Il Giro non vuole Armstrong alla partenza

Il Giro non vuole Armstrong: “Per il ciclismo non esiste più”

Il Giro non vuole Armstrong :Il texano sul suo podcast aveva annunciato la sua presenza ma è arrivata la replica di RCS sulla Gazzetta dello Sport

Il Giro non vuole Armstrong

Il Giro non vuole Armstrong

Il Giro non vuole Armstong, Un no secco, che chiude la porta al texano, che aveva annunciato la sua presenza alla Grande Partenza del Giro 101 da Gerusalemme.

Le parole di Paolo Bellino, direttore generale di RCS, non lasciano spazio a interpretazioni: “Lance non è stato invitato dagli organizzatori del Giro d’Italia. È squalificato a vita dall’UCI e quindi non può avere ruoli in eventi UCI. Tantomeno può ricevere un accredito dall’organizzazione. È stato quello che è stato, di fatto per il ciclismo non esiste più. Non fa più parte del nostro mondo”

Ecco dunque, puntuale, la risposta degli organizzatori del Giro allo statunitense, che comunque sarà libero di presentarsi alla partenza senza accredito.

“Una grande partenza di questo livello in un paese così lontano dall’Europa è un’opportunità unica. La possibilità di andare in un Paese come Israele, per raccontare un evento come il Giro d’Italia, non ha precedenti. Ci aspettano tre giorni di grande spettacolo: il prologo a Gerusalemme, la seconda tappa a Tel-Aviv e la terza tappa al sud. Un’occasione molto bella, sono contento di andarci” aveva dichiarato Lance Armstrong

Insomma il destino di Lance Armstrong è quello di essere il reietto del mondo del ciclismo dopo che per sette anni era stato il re (finto) del circus del ciclismo, i suoi sette Tour de France vinti e poi revocati sono nella storia dello sport mondiale come il più grande bluff della storia dello sport.

 

Boonen “il Salbutamolo non è doping”

Boonen: “il Salbutamolo? è ridicolo definirlo doping”

Boonen con l’approssimarsi della Parigi-Roubaix sta rilasciando diverse interviste: dopo l’attacco a Peter Sagan ecco la difesa di Chris Froome

Boonen parla di Froome

Boonen parla di Froome

Boonen sta rilasciando parecchie dichiarazioni in questi ultimi giorni, dopo aver tacciato di ipocrisia il tre volte Campione del Mondo per le sue lamentele circa la scarsa collaborazione durante il Giro delle Fiandre, ecco che il belga ha parlato del caso Chris Froome.

La storia del britannico la conosciamo ormai per filo e per segno dalla positività di settembre alla notizia resa nota a dicembre al continua tira e molla sulla possibilità che le autorità competenti si pronuncino sulla partecipazione del corridore del Team Sky a Giro d’Italia e Tour de France.

Tutto ruota attorno al salbutamolo riscontrato nelle urine del corridore del Team Sky in una concentrazione superiore rispetto alla soglia massima tollerata di 1000 nanogrammi/millilitro. La situazione è molto ingarbugliata e lontana da essere risolta, pare che il processo davanti al tribunale UCI possa avvenire in estate inoltrata.

Froome si è sempre difeso parlando di seri problemi d’asma e di non aver mai violato le regole che conosce bene, mentre dal canto suo l’UCI, per bocca del presidente Lappartient. Sulla vicenda si è, appunto, espresso Tom Boonen, che ha parlato della questione al settimanale belga HUMO prendendo una posizione assolutamente netta sulla questione.

Boonen su Froome: “Non ci sono prove contro gli Sky”

Attualmente Boonen si divide tra il ruolo di o commentatore tv e consulente per la Lotto Soudal ma sta naturalmente dedicando molto tempo alla famiglia “le mie due figlie sono la ragione più importante che mi ha spinto a ritirarmi dalle corse” ha dichiarato al settimanale.
Parlando di Chris Froome, il belga ha fortemente difeso il corridore britannico: “definire il salbutamolo doping è assolutamente ridicolo, questa farmaco non ti permette di vincere il Tour de France o la Vuelta Espana
Boonen ha citato a proposito il caso di sua figlia, che cura i problemi d’asma con l’inalatore che usa ogni giorno, come racconta l’ex corridore che specifica che a volte qualcosa possa andare storto nel dosaggio. Insomma secondo il belga il Team Sky sarebbe vittima di un teorema accusatorio che lo vede già colpevole.

