Giro d’Italia 102 – Velocisti e Cacciatori di Tappe

Giro d’Italia: ecco i Velocisti e Cacciatori di Tappe

Giro d’Italia 102 analisi dei Velocisti e dei Cacciatori di Tappe che si sfideranno lungo la penisola da sabato 11 maggio 2019

Giro d'Italia

Foto Fabio Ferrari- LaPresse

Ad otto giorni dalla Grande Partenza del Giro d’Italia edizione numero 102, organizzato da RCS Sport/La Gazzetta dello Sport ed in programma dall’11 maggio al 2 giugno, ecco i principali velocisti e cacciatori di tappe della Corsa Rosa. Annunciato inoltre l’elenco degli iscritti al Giro 102.

I VELOCISTI

Elia Viviani (Ita, 30, Deceuninck – Quick Step)
Il vincitore di quattro tappe e della Maglia Ciclamino di leader della classifica a punti nel 2018 torna al Giro indossando la maglia tricolore di campione italiano. È stato il corridore professionista più prolifico della scorsa stagione con 18 vittorie ed ha iniziato quest’anno sulla stessa nota con vittorie al Tour Down Under, alla Cadel Evans Great Ocean Road Race, all’UAE Tour ed alla Tirreno-Adriatico. Il Giro 102 termina nella sua città natale, Verona, per dargli se possibile ulteriori motivazioni per replicare se non addirittura migliorare il risultato dello scorso anno.

Fernando Gaviria (Col, 24, UAE Team Emirates)
Il primo velocista colombiano di livello mondiale è diventato un vero campione, come da sue parole, da quando ha vinto quattro tappe e la Maglia Ciclamino del Giro100 a soli 22 anni. Da allora, è diventato il secondo colombiano a indossare la Maglia Gialla al Tour de France (dopo Victor Hugo Peña nel 2003). Ha iniziato la stagione 2019 – il suo primo anno con gli la UAE Team Emirates dopo tre anni con la Quick Step – da protagonista con vittorie di tappa alla Vuelta a San Juan in Argentina e all’UAE Tour, rimanendo però affamato di successi dopo una deludente campagna primaverile nelle Classiche del nord.

Caleb Ewan (Aus, 24, Lotto-Soudal)
Il razzo tascabile australiano ha corso due volte al Giro d’Italia. È andato vicino a vincere una tappa al suo primo tentativo (secondo dietro André Greipel na 12esima tappa a Bibione nel 2016) ed ha ottenuto la sua prima vittoria nella tappa di Alberobello nel 2017, Giro in cui è stato messo in secondo piano dalle prestazioni di Fernando Gaviria, imparando molto e trasferendosi dalla Mitchelton – Scott, squadra focalizzata alla Generale, ad una squadra più orientata alle vittorie di tappa e nelle corse di un giorno. Nel suo primo anno alla Lotto – Soudal, dove ha preso il posto di Greipel, ha ottenuto una convincente vittoria sull’Hatta Dam all’UAE Tour e, recentemente, due successi al Tour of Turkey che lo hanno messo sulla strada giusta per il Giro.

Arnaud Démare (Fra, 27, Groupama – FDJ)
Vincitore di tappa al Tour de France nel 2017 e nel 2018, l’ex campione nazionale francese ritorna al Giro d’Italia a cui ha preso parte in due occasioni (2012 e 2016). ma dove deve ancora attraversare per primo la linea del traguardo: è arrivato secondo due volte tre anni fa. Il vincitore della Milano-Sanremo 2016 non ha ancora ottenuto nessuna vittoria quest’anno e non è arrivato tra i primi 15 di nessuna delle Classiche di Primavera, sarà quindi affamato di risultati alla Grande Partenza in Emilia-Romagna.

Pascal Ackermann (Ger, 25, Bora – Hansgrohe)
Il team Bora – Hansgrohe non ha convocato Sam Bennett, il più prolifico sprinter del mondo del 2019 (sei vittorie) e vincitore di tre tappe al Giro d’Italia lo scorso anno, per dare priorità al campione nazionale tedesco Pascal Ackermann. È il velocista che più è migliorato nel 2018 con nove vittorie in volata di cui sei in gare UCI WorldTour (solo Viviani ha fatto meglio in corse di questo livello). La recente vittoria di Ackermann all’Eschborn-Frankfurt, sfidando molti tra i migliori velocisti al mondo, dimostra la sua ottima forma in vista del primo grande giro della sua carriera.

