Ciclismo Femminile 2018: squadre italiane

Ciclismo Femminile 2018: saranno 9 i team italiani al via!

Ciclismo Femminile 2018 l’UCI ha registrato 41 team donne di cui ben 9 sono italiani più la Conceria Zabri-Fanini: analisi dei roster!

Ciclismo Femminile 2018

Ciclismo Femminile 2018

Ciclismo Femminile 2018: l’UCI ha reso noto sul proprio sito la lista completa dei 41 team registrati per la nuova stagione, è interessante notare come la nazione con più squadre sia l’Italia con ben 9 rappresentanti più la Conceria Zabri-Fanini che è affiliata con l’Albania ma è a tutti gli effetti di natura italiana. E’ bello annotare il passaggio nella massima categoria della Still Bike Team di Giovanni Fidanza e l’affiliazione italiana per la Astana Woman’s Team.

Ciclismo Femminile 2018: gli organici dei team tricolori

ALÉ CIPOLLINI: Marta Bastianelli (Ita), Jenneke Ensing (Ola), Sofia Frometa Leonard (Ita), Mayuk Hagiwara (Jap), Chloe Hosking (Aus), Romy Kasper (Ger), Roxane Knetemann (Ola), Soraya Paladin (Ita), Ane Santesteban (Spa), Martina Stefani (Ita), Karlijn Swinkels (Ola), Anna Trevisi (Ita), Daiva Tuslaite (Ltu), Anisha Vekemans (Bel)

AROMITALIA-VAIANO: Michela Balducci (Ita), Angelica Brogi (Ita), Alessia Bulleri (Ita), Claudia Cadeddu (Ita), Heidi Dalton (Rsa), Lisa De Ranieri (Ita), Lija Laizane (Lat), Rasa Leleivyte (Ltu), Giulia Marchesini (Ita), Emilia Matteoti (Ita), Nicole Nesti (Ita)

ASTANA WOMEN’S TEAM: Martina Alzini (Ita), Sofia Beggin (Ita), Sofia Bertizzolo (Ita), Amiliya Iskakova (Kaz), Blanca Liliana Moreno (Col), Letizia Paternoster (Ita), Elena Pirrone (Ita), Jeidy Pradera (Cub), Carolina Rodriguez (Mex), Natalya Saifutdinova (Kaz), Arlenis Sierra (Cub), Makhabbat Umutzhanova (Kaz), Lara Vieceli (Ita)

BEPINK: Letizia Borghesi (Ita), Erica Magnaldi (Ita), Tereza Medvedova (Svk), Lisa Morzeni (Ita), Nikola Noskova (Cze), Francesca Pattaro (Ita), Katia Ragusa (Ita), Maria Vittoria Sperotto (Ita), Silvia Valsecchi (Ita)

S.C. MICHELA FANINI: Francesca Balducci (Ita), Sara Barbieri (Ita), Anna Ceoloni (Ita), Lilibeth Chacon (Ven), Alessia Dal Magro (Ita), Elisa Dalla Valle (Ita), Leonora Geppi (Ita), Monika Kirali (Ung), Greta Marturano (Ita), Olga Shekel (Ukr)

SERVETTO-STRADALLI CYCLE-ALURECYCLING: Sara Casasola (Ita), Marika Depetris (Ita), Kseniia Dobrynina (Rus), Katja Jeretina (Slo), Francesca Marengo (Ita), Barbara Milone (Ita), Rosalia Ortiz (Spa), Jessica Parra (Col), Anna Potokina (Rus), Ana Cristina Sanabria (Col), Paula Sanmartin (Spa), Femke Verstichelen (Bel)

STILL BIKE TEAM A.S.DILETTANTISTICA: Beatrice Bartelloni (Ita), Nicole D’Agostin (Ita), Arianna Fidanza (Ita), Martina Fidanza (Ita), Alice Gasparini (Ita), Gloria Manzoni (Ita), Paola Panzeri (Ita), Anna Pedroni (Ita), Debora Silvestri (Ita)

