie Porte (BMC), che si trova a 13 minuti confermando una forma deficitaria così come Vincenzo Nibali che ora è 4 minuti dai primi confermando l’obiettivo tappe e non generale.

 

Dennis batte tutti nella cronometro di Malaga

Dennis batte tutti a Malaga ed è la prima maglia rossa

Dennis batte tutti nel cronoprologo di Malaga alla Vuelta Espana, alle sue spalle un incredibile Michal Kwiatkowski e il Campione Europeo di specialità Victor Campenaerts

Dennis batte tutti

Dennis batte tutti

Dennis batte tutti, era il favorito della vigilia e Rohan Dennis (Bmc Racing Team) si  è confermato numero uno contro il tempo andando ad aggiudicarsi la prima maglia rossa con il tempo di 9.40″. Distaccato di sei secondi è giunto un incredibile Michal Kwiatkowski (Team Sky), a sua volta capace a tenersi alle spalle per un solo secondo il campione europeo di specialità Victor Campenaerts,

Il migliore degli italiani è stato un sorprendente Alessandro De Marchi che ha chiuso con 21 secondi di vantaggio dal vincitore di giornata. Rispetta le previsioni che non lo vedevano protagonista il nostro Vincenzo Nibali che, partito per ultimo, ha chiuso con 46 secondi di distacco da Rohan Dennis. Bene Fabio Aru che impiega sette secondi in meno del siciliano per completare la prova andalusa.

Tra i big va segnalata, oltre alla prova di “Kwiato”, quella di Wilco Kelderman (Team Sunweb), che va a chiudere la top ten con 22″ di distacco dal primo. Molto bene anche l’eterno Alejandro Valverde (Movistar) e l’olandese Bauke Mollema (Trek – Segafredo). Nairo Quintana (Movistar) chiude la prova con un distacco di mezzo minuto.  Il peggiore di giornata tra i cosiddetti migliori è Porte, che finisce a 51 secondi.

Rohan Dennis è, ovviamente, la prima maglia rossa della corsa, con la classifica generale che rispecchia l’ordine d’arrivo odierno.

Dennis: “Volevo vincere e sono soddisfatto”

Molto contento, e non potrebbe essere altrimenti, Rohan Dennis che ha così commentato la sua prova subito dopo il traguardo:

“Kwiatkowski mi ha messo grande pressione alzando l’asticella ma io ho dato tutto quello che avevo e sono riuscito a vincere una corsa assolutamente non semplice. Sapevo che il primo tratto era quello decisivo, dovevo partire forte e così ho fatto. Questo prologo era uno dei miei obiettivi di stagione e non potevo non fare tutto per vincere e prendermi la maglia rossa”.

 

 

 

Nibali obiettivo vittoria di tappa alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla prossima Vuelta

Nibali obiettivo conquista delle tappe alla imminente Vuelta Espana 2018: “Sono ancora in fase di recupero, è difficile pensare alla generale”

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe alla Vuelta

Nibali obiettivo tappe per la Vuelta Espana 2018, il siciliano reduce dall’operazione per ridurre i postumi della caduta al Tour de France è realista sulle sue possibilità nella corsa iberica.

Lo Squalo dello Stretto sarà al via della 73esima edizione della corsa spagnola e, se vogliamo, già questa è una buona notizia se pensiamo allo spavento corso subito dopo la brutta caduta dell’Alpe d’Huez che ha costretto il siciliano a ritirarsi dalla Grande Boucle e a sottoporsi a un delicato intervento. L’obiettivo della seconda parte di stagione di Nibali è inevitabilmente il Mondiale di Innsbruck e il Giro di Spagna va visto solo come un passo di avvicinamento alla rassegna iridata.

Il 33enne campione messinese, vista l’assenza del vincitore uscente Chris Froome (che ricorderà la Vuelta 2017 con tanti patemi d’animo),  indosserà il dorsale numero 1 ragion di più per non correre in modo anonimo nelle tre settimane iberiche. Vincenzo avrà quindi l’obiettivo non solo di onorare il dorsale 1, non solo di trovare forma in vista del mondiale ma anche di cercare i successi di tappa:

“Il mio principale obiettivo per la Vuelta sarebbe stata correre da protagonista alcune belle tappe. Devo essere obiettivo,  sono ancora in una fase di recupero dall’intervento e non è credibile porsi l’obiettivo di guardare alla classifica generale”.