I CACCIATORI DI TAPPE

Bob Jungels (Lux, 26, Deceuninck – Quick Step)
Il campione nazionale del Lussemburgo sia a cronometro sia in linea ha un rapporto speciale con il Giro d’Italia, avendo indossato la Maglia Rosa nelle sue due precedenti partecipazioni: tre giorni nel 2016 e cinque giorni nel 2017. In entrambe le occasioni ha vinto la Maglia Bianca di miglior giovane e terminato rispettivamente sesto e ottavo in Generale. È tornato al Giro dopo un’assenza di un anno, dove ha partecipato al Tour de France finendo undicesimo. Un corridore versatile noto come specialista a cronometro che ha vinto anche la difficile tappa di Bergamo nel 2017. Avrà una carta da giocare per la Generale, ma può anche anche vincere una o più tappe.
Bob Jungels ha dichiarato: “Il Giro d’Italia è il mio grande giro preferito. Ho davvero bei ricordi in Italia, non vedo l’ora di tornare dopo la buona primavera e l’allenamento in quota a Sierra Nevada in preparazione. Finora tutto è andato molto bene. Il Giro prevede tre prove a cronometro quest’anno: un’ottima extra motivazione. Ho quelle nel mirino e forse altre tappe ma ho anche l’opportunità di guadagnare un po’ di tempo sugli scalatori. Il mio obiettivo sarà, come gli anni precedenti, anche quello di di ottenere un ottimo risultato in classifica generale. Sono molto rilassato e non vedo l’ora che si corra da Bologna fino all’ultimo giorno. Comunque vada”.

Victor Campenaerts (Bel, 27, Lotto Soudal)
Il nuovo detentore del Record dell’Ora non attende altro che tre prove individuali contro il tempo nel menu del Giro d’Italia 2019. Alla sua seconda apparizione in Italia quest’anno, ha vinto la crono di chiusura della Tirreno-Adriatico a marzo. Si è aggiudicato la medaglia di bronzo al Campionato del Mondo UCI a cronometro lo scorso anno dietro a Rohan Dennis e Tom Dumoulin, ma non ha ancora avuto un impatto in carriera sulla Corsa Rosa, sebbene sia giunto terzo (dietro agli stessi due corridori) nella crono di a Gerusalemme lo scorso anno.

Davide Formolo (Ita, 26, Bora – Hansgrohe)
All’età di 26 anni, Davide Formolo partecipa al Giro d’Italia per la quinta volta. Ha vinto la tappa di La Spezia nella sua prima partecipazione nel 2015 e si è trasformato in un corridore da Generale, finendo decimo assoluto negli ultimi due anni. Inoltre, ha chiuso nei primi 10 in sette delle 21 tappe dello scorso anno, tra cui secondo a Montevergine di Mercogliano e terzo sullo ad Osimo dietro a Simon Yates e Tom Dumoulin. Questi risultati lo indicano come uno dei più pericolosi cacciatori di tappe su percorsi difficili. Il suo recente secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liège dopo la vittoria della tappa del Montjuich alla Volta Catalunya hanno alzato le sue quotazioni in vista del 102esimo Giro. Se ce ne fosse bisogno, essendo veronese DOC, ci sono ancor maggiori aspettative per finire più in alto ai primi di giugno proprio in terra natale.

LE SQUADRE
Ecco le 22 formazioni al via, composte da 8 corridori ciascuna, con i principali iscritti.

UCI WORLDTEAMS – 18 (aventi diritto)

  • AG2R LA MONDIALE (FRA) – Gallopin, Vuillermoz
  • ASTANA PRO TEAM (KAZ) – Lopez, Ion Izaguirre
  • BAHRAIN – MERIDA (BRN) – Nibali, Pozzovivo
  • BORA – HANSGROHE (GER) – Majka, Formolo
  • CCC TEAM (POL) – Ten Dam, Ventoso
  • DECEUNINCK – QUICK – STEP (BEL) – Viviani, Jungels
  • EF EDUCATION FIRST (USA) – Modolo, Kangert
  • GROUPAMA – FDJ (FRA) – Demare, Sinkeldam
  • LOTTO SOUDAL (BEL) – Ewan, De Gendt
  • MITCHELTON – SCOTT (AUS) – Simon Yates, Nieve
  • MOVISTAR TEAM (ESP) – Landa, Amador
  • TEAM DIMENSION DATA (RSA) – Nizzolo, Gasparotto
  • TEAM INEOS (GBR) – Bernal, Moscon
  • TEAM JUMBO – VISMA (NED) – Roglic, van Emden
  • TEAM KATUSHA ALPECIN (SUI) – Zakarin, Battaglin
  • TEAM SUNWEB (GER) – Dumoulin, Bakelants
  • TREK – SEGAFREDO (USA) – Mollema, Brambilla
  • UAE TEAM EMIRATES (UAE) – Gaviria, Ulissi

