Nibali alla Trek, ora c’è l’annuncio

Nibali alla Trek, accordo sino al 2021

Nibali alla Trek, il patron Zanetti della Trek-Segafredo annuncia un accordo valido sino al 2021: “ho preso Vincenzo!”

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali alla Trek non è più solo un rumors. Sino a oggi erano tante le voci, insistente e rumorose che davano lo squalo dello Stretto in procinto di sposare il progetto tecnico sportivo del sodalizio di patron Zanetti, ora le voci sono diventate fatti.

Massimo Zanetti ha voluto rendere noto l’annunciato dell’accordo con il corridore siciliano attraverso un’intervista con La Gazzetta dello Sport. Terminato il Giro con un buon secondo posto alle spalle della rivelazione Richard Carapaz, ecco il momento dell’inevitabile addio al Team Bahrain-Merida. I rapporti tra la squadra e il campione siciliano era ormai da tempo logoro. Qualche spaccatura nel team (forse diviso in clan?) e il desiderio di nuove sfide hanno portato Vincenzo a siglare un accordo biennale con la Trek-Segafredo.

Nessuna sorpresa dunque nella destinazione futura di un Nibali che, una volta goduto il meritato riposo si tufferà nell’avventura del Tour de France con l’entusiasmo di chi si appresta a una nuova avventura professionale.

 “Ho preso Vincenzo Nibali, l’ho fortemente voluto e sono felice di poter dire che ce l’ho fatta! Nibali è un campione che non se la tira, è uno modesto che sa che non ha nulla da dover dimostrare. Ci sono tante mezze calzette che si credono di essere chissà chi, lui è il migliore in Italia ed uno dei top al mondo ma sa essere umile e spontaneo” ha spiegato Zanetti.

Ma che ambiente troverà il siciliano ad accoglierlo? Su questo Zanetti è perentorio:

“costruiremo il team attorno alla sua figura. Oggi le squadre sono internazionali e ultra strutturate ma quello che a volte serve ai ciclisti è un rapporto familiare con lo staff , spesso serve un patron-padre. Ecco da noi Vincenzo troverà tutto questo”.

L’ufficialità del passaggio di team deve arrivare dopo il primo agosto per via delle regole imposte dall’UCI ma ormai si tratta solo di un pro-forma in quanto le parole del patron Zanetti non lasciano dubbio alcuno.

Rachele Perinelli chi è la moglie di Vincenzo Nibali

Rachele Perinelli chi è l’anima gemella dello squalo

Rachele Perinelli chi è la moglie di Vincenzo Nibali “Lo Squalo”, informazioni, vita privata, figli, notizie

Rachele Perinelli

Rachele Perinelli

Rachele Perinelli, classe 1985, nata ad Acuto, un piccolo paese in provincia di Frosinone, si è sposata con Vincenzo Nibali il 13 ottobre 2012 a Fiuggi, tra i due è stato letteralmente un colpo di fulmine e la ragazza è sempre presente alle premiazioni del marito.

Vincenzo e Rachele si sono conosciuti tramite il corridore Valerio Agnoli originario di Fiuggi, la ragazza non conosceva Nibali come campione del pedale.

Rachele Perinelli e Nibali hanno una figlia Emma Vittoria, nata il 28 febbraio 2014, che spesso accompagna il campione siciliano durante le premiazioni.

Tra Vincenzo e Rachele vi è un legame molto forte ulteriormente cementato dalla nascita della primogenita della coppia. Enzo ha chiesto la mano di Rachele nella sua Sicilia il giorno di Capodanno: “Pensavo fosse un anello di fidanzamento e invece…” ha raccontato la ragazza. Il sì è arrivato il giorno seguente: “ci ho pensato una notte, lasciandolo nel dubbio”. Dopo i fiori d’arancio la coppia ha preso casa nella tranquilla Svizzera.

Cosa ha conquistato Rachele Perinelli? Non certo la popolarità dello Squalo: “di Vincenzo mi è subito piaciuta la sua spontaneità e la serietà, Vincenzo è una persona quadrata e posata e ha subito voluto costruire una famiglia. E’ una persona costante, a volte forse un po’ troppo puntigliosa”.

