Mangiare, Bere e Pedalare di Beppe Conti: recensione

Mangiare, Bere e Pedalare la nostra recensione del libro

Mangiare, Bere e Pedalare un libro in cui si intrecciano storie di ciclismo, amicizia e buon cibo. Un Giro d’Italia enogastronomico scritto dal grandissimo Beppe Conti

Mangiare, Bere e Pedalare

Mangiare, Bere e Pedalare

Mangiare, Bere e Pedalare non è solamente un libro sul cibo o sul ciclismo, è un intreccio di momenti, di ricordi scritto da Beppe Conti ed edito da Graphot con prefazione di Angelo Striuli Spesso chi segue una corsa ciclistica sa bene che il pranzo è un momento da consumare velocemente, senza quasi godersi il cibo per poi ripartire in auto o in moto a seguire i corridori ma è altrettanto vero che il ciclismo e la buona tavola spesso vanno di pari passo in nottate epiche a raccontare aneddoti e storie di campioni passati e presenti accompagnati da buon cibo e buon vino.

Il libro, invece, parla di buona cucina. Buona cucina fatta all’interno di locali che intrecciano la loro esistenza con quella di grandi campioni del ciclismo. Locali in cui sono accaduti fatti degni di nota, locali dove si sono fermati a pranzare campioni degni di essere ricordati o dove lo spesso “oste” è un ex ciclista.

Mangiare, Bere e Pedalare parte nel suo racconto dalla città del Campionissimo, Castellania, esplorando le zone care a Fausto Coppi, l’Alessandrino e il Piemonte. Nel libro si unisce la buona tavola a ricordi di campioni da Hinault a Merckx da Bugno a Chiappucci, da Moser a Saronni dagli indimenticabili Marco Pantani e Michele Scarponi a Fabio Aru e Vincenzo Nibali.

Un libro da non perdere per gli amanti delle curiosità legate al ciclismo e per chi ama provare le emozioni della tavola in posti sparpagliati qua e la per lo stivale con il comune denominatore dell’amore per il ciclismo.

 

  • Editore: Graphot
  • Anno edizione: 2018
  • In commercio dal: 24/04/2018
  • Pagine: 176 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788899781262

 

Valentina Bugnone chi è la fidanzata di Fabio Aru?

 

Valentina Bugnone la compagna del Cavaliere dei Quattro Mori

Valentina Bugnone è la fidanzata di Fabio Aru ciclista della UAE Emirates che come il sardo ama lo sport e il ciclismo

Valentina Bugnone e Fabio Aru

Valentina Bugnone è la fidanzata del ciclista italiano Fabio Aru attualmente in forza alla UAE Emirates. Valentina condivide con il Cavaliere dei Quattro Mori la passione per le due ruote e per lo sport in generale.

Valentina Bugnone, torinese di San Bernardino, ha studiato al Liceo Scientifico Pascal e poi alla facoltà di giurisprudenza, e ha conosciuto Fabio ad una cena con amici in comune, tra i due è scattato subito l’amore tanto che dopo poche settimane i due vivevano già assieme nell’appartamento di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo. Dopo poco la coppia si è trasferita in Svizzera a Lugano, a casa di Fabio visto che anche l’ex compagno di Aru, Vincenzo Nibali, risiede lì e all’epoca era ideale per allenarsi assieme.

“Andare quasi subito a vivere assieme è stato il modo per condividere momenti assieme, il lavoro di Fabio lo porta ad essere sempre via e, almeno quando è a casa è bello stare assieme” dichiara Valentina.

“Quando la stagione ciclistica inizia riuscire a vederci è davvero dura, accade che in un mese si riesca a stare assieme due o tre giorni ma fa parte del gioco – dice Valentina Bugnone – è brutto quando siamo lontani ma so che questi sacrifici vengono ripagati con le soddisfazioni che Fabio si prende col ciclismo”.