UCI PROFESSIONAL CONTINENTAL TEAMS – 4 wild card

  • ANDRONI GIOCATTOLI – SIDERMEC (ITA) – Masnada, Cattaneo
  • BARDIANI CSF (ITA) – Barbin, Maestri
  • ISRAEL CYCLING ACADEMY (ISR) – Cimolai, Sbaragli
  • NIPPO – VINI FANTINI – FAIZANÈ (ITA) – Canola, Lobato
FONTE COMUNICATO STAMPA

Record dell’ora nel ciclismo la storia completa

Record dell’ora la storia di questa prova

Record dell’ora la storia di questa prova: dal primato di Henri Desgrange a quello di Victor Campenaerts passando per tante imprese memorabili

Record dell'Ora, Francesco Moser

Record dell’Ora, Francesco Moser

Record dell’ora è una disciplina del ciclismo su pista in cui un’atleta è chiamato a percorrere, nel lasso di tempo di un’ora, la maggior distanza partendo da fermo. Trattasi chiaramente di una prova a carattere individuale in cui sono utilizzate biciclette a “scatto fisso” il che rende la scelta del rapporto da impiegare una delle variabili tattiche per aumentare la possibilità di offrire la migliore performance possibile.

Va ricordato che, secondo il regolamento ufficiale, la distanza percorsa viene sancita rilevando il tempo alla conclusione del giro successivo dopo lo scattare del sessantesimo minuto di corsa.

Record dell’ora nel ciclismo: la storia

Questa sfida venne ideata dal giornalista e ciclista francese Henri Desgrange (che poi divenne patron del Tour de France) bel 1893. Proprio Desgrange fu il primo a stabilire il record percorrendo 35,325 km. La prova andò velocemente a colpire la fantasia degli appassionati e dei ciclisti e divenne un vero e proprio culto in pochi anni e già ad inizio del XIX secolo il record superò la barriera dei 40 chilometri percorsi. Alla vigilia del primo conflitto mondiale Oscar Egg stabilì il Record dell’Ora di 44,247 chilometri che durò quasi vent’anni.

Nel 1933 Francis Faure superò il primato stabilito da Egg con 45,055 km utilizzando una bicicletta reclinata motivo per cui il suo record venne annullato l’anno successivo, fu quindi Giuseppe Olmo nel 1935 il primo a superare la barriera dei 45 chilometri.

Nel 1942 in piena Seconda Guerra Mondiale, Fausto Coppi, al Velodromo Vigorelli di Milano fissò il primato a 45,798 chilometri. Il primato del Campionissimo durò ben 14 anni quando fu Jacques Anquetil a prendersi il record ma, sempre nello stesso anno, Ercole Baldini, ancora dilettante, riportò in Italia il primato.

Nel 1972 Eddy Merckx, che sfiorò la barriera dei 50 chilometri stabilendo il nuovo primato in 49,431. Dodici anni dopo, a Città del Messico, ecco i due famosi record di Francesco Moser con le altrettanto famose “ruote lenticolari”.

Nove anni dopo (il 17 luglio 1993) uno sconosciuto dilettante scozzese, tale Graeme Obree, con una bicicletta da lui progettata e realizzata (denominata Old Faithful) che gli consentiva una posizione in sella particolarmente aerodinamica conquistò il Record dell’ora percorrendo 51,596 km.

Dopo essere stato spodestato da Chris Boardman a meno di sette giorni dal record, il 27 aprile 1994 fu ancora Graeme Obree a stabilire il primato, fermandosi a 52,713 km.

Le biciclette avveniristiche impiegate in quegli anni ridiedero smalto a questa prova tanto che si susseguirono i tentativi degli specialisti della cronometro da Miguel Indurain a Tony Rominger

Nel 1995 l’UCI decise di vietare la posizione in sella utilizzata da Obree e nel 2000 decise di annullare i record ottenuti grazie a biciclette speciali. I record con bici “non conformi” vennero categorizzati come “Miglior prestazione umana sull’ora” così che il vero Record dell’Ora tornò ad essere quello di Merckx del 1972.