Rachele Perinelli e il Team Nibali

Rachele Perinelli si occupa di gestire il Team Nibali, associazione Sportiva Dilettantistica, operante nel settore Ciclismo e fortemente voluta da Vincenzo. L’associazione ha l’obiettivo di “accompagnare” giovani ciclisti nel percorso formativo dei ragazzi verso lo sport e non solo.

Rachele Perinelli e Vincenzo Nibali

Persona assolutamente riservata, Rachele qualche tempo fa a parlato di un lato nascosto del suo Vincenzo in particolare del periodo legato all’infortunio occorso allo Squalo:

“smanetta con tutto quello che c’è in casa, ha smontato la presa del phon per trasformata in una presa adatta alla Svizzera, il tutto alle dieci e mezza di sera. Se non è quello è il robot che pulisce la piscina o il personal computer”.

 

Ciccone che impresa a Ponte di Legno! Carapaz resiste

Ciccone fa l’impresa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno del Giro d’Italia 2019. Nibali attacca, Carapaz resiste e Roglic perde terreno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno legittimando le sue aspirazioni di futuro uomo per le corse a tappe. La maglia azzurra della Trek si impone al termine di una cavalcata epica in condizioni meteorologiche al limite del sopportabile anticipando il compagno di fuga Jan Hirt (Astana).

E’ la tappa regina del Giro d’Italia 2019 e le condizioni meteo sono terribili sin dalla partenza. Il classico tappone dolomitico, seppur amputato del mitico Gavia, parte da Lovere (BG) per arrivare a Ponte di Legno attraverso l’unico e solo Passo del Mortirolo per un totale di circa 4000 metri di dislivello.

Si avvantaggia sin da subito un drappello di uomini ben assortito in cui spiccano Giulio Ciccone (Trek), Diego Ulissi (UAE), Andrey Amador (Movistar), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni), Pello Bilbao (Astana),  Mikel Nieve (Mitchelton), amiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain).

I battistrada affrontano a buon passo la Presolana, il Cevo (sostituto del Gavia) e l’Aprica mantenendo un margine costantemente vicino ai 3 minuti. Quando i fuggitivi attaccano il Mortisolo sono  i soli Hirt e Ciccone a restare in testa, mentre alle loro spalle inizia la lotta nel gruppo dei Big.

Sulla salita dedicata a Marco Pantani è Vincenzo Nibali a rompere gli indugi staccando tutti. Simon Yates (Mitchelton Scott) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) accusano pesantemente il colpo mentre la maglia rosa rimane imperturbabile controllanto il distacco nell’ordine dei 20 secondi per poi rientrare sullo Squalo dello Stretto assieme  Miguel Angel Lopez (Astana) e Hug Carthy (EF) verso il termine dell’asperità. Il clima è da lupi con pioggia a secchiate e grandine.

Gli ultimi chilometri sono infiniti per tutti: seppur non particolarmente ostici in termini di pendenza sono letteralmente funestati dal meteo. Ciccone batte i denti per via del freddo ma la sua voglia di trionfo è più forte di ogni avversità e l’abruzzese conquista la tappa battendo Hirt nella volata finale.

La terza piazza va a un altro dei fuggitivi di giornata, il tenace Fausto Masnada, mentre il gruppo della maglia rosa e di Nibali arriva a 1’41 dal vincitore grazie al commovente lavoro di un “devoto” Damiano Caruso.

Roglic e Yates pagano 1’23” da Richard Carapaz e lo sloveno viene scavalcato da Vincenzo Nibali che va ad issarsi al secondo posto della generale dietro a un’inattaccabile (?) maglia rosa.

 

 

 

Vincenzo Nibali concentrato sulla vittoria

Vincenzo Nibali si confronta con Contador

Vincenzo Nibali dimostra una “rabbia” maggiore del solito e dopo la tappa di Como si confronta con Alberto Contador

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali a Como ha limato 40 secondi allo sfortunato Primoz Roglic dimostrando quella “cattiveria” necessaria per conquistare il terzo titolo al Giro d’Italia. Lo squalo ha controllato la prima settimana caratterizzata da un percorso prettamente pianeggiate per poi testate la solidità dello sloveno nelle tappe finali della seconda settimana.

