Froome torna a correre dopo l’incidente del giugno 2019

Froome torna in corsa a fine febbraio

Froome torna a correre al Giro degli Emirati Arabi a fine febbraio per il britannico è il ritorno alle corse dopo l’incidente di giugno

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Chris Froome (fonte pagina Twitter)

Froome rompe finalmente gli indugi circa il suo ritorno ufficiale alle corse dopo il terribile incidente occorsogli lo scorso mese di giugno durante la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato a Roanne. Froome non corre dal 12 giugno visto che il giorno successivo, prima del via della crono, fu vittima della caduta di cui sopra.

La caduta al Delfinato è costata cara al kenyano bianco che non solo ha visto sfumare la possibilità di tentare l’assalto al quinto Tour de France ma ha anche messo uno stop alla stagione agonistica 2019. In realtà le conseguenze dell’impatto potevano essere talmente gravi da stroncare la carriera di molti ma il carattere e il fisico di Froome gli hanno consentito di bruciare i tempi di recupero tornando in sella (non senza dolori e fastidi) prima dei tempi più ottimistici previsti dal personale medico curante.

Femore, costole e gomito fratturati, giorni in terapia intensiva e ripetuti interventi chirurgici per tornare a camminare avrebbero stroncato la volontà di chiunque ma, anche in questo caso, Chris ha dimostrato tutta la sua tenacia.
Indipendentemente dal giudizio sulla persona e sull’atleta (che spesso ha diviso gli amanti del ciclismo) va ammirata la forza d’animo e la costanza dimostrata nel cammino di recupero della condizione atletica dell’atleta del Team Ineos.

Restano ancora dubbi su quante possibilità avrà Froome di tornare ai livelli pre-incidente ma già la notizia di una data del ritorno alle corse (cosa assolutamente non scontata) meritano di essere festeggiate. Piaccia o non piaccia Froome ha dominato il ciclismo degli ultimi anni con le sue stratosferiche e mitologiche “frullate”.

Ora il capitano (o uno dei capitani?) della Ineos ha definito il giorno esatto in cui si riappunterà un numero sulla schiena: il 23 febbraio quando ci sarà la partenza dell’UAE Tour, corsa di sette tappe lungo gli Emirati Arabi organizzata da RCS Sport.

E’ stato lo stesso Chris a voler ufficializzare la notizia attraverso un filmato:

“sto alla grande e mi sto allenando a Gran Canaria. Sono felice di annunciare che la mia stagione inizierà il prossimo mese all’UAE Tour, un modo giusto per riprendere a correre”.

 

 

 

Ilnur Zakarin si prepara per il Giro 2019

Ilnur Zakarin è pronto a battagliare alla corsa rosa

Ilnur Zakarin si prepara per tornare al Giro d’Italia 2019 dopo un anno di pausa e vuole competere per la vittoria finale

Ilnur Zakarin (fonte pagina facebook)

Ilnur Zakarin (fonte pagina facebook)

Illnur Zakarin ha avuto un piccolo incidente durante l’UAE Tour che ha un po’ rallentato la sua tabella di avvicinamento al Giro d’Italia 2019 ma ora, il forte corridore russo, sta riprendendo la condizione migliore come si è visto nel decimo posto conquistato alla Parigi-Nizza.

“Ora mi sento bene, ho avuto qualche problema al ginocchio dopo l’incidente negli Emirati Arabi ma ora mi sento bene” ha detto Zakarin ai microfoni ci cyclingnews.com prima della partenza della  Volta a Catalunya,

“Per me conquistare la top10 o, meglio ancora, la top5 qui in Catalunya sarebbe fantastico visto che il mio inizio di stagione è stato denso e travagliato. Dopo la prova catalana sarò a un training camp a Teide” ha spiegato il russo.

Nel piano di avvicinamento alla corsa rosa sono previsti la Liège-Bastogne-Liège e il Tour de Romandie prima, appunto, di provare l’attacco al Giro. Il rapporto con la corsa italiana è stato sempre intenso, nel 2016 Zakarin era in corsa per il podio ma poi fu vittima prima di un terribile incidente in discesa dal Colle dell’Agnello mentre era assieme al leader della corsa Steven Kruijswijk. Nel 2017 ha chiuso al quinto posto al Giro per poi ottenere un fantastico podio alla Vuelta a España.

“Mi piace molto la Giro, è una corsa davvero difficile, non solo quest’anno ma tutte le volte che l’ho corsa l’ho sempre trovato più aperto e interessante del Tour de France. Quest’anno ci saranno tanti big da Tom Dumoulin del Team Sunweb a Primoz Roglic della Jumbo-Visma ma voglio provare a dire la mia grazie all’aiuto del mio team” ha concluso il russo.

L’agenda di Illnur non è ancora completamente scritta e, dopo la corsa rosa, potrebbe valutare di provare a cimentarci con il Tour.

 

Valverde prima vittoria da Campione del Mondo

Valverde prima vittoria con la maglia iridata

Valverde prima vittoria con la maglia iridata, precedendo in una volata a tre Roglic (sempre leader delle generale) e Gaudu

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde (fonte pagina facebook)

Valverde riesce a vincere la prima gara con la maglia iridata. Dopo la vittoria al Mondiale 2018 dello scorso settembre il 38enne atleta della Movistar non era più riuscito ad imporsi. Nella terza tappa dell’UAE Tour, invece, il campione iberico è riuscito ad avere la meglio sul traguardo di Jabel Hafeet.

Il Campione del Mondo ha preceduto in una volata ristretta lo sloveno Primoz Roglic (Jumbo-Visma), che mantiene vestiva la maglia di leader della classifica, generale, e il francese David Gaudu (Groupama-Fdj).

Valverde è apparso decisamente soddisfatto per essersi tolto di dossi il “peso” di non riuscire a vincere con indosso la maglia di Campione del Mondo:

“è stata un vittoria incredibile perché ottenuta con addosso la maglia di campione del mondo. Era da un po che ci provavo ma il risultato non voleva arrivare. Ora sono davvero felice di questa vittoria. C’è stato un momento difficile in cui ho rischiato anche di cadere per via della bassa velocità ma non mi sono scomposto e ho ripreso subito un buon ritmo”.

 

Nibali tra passato, presente e futuro

Nibali ha parlato della stagione 2019 e non solo

Nibali ha parlato della stagione alle porte con un occhio a quella passata e al futuro del ciclismo che passa anche dalla sicurezza stradale

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali (fonte pagina Facebook)

Nibali ha da poco raggiunto Cambrils, Costa Daurada, per il secondo ritiro pre-stagionale per preparare al meglio la propria forma fisica in vista del debutto del 24 febbraio all’UAE Tour. Nibali si è confidato con i colleghi della carta stampata sottolineando la sua voglia di riscatto:

“Dopo la Sanremo, il mio 2018 non è andato come volevo ed ho molta voglia di riscatto. La competizione è la mia vita voglio concentrarmi sul Giro d’Italia e poi vedrò come approcciare il Tour de France, non voglio caricarmi di stress” ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

L’aspetto legato alla stagione alle porte non è l’unico argomento a tener banco attorno allo Squalo dello Stretto, la sua situazione contrattuale e le “sirene” della Trek-Segafredo sono cosa nota:

“ci sono trattative e progetti importanti ma sono un atleta della  Bahrain-Merida. Vero, sono in scadenza e ci sono team che chiedono informazioni. C’è stato un incontro con la Segafedo che essendo un’azienda italiana ha interesse per un ciclista italiano. Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida, dopo l’ingresso di McLaren ci saranno novità.” ha spiegato Vincenzo.

Enzo ha poi parlato del suo passato

“Sono passati tanti anni, andati alla giusta velocità, non voglio fermare il tempo ma chiaro si potesse tronare indietro per evitare alcuni accadimenti sarebbe bello. Potessi tornare indietro, cambierei le cose che ti segnano, rivorrei indietro Michele Scarponi”.

Nibali ha spiegato al Corriere come l’incidente al Tour 2018 lo abbia cambiato

“ho dovuto trovare un altro equilibrio, posizione in sella e spinta sui pedali: quando ti rompi una vertebra non sari mai più quello di prima. Ho lavorato duro, però, e so di poter andare forte tanto quanto prima o anche di più. Nel ciclismo ci sono momenti negativi, se sai di essere tu ad aver sbagliato come a Rio è più semplice accettarlo, in questo caso è più difficile”.

Nibali si è espresso proprio su quel maledetto giorno all’Alpe du Huez: “ci sono tanti video amatoriali fatti da tutte le angolazioni, il tifoso è riconoscibile ma non è stato identificato, non ho rancore con lui ma una lettera, anche anonima, di scuse mi avrebbe fatto piacere riceverla”.

 

“il ciclismo mi dato molto, mi ha tolto dalla strada. In Sicilia ci sono poche ditte e poco lavoro, se non hai una famiglia forte alle spalle rischi di fare una brutta fine. Questo sport mi ha aiutato molto, mi ha allontanato da certe amicizie sbagliate e mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione” ha concluso Nibali