Nel 2000 Boardman, ormai prossimo al ritiro, decise di provare il record con una bicicletta tradizionale e ottenne il nuovo primato con 49,441 chilometri ossia solo 10 metri in più del belga. Cinque anni dopo un semi-sconosciuto polacco Ondřej Sosenka, fece registrare il nuovo record a 49,700 km.

Nel 2014, l’UCI apre la possibilità di impiegare biciclette da pista facendo tornare interesse attorno al Record dell’Ora.

Il 18 settembre 2014 Jens Voigt, quarantenne ciclista tedesco, nel velodromo svizzero di Grenchen percorse 51,115 km ma dopo appena un mese ad Aigle Matthias Brändle arriva a percorrere 51,852 km.

L’8 febbraio 2015, Rohan Dennis, fresco vincitore del Tour Down Under, ottiene il primato di 52,491 km.

Il 2 maggio è la volta del britannico Alex Dowsett di migliorare il record 52,937 km sul velodromo di Manchester. Poco più di un mese ed è Sir Bradley Wiggins a suo il record dell’ora percorrendo 54,526 km sulla pista del velodromo olimpico Lee Valley VeloPark di Londra.

Il 16 aprile 2019, in Messico è il belga Victor Campenaerts a superare il limite dei 55 km, portando il record a 55,089 km migliorando la prestazione di Wiggins di 563 metri

Record dell’ora: la ricerca tecnologica

Il tentativo di record dell’ora di Eddy Merckx segnò l’inizio della sperimentazione (a volte anche esasperata) di nuove tecnologia. In quell’occasione Ernesto Colnago presentò una bicicletta ultraleggera (poco più di 5kg di peso totale). In realtà quella bici esasperava il peso senza puntare all’aerodinamicità vero elemento cardine delle prestazioni contro il tempo.

Nel record del 1984 di Moser il mondo conobbe le “ruote lenticolari applicate ad una bicicletta in cui era l’aerodinamica il punto forte (il peso era uguale alla bicicletta usata da Fausto Coppi) assieme alla rigidità del telaio.

Incredibile fu la soluzione adottata da Graeme Obree con una bici che permetteva la posizione posizione “a uovo” particolarmente favorevole dal punto di vista aerodinamica. La leggenda vuole che per costruirla, lo stesso Obree utilizzò pezzi della lavatrice di casa.

Moser provò a riprendersi il record utilizzando una bicicletta non riuscendovi (ma stabilendo il proprio primato personale). Proprio questa esasperazione della forma delle biciclette spinse l’UCI a cancellare i record stabiliti dopo la prova di Mercks del ’72.

Altro campo di sperimentazione è legato alla collocazione geografica dei velodromi. L’aria rarefatta presente in altura limita la resistenza dell’aria così molti record sono stati registrati a Città del Messico posta ad oltre 2000 metri sopra il livello del mare.

La consapevolezza che la rarefazione dell’aria comporta problemi respiratori di non poco conto ha spinto i ciclisti a tornare a velodromi a livello del mare (come nel caso del record di Wiggins).

Eddy Merckx: complimenti a Campenaerts!

Eddy Merckx sul nuovo record dell’ora: incredibile!

Eddy Merckx, cinque volte vincitore del Tour de France, celebra il successo del connazionale Victor Campenaerts nel Record dell’Ora.

Eddy Merckx

Eddy Merckx

Eddy Merckx, cinque volte vincitore del Tour de France, ha pubblicamente elogiato il connazionale Victor Campenaerts della Lotto Soudal che ieri ha stabilito il nuovo Record dell’Ora coprendo la distanza di 55.089 chilometri e battendo il precedente primato di Bradley Wiggins del 2015 di 563 metri.

I complimenti di Merckx hanno un doppio valore non solo per la grandezza riconosciuta del “Cannibale” ma anche perché proprio Eddy fu l’ultimo belga a detenere il Record dell’Ora stabilito nel 1972.

“Devo dire congratulazioni – ha detto Merckx ai microfoni di  VTM Nieuws – È un traguardo incredibile superare i 55 chilometri. Tanto di cappello a Victor, perché so perfettamente cosa vuol dire pedalare così per un’ora.”

