Vincenzo Nibali si sfoga: “Bahrain-Merida? Meglio stare zitto”

Vincenzo Nibali ha parlato senza peli sulla lingua

Vincenzo Nibali ha parlato senza peli sulla lingua del rapporto con la Bahrain-Merida, dei tanti detrattori che lo hanno bollato come finito

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali è pronto ad un 2020 che correrà sotto nuovo colori, quelli della Trek-Segafredo ma la maglia del nuovo team potrà essere indossata dal siciliano a far data dal primo gennaio prossimo. Questioni di contratto, questioni di rispetto di un patto sottoscritto anche se lo Squalo dello stretto non si è lasciato bene con la vecchia formazione.

Fino al 20 di questo mese, Vincenzo sarà impegnato a Siracusa per iniziare con il programma di avvicinamento alla stagione 2020 che, in questa fase, prevede riattivazione muscolare in vista dei primi appuntamenti agonistici (Volta Algarve 19-23 febbraio).

Avvicinato dai giornalisti de La Gazzetta dello Sport, Nibali si è lanciato in una valutazione a ruota libera degli ultime mesi:

“Dopo il Tour ero mentalmente finito, non mi sono piaciuto e dopo la corsa francese mi sono un po’ trascinato”.

In vista della nuova stagione, però, Vincenzo appare assolutamente carico mentalmente per affrontare una nuova sfida che alla soglia dei 35 anni potrebbe anche spaventare:

“Sono all’inizio di una nuova avventura e le sensazioni sono ottime e diametralmente opposte rispetto a quelle del finale della stagione 2019. Ho ritrovato l’entusiasmo e l’ambiente mi pare il meglio a cui potessi aspirare, a volte nella carriera di un atleta servono cambiamenti per introdurre nuovi stimoli”.

Il passaggio alla Trek arriva dopo alcuni momenti burrascosi vissuti in casa Bahrain-Merida:

“non voglio parlare del mancato rinnovo del contratto. Prima del Tour 2018, è arrivata la proposta di poter rinnovare ma con Milan Erzen non c’è stato feeling sufficiente per continuare con questo progetto in cui mi veniva garantito solo un ulteriore anno di contratto. In quel momento ho preso tempo con l’idea di aggiornarci. Probabilmente la caduta al Tour 2018 ha messo qualche dubbio nel team ma io ho dimostrato che in soli tre mesi di essere tornato in forma ottenendo il secondo posto al Lombardia e chiudendo secondo il Giro d’Italia 2019. Ci sarebbe molto da raccontare, ma mi fermo”.

In tanti hanno avanzato dubbi sul reale valore di Nibali in considerazione dell’età non certo più giovane: “Non mi danno fastidio i commenti sulla mia età, li sento da 3 anni, cosa dovrebbe dire il ‘povero’ Valverde allora che va per i 40?. Vincere una grande corsa a tappe a 35 anni? Non so se vincerò il Giro, ma penso che se mi preparo bene posso giocarmela”.

La stagione imminente sarà zeppa di appuntamenti che potrebbero solleticare le corse del siciliano che, nel frattempo, vuole mantenere sgombra la mente senza appesantirsi:  “valuterò una cosa per volta come sempre ho fatto in carriera, non ha senso farsi seghe mentali. Mi dedicherò al Giro e poi tireremo le somme per pianificare la seconda parte dell’anno. tra Olimpiade e Mondiale, sceglierei i Giochi per me  è l’evento più importante per ogni atleta“.

 

 

Vincenzo Nibali pronto per la stagione 2020

Vincenzo Nibali: i programmi per la stagione 2020

Vincenzo Nibali si appresta alla sua prima stagione con la maglia della Trek-Segafredo tra Giro d’Italia, Olimpiadi e Mondiali

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali è un uomo deciso e, come ogni anni, ha ben definito gli obiettivi principali della stagione ormai alle porte. Lo squalo dello stretto andrà ad affrontare una stagione assolutamente impegnativa sia per il cambio di colori che per un calendario che quest’anno è impreziosito dalla presenza della prova Olimpica di Tokyo 2020.