Valentina Bugnone tra ciclismo e social network

La Bugnone, bella e dolce, con i suoi occhi chiari preferisce il ciclismo ai social network, è presente su Instagram con circa 1700 follower e su twitter con circa 500. Nelle foto che la ragazza posta è spesso in tenuta da ciclismo (dimostrazione che la sua è una vera passione) e a volte posa assieme al compagno in uscite di coppia su due ruote).

Non può mancare naturalmente la sua presenza su Strava anche se la ragazza non ha caricato dati relativi alle sue uscite.

 

Bahrain Merida al Giro lista dei partenti

Bahrain Merida al Giro con Bonifazio, Pozzovivo e Visconti

Bahrain Merida al Giro d’Italia avrà come capitano Domenico Pozzovivo, sesto nel 2017 e che punta a migliorare tale piazzamento. 

Bahrain Merida al Giro d'Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia

Bahrain Merida al Giro d’Italia si presenta al via da Gerusalemme con un diverso leaderrispetto allo scorso anno (Vincenzo Nibali) ma con una formazione che punta a ben figurare in diversi terreni.

Il capitano del team  sarà Domenico Pozzovivo, sesto lo scorso anno e che punta a migliorare tale piazzamento. Il gregario più prezioso a sua disposizione in salita sarà il bielorusso Kanstantsin Siutsou, uscito vincitore dal recente Tour of Croatia. Una spalla importante la offrirà Antonio Nibali, gregario che sta crescendo di rendimento con il passare dei mesi.

La compagine di licenza mediorientale avrà in Niccolò Bonifazio l’uomo forte per le volate, con il sogno di ottenere la prima gioia in una corsa a tappe di tre settimane. L’esperienza di Giovanni Visconti, alla decima Corsa Rosa, e la freschezza dello sloveno Matej Mohoric saranno da sfruttare nelle tappe intermedie. Completano il roster l’affidabile Manuele Boaro e il giovane sloveno Domen Novak.

Bob Jungels trionfa a Liegi

Bob Jungels trionfa nella corsa belga

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018 grazie allo splendido lavoro della Quick Step Floors che bissa la vittoria alla Freccia Vallone

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018

Bob Jungels trionfa alla Liegi-Bastogne-Liegi 2018 e, così come accaduto alla Freccia Vallone  con Julian Alaphilippe, a vincere è un uomo della Quick Step Floors vera e propria squadra del momento.

Bob Jungels sulla Côte de la Roche aux Faucons, attacca con decisione, fa subito il vuotoe  poi amministra mentre da dietro Alaphilippe e compagni lavorano da stopper. Nel gruppo nessuno (Valverde in primis) non trovano lo spunto per mettere una toppa e ricucire il margine che si viene a creare. Delude un po’ il nostro Vincenzo Nibali che pare arrivare nel momento caldo della corsa con le gambe assolutamente svuotare dall’energia che contraddistingue lo Squalo dello Stretto.

C’erano tante speranze attorno al messinese, non era mai stato così in alto nei pronostici dal 2012 quando venne “freddato” dal kazako Maksim Iglinskij (poi coinvolto in vicende di EPO). E proprio laddove arrivò l’attacco nel 2012 (sulla Roche aux Faucons) Vincenzo comincia a patire la fatica complice il grande caldo che fa “boccheggiare” anche i vari Valverde, Matthews e compagnia.

Accade, dunque, che la piccola nazione del Lussemburgo vada a centrare il tris in una delle classiche più storiche del ciclismo. La prima vittoria arrivò nel 1954 con Marcel Ernzer e, in tempi più recenti, nel 2009 con Andy Schleck.