Il distacco da Roglic si è creato nelle cronometro mentre quello nei confronti di Carapaz si è creato nel momento in cui l’italiano e lo sloveno “si sono guardati” troppo lasciando allungare il ciclista della Movistar.

“Nella prima settimana del Giro 2019 era solo importante evitare incidenti o farsi trovare impreparato in qualche caduta. Roglic si è dimostrato atleta solido e Carapaz ha confermato di essere molto esplosivo sulle salite e sta correndo molto bene. Attendiamo la terza settimana per vedere cosa accadrà” he detto Vincenzo.

Lo squalo, al termine della frazione di Como ha scambiato alcune confidenze con un ospite d’eccezione: Il Pistolero Alberto Contador:

“ho detto ad Alberto che lui è ancora fonte di ispirazione per me. Lui correva per vincere e basta, non era interessato al secondo o al terzo posto, contava solo vincere per lui e questa cattiveria è ciò che serve”.

Nibali vuole aggiungere un’altra maglia rosa a quelle del 2013 e del 2016, nella frazione di domenica ha tentato un numero degno del Lombardia dopo aver fatto lavorare duramente il compagno di squadra e amico Damiano Caruso. Lo squalo si è portato dietro Carapaz mentre Roglic, tra i problemi meccanici e la caduta che lo ha coinvolto lungo l’ultima discesa dal Civiglio, ha perso terreno.

“Carapaz ha dimostrato di essere molto bravo e mi ha seguito quando ho attaccato. Ho continuato con l’attacco e ho visto che stavamo guadagnando qualcosa su Roglic. Ora arriva l’ultima settimana, la più dura, vedremo cosa accadrà: Roglic ha la crono dalla sua parte e non deve correre solo contro di me perché ci sono altri ciclisti forti e lo stesso Yates sta entrando in forma” ha concluso Vincenzo Nibali.

 

 

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Cycling Stars Criterium, Vincenzo Nibali l’attrazione

Cycling Stars Criterium a Belluno lunedì 3 giugno

Cycling Stars Criterium, sarà Lo Squalo Vincenzo Nibali l’attrazione principale dell’evento di Lunedì 3 giugno a Belluno

 

Cycling Stars Criterium: Nibali

Cycling Stars Criterium: Nibali

Cycling Stars Criterium come dice il nome stesso è il circuito delle stelle…e che stelle. Vincenzo Nibali ha già detto si e confermato la sua partecipazione all’evento che andrà in scena a Belluno la sera di lunedì 3 giugno, il giorno dopo la conclusione del Giro d’Italia.

Basterebbe questo nome per far capire che sarà una grande serata di ciclismo, ma la verità è che il comitato organizzatore sta lavorando per portare in passerella a Belluno, sul circuito cittadino che si snoderà tra la centralissima Piazza dei MartiriPiazza Duomo Via Mezzaterra, alcuni dei migliori corridori che in questi giorni si stanno dando battaglia sulle strade rosa del Giro d’Italia.

Non servono presentazioni per Vincenzo Nibali…è uno dei sette corridori ad essere riuscito a vincere in carriera tutti e tre i grandi giri: Tour de France (2014) , Giro d’Italia (2013 e 2016) e Vuelta Espana (2010). Di questi magnifici sette lui e Chris Froome sono gli unici due in attività, gli altri cinque sono Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault e Alberto Contador. Corse a tappe ma non solo nel palmares di Vincenzo Nibali ci sono infatti anche due classiche monumento, la Sanremo (2018) e il Lombardia (2015 e 2017). Non stiamo parlando di una stella del ciclismo, ma di una leggenda.

