Marta Bastianelli intervista esclusiva per Ciclonews

Marta Bastianelli intervista esclusiva per www.ciclonews.biz

Marta Bastianelli

Marta Bastianelli

Marta Bastianelli è una delle colonne del ciclismo italiano. Nata a Velletri, Marta è stata campionessa del mondo in linea Elite a Stoccarda nel 2007 a soli 20 anni. Il matrimonio con Roberto De Patre e la nascita della piccola Clarissa, lo scorso anno, sono stati fonti di stimolo per mantenersi ad alto livello nel mondo del ciclismo. Di recente Marta, attulamente in forza alla Alè Cipollini, si è aggiudicata il Gran Premio Beghelli.

Ciao Marta e grazie per aver accettato questa intervista

Grazie a voi per avermi invitata, è un piacere!

Ci racconti come è nata la passione per il ciclismo?

Ho iniziato a praticare il ciclismo all’età di dieci anni. Il ciclismo era lo sport di famiglia, soprattutto mio zio era veramente appassionato di questa disciplina e i miei cugini correvano in una squadra. I loro allenamenti si svolgevano al pomeriggio e io, dopo aver fatto i compiti, mi recavo a vedere i loro allenamenti. Li è nata la mia passione per questo sport. Devo dire che i miei genitori consideravano un po’ troppo “da maschio” il ciclismo, mi dicevano che mi avrebbe richiesto troppo impegno e sacrificio ma io sono sempre stata molto testarda e non ho mollato.

Il ciclismo è uno sport di fatica che richiede dedizione e impegno quanto ha influenzato la tua adolescenza ?

Se devo essere sincera, all’inizio ho interpretato questo sport come uno splendido gioco, non badavo troppo al fatto che fosse così duro e così impegnativo. Come ti dicevo i miei genitori non erano completamente convinti della mia scelta perché sapevano quanto impegno avrei dovuto mettere e piano piano me ne sono resa conto anche io ma sinceramente il peso di non fare alcune attività perché impegnata con il ciclismo non l’ho mai minimamente sentito. Le emozioni che mi ha regalato fin da subito il ciclismo le altre cose non me le davano e cosi non rimpiango nulla di quello che non ho fatto per dedicarmi a questo sport.

Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo che applichi anche nella vita e perché lo suggeriresti a una ragazza che vuole iniziare?

Come ti dicevo prima, per me il ciclismo è stata una palestra incredibile, mi ha fatto provare emozioni uniche e ha formato in modo perfetto (o almeno spero) il mio carattere. Ho fatto dei sacrifici ma che non hanno mai pesato sul mio modo di essere e, appunto, questo è uno dei valori che ho appreso: sapere che ci vuole sacrificio e impegno nella vita ma che se ti applichi puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Da ragazza so che c’è un po di diffidenza attorno a questo sport duro e faticoso e per molti adatto solo agli uomini ma ad una ragazza che mi chiedesse un consiglio direi di provare, perché il ciclismo le darà le opportunità per testare e allenare il proprio carattere.

Hai una carriera piena di soddisfazioni, c’è una corsa che ti ha particolarmente emozionata?

Beh se ripercorro mentalmente la mia carriera credo sia fin troppo facile parlarti del Mondiale di Stoccarda del 2007. Non capita a tutti di poter vincere in una gara iridata a soli 20 anni. Non potrò mai dimenticare  la fuga di 15 km, da sola con l’adrenalina a mille e un po’ di paura di non farcela e poi tagliare il traguardo felici, quasi incredula. Piangere su quel podio con al collo la medaglia d’oro mentre suona l’inno Italiano, credo sia troppo facile indicarlo come momento più alto della mia vita sportiva.

Cosa ama fare Marta Bastianelli nel tempo libero?

Beh come credo molte mie colleghe possano dire, il ciclismo non lascia molto tempo a disposizione per se stesse. Io però ho una carriera ben avviata e so come gestirmi tra ciclismo e vita privata. Ho poi la fortuna di avere una splendida famiglia e la mia piccola Clarissa a cui dedico tutto il mio tempo libero. L’emozione di essere diventata mamma è superiore ad ogni altra situazione della vita, ti dà una forza e una consapevolezze e un desiderio di donare amore a quella piccola creatura che ho portato in grembo che nemmeno avrei immaginato.

Ascolti musica quando ti alleni o quando sei in casa?

Si mi piace molto ascoltare musica, diciamo che sono una ragazza con gusti abbastanza comuni. Mi piace la musica italiana che sa trasmettermi emozioni, è più facile che mi entri nel cuore ma devo dire che ho un debole per i Coldplay che mi rilassano moltissimo e la musica latina che mi dà, invece, la carica.

C’è un ciclista o una ciclista che Marta Bastianelli ammira particolarmente?