Insomma Vincenzo correrà senza pressione ma con l’obiettivo di completare la corsa spagnola:

“Sarebbe bello riuscire a vincere nelle tappe nell’ultima settimana di gara. Mi è sempre piaciuto correre in Spagna, le tappe sono bellissime e sento meno pressione rispetto a Giro e Tour. Sono molto legato a questa corsa perché il mio primo successo in un grande giro è venuto alla Vuelta Espana 2010 ed è stata una delle pietre miliari della mia carriera agonistica”.

Nibali obiettivo tappe: le parole di Slongo

A supportare quanto dichiarato da Vincenzo ecco che arrivano le dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta dello Sport da parte del suo allenatore Paolo Slongo:

“Le condizioni di Vincenzo sono in costante miglioramento, impossibile mettergli delle briglie. I progressi che si vedono di giorno in giorno ci confortano. Certo va detto che Nibali ha ancora qualche fastidio a livello lombare ma è tutto molto contenuto”.

Insomma in casa Bahrain-Merida i gradi di capitano dovrebbero essere indossati da Ion Izaguirre (che a fine anno cambierà, con il fratello, team) ma forse sulle doti dello spagnolo come leader del team in pochi ci credono realmente e lo stesso Slongo sottolinea la cosa:

“andiamo alla Vuelta senza stress ma non andiamo in Spagna per staccarci senza lottare, se dopo la prima settimana Vincenzo avrà accumulato un distacco troppo elevato penseremo alle tappe e al Mondiale di Innsbruck per non accumulare troppa fatica”

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di danni permanenti

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire completamente dai postumi della caduta e critica il “ciclismo diventato un circo”

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire

Vincenzo Nibali ha paura di non guarire al cento per cento dopo la brutta caduta che lo ha visto suo malgrado protagonista durante lo scorso Tour de France. Il siciliano stava correndo in modo accorto la prova francese quando, per colpa di un tifoso esagitato, è caduto violentemente a terra. Ora, nonostante la conferma della sua presenza alla Vuelta Espana 2018, teme di non poter recuperare al cento per cento dai postumi dell’incidente.

Lo Squalo dello Stretto si è “confessato” sulle colonne de La Gazzetta dello Sport:

“Guarirò? Questa è la domanda che mi faccio perché ho ancora nelle orecchie quel tremendo “clack” che ho sentito quando sono caduto”

Lo “coccole” dello staff che lo segue, a partire da Emilio Magni che lo cura come un figlio  passando per Michele Pallini (il massaggiatore) e Paolo Slongo, gli stanno rendendo il post intervento meno duro ma i dubbi restano.

L’obiettivo stagionale di conquistare la maglia iridata al Mondiale di Ciclismo di Innsbruck del 30 settembre è messo a dura prova dalla caduta della dodicesima tappa della Grande Boucle.

Vincenzo si sente meglio ma il periodo dopo la caduta è stato decisamente duro e non privo di preoccupazioni che non se ne sono ancora del tutto andate:

“La prima uscita in bici l’ho fatta pochi giorni dopo la morte di mio nonno che come me si chiamava Vincenzo Nibali, l’intervento mi ha reso un altro ma quel giorno mi ha staccato anche mio padre che mi ha chiesto se stavo bene. Venerdì ho ripreso ad allenarmi seriamente,  tre ore con un test per capire i miei valori attuali (un incrementale su 1,5 km in salita partendo da 3,5 watt/kg, con step di 30 watt fino alla soglia). Sono arrivato morto anche se non ho avuto particolari problemi. La mia condizione è simile a quella di gennaio e se sto troppo nella stessa posizione sento male, faccio fatica a ruotare il busto e le manipolazioni post-allenamento devono essere molto blande. Spero vivamente che la situazione migliori”.

Vincenzo Nibali ha poi parlato del particolare rapporto che si è creato tra ciclisti e tifosi. Il ciclismo, sport popolare per definizione, sta vivendo un momento delicato con tifosi spesso scalmanati e in evidente stato di ebrezza che correndo lungo la strada mettono a repentaglio l’incolumità dei ciclisti per non parlare della cattiva abitudine di accendere fumogeni.