“La situazione di Froome non è per niente buona. Tutti hanno un’opinione su di lui. Tutti aspettavano che succedesse qualcosa. Poi è successo, ma è davvero un piccolo incidente” ha dichiarato Boonen qualche tempo fa a Sporza.

 

Il grosso delle polemiche contro la Sky è legata al pacco sospetto consegnato a Bradley Wiggins e il suo utilizzo ai limiti della legalità del corticosteroide triamcinolone, ed infine il recente caso dei cerotti di testosterone. Secondo Boonen non vi sono prove contro il Team Sky ne il salbutamolo può modificare le prove di un corridore rendendolo forte come Chris.

 

UCI rigetta la difesa di Chris Froome

UCI rigetta la difesa di Froome: il dossier passa ora al tribunale

UCI rigetta la difesa di Froome, secondo una indiscrezione del quotidiano LeMonde la situazione del corridore del Team Sky si complicherebbe

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome,

UCI rigetta la difesa di Froome, questa è l’indiscrazione  riportata ieri dal quotidiano francese LeMonde. Il caso della positività al Salbutamolo da parte del corridore del Team Sky nella scorsa Vuelta a España sarebbe finalmente arrivato al Tribunale Antidoping dell’UCI che dovrà decidere le sorti del corridore kenyano.

Secondo l’articolo  i servizi legali antidoping dell’Unione Ciclistica Internazionale, al termine di lunghi studi, avrebbero rigettato le tesi difensive di Chirs Froome (e della moglie Michelle) non trovando dati che portassero a non procedere nei confronti del britannico che nel frattempo si gode la futura seconda paternità.

 

Secondo i france lo staff legale del britannico, coordinato dalla star Mike Morgan, starebbe rallentando i tempi con continue eccezioni procedurali in quanto la stessa norma consente per le positività al salbutamolo la possibilità di  dimostrare eventuali anomalie fisiologiche che causino una super produzione di metaboliti nelle urine (va ricordato che Froome ha raggiunto 2.000 ng/ml, il doppio della soglia massima, il più alto valore mai registrato).

L’avanzamento a piccoli passi di entrambe le parti in causa potrebbe consentire a Froome di trovarsi aperte le porte di Giro d’Italia e Tour de France , precedute da una puntata al Tour of the Alps, in Trentino. Il tutto, naturalmente, avverrebbe tra  l’imbarazzo degli organizzatori, i malumori degli avversari, della Federazione Ciclistica Internazionale e dei tanti fans del ciclismo.

Top Girls: ragazze vincenti nel mondo

Top Girls Fassa Bortolo una storia di ciclismo femminile

Top Girls Fassa Bortolo storia di un gruppo ciclistico femminile che da sempre punta sulle giovani atlete italiane e ha lanciato tanti prospetti del mondo del ciclismo mondiale

Top Girls Fassa Bortolo

Top Girls Fassa Bortolo

Top Girls Fassa Bortolo è un team professionistico di ciclismo femminile attivo dal 1994 affiliato all’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) con sede a Spresiano di Treviso. Il team ha il proprio cuore nella Presidentessa Patrizia Zanette e nel direttore sportivo del team, Lucio Rigato (suo marito) e nella figlia Cristina.

Sponsor storico è Fassa Bortolo, azienda di prodotti per l’edilizia con sede nella stessa Spresiano che da circa vent’anni affianca la Top Girls per promuovere la propria attività sportiva. Al main sponsor si affianca Raxyline, la catena alberghiera e di ristorazione trevigiana Calinferno e infine Leonardi. Importante l’apporto di Antica Coloreria Camolei, Lloyd Italico, Soccorso Stradale F.lli Fontebasso, Gerico Srl, Lloyd Adriatico e Allianz Spresiano. Oltre, ovviamente, alla Carrozzeria Rigato, che funge anche da quartier generale del Team.

LeTop Girls pedalano su bici fornite dalla trevigiana Pinarello con ruote Miche, copertoni Vittoria e sellini Selle Italia. Ai piedi delle atlete troviamo scarpe Northwave. Le classiche divise arancio-blu del team vengono realizzare dallo sponsor tecnico Sportful. Occhiali e caschi delle atlete sono Rudy Project

Il team è da sempre orientato alla valorizzazione di giovani cicliste italiane, molte atlete sono state lanciate dal team tra cui ricordiamo le due Campionesse del Mondo su Strada Giorgia Bronzini, Tatiana Guderzo e le fortissime Elisa Longo Borghini, Elena Berlato e Francesca Cauz.