“Ho un bellissimo ricordo delle passate edizioni del Cycling Stars Criterium, soprattutto per il tifo e il grande calore del pubblico presente. Eventi come questo fanno bene al ciclismo, è una formula che piace molto sia a noi corridori che al pubblico. Ora sono concentrato sul Giro, sono contento della prima parte, nella crono di San Marino sono andato abbastanza bene rispetto ai miei diretti rivali e adesso arriveranno tappe importanti con le grandi montagne. Comunque sono sicuro che il 3 giugno a Belluno sarà una bellissima festa per tutti” dice Vincenzo Nibali.

“Avere anche quest’anno Vincnzo Nibali è una grande soddisfazione. Lo Squalo è uno dei simboli del ciclismo italiano e ha sempre onorato il nostro evento, ha vinto il criterium nel 2017 e lo scorso anno ha fatto secondo alle spalle di Elia Viviani. Siamo sicuri che sarà un dei protagonisti di questo Giro che si sta rivelando molto bello e spettacolare. E dopo il Giro qui a Belluno i tifosi di tutte le età, in particolare i bambini che sono il futuro del ciclismo avranno modo di incontrarlo dal vivo, per foto e autografi, in un ambiente di festa e molto più rilassato rispetto allo stress che si vive quotidianamente al Giro. Nibali ma non solo, qui al Giro in questi giorni stiamo lavorando per allestire un campo partenti di assoluto livello per il Cycling Stars Criterium del 3 giugno e posso assicurare che saranno tanti i top rider presenti in Piaza dei Martiri. Oltre alla corsa dei prof prima ci sarà la corsa degli ex e qui possiamo già annunciare la presenza di due ex campioni del mondo come Alessanro Ballan e Paolo Bettini e di un altro corridore sempre amato dal pubblico come Matteo Tosatto. Anche qui nei prossimi gorni si aggiungeranno altri nomi importanti” commenta Enrico Bonsembiante di Valdobbiadene che è il presidente del comitato organizzatore Cycling Stars Criterium, in questi giorni impegnato al Giro d’Italia.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Lo squalo è pronto a mordere al Giro 2019

Lo squalo ha fame, di vittoria!

Lo Squalo Vincenzo Nibali vuole ottenere una storica vittoria al Giro d’Italia per riscattare gli ultimi dodici mesi avari di soddisfazioni per il siciliano

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Lo Squalo dello Stretto vuole ottenere uno storico tris al Giro d’Italia, dopo i successi nel 2013 e del 2016, a 34 anni suonati, il ciclista siciliano non ha perso appetito e, anzi, vuole mordere gli avversari lungo le strade della corsa rosa che partirà sabato da Bologna.

Non sarà una sfida facile quella che attende Vincenzo Nibali ma, come tutte le sfida, verrà affrontata con entusiasmo e con la forza dell’esperienza accumulata. Esperienza che è uno dei punti di forza di Nibali che si trova a poter stabilire un nuovo primato: essere l’atleta più anziano a trionfare nel Giro d’Italia superando Fiorenzo Magni che trionfò a 34 anni, 6 mesi, 29 giorni.

L’entusiasmo non manca al siciliano che, dopo la sfortunata caduta al Tour 2018, ha nell’animo il desiderio di riprendersi il ruolo di primattore sul palcoscenico del ciclismo di alto livello. Il 2019 del siciliano non è iniziato nel migliore dei modi lasciandolo a bocca asciutta di successi. Non era mai caduto a Vincenzo di arrivare al via del Giro senza aver messo una vittoria nel paniere e il digiuno dello squalo è iniziato il 17 marzo 2918, giorno del suo ultimo trionfo: più di un anno senza tagliare il traguardo a braccia levate!

Ecco che è facile intuire che lo Squalo ha fame, tanta fame ed è pronto a infiammare il cuore dei tifosi italiani: “mi sento sereno, la vittoria non mi manca, so di essere partito tardi e devo recuperare, oltretutto abbiamo lavorato molto in altura e si sa che questo tipo di allenamento paga i suoi dividenti a lungo raggio. Abbiamo lavorato bene per preparare l’evento, la squadra è stata accuratamente selezionata” ha spiegato lo Squalo.

