Bici Zen: Ciclismo urbano come meditazione. La recensione

Bici Zen: Ciclismo urbano come meditazione

Bici Zen: Ciclismo urbano come meditazione di Juan Carlos Kreimer edito da UTET, recensione del libro

Bici Zen

Bici Zen

Bici Zen: Ciclismo urbano come meditazione. Diciamolo quanti di noi, uscendo a pedalare magari una domenica mattina ha utilizzato il tempo trascorso a pedalare non solo come esercizio fisico per dare peso o migliorare le proprie performance ma anche come uno strumento per meditare. La bicicletta è uno dei modi migliori per staccare la mente dia pensieri della quotidianità e rigenerarsi.

E’ quindi facile comprendere come il binomio bicicletta e zen è spontaneo e naturale. Spesso si l’idea di meditazione con l’immagine di un signore a gambe incrociate immobile a riflettere. La meditazione però può avvenire in tante forme ed essendo la meditazione un’attività di “purificazione” anche il pedalare può essere un modo per eliminare le scorie della vita.

Bici Zen effettua un’analisi di come la bicicletta, vista come estensione del corpo, possa creare un “allineamento” tra corpo e mente generi un flusso di energia (detto élen vitale) che può fluire più liberamente e con naturalezza attraverso il gesto della pedalata.

Il libro aiuta a comprendere come l’atto del pedalare, ormai entrato nella quotidianità delle persone come oggetto ricreativo (più che come reale mezzo di trasporto), possa generare effetti che vanno oltre il benessere fisico in quanto arrivano a favorire il benessere psichico e “l’allineamento”.

Bici Zen: Ciclismo urbano come meditazione scritto da Juan Carlos Kreimer edito da UTET è un libro assolutamente interessante in cui l’autore analizza gli effetti che anche pochi minuti di pedalata possono lasciare nel ciclista amatoriale aprendo le porte a un’esperienza intima capace di risvegliare la nostra essenza profonda. Insomma non è necessario sedersi a gambe incrociate per arrivare alla percezione dell’energia che attraversa il corpo ma è possibile avere gli stessi effetti pedalando in armonia con la natura e con se stessi.

“La bicicletta offe un senso di liberazione e altre emozioni simili a quelle che si vivono durante un rapporto sessuale”

Juan Carlos Kreimer è nato a Buenos Aires nel 1944 ed è conosciuto come uno dei primi cronisti controculturali. Il suo libro “Punk. The Young Death ha raccontato la storia dei primi punk americani e inglesi.
Tra i suoi primi lavori ci sono “Beatles & Co” (1968) e “¡Agarrate! Testimonianzedel rock argentino” (1970).  Nel 1982 ha iniziato il suo percorso di pratica Zen. Da allora medita e va in bici ogni giorno, ed è convinto che sia possibile fare entrambe le cose nello stesso tempo.

Titolo: Bici Zen 
Autore: Juan Carlos Kreimer 
Genere: Saggistica 
Casa editrice: UTET 
Data di Pubblicazione: 16 aprile 2019 
Formato: Cartaceo 
Pagine: 176 

Gli italiani al Tour de France, recensione del libro

Gli italiani al Tour de France di Giacomo Pellizzari

Gli italiani al Tour de France scritto da Giacomo Pellizzari, un libro che ripercorre le gesta dei nostri atleti nella corsa più famosa al mondo

Gli italiani al Tour de France

Gli italiani al Tour de France

Gli italiani al Tour de France è un libro scritto dalle sapienti mani di Giacomo Pellizzari (che abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scorso anno in occasione dell’uscita di Storia e geografia del Giro d’Italia) ed edito da UTET.

Storicamente la Grande Boucle è la corsa più ambita dai ciclisti di tutto il mondo, un evento che per popolarità è secondo solo ai Mondiali di Calcio e ai Giochi Olimpici. La dicotomia tra Tour e Giro è nota a tutti gli amanti del ciclismo. La corsa rosa è quasi una festa popolare (anche se negli ultimi anni l’organizzazione sta facendo passi da giganti) mentre, anche un po per lo sciovinismo francese, la corsa in giallo ha da sempre i crismi dell’evento pubblicizzato e pompato.

La rivalità che negli anni ha diviso italiani e francesi nel tifo per i propri atleti ha aiutato a generare il mito del Tour de France tra i ciclisti tricolori tanto da essere cantati “… e i francesi ancor si incazzano”.

Tante storie di corridori italiani si sono intrecciate nel corso degli anni con la Grande Boucle, dalle più belle alle più drammatiche. Dalla prima vittoria tricolore data 1924 con Ottavio Bottecchia all’ultima di Vincenzo Nibali, da Fausto Coppi a Gino Bartali è stato un susseguirsi di emozioni. Dalla rivalità tra Gianni Bugno e Claudio Chiappucci che forse favorì Miguel Indurain alla storica accoppiata Giro-Tour di Marco Pantani del 1998, il libro ripercorre come in fotogrammi attimi diventati storici.

Non può magare un ricordo dell’indimenticato e indimenticabile Fabio Casartelli tragicamente morto per una terribile caduta nella discesa dal Portet d’Aspet

Gli italiani al Tour de France  è il racconto di un grande viaggio (anzi di 104 grandi viaggi) alla caccia di un sogno tra polvere, fatica, lotte, delusioni amarezze e tante gioie che, dai periodi del ciclismo pionieristico ed epico ad oggi, da sempre affascina i ciclisti di tutto il mondo.