Tra le atlete più note ad aver indossato la maglia Top Girl c’è indubbiamente Fabiana Luperini campionessa italiana 2006 proprio con i colori arancio-blu.

Top Girls italiane nel mondo

Top Girl Italiane hanno colorato il mondo di tricolore conquistando due medaglie d’oro, due argenti e un bronzo ai mondiali. Le Top Girl hanno animato anche diversi campionati europei, vediamo i dettagli delle loro performance.

 

MONDIALI – ORO
1995 San Marino Cronometro Individuale Linda Visentin
2001 Trexlertown (USA) Corsa a Punti Giorgia Bronzini
MONDIALI – ARGENTO
2002 Zolder (B) Cronometro Individuale Tatiana Guderzo
2004 Verona (ITA) Strada Tatiana Guderzo
MONDIALI – BRONZO
1996 Novo Mesto (SLO) Strada Martina Corazza
EUROPEI – ORO
2001 Fiorenzuola (ITA) Corsa a Punti Giorgia Bronzini
2004 Otepaa (EST) Cronometro Individuale Tatiana Guderzo
2009 Minsk (BY) Corsa a Punti Marta Tagliaferro
EUROPEI – ARGENTO
2002 Berlino (GER) Corsa a Punti Giorgia Bronzini
2005 Mosca (RUS) Cronometro Individuale Tatiana Guderzo
2006 Valkenburg (NED) Cronometro Individuale Tatiana Guderzo
2006 Valkenburg (NED) Strada Tatiana Guderzo
2010 San Pietroburgo (RUS) Corsa a Punti Marta Tagliaferro
2012 Goes (NED) Strada Barbara Guarischi
2013 Olomouc (CZ) Strada Francesca Cauz
EUROPEI – BRONZO
2006 Atene (GRE) Inseguimento Individuale Tatiana Guderzo

Frodi tecnologiche: lotta a tutto campo

 

Frodi tecnologiche: l’UCI non molla

Frodi tecnologiche, una piaga del ciclismo sollevata anche da David Lappartient su cui l’UCI non vuole abbassare la guardia

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche

Frodi tecnologiche uno dei punti di forza del programma di David Lappartient con cui ha ottenuto il ruolo di presidente dell’UCI. L’obiettivo dell’Unione Ciclistica Internazionale è quella di introdurre uno speciale controllo con i raggi X sulle biciclette dei vincitori ma non solo: il miglioramento tecnologico renderà possibile anche il controllo in gara delle biciclette e delle ruote al fine di evitare eventuali comportamenti irregolari. L’obiettivo è quello di ridare credibilità ad un movimento che ha visto tante ombre e sospetti sollevarsi dando garanzie di vittorie trasparenti sul piano tecnologico.

Frodi tecnologiche: il comunicato dell’UCI

L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha presentato oggi i metodi di rilevamento che utilizzerà per contrastare le frodi tecnologiche durante la stagione 2018 e ha anche presentato tecnologie innovative attualmente in fase di sviluppo.

La lotta contro la frode tecnologica è stata un tema centrale dell’impegno di David Lappartient per le federazioni nazionali del ciclismo al Congresso UCI il 21 settembre 2017; l’annuncio di oggi arriva esattamente sei mesi dopo che il francese è stato eletto presidente.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Bob Stapleton, membro del comitato di gestione dell’UCI e presidente della UCI Equipment and Fight against Technological Fraud Commission; Jean-Christophe Péraud – Responsabile dell’UCI sulle attrezzature e lotta contro la frode tecnologica; e Gabriele Fioni – vicedirettore della ricerca tecnologica presso il CEA (Commissione francese per le energie atomiche e le energie alternative).

Per la stagione 2018, l’UCI implementerà una serie di misure che comprende tutti i metodi di rilevamento attualmente disponibili. Oltre ai tablet di scansione magnetica e alle termocamere già in uso, l’UCI ha acquisito un’unità mobile a raggi X appositamente progettata per la lotta contro le frodi tecnologiche.

L’attrezzatura per i raggi X è completamente sicura per i suoi operatori e per il pubblico, e sarà trasportata da una gara all’altra nel corso della stagione. Capace di produrre un’immagine a raggi X di una bici completa in soli cinque minuti, questa tecnologia verrà utilizzata per convalidare le prestazioni dei corridori di punta e rimuovere ogni sospetto sui risultati delle gare.