Il record di Merckx di 49.431 km aveva resistito per 12 anni e, come nel caso di Campenaerts, era stato stabilito in Messico ma nel caso del Cannibale presso il velodromo all’aperto a Città del Messico utilizzando una bicicletta pressoché da strada.

Fu il nostro Francesco Moser nel 1984 a strappare il record al belga stabilendo prima la distanza di 50.809 km, per poi alzare il proprio record quattro giorni dopo a 51.151 km. Il trentino aveva adoperato, una speciale bicicletta entrata nella storia grazie all’impiego delle “ruote lenticolari” (a disco pieno invece che a raggi) che fecero proprio in quell’occasione il loro debutto (la bicicletta è oggi esposta presso il Museo del ciclismo alla Madonna del Ghisallo).

Nel corso degli anni altri atleti segnarono nuovi primati ma le biciclette impiegate vennero successivamente ritenute “fuori legge” così che il record tornò sulle spalle proprio di Eddy Merckx fino a quando ma il britannico Chris Boardman fu nuovamente in grado di batterlo nel 2000.

 

Nel 2014, le regole sono state nuovamente riviste consentendo di impiegare biciclette da pista come quella impiegata da Campenaerts nella sua impresa.

A salutare festosamente il nuovo record è stato anche Sir. Bradley Wiggins che, pur perdendo il proprio primato, non ha mancato di mandare al belga i propri complimenti: “Chapeau, Victor, my man”, ha twittato sul proprio acciunt l’inglese (@SirWiggo) aggiungendo un’emoji di un  pugno.

 

Victor Campenaerts Record dell’Ora: 55,089 km

Victor  Campenaerts Record dell’Ora stabilito!

Victor Campenaerts ha stabilito il nuovo record dell’ora, in altura, migliorando di 563 metri il primato di Bradley Wiggins

Victor Campenaerts Record dell'Ora

Victor Campenaerts Record dell’Ora

Victor Campenaerts ha stabilito il nuovo Record dell’Ora al Velodromo Aguascalientes di Città del Messico, percorrendo 55,089 km. Il record precedente era detenuto da Bradley Wiggins che a  Londra il 7 giugno 2015 aveva macinato 54,526 km.

Il record registrato dal britannico a Lee Valley Park  sembrava granito e imbattibile invece il belga, dopo mesi di maniacale preparazione, è riuscito a conquistare il primato nell’impianto centroamericano.

Victor Campenaerts è partito molto forte, percorrendo i primi 10 chilometri all’impressionante media di 54.758 km/h. Nella parte centrale della prova il belga ha vissuto un calo fisiologico ma il tutto è stato finalizzato a dosare le forze per andare a conquistare il nuovo Record dell’Ora.

A metà gara, il 27enne ha ricomposto la sua pedalata segnando anche i 16,3 secondi di giro e coprendo 27,75 km in poco più di 30 minuti.

Subito dopo aver conquistato il primato, il pensiero di Campenaerts è andato al grande amico e compagno di squadra Stig Broeckx che a seguito di un terribile incidente è rimasto in coma diversi mesi:

“Stig, ora come promesso potremo andare a mangiare un pancake” ha esultato Victor.

Nella sua carriera, il corridore belga ha ottenuto sei successi tra cui spiccano due campionati europei a cronometro e la frazione contro il tempo di  San Benedetto del Tronto alla Tirreno Adriatico. A settembre 2018 aveva conquistato il terzo posto a cronometro ai Mondiali di Innsbruck.

Il Record dell’Ora è certamente una perla che impreziosisce la carriera di un ciclista un po’ sottovalutato che ha fatto delle prove contro il tempo il suo punto di forza. Il nuovo primato rialza i riflettori su una prova prestigiosa come quella “dell’Ora” che in passato aveva un fascino lentamente decaduto.

Victor  Campenaerts Record dell’Ora: le parole

“E ‘stato davvero difficile, soprattutto perché ero un po’ ottimista nei primi 30 minuti. Devi essere ottimista, ma dopo mezz’ora era molto importante impostare un nuovo ritmo un po’ più lento. Ho rallentato un po’, ma penso che in quasi ogni parte della gara ero un po’ più veloce di Wiggins “, ha detto Campenaerts.

“Ho lavorato molto duramente e molto a lungo per questo: il team mi ha supportato e mi ha dato il 100% di fiducia, e penso che sia importante dare una buona risposta a questa fiducia”.