TOP GIRLS FASSA BORTOLO: Vania Canvelli (Ita), Francesca Cauz (Ita), Elena Leonardi (Ita), Sara Mariotto (Ita), Chiara Perini (Ita), Francesca Pisciali (Ita), Nadia Quagliotto (Ita), Beatrice Rossato (Ita), Laura Tomasi (Ita)

VALCAR PBM: Allegra Arzuffi (Ita), Elisa Balsamo (Ita), Marta Cavalli (Ita), Maria Giulia Confalonieri (Ita), Chiara Consonni (Ita), Dalia Muccioli (Ita), Asja Paladin (Ita), Silvia Persico (Ita), Silvia Pollicini (Ita), Ilaria Sanguineti (Ita), Miriam Vece (Ita), Alessia Vigilia (Ita), Chiara Zanettin (Ita)

Conceria Zabri-Fanini, squadra italiana ma registrata in Albania: Lisa Allkokondi (Alb), Carmela Cipriani (Ita), Manuela De Iuliis (Ita), Keti Fetishi (Alb), Elena Franchi (Ita), Joli Karafili (Alb), Xhorxhia Kristollari (Alb), Xhejna Metalja (Alb), Claudia Meucci (Ita), Loreta Pirro (Alb), Jona Rizvanolli (Alb), Elona Rusta (Alb), Marzia Salton Basei (Ita)

Passaporto biologico cos’è? Tutte le informazioni

Passaporto Biologico tutto quello che c’è da sapere

Passaporto biologico è dal 2009 strumento indispensabile per l’identificazione di casi di doping nel mondo dello sport e del ciclismo in particolare

Passaporto Biologico

Passaporto Biologico

Il Passaporto Biologico dell’atleta rappresenta una strategia complementare della lotta al doping in quanto va a supera l’approccio tipico della “ricerca” di sostanze proibite nel corpo degli atleti spingendo sugli effetti indiretti che la sostanza può generale.

Il termine “passaporto ematologico dell’atleta” fu per primo introdotto nel 2003 da alcuni ricercatori italiani effettuando analisi su un campione di oltre 900 calciatori professionisti al fine di distinguere tra variazioni fisiologiche e non-fisiologici dei parametri ematologici.

In questi giorni impazzano le voci sulla positività di Chris Froome e ormai da qualche mese la questione delle TUE è all’ordine del giorno sui tavoli della UCI.

Il Passaporto Biologico dell’atleta comprende 3 distinti moduli :

  • Modulo ematologico
  • Modulo steroideo
  • Modulo endocrinologico

Integrando il passaporto biologico dell’atleta all’interno di un programma antidoping si possono ottenere due obiettivi:

  • Identificazione degli atleti ed esecuzione test mirati
  • perseguire violazioni del codice mondiale

E’ fondamentale stabilire una serie di marker specifici per le sostanze o metodi proibiti al fine di identificare:

  • l’uso di agenti stimolanti l’eritropoiesi
  • il potenziamento del trasporto d’ossigeno
  • trasfusioni ematiche
  • manipolazione ematica

L’attendibilità del passaporto accresce se i controlli in gara, fuori competizione e a sorpresa sono distribuiti lungo il corso dell’anno. Il modello matematico che sta alla base del passaporto biologico viene definito “adaptive model” e finalizzato ad indentificare anomalie nei valori ematologici.

Oltre ai dati biologici, il passaporto raccoglie anche altre informazioni:

  • Sesso, età, sport
  • data e luogo del prelievo
  •  Tipo di controllo
  • condizioni di trasporto del campione
  • soggiorno in altitudine nelle 2 settimane precedenti
  • uso di dispositivi ipossici nelle 2 settimane precedenti
  • donazioni o trasfusioni ematiche nei tre mesi precedenti
  • attività fisica nelle 2 ore precedenti

Il passaporto biologico dell’atleta comprende 3 distinti moduli :

  • Modulo ematologico
  • Modulo steroideo
  • Modulo endocrinologico (Gh ?)

L’UCI è stata la prima federazione sportiva internazionale ad applicare il modulo ematologico del Passaporto nel 2009

In sostanza il  Passaporto Biologico è un documento elettronico individuale in cui sono inseriti i dati biologici di un atleta e dalla cui analisi è possibile determinare se questo ha assunto o meno sostanze dopanti.