Sulle strade italiane, Nibali incrocerà i pedali con avversari altrettanto agguerriti ma è pronto a battersi senza alcun timore reverenziale:

“Ci sarà subito una prova impegnativa, bisognerà vedere come i singoli affronteranno un avvio subito molto impegnativo. Non è facile definire le tappe che faranno la differenza ma fin da subito bisognerà essere concentrati perché in una corsa come il Giro le insidie sono dietro l’angolo” ha spiegato lo Squalo.

Nibali, il Giro 2019 sarà una battaglia

Nibali tanti rivali per il Giro ma ci credo

Nibali dovrà vedersela con avversari assolutamente temibili ma vuole vincere il terzo Giro stabilendo il record di vincitore più anziano

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali, leader designato del Bahrain-Merida per il prossimo Giro, arriverà a quota 21 corse a tappe disputate in carriera. In caso di trionfo alla Corsa Rosa, lo Squalo diventerebbe il più vecchio ciclista di sempre ad imporsi nella corsa a tappe italiana.

Nibali ha iniziato la sua 15esima stagione tra i professionisti ma non ha ancora perso la fame di vittoria che ha sempre permeato la sua carriera anzi negli ultimi anni, pur con qualche sfortunato evento che ha sottratto il siciliano da gare di primo piano, l’atleta della Bahrain ha messo a segno stoccate che l0 hanno portato decisamente nella storia del pedale.

“Sarà la ventunesima corsa a tappe? Davvero? Per fortuna non mi sento vecchio e, anzi, mi sento pronto per stare sulla corda per tre settimane. Ho qualche capello grigio e qualche ruga in più ma è ancora presto per andare in pensione” ha spiegato il siciliano a Cyclingnews.

Il 20 novembre per Nibali scoccheranno le 35 primavere ma nel cuore del siculo c’è il botto finale con l’assalto alla medaglia d’oro nella gara su strada alle Olimpiadi di Tokyo2020. Nel frattempo impazza il ciclo-mercato e le strade di Vincenzo e della Bahrain-Merida si separeranno, lo squalo prolungherà la sua carriera nel gruppo sino al 2021 in forza del nuovo accordo con la Trek-Segafredo dato ormai per fatto.

Quando nel 2014 Vincenzo vinse il Tour con la divisa celeste dell’Astana non mancarono le polemiche con il manager Alexander Vinokourov per via della decisione di cambiare team.

Nibali il Giro sarà determinante per il nuovo contratto?

Se dovesse arrivare una affermazione alla corsa rosa il siciliano potrebbe cercare di monetizzare ulteriormente nel contratto 20/21 ma questo pensiero non pare toccare i suoi pensieri:

“Se vinco o se perdo il Giro il mio status non cambierà, la mia carriera è nota e tutti sanno quanto valgo e cosa posso dare, qualunque risultato arriverà alla corsa rosa accrescerà il mio curriculum, mi sento ancora competitivo indipendentemente dai risultati della singola gara” ha spiegato Nibali.

Il Giro 2019 è il palcoscenico per il riscatto dopo una 2018 segnato in modo negativo dalla caduta del Tour provocata da un tifoso poco accorto in cui il corridore ha subito non pochi danno che l’hanno portato a dover subire un intervento chirurgico assolutamente delicato per accelerare la sua guarigione, così da poter guidare la Vuelta a Espana e prendere di mira i Campionati del Mondo di Innsbruck.

I postumi della caduta hanno spinto Nibali a modificare la posizione in sella obbligandolo ad un lavoro dedicato con Gianluca Caretta esperto di chiropratica.

“A inizio stagione ero indietro di condizione ma poi a marzo sono arrivati i miglioramenti già alla Tirreno e, anche alla Sanremo ero in forma peccato non sia arrivato il risultato. Ora voglio concentrarmi sul Giro e prendermi l’affetto delle persone che lo scorso anno mi è mancato” ha spiegato Nibali che dovrà vedersela con una pattuglia di avversari agguerriti: “Simon Yates è quello che mi ha impressionato di più, dopo la delusione del Giro 2018 è cresciuto tantissimo andando a vincere la Vuelta. Roglic ha fatto un 2018 incredibile poi al Tour è andato forte salvo crollare nell’ultima settimana. Dumoulin è una grande minaccia considerando le cronometro ma potrebbe soffrire in montagna. Per quel che mi riguarda cercherò di vincere il terzo Giro d’Italia, ma non sarà facile perché il Giro sarà un vero combattimento, ma è per questo che mi piace”