Sviluppato con il supporto di VJ Technologies – un rinomato fornitore di soluzioni tecnologiche a raggi X per l’industria automobilistica, aerospaziale, dell’energia nucleare e delle armi – il metodo ha ottenuto le autorizzazioni necessarie per l’uso nei paesi che ospitano gli eventi di punta del ciclismo.

Grazie a questi tre metodi complementari, l’UCI può ora avvicinarsi a questa stagione con il piano d’azione più solido mai messo in atto per combattere le frodi tecnologiche, con test programmati per 150 giorni di corse in tutti e cinque i continenti. Verranno coperte tutte le discipline e le categorie di età.

Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente queste misure ed eliminare qualsiasi dubbio persistente, l’UCI ha anche annunciato una partnership con CEA Tech.

CEA è stata definita come l’istituzione di ricerca pubblica più innovativa in Europa da Reuters / Clarivate nel 2017. CEA Tech è l’unità di ricerca dell’organizzazione e sviluppa tecnologie avanzate per migliorare la competitività aziendale attraverso l’innovazione, le prestazioni e la differenziazione di prodotti e servizi, nonché come aprire nuovi mercati aziendali.

La partnership tra UCI e CEA Tech mira a capitalizzare l’esperienza tecnologica di quest’ultima al fine di identificare l’approccio ottimale alla progettazione di dispositivi per rilevare i campi magnetici associati ai motori nascosti. L’obiettivo è quello di offrire un monitoraggio continuo in tempo reale per l’intera durata di una gara.

Per rafforzare le sue risorse nella lotta contro le frodi tecnologiche, l’UCI sta anche lavorando su un dispositivo di rilevamento portatile, basato sulla tecnologia di rilevamento magnetico, che sarebbe accessibile alle Federazioni Nazionali. L’UCI alla fine mira a sviluppare un sistema di tracciamento delle attrezzature (telai e ruote) basato sull’identificazione a radiofrequenza (RFID).

 

 

 

 

Giorgio Squinzi: fermate Froome!

Giorgio Squinzi: alla Mapei avrei fermato Froome

Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria e Mister Mapei, parla della vicenda doping-Froome e ricorda la vicenda Garzelli al Giro d’Italia

Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi non le manda a dire: “Non ho dubbi, come non ne ho avuti sedici anni fa: io al posto del Team Sky Froome l’avrei fermato”. Cosi ha parlato l’ex patron di uno delle squadre più forti del ciclismo moderno che continua a seguire, seppur da lontano, le vicende del mondo del pedale.

Giorgio Squinzi ha lasciato il mondo del ciclismo nel 2002 dopo che Stefano Garzelli, capitano della Mapei e già vincitore di due tappe nella prima settimana, risultò positivo ad un controllo antidoping e il patron della Mapei ben ricorda quel momento. “Era il 17 maggio 2002, il giorno del mio compleanno, non posso dimenticare quella mazzata. Il Probenecid fu la pietra dello scandalo, un diuretico. Stefano venne allontanato dalla corsa, nonostante sostenesse di non aver mai assunto tale sostanza e si facesse l’ipotesi di un probabile inquinamento alimentare”.

Per Garzelli arrivarono ben 11 mesi di squalifica per responsabilità oggettiva e dice Squinzi “noi a fine stagione abbandonammo l’attività legata al ciclismo”.

Secondo Giorgio Squinzi  uno dei problemi che intrappola il ciclismo è il regolamento: “farraginoso, troppo vulnerabile e poco chiaro. Ricco di zone grigie, che il ciclismo e lo sport in genere non devono avere e non possono più permettersi”.

Il patron della Mapei è intransigente sul caso Froome-Salbutamolo: “Il limite è 1.000 nanogrammi millilitro? Lui è stato trovato a 2.000: è fuori. Lo ripeto: se fosse stato un nostro corridore, Froome non avrebbe incominciato nemmeno la stagione”.

Insomma intransigenza e trasparenza devono essere alla base del ciclismo secondo Squinzi: “Tim Wellens lo scorso anno si è ritirato dal Tour per non chiedere un’autorizzazione a utilizzare del cortisone per curare alcuni problemi di respirazione. Ho apprezzato parecchio le sue parole: le cose devono essere bianche o nere”.