 

Froome positivo al salbutamolo: la risposta

Froome positivo ecco la risposta pubblicata dal team

Froome positivo al Salbutamolo ha risposto a una richiesta di informazioni da parte dell’UCI, l’organo di governo mondiale per il ciclismo, circa il suo uso di farmaci per l’asma durante la 2017 Vuelta a España

Froome Positivo

Froome Positivo

Froome positivo ne abbiamo parlato, ecco una traduzione (ci scusiamo per eventuali imprecisioni) di quanto pubblicato sul sito del Team Sky (qui la versione originale):

Questo è un processo che in circostanze normali sarebbe confidenziale. Tuttavia, alla luce dell’interesse dei media, riteniamo che sia importante che i fatti siano chiaramente fissati per tutti.

Chris ha avuto l’asma fin dall’infanzia e utilizza un inalatore di prendere un farmaco comune, salbutamolo, per prevenire e alleviare i sintomi portati da esercizio. Il salbutamolo è consentito dalle norme WADA (senza la necessità di un TUE) quando inalato fino ad un limite di 1.600 microgrammi (mcg) per un periodo di 24 ore e non più di 800mcg oltre 12 ore.

L’UCI ha informato Chris che un test delle urine condotto il 7 settembre 2017, dopo la tappa 18 della Vuelta, ha rivelato una concentrazione di salbutamolo che supera una soglia che gli impone di fornire informazioni per confermare che ha inalato non più dell’ammissibile dose. L’analisi ha indicato la presenza di salbutamolo ad una concentrazione di 2.000 nanogrammi per millilitro (ng/ml), rispetto alla soglia WADA di 1, 000ng/ml. Nessuna delle altre 20 prove di urina prese da Chris richiedeva ulteriori spiegazioni.

Durante la settimana finale della Vuelta a España, Chris ha avuto sintomi di asma acuta. Su consiglio del dottore del Team Sky, ha effettuato un aumento del dosaggio di salbutamolo (ancora entro le dosi ammissibili) nel run-up al 7 settembre test delle urine. Come leader della corsa, Chris è stato testato dopo ogni fase di questo periodo e ha dichiarato l’uso del farmaco come parte del processo.

La notifica dell’accertamento del test non significa che qualsiasi regola sia stata violata. La ricerca innesca richieste da parte dell’UCI che sono finalizzati a stabilire ciò che ha causato la concentrazione elevata di salbutamolo e per garantire che non più le dosi ammissibili di salbutamolo sono stati inalati.

Froome positivo: le parole del britannico

Froome positivo ecco cosa ha dichiarato: “È ben noto che ho l’asma e so esattamente quali sono le regole. Io uso un inalatore per gestire i miei sintomi (sempre entro i limiti ammissibili) e so per certo che sarò testato ogni giorno indosso la maglia del leader della gara. La mia asma è peggiorata alla Vuelta così ho seguito il Consiglio del medico di squadra per aumentare il mio dosaggio disalbutamolo. Come sempre, ho preso la massima cura per essere certo di non superare la dose ammissibile. Prendo la mia posizione di leadership nel mio sport molto sul serio. E’ giusto che l’UCI prenda tutte le necessarie precauzioni per verificare la situazione e sono pronto a fornire tutte le informazioni necessarie”

Chris Froome positivo al doping alla Vuelta

Chris Froome positivo alla Vuelta

Chris Froome positivo nella tappa del 7 settembre alla Vuelta Espana, vediamo cosa accadde quel giorno e cos’è il Salbutamolo.

Chris Froome positivo

Chris Froome positivo al doping

Chris Froome positivo alla Vuelta Espana. Questa è la notizia shock con cui si è svegliato il mondo del ciclismo. Come tutti sappiamo Froome ha trionfato nella scorsa Vuelta compiendo una storica doppietta con il Tour de France, cosa che non accadeva dal 1978.

Chris Froome positivo al Salbutamolo (un broncodilatatore) è ciò che ha fatto sapere l’Unione Ciclistica Internazionale, il britannico non è sottoposto alla “sospensione provvisoria obbligatoria” in ragione della natura della sostanza incriminata.