Secondo le parole del CT Davide Cassani sarà proprio quella nipponica una delle pietre su cui costruire l’esito del prossimo anno. La delusione del brutto scivolone ai meno 10 chilometri a Rio 2016 è rimasta viva nel cuore e nell’anima del siciliano che da quel giorno ha la testa orientata sui cinque cerchi olimpici.

Come avvenuto quattro anni fa, per dedicare le giuste energie alle Olimpiadi, Vincenzo ha deciso di prendere parte ad una sola grande corsa a tappe: il Giro d’Italia 2020. La corsa rosa è strategicamente ben messa nel calendario mondiale mentre il Tour de France è troppo a ridosso della prova di Tokyo per poter pensare di far classifica e arrivare pronto nel Sol Levante (la Grande Boucle termina una manciata di giorni prima dello start della corsa per la medaglia).

L’inizio stagione di Nibali dovrebbe ricalcare quello del 2019 con una partenza soft e un graduale ma netto incremento delle prove per arrivare pronto per il Tour of the Alps e la Liegi-Bastogne-Liegi, altro grande pallino del siciliano.

Se, come abbiamo detto, il Tour non è inserito nell’agenda di Nibali, è probabile che per affinare la preparazione Enzo prenda parte dal Giro di Polonia.

Terminata la prova olimpica per Vincenzo sarà studiata la possibilità di iscriversi alla Vuelta Espana come trampolino per il mondiale (che si correrà in Svizzera). La corsa iberica è da sempre un ottimo viatico per farsi trovare pronto alla rassegna mondiale ma tutto dipenderà dall’esito delle precedenti corse.

I Mondiali 2020 di ciclismo si svolgeranno ad Aigle-Martigny con la prova Elite maschile fissata per il 27 settembre

Il percorso della rassegna iridata sarà decisamente duro con 244 km e 4384 metri di dislivello complessivo. La salita del Col de la Petite Forclaz, lunga 4 km con una pendenza media del 10,2% e massima del 14,5%, potrebbe ben sposare le doti di Vincenzo Nibali “svizzero di adozione”.

Vincenzo Nibali all-in Giro d’Italia 2020?

Vincenzo Nibali punta al Giro d’Italia 2020

Vincenzo Nibali punta al Giro d’Italia 2020, sarà quindi probabile la sua assenza al Tour mentre si focalizzerà su Olimpiadi e Mondiali

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Vincenzo Nibali va “All-In” sul prossimo Giro d’Italia 2020, il siciliano ha da poco terminato un periodo di (meritate) vacanze e sta iniziando a pianificare, assieme al nuovo team, la stagione 2020. Sarà un’annata importante, la prossima, per Enzo che alla soglia dei 35 anni può ancora essere uno dei principali protagonisti del ciclismo tricolore.

In un ciclismo in cui è importante focalizzarsi su un singolo obiettivo o su un certo target di corse, Nibali è una mosca bianca, è un atleta in grado di primeggiare nelle grandi corse a tappe ma anche di fare la differenza nelle classiche e nelle corse di un giorno. Ecco che il 2020 presenterà due corse di un giorno particolarmente adatte alle gambe di Vincenzo: i Mondiali a Martigny (a fine settembre) e, soprattutto la prova su strada alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (a fine luglio).

La prova a cinque cerchi di Rio ha lasciato una ferita nell’anima di Nibali che quel giorno sulle strade brasiliane ha dato tutto e di più ma ha raccolto solo il dolore dell’asfalto che gli ha negato una strameritata medaglia d’oro. Ecco che la rivincita è quasi in tavola e l’occasione è ghiotta per mettersi al collo la medaglia olimpica nell’ultima occasione della sua vita.

Anche il mondiale e la maglia iridata sarebbero un degno completamento del palmares di uno dei ciclisti più completi degli ultimi 20 anni per il nostro paese (e non solo).

Valutati come primari questi due obiettivi che si collocano nel pieno dell’estate è inevitabile che si affianchi la partecipazione al Giro come ulteriore target stagionale del siciliano. Anche se non più giovanissimo, Enzo se sarà (come pare certo) al via della corsa rosa, vestirà inevitabilmente i panni di uno dei favoriti per la vittoria finale.

Il percorso del Giro pare essere molto adatto allo Squalo dello Stretto e sin dalla partenza di Budapest la Trek-Segafredo lavorerà compatta per il proprio nuovo capitano. Se Stelvio, Izoard e Colle dell’Agnello saranno i punti cardine delle scalate lungo le Alpi nel cuore di Vincenzo non può non esserci la tappa con la scalata del “suo” Etna. Tre tappe in Sicilia non possono che essere il giusto stimolo per arrivare all’appuntamento rosa al top della forma sin da subito.

In questo scenario pare pressoché certa la rinuncia al Tour de France, sarebbe troppo poco il tempo di recupero tra il Giro che termina il 31 maggio e le Grande Depart del 27 luglio e, soprattutto, ci sarebbe poco margine per ricaricare le batterie in vista delle Olimpiadi Nipponiche.

La Vuelta di Spagna prenderà il via il 14 agosto e potrebbe essere un buon trampolino per scaldare la gamba in vista dei mondiali.

 

 

 

Vittoria di Nibali, il Tour è di Bernal

Vittoria di Nibali a Val Thorens

Vittoria di  Nibali in solitaria  a Val Thorens mentre Egan Bernal va a conquistare il Tour de France 2019

Vittoria di Nibali

Vittoria di Nibali

Vittoria di Nibali nella tappa accorciata con arrivo a Val Thorens nel giorno in cui viene consacrata definitivamente la nascita di un fenomeno: Egan Bernal che a ventidue anni conquista la maglia gialla al Tour de France 2019.

Commovente lo sforzo di Vincenzo Nibali che dopo una Grande Boucle nettamente avara di soddisfazioni decide di regalarsi un giorno di gloria andando in fuga sin dalle battute iniziali e arrivando a tagliare il traguardo in solitaria a braccia levate.

Dopo che gli organizzatori si sono visti costretti a “tagliare” la tappa di ieri prendendo i tempi i in cima all’Iseran a causa della frana improvvisa che reso impraticabile la carreggiata stradale anche quella odierna è stata una tappa monca con soli 59 km in programma.

Tra i fuggitivi di inizia corsa spiccano, oltre al nostro Nibali anche  Michael Woods (EF) e  Ilnur Zakarin (Katusha) che sono tra i pochi a resistere anche quando la strada inizia a salite (con loro anche Gallopun e Perichon).

Il Team Ineos controlla la corsa con la  Jumbo–Visma che prova a forzare il ritmo in favore del capitano Steven Kruijswijk. Al ritmo indiavolato della formazione olandese non resiste Julian Alaphilippe che quando mancano ancora 13 km all’arrivo decide di alzare la bandiera bianca.

In testa è lo Squalo dello Stretto ad allungare inserendo il turbo, nessuno ha le gambe per resistere e così il siciliano arriva solo al traguardo. Esulta Vincenzo ed esulta Egan Bernal che precede il compagno Geraint Thomas (campione uscente) mentre Steven Kruijswijk conquista il terzo posto in generale.  Julian Alaphilippe concludendo a oltre tre minuti perdendo non solo il podio ma anche il quarto posto a favore di  Emmanuel Buchmann (Bora-Hansgrohe).

 

 

Ciclomercato 2019, tutti i rumors ad oggi

Ciclomercato 2019, tanti colpi annunciati e molte trattative

Ciclomercato 2019 tanti i cambiamenti da Nibali alla Trek a Quintana in uscita dalla Movistar sino ai nostri Viviani, Masnada e Vendrame. Ecco tutte le trattative.

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019! (fonte Pixabay)

Ciclomercato 2019 sta per entrare nel vivo, storicamente le ufficialità, per questioni regolamentari, arriveranno nei primi giorni di agosto ma le trattative tra team e procuratori sono ormai nel vivo.

Sono tanti i colpi già “spoilerati”, come quello di Vincenzo Nibali già annunciato da patron Zanetti e sono tanti gli atleti che andranno in scadenza di contratto con i rispettivi team generando un vortice di cambi di divise.

Uno dei nomi caldi è quello di Elia Viviani (fresco di doppietta al Giro di Svizzera) che potrebbe approdare alla Cofidis che va verso la rottura con Bouhanni. Il cambio potrebbe giovare sia Elia che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe vedere un “increase” dell’ingaggio che la Cofidis che nel cambio di velocista risparmierebbe non pochi soldi. Alla formazione francese potrebbe approdare anche Andrea Vendrame in uscita dall’Androni.

In casa Deceunick sono arrivati i rinnovi di Fabio Jakobsen e Julian Alaphilippe mentre dovrebbe essere in uscita Philippe Gilbert (verso la Cofidis). In arrivo potrebbe esserci Davide Ballerini che andrebbe a coprire il ruolo di uomo per le Classiche del Nord.

Già ne abbiamo parlato del passaggio dello Squalo dello Stretto alla compagine americana della Trek-Segafredo, assieme a lui cambieranno collocazione anche il fratello Antonio Nibali, il massaggiatore Pallini, il medico Emilio Magni e, naturalmente, il mitico Paolo Slongo.

Se la Trek cambia pelle trovando un uomo nuovo per i grandi giri altro team che potrebbe uscire rivoluzionato dal Ciclomercato 2019 è la Movistar che, dopo l’impresa di Richard Carapaz al Giro, deve ragionare sul ruolo dell’ecuadoriano nel team. Per far rimanere il fresco vincitore della corsa rosa sarà necessario uno sforzo economico di primissimo livello in quanto per Carapaz stanno suonando (in verità da mesi) le sirene del Team Ineos pronto a mettere sul tavolo un’offerta da capogiro.

In uscita dalla formazione iberica c’è sicuramente Mikel Landa che potrebbe prendere il posto lasciato libero da Nibali alla Bahrain-Merid mentre per l’altro big della Movistar, Nairo Quintana, vi sarebbe un’offerta dalla squadra Professional francese dalla Arkéa – Samsic con cifre vicine ai 2,5 milioni a stagione con un bonus di un ulteriore milione in caso di trionfo al Tour 2020. Se Quintana dovesse cambiare divisa si porterebbe al seguito anche Winner Anacona oltre al fratello Dayer.

La formazione iberica, in caso di partenza di questi due big, sta però preparando un colpaccio: il corridore della Deceunick Quick-Step, protagonista della scorsa Vuelta Espana (secondo posto), Enric Mas. Secondo le indiscrezioni di Marca la firma è quasi scontata.

Fausto Masnada, dopo le prodezze del Giro d’Italia, dovrebbe accasarsi alla CCC.

Nibali alla Trek, ora c’è l’annuncio

Nibali alla Trek, accordo sino al 2021

Nibali alla Trek, il patron Zanetti della Trek-Segafredo annuncia un accordo valido sino al 2021: “ho preso Vincenzo!”

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali alla Trek non è più solo un rumors. Sino a oggi erano tante le voci, insistente e rumorose che davano lo squalo dello Stretto in procinto di sposare il progetto tecnico sportivo del sodalizio di patron Zanetti, ora le voci sono diventate fatti.

Massimo Zanetti ha voluto rendere noto l’annunciato dell’accordo con il corridore siciliano attraverso un’intervista con La Gazzetta dello Sport. Terminato il Giro con un buon secondo posto alle spalle della rivelazione Richard Carapaz, ecco il momento dell’inevitabile addio al Team Bahrain-Merida. I rapporti tra la squadra e il campione siciliano era ormai da tempo logoro. Qualche spaccatura nel team (forse diviso in clan?) e il desiderio di nuove sfide hanno portato Vincenzo a siglare un accordo biennale con la Trek-Segafredo.

Nessuna sorpresa dunque nella destinazione futura di un Nibali che, una volta goduto il meritato riposo si tufferà nell’avventura del Tour de France con l’entusiasmo di chi si appresta a una nuova avventura professionale.

 “Ho preso Vincenzo Nibali, l’ho fortemente voluto e sono felice di poter dire che ce l’ho fatta! Nibali è un campione che non se la tira, è uno modesto che sa che non ha nulla da dover dimostrare. Ci sono tante mezze calzette che si credono di essere chissà chi, lui è il migliore in Italia ed uno dei top al mondo ma sa essere umile e spontaneo” ha spiegato Zanetti.

Ma che ambiente troverà il siciliano ad accoglierlo? Su questo Zanetti è perentorio:

“costruiremo il team attorno alla sua figura. Oggi le squadre sono internazionali e ultra strutturate ma quello che a volte serve ai ciclisti è un rapporto familiare con lo staff , spesso serve un patron-padre. Ecco da noi Vincenzo troverà tutto questo”.

L’ufficialità del passaggio di team deve arrivare dopo il primo agosto per via delle regole imposte dall’UCI ma ormai si tratta solo di un pro-forma in quanto le parole del patron Zanetti non lasciano dubbio alcuno.

Rachele Perinelli chi è la moglie di Vincenzo Nibali

Rachele Perinelli chi è l’anima gemella dello squalo

Rachele Perinelli chi è la moglie di Vincenzo Nibali “Lo Squalo”, informazioni, vita privata, figli, notizie

Rachele Perinelli

Rachele Perinelli

Rachele Perinelli, classe 1985, nata ad Acuto, un piccolo paese in provincia di Frosinone, si è sposata con Vincenzo Nibali il 13 ottobre 2012 a Fiuggi, tra i due è stato letteralmente un colpo di fulmine e la ragazza è sempre presente alle premiazioni del marito.

Vincenzo e Rachele si sono conosciuti tramite il corridore Valerio Agnoli originario di Fiuggi, la ragazza non conosceva Nibali come campione del pedale.

Rachele Perinelli e Nibali hanno una figlia Emma Vittoria, nata il 28 febbraio 2014, che spesso accompagna il campione siciliano durante le premiazioni.

Tra Vincenzo e Rachele vi è un legame molto forte ulteriormente cementato dalla nascita della primogenita della coppia. Enzo ha chiesto la mano di Rachele nella sua Sicilia il giorno di Capodanno: “Pensavo fosse un anello di fidanzamento e invece…” ha raccontato la ragazza. Il sì è arrivato il giorno seguente: “ci ho pensato una notte, lasciandolo nel dubbio”. Dopo i fiori d’arancio la coppia ha preso casa nella tranquilla Svizzera.

Cosa ha conquistato Rachele Perinelli? Non certo la popolarità dello Squalo: “di Vincenzo mi è subito piaciuta la sua spontaneità e la serietà, Vincenzo è una persona quadrata e posata e ha subito voluto costruire una famiglia. E’ una persona costante, a volte forse un po’ troppo puntigliosa”.

Rachele Perinelli e il Team Nibali

Rachele Perinelli si occupa di gestire il Team Nibali, associazione Sportiva Dilettantistica, operante nel settore Ciclismo e fortemente voluta da Vincenzo. L’associazione ha l’obiettivo di “accompagnare” giovani ciclisti nel percorso formativo dei ragazzi verso lo sport e non solo.

Rachele Perinelli e Vincenzo Nibali

Persona assolutamente riservata, Rachele qualche tempo fa a parlato di un lato nascosto del suo Vincenzo in particolare del periodo legato all’infortunio occorso allo Squalo:

“smanetta con tutto quello che c’è in casa, ha smontato la presa del phon per trasformata in una presa adatta alla Svizzera, il tutto alle dieci e mezza di sera. Se non è quello è il robot che pulisce la piscina o il personal computer”.

 

Ciccone che impresa a Ponte di Legno! Carapaz resiste

Ciccone fa l’impresa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno del Giro d’Italia 2019. Nibali attacca, Carapaz resiste e Roglic perde terreno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone trionfa a Ponte di Legno

Ciccone conquista il traguardo di Ponte di Legno legittimando le sue aspirazioni di futuro uomo per le corse a tappe. La maglia azzurra della Trek si impone al termine di una cavalcata epica in condizioni meteorologiche al limite del sopportabile anticipando il compagno di fuga Jan Hirt (Astana).

E’ la tappa regina del Giro d’Italia 2019 e le condizioni meteo sono terribili sin dalla partenza. Il classico tappone dolomitico, seppur amputato del mitico Gavia, parte da Lovere (BG) per arrivare a Ponte di Legno attraverso l’unico e solo Passo del Mortirolo per un totale di circa 4000 metri di dislivello.

Si avvantaggia sin da subito un drappello di uomini ben assortito in cui spiccano Giulio Ciccone (Trek), Diego Ulissi (UAE), Andrey Amador (Movistar), Mattia Cattaneo e Fausto Masnada (Androni), Pello Bilbao (Astana),  Mikel Nieve (Mitchelton), amiano Caruso e Antonio Nibali (Bahrain).

I battistrada affrontano a buon passo la Presolana, il Cevo (sostituto del Gavia) e l’Aprica mantenendo un margine costantemente vicino ai 3 minuti. Quando i fuggitivi attaccano il Mortisolo sono  i soli Hirt e Ciccone a restare in testa, mentre alle loro spalle inizia la lotta nel gruppo dei Big.

Sulla salita dedicata a Marco Pantani è Vincenzo Nibali a rompere gli indugi staccando tutti. Simon Yates (Mitchelton Scott) e Primoz Roglic (Jumbo Visma) accusano pesantemente il colpo mentre la maglia rosa rimane imperturbabile controllanto il distacco nell’ordine dei 20 secondi per poi rientrare sullo Squalo dello Stretto assieme  Miguel Angel Lopez (Astana) e Hug Carthy (EF) verso il termine dell’asperità. Il clima è da lupi con pioggia a secchiate e grandine.

Gli ultimi chilometri sono infiniti per tutti: seppur non particolarmente ostici in termini di pendenza sono letteralmente funestati dal meteo. Ciccone batte i denti per via del freddo ma la sua voglia di trionfo è più forte di ogni avversità e l’abruzzese conquista la tappa battendo Hirt nella volata finale.

La terza piazza va a un altro dei fuggitivi di giornata, il tenace Fausto Masnada, mentre il gruppo della maglia rosa e di Nibali arriva a 1’41 dal vincitore grazie al commovente lavoro di un “devoto” Damiano Caruso.

Roglic e Yates pagano 1’23” da Richard Carapaz e lo sloveno viene scavalcato da Vincenzo Nibali che va ad issarsi al secondo posto della generale dietro a un’inattaccabile (?) maglia rosa.

 

 

 

Vincenzo Nibali concentrato sulla vittoria

Vincenzo Nibali si confronta con Contador

Vincenzo Nibali dimostra una “rabbia” maggiore del solito e dopo la tappa di Como si confronta con Alberto Contador

Nibali (fonte pagina facebook)

Nibali (fonte pagina facebook)

Vincenzo Nibali a Como ha limato 40 secondi allo sfortunato Primoz Roglic dimostrando quella “cattiveria” necessaria per conquistare il terzo titolo al Giro d’Italia. Lo squalo ha controllato la prima settimana caratterizzata da un percorso prettamente pianeggiate per poi testate la solidità dello sloveno nelle tappe finali della seconda settimana.

Il distacco da Roglic si è creato nelle cronometro mentre quello nei confronti di Carapaz si è creato nel momento in cui l’italiano e lo sloveno “si sono guardati” troppo lasciando allungare il ciclista della Movistar.

“Nella prima settimana del Giro 2019 era solo importante evitare incidenti o farsi trovare impreparato in qualche caduta. Roglic si è dimostrato atleta solido e Carapaz ha confermato di essere molto esplosivo sulle salite e sta correndo molto bene. Attendiamo la terza settimana per vedere cosa accadrà” he detto Vincenzo.

Lo squalo, al termine della frazione di Como ha scambiato alcune confidenze con un ospite d’eccezione: Il Pistolero Alberto Contador:

“ho detto ad Alberto che lui è ancora fonte di ispirazione per me. Lui correva per vincere e basta, non era interessato al secondo o al terzo posto, contava solo vincere per lui e questa cattiveria è ciò che serve”.

Nibali vuole aggiungere un’altra maglia rosa a quelle del 2013 e del 2016, nella frazione di domenica ha tentato un numero degno del Lombardia dopo aver fatto lavorare duramente il compagno di squadra e amico Damiano Caruso. Lo squalo si è portato dietro Carapaz mentre Roglic, tra i problemi meccanici e la caduta che lo ha coinvolto lungo l’ultima discesa dal Civiglio, ha perso terreno.

“Carapaz ha dimostrato di essere molto bravo e mi ha seguito quando ho attaccato. Ho continuato con l’attacco e ho visto che stavamo guadagnando qualcosa su Roglic. Ora arriva l’ultima settimana, la più dura, vedremo cosa accadrà: Roglic ha la crono dalla sua parte e non deve correre solo contro di me perché ci sono altri ciclisti forti e lo stesso Yates sta entrando in forma” ha concluso Vincenzo Nibali.

 

 

Dario Cataldo trionfa a Como, Roglic perde terreno

Dario Cataldo corona la lunga fuga con la vittoria

Dario Cataldo dell’Astana ha vinto davanti a Cattaneo dopo 218 km di fuga. Carapaz incrementa il vantaggio in Generale su Roglic.


Como, 26 maggio 2019 – Il corridore italiano Dario Cataldo (Astana Pro Team) ha vinto la quindicesima tappa del centoduesimo Giro d’Italia, da Ivrea a Como di 232 km. Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) e Simon Yates (Mitchelton – Scott).

Richard Carapaz (Movistar Team) conserva la Maglia Rosa di leader della classifica generale e aumenta il vantaggio su Primoz Roglic.

RISULTATO FINALE
1 – Dario Cataldo (Astana Pro Team) – 232 km in  5h48’15”, media 39,971 km/h
2 – Mattia Cattaneo (Androni Giocattoli – Sidermec) s.t.
3 – Simon Yates (Mitchelton – Scott) a 11″

MAGLIE

  • Maglia Rosa, leader della classifica generale, sponsorizzata da Enel – Richard Carapaz (Movistar Team)
  • Maglia Ciclamino, leader della classifica a punti, sponsorizzata da Segafredo – Arnaud Demare (Groupama – FDJ)
  • Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum – Giulio Ciccone (Trek – Segafredo)
  • Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Eurospin – Pavel Sivakov (Team INEOS)

CLASSIFICA GENERALE
1 – Richard Carapaz (Movistar Team)
2 – Primoz Roglic (Team Jumbo – Visma) a 47″
3 – Vincenzo Nibali (Bahrain – Merida) a 1’47”

Il vincitore di tappa Dario Cataldo, subito dopo l’arrivo, ha dichiarato: “Questa mattina non era nei miei piani andare in fuga, ho sofferto così tanto negli ultimi due giorni. Poi una volta iniziata la tappa mi sentivo bene e le gambe giravano così ho deciso di seguire Cattaneo quando ha attaccato. Vincere una frazione al Giro d’Italia è fantastico, un qualcosa che ho sognato per tutta la vita”.

La Maglia Rosa Richard Carapaz ha dichiarato: “Sapevamo che sarebbe stata una tappa difficile con un finale nervoso, ho cercato di fare attenzione alle mosse di Vincenzo Nibali e alla fine è andata bene. Ora ci godiamo questo giorno di riposo, ne abbiamo bisogno prima delle tappe dure che ci aspettano nei prossimi giorni”.

FONTE COMUNICATO STAMPA