 

 

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019

Roglic re della Corse dei due Mari

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 scavalcando, nella cronometro conclusiva, il leader della generale Adam Yates. Crono a Campenaerts

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 (fonte pagina twitter)

Roglic vince la Tirreno-Adriatico 2019 contraddistinta da grande equilibrio e da un finale per cuori forti. Il fenomeno sloveno del Team Jumbo–Visma scavalca il leader secondo Adam Yates (Mitchelton – Scott) che deve abdicare per un solo secondo.  Erano 25 i secondi che dividevano in classifica i due e, nell’ormai consueta cronometro che conclude la Corsa dei due Mari, Primoz è riuscito nell’impresa che pochi prevedevano, di recuperarne addirittura 26 ed andare a conquistare la breve corsa a tappe italiana.

Una lotta sul filo dei metri o dei centimetri che ha visto il britannico beffato proprio sulla linea d’arrivo. Lo scalatore di Bury non ha potuto far altro che arrendersi al responso dell’orologio che gli ha tolto il segno del primato, appunto, per un solo secondo.

La vittoria nella cronometro è andata a Victor Campenaerts della Lotto Soudal fenomeno di specialità che il prossimo mese sarà impegnato nel tentativo di conquista del record dell’ora e che vede nella prova odierna un segnale incoraggiante circa il suo stato di forma.

La maglia azzurra, simbolo del primato, finisce sulle spalle di Primoz Roglic che prosegue nel suo cammino di avvicinamento al Giro d’Italia. Ad appena due settimane dalla conquista dell’UAE Tour ecco un favoloso bis che lo spinge in modo importante verso il vertice del ciclismo mondiale.

Il podio finale è completato dal corridore dell’Astana Jakub Fuglsang che ha difeso il buon margine iniziale dall’esperto cronoman Tom Dumoulin. Scorrendo la classifica finale balza all’occhio la totale assenza di italiani nella Top ten, il migliore dei nostri, infatti, è Alberto Bettiol (EF Drapac) che chiude la Tirreno undicesimo ma forte del secondo posto nella crono odierna).

 

Victor Campenaerts: perché non mi controllano?

Victor Campenaerts: “nessun controllo antidoping”

Victor Campenaerts ha raccontato a Het Nieuwsblad la sua frustrazione per i mancati controlli antidoping nel suo ritiro in Africa

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts (fonte pagina Facebook)

Victor Campenaerts ha parlato con la testata Het Nieuwsblad spiegando la sua frustrazione per una situazione al limite del paradossale che lo vede protagonista.

“sono un ciclista di fama mondiale, Sono uno dei migliori cronoman al mondo, sono da un mese in un paese esotico ad allenarmi e nessuno è venuto a controllarmi. Nell’opinione comune qualcuno potrebbe pensare che sono in Africa per scappare ai controlli ma non è così anzi ho mandato una lettera specificando la mia localizzazione e chiedendo per favore di venire a controllarmi ma non ho visto nessuno”.

Uno sfogo schietto e diretto quello di Victor Campenaerts per una vicenda al limite dell’assurdo: un corridore che chiede di essere controllato per dimostrare la sua trasparenza e, in generale, quella dello sport ma che non viene ascoltato.

Il Campione Europeo a cronometro in carica si sta allenando in Namibia non solo per la stagione sempre più imminente ma anche per tentare il record dell’ora.

“mandare i controlli fin qui potrebbe essere un inutile costo perché sono pulito ma questo lo so io ed è un vero peccato che nessuno si sia presentato nell’ultimo mese. Tanti big e tanti miei rivali come Tom Dumoulin e Rohan Dennis hanno avuto crescite costanti e non posso avere nessun dubbio sulla loro pulizia ma penso che se fossero andati ad allenarsi, come ho fatto io, in un posto lontano avrei avuto piacere se fossero stati controllati”.

Nell’idea di Campenaerts c’è, come detto, l’intenzione di dare l’assalto al record di 54.526 km di Wiggins ottenuto nel 2015 al Velodromo di Lee Valley. Il tentativo del belga dovrebbe avvenire il prossimo mese di aprile in aprile, nel famigerato velodromo di Aguascalientes in Messico, che si trova a 1.887 metri sopra il livello del mare.

Nel 2018, sia Martin Toft Madsen che Dion Beukeboom si sono recati ad Aguascalientes per tentativi di record ma entrambi hanno mancato il bersaglio poco più di 800 metri.

Proprio ad Aguascalientes, lo scorso mese di settembre la nostra Vittoria Bussi ha fatto segnare  il nuovo record femminile di 48.007 km.