L’UCI afferma di aver notificato al corridore britannico Christopher Froome del Team Sky “un risultato d’analisi anormale (Raa) per la presenza di Salbutamolo in una concentrazione superiore a 1000ng/ml (nanogrammi per millilitro) in un campione raccolto durante la Vuelta il 7 settembre. Il risultato delle analisi è stato notificato a Froome il 20 settembre. L’analisi di un secondo campione ha confermato il risultato”.

Pare essere caso analogo a quello degli italiani Alessandro Petacchi e Diego Ulissi, che per identico motivo furono squalificati per un anno e per nove mesi rispettivamente.

Chris Froome positivo: cos’è il Sulbutamolo?

Il Salbutamolo (noto anche con il nome di albuterolo) viene utilizzato farmacologicamente per ridurre il broncosparmo in condizioni patologiche come l’Asma. In Italia viene commercializzato con i nomi di Broncovaleas e Ventolin.
Il farmato è valido contro l’asma ed è ampiamente utilizzato in tutto il mondo.

Salbutamolo è stato il primo agonista β2-selettivo a essere commercializzato, nel 1968. È stato venduto dalla società Allen & Hanburys con il marchio Ventolin. Il farmaco fu un successo immediato, e da allora continua a essere ampiamente utilizzato per il trattamento dell’asma

Chris Froome positivo: la tappa incriminata

Secondo quanto indicato dall’UCI la tappa in cui il Kenyani Bianco è risultato non a norma sarebbe quella del 7 settembre 2017 ossia la 18esima da Suances  al Monastero Francescano di Santo Toribio. Il giorno precedente il corridore del Team Sky aveva pagato dazio nei confronti del nostro Vincenzo Nibali perdendo 42 dallo squalo dello stretto, quel giorno si riprese e staccò tutti di ruota ad eccezione di Alberto Contador che riuscì a mantenere il contatto. La vittoria di tappa andò a Sander Armeé  della Lotto

Doping Tecnologico: una piaga reale o presunta?

Doping Tecnologico, dopo le accuse di Gaimon, le Iene intervengono

Doping Tecnologico

Doping Tecnologico: arrivano Le Iene

Doping Tecnologico verità o bufala? Diciamo la verità ce lo siamo chiesti tutti se quella del Doping Tecnologico è (o è stata) una reale problematica del ciclismo o tutta una invenzione. Diciamo che probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Come tutte le voci che iniziano a circolare, una base di verità sicuramente c’è ma magari qualcosa viene romanzato.

Doping Tecnologico: il libro di Gaimon

A riaccendere le luci sul Doping Tecnologico è stato il libro di Phil Gaimon, nel quale l’ex professionista della Garmin (in vero poco noto ai più)  ha attaccato, in modo nemmeno troppo velato, Fabian Cancellara reo, secondo l’ex compagno di gruppo, di aver adottato un mezzo “truccato” per vincere alcune gare. L’accusa, va detto, si basa su molti “si dice” e su quasi nessun fatto concreto ma saranno le indagini dell’UCI a provare a far chiarezza sulle parole dell’americano.

La UCI ha, infatti, aperto un’indagine e ha incaricato Jean Christophe Peraud (ex corridore dell’Ag2R La Mondiale) alla lotta alla frode tecnologica.

Doping Tecnologico: arrivano le Iene

Qualche giorno fa la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio di Alessandro De Giuseppe volto ad indagare, appunto, sul Doping Tecnologico. Il servizio ha voluto illustrare come sia facile introdurre e camuffare un motorino all’interno del telaio di una bicicletta amatoriale. I giornalisti del programma di Italia Uno hanno intervistato un non ben identificato meccanico, qualificato come “il primo a portare in Italia la tecnologia“.

Il marchingegno consente al ciclista di recuperare circa “10 km/h in più in pianura e 5 in salita”, ha un peso di 800 grammi, “si fa fatica a sentire a un metro” secondo quanto indicato dall’intervistato.