Squinzi si interroga sull’importanza politico-economica del team di Chris Froome: “quello che trovo sbagliato sono i due pesi e le due misure e mi auguro che questo non dipenda dal peso che ha il marchio Sky e gli investimenti che fa in questo sport”.

E proprio sul capitolo investimenti, Squinzi attuale patron del Sassuolo è categorico: “Eravamo il team Sky di quei tempi, arrivammo a mettere nel ciclismo anche 15 milioni l’anno. Investiamo ancora negli eventi UCI Ma non vogliamo legare il nostro nome alle vicende di uno o dell’altro corridore, è troppo rischioso, il ciclismo oggi è un investimento negativo”.

Le parole del patron di Mapei seguono una serie di polemiche che hanno coinvolto il capitano del Team Sky, le posizioni sono spesso diametralmente opposto ma spesso condivisibili.

 

Giorgio Squinzi: chi è?

Giorgio Squinzi nato a Cisano Bergamasco il , 18 maggio del 1943 è un notissimo imprenditore del settore  chimico italiano, amministratore unico di Mapei, azienda fondata da suo padre Rodolfo nel lontano 1937. Squinzi è stato presidente di Confindustria dal 2012 al 2016.

Il proprietario della Mapei è stroricamente appassionato di ciclismo, il padre Rodolfo era stato per qualche anno professionista, la sua azienda ha sponsorizzato per dieci anni la squadra professionistica Mapei-Quick Step che ha rappresentato un dei team più forti degli anni ’90.

Dopo aver abbandonato il ciclismo la passione sportiva di Giorgio si è riversata nel calcio, arrivando ad acquistare il Sassuolo Calcio, squadra di provincia che ha portato a disputare l’Europa League (la seconda competizione europea per club).

Nel 1995 ha ottenuto il titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana

Domina Vacanze il team di Mario Cipollini

Domina Vacanze la squadra di ciclismo attiva tra il 2003 e il 2005

Domina Vacanze la squadra di Mario Cipollini attiva dal 2003 al 2005 diretta da Gianluigi Stanga con licenza di UCI ProTeam

Domina Vacanze: Mario Cipollini\

Domina Vacanze: Mario Cipollini

Domina Vacanze la squadra di Mario Cipollini, precedentemente nota con la denominazione di De Nardi, fu attiva tra i professionisti dal 2003 al 2005 prendendo parte alle gare del circuito UCI ProTour

La squadra era diretta da Gianluigi Stanca e non era legata alla squadra squadra sponsorizzata dalla stessa Domina Vacanze nel 2003 e nel 2004 (la Domina Vacanze-Elitron) diretta invece da Giuseppe Petito e Antonio Salutini, che nel 2005 prese la denominazione di Naturino-Sapore di Mare.

Domina Vacanze: Stagione 2003

La squadra nacque nel 2003 in seguito alla fusione tra i gruppi sportivi di seconda divisione De Nardi-Pasta Montegrappa e Team Colpack-Astro e, sotto la guida dell’ex direttore sportivo della Polti, Gianluigi Stanga, iniziò una campagna di rafforzamento con atleti del calibro di Serhij Hončar, Charles Wegelius e incentrando il progetto attorno alla figura di Mario Cipollini (che quell’anno vinse due tappe al Giro d’Italia superando  il record storico di 41 vittorie detenuto da Alfredo Binda).

Lo stesso anno il team, escluso al Tour de France nonostante la presenza del Campione del Mondo, fu invece invitato alla Vuelta Espana a patto che Cipollini assicurasse la sua presenza. Super Mario si presentò al via senza le adeguate motivazioni e dopo la cronosquadre abbandonò tra le polemiche della stampa spagnola la corsa iberica. A tenere alta la bandiera della Domina Vacanze fu Filippo Simeoni che conquistò una vittoria di tappa.

Domina Vacanze: stagione 2004

Nel 2004 il team fece il suo debutto al Tour de France puntando sulle volate di un Mario Cipollini ormai il declino sportivo chiamato a confrontarsi con l’emergente Petacchi (Fassa Bortolo) e un emergente Michele Scarponi. Mario faticò molto e si ritirò alla prima tappa di montagna. La spedizione francese fu caratterizzata dal brutto episodio che vide protagonista Filippo Simeoni e Lance Armstrong dopo che l’italiano aveva parlato dei suoi rapporti Michele Ferrari medico personale di Armstrong.
Al termine della stagione, per altro molto deludente, Cipollini lascerà la squadra per accasarsi alla Liquigas.