 

Rohan Dennis Campione del Mondo a Cronometro

Rohan Dennis è il nuovo campione mondiale a cronometro

Rohan Dennis domina in lungo e in largo la prova a cronometro  di Innsbruck e si laura Campione del Mondo 2018

Rohan Dennis

Rohan Dennis

Rohan Dennis è il re delle cronometro, l’ha dimostrato per tutto l’anno e l’ha confermato nella prova contro il tempo dei Mondiali di Ciclismo di Innsbruck 2018. Dopo aver conquistato le prove contro il tempo all’Abu Dhabi Tour, alla Tirreno–Adriatico, al Giro d’Italia e alla Vuelta a Espana per ben due volte anche la maglia iridata è andata sulle sue spalle.

Quella di Innsbruck è la classica ciliegina sulla torta di una stagione da incorniciare in cui il ciclista della BMC si è dimostrato un cannibale quando le lancette dell’orologio scandiscono le pedalate. Rohan Dennis  ha chiuso la prova mondiale ad una media di 49.600 km/h infliggendo ben 1.21″ al campione uscente Tom Dumoulin, arrivato sul traguardo deluso e stremato dallo sforzo.

Il distacco tra Rohan Dennis e l’ex campione del mondo è stato talmente netto che ha sancito la superiorità dell’australiano e la “sconfitta” del corridore della Sunweb che quest’anno nelle prove contro il tempo è sempre stato battuto (al Giro, al Tour e ora al Mondiale). L’olandese ha preceduto di appena un secondo il terzo classificato, il belga Victor Campenaerts. Finisce ai piedi del podio il polacco Michal Kwiatkowski seguito da Nelson Oliveira.

Molto indietro i due azzurri in gara: Alessandro De Marchi e Fabio Felline finiscono a ridosso de primi trenta.

Victor Campenaerts si scontra con il fan ubriaco

Victor Campenaerts cade colpito da un fans ubriaco!

Victor Campenaerts è caduto durante la prova del Campionato nazionale belga per colpa di un tifoso ubriaco che l’ha urtato.

Victor Campenaerts a terra

Victor Campenaerts a terra

Victor Campenaerts questi campionati nazionali del Belgio se li ricorderà sicuramente per un pezzo, non per aver conquistato l’ambita maglia ma per una caduta assolutamente evitabile che gli è costata la corsa.

Il ciclista originario di Wilrijk aveva iniziato molto bene la prove nazionali conquistando il titolo di Campione Belga a Cronometro disciplina di cui è uno specialista.

Tutto è accaduto quando il corridore stava comandando la corsa a poco più di sei chilometri dall’arrivo quando un tifoso ubriaco ha attraversato la strada incurante del passaggio dei ciclisti. Inevitabile l’impatto con il corridore che è caduto a terra rimediando una brutta botta.

A ottenere la vittoria finale è stato Yves Lampaert della Quick-Step Floors ha tagliato il traguardo per primo.

Victor Campenaerts: ugualmente soddisfatto

“Avrei preferito che un mio compagno del team Lotto-Soudal vincesse la maglia di Campione su strada, ma sono contento per il mio amico e avversario Yves Lampaert e ho poi ho vinto la crono e questo può bastarmi” ha scritto Victor sui social network.

Il presidente del fan club Lampaert si è rivolto a Campenaerts dopo aver visto il suo messaggio Instagram per porgere le sue scuse.

“Victor come presidente del fan club di Yves Lampaert e appassionato di ciclismo, vorrei scusarmi per l’incidente nell’ultima gara- ha scritto Bert Wanwijnsberghe – devi sapere che abbiamo molto rispetto per ogni corridore del gruppo. E certamente anche per un campione come te”.

Campenaerts ha apprezzato il gesto e ha risposto: “Bert, apprezzo davvero questo messaggio! Ieri ha vinto il più forte”.

Parlando con il quotidiano belga, Het Nieuwsblad, il pilota del Lotto Soudal ha scherzato incolpevolmente sui fan del vincitore: “E’ stata una situazione paradossale un fan di Lampaert stava salutando l’elicottero e non mi ha visto sopraggiungere, non ho fatto in tempo a cambiare direzione e mi sono trovato a terra – ha continuato Campenaerts – la gente lungo la strada offre un bello spettacolo ma deve rimanere ai margini della carreggiata”.