Doping Tecnologico: parla Rune Kristensen

Sempre sul Doping Tecnologico si è espresso l’ex meccanico di Cancellara, Rune Kristensen, che ha dichiarato a Ekstrabladet (sito Danese): “Non credo sia possibile ingannare gli altri usando un motorino elettrico senza essere scoperti. Le bici di Cancellara sono state controllate, così come quelle di tutti gli altri corridori. È impossibile che potesse esserci qualcosa di nascosto”.

Lappartient vuole sei corridori per squadra!

Lappartient: Proposta shock del numero uno del ciclismo mondiale

Lappartient

Lappartient: Numero uno UCI

Lappartient, presidente dell’UCI, vuole cambiare nettamente le regole del ciclismo mondiale. Dopo essersi espresso in modo assolutamente negativo sull’uso delle radioline nei prossimi Mondiali di Innsbruck, ecco che Lappartient lancia la bordata contro il numero di corridori per squadra nelle corse a tappe: “un tempo si correva in dieci, poi siamo scesi a nove e poi a otto ma credo che il numero perfetto sarebbe sei atleti per team”. Dalla prossima stagione, infatti, ogni squadra potrà schierare 8 atleti nei grandi giri e 7 nelle altre prove previste in calendario.

Già questa rivoluzione, promossa per questioni di sicurezza in corsa, sicuramente in qualche modo andrà a mutare le strategie di gara. Oltre al discorso sicurezza, questo ipotetico stravolgimento dell’attuale situazione potrebbe rappresentare la volontà di tornare ad un ciclismo meno tattico, meno programmato a tavolino e più istintivo come da idee di Lappartient.

Togliere le radioline e ridurre i componenti dei team potrebbe essere considerato con un modo per limitare lo strapotere dei grandi team, su tutti il Team Sky che dall’alto del suo innegabile ruolo di compagine leader a livello mondiale non ha problemi a garantirsi organici in grado di presentare nove atleti ultra-competitivi nelle corse a tappe.

Vero che il talento di Chris Froome è superiore alla media ma, se si presentasse al via con 3 compagni in meno e senza il supporto strategico dell’ammiraglia siamo così sicuri che vincerebbe ancora le corse “in carrozza” come è accaduto in passato?

UCI Gran Galà chiude la stagione 2017

UCI Gran Galà l’epilogo della stagione 2017

UCI

UCI

Con il Tour of Gaungxi 2017, vinto dal belga Tim Wellens, cala il sipario sulla stagione 2017 del ciclismo mondiale e l’UCI da l’arrivederci a tutti nel 2018 con il suo Gran Galà che ha chiamato a raccolta i principali protagonisti del ciclismo. Un evento ricco e sfarzoso a cui fa però da contraltare l’elevato numero di assenti tra i ciclisti che, vista la collocazione in calendario dell’evento, erano già alle prese con il meritato riposo.

A far da padrone di casa è, appunto, il nuovo Presidente dell’UCI David Lappartient che, dopo i complimenti di rito agli organizzatori del Giro del Guangxi, ha dato il via alla serata. Presente il nostro Luca Amazzone, triplo Campione Mondiale di paraciclismo, che ha fatto una commovente dedica alla sua famiglia come fonte principale di ispirazione per l’ottenimento di risultati cosi prestigiosi

Subito dopo, ecco arrivare una serie di video messaggi dei protagonisti della stagione: da Tom Dumoulin vincitore del Giro d’Italia e protagonista ai Mondiali nelle prove contro il tempo a Peter Sagan fresco di Triplete a Bergen che lo ha consacrato a storico protagonista del ciclismo internazionale; da Chris Froome autore di una rara doppietta Tour-Vuelta che ha sancito (se ce ne fosse stato bisogno) le doti del Keniano bianco di grande protagonista nelle corse a tappe e, questa volta, senza limitarsi al solo Giro di Francia, alla affascinante Annemiek Van Vleuten in rappresentanza del ciclismo rosa e reduce da una stagione assolutamente di primo piano.

Ultimo protagonista è stato Greg Van Avermaet, grande protagonista della Campagna del Nord e vincitore della Parigi-Roubaix e vincitore del World Tour.