“Ormai il ciclismo è diventato un circo, capisco la passione ma così non va bene, spesso i tifosi hanno un tasso alcoolico troppo elevato e pur di apparire in televisione fanno di tutto. Quando passiamo tra la folla siamo stretti tra il pubblico, le moto e le bandiere, dobbiamo pregare il cielo che la strada si apra davanti a noi. Pedaliamo alla cieca e questo non è tollerabile anche perché al Tour i team si giocano una grande parte della loro visibilità e il mio team ha avuto una grave perdita economica dal mio ritiro obbligatorio”

ha commentato a il siciliano circa i disagi che un pubblico così maleducato può comportare.

E non è una questione solo di soldi ma anche di salute, vi immaginate in altri sport un tifoso che prende un atleta ferito, lo solleva e lo rimette in sella?

“E’ una follia, ero a terra dolente e sono stato preso e sollevato senza le dovute precauzioni, sarebbe bastato un movimento scorretto e ora potevo essere immobile. Quando sono arrivato al traguardo non riuscito a scendere dalla bicicletta e ho capito che la mia situazione era grave. Sono rimasto shockato quando mi hanno devo che avrei rischiato tre mesi di stop”

ha detto ai giornalisti della Gazzetta.

Il problema dei comportamenti scorretti dei tifosi lungo le strade del Tour de France non ha toccato solo Nibali ma anche Chris Froome  e il siciliano ha sottolineato la cosa:

“Lui non si lamenta mai, ma vi pare giusto che Froome venga preso a schiaffoni mentre fa il suo lavoro? Ne ha preso uno anche un attimo prima della mia caduta. Corriamo in condizioni assolutamente folli.

Vincenzo Nibali correrà la Vuelta a España

Vincenzo Nibali correrà in Spagna

Vincenzo Nibali correrà la Vuelta a España tappa fondamentale in preparazione dei prossimi Mondiali di Innsbruck

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna

Vincenzo Nibali correrà alla Vuelta di Spagna, al via  il prossimo 25 agosto, ora la notizia è ufficiale. L’appuntamento sarà un punto chiave in vista dei Mondiali di Innsbruck in programma domenica 30 settembre. La decisione è stata resa nota dopo una importante riunione con lo staff tecnico e medico del team, presenti il medico Emilio Magni, Paolo Slongo, il massaggiatore Michele Pallini e l’osteopata Gianluca Carretta.

 

L’obiettivo di Enzo è quello di arrivare pronto all’appuntamento più importante dell’anno rappresentato del Mondiale Austriaco. Per accelerare i tempi di recupero, lo Squalo dello Stretto si è sottoposto a un intervento chirurgico alla decima vertebra toracica infortunata dopo la caduta al Tour de France causata da un tifoso.

La corsa a tappe iberica prenderà il via il prossimo 25 agosto e Vincenzo raggiungerà la Spagna al 22 ma prima dovrà continuare con le terapie previste dal protocollo affiancandole ad allenamenti quotidiani di 3 o 4 ore sulle strade tra Lugano e Mendrisio in Svizzera.

Vincenzo Nibali correrà: i pensieri del siciliano

 

Vincenzo Nibali ha dichiarato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport le sue impressioni circa la sua condizione fisica:

“Per ora ho valori abbastanza bassi ma  è importante che, anche forzando, non ho avuto dolori, che invece sento ancora un pochino quando resto tanto tempo nella stessa posizione. Il peso è più o meno quello del Tour e questo è già un buon segnale“.

Positivo anche Paolo Slongo che si dice favorevolmente sorpreso dai tempi di recupero dall’intervento chirurgico dimostrati dal ciclista siciliano:

 “Appena dieci giorni fa avremmo messo la firma per essere in queste condizioni. Stiamo lavorando per la Vuelta, ma abbiamo ancora tanto allenamento da svolgere: Vincenzo sta sempre meglio e guarda avanti, è rilassato, però dobbiamo essere cauti”.

Vincenzo ha già corso la Vuelta in cinque occasioni, con un successo e due secondi posti nel 2013 e 2017 ma in questa edizione l’unico suo obiettivo sarà quello di trovare la gamba giusta in vista dell’impegno iridato.