Sembra che Campenaerts non avrà l’opportunità di riscattarsi al prossimo Tour de France. Il suo nome, infatti, non appare nella preselezione che ha pubblicato il sito ufficiale di Lotto Soudal alcuni giorni fa. I prescelti sono André Greipel, Thomas De Gendt, Jasper De Buyst, Jelle Vanendert, Jens Keukeleire, Marcel Sieberg, Tiesj Benoot e Tomasz Marczyski.

Il Giro parte da dove era finito: ecco Dumoulin

Il Giro parte nel segno di Tom Dumoulin

Il Giro d’Italia prende il via da Gerusalemme e lo fa nel segno di Tom Dumoulin, il campione della Sunweb fa sua la cronometro iniziale. Male l’attesissimo Froome.

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro riparte da Dumoulin

Il Giro d’Italia parte nel segno della continuità. Avevamo lasciato Tom Dumoulin festante sul podio e così lo ritroviamo con una maglia rosa che luccica sopra quella di campione del mondo a cronometro. Proprio una prova contro il tempo ha inaugurato il #Giro101, lunghezza 9,7 km, il migliore è stato l’olandese che ha preceduto Rohan Dennis e Victor Campenaerts.

L’olandese è apparso naturalmente felice: “è andato tutto bene, non so se riuscirò a tenere la maglia nei prossimi giorni, sono contento della mia condizione ma la corsa dura tre lunghe settimane e tante cose possono accadere”.

La sorpresa di giornata è stata il nostro Domenico Pozzovivo che era partito con l’obiettivo di fare classifica in questa edizione della corsa rosa e che ha colpito tutti chiudendo a 27’’ con lo stesso tempo del quattro volte campione del mondo contro l’orologio Tony Martin. Domenico non nasconde la gioia per la sua performance: “sono partito forte e ho dato tutto, fino alla morte, sono quindi riuscito a fare davvero una buona cronometro”.

Tra i big c’è sa segnalare la brutta prova dell’attesissimo Chris Froome che è stato vittima di una caduta durante la ricognizione della mattina e ha “misurato” l’asfalto riportando una botta al fianco. Sembra quindi proseguire la maledizione del Team Sky con la corsa rosa.

Non ha brillato il nostro Fabio Aru che però non fa drammi: “considerando le mie caratteristiche era prevedibile perdere del terreno, ci sono 20 giorni di corsa davanti a noi”.

 

Bene il corridore della Mitchelton-Scott Simon Yates, 7° a solo 20’’ di svantaggio; mentre limita i danni il francese Thibaut Pinot, arrivato a 33’’ dal vincitore.

Da segnalare che Kanstantin Siutsou, gregario di Domenico Pozzovivo, nel team Bahrein è scivolato (come Froome) durante la ricognizione ed è stato trasportato in ospedale con una possibile frattura ad una vertebra.

 

Lotto Fix All al Giro lista dei partenti

Lotto Fix All al Giro d’Italia senza ambizioni di classifica

Lotto Fix All al Giro d’Italia per la prima volta dal 2015 priva di André Greipel punterà tutto sulle performance di Tim Wellens

Lotto Fix All al Giro d'Italia

Lotto Fix All al Giro d’Italia

Lotto Fix All al Giro d’Italia si presenterà come di consueto con un roster a senza ambizioni di classifica ma, per la prima volta dal 2015, non avrà in André Greipel la migliore opzione per tornare a casa con un successo.

A guidare la squadra uno dei corridori più attesi, se non altro per lo spettacolo che potrà regalare nelle frazioni intermedie, ovvero sia Tim Wellens, capace di far sua la tappa di Roccaraso nell’edizione 2016.

Per le volate il capitano sarà Jens Debusschere, che sarà pilotato da Tosh Van der Sande, il quale potrà destreggiarsi anche negli sprint ridotti.

La formazione punta a indossare la prima maglia rosa grazie a Victor Campenaerts: il campione europeo della cronometro ha fatto della prova di Gerusalemme l’obiettivo della prima parte di stagione.

Altro cacciatore di tappe sarà Sander Armée, che alla Vuelta 2017 ha saputo conquistare una bella frazione  al termine di una lunga fuga. Il debuttante Frederik Frison  fungerà da gregario, al pari dell’esperto danese Lars Ytting Bak. Completa il quadro il fenomenale highlander Adam Hansen, al ventesimo grande giro consecutivo e che chiuderà dopo la Corsa Rosa questo lungo e forse irripetibile filotto.