David Lappartient nuovo presidente UCI

David Lappartient succede a Brian Cookson

David Lappartient

David Lappartient

David Lappartient è il nuovo presidente della federazione ciclistica internazionale per il prossimo quadriennio eletto oggi a Bergen, a margine delle prove in corso di svolgimento nella cittadina Norvegese, dai quarantacinque delegati delle varie federazioni nazionali

Il quarantaquattrenne francese, già presidente della federazione nazionale Francese e attuale leader della confederazione europea, sarà l’undicesimo presidente dell’UCI dopo aver letteralmente trionfato sul presidente uscente Brian Cookson con 37 preferenze contro 8. Cookson è l’unico presidente ad essere durato in carica per un solo mandato nel dopoguerra.

 

Mondiali 2020, Vicenza unica in lizza

Mondiali 2020, Vicenza resta l’unica candidatura in lizza

mondiali 2020

Pasqualin e Davide Cassani con il logo di Vicenza 2020

Mondiali 2020 in corso di assegnazione e sembra quasi certo che si parlerà di Vicenza 2020: il segretario generale dell’UCI Martin Gibbs ha infatti confermato al presidente Claudio Pasqualin che la città veneta è sostanzialmente l’unica rimasta in gara per l’assegnazione dei Mondiali di Ciclismo su Strada.

Altre nazioni si erano dimostrate interessate ad ospitare l’evento, in particolare Australia, Colombia e Olanda avevano mandato dichiarazione in tal senso salvo poi non passare ai fatti concreti. L’assegnazione non è ancora naturalmente ufficiale tanto che in queste settimane il comitato promotore e l’UCI lavoreranno per limare, assieme alla Federciclismo, i dettagli dell’accordo per la cessione dei diritti di marketing e di organizzazione delle varie gare del programma.

L’Avvocato Pasqualin si è detto “soddisfatto della piega che ha preso la nostra proposta, ringraziamo FCI e UCI per aver accolto e creduto nel nostro progetto su cui lavoriamo ormai da quattro anni e che, ci auguriamo, tra tre anni raccoglierà il frutto del nostro lavoro”.

Simona Parente campionessa del mondo

Simona Parente il titolo di Campione del Mondo Gran Fondo

Simona Parente

Simona Parente Campionessa del Mondo

Simona Parente è un nome noto del ciclismo mondiale, i più attenti la ricorderanno come una delle professioniste più interessanti del panorama italiano di fine anni ’90.  Nella sua bacheca vanta oltre trenta vittorie da professionista con tappe al Giro d’Italia, una frazione al Tour de France, la classifica generale della Midì Pirenèè  e del Giro del Giappone.

Da professionista ha corso per la Merate Cantine Pirovano (con Canins, Bonanomi, Chiappa), la Gas Sport Team (con le sorelle Cappellotto, Pregnolato, e Fabiana Luperini), la Edil Savino (sempre con Luperini, Pregnolato, Brandli) e la USC Chirio-Forno d’Asolo per poi dire addio al mondo dei pro per dedicarsi agli studi e alla famiglia.

Da qualche anno Simona Parente ha ripreso il suo feeling con le due ruote dedicandosi alle Gran Fondo e domenica 27 agosto, ad Albì in Francia vicino a Tolosa, su un percorso di 97 chilometri ha conquistato la maglia iridata della specialità gran fondo categoria amatori 40-44 anni organizzato dall’Unione Ciclistica Internazionale. Vittoria senza storia per l’atleta di Torino (ma ora vive a Pontedera) che ha chiuso con  un vantaggio di 4 minuti e 51 secondi sulla seconda classificata, la tedesca Astrid Schartmueller, terza la francese Stephanie Gros.

“Dedico questa maglia iridata a mio marito, ai miei figli Andrea, Martina e Viola ed ai miei genitori che mi sono sempre vicini e mi aiutano nella quotidianità consentendomi di prendere parte ai corretti allenamenti. Un particolare ringraziamento va a tutti i compagni del VeloClub Pontedera, al mio team Isolmant Specialized Salvi Bike Stored e a tutti gli sponsor” ha affermato Simona Parente.