Il Trofeo Senza Fine esposto a Verona

Il Trofeo Senza Fine attende il vincitore a Verona… 

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena, ecco i pretendenti alla vittoria finale

Il Trofeo Senza Fine, assegnato al vincitore del Giro, è da oggi esposto al Palazzo della Gran Guardia a Verona, di fronte all’Arena. I principali contendenti alla vittoria finale raccontano le loro aspettative a poco più di una settimana dal via.

Mancano solo nove giorni alla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport, che scatterà a Bologna con una cronometro individuale l’11 maggio per concludersi con un’altra prova contro il tempo a Verona il 2 giugno, dove il Trofeo Senza Fine da oggi attende il vincitore finale.

I PRINCIPALI FAVORITI PER LA VITTORIA FINALE AL GIRO 102
Ecco le schede di alcuni tra i principali sfidanti per la vittoria finale della 102esima edizione della Corsa Rosa.

Vincenzo Nibali (Ita, 34, Bahrain – Merida)

L’unico plurivincitore del Giro d’Italia (2013, 2016) in gara torna dopo un anno di assenza dopo il terzo posto nel 2017. Detentore del Grande Slam (vincitore de La Vuelta a España 2010 e del Tour de France 2014), è il solo ad averlo ottenuto tra quelli ai blocchi di partenza a Bologna. All’età di 34 anni, il siciliano è ancora uno dei favoriti alla partenza di un grande giro. Il suo recente terzo posto al Tour of the Alps indica un buono stato di forma dopo l’allenamento in altura a Gran Canaria e lo prepara alla sfida agli scalatori della nuova generazione.

Vincenzo Nibali ha detto: “L’avvicinamento al Giro è stato quello “classico” con il ritiro in altura al Teide e il ritorno alle gare al Tour of Alps e, domenica scorsa, alla Liegi. La mia condizione è in crescita e tutto procede al meglio. Il Giro inizia subito con una breve crono; un impegno di una certa importanza che vedrà già sfidarsi quei corridori che puntano alla classifica. Non bisogna sottovalutare le prime tappe perché anche senza particolari difficoltà altimetriche i percorsi sono molto mossi e impegnativi. Senza contare che tutti, nella prima settimana di corsa, hanno la forza e la voglia di mettersi in mostra e qualche capitano potrebbe tentare una mossa a sorpresa”.

Tom Dumoulin (Ned, 28, Team Sunweb)

L’olandese è l’unico altro ex-vincitore del Giro d’Italia alla partenza di questa edizione, avendo fatto suo il Giro100 nel 2017. Tom Dumoulin rimane fedele alle sue parole quando disse di essersi innamorato della Corsa Rosa e della Maglia Rosa in occasione della partenza da “casa sua”, ovvero Apeldoorn nel 2016, ed è stato al via di ogni edizione sin da allora: dopo il secondo posto dietro a Chris Froome l’anno scorso, questa è la sua quarta partecipazione consecutiva. Nessun altro favorito conosce il Giro come la “Farfalla di Maastricht”. A 28 anni ha già indossato la Maglia Rosa per 17 giorni. Dopo il sesto posto all’UAE Tour ed il quarto alla Tirreno-Adriatico, ai è concentrato sull’allenamento in quota per affrontare al meglio il suo principale obiettivo di stagione.

Tom Dumoulin ha commentato: “Come sempre non vedo l’ora di partire per l’Italia per iniziare il Giro! È una grande gara con un grande percorso quest’anno. Ci aspettiamo una dura battaglia ma ora che la preparazione è finita sarà bellissimo sfidarsi sin da Bologna”.