In questo momento, credo di dire un nome banale, faccio il tifo per Peter Sagan, è un corridore fortissimo e un personaggio dentro e fuori le corse, sa non essere banale ed è una cosa che ammiro molto poi è veramente un fenomeno e lo ha dimostrato anche al recente Mondiale di Bergen. Tra i miei miti però voglio citarti due corridori italiani che ora non ci sono più ma che hanno dato tantissimo a questo sport sotto il profilo professionale ma, lasciamelo dire, soprattutto sotto quello umano: Marco Pantani e Michele Scarponi. Ho sempre una predilezione per chi, ok è forte sui pedali, ma sa anche trasmettere emozioni personali.

Tra le donne sicuramente ho amato come atleta Fabiana Luperini, lei è stata davvero una campionessa eccezionale che ha contribuito a dar lustro al ciclismo femminile italiani. Ora ho la fortuna di averla come direttore sportivo e posso dire che è veramente una persona speciale oltre che un tecnico davvero molto preparato.

 

Chiudiamo parlando di sport in generale, segui altre discipline oltre al ciclismo?

Si mi piace lo sport in generale con una predilezione per il nuoto e l’atletica, se devo citarti un mio “mito” extraciclismo non ho alcun dubbio a dire Usain Bolt ma quando ci sono le gare internazionali non riesco ad essere obiettiva il mio tifo va sempre e comunque per gli atleti azzurri.

 

 

Intervista ad Edward Ravasi

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Intervistiamo oggi Edward Ravasi (corridore classe 94, della provincia di Varese in forza alla UAE Team Emirates.

Ciao Edward, sei uno dei talenti emergenti del ciclismo italiano, come ti sei approcciato a questo sport e in quele momento hai capito di poter diventare un pro?

Ciao, devo dire che fin da piccolo mi sono approcciato a questo sport poi  nelle categorie giovanili l’ho vissuto come attività fisica  e svago. Ho iniziato a capire  che  poteva concretizzarsi l’idea di diventare un professionista  nel mio secondo anno al  Team Colpack dopo il Valle d’Aosta e con la vittoria di tappa al Valli Cuneesi.
Il ciclismo è uno sport individuale a squadre ma il legame tra compagni di squadra è qualcosa di indissolubile, hai qualche amico speciale nel mondo del ciclismo?

Ho avuto sempre buonissimi rapporti con tutti i compagni con cui ho corso anno dopo anno, devo dire che un’amicizia un po’ più stretta l’ho instaurata con quelli con cui pedalo sulle strade di casa con cui l’amicizia resiste anche se magari abbiamo impegni agonistici diversi.

 


Risultati immagini per edward ravasiSei di Besnate in provincia di Varese, hai qualche percorso nel varesotto che adori come terreno di allenamento?

Mi piace un po’ tutta la provincia siamo davvero fortunati tra percorsi e paesaggi,in particolare d’estate mi piace restare verso nord provincia in Valcuvia e in Valganna, li c’è davvero poco traffico e i percorsi possono essere davvero duri e allenanti.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

A inizio anno non me ne sono prefissati ed ho fatto bene! Purtroppo la mia programmazione è un po saltata a causa di un infortunio. Ripresi gli allenamenti sono ripartito dal Giro di Croazia e ora mi confronterò con il Giro d’Italia.

Ho la possibilità di correre un grande Giro, un sogno per ogni corridore professionista, è una bella occasione per fare esperienza per i prossimi anno ma, prometto, appena si presenterà l’occasione,  sicuramente proverò ad approfittarne!
Il ciclismo è uno sport di sacrificio e per emergere sicuramente hai dovuto rinunciare a molto ma questo sport ti ha dato altrettanto, perché lo suggeriresti a un ragazzino?

Si, è vero, spesso bisogna rinunciare a diverse cose. Ad esempio il riposare dopo un allenamento quando potresti uscire con gli amici la sera o lo stare sempre molto  attento a tavola possono pesare ma la gioia che provi quando raggiungi un obbiettivo non la scambierei con nulla al mondo, ti lascia  una sensazione che ripaga moltissimo e,  in quei momenti, apprezzi ancora di più le semplici cose della vita.
Hai qualche hobby particolare per il tuo tempo libero?

Non ho un hobby in particolare, come dicevo prima la bici ti lascia poco tempo e cosi devi godere delle cose importanti della vita come state con la mia ragazza e vedermi con gli amici
Segui qualche altra disciplina sportiva?

Sinceramente io adoro quasi tutto lo sport, ma se proprio vuoi che scelga, ti dico lo sci e l’altetica

Risultati immagini per edward ravasiIl tuo campione preferito del ciclismo e perché?

Non ne ho uno in particolare ma forse Alberto Contador è quello, grazie  alla sua imprevedibilità, mi ha affascinato di più. E poi devo dire che Ivan Basso è un esempio di professionalità per noi ragazzi giovani.

Il tuo sportivo preferito (oltre il ciclismo) e perché ?

Beh visto che adoro l’atletica non posso non dire Usain Bolt. Perché? Beh, facile,  è il più forte di tutti