Domina Vacanze: stagione 2005

Nel 2005 Domina Vacanze, società italiana attiva nel settore del turismo, decise di sponsorizzare la squadra, permettendole di iscriversi all’UCI ProTour. L’uscita di scena del gruppo di Ernesto Preatoni e dei relativi finanziamenti costrinse il team di Stanga a chiudere i battenti facendo confluire la struttura nel neonato Team Milram avente licenza tedesca che prese parte al ProTour 2006.

Fabio Bordonali controcorrente: ci vorrebbero più Sky!

Fabio Bordonali controcorrente, tutti contro la Sky? Ce ne vorrebbero di più

Fabio Bordonali controcorrente, l’ex dirigente di LPR, Brescialat e Liquigas, parla a ruota libera: “ci hanno rubato il ciclismo”

FABIO BORDONALI

FABIO BORDONALI

Fabio Bordonali controcorrete: “ci siamo fatti rubare il ciclismo”. L’ex dirigente e corridore ripercorre in una intervista rilasciata a tuttobiciweb come il ciclismo sia cambiato (in peggio) negli ultimi anni. “Mi ricordo le riunioni carbonare con Verbruggen, c’eravamo io, Corti, Ferretti, Boifava e Stanga: volevano convincerci che il Pro Tour sarebbe stata la manna per il ciclismo” attacca Bordonali “quando nel 2004 proposti alla Liquigas di rientrare nel ciclismo, tutto era pronto, poi Paolo Zani (Mister Liquigas ndr) mi disse: ti do 2 milioni in meno l’anno, perché Verbruggen mi ha garantito che arriveranno ogni anno 2 milioni dai diritti tv. Naturalmente tutti e due sapevamo che non sarebbe arrivato nulla e così è stato e non se ne fece nulla”.

“Il ciclismo italiano era un fiore all’occhiello, un marchio costruito in ottant’anni di corse, eravamo il movimento più forte, potevamo dettar legge se solo fossimo rimasti uniti – ha proseguito Fabio – invece abbiamo consegnato il ciclismo facendoci ingolosire da promesse di investimenti milionari puntualmente disattese”. Insomma un movimento che ha lasciato morire la sua unicità ma a favore di chi? “L’ASO è una forza, fa business e il primo a beneficiarne è il ciclismo francese: questi corrono sempre senza vincere mai nulla da anni e ora hanno anche il presidente dell‘UCI “.

“Gente come Reverberi e Gianni Savio sono degli eroi, ogni anno mettono in piedi la squadra senza sapere che corse potranno correre. Ci sono dei personaggi come  Adriano Amici che hanno ancora la forza per tenere in vita tante corse o la famiglia Galbusera (proprietari della Lampre) che hanno lottato per anni in questa continua bufera e mutazione del ciclismo mondiale”.

La genialità italiana però premia ancora “si siamo degli artisti noi italiani, i francesi storcono il naso perché Cairo ha organizzato la partenza a Gerusalemme ma sapete perché fanno cosi? Volevano farlo loro e noi li abbiamo anticipati! Vincenzo Nibali è come Alberto Tomba, come Valentino Rossi: dovrebbe essere un idolo nazionale, però dovrebbe correre per la FCA, come la Ferrari. Invece corre per il Team Bahrain“.

E in tutta questa rivoluzione perenne del ciclismo come vive l’ex DS il ciclismo moderno? “Lo guardo in tivù. Alle corse non vado perché non mi diverto più. Tutti dicono: Sky rovina il ciclismo. Io preferisco tenermi il Team Sky e quelli che ci mettono dei soldi e buttare l’Uci. Quando Sky se ne andrà, e prima o poi succederà, lascerà un vuoto. Ce ne vorrebbero dieci di Sky. Invece tutti la criminalizzano, ma scommetto che se facessero un casting per manager si metterebbero tutti in fila”.

Ma di cosa ha bisogno il ciclismo per tornare sulla cresta dell’onda? “facile, di personaggi. Spero tanto che Peter Sagan non si annoi troppo in questo scenario perché se molla lui il ciclismo crolla. Uno così fa bene al nostro sport: è un uomo libero, uno che si diverte, che non fa drammi se perde, che sa che questo in fondo è un gioco”. Fabio Bordonali sa che a questo sport manca l’uomo forte: “Marco Pantani era un simbolo, un eroe moderno. Sapete, io non ho mai avuto Marco nel mio team ma quando negoziavo per vendere parlavo sempre del Pirata perché la gente voleva investire nello sport dove c’era lui. Magari è un caso che il mio ciclismo sia morto nel 2004 come lui, ma probabilmente no”.

Ma cosa ha allontanato gli sponsor dal ciclismo, la crisi o il ciclismo? “la crisi c’è stata in tutti i settori ma se vuoi chiedere 10-15 milioni ad un imprenditore questo vuole delle garanzie. Ti faccio un esempio, se vai da Sergio Marchionne e gli chiedi di investire anche 20-25 milioni non avrebbe problemi a farlo, per FCA sono bruscolini. Ma uno come lui vorrebbe certezze e non uno sport in cui chi comanda una classifica generale può essere squalificato per doping durante la corsa, quello gli rovinerebbe tutto!”

 

UCI World Tour Team 2018 guida completa

UCI World Tour Team 2018: ecco l’elenco completo

UCI World Tour Team 2018 ciclonews presenta l’elenco completo dei team ammessi con il link per scoprire tutti i dettagli sui roster

UCI World Tour Team 2018

UCI World Tour Team 2018

UCI World Tour Team 2018 L’Unione Ciclista Internazionale ha pubblicato da qualche settimana la lista delle squadre che hannoottenuto una licenza World Tour per la stagione 2018. Ecco l’elenco completo dei team con il link per scoprire la nostra guida squadra per squadra.

Il 2018 sarà un anno importante per il ciclismo che è stato messo in difficoltà dal caso #Froomegate, si spera che questa vicenda venga risolta il prima possibile lasciando spazio solo alle corse.

Cliccando su ogni nome del team troverete una analisi dettagliata della squadra con l’indicazione dei principali uomini che potranno lottare per: grandi giri, corse di una settimana, corse di un giorno, classiche e classiche del pavé.

UCI WORLD TEAM (prima divisione)
AG2R LA MONDIALE (ALM – FRA)
ASTANA PRO TEAM (AST – KAZ)
BMC RACING TEAM (BMC – USA)
BORA – HANSGROHE (BOH – GER)
TEAM DIMENSION DATA (DDD – RSA)
FDJ (FDJ – FRA)
MOVISTAR TEAM (MOV – ESP)
Mitchelton-Scott  (ORS – AUS)
BAHRAIN – MERIDA (TBM – BRN)
TEAM KATUSHA ALPECIN (TKA – SUI)
TEAM LOTTO NL – JUMBO (TLJ – NED)
TEAM SKY (SKY – GBR)
TEAM SUNWEB (SUN – GER)
TREK – SEGAFREDO (TFS – USA)
TEAM EF EDUCATION FIRST – DRAPAC P/B CANNONDALE (EFD – USA)
LOTTO SOUDAL (LTS – BEL)
QUICK – STEP FLOORS (QST – BEL)
UAE TEAM EMIRATES (UAD – UAE)

Lappartient su Froome posizione dura!

Lappartient su Froome: “Così Sky fa male a tutto il movimento”

Lappartient su Froome, il presidente della UCI: non possiamo costringere la Sky a fermarlo

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome

Lappartient su Froome  questa volta ci va giù abbastanza diretto, il presidente dell’UCI, giustamente, deve tutelare la massima espressione della Federazione che presiede, mantenendo un tono garantista ma fermo sulla posizione non tanto del corridore quanto del Team.

Proseguono dunque le schermaglie tra l’UCI ed il Team Sky sul caso di positività di Chris Froome al salbutamolo che fanno seguito alle dure prese di posizione di ex alteti come Greg Lemond e corridori attualmente in attività.

Lo dichiarazioni rilasciate da David Lappartient, presente in Australia al Tour Down Under sono stare assolutamente dirette:

“Non possiamo costringere Sky a fermare Froome, con le regole attuali lui ha il diritto di gareggiare. Sta a loro decidere ma, se vincesse alcune gare, potrebbe essere peggio se poi venisse sanzionato. Ecco perchèsarebbe meglio per loro ridurre la pressione non facendolo correre. Froome ha il diritto di difendersi, ma il comportamento della squadra fa male al ciclismo. Gli organizzatori, per l’immagine della loro corsa, potrebbero rifiutare l’iscrizione. Ma la cosa potrebbe finire al Tas“, la sottolineatura del dirigente francese riportata su La Gazzetta dello Sport.