Primoz Roglic (Slo, 29, Team Jumbo – Visma)

Primoz Roglic si è fatto conoscere nel mondo del ciclismo tre anni fa, quando ha perso la cronometro inaugurale del Giro d’Italia da Tom Dumoulin per un solo centesimo di secondo ad Apeldoorn. Entrambi in sella a squadre olandesi rivali (anche se il Team Sunweb è registrato in Germania, la sua anima è nei Paesi Bassi), hanno tre cronometro individuali in agenda per lottare per la Maglia Rosa, a partire dalla “cronoscalata” al San Luca di Bologna l’11 maggio. Il 29enne sloveno è imbattuto nelle sole due gare disputate quest’anno prima del Tour de Romandie: l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Ha fatto del Giro d’Italia il suo obiettivo numero uno della stagione 2019.

Primoz Roglic ha detto: “Al via del Giro ci saranno molti corridori forti. Noi saremo completamente concentrati sul nostro unico obiettivo, quello di vincere la Maglia Rosa. Sarà una gara davvero difficile. La gente dice che il percorso è adatto a me, ma quando vai forte, tutto ti si adatta… Quando vai forte puoi correre su tutti i tipi di percorso. Volevo fare il Giro perché ci sono tre cronometro individuali, ed è quello che so fare meglio. Ci sono anche un sacco di montagne, anche quelle mi piacciono.

Simon Yates (Gbr, 26, Mitchelton-Scott)

Durante il suo periodo in Maglia Rosa al Giro d’Italia 2018, Simon Yates si è trasformato in un nuovo corridore. I suoi 13 giorni in vetta alla Corsa Rosa lo hanno cambiato, abbracciando pienamente la dimensione storica e culturale dell’evento. Ben consapevole della sua inferiorità a Tom Dumoulin e Chris Froome contro il tempo, ha combattuto per ogni secondo in palio sul percorso ed alla fine ha pagato i suoi sforzi nelle ultime tre tappe di montagna sulle Alpi, terminando solo al 21esimo posto in Generale. Ha però imparato tantissimo da questa esperienza, capitalizzando sui propri errori e vincendo successivamente il suo primo grande giro, tre mesi e mezzo dopo. Dopo aver trionfato a La Vuelta, ha deciso di tornare al Giro con l’obiettivo di finire quanto cominciato lo scorso anno.

Simon Yates ha detto: “Mi sto avvicinando al Giro nello stesso modo in cui avrei fatto per qualsiasi altra gara. Mi piace davvero provare a vincere ogni corsa, quindi per me l’approccio non cambia mai. Ho corso esattamente lo stesso numero di giorni dell’anno scorso in vista della Grande Partenza. Spero che la condizione sia la stessa dell’ultima volta, correremo un po’ più prudentemente e vedremo come andrà. Iniziamo direttamente con una crono, quindi sapremo come è la forma di tutti i rivali. Mi piacerebbe correre aggressivamente come faccio di solito. Non ho gli occhi puntati su tappe particolari, penso che l’ultima settimana sia davvero molto difficile e possa dare forma alla classifica finale. Molti staranno coperti fino a quel punto, vedremo poi da lì cosa succederà”.

Miguel Angel Lopez (Col, 25, Astana Pro Team)

Come Primoz Roglic, Miguel Angel Lopez ha conquistato due vittorie nelle corse a tappe dall’inizio della stagione, con il Tour Colombia e la Volta Catalunya, a conferma che il suo status è in crescita dopo i due podi nei grandi giri dello scorso anno, quando ha concluso al terzo posto assoluto sia il Giro d’Italia che a La Vuelta. “Superman” è un altro campione moderno che dice di amare il Giro e ritorna con l’obiettivo di vincerlo. Non solo è tornato in Colombia per allenarsi in altitudine nella sua provincia di Boyacá, ma anche per la nascita del suo primo figlio ad aprile. È il vero leader del team Astana, che è uno dei più vincenti della stagione 2019. A 25 anni, è anche uno dei favoriti per il Giro d’Italia sin da Bologna, anche se potrebbe nascondersi prima di raggiungere le grandi montagne.