“Non ci credevo finché non sono arrivato all’arrivo. Dopo mercoledì Julian era il nostro leader e tutti lo marcavano stretto. Ho tentato di allungare e per fortuna nessuno mi è venuto dietro. Non posso ancora credere a quanto ho realizzato. Cercavo un risultato di prestigio da tempo, c’è stato un gran lavoro di squadra e sono contentissimo” ha dichiarato Bob Jungels

ORDINE D’ARRIVO
1 Bob Jungels (Lux)

Quick-Step Floors 06:24:44
2 Michael Woods (Can) EF Education First-Drapac p/b Cannondale 00:00:37
3 Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale
4 Julian Alaphilippe (Fra) Quick-Step Floors 00:00:39
5 Domenico Pozzovivo (Ita) Bahrain-Merida
6 Enrico Gasparotto (Ita) Bahrain-Merida
7 Davide Formolo (Ita) Bora-Hansgrohe
8 Roman Kreuziger (Cze) Mitchelton-Scott
9 Sergio Henao (Col) Team Sky
10 Jakob Fuglsang (Den) Astana Pro Team

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma dopo la remuntada ecco i complimenti dello Squalo

AS Roma remuntada storica contro il Barcellona, Vincenzo Nibali manda i complimenti al team di Di Francesco

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma: i complimenti di Vincenzo Nibali

AS Roma da applausi nella notte dell’Olimpico riesce in una storica rimonta ai danni del Barcellona. I blaugrana partivano con tutti i favori dei pronostici per il passaggio del turno, forti del 4-1 con cui avevano piegato i giallo-rossi nel match di andata al Camp Nou.

La grinta della formazione di Eusebio Di Francesco ha però spinto la formazione capitolina ad una performance davvero storica.

Tre a zero al Barcellona e Dzeko e compagni sono tra le migliori quattro d’Europa impresa che mancava alla Roma dai primi anni ’80.

La vittoria dei giallorossi è stata netta, incalzante, trascinante, impossibile restare indifferenti in una grande serata di sport tanto che i giornali sportivi hanno creato il nome di Romantada!

AS Roma i complimenti di Vincenzo Nibali

Sono stati tantissimi ciclisti sono intervenuti sui social per celebrare la grande impresa della AS Roma tra cui è arrivato il tweet di Vincenzo Nibali, numero uno del ciclismo italiano, protagonista nel Giro del 2016 di una “remuntada” molto simile a quella dei giallorossi.

“Mamma mia che @OfficialASRoma complimenti” ha pubblicato il siciliano in un messaggio di congratulazione che va oltre le simpatie calcistiche personali.

Chissà come avrà registo Luis Enrique, ex tecnico sia della Roma che del Barcellona e grande amante dei pedali.

 

 

 

Nibali dati della performance al Fiandre

Nibali dati della performance al Fiandre vs la Milano-Sanremo

Nibali dati della performance al Fiandre: potenza media è di 250 watt, il consumo calorico reale, cioè solo riferito alla gara, di 5.860 Kcal, ecco le differenze con la Sanremo

Nibali dati Fiandre

Nibali dati Fiandre

Nibali dati della performance al Fiandre spiegano la sua performance nella corsa belga. Dopo l’arrivo della prima tappa dell’Itzulia-Basque Country (ex Giro dei Paesi Baschi) lo Squalo dello Stretto crolla sul divano in coda all’autobus del team. “Sono stanco” afferma il siciliano e i suoi occhi non mentono, è veramente esausto. Dopo le fatiche della Liegi trovarsi su un volo Bruxelles-Bilbao, arrivare all’albergo della squadra a mezzanotte abbondantemente passata e poi prendere il via alla corsa lascia i suoi strascichi.

Mentre i compagni di squadra risalgono in bici per tornare in hotel, lui resta sul bus per tirare il fiato: “Ho provato a tenere duro ma sull’ultima salita mancava forza e brillantezza, ho provato ad andar su regolare, mi sono dovuto gestire”.

Insomma niente riposo per Nibali: “Però al Fiandre il wattaggio medio e il consumo energetico sono quelli di una tappa dolomitica veramente dura. I dislivelli non sono molti ma la corsa è affrontata a tutta e poi si spendono tante energie mentali, servono mille occhi e tanta lucidità e questo costa energie”.

Tornando al Giro delle Fiandre ecco l’analisi di Paolo Slongo, allenatore di Nibali: “Quando Vincenzo è scattato ha tenuto 650 watt medi per 15 secondi, poi s’è seduto. Il Fiandre, lo sappiamo, è una gara ad esaurimento, considerate che il consumo calorico reale, cioè solo riferito alla gara, è stato di 5.860 Kcal!”

In 6 ore e ventuno minuti del Fiandre il consumo è stato maggiore di quanto fatto alla Milano-Sanremo (5.150kcal) che però è durata quasi un’ora in più (7 ore e 15 minuti per la precisione). Anche il wattaggio perla chiaro: Fiandre 250 watt, Classicissima 187 watt.

Differenze che si spiegano con il fatto che la Sanremo è molto più lineare come corsa, mentre il Fiandre è un susseguirsi continuo di scatti e contro scatti e poi, spiega Vincenzo a La Gazzetta dello Sport, “Al Fiandre fai quasi più fatica a prendere la posizione prima di un Muro, che nella salita stessa. Se non conosci la corsa alla perfezione, tra curve a destra e curve a sinistra, pavé e mille trabocchetti, continui a perdere posizioni che poi sei costretto a riconquistare”.

Altro aspetto da non sottovalutare è il consumo di carboidrati, ogni scatto inutile brucia risorse: se gli zuccheri danno potenza immediata va considerato che il loro serbatoio è di dimensioni ridotte mentre quello dei grassi è quasi infinito ma garantisce durata e non “fiammate” e di scatti brucianti il Fiandre ne richiede in quantità.

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre

Niki Terpstra conquista il Fiandre con una grande azione

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre con una azione ai meno 27 km dal traguardo rispondendo ad un attacco del nostro Vincenzo Nibali

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre,

Niki Terpstra conquista il Giro delle Fiandre, l’olandese della Quick-Step Floors è uscito dal gruppo dei migliori a 27 km dal traguardo. La miccia è stata accesa da un grintoso Vincenzo Nibali che ha provato ad attaccare. Niki ha poi staccato il corridore l siciliano della Bahrain-Merida e sull’Oude-Kwaremont (ai meno 18 dall’arrivo) ha raggiunto  tre corridori che erano in avanscoperta: Dylan Van Baarle (Sky), Sebastian Langeveld (EF Education First-Drapac) e Mads Pedersen (Trek-Segafredo)

In cima al Paterberg, ultimo muro di giornata ai -14 chilometri dall’arrivo ci ha provato Peter Sagan che è uscito dal drappello dei migliori per cercare di riportarsi sui battistrada ma nemmeno il tre volte Campione del Mondo è riuscito a raggiungere la testa della corsa (in quel momento il distacco era superiore ai trenta secondi).

Per Niki il Giro delle Fiandre si somma  alla conquista della  Parigi-Roubaix del 2014 in un palmarès che diventa di gran rilievo, e che la scorsa settimana si era arricchito della E3 di Harelbeke.

Il secondo posto di giornata è stato conquistato dal giovane danese Pedersen, che è riuscito a respingere il ritorno del gruppetto, chiudendo a 12″ da Niki Terpstra. Terza piazza per Philippe Gilbert (Quick-Step) che ha preceduto  Michael Valgren (Astana) centrando poi il podio a 16″, mentre il danese ha chiuso quarto a 19″. A 24″ il gruppetto con Greg Van Avermaet (BMC) che ha vinto la volata per il quinto posto su Sagan, Jasper Stuyven (Trek), Tiesj Benoot (Lotto Soudal), Wout Van Aert (Véranda’s Willems-Crelan) e Zdenek Stybar (Quick-Step).

 

Vincere il Fiandre al debutto? Nibali ci prova

Vincere il Fiandre al debutto? Nibali vuole l’impresa

Vincere il Fiandre al debutto? Dopo il trionfo alla Milano-Sanremo lo Squalo dello Stretto prova l’impresa che nemmeno Eddy Merckx riuscì a fare

Vincere il Fiandre al debutto

Vincere il Fiandre al debutto?

Vincere il Fiandre al debutto? Impresa impossibile? Forse si, una delle corse più difficili da interpretare del ciclismo è però anche uno dei terreni in cui atleti che sanno improvvisare possono ritagliarsi spazi impensati. Vincenzo è uno dei pochi atleti contemporanei in grado di primeggiare sia nei grandi giri (per chi non lo ricordasse Vincenzo Nibali ha nel suo palmares Giro, Tour e Vuelta) e nelle classiche.

Dobbiamo tornare indietro ad altri tempi per trovare atleti così completi eppure qualcuno riesce ancora a dubitare del talento di Vincenzo. Dopo la splendida azione che gli ha consentito di fare doppietta lo scorso autunno al Giro di Lombardia è arrivata la perla dell’azione solitaria che gli ha consentito di conquistare la “classicissima” Milano-Sanremo.

Oggi il siciliano farà il suo personale esordio al Giro delle Fiandre, corsa storicamente ostica per i nostri colori (10 vittorie in 101 edizioni). Il terreno sembra adatto a corridori più avvezzi alle classiche del nord ma Vincenzo, pur con la dovuta reverenza per la corsa non nasconde il suo pensiero:

“E’ una corsa che ho seguito fin da quando ero ragazzino, e almeno una volta nella vita mi piace poter correre. Non so cosa mi aspetta, ma mi accosto a questo appuntamento in punta di piedi, con curiosità e rispetto – ha dichiarato a Il Giornale – Amo mettermi in discussione e provare a capire i miei limiti, spostare un po’ più in là l’asticella, e capire dove posso collocarmi anche in questo tipo di gare”.

Ma chi vede Nibali come favorito? “Il faro è Peter Sagan ma attenzione anche a Van Avermaet, Benoot, Vanmarcke, Stuyven, Kwiatkowski, Gilbert, Terpstra ma anche Van Aert…Però penso che possono andare molto forte anche i nostri Gianni Moscon e Matteo Trentin”.

Nibali è però sicuro di poter ben figurare: “la mia Bahrain-Merida, che punta ai grandi giri, mi darà una mano, ma come già avvenuto alla Sanremo, sono pronto anch’io a mettermi a disposizione della squadra. Sonny Colbrelli, Haussler e anche il giovane spagnolo Cortina, sono tutti elementi che possono fare molto bene. Siamo davvero un bellissimo gruppo. Affiatato e forte: ci divertiremo”. Insomma vincere il Fiandre al debutto? Perchè no!

 

 

Vincenzo Nibali scalata epica al 28%

Vincenzo Nibali scalata di prova dei Campionati del Mondo 2018

Vincenzo Nibali scalata ripresa dalle telecamere del test svolto dal siciliano in preparazione dei Campionati del Mondo di ciclismo di Innsbruck 2018

Vincenzo Nibali scalata mondiale

Vincenzo Nibali scalata mondiale

Vincenzo Nibali scalata mondiale per il ciclista siciliano. La maggior parte dei ciclisti che parteciperanno al Giro delle Fiandre hanno pianificato attentamente la preparazione lungo le salite ricche di ciottolati delle Fiandre, ma Vincenzo Nibali ha adottato un approccio completamente diverso mentre si recandosi a Innsbruck, in Austria, lo scorso lunedì per testare la salita finale del Campionato Mondiale 2018.

In sella alla sua bicicletta assieme ad alcuni compagni della  nazionale italiana di ciclismo, tra cui Franco Pellizotti e Alessandro De Marchi, Nibali ha affrontato il Gramart insieme all’ex corridore professionista austriaco Martin Weiss che ha fatto da guida per il gruppo.

Il ct italiano Davide Cassani ha pubblicato il video che mostra lo Squalo dello Stretto che fatica a risalire la salita che è stata soprannominata “inferno”.

La salita di Innsbruck sarà l’ultima della giornata iridata dopo le sette salite di Igls, con una media del 5,9% per 6.9 km. Lungo i 265 km di percorso, le sette salite vedranno i corridori affrontare qualcosa come 5.000 m di dislivello che farebbero sobbalzare qualsiasi ciclista al solo pensiero.

“La salita finale sembrava una gara di endurance in mountain bike, è veramente terribile”, ha detto Vincenzo Nibali dopo aver provato il percorso due volte in ricognizione. “Sarà una gara difficile da gestire, dalla distribuzione dell’energia al cibo, dalle scelte tecniche alla scelta degli atleti per una squadra nazionale. Dopo averlo visto su carta, mi aspettavo un percorso difficile, ma testarlo è tutt’altra cosa. Molti altri ciclisti saranno sorpresi quanto me oggi “, ha detto il siciliano che, come si nota, non si sta crogiolando sul successo meraviglioso ottenuto alla Milano-Sanremo.

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo tricolore

Matteo Moschetti fenomeno del presente e del futuro?

Matteo Moschetti fenomeno della formazione Continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso.

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno nascente

Matteo Moschetti fenomeno del ciclismo italiano in assoluta rampa di lancio, il corridore attualmente in forza al team continental Polartec-Kometa, creata da Alberto Contador ed Ivan Basso sta stupendo tutti con un inizio di stagione davvero di assoluta qualità.

Matteo Moschetti fenomeno lo è sempre stato ma possiamo tranquillamente affermare che le sue eccellenti prestazioni nelle prime uscite da corridore internazionali sono andare ben oltre le più rosee aspettative.

Il ventunenne lombardo, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23, si è assolutamente ambientato tra gli élite con la maglia della Polartec-Kometa tanto che la Trek (per cui il team di Contador è la “cantera”) ha annunciato di aver siglato un accordo con il giovane talento per le stagioni 2019 e 2020.

Il corridore di Robecco sul Naviglio,classe 1996, vincitore nel 2017 del titolo nazionale under 23 con la maglia Viris, sinora ha già siglato qualcosa come sei le vittorie in stagione, cifra che lo porta al secondo posto al mondo al pari di Elia Viviani e alle spalle del solo Alejandro Valverde.

Se da una parte il pedale tricolore resta appesa al suo fuoriclasse, Vincenzo Nibali capace di azioni assolutamente incredibili come quella della scorsa Milano-Sanremo, dall’altro sta vedendo sbocciare alcuni talenti di primissimo livello.

Il ventunenne della Polartec-Kometa ha colto la sesta gioia del 2018 superando nella La Haye-Caen di 151 km il britannico Connor Swift della Madison Genesis e il tedesco Alexander Krieger della Leopard Pro Cycling.

“Moschetti? Ha una classe super. Incredibile” parola di Alberto Contador. Un commento sul giovanissimo passista veloce arriva anche da di Ivan Basso: “Matteo è un corridore tutto da scoprire. Ha privilegiato lo studio, e questo è un bene, e non s’è mai allenato con grande metodo. Lo vedevi e notavi che non era mai tirato, ma ciò gli assicura anche dei grandi margini di miglioramento. Sapevo che era forte, però confesso: sono sorpreso, non me l’aspettavo così tanto”.

Moschetti, con il quale abbiamo avuto modo di fare una interessante chiacchierata lo scorso mese di novembre è un ragazzo attento e dedico al lavoro, condizioni indispensabile come base per diventare un campione e, se il buon giorno si vede dal mattino, Matteo è sulla giusta strada per il successo.