Miguel Angel Lopez ha dichiarato: “Sto aspettando l’inizio di questo Giro d’Italia con grande interesse ed impazienza! Il risultato dello scorso anno mi ha dato una grande motivazione e ora non vedo l’ora di tornare al Giro. La corsa della scorsa stagione è stata un vero spettacolo, qualcosa di molto bello ed emozionante! Spero davvero che quest’anno sia uguale o addirittura migliore. La nostra squadra cercherà di rendere questa edizione del Giro d’Italia indimenticabile”.

Egan Bernal (Col, 22, Team INEOS)

Credit: Team INEOS

A soli 22 anni, Egan Bernal è un debuttante al Giro d’Italia, dopo aver corso con successo il Tour de France al servizio di Geraint Thomas e Chris Froome lo scorso anno. Ha certamente familiarità con le strade italiane, avendo iniziato la sua carriera da pro in Piemonte con il team Androni Giocattoli-Sidermec che lo ha ingaggiato direttamente dopo il suo periodo di gare internazionali in mountain bike a livello juniores. Con in palmares già la vittoria finale alla Parigi-Nizza, lo scalatore colombiano sarà il leader del Team INEOS che, nonostante il cambio di nome, ha il peso di essere per la prima volta i campioni in carica sulla linea di partenza a Bologna. Il prodigio di Zipaquira è tornato a casa dopo il terzo posto alla Volta Catalunya per prepararsi alla corsa di tre settimane al meglio.

Altri contendenti

Altri contendenti per la vittoria nella Classifica Generale del Giro d’Italia sono: Bob Jungels (Deceuninck – Quick Step), già due volte vincitore della Maglia Bianca di miglior Giovane nel 2016 e 2017, di una tappa al Giro e della Liegi-Bastogne-Liegi; Mikel Landa (Movistar Team), già terzo al Giro 2015 e vincitore di tre tappe alla Corsa Rosa; Rafał Majka (Bora – Hansgrohe), già quinto, sesto e settimo al Giro d’Italia e vincitore di tappe al Tour ed alla Vuelta.

FONTE COMUNICATO STAMPA

Copeland: Nibali in grande forma

Copeland e lo stato di forma dello squalo

Copeland, direttore della Bahrain-Merida si sbilancia sull’ottima condizione di forma di Vincenzo Nibali in vista del Giro d’Italia 2019

Copeland

Copeland

Copeland, direttore della Bahrain-Merida ha parlato con i giornalisti di cyclingnews.com esprimendosi circa le condizioni del capitano designato per l’imminente Giro d’Italia.

“Vincenzo non è mai stato in condizioni così buone prima dell’inizio di una gara di tre settimane è grandioso”, ha spiegato Copeland dopo l’arrivo della Liegi.

Nibali lascerà la Bahrain-Merida nel 2020 per accasarsi alla Trek-Segafredo ma, in modo molto professionale, corridore e staff hanno la bussola ben fissa sugli obiettivi per la stagione in corso, ovvero Giro d’Italia 2019 prima e Tour de France poi.

Copeland ha poi spiegato come si sia svolta, per la Bahrain-Merida, la Liegi-Bastogne-Liegi:

“Con una conclusione del genere, né Nibali né Dylan Teuns potevano giocarsi un posto sul podio non essendo veri velocisti. La corsa comunque ha dato buone indicazioni per il Giro, le  condizioni di Nibali stanno migliorando sempre di più avvicinandosi al Giro e questa è la cosa che più conta. La Liegi poteva andare meglio? Forse ma ora guardiamo avanti” ha spiegato il Direttore Sportivo.

La Liegi per Vincenzo Nibali è stato un ulteriore test positivo dopo quanto fatto vedere al Tour of the Alps  in cui ha concluso al terzo posto. Nibali, prima di correre all’aeroporto, ha espresso ai microfoni dei giornalisti de La Gazzetta dello Sport la soddisfazione per sua corsa:

“Ero con Fuglsang e Alaphilippe grazie all’ottimo lavoro del team, poi ma quando Fuglsang ha attaccato, non c’era nulla che potessi fare in più. Nella seconda parte della salita ho recuperato ma il distacco era troppo e poi Fuglsang